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La Tav e il concetto di democrazia del premier

Vittorio Agnoletto*,   06 novembre 2008, 17:27

La Tav e il concetto di democrazia del premier L'intervento     Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell'esecutivo. Vuole mandare l'esercito làddove esiste da anni un grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa 



Ha iniziato mandando l'esercito a Napoli, a sedare le proteste dei cittadini durante l'emergenza rifiuti mai risolta. Ha proseguito con i militari nelle grandi città, per poi continuare con i carabinieri nelle scuole, a denunciare giovani che stanno dando vita a un movimento serio e pacifico per garantirsi il diritto allo studio e a un futuro decoroso per l'istruzione pubblica.
Ora vuole mandare l'esercito làddove esiste da anni un altro grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa. Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell'esecutivo. Sembra proprio che il premier voglia trasformare la nostra Costituzione in carta straccia e fare dell'Italia uno Stato di Polizia, dove qualunque tipo di parere non allineato al governo verrà represso con la forza.

Le minacce lanciate l'altroieri a Milano dal Presidente del Consiglio contro i cittadini della val Susa troveranno sicuramente una forte, democratica e pacifica risposta nella manifestazione che i valsusini stanno organizzando per il 6 dicembre.
Lo stesso giorno, esattamente tre anni fa, Berlusconi provò a piegare la valle con l'esercito e allora fu sconfitto dall'opposizione della popolazione. La Val di Susa è un grande esempio di democrazia «dal basso»: sono state raccolte in valle oltre 30.000 firme contro l'Alta Velocità e migliaia di cittadini (tra i quali anche chi scrive), aderendo alla campagna «Compra un posto in prima fila», hanno acquistato un terreno nei luoghi che il governo vorrebbe espropriare per costruire il tunnel lungo oltre 50 chilometri.

È inoltre assolutamente inaccettabile che in piena crisi economica il governo voglia buttare 20 miliardi di euro (soldi pubblici, ndr) per costruire la Tav. Perché - è bene ricordarlo - ad oggi non esiste ancora un progetto definitivo per il tracciato da presentare alla Commissione europea e si chiedono soldi, liquidi all'Europa per procedere sulle fasi di studio e indagine.
Nello stesso giorno in cui Berlusconi si è nuovamente pronunciato a favore di un eventuale uso della forza in Val di Susa, si è infatti tenuta al Parlamento europeo la riunione periodica della Commissione Trasporti sullo stato dell'arte dei diversi progetti prioritari Ten-T.

Per quanto riguarda il disegno della linea futura, abbiamo avuto una nuova conferma che «il tracciato ottimizzato - sviluppato sulle basi del lavoro dell'Osservatorio - dovrà essere ora sviluppato nelle successive fasi di studio e indagini con il concorso finanziario dell'Unione Europea». Sul fronte dei finanziamenti, i ministri Altero Matteoli e il francese Jean-Luis Borloo hanno appena inviato una lettera al Commissario Tajani per tentare di sostanziare i contenuti per cui il contributo europeo è stato concesso e deliberato. Il motivo? Fare cassa, e al più presto, visto che tale somma non verrà erogata in un'unica soluzione, bensì per tappe di avanzamento dei singoli lavori e studi.

*eurodeputato Prc/Sinistra Europea





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