Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Amici - nemici della Cgil
22 novembre 2006, 20:01
Il punto
Si è chiusa la due giorni del direttivo della Cgil. Il dibattito è stato aspro, le conclusioni importanti. Ma la spaccatura interna resta ed è più che mai evidente. Andiamo ai fatti: due gli ordini del giorno presentati in alternativa, che non potevano che rimarcare forze e cifre già conosciute. Il primo della maggioranza della segreteria (ad esclusione di Paola Agnello Modica); il secondo che vede primi firmatari Nicola Nicolosi e Paola Agnello Modica. Il primo ha raccolto 63 voti favorevoli e 14 astenuti; il secondo 21 voti favorevoli. Giorgio Cremaschi si è dichiarato contrario al primo e si è astenuto sul secondo.
Nel merito, il "parlamento" della Cgil ha discusso di Finanziaria ribadendo il giudizio positivo sul suo impianto ma anche il permanere di questioni aperte come i finanziamenti all'università, alla ricerca, alla scuola, alla lotta alla precarietà per quanto riguarda sanità ed enti locali, il tema della non autosufficienza e del trasporto pubblico locale.
Il dibattito, lo abbiamo detto, è stato aspro. "Abbiamo espresso preoccupazioni sul tentativo non solo di attacco alle condizioni delle persone ma di destabilizzazione del quadro politico che la destra sta portando avanti" Guglielmo Epifani ha rotto gli indugi e ha attaccato la sinistra interna alla Cgil mettendola di fronte alle sue responsabilità politiche. "O si sta con la Cgil o si sta con i Cobas ha detto in sostanza il segretario generale del maggior sindacato italiano, rivolgendosi a Giorgio Cremaschi, leader storico della sinistra, fondatore della componente "Rete 28 aprile' e membro della segreteria della Fiom (metalmeccanici), guidata da Gianni Rinaldini. "Se Cremaschi - ha detto il segretario - augura successo allo sciopero dei Cobas e dei Cub (quello del 17 novembre), a mia memoria non credo di aver visto un dirigente della Cgil fare così nei confronti di uno sciopero che ha un obiettivo diverso da quello della Cgil". Il leader della Cgil ha anche criticato la manifestazione del 4 dicembre contro la precarietà organizzata, tra gli altri, dagli stessi Cobas. Inizialmente vi avevano aderito anche alcune categorie della Cgil. Poi, dopo il comunicato dei Cobas che attaccava con un linguaggio violento il ministro del Lavoro Cesare Damiano, la segreteria della Cgil aveva condannato l'iniziativa. Ma la Fiom di Rinaldini, la "Rete 28 aprile" di Cremaschi e l'altra minoranza di sinistra "Lavoro e Società" di Nicola Nicolosi sono ugualmente scese in piazza.
"Io penso che un segno di distanza da una manifestazione che aveva nel suo seno una posizione di questo segno andava data, come solidarietà fra persone, strutture, compagni impegnati nella nostra organizzazione", ha ribadito Epifani puntando l'indice contro le "ambiguità o cedimenti sull'uso della coppia amico-nemico, che trascina inevitabilmente con sé la nozione del tradimento; con chi criminalizza personalizzandole le posizioni degli altri, quando non dici governo, ma il nome del ministro del lavoro; sono modalità che vanno combattute, espunte e non tollerate. Perché anche in questo modo si alimenta un clima che non va bene".
Dunque, l'opposizione interna, anche forte, è una ricchezza per l'intera organizzazione ma ad una condizione: che questa forma di opposizione non superi nei comportamenti e nei giudizi quei limiti che ci sono per tutti nella comune sottomissione alle regole, ai valori della Cgil.
La spaccatura è evidente, lo scontro durissimo. Non basta per far placare Giorgio Cremaschi la cui replica al direttivo del sindacato di corso d'Italia non s'è fatta attendere: "Io vado avanti per la mia strada. La relazione di Epifani, che non condivido sia nel merito che nel metodo, serve solo a mascherare la crisi della Cgil. Voglio discutere di questo e non di altro, perché è in gioco l'indipendenza della Cgil rispetto al quadro politico". La rottura con la maggioranza delineatasi al congresso di Rimini è sancita. Ed è una strada a senso unico.
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#3 · maurizio
23 novembre 2006, 12:56 Il problema non è tanto o solo “o si sta con i cobas o si sta con la cgil” il problema reale è “si sta con il governo amico (leggi : Fassino-Bersani) sempre e comunque; o si sta con i LAVORATORI”.. e non è cosa di poco conto dopo i messaggi sempre più frequenti ed arroganti dei “cosiddetti riformisti” in tema di riforme e che già prefigurano il lancio del programma dell’unione nel cassonetto della immondizia ed un perfetto quanto sospetto allineamento ai desiderata di confindustria. Il problema quindi, insidioso quanto si vuole va oltre una finanziaria, che mi permetterei, badate bene da socialista moderato e non da massimalista radicale, di giudicare più ad impronta neoliberista che in favore dei lavoratori e delle classi svantaggiate; altro che manovra dettata dai comunisti!!!. Torniamo alle riforme dunque che se non sbaglio tre riguardano ben da vicino i lavoratori e mi riferisco a Mercato del lavoro,Previdenza,Pubblico impiego. Orbene su queste riforme, qual‘è la posizione del mio sindacato?, perchè non ne discute con noi lavoratori ma ci lascia in balia ai quotidiani e demenziali messaggi terroristici che una volta provengono da Schioppa, un’altra da Fassino un’altra volta ancora da qualche sottosegretario al governo con aspirazione a visibilità come D’antoni ed altri?. E questo lo rivendico, LO PRETENDO!! da iscritto e militante della FpCgil da ben 35 anni e non da turista per caso!. Prendiamo solo ad esempio la riforma Maroni, contro questa riforma, abbiamo fatto molti scioperi quando sgovernavano l’Italia il trio Berlusconi-Fini-Casini e sembrava che avessimo le idee chiare…. ed ora invece?..qual‘è la posizione in materia del mio sindacato al di là dei messaggi in codice?. Qualche settimana fa ho scritto alla Cgil per saperlo ed aggiungendo anche una semplice domanda da iscritto: “nel 2007 si potrà continuare ad andare in pensione con 57/35?”; ebbene mi è stato risposto in maniera molto cortese ma molto ministeriale nella forma(abolita la parola “compagno”, mi sono sentito appellare Egr. Sig. Maurizio…) ed in perfetto sindacalese nella sostanza (quindi in maniera incomprensibile); in più mi è stata inviata copia del famoso e fumoso memorandum sottoscritto da governo e sindacati. Il memorandum è incomprensibile si può leggere dentro tutto ed il contrario di tutto, si potrebbe elevare l’età pensionabile anche ad 80 anni…ma come ci domandiamo noi lavoratori, in maniera volontaria con incentivi o volontaria con disincentivi o in maniera obbligatoria etc etc e si potrebbe continuare cosi con altre perle che ognuno può tranquillamente andarsi a leggere. Comunque io NON HO AVUTO RISPOSTA!. Epifani, che io stimo e rispetto, giorni orsono ha tuonato (giustamente) contro il governo affermando “ a Gennaio non mi siederò al tavolo della previdenza se il governo non si presenta con una posizione univoca”. Bene ha fatto, aggiungo io, però ciò non toglie che mentre Schioppa,Bersani,Dini ci hanno fatto capire che vorrebbero una riforma addirittura peggiore di quella Maroni ed anticipata al 2007; La sinistra al governo invece con molta chiarezza richiama al programma e quindi propone l’aumento delle pensioni DA FAME!, l’abolizione dello scalone; altri (Fassino) ricattano il sindacato, o si fa la riforma elevando l’età con disincentivi annessi oppure vi tenete lo scalone; la Cisl già ci ha svenduto dichiarando che per lei l’aumento dell’età non è un problema…..MA LA CGIL COSA PENSA?, quando si confronterà con i lavoratori per dire: QUESTE SONO LE NOSTRE IDEE, e su quelle chiedere ai lavoratori di pronunciarsi. E lo stesso dicasi per il problema dei precari, dello sfruttamento indegno dei giovani a progetto, cococò e chi più ne ha ne metta di infami forme di sfruttamento; e poi che fine ha fatto il 40% del cuneo fiscale che sarebbe dovuto andare ai lavoratori?. Bene ha fatto Cremaschi a ricordare che questi non sono più tempi di governi amici, oggi sia con un governo berlusconi di destra sia con un governo Prodi di centro, chi alla fine condiziona e decide è confindustria e corsera… e per capirlo non è necessario essere iscritto all Fiom, basta anche un cretino della FpCgil.#4 · Pietro Di Gennaro
23 novembre 2006, 13:20 mi ha colpito la frase finale di Epifani: “Perché anche in questo modo si alimenta un clima che non va bene” ha capito cosa non va bene per i lavoratori ? glielo chiede? i compagni che il 17 erano in piazza (a prescindere dalle sigle) chiedono giustizia ed equita’ ... e’ ora di dire basta al finanziamento degli speculatori finanziari … ditelo chiaro e forte … scambiare la liquidazione con un po di pensione integrativa in piu’... a chi serve ??? basta con i babba’ di stato in crema confederale – scala mobile – stabilita’ ai precari e pensioni retribuite !! il clima ??? non arriviamo a fine mese e lui parla di clima ??? la societa’ brucia e scoppia e lui parla di clima ? compagni della cgil, voi potete dare la spallata definitiva al sistema confederale che nelle aziende (pubbliche e private) sono il peggio dell’immobilismo e del clientelismo piu’ becero !!! ... lo so, pensate a vincere e a riformare la cgil … se non sono le poltrone che vi interessano … i veri compagni li avete visti e ci parlate ogni giorno … sono con e per i lavoratori … LORO hanno strade dorate da calpestare … noi dobbiamo mettere il piatto a tavola e dare un futuro e una speranza ai nostri figli …#5 · pippo
23 novembre 2006, 18:48 stimo Epifani, non condivido le posizioni troppo politiciste di Cremaschi & Co., però la crisi generale della Cgil è evidente, mentre fra l’altro si autocelebra per il centenario, ma tutti gli apparati locali sono sempre più burocratizzati e la classe dirigente viene scelte in base al conformismo e fedeltà di corrente senza nessun tipo di comprensione della necessità di uno slancio di coraggio e di rinnovamento… c‘è serpeggiante un conservatorismo pericoloso diffidenza verso i giovani non intruppati e il disprezzo espresso ogni tre per due verso i Cobas è da veri e propri sepolcri imbiancati: vero è che i Cobas sono talora estremisti e queste posizioni vanno condannate ma stanno raccogliendo consenso perché fanno le denunce sociali e politiche che una volta era la Cgil a fare e lavorano con umiltà e testardaggine alla base. la cosa triste è che dalla stagione di Cofferati a oggi la Cgil ha vissuto gomito a gomito con migliaia e migliaia di giovani e non ha saputo fra di essi individuarne nemmeno qualcuno da valorizzare per rivitalizzare il sindacato e le sue prospettive: tutto procede per binari interni e rissosità burocratiche. attenzione che questo è lo stesso percorso che ha portato al disfacimento dei DS e non ci vorranno molti anni per arrivare a quel punto.#6 · Piero Catocci
23 novembre 2006, 18:55 Mi sembra che, questa volta, Pippo lo sappia. In ogni caso sono abbastanza d’accordo con lui nell’analisi anche se, nelle prospettive, mi pare eccessivamente pessimista. La Cgil credo ancora abbia potenti anticorpi al suo interno per evitare il peggio.O almeno lo spero.form di registrazione al sommario
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#1 · Roy Martov
23 novembre 2006, 09:53 Ma il rag. Epifani non si accorge che se continua così la CGIL perderà sempre più seguito tra i lavoratori e in particolar modo tra i giovani, a favore proprio dei COBAS che lui dice,solo a parole, di voler contrastare.Queste posizioni ultra moderate e dipendenti dai DS non fanno altro che allontanare sempre di più il sindacato dai lavoratori.