Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Che furbetto quel Brunetta
***, 13 novembre 2008, 16:31
Dai media
Un'inchiesta di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo, domani in edicola con L'Espresso: La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni
La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.
Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.
Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.
Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203.
La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare.
Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento.
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#2 · iuliano alfredo
15 novembre 2008, 07:55 sia lui che sgarbi non hanno mai acquisito l'abilitazione professorale.è stato da sempre un raccomandato di ferro nell'area craxiana.è di certo un infame nanerottolo.ma tutto il governo del mafioso di arcore è una parata di comici prezzzolati alla stregua del vergognoso governo prodi.#3 · Boomerang
16 novembre 2008, 19:36 Probabilmente quello che ha scritto l’espresso è tutto vero Se tutto sarà confermato questo personaggio può non avere i requisiti morali per essere il Moralizzatore. Ed allora? Mai nessuno di voi ha aspettato 2 mesi per una Risonanza Magnetica in struttura pubblica mentre gli stessi medici, in privato te la fanno subito? Mai avuto a che ridire con un impiegato postale per l’interminabile coda mentre ce ne sono che vanno fare la spesa? Naturalmente in orario di lavoro! La malattia e gli infortuni pagati sono una delle conquiste che la Classe operaia ha raggiunto sudando sangue! è un’indecenza che ci siano operai che inviino certificati falsi e sindacalisti che difendano questa gente quando scoperta. Quella di criticare il Brunetta per quello che può aver fatto negli anni passati è la solita battaglia di retroguardia che certa gente di pseudo sinistra crede di poter fare. Quei disservizi che il Brunetta, a modo suo, vuol far terminare colpiscono soprattutto al classe dei lavoratori non certo i benestanti. I benestanti quando devono fare la Risonanza Magnetica fanno una telefonatina alla struttura privata e semmai la loro assicurazione li rimborsa pure il prezzo compreso di tiket. Attenti compagni che quello della critica al Brunetta per il Brunetta è un boomerang ed i lavoratori aspirano a non aspettare 2 mesi per una Risonanza Magnetica. Saluti Leonardo#4 · Boomerang 2
16 novembre 2008, 22:53 Apprendo dal 3# che i ritardi per le risonanze magnetiche sono da addebbitarsi agli infermieri, che i lavoratori si danno malati utilizzando certificati falsi, e che le file agli sportelli dipendono dagli impiegati che vanno a fare la spesa. E io che pensavo che fosse a causa dello smantellamento scientifico del settore pubblico e alla precarizzazione del lavoro...||| Dici la verità ti firmi Leonardo ma sei Brunetta travestito!|||| PS: Scritta da te la parola "compagni" stona. Evita di usarla perchè non ti si addice.#5 · Per #4 che non si firma
17 novembre 2008, 13:41 In che punto ho scritto che i ritardi per le RM sono da addebitarsi agli infermieri? La colpa è soprattutto della classe medica e degli appoggi che gode nelle amministrazioni delle ASL. Da quello che scrivi ho l’impressione che tu non sappia distinguere fra un infermiere, un tecnico radiologia ed un biologo. Devi sapere che ricoprono ruoli diversi, ciascuno con le sue prerogative e responsabilità. In quanto ai certificati fasulli parlano da soli i crolli per le assenza per malattia. In quanto alle file agli sportelli, tu non devi essere un grosso frequentatore degli uffici postali e nemmeno dei mercati rionali. Continua pure a fare la battaglia di retroguardia come se ai signori benestanti interessasse veramente che ci vogliono 2 mesi per una RM ad un operaio. Per inciso, io lavoro in un ospedale pubblico e sono iscritto alla CGIL: Saluti Leonardoform di registrazione al sommario
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#1 · Manlio Tummolo
13 novembre 2008, 22:27 In riferimento a "chi l'ha visto venticinquenne...". Una mia curiosità: ma usava il microscopio ? La profezia sulle sue doti è confermata dallo stesso Brunetta in occasione di un incontro radiofonico con Gian Antonio Stella, che aveva anche cercato di intimidire con una minaccia di querela, perchè Stella aveva riportato la notizia delle sue assenze da parlamentare europeo. Sarà vera la storia della consulenza negli anni '80? non mi sembra tanto vecchio da essere stato oltre vent'anni fa già professore universitario e consulente craxiano...