Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Messa alla prova, si discuta con serietÃ
Patrizio Gonnella*, 19 novembre 2008, 16:39
Il commento
Essere contrari ad un proveddimento perché, forse, qualche personaggio vicino a Berlusconi potrebbe usufruirne è pazzesco. Al contrario si tratta di una misura di mediazione penale che non può essere considerata una mini-amnistia, come vorrebbero Travaglio-Di Pietro-Repubblica, responsabili di aver contribuito a spostare a destra il popolo democratico
Anni fa intervistai Nils Christie, padre dell'abolizionismo penale nonché autore di un memorabile saggio "Sull'invenzione del crimine". Gli chiesi: "Che idea si è fatto della situazione italiana, in questa breve visita? In Italia il 30% circa dei detenuti è straniero. A suo parere è una peculiarità del nostro paese?". Rispose: "No. Negli Usa la maggior parte della popolazione detenuta è nera o comunque molto, molto povera. Nelle carceri finiscono le minoranze. Penso che per voi sia molto importante resistere al cattivo esempio che arriva da nazioni più grandi come l'America e la Russia. Quanti detenuti avete in Italia? 54.000? Quante guardie? 44.000? E allora non abbiate paura dei troppi poliziotti... ognuno potrebbe portarsi a casa un detenuto, e avreste risolto il problema delle carceri!".
L'idea della mediazione quale alternativa al sistema penale è una idea maturata tra i criminologi abolizionisti scandinavi. Circa 20 anni fa in Italia fu pensato e approvato un nuovo codice di procedura penale minorile. Esso tentava di residualizzare la risposta carceraria per i minori. Individuò vie alternative alla pena e al processo. Tra queste ultime, su diretta importazione anglosassone, vi era la messa alla prova, che al proprio interno aveva embrioni di quella mediazione penale su cui oggi bisognerebbe riflettere quale via deflattiva al sovraffollamento penitenziario e quale via di uscita all'ipertrofismo penale.
All'articolo 27 del codice di procedura penale minorile è testualmente scritto: "Il giudice provvede alla sospensione e alla messa alla prova sulla base di un progetto di intervento elaborato dai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia, in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali. Il progetto di intervento deve prevedere tra l'altro: le modalità di coinvolgimento del minorenne, del suo nucleo familiare e del suo ambiente di vita; gli impegni specifici che il minorenne assume; le modalità di partecipazione al progetto degli operatori della giustizia e dell'ente locale; le modalità di attuazione eventualmente dirette a riparare le conseguenze del reato e a promuovere la conciliazione del minorenne con la persona offesa. I servizi informano periodicamente il giudice dell'attività svolta e dell'evoluzione del caso, proponendo, ove lo ritengano necessario, modifiche al progetto, eventuali abbreviazioni di esso ovvero, in caso di ripetute e gravi trasgressioni, la revoca del provvedimento di sospensione".
Essere contrari alla messa alla prova perché forse, eventualmente, chissà qualche amico alla lontana di Berlusconi potrebbe usufruirne è pazzesco. La messa alla prova non è una mini-amnistia come ha scritto Repubblica. L'asse Travaglio-Di Pietro-Repubblica ha orientato male e spostato a destra l'elettorato democratico. Questo governo ha proposto e fatto mille cose gravissime sul terreno della giustizia e della sicurezza: pendono alle Camere provvedimenti intrisi di razzismo istituzionale. Eppure, tranne la voce isolata di Gad Lerner, pesa il silenzio di quell'asse. Repubblica ha sdoganato il razzismo di sinistra. Nel novembre del 2007 sul suo blog il leader di Idv, Antonio Di Pietro, scrisse: "Gli irregolari vanno rimpatriati. Chi arriva in Italia deve avere un alloggio e un lavoro, non siamo il vespasiano d'Europa." Non so se il Guardasigilli avesse fini reconditi o qualche amico da mettere alla prova. Di sicuro per un incensurato che commette un reato per il quale è prevista una pena inferiore a quattro anni la probation è una misura seria. Purtroppo non altrettanto serio è il dibattito sulla giustizia in Italia inquinato dagli interessi personali di Berlusconi e dal qualunquismo securtario di certa parte della sinistra.
*Presidente di Antigone
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#2 · Adriano
20 novembre 2008, 15:39 Giusto principio quello di affrontare con serietà i problemi. Ma non mi pare che si offrano in questo articolo molte argonentazioni a favore di questa "messa alla prova", mi sembra che si giri attorno alla questione. Il sentimento del cittadino comune, non conoscendo le questioni tecniche della giustizia, è orientato allo scetticismo. Penso che il cittadino sia stufo a causa di una serie di provvedimenti realizzati durante il secondo governo Berlusconi, poi con Prodi, quindi ancora con Berlusconi. Lodo Schifani, Lodo Alfano, Salva Previti di là , salva Previti di qua, Indulto. E' ovvio che il cittadino è confuso e non vuole più sentire parlare di cose del genere. Il provvedimento di indulto è stato un errore da parte del centro-sinistra perchè non si è capito che il cittadino non ne poteva più dopo 5 anni di provvedimenti simili con Berlusconi. Un provvedimento non è solo giusto o sbagliato, può anche essere opportuno o inopportuno. Sicuramente esisteva un'alternativa per decongestionare le carceri che non si è voluto realizzare. Infine gli attacchi di "antipatia" nei confronti di Travaglio che popolano questo sito mi lasciano davvero perplesso...si vorrebbe un giornalista che attacchi solo la destra al soldo dei nostri partiti, invece ci si trova di fronte ad un personaggio che agisce da cane sciolto e può dire cose anche scomode, quindi fa infuriare i faziosi di sinistra, che vorrebbero dei giornalisti alla Sansonetti o alla Polito, gente che lavora per i partiti e non per i cittadini.#3 · sacha
20 novembre 2008, 16:43 Travaglio è una star mediatica insopportabilmente sopravvalutata, tipo Paris Hilton. La sua carriera è costellata di posizioni assurde, non ultima quella sull'indulto (ma io le ricordo tutte, dalla difesa dello scudo di Bush a quella di Israele, all'attacco a Pinelli da bravo allievo di destra di Montanelli, perché questo è Travaglio). L'indulto è stato rifiutato da un'opinione pubblica forcaiola già orentata a destra, quando è passata quella lettura ridicola avevamo già perso. E se la gente è forcaiola, forse più che assecondarla bisognerenne farle capire che sbaglia bersaglio. Lettura delle elezioni di Travaglio: hanno vinto le forze anticasta (anticasta!!!) Lega e IDV (la lega che difende le province a spada tratta e Di Pietro arricchito e doppiostipendiato col figlio consigliere anticasta!!!). Il giorno in cui Travaglio dirà la verità su Di Pietro inizierò a prenderlo sul serio. Così è solo un cattivo giornalista molto fazioso e anticomunista (lo dichiara lui stesso).#5 · Fabrizio
21 novembre 2008, 12:35 Travaglio è un giornalista che ha delle opionioni condivisibili o meno, francamente è preparato su argomenti che il popolo italiano disconosce, a suo scapito, quasi totalmente. Se la sua voce autorevole può aiutare a capire qualcosa di più sui funzionamenti della casta ben venga. Quando però parla di indulto fa capire che non conosce assolutamente la situazione delle carceri italiane e allora pecca di superficialità , riduce il problema all'impunità per i potenti, quando di potenti in carcere non ce ne sono mai. La certezza della pena sigifica che chi è detenuto deve vivere secondo i canoni della legge, questo non succede e nel nostro paese la detenzione è spesso protratta illegalmente. Travaglio dovrebbe documentarsi prima di parlare, non proferire proclama a vanvera, su questo argomento poi, sulla libertà delle persone, uno informatissimo come lui, non ha davvero colto il punto, si è limitato a focalizzare la parte che gli faceva comodo. Ipocritamente e sulla pelle di chi vive e lavora nelle patrie galere. Avanti con la messa alla prova, simbolo di civiltà forza Alfano, Maroni e La Russa fateci vedere che i quelli di sinistra sono più a destra di voi!!!form di registrazione al sommario
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#1 · sacha
19 novembre 2008, 19:39 E' vero. Dall'indulto in avanti questi personaggi hanno sostenuto una rappresentazione della giustiza e del sistema carcerario che ha portato la destra trionfalmente al governo del paese e delle coscienze. Destra reazionaria, come dice Mantovani, altro che sinistra. Sull'indulto, su cui è invalsa l'assurda lettura del favore a Previti, la destra paradossalmente ha vinto una battaglia strategica grazie alla trimurti suddetta. Facendo passare oltretutto la sinistra per una casta pronta all'inciucio, anziché preoccuparsi delle condizioni dei carcerati. Travaglio è veramente una stupidissima star mediatica. Non ne posso più, è dappertutto!