Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
La Tav e il concetto di democrazia del premier
Vittorio Agnoletto*, 06 novembre 2008, 17:27
L'intervento
Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell'esecutivo. Vuole mandare l'esercito làddove esiste da anni un grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa
Ha iniziato mandando l'esercito a Napoli, a sedare le proteste dei cittadini durante l'emergenza rifiuti mai risolta. Ha proseguito con i militari nelle grandi città, per poi continuare con i carabinieri nelle scuole, a denunciare giovani che stanno dando vita a un movimento serio e pacifico per garantirsi il diritto allo studio e a un futuro decoroso per l'istruzione pubblica.
Ora vuole mandare l'esercito làddove esiste da anni un altro grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa. Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell'esecutivo. Sembra proprio che il premier voglia trasformare la nostra Costituzione in carta straccia e fare dell'Italia uno Stato di Polizia, dove qualunque tipo di parere non allineato al governo verrà represso con la forza.
Le minacce lanciate l'altroieri a Milano dal Presidente del Consiglio contro i cittadini della val Susa troveranno sicuramente una forte, democratica e pacifica risposta nella manifestazione che i valsusini stanno organizzando per il 6 dicembre.
Lo stesso giorno, esattamente tre anni fa, Berlusconi provò a piegare la valle con l'esercito e allora fu sconfitto dall'opposizione della popolazione. La Val di Susa è un grande esempio di democrazia «dal basso»: sono state raccolte in valle oltre 30.000 firme contro l'Alta Velocità e migliaia di cittadini (tra i quali anche chi scrive), aderendo alla campagna «Compra un posto in prima fila», hanno acquistato un terreno nei luoghi che il governo vorrebbe espropriare per costruire il tunnel lungo oltre 50 chilometri.
È inoltre assolutamente inaccettabile che in piena crisi economica il governo voglia buttare 20 miliardi di euro (soldi pubblici, ndr) per costruire la Tav. Perché - è bene ricordarlo - ad oggi non esiste ancora un progetto definitivo per il tracciato da presentare alla Commissione europea e si chiedono soldi, liquidi all'Europa per procedere sulle fasi di studio e indagine.
Nello stesso giorno in cui Berlusconi si è nuovamente pronunciato a favore di un eventuale uso della forza in Val di Susa, si è infatti tenuta al Parlamento europeo la riunione periodica della Commissione Trasporti sullo stato dell'arte dei diversi progetti prioritari Ten-T.
Per quanto riguarda il disegno della linea futura, abbiamo avuto una nuova conferma che «il tracciato ottimizzato - sviluppato sulle basi del lavoro dell'Osservatorio - dovrà essere ora sviluppato nelle successive fasi di studio e indagini con il concorso finanziario dell'Unione Europea». Sul fronte dei finanziamenti, i ministri Altero Matteoli e il francese Jean-Luis Borloo hanno appena inviato una lettera al Commissario Tajani per tentare di sostanziare i contenuti per cui il contributo europeo è stato concesso e deliberato. Il motivo? Fare cassa, e al più presto, visto che tale somma non verrà erogata in un'unica soluzione, bensì per tappe di avanzamento dei singoli lavori e studi.
*eurodeputato Prc/Sinistra Europea
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#2 · Manlio Tummolo
07 novembre 2008, 10:04 Piccola caricatura di dittatorello sudamericano dell'800, Berlusconi minaccia l'uso della forza contro ogni tentativo di protesta di piazza. Questo conferma la sua mentalità di ex-studente di Giurisprudenza, dove l'uso della forza è considerato principio o fondamento del Diritto, e non il consenso libero e critico. Comunque, quelle di Berlusconi sono illusioni: gli occorrerebbe l'esercito di Serse per riuscire a mandare truppe in tutto il mondo e, al tempo stesso, soffocare come il suo predecessore Bava-Beccaris una protesta popolare che non sia fatta di fumo e di chiacchiere. D'altro lato, non si sono visti in Italia, e forse neppure nel resto del mondo, confronti seri e scientificamente dibattuti su determinati problemi ambientali. Invece di minacce militariste o, all'opposto, apocalittiche con le solite visioni mutuate con poche varianti dalla Bibbia (vedi Al Gore e i suoi filmetti), sono appunto necessari preventivi, seri, approfonditi dibattiti su ciò che si può fare e ciò che non si deve fare in merito alle questioni ecologiche. Riguardo al tema specifico delle ferrovie in Italia, come in Europa, non è tanto necessario aumentare la velocità del mezzo, quanto la puntualità, regolarità, sicurezza, con l'eliminazione per i treni più veloci (quelli che un tempo si chiamavano "rapidi" o "direttissimi") di fermate intermedie inutili. Quanto alla velocità massima di un treno in Italia, che non è né l'America, né la Russia, basterebbero 150 km/h all'ora .#3 · MZ
07 novembre 2008, 10:34 Voglio bene alla Val Susa, ci ha insegnato molto. Ci ha insegnato che questa è una democrazia primitiva, ci ha insegnato come essere cittadini e non sudditi, ha aperto la strada ai movimenti a difesa del territorio e dei beni comuni. Le ragioni dei valsusini sono ampiamente descritte nei loro dossier facilmente reperibili in rete. La novità della democrazia partecipata, la democrazia dal basso, ha messo in crisi quei centri di potere che si sono rivelati i partiti. La Val Susa ha insegnato che non è necessario aspettare che si muova un funzionario di partito, un referente politico che troppo spesso è invischiato nel ben oliato meccanismo del potere o è impotente di fronte alla mafia degli interessi economici. Con la lotta della Val Susa si è preso coscienza della centralità del territorio in cui viviamo, il territorio è il luogo dove oggi si sperimenta e si costruisce in autentici laboratori di democrazia non più da sudditi, ma da cittadini che partecipano. E’ una grande novità ed è una buona notizia per tutti.#4 · MZ
07 novembre 2008, 10:58 Infatti cara Sacha, l’articolo dovrebbe titolarsi: il concetto di democrazia del premier e del PD. Soprattutto per Vicenza, ce ne sono da dire di cotte e di crude su quanto il PD sia invischiato in giochi di potere e commistioni fra affari e politica. Il sindaco democratico di Vicenza, oggi è un sindaco isolato dal suo stesso partito centralista romano. Fra i piddini, il più carogna è stato senza ombra di dubbio l’ex ministro degli esteri Massimo D’Alema che non solo è andato in America a svendere Vicenza, ma si è permesso pure di deriderne i cittadini. E’ stata probabilmente la sua smania di protagonismo e sete di potere che non ha permesso quello che subito sembrava un NO alla seconda gigantesca base di guerra da parte del governo Prodi. Un governo Prodi che poi si è dimostrato in barba al programma, servo del potente alleato. Nessuno fra i big durante i disastrosi 2 anni del governo di centrosinistra ha avuto il coraggio di venire a confrontarsi con la città nemmeno quando ad essere eletto è stato un sindaco piddino nettamente contrario alla base. Questi, al posto di PD, dovevano chiamarsi partito dei servi e del prestigio personale, partito dei potentati economici e degli interessi di bottega. C’è stato un momento, dopo la seconda grande manifestazione dei 200.000, che anche la sinistra di governo e non più di lotta, si è colpevolmente defilata, e ai vicentini del Movimento è toccato pure andare a dare la sveglia all’Arcobaleno dei belli e addormentati agli stati generali a Roma. L’insegnamento che se ne trae, è che la lotta a difesa del territorio e dei beni comuni è libera e indipendente, non ha governi amici, ma il sacrosanto diritto di non solo ripristinare le più elementari forme di democrazia, ma anche di ricercarne altre, di sperimentarle e di condividerle.form di registrazione al sommario
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#1 · sacha
06 novembre 2008, 21:56 ma la differenza, compagno Agnoletto, è che sull'intervento delle forze dell'ordine all'università si è levato un coro unanime, mentre qui non c'è un sussurro. Che sia l'ennesima colpa del pd? Non è forse Veltroni quello che ha stigmatizzato, contro il povero pecoraro espiatorio, l'ecologia del nimby, "non nel mio cortile"? Ovvero il diritto all'autodeterminazione dei territori: dalle basi militari, dalle infrastrutture dannose e domani anche dalla centrali nucleari, su cui si parla addirittura di commissariamento degli enti locali dissenzienti?