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Lettera dei docenti degli Atenei alle famiglie

Firme varie,   15 ottobre 2008, 11:00

Lettera dei docenti degli Atenei alle famiglie Università     La legge 133 di quest'anno prevede un taglio di 1500 milioni di euro per i prossimi 5 anni. E' la volontà di emarginare l'Università pubblica, costringere le Facoltà ad innalzare le tasse e di selezionare gli accessi sulla base del reddito. Questa politica non è solo affare dei docenti, ma della società



Cari genitori,

noi docenti di varie Università italiane desideriamo avere un contatto diretto con voi, con le mamme e i papà che hanno figlie e figli studenti nelle nostre Facoltà. Le ragioni di questo invito sono molteplici. Voi inviate i vostri figli, spesso con duri sacrifici economici, a continuare gli studi superiori nella speranza di garantir loro una prospettiva di lavoro qualificato e dignitoso. Ma oggi sentite vacillare la certezza che questo vostro sforzo venga coronato da successo. La grande stampa e i media che denunciano - a giusta ragione - casi intollerabili di nepotismo, o fenomeni gravi di illegalità nei concorsi e nelle assunzioni, hanno macchiato gravemente l'immagine dell'Università italiana.

Esistono, in effetti, in alcuni punti del sistema, impedimenti al riconoscimento del merito. Ma questa sacrosanta denuncia crea una grave distorsione della realtà. Come dimostrano i risultati relativi al successo dei nostri giovani nella ricerca internazionale, la nostra Università è composta in grandissima parte di docenti di valore, che si dedicano con passione alla ricerca e all'insegnamento.
I risultati spesso straordinari che professori italiani raggiungono tanto nella ricerca che nell'insegnamento sono tanto più degni di nota quanto più ottenuti in un contesto di drammatica precarietà di risorse e di servizi. Negli ultimi anni le nostre Facoltà hanno dovuto far fronte a una crescita straordinaria di domanda di istruzione che è un segno di vitalità della società italiana. Migliaia di giovani che prima entravano precocemente nel mondo del lavoro, oggi continuano gli studi migliorando la loro preparazione e formazione. Ma ad essi non sono assicurate spesso aule dignitose, biblioteche, spazi per gli studi. La verità è che da alcuni anni i governi della Repubblica vanno sottraendo sempre più risorse ai bilanci già drammaticamente inadeguati delle Università.

La nuova L.133 di quest'anno prevede un ulteriore taglio di ben 1500 milioni di euro per i prossimi 5 anni. E' evidente la volontà di emarginare l' Università pubblica, costringere le Facoltà ad innalzare severamente le tasse di iscrizione e di selezionare gli accessi degli studenti sulla base del loro reddito familiare. Così l' Università è destinata a esistere solo per pochi ragazzi. E d'altra parte, la possibilità che la legge offre ai Rettori di trasformare le Università in fondazioni private conferma questa volontà da parte delle forze di governo.

Crediamo che tali problemi non siano solo affare dei docenti. Ma sono problemi anche degli studenti e delle famiglie. Sono problemi che riguardano la formazione delle nuove generazioni e dunque l'avvenire stesso del nostro Paese, che sempre meno investe in cultura e ricerca rispetto a gran parte dei Paesi del mondo.
Ricordiamo che gli USA spendono per ogni studente 24.370 dollari all'anno, la G.B 13.506, la Germania 12.446, l'Italia, in coda, 8.026. Noi vogliamo affrontare realisticamente i nodi, pensare anche a soluzioni ragionevoli da proporre alla controparte governativa.

Perciò vi invitiamo negli spazi antichi e nuovi delle Università italiane a discuterne insieme a docenti e studenti. Il giorno 22 ottobre all'Aula I della Facoltà di Lettere della Sapienza, alle ore 16, si terrà un incontro aperto alle famiglie e a tutte le forze sociali e sindacali. Analoghi iniziative saranno intraprese in altri atenei d'Italia

Piero Bevilacqua, Mario Alcaro, Raffaele Perrelli, Giorgio Inglese, Giuseppe Cantarano, Claudio Natoli, Maria Antonietta Visceglia, Anna Esposito, Leandra D'antone, Marina Caffiero e molti altri docenti





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