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Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14

Paura nucleare

Leonardo Carletti ,   04 giugno 2008, 21:04

Paura nucleare L'allarme     Incidente nella centrale slovena di Krsko, chiusa per riparare una perdita. L'agenzia protezione ambiente italiana: "Siamo tranquilli, è un caso diverso da Chernobyl e non ci sono perdite verso l'esterno". Verdi e Pdci: "Il governo rifletta, l'atomica non è sicura"   



L'allarme è stato lanciato dall'ECURIE (European Community Urgent Radiological Information Exchange), organismo dell' Unione europea che trasmette informazioni sui rischi di eventuali incidenti nucleari ai 27 paesi membri. Le autorità slovene hanno comunicato che la centrale di Krsko, a circa 100 chilometri ad est della capitale Ljubljana (e ad una distanza in linea d'aria di poco superiore dai confini italiani) è stata spenta per motivi precauzionali "per alcune ore, in modo da consentire al personale di determinare la causa della perdita e ripararla", si legge in una nota, nella quale si sottolinea che l'incidente non ha avuto e non dovrebbe avere neanche in seguito "conseguenze sull'ambiente". La centrale nucleare di Krsko, in comproprietà fra la Slovenia e la vicina Croazia, è stata costruita a fine anni Ottanta.

La comunicazione ha messo in allerta la nostra Agenzia protezione ambiente, l'Apat. Roberto Mezzanotte, l'esperto che sta monitorando la situazione, ha fatto comunque sapere di essere "moderatamente tranquillo". Ha spiegato che "l'impianto di cui stiamo parlando è diverso da Cernobyl: esiste infatti un edificio di contenimento (a differenza di quanto accadde a Cernobyl) e in questo caso c'è stata una perdita del liquido refrigerante. Il tutto assolutamente contenuto dall'edificio di sicurezza". Al momento, tiene a precisare Mezzanotte, "non esiste alcuna perdita verso l'esterno. Al momento quindi, anche sentiti gli esperti della Ue, si escludono rischi".

L'Apat, comunque, seguirà l'evolversi dell'incidente: "Ci vorranno ore o giorni perché si chiuda la vicenda". Nel frattempo i triestini? "Se io vivessi a Trieste- ha detto l'esperto - cenerei tranquillo...". Nessun rischio per verdura e generi alimentari? "Assolutamente no. Non scherziamo...". Al momento, ha concluso Mezzanotte, "è stata allertata la Protezione civile proprio perché esiste un piano emergenza. D'altronde sono venticinque gli impianti nucleari nella fascia di duecento chilometri dai confini nazionali".

L'accaduto ha rilanciato le posizioni di quanti sono schierati, nel nostro Paese, contro l'intenzione del governo Berlusconi di riprendere in mano, dopo il referendum post - Cernobyl, il dossier sull'energia nucleare. Ha detto l'ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli: "Quello che sta accadendo in queste ore a pochi chilometri da Trieste dimostra quanto sia irresponsabile il governo Berlusconi a voler trascinare il nostro paese in un'avventura pericolosissima, rischiosissima e costosissima come il nucleare. Il ministero dell'Ambiente si attivi subito per verificare se ci sono rischi per l'ambiente e per la salute. Certo è che anche questo incidente dimostra che non ci sono centrali sicure. Per questa ragione bisogna investire sulla ricerca sul nucleare da fusione, ossia senza scorie radioattiva, sul solare e sulle fonti rinnovabili".

Sulla stessa linea Pino Sgobio del Pdci: "La notizia dell'incidente avvenuto nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia faccia riflettere, e bene, chi, governo in primis, vuole riportare il nucleare in Italia. Gli italiani, ventuno anni fa, con un referendum, scelsero di non correre rischi e pericoli. I problemi di sicurezza legati al nucleare, evidentemente, sono più attuali che mai".

La centrale nucleare di Krsko, frutto di una joint venture di Slovenia e Croazia (che all'epoca facevano parte della Jugoslavia) è stata collegata alla rete elettrica il 2 ottobre del 1981, ma è diventata operativa solo più di un anno dopo: il 15 gennaio del 1983. E' costituita da un reattore ad acqua pressurizzata realizzato dalla Westinghouse con una capacità di 632 megawatts. Funziona con 121 elementi di uranio arricchito, acqua distillata come rallentatore e 33 fasci da 20 barre di argento, cadmio e indio per regolare la potenza. La compagnia che gestisce la centrale è la Nuklearna Elektrarna Krsko (Nek) che è di proprietà della compagnia elettrica slovena Gen-Energija, (costola della statale Elektro-Slovenija, Eles) e della croata Hrvatska elektroprivreda (Hep). Fornisce più di un quarto della energia elettrica necessaria alla Slovenia e un quinto di quella utilizzata dalla Croazia. Le scorie nucleari prodotte vengono custodite in un deposito poco distante che raggiungerà il limite di capacità fra tre anni. La data stabilità per la cessazione dell'attività della centrale di Krsko è il 14 gennaio del 2023 e i lavori di smantellamento andranno avanti per 13 anni.





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