Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Cara Carfagna, non siamo d'accordo
Rete Nazionale Femminista e Lesbica, 30 maggio 2008, 14:32
Lettera aperta
La politica del governo in merito alla questione femminile non convince molte donne, così come l'atteggiamento della ministra per le Pari Opportunità. Entrambi espressione di una cultura che aspira a limitare la capacità di scelta e di autodeterminazione
Egregia Ministra Carfagna,
abbiamo letto con attenzione la sua "lettera al direttore" di Repubblica nella quale descriveva le sue considerazioni sulla questione della violenza alle donne.
Siamo certe: le 150 mila donne, femministe e lesbiche che hanno partecipato al corteo contro la violenza maschile dello scorso 24 novembre non ne condividono il contenuto.
La causa delle violenze degli uomini non risiede nella presunta fragilità delle donne.
Noi sappiamo che la famiglia è il luogo all'interno del quale si realizzano prevalentemente le violenze.
Questo dato contrasta nettamente con il fatto che la famiglia sia eletta al ruolo di "ammortizzatore sociale". Essa diventa una direzione obbligata dal sistema welfare di questo Stato che non provvede alla soluzione della precarietà di tante persone, che non permette alle donne di essere autosufficienti e che anzi chiede loro di supplire nei compiti di cura che altrimenti nessuno svolgerebbe.
Noi crediamo che la famiglia, qualunque essa sia e da chiunque sia composta, debba essere una "scelta" e non un obbligo.
Promuovere una politica familista all'interno della quale è ammesso un unico modello di sessualità è il modo migliore per legittimare una cultura discriminatoria e sessista di per sé veicolo di violenza.
Riteniamo pericoloso assegnare alle separazioni, ai divorzi e all'affidamento dei figli e delle figlie la causa delle tensioni che determinano gravissime tragedie all'interno dei nuclei familiari.
Una simile considerazione non tiene conto dei dati che dimostrano che la maggior parte delle violenze da ex coniugi avviene in occasione degli incontri tra padre e madre per lo scambio del figlio. Stiamo parlando di quei tanti casi in cui l'affido condiviso è stato concesso nonostante la presenza di denunce per violenze e maltrattamenti nei confronti del coniuge ed è stata data all'ex la opportunità di continuare a fare del male a moglie e figlio.
Sappiamo inoltre che sono tanti i casi in cui bambini e bambine vengano uccisi assieme alle mamme proprio dai padri che intendono l'intera famiglia quale proprietà. Ed è questo l'aspetto fondamentale sul quale la cultura non interviene: il possesso.
Non sono passati molti anni da quando è stata eliminata la figura del capofamiglia e dal momento in cui il padre è stato privato dello ius corrigendi, il diritto di correzione di ogni membro della famiglia. E' di quella modalità che stiamo parlando, prima legalizzata e ora culturalmente legittimata.
Lei per prima si fa veicolo di questa cultura nel sostenere la Sua posizione contraria all'interruzione di gravidanza. Perchè equivale a dire che le donne non possiedono il proprio corpo e non hanno il diritto di autodeterminarsi. Delegittimare le donne nelle proprie scelte rafforza quella visione che le immagina bisognose di tutori che decidano per loro quasi non fossero in grado di intendere e volere.
Il messaggio che Lei trasmette è che le sole donne che non meritano di essere picchiate o, peggio, uccise, sono quelle che si dedicano alla famiglia. Secondo questi parametri è facile che gli uomini si sentano in diritto di dover esercitare su di noi una sorta di controllo sociale e che si sentano autorizzati a reintrodurre il loro sistema di correzione per insegnarci a non essere mai in contraddizione con i ruoli che proprio questa cultura patriarcale ci assegna.
Bisogna anche intervenire praticamente, siamo d'accordo, ma non nel modo che intende Lei. Di sicuro non ci sembra un gran segno di "concretezza" il fatto che il governo tagli il fondo di 20 milioni di euro per la prevenzione e il sostegno alle vittime della violenza sessuale. Anzi questo ci dimostra che avevamo ragione: il governo usa i nostri corpi per legittimare la propria politica razzista e poi ci sottrae fondi indispensabili per attuare una politica contro la violenza.
Ecco invece quanto noi intendiamo per "concretezza. E' necessario investire sulle possibilità di autodeterminazione delle donne. Abbiamo bisogno di interventi strutturali che stabiliscano delle priorità difficili, non plateali come l'adozione di eserciti o più polizia. Non serve un sistema di leggi che rafforzino il modello securitario. Dentro le nostre case serve che noi siamo in grado di difenderci. Abbiamo diritto ad una abitazione e ad un lavoro che ci permettano di vivere autonomamente senza dover restare a sopportare violenze perché piegate alla dipendenza economica dai mariti. Abbiamo bisogno che i centri antiviolenza non dipendano dagli umori degli amministratori locali ma che vengano stanziati fondi nazionali che ne garantiscano l'operatività. Abbiamo bisogno che i genitori non siano prescrittivi nei confronti delle preferenze sessuali delle proprie figlie e dei propri figli. Non ci deve essere nessun genitore autorizzato ad accoltellare una figlia perché è lesbica.
Le azioni del Ministero delle Pari Opportunità dovrebbero essere improntate a riconoscere e promuovere le nostre reali necessità. Sia garante della concreta promozione dei diritti umani delle donne, primo tra tutti il diritto ad una vita libera dalla violenza, il diritto alla scelta su cosa fare della nostra vita e dei nostri corpi, così come voluto dalle principali convenzioni internazionali.
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#2 · leghista
31 maggio 2008, 09:12 Mi sembra una lettera allucinante: ma qualcuno di voi che frequenta queste signore lesbiche che in Italia c'è un codice penale che punisce con la reclusione chi compie un reato di violenza fisica? E che accoltellare una figlia perchè lesbica costituisce addirittura un'aggravante? Ma queste centocinquantamila lesbiche sono analfabete? Regalate loro un Codice Penale, per favore. E dite loro che i genitori hanno tutto il diritto di insegnare ai loro figli cosa è bene o cosa è male.#3 · Fabio
31 maggio 2008, 14:08 Divide et impera? Abbasso la violenza maschile sulle donne... quindi evviva mamma Cogne?? Questa non e' una domanda retorica, e' formale. Io sostengo (non insulto) che questi sono concetti razziali. Che poi il movente non e' neanche quello, in realta' lo scopo e' quello di frammentare le azioni frammentando i concetti.#4 · FUORI TEMA
31 maggio 2008, 19:17 Secondo voi posso mettermi in ufficio una foto (grande, diciamo pure un poster) della ministra Carfagna? Anche se risale a qualche anno fa (quando, a voler essere chiari, offriva agli italiani il meglio di sè senza aver bisogno di parlare)?? Sarebbe un reato??? Anche se ci metto una didascalia con su scritto "La Ministra Carfagna"???? Anche se di fianco isso una bella bandiera della Repubblica Italiana????? Sapete, io sono patriottico...#5 · Marcello Marani
01 giugno 2008, 08:59 Forse sarebbe opportuno che più che la lunga lettera, che non so se la signora in questione sarà in grado di leggere e capire fino in fondo, sarebbe stato meglio invitarla a leggere per lo meno la prima parte della Costituzione, dato che sono convinto non abbia mai neppure letto, anche se, spergiura, ha giurato di difenderla e rispettarla. E dovrebbe prestare attenzione con particolare riferimento all'art. 2 che sancisce: " La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.", ammesso che ne comprenda il significato, dato che ha fatto la sua carriera fino ad arrivare ad essere minestra, nella maniera che tutti i rotocalchi ci hanno negli anni passati mostrato, e che tutti i patiti del gossip e dei talk show televisivi conoscono a fondo! Certo meglio lei che il Divo Giulio, almeno dal punto di vista non solo estetico, perchè sembra fosse molto più generosa e disposta a donarsi piuttosto, che essere collusa e prescritta, nei confronti di sodali mafiosi. Ma sarei irriverente se a questo punto aggiungessi Moana Pozzi, Cicciolina e Monica Rizzo, sante subito? E per concludere una domanda alle mittenti della lettera aperta che esordiscono dicendo: "La politica del governo in merito alla questione femminile non convince molte donne...", chiedendo che facciano un esame di coscienza per capire che il successo di questa maggioranza è stato determinato proprio dallo straripante consenso del voto femminile, e per chiedere anche a loro se conoscono quel vecchio detto che: "Chi è causa del suo mal...."? maranimarcel@iscali.it#6 · mirella
01 giugno 2008, 09:29 Condivido pienamente quanto detto nella lettera-articolo, anche se non mi meraviglio affatto che la nuova ministra delle Pari Opportunità si comporti così...E sono altrettanto convinta che della lettera non capisca assolutamente NULLA, che non abbia idea dei problemi, non dico delle donne, ma, appunto, della Costituizione, etc. E' stata messa lì apposta per mostrare a tutti, che la categoria delle donne (definita come tale dal suo capo)è valutata dalla sua parte politica e, ovvviamente, dal suddetto capo, secondo criteri che niente hanno a che veder con cultura, politica o no, e civiltà. La Carfagna è bellina, popolare in tutti i sensi, disponibile e sottomessa ai maschi - che altro deve essere una donna? E le donne continueranno a votare come sciaguratamente hanno fatto, sperando di diventare veline e da veline passare ad attricette televisive, e infine sposare il riccone di turno che le adornerà di brillocchi pacchiani ma costosissimi oppure diventare addirittura ministre della Repubblica...Questi sono i modelli propinati, se le donne non li seguono, o non ne hanno le grazie sufficienti, o hanno un cervello per pensare, peggio per loro, e affar loro se vemgono picchiate, violentate e ammazzate, prima di tutto dai maschi di famiglia...Come donna, non auguro certo alla Carfagna di dovere a vere a che fare con qualche maschio del tipo che lei implicitamente autorizza a certi comportamenti e azioni con quello che dice (il Ministro delle PARI OPPORTUNITA'!!!),ma, nel caso, spero che trovi ad aiutarla qualche donna di quelle che lei in questo nmodo offende, e sacrifica!#7 · Marcello Marani,
01 giugno 2008, 13:31 Forse pretendono che le donne continuino a rimanere "ciccia", fresca", da pagare al mercato più a letto che al chilo, così come tante sculettanti veline e comparse dei talk e reality show televisivi dimostrano ad abundantiam, ed a malo esempio per i giovani, ogni volta che accendiamo l'apparecchio TV. E non solo negli spettacoli, ma persino nelle pubblicità imperanti e dilaganti, che sono all'origine di questo troiaio, che però nessuno dei crociati e paladini a parole della "Sacra Famiglia", si accorga che esista e tenti di combattere sul serio. maranimarcel@iscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · paolina
31 maggio 2008, 01:44 chissà se l'ha letta fino e in fondo e poi se l'ha capita