Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Una Sinistra unitaria e plurale resta la strada
Fulvia Bandoli, 18 aprile 2008, 15:47
L'intervento
Nonostante gli Stati Generali, dove tutti i dirigenti si erano dichiarati pronti a promuovere una costituente per l'unità, hanno prevalso i piccoli egoismi. Siamo così arrivati tardi all'appuntamento del voto, presentando solo una lista elettorale. Ora bisogna lavorare a formulare un progetto di paese che vogliamo rimettere in campo. Ma in modo democratico e unitario, superando la maledetta incapacità delle varie culture della sinistra italiana a stare insieme
Sarà un pezzo più lungo di quelli che scrivo di solito, me ne scuso. Ma il momento è serio.
Il Popolo delle libertà e la Lega stravincono le elezioni, il Pd resta inchiodato a oltre nove punti di distanza, Berlusconi torna al governo, la Sinistra Arcobaleno subisce una sconfitta storica e per la prima volta non entra in Parlamento. Siamo stati penalizzati dall'appello ossessivo al voto utile (tanti elettori di sinistra hanno votato Pd illudendosi di poter battere Berlusconi ma il loro voto non è servito) e dall'astensione di un'altra parte delusa dall'operato del Governo Prodi appoggiato anche dalle forze di sinistra.
Questi due elementi però non spiegano una sconfitta tanto bruciante maturata nell'ultimo anno, e che deriva dai nostri enormi e persino incredibili errori.
Non abbiamo convinto gli elettori che avevano votato a sinistra nel 2006, non abbiamo conquistato nuove forze. La Sinistra Arcobaleno in versione lista elettorale finisce qui. Quando nacque il Pd dicemmo che era un terremoto politico, che nulla sarebbe più stato come prima. Che nessuna delle forze della sinistra poteva da sola rispondere al vuoto che si creava a sinistra del Pd: che era necessaria e urgente una sinistra unitaria e plurale, un nuovo soggetto politico. Ma tra il nostro dire e il nostro fare c'è stato di mezzo il mare. Abbiamo sprecato un anno. Nonostante gli Stati Generali in dicembre , dove tutti i dirigenti della sinistra politica si erano dichiarati pronti a promuovere e a farsi "travolgere" da una costituente della sinistra, capace di risvegliare la partecipazione alla politica, pochi giorni dopo tornavano a prevalere chiusure, piccoli egoismi e nessuna costituente è partita nei territori. Siamo così arrivati tardi all'appuntamento delle elezioni anticipate, solo con una lista elettorale (la Sinistra Arcobaleno), senza una idea di sviluppo di questo paese, senza un progetto chiaro e credibile per il dopo elezioni, noncuranti di ristabilire un minimo di radicamento sociale.
Abbiamo puntato tutto sul fatto che la sinistra rischiava di scomparire, che bisognava difenderne l'esistenza. Questo appello non poteva essere sufficiente perché per quanto un elettore di sinistra sia sensibile al mantenimento di una sinistra nel suo paese egli vuole capire come sarà, dove lo porta, quali politiche concrete propone per cambiare in meglio la vita delle persone, quali principi mette a base del suo progetto. E vuole anche democrazia nelle scelte programmatiche, nella elezione dei gruppi dirigenti, nella definizione delle liste, condivisione e partecipazione. Senza democrazia diventa asfittico qualsiasi organismo politico (oppure diventa leaderistico e personalistico come sono il PDL e il PD). Senza partecipazione siamo stati percepiti come uno dei tanti ceti politici che cercano di salvare loro stessi, e questo, per una sinistra che aveva denunciato la crisi della politica e si era proposta di cambiarla nelle forme e nei modi, è risultata una contraddizione enorme. Se ci guardiamo intorno siamo, paradossalmente, noi dirigenti della Sinistra Arcobaleno quelli che più di tutti gli altri risultano travolti dalla pesante critica che montava, spesso con analisi che io non ho condiviso, dalla cosiddetta antipolitica. E a questo voglio aggiungere che l'aver dato una immagine totalmente maschile è stato un limite serissimo che denuncia una cecità profonda e mai superata.
Se sono vere anche solo una parte delle cose che ho scritto fin qui è chiarissimo che siamo di fronte ad una mole enorme di problemi da capire e da risolvere se vogliamo pensare ad una ripartenza. Per ricominciare bisogna avere chiare le ragioni di una sconfitta, rimettere mano in fretta alle pratiche politiche sbagliate che hanno condotto a quegli errori, cambiare con la democrazia (e non con sommarie rese dei conti) coloro che dirigeranno in futuro l'eventuale progetto di rilancio. Ma bisogna anche dirsi con chiarezza e senza prese in giro qual è la proposta politica e il progetto di paese che vogliamo rimettere in campo. Ho scritto tante volte della sinistra che vorrei e non potrei adesso scrivere cose diverse .
Vedo moltiplicarsi in questi giorni convulsi appelli di ogni genere ma ciò che li accomuna è un dato chiaro: la richiesta di tornare ognuno nei propri accampamenti e nei vecchi perimetri culturali. Il solito ritornello, che vuole i comunisti con i comunisti, i verdi con i verdi, i socialisti con i socialisti, ripropone solo la congenita e maledetta incapacità delle varie culture della sinistra italiana a stare insieme. E' una resa. Credo che ognuna di queste culture politiche per quanto ben organizzata non possa, da sola, andare da nessuna parte. Temo che andrebbe solo verso il suo esaurimento. Sento anche che alcuni altri (pochi per fortuna) propongono di trasferirci armi e bagagli nel Pd: mi pare anche questa una proposta disperata e sbagliata. Se siamo uomini e donne di sinistra come potremmo ritrovarci in un partito che, per sua stessa ammissione, non è e non vuole essere un partito di sinistra?
Tutte le ipotesi che ho elencato rinunciano alla sfida che resta intatta davanti a noi e che ci è caduta addosso quando è nato il Pd: come e chi ridarà forza ad una sinistra in Italia? Come ricostruirla? E su quali basi? Dobbiamo tenere i nervi saldamente ancorati alla ragione perché in un momento tanto grave i gesti istintivi e frettolosi possono apparire più semplici, ma in genere sono sostenuti da poco pensiero e rischiano di diventare altri errori che si accumulano a quelli già fatti. Io penso che resti tutto intero davanti a noi l'obiettivo di una sinistra unitaria e plurale perché ritengo maturo (anzi oramai quasi scaduto) il tempo nel quale le culture più storiche della sinistra possano convivere insieme a quelle più recenti e nuove (quelle nate dall'ecologia scientifica, dal pensiero della differenza di sesso e dalla libertà femminile, dalla critica alla globalizzazione). E del resto quanti di noi interrogando la loro coscienza (e anche la loro pratica politica quotidiana) potrebbero dirsi oggi solo e soltanto comunisti, o solo socialisti o soltanto verdi? Siamo molte culture (ognuno di noi ne raccoglie nel suo intimo molte più di quel che ci diciamo) e insieme dobbiamo cercare di radicare nel paese una sinistra unitaria e plurale. Che non può essere la somma di tanti partitini e dei suoi gruppi dirigenti, ma un soggetto politico nuovo.
Per quel che attiene al progetto riparto anche qui da cose già dette : "Se non si cresce non c'è nulla da ridistribuire. La crescita prima di tutto e il Pil come totem". Questo è stato il tema della campagna elettorale del PDL ma purtroppo è diventato anche il motivo dominante di quella del Pd. La sinistra parte da altri presupposti: è una forza politica che vede il mondo e le sue contraddizioni globali e ha il coraggio di dire al paese cosa deve crescere e cosa invece deve decrescere. Devono crescere, ad esempio, i servizi immateriali, i trasporti di merci su ferro e per mare e i mezzi pubblici per le persone, il risparmio energetico e le energie rinnovabili, il salario e gli stipendi, la sicurezza e il ruolo sociale del lavoro, l'agricoltura non modificata, le reti idriche, l'edilizia di manutenzione e di recupero, l'impresa sociale, i diritti. Devono diminuire le rendite, le speculazioni edilizie e finanziarie, l'uso di cemento che ci vede tra i primi paesi nel mondo, il trasporto di merci su gomma, la dipendenza dal petrolio, il numero di automobili, la chimica più inquinante, le spese per armamenti (che negli ultimi dieci anni toccano il picco). La chiave di volta è una idea di sviluppo fondata sulla riconversione ecologica di settori importanti della nostra economia. Una diversa concezione dei consumi, dei cicli produttivi e delle merci. Lanciare allarmi sui cambiamenti climatici e sui limiti delle risorse naturali non vale nulla se si rinuncia ad indirizzare lo sviluppo verso altri fini, anche attraverso indirizzi chiari e forti dello stato in economia.
Il cambiamento del modello di sviluppo liberista è il nostro obiettivo e la riconversione ecologica dell'economia è l'insieme di riforme da mettere in campo per conseguirlo. Spesso la sSinistra non ha saputo vedere quanta giustizia sociale passi attraverso la riconversione ecologica, e ha sbagliato. Proviamo a pensare all'acqua. Di quale giustizia sociale si può mai parlare in un mondo nel quale una parte enorme di persone non ha accesso all'acqua e da qualche settimana neppure al cibo minimo? Che l'acqua resti un bene comune, un diritto, e che la gestione delle reti resti pubblica è una scelta precisa, di sinistra, redistributiva, antiliberista. Il Pil misura in modo indifferenziato la produzione di un paese, non ci parla degli squilibri. Il Pil non misura i diritti e non li garantisce, non riequilibra le risorse, non ci parla di democrazia, non si cura della sicurezza sul lavoro, non ci dice che stiamo consumando troppo territorio agricolo, che cementifichiamo le coste (vera risorsa per un turismo di qualità), che abbiamo il 40 per cento di acqua che si disperde. Il Pil è un indicatore nudo e crudo.
Lo consideriamo, ma non è la bussola della sinistra. A noi interessa il benessere economico netto. Il disco rotto della crescita indifferenziata gira sul piatto da molti anni. E da molti anni nulla di buono cresce. Noi lavoriamo invece per l'aumento della qualità sociale e ambientale dello sviluppo.
Se queste (e molte altre ancora) sono alcune delle nostre idee, dalle quali derivano progetti di cambiamento che migliorano la vita delle persone, un altro nodo va sciolto al nostro interno.
Si tratta del fatto se la sinistra alla quale pensiamo debba avere oppure no una cultura di governo. Che non vuole dire stare al governo. Io provengo da una forza politica, il Pci, che aveva una solida cultura di governo. Che sapeva misurarsi con tutti i problemi che i lavoratori, i cittadini, gli insegnanti, i tecnici, le città come organismi complessi presentavano. Si può stare all'opposizione con una solida cultura di governo e ottenere risultati importanti, si sta spesso al governo per anni senza ottenere alcun risultato e senza governare (la Campania insegna). Ebbene io penso che una sinistra unitaria e plurale per diventare una forza popolare, radicata socialmente, presente sui problemi del territorio debba avere una cultura di governo su tutti i temi che si aprono davanti a noi in questo secolo così difficile. Nessuno escluso, anche quelli che ci imbarazzano di più o che vedono una nostra elaborazione assai scarsa. Parlerei di egemonia, una parola fondante per la sinistra, ma non vorrei aprire un confronto filosofico.
Da ultimo le forme, i modi, le relazioni, le nostre parole. L'unica forma per organizzare una forza politica di qualsiasi genere è la democrazia. Nessuno accetta più, a sinistra, di vivere senza democrazia. Se la Pdl e il Pd hanno scelto il modello leaderistico e personale di tanti uomini soli al comando io ritengo che la Sinistra non possa farlo perché negherebbe in radice la sua natura. I modi sono quelli della trasparenza delle scelte, della partecipazione e dell'ascolto, del ritorno ad organizzazioni territoriali e a rete.
Le relazioni sono quelle tra le persone nelle quali si riconosce ad ogni livello e si rispettano le differenze e la presenza e la libertà di tutti e due i sessi. Le parole nuove ce le dobbiamo inventare tutti e tutte insieme, e non sarà facile perché spesso, parlando quasi sempre tra noi abbiamo assunto un linguaggio autoreferenziale e incomprensibile a chi ci ascolta, ai giovani in particolare. Vedo in questi giorni tentativi sommari di trovare capri espiatori, di consumare rese dei conti. Inutili pratiche, vecchie come il mondo.
Chiarito il percorso che vorranno fare tutti coloro che non sono disponibili a tornare dentro i recinti di prima allora democraticamente e con un forte collegamento con i territori dovremo trovare tutta la democrazia che serve per eleggere in modo trasparente chi dovrà portare più responsabilità di altri. Vendola in una sua recente intervista su Liberazione ha detto che c'è necessità di un nuovo gruppo dirigente che comprenda al suo interno anche una nuova generazione, e io concordo. Dice anche che si potrebbe pensare ad una direzione duale (un uomo e una donna), può essere e sarebbe un fatto nuovo. Ma la condizione è che percorsi, programmi, persone vengano scelte con la democrazia e con il voto. Abbiamo fretta da una parte ma abbiamo anche un po' di tempo. Rifondazione è alle prese con un dibattito congressuale difficile che io rispetto e che credo vada svolto. Ma pur seguendo con attenzione quella riflessione non è detto che nel frattempo si debba restare fermi. Ripartiamo dal territorio, dai gruppi unitari che si sono formati in tante realtà, dalle case della sinistra, dalle associazioni che sono disponibili, dagli eletti nei comuni, nelle province e nelle regioni. Costruendo attorno a loro partecipazione, legame con i territori e discussione politica. Riuniamoci, compagne e compagni, diciamoci tutto quello che pensiamo...e poi, finite le critiche e le invettive, rimettiamoci in cammino.
Versione per la stampa
Commenta questo articolo
Feed dei commenti di questo articolo
Commenti
Nota Bene:
Aprileonline.info è uno spazio di informazione libero e aperto, creato per instaurare un confronto diretto sui temi proposti ogni giorno. La redazione di Aprileonline.info ha scelto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Tuttavia, nel ribadire che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso Aprileonline.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi, la redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non inerenti all'articolo
- messaggi
anonimi o con indirizzo email falso
- messaggi
pubblicitari
- messaggi offensivi o che contengano
turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o
sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una
violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla
violenza, diffamazione, ecc.)
Al fine di limitare al massimo un uso distorto della libertà di commento da oggi 17/04/2008 sarà obbligatorio inserire oltre al nome e cognome anche la e-mail di riferimento.
In ogni caso, la redazione di
Aprileonline.info si riserva il diritto di cancellare messaggi e commenti
giudicati non idonei in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.
#2 · red libertario
18 aprile 2008, 20:06 X ELISA E PER TUTTI I COMPAGNI IL COORDINAMENTO PROVINCIALE OGLIASTRA DELLA SINISTRA ARCOBALENO ALL'UNANIMITA HA DECISO CHE NON SI SCIOGLIE ,MA ANZI RIFIUTA IN TUTTE LE SUE COMPONENTI MESSAGGI DEI DIRIGENTI NAZIONALI,CHE NON COINCIDONO CON LE VOLONTA DEL NS COORDINAMENTO(DILIBERTO FERRERO E ALTRI).E' FORTE L'AMAREZZA IN TUTTI NOI PER IL PESSIMO RISULTATO ELETTORALE,E POCO CI CONFORTA SAPERE CHE IL NS DATO AVREBBE PERMESSO DI ESSER PRESENTI IN PARLAMENTO.CI CONFORTA CHE TANTI COMPAGNI HANNO INIZIATO UN VIAGGIO INSIEME E' RITENGONO CHE DEBBA CONTINUARE ,PERCHE SIAMO TUTTI CONVINTI CHE LA SINISTRA IN ITALIA ESISTE E' DOBBIAMO IMPEGNARCI AFFINCHE SIA NUOVAMENTE RAPPRESENTATA ED POSSA INCIDERE SUI CAMBIAMENTI DELLA NS SOCIETA'. SPERIAMO FIRENZE SIA UN MOMENTO DI COSTRUZIONE PER QUELLO CHE TUTTI NOI VOGLIAMO """ LA SINISTRA"".#3 · ANTONIO SD LA SPEZIA
18 aprile 2008, 20:51 Non posso che concordare con quanto afferma la compagna Bandoli.Mi astengo dal fare una disamina delle cause che hanno determinato la sconfitta della SA perchè sarebbe una ripetizione di quanto già detto da tanti compagni mentre mi interessa evidenziare che solo tornando a fare politica sul territorio potremo ottenere convinte adesioni ai nostri progetti di cambiamento della società così come ben illustrati da Fulvia.Le operazioni verticistiche non hanno mai funzionato per cui l'unità della sinistra,per chi ci vuole stare,va cercata e fatta località per località come a Pisa ed Ogliastra e sicuramente anche da altre parti.#4 · Mescalero
18 aprile 2008, 20:57 Cara Fulvia, tutto condivisibile quello che scrivi. Dopodiché, come proposta operativa mi pare un pò debole e affidata alla buona volontà dei militanti. E per fortuna che ce ne sono, e di intelligenti, come dimostrano i post dei compagni sopra. Intanto, resta il fatto che il processo unitario resta fermo, appeso all'attesa dell'esito di almeno due congressi...sperando che Rifondazione non imploda.Intanto, SD cosa fa? Io credo che sia necessario riorganizzarci sulla bese della pronuncia netta e chiara sulla continuazione del processo unitario. Al direttivo di martedì dovete dare il segnale che inizia la riorganizzazione del movimento e il suo rilancio dentro il percorso unitario. Altrimenti non credo che Sd rimarrà in piedi ancora per molto, con tutto quello che ne conseguirebbe anche sul piano della contributo all'esperienza della SA.#6 · la Sinistra Arcobaleno è morta, è giunta l'ora dell'unità dei comunisti
18 aprile 2008, 23:25 La sinistra Arcobaleno è morta, il funerale lo hanno celebrato gli elettori domenica scorsa. Ora ripartiamo dall'unità dei comunisti, l'unico progetto serio e dai contorni definiti per far rinascere una sinistra di classe ed anticapitalista. Per tutto il resto c'è il partito democratico. Saluti comunisti.#7 · Tristano
18 aprile 2008, 23:33 26# Ma su cosa vorresti discutere? sul fatto che i dirigenti non hanno capito? sul fatto che devono andarsene? Non credo che questa discussione interessi nessuno. Ma poi cosa c'era da capire? E soprattutto cosa si poteva fare? Abbiamo fatto il possibile e abbiamo perso. Abbiamo tutti. Non solo Fulvia Bandoli. Le resposabilità sono collettive sempre.#8 · giarSrosso
18 aprile 2008, 23:40 Peccato! fino al#9 si riiniziava a ridiscutere, anche se si avevano pareri diversi, poi mi sembra che state degenerando.Calmatevi.#9 · giacinto
18 aprile 2008, 23:44 Questo come #28 lo può dire chiunque "Abbiamo fatto il possibile e abbiamo perso", allora nessuno ha torto e vanno bene tutti? Ma quello che io voglio dire è che chi ha fatto il possibile e perso ne deve tirare conclusioni. Poi ho detto che sul piano operativo come diceva pure il post 4 non condivido e non vedo idee che hanno a che fare con i bisogni essenziali dei lavoratori, se qualcuno mi sa indicare dove sbaglio è una discussione possibile. Ma non credo che uno deve essere per forza d'accordo con quello che dice un compagno dirigente, se no dove sta la dialettica?#10 · Mescalero
18 aprile 2008, 23:54 Vediamo di non intorbidare le acque. Io ho detto una cosa molto diversa, che riguardava esclusivamente l'aspetto dell'organizzazione di Sinistra democratica. Nessuno qui ha la ricetta per risolvere d'incanto i problemi dei lavoratori. Qui tutti pensiamo - innanzitutto Fulvia Bandoli - che il modo migliore per ridare rappresentanza ai lavoratori sia una sinistra unita e rinnovata. Fulvia Bandoli è una delle migliori e più lucide dirigenti della sinistra italiana. Concordo con i compagni quando dicono che dovresti esprimerti in modo più consono, anche se non condividi quanto è detto nell'articolo. Fulvia Bandoli non si deve dimettere da un bel niente e non ha bisogno delle tue lezioni, in quanto - come ti ha spiegato Elisa - ha rinunciato volontariamente a candidarsi, dando un raro esempio di militanza limpida e disinteressata.#13 · giarSrosso
19 aprile 2008, 00:04 ##Le responsabilità sono sempre collettive.... Per i vecchi compagni, quelli del novecento, se la tesi applicata si rivelava improducente o nefasta, lo si ammetteva davanti all'assemblea generale, facendo una sana autocritica,e ci si rimetteva al servizio di essa, per ricostruirsi la sua fiducia.Era un sano operato che oggi tutti i nostri dirigenti devono riscoprire, se si vuole riacquistare un etica e rifarsi riconoscere dal popolo nostro.La voce della Bandoli, come poche altre, sono risultate flebili, mentre quelle della casta volevano conservare un posto al sole. L'Imponderabile ha decretato il loro azzeramento;noi daremo forza alle voci come qelle di F.Bandoli per costruire insieme la Sinistra del XXI secolo.#14 · almodovar
19 aprile 2008, 00:05 ricominciare dal basso, dalle realtà che hanno realizzato un minimo efficace di unità (non è stato così dappertutto) con aperture e coinvolgimenti di tutte le le persone vicine (anche se non iscritte a nessuna formazione politica) con procedure democratiche e trasparenti, con una costituente della sinistra (non di socialisti o comunisti:c'è chi non è nè l'uno nè l'altro, ma è di sinistra), con l'individuazione di risposte CONCRETE a problemi CONCRETI, che i partiti (i dirigenti)della sinistra hanno dimenticato in questi ultimi venti anni, con un lavoro di militanti e simpatizzanti nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei nuovi luoghi di aggregazione, con l'attivazione di una rete di comunicazione bidirezionale (che significa re-imparare finalmente ad ascoltare)...#16 · la redazione
19 aprile 2008, 00:13 a giacinto (post 15): se abbiamo cancellato un post non offensivo ci scusiamo, evidentemente è stato un nostro errore nella digitazione.#17 · ***___****erik
19 aprile 2008, 00:27 #14# parole sante. sperando che non passi troppo tempo per far iniziare "questo nuovo corso", e che soprattutto non si ricada nel ghetto puramente ideologico, non si deve trascurare alcun campo. la rete dovrà fornire una branchia importante per diffondere proposte iniziative, ma sopratutto raccogliere idee. un blog molto ampio, con ricca documentazione. dove ognuno da notizie ed esperienze nei vari settori, dalle cose concrete (come imparare a risparmiare sulle bollette e spesa individuando una "spesa sostenibile" etc etc), e sia confrontandoci apertamente su altri temi. un blog di un partito in modo che il programma diventi una specie di "open source". spero di essermi spiegato. questo per me può essere un aspetto importante, ma senza dimenticarci di agire per le strade, le piazze , i comuni e le associazioni.#18 · Fulvia Bandoli
19 aprile 2008, 00:58 Leggo i commenti e non capisco, pare che ne manchino e che non fossero teneri oppure offensivi..non so. Vorrei pregare la redazione di non censurare se non le offese irriferibili, ma le critiche se politiche e motivate le accetto tutte com'è stato sempre mio costume fare. Mi riservo di rispondere come ho fatto anche altre volte alla fine dei vostri commenti. Capisco che siate arrabbiati e anche di più. Ma se mi fate critiche personali gradirei che fossero almenoi motivate.#19 · *enc
19 aprile 2008, 01:13 #18# poche critiche politiche su un discorse che aimè non fa quasi una piega. qualcuno che non ti conosceva (be...io ti ho conosciuto oggi) ha espresso un parere di nessuna critica politica sull'articolo. ma su delle tue "ipotetiche responsabilità", più in preda alla rabbia che al raziocinio. altri che ti conoscevano meglio si sono levati a tua difesa. purtroppo la discussione è degenerata e non meritava di restare pubblicata.#20 · GP64
19 aprile 2008, 01:40 Non so' se oramai Aprileonline si puo' considerare un posto dove poter parlare di ricostruire la sinistra .... qua' per mesi e' stata adottata una linea certamente non favorevole e SA ...Un aforisma , hanno fatto come quel marito geloso, che rinchiude nella cantina al buio la bella moglie cosi' almeno non la guarda piu' nessuno!!!" BEL LAVORO DAVVERO (voglio vedere se interviene la redazione !!)#21 · Vinc60
19 aprile 2008, 01:42 ##6 ## liquidare così sommariamente una sconfitta e avere gia la proposta in tasca è puerile e provocatorio.., per fortuna l’articolista, che personalmente non conosco, ma di cui condivido i contenuti, lascia lo spazio per un ampio dibattito politico su cosa intendiamo fare. Personalmente ho sempre ritenuto che la soluzione per guarire i mali della sinistra Italiana erano quelli dell’unità e di non fossilizzarsi sugli steccati ideologici, chi mi conosce sa già come la penso.., su Aprile ho partecipato molto alla discussione della costruzione di SA. In proposito, saluto Elisa ed altri compagni, che vedo ancora molto attivi nonostante la batosta. Ciao Elisa ti comunico che ci sono anch’io.. non mi sono dileguato.., eccomi di nuovo pronto a dare il mio contributo.., penso che forse tutto sommato questa sonora sconfitta ci potrà fare bene.., intanto si fa pulizia dei dirigenti ancorati alle vecchie logiche del mantenimento delle poltrone, secondo, i compagni si rimboccheranno le maniche e andranno di nuovo sul territorio con rinnovato vigore., terzo, si potrà finalmente costruire un soggetto politico nuovo, alternativo, comunista, di sinistra e democratico che sappia parlare alla gente e agli operai che ci hanno abbandonato.., su questo dobbiamo puntare.. riguardo il resto, la falce e martello c’è già, ci sono tre partiti (PCL, Sin. Critica e PCA) che alle elezioni hanno preso a malapena l’un per cento.., non occorre una nuova costituente della falce e martello, basta confluire nel PCL di Ferrando.., saluti. Hasta la Victoria Siempre#23 · giacinto
19 aprile 2008, 08:28 a #21 voglio precisare per evitare equivoci che il #6 che compare adesso non è quello che avevo inserito ieri sera e che è stato attaccato come offensivo mentre invece era solo un giudizio politico duro ma senza offese alla persona della compagna Bandoli della quale si può avere stima personale anche con totale disaccordo politico, non credo che fra compagni ci possa essere il delitto di lesa maestà (nemmeno Bandoli lo pensa, sono sicuro), noi le maestà non le vogliamo di nessun tipo (siamo laici o no?), e solo nella chiarezza si può sperare di progredire.#24 · Roberto
19 aprile 2008, 09:18 A mio parere la S.A. non ha capito che due argomenti erano prioritari (e la Lega l'ha capito benissimo): la paura di non arrivare a fine mese e la paura della criminalità (che viene associata all'immigrazione). Sul primo argomento si è pagato l'eredità del governo Prodi che cocciutamente ha voluto subito drasticamente abbassare il debito pubblico senza considerare che aveva una maggioranza che poteva cascare da un momento all'altro e anche quando sembrava che ci fosse il famoso "tesoretto" ha sempre tentennato a distribuirlo, con il bellissimo risultato che gli elettori di questo Governo si ricordano solo le stangate (e adesso Prodi fa pure l'offeso se qualcuno lo fa notare !!!) . Io penso che proprio l'elettorato della S.A. che abita in quartieri confinanti con queste nuove "favelas" formate da immigrati e rom si è sentito insicuro e ha cercato protezione nella Destra (che naturalmente con i suoi potentissimi mezzi d'informazione ha amplificato ogni episodio che potesse aumentare questa paura). Durante la campagna elettorale mi hanno detto che militanti di S.A. distribuivano in giro dei preservativi. Con tutti i generi alimentari che sono aumentati dovevano distribuire panini altro che preservativi !!! ma questo è segno che stanno completamente fuori dalla realtà. ////// Io penso che sono queste cose che hanno fatto perdere la sinistra e se non se ne parla apertamente saremo destinati a perdere sempre.#25 · Livio
19 aprile 2008, 09:35 Sento di condividere in ogni passaggio questo intervento di Fulvia Bandoli. Sono infatti convinto che quella da lei indicata sia l'unica strada percorribile: un nuovo soggetto unitario e pluralista in cui ciascuno possa liberamente fare riferimento al suo pensiero e alla sua cultura politica, sia essa socialista, comunista, pacifista, ecologista o di chi - semplicemente - si sente "soltanto" di sinistra, di una nuova Sinistra che il meglio di quei riferimenti politici può e deve contenere, assieme alle nuove grandi problematiche poste dal tempo presente. Prima di concludere vorrei ancora fare due considerazioni: credo anch'io che, fra le diverse e numerose cause che hanno determinato la recente sconfitta, una sia dovuta principalmente al pauroso ritardo accumulato prima di cominciare finalmente a muoversi rispetto a quanto la delicatissima e precaria situazione politica del Paese avrebbe invece richiesto, Infine, mi chiedo, ma lo chiedo specialmente ai dubbiosi: se nell'atto costitutivo di questa nuova sinistra sono riportati a chiare lettere principi e valori di riferimento fondamentali, quali la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, la pace, la giustizia sociale, l'ambiente, i diritti civili, la laicità dello Stato e ogni altra doverosa attenzione per le nuove grandi questioni, che cos'è che manca e che non può consentirci di camminare proficuamente insieme, e conquistare così il consenso di un crescente numero di persone potenzialmente ben superiore anche ai migliori risultati ottenuti in passato dai partiti della sinistra? Un grazie sincero e riconoscente, dunque, a Fulvia Bandoli - in un momento così grave e difficile - per questo suo ricco, stimolante e importante contributo.#26 · Antonino Orlando
19 aprile 2008, 09:41 Condivido in buona sostanza l'analisi della Bandoli, anche se, sulle prospettive sono molto scettico. Vedo in giro, a mio modesto parere, una grande confusione e in alcuni casi ( leggi dibattito interno PRC e PdCI) la cura mi sembra peggiore del male. Poi mi sembrano giuste le cose che dice Roberto (punto 24), purtroppo però inascoltate da una parte consistente dei gruppi dirigenti della sinistra attuale. Ricordiamoci la polemica speculare del PRC bolognese contro Cofferati che aveva sollevato un problema veramente sentito dalla maggioranza dei cittadini. Purtroppo si sono ascoltati solo i centri sociali e Bifo che rappresentano una parte marginale e minoritaria della città.#27 · Rino Diano
19 aprile 2008, 09:43 Ciao Fulvia, a Chiaravalle (in provincia di Ancona) La Sinistra ha cominciato ad incontrarsi e confrontarsi già dallo scorso mese di giugno, costruendo insieme iniziative e programma in vista anche delle elezioni comunali. Il risultato elettorale, decisamente non confortante alle politiche con poco più del 6%, si e rilevato entusiasmante alle comunali con un consenso del 24%. Tale risultato è stato il frutto del lavoro di apertura e confronto iniziato prima fra noi di Sinistra democratica e con i compagni di tutti gli altri partiti della sinistra e quindi con movimenti e singole compagne e compagni. La capacità di ascolto e confronto con la cittadinanza hanno portato alla creazione di una lista unitaria della Sinistra Arcobaleno, resistendo alle sirene del PD che provavano a dividerci e che, non riuscendoci, hanno rotto l’alleanza (solo RC era all’opposizione). Abbiamo dimostrato, nel nostro piccolo di una cittadina di quasi 15.000 abitanti, che si può costruire una sinistra unita e plurale, non marginale e radicata nel territorio. Non ritengo che tale risultato sia il frutto di capacità eccezionali o della rinuncia di qualcuno alla propria storia, alle proprie radici. Siamo entrati in questo progetto da comunisti, socialisti ambientalisti, democratici o più semplicemente, come lo scrivente, gramsciani. La contaminazione, nel rispetto delle pluralità, non vuol dire rinuncia ma mettersi insieme, si può stare nella Sinistra da comunisti, da socialisti, ambientalisti o essendo tutte queste cose insieme.#28 · Mimmo
19 aprile 2008, 09:54 LA STRADA. Al momento la vera strada è la strada. Cioè tutti i candidati arcobaleno nei comuni e nei municipi ritornino in strada e si dimettano dalla loro carica. SAREBBE UN BUON INIZIO per ricostruire relazioni, tessuto comunitario e rinunciare ai privilegi dei gettoni di presenza e dei poteri "istituzionali" con i quali accrescere il consenso elettorale. Il consenso elettorale si coltiva impegnando energie per una trasformazione culturale dei nostri quartieri ammorbati da centri commerciali e dalla scatola televisiva. Da lì si deve ripartire, quindi dimettetevi tutti..#29 · luca
19 aprile 2008, 10:05 Ora che ci sarebbe bisogno di coraggio...tutti dentro nella tana!!! Coraggio! C'è posto in Italia e nel mondo per la Sinistra. I nostri amici del Pd non lo ammetteranno mai ma il loro risultato elettorale è molto deludente: senza il SOCCORSO ROSSO, il Pd si sarebbe attestato sotto il 30%. Ora parlano di Pd del Nord: una follia assoluta. Qui nel nord da 30 anni la Lega canta la messa e lo fa perfettamente. La sinistra torni ad essere se stessa e faccia leva sulla sua diversità rispetto al sistema. Richiamiamo nel nuovo simbolo unitario la falce e martello come fece il PDS all'indomani della Bolognina. Il leader carismatico ce l'abbiamo già: Nichi Vendola.#30 · giacinto
19 aprile 2008, 10:36 Dovrò fare anche io un intervento un poco lungo, ma ci tengo a chiarire. Premetto che lo so bene che Fulvia Bandoli non si era candidata e così aveva dimostrato di non tenerci alla poltrona, e questo va a suo onore. E so pure che Bandoli è una compagna che è stata sempre a sinistra nei DS (forse poteva starci un po’ meno, ma questa è un’altra cosa) e che ha sempre scritto cose molto profonde su argomenti sociali e ambientalisti, e cioè è una persona molto qualificata. Però tutto questo non mi può impedire di dire che non sono soddisfatto per l’intervento suo di oggi, e lo dico come mi viene, perché non uso parole offensive o volgari però non mi faccio nemmeno intimidire perché si tratta di una persona autorevole, credo che tutti noi dobbiamo e possiamo sentirci liberi e non obbligati a metterci i guanti di velluto, l’importante è non uscire fuori dal seminato. OOOOOOOO Premetto pure che anche io penso che la sinistra dovrebbe avere un soggetto unico e plurale a rappresentarla, mentre vediamo che si stanno mettendo in marcia cose completamente diverse, e questo succede dentro quella SA che aveva detto più volte che SA non era un cartello elettorale. Dico questo così facciamo piazza pulita anche di questo argomento. Però adesso passo a dire un po’ le cose che avevo accennato ieri sera, e mi appoggio anche agli interventi che mi precedono. OOOOOOOOO Fulvia Bandoli fa una lunga introduzione per dire perché “Non abbiamo convinto gli elettori che avevano votato a sinistra nel 2006, non abbiamo conquistato nuove forze”. Sono tutte cose giuste, però fanno irritare molti di noi perché l’ho scritto anche ieri sera “perché e come mai le cose si capiscono sempre un minuto dopo e mai un'ora prima?”. Io mi ricordo bene gli articoli di Fulvia Bandoli durante la campagna elettorale, e non diceva per niente cose come queste. Chiarisco che non penso nemmeno da lontano che era in mala fede, però dico cavolo, siamo sempre in ritardo, facciamo sempre prima scappare i buoi e poi chiudiamo la stalla. E allora dico che un dirigente politico deve essere valutato sulla base delle cose che ha capito prima e non dopo, qua non si discute di purezza di intenzioni ma di capacità di capire, prima e non dopo. Fulvia Bandoli fa parte di quel ceto politico che non ha capito in tempo. E’ vero o non è vero, è una frase offensiva o un giudizio politico? Non è solo Fulvia Bandoli esposta a questo giudizio, ma tutti quelli che hanno fatto la propaganda e la campagna elettorale per SA, non è forse vero che anche su Bertinotti sono stati dati giudizi negativi e anzi in molti casi volgari? E allora perché con Bandoli no? (non dico le volgarità, che io non ho usato e che non sono un argomento politico, ma le critiche senza peli sulla lingua sì). OOOOOOOOOO Poi nella seconda parte dell’articolo Fulvia Bandoli parla del “progetto”, però lo fa elencando con pochissime parole degli argomenti concreti, mentre dedica lunghe riflessioni al “cambiamento del modello di sviluppo liberista” e alla “riconversione ecologica dell'economia” e al Pil. Io non dico che queste non sono cose giuste, però il “cambiamento del modello di sviluppo liberista” è una cosa che richiederà secoli, e perciò si deve averlo in mente e anche dirlo, ma parlare con più parole delle cose che la gente vive ogni giorno: come la paura di camminare di sera; o come si mette insieme l’inclusione sociale (dei rom, per esempio) e il diritto a non essere derubati; o i precari che non solo sono precari e questo già gli sconvolge la vita, ma non trovano l’asilo comunale dove portare i bambini e l’asilo privato non se lo possono permettere. Insomma tutte cose che la gente vuole sentire e dalla sinistra non sente più (ma le sente da altri) perché la sinistra fa solo paroloni e discorsi per i due secoli prossimi e non per le prossime settimane. Perciò ieri sera ho scritto “non c'è niente che la gente della strada possa riconoscere come vicino ai suoi problemi veri”. Sono vere o sono false le cose che dico, e dove sta l’offesa se rimprovero a Fulvia Bandoli di dire cose che sono anche giuste ma che la gente non capisce come problemi immediati? Mi è piaciuto molto l’esempio di Roberto 24 sui preservativi, è un esempio tipico di quello che fa incavolare la gente e fa perdere voti alla sinistra. OOOOOOO E perciò ieri sera ho scritto che questi dirigenti “faranno bene a dedicarsi allo studio ma lasciando la politica attiva a persone che non hanno responsabilità gravi e pesanti come le hanno loro”. Dedicarsi allo studio è una cosa non offensiva, che non tutti hanno la capacità di fare ed è molto utile, non c’è niente didispregiativo; le “responsabilità gravi e pesanti” che ho attribuito sono la constatazione dei risultati negativi ottenuti per non avere capito in tempo quello che stava succedendo e che si capisce solo oggi; sono responsabilità politiche, non ho detto che devono essere fucilati, e sono responsabilità sotto gli occhi di tutti perché è di questo che si sta parlando dappetutto. Non ho offeso nessuno, ho detto delle cose, chi ha cose diverse da dire o critiche da fare le può dire se le vuole dire, ma non si può inventare offese inesistenti perchè non è vero.#31 · Mescalero
19 aprile 2008, 11:16 Non solo le critiche politiche sono ammissibili - e se non ora, quando? - ma il dibattito, anche aspro, serve e capire meglio e da stimolo alla riflessione. Forse c'è stato qualche fraintendimento e qualche scambio un pò eccessivo, che è andato oltre le intenzioni. Detto questo, io ho limitato il mio post - non credo accondiscendente - all'aspetto organizzativo, perché, in quanto militante di Sd, vedo il rischio di un'implosione, intanto di questo movimento, poi forse di tutta la sinistra organizzata. Tuttavia, credo che in questo momento due siano le priorità: tenere ferma la barra del processo unitario con chi ci sta e mantenere un minimo di coesione riorganizzandoci in fretta. Ancora. Sulla disamina della cause e degli errori: chiaramente chi milita in forze politiche fa le sue valutazioni nelle sedi opportune. Magari chi è un "cane sciolto" coglie l'occasione offerta da Aprile. Credo anch'io, per dire due cose, che ci siano cause precise che hanno determinato il tracollo di consensi a sinistra. In primo luogo, il problema della percezione dell"efficacia" della sinistra, come dice Vendola. Cioé la sinistra non è percepita come una forza in grado di incidere sulle materiali condizioni di vita dei suoi soggetti di riferimento. Ecco perché è stata così permeabile da un alto al voto utile al PD, dall'altro lato ha avuto un'emorragia di voti verso la destra politica e poi naturalmente ha inciso l'astensionismo "di sinistra". Io credo che molto conti quella che è stata l'incapacità della sinistra di incidere dentro il governo Prodi. Se penso al politicismo e alla sufficienza con cui dentro SD vi è guardata alla manifestazione del 20 ottobre, non posso trattenermi dal pensare che molti che erano lì, a votare non ci sono andati, o peggio. Il secondo punto, quello che dice Fulvia Bandoli, è grosso modo l'asse valoriale della sinistra europea, penso alla Linke ma anche alla piattaforma della SPD dell'Assia, che è riuscita a invertire, con un programma ecologista e di critica al liberismo dominante nella grande-coalizione al governo, il declino della SPD, ormai conclamato in tutti land tedeschi. Ma richiede, questa tavola valoriale, un soggetto politico che se ne faccia portatore magari con l'ambizione di governare per trasformare. Questo soggetto nelle intenzioni doveva essere la SinArc. Sennonché, in questi termini, SinArc non è mai nata, essendo quella che si è presentata al voto nient'altro che un cartello elettorale in cui parte dei suoi componenti facevano di tutto per fare capire che tale lo consideravano. Ovvio che il tuo elelttorato non ti può dare fiducia in tali condizioni. Per di più in una campagna elettorale svolta in tempi così ristretti dopo la precipitazione della crisi del governo, senza avere alle spalle un radicamento - che si è dimostrato assolutamente inesistente, avendo scoperto che anche Rifondazione comunista è nient'altro che un partito di opinione - il disastro era pressoché annunciato. Solo non in queste dimensioni. La sinistra però non è stata spazzata via in questo paese. Esiste ancora un insediamento, per quanto fortemente ridimensionato, come dimostrano le amministrative. Si deve ricominciare ad lì, e dal basso, dai bisogni dei territori declinati in chiave solidale. Io penso ad un radicamentto basato sulle vertenze locali e sui beni comuni, perché si può immaginare che tipo di attacco al territorio sarà condotto in questo quadro politico. Ad aggiungere al dramma della sconfitta il rischio della scomparsa o dell'irrilevanza è la resa dei conti nei gruppi dirigenti e la stasi politica di cui vediamo le avvisaglie. L'una e l'altra erano tra l'altro tragicamente prevedibili ma l'entità del disastro le amplifica. Invece, quello che si chiede ai dirigenti di spessore è la capacità di indicare un minimo per mettere mano alla ricostruzione. Senza questo minimo indispensabile, la sinistra scomparirà davvero in questo paese.#32 · giacinto
19 aprile 2008, 11:27 a #31 - non è un'offesa, ma a questo intervento, razionale, si possono fare le stesse critiche fatte a Bandoli, cioè arriva tardi e dopo avere spesso sostenuto cose diverse e anche contrarie a quelle che dice oggi, forse non perchè era in mala fede prima ma perchè prima non era arrivato alle riflessioni di oggi. Sarebbe una cosa ammirevole che qualcuno dicesse chiaramente "ho sbagliato, non avevo capito e lo ammetto", mentre invece tutti quelli che oggi parlano e riconoscono le cose lo fanno in modo impersonale, come se si parlasse solo "degli altri", senza mai mettersi in causa personalmente e esporsi alle responsabilità comuni. E' questo che non mi piace, questa è l'onestà che vorrei vedere ma invece vedo che tutti sfuggono.#33 · red libertario
19 aprile 2008, 11:28 il tempo non ci manca lo ripeto ragioniamo,e non lasciamoci prendere dalla irrazionalita.sinistra arcobaleno o l'idea che si portava avanti,non si deve fermare.so che e' difficile commentare questo ko,ma a parte tutte le ns analisi,credo che in tanti prevalga l'opinione di non aver perso tempo,anzi che si siano gettate le basi per una costruzione seria,che passa e' vero da una catastrofe elettorale,ma che dove l'idea la costruzione il radicamento di sinistra arcobaleno era gia con la possibilita di avere gambe,in quei territori la tenuta seppur deludente e' stata maggiore.troppo veloce e' stato il presentarsi alle elezioni,e poi lo ricordero sino all'infinito la balla veltroniana della rimonta ha reso difficile per noi far credere ai ns elettori che era importante votarci ,avrebbe dato alla sinistra una rappresentanza ed avrebbe sicuramente cercato di incidere sulla deriva centrista del pd.non ci siamo riusciti bisogna essere chiari,ma i tanti che hanno contribuito a tale ipotesi truffaldina della rimonta della necessita della ragion di stato dovrebbero provare vergogna,per la loro condotta.era e' si e' rivelata chiamiamola con garbo una scorrettezza palese.ma che poi fosse un po orchestrata si evince da un patetico appello sul confluire nel nulla.quando si dice che vi e' il pregiudizio,lo dicevo che veltroni lavorava su un progetto catastrofico che ogni giorno cambiava la sua forma in base a come walter si alzava la mattina,ma una posizione l'ha tenuta fissa cancellare la sinistra,lo ha fatto coscientemente ,ed devo dire che almeno sul piano elettorale e' riuscito nel suo intento.oggi su la7 cotroneo giornalista dell'unita era raggiante quando commentava ABBIAMO CANCELLATO LA SINISTRA RADICALE,segno evidente che la strategia di walter era chiara.bene con difficolta con la ns nuova veste extraparlamentare cercheremmo di riprenderci tutti i ns voti uno per uno,e bene che questo sia chiaro in tutti noi. ed e' bene che sia chiaro che chi e' incantato dalla nuova democrazia cristiana ci vada di corsa ,sopratutto ora che ha varato il governo ombra, definito da lui come riferimento al sistema anglossassone ,ma e' possibile che anche in questo non ricordi un piffero. OCCHETTO SEGRETARIO DEL PDS VARO NEL 1992 IL PRIMO GOVERNO OMBRA ERA DI UN PARTITO DI SINISTRA. ,di sinistra quella parola che oggi chi guida il pd non vuole sentire,e' vero che candidando calearo forse tra due secoli otterra i voti del nord,ma almeno grazie verso il SOCCORSO ROSSO poteva dirlo.ma uolter si manifesta sempre per quello che e' nonostante tutto,la mediocrita in carne ed ossa.#34 · Andrew Nat
19 aprile 2008, 11:28 Fulvia ti stimo, ma rischiamo di creare una PD a sinistra con il tuo progetto. Io credo che su un tema ogni ragazzo e persona matura concordino: il nucleo di idee , sulle quali deve ruotare un soggetto politico responsabile e che si trova alla sinistra del PD, sono di stampo Socialista.Per gli amici comunisti disposti a fare un passaggio o salto politico le chiameremo idee Socialdemocratiche. Se no andate con Diliberto per il PCI del 3000...Anacronistico!!#35 · K-2
19 aprile 2008, 11:36 Comprendo l'amarezza di tanti compagni che è anche la mia. Ma c'è chi vuol far risorgere la sinistra con il poster del Chè o altri con la falce e martello..da dove andremo così?? In Europa c’è stato già un precedente che risale al 1971. In Francia la sinistra conobbe una disfatta simile a quella subita oggi in Italia. Un tale Francois Mitterrand rimise insieme i “cocci di tutta la sinistra” e creò la “gauche pluriel”: il partito socialista francese. Con il reset di tutti i vecchi dirigenti, Veltroni compreso, chissà che non nasca anche in Italia!! Meno timidezza compagna Bandoli! E' fisiologico che decenni di divisione e contrapposizione tra le due sinistre in Italia inducono a cautele dialettiche, ma ora di fronte a questo disastro c'è una sola parola d'ordine: UNIRE LA SINISTRA ITALIANA e farla di stampo europeo: Socialista!!!#37 · Andrew Nat
19 aprile 2008, 11:58 Bravo K2 del #35 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Facciamo così le idee ci sono tutte non come dice quel partito ogm del PD!!#38 · giacinto
19 aprile 2008, 12:42 ah ma ci sono quelli che non demordono, tosti! Mettiamo pure che il Pd volesse fare il deserto a sinistra: può non piacerci, ma dal suo punto di vista è legittimo, voleva prendere i voti degli altri che è quello che ognuno vorrebbe fare (poi non ci è riuscito, ma questa è un'altra cosa). Se gli elettori di SA hanno IN PARTE dato il voto al Pd, vuol dire che o non erano abbastanza fedeli, oppure che SA non li convinceva più: mica è colpa del Pd, il problema è di quegli elettori e di SA. Poi c'è il problema del voto di astensione e del voto alla Lega, pure dati da elettori di SA. Quindi: la vogliamo smettere con questa litania del voto utile e del Pd lupo cattivo, e capire che il problema appartiene, in ogni caso, tutto alla sinistra, se questo terremoto incredibile si è verificato dentro Sa, dentro i vari partiti che la compongono, dentro le teste della gente? E basta, si dà prova pure di incapacità di ragionare a ripetere questa ossessione, mentre da tutte le persone intelligenti della sinistra viene l'invito a ragionare, pure Fulvia Bandoli (anche se non condivido molte cose, e l'ho scritto al #30) ha scritto "Questi due elementi però non spiegano una sconfitta tanto bruciante maturata nell'ultimo anno, e che deriva dai nostri enormi e persino incredibili errori".#39 · red libertario
19 aprile 2008, 13:04 la litania sul voto utile e' di tutti gli analisti politici nazionali e di tutti i media sia della carta stampata che delle tv.l'unico che parla a vanvera su questo e' veltroni e chi ha sostenuto tale posizione della ragion dell'essere.#40 · stampa - l'Ernesto su SA
19 aprile 2008, 13:11 La sconfitta della cosiddetta Sinistra Arcobaleno non è una pesante sconfitta, è una disfatta, una catastrofe, una ecatombe. Persi più di due milioni di voti, i quattro partiti assieme ridotti al 3%, fuori tutti dal parlamento. Ecco a cosa hanno portato le geniali trovate di Bertinotti, ecco a cosa porta l’anticomunismo. Ma è troppo facile scaricare ora solo su Bertinotti. Dov’erano gli altri che hanno governato il partito in questi anni ? Dov’erano al Congresso di Venezia che spaccò il partito a metà per legittimarsi nel governo della Nato e della Confindustria, nei salotti buoni del potere capitalistico ? Chi è stato corresponsabile fino all’ultimo di questo disastro abbia almeno la dignità e il buon gusto di evitare di mettersi in cattedra a dare lezioni. Dopo anni di demolizione di qualunque idea di comunismo, ora tutti si sbracciano per “salvare” Rifondazione Comunista. Ma cosa c’è più da salvare ? Il Partito è tramortito. Era già demolito prima delle elezioni dall’opera liquidatoria del Bertinotti solo TV: circoli chiusi, militanti a casa, crollo delle iscrizioni, radicamento sociale zero, unico appiglio le istituzioni e i risultati del governo Prodi. Ora il morale è sotto terra, è come dopo un bombardamento, con in più la consapevolezza di aver partecipato, anche inconsapevolmente, all’autoaffondamento. Ciò che rimane di Rifondazione Comunista si può salvare solo se si ammettono chiaramente gli errori e se si investe non nella conservazione ma nel cambiamento radicale di ciò che ha portato alla catastrofe. Ciò che rimane di Rifondazione Comunista si può salvare solo se la si ricolloca in un progetto più ampio di ricostruzione di una forza comunista nuova, che riprende la strada dura e faticosa, ma anche entusiasmante, del radicamento sociale, della costruzione di lotte e movimenti, dell’opposizione di lungo periodo, dell’anticapitalismo e dell’antimperialismo. Non c’è altra strada. L’altra strada porta al Pd. La sinistra arcobaleno, in tutte le sue formule (partito unico, soggetto unitario e plurale, federazione, confederazione, eccetera), non c’è più: il Pdci decide di mettersi a disposizione dell’unità col Prc nella ricostruzione di una nuova forza comunista, i Verdi e la Sd vanno verso il Pd, ciò che rimane del Prc (l’1 o il 2% ?) si spacca in mille pezzi nella guerra di tutti contro tutti, in cui non si capisce più neanche l’oggetto del contendere. Se non si capisce che è cambiato tutto a sinistra non si è capito niente del disastro elettorale e delle sue cause. Un metro di ghiaccio non cresce in una sola notte di neve. Il meglio dell’esperienza di Rifondazione Comunista di questi 18 anni, costruita con i sacrifici immensi di migliaia di compagne e compagni, può salvarsi solo se si ricolloca in un nuovo processo, nel processo irreversibile di ricostruzione unitaria di una nuova forza comunista. Questo dovrà decidere l’imminente congresso del Prc. ######## L'Ernesto, 19/04/2008#41 · Mario L
19 aprile 2008, 13:12 Invito a riflettere su alcune considerazioni: 1) non si può parlare del che fare se prima non sappiamo come sarà la legge elettorale per le prossime votazioni. E' chiaro che se resta questa, ancora una volta si dovrà scegliere il male minore e come questa volta si dovrà parlare di voto utile. E' questo che ha affossato la sinistra perchè dai flussi elettorali, mentre si vede che quelli che stavano a sinistra hanno appoggiato il PD contro berlusconi, non si sono raccolti i voti dei democristiani del PD che hanno votato altro. Infatti il PD è a soli 2 punti in più di quanto raccoglievano DS e Margherita. Che non bastano a colmare tutti i voti che si sono spostati dalla sinistra sul PD. 2) la sinistra esiste solo nelle amministrazioni locali. E' un controsenso, in quanto lì si governa con chi ha chiamato a raccolta l'elettorato della sinistra, squagliandola. Uscire dalle amministrazioni sarebbe logico. Ma non proterebbe a niente. Bisognerebbe utilizzare la leva delle presenze nelle amministrazioni locali, subordinandola all'approvazione di una nuova legge elettorale. 3) ridotti ai minimi termini, i distinguo, in questa fase, sono quanto mai inopportuni. Se ci sta a cuore ricostruire, è necessario che lo si faccia tutti insieme, con fatica certamente, ma con lungimiranza (magari rimandiamo le scissioni a dopo aver riconquistato il 40%!!!!). 4) c'è bisogno di una profonda innovazione sia dei temi, sia delle pratiche del nostro essere di sinistra. Se questa è una forza caratterizzata fortemente sui temi della solidarietà, iniziamo a praticarla, non solo ad enunciarla. In italia ci sono già diverse realtà che hanno realizzato tale pratica e da lì si può ripartire (solo un esempio i gruppi GAS). 5) lascerei la discussione sui leader. Siamo in piena fase di impazzimento. Ogni leader che dovesse prendersi la responsabilità, finirebbe stritolato. E per come stiamo, non possiamo permetterci di bruciare quelli più bravi ora. 6) smettiamola con i personalismi e con l'autodifesa del proprio io. Le masse si costruiscono mettendosi al servizio, non gareggiando a chi la spara più colorata. Se l'umiltà dovesse diventare nostra caratteristica, sarebbe già un buon viatico.#42 · ***___****erik
19 aprile 2008, 13:16 basta dare la colpa al voto utile o alla mancanza della falce e martello. gli errori sono sui contenuti. e dai contenuti può venire l'unica speranza di una ripresa. però a quasi una settimana dal voto, sembra che non si siano ancora capiti gli errori. spero che presto la discussione si sposti sui contenuti appunto. lasciandoci dietro le scuse (voto utile) e il passato (comunismo e socialismo), ma guardando ad un soggetto nuovo davvero libero. e per libero intendo libero anche da ogni etichettatura e pregiudizio, sia interno che esterno. la gente ci/ti/vi/mi deve ascoltare per quello che dico e per quello che faccio. non per le spille che porto sul petto.#43 · giacinto
19 aprile 2008, 13:18 Ripeto da #38: Mettiamo pure che il Pd volesse fare il deserto a sinistra: può non piacerci, ma dal suo punto di vista è legittimo, voleva prendere i voti degli altri che è quello che ognuno vorrebbe fare (poi non ci è riuscito, ma questa è un'altra cosa). Se gli elettori di SA hanno IN PARTE dato il voto al Pd, vuol dire che o non erano abbastanza fedeli, oppure che SA non li convinceva più: mica è colpa del Pd, il problema è di quegli elettori e di SA. Poi c'è il problema del voto di astensione e del voto alla Lega, pure dati da elettori di SA.#44 · Dave
19 aprile 2008, 13:56 E' chiaro che il "popolo della sinistra" vuole conoscere qual è l'orizzonte della sinistra dal punto di vista ideale e dal punto di vista programmatico (altrimenti avrebbe scelto il Pd). Anche io credo che la logica delle due (se ci limitiamo a comunisti e socialisti) o più (se consideriamo come è giusto che sia anche i Verdi) sinistre non sia (con)vincente, ma allo stesso tempo è necessario darsi un profilo politico-ideale chiaro e allora io credo in un nuovo grande, plurale e largo partito del socialismo in Italia che abbia come casa europea il PSE e internazionale l'IS. Quindi un partito che unisca la sinistra e lo faccia sotto le insegne della più forte e avanzata forza di sinistra e progressista. Un partito che sia la casa di chi nn si sente solo e soltanto socialista, comunista, verde. Un partito che sappia mettere sul tavolo del GOVERNO i temi economici, ambientali e sociali di cui si parla nell'articolo. Forse ho dato troppo peso al "nome" del partito o alla " ideologia", ma sono convinto che anche questo sia importante per un elettore di sinistra. Queste sono le linee sulle quali secondo me bisogna muoversi oltre che le tante altre cose dette nell'articolo.#45 · gussola
19 aprile 2008, 14:20 la richiesta del voto utile è sintomo anche di malafede da parte di Veltroni e del PD,nei seggi arrivavano messaggi di Franceschini che incoraggiavano al voto utile sostenendo che Veltroni era già incollato a Berlusconi e che lo stava superando. Sapendo che i dirigenti del PD avevano in mano i sondaggi giusti che davano il PD sotto di 8/10 punti in percentuale,la richiesta del voto utile non era per battere Berlusconi ma per evitare una sonora sconfitta dello stesso partito e la messa in discussione del progetto stesso del PD. su questo dovremmo interrogarci, sull'affidabilità di questi dirigenti, il tutto assieme ad una ferma riflessione sui nostri limiti,sulle resistenze continue ad indebolire un progetto. Certo non dobbiamo fermarci, noi che veniamo dai DS troviamo tanti compagni che ci avrebbero seguito con il voto (un numero discreto lo ha fatto)tristi, che si sentono in colpa, che ti evitano. a questi compagni non dobbiamo chiudere nessuna porta, anzi dobbiamo aprirle tutte, dobbiamo ragionare e nel medesimo tempo progettare. Da questa sconfitta senon siamo settari, se non vogliamo avere la puzza sotto il naso e la verità sempre in tasca, potremmo uscitre più forti e organizzati sul territorio, la paura a volte fa 40. tocca ai gruppi dirigenti ascoltare e dirigere. Abbiamo scadenze elettoralli ravvicinate, in Lombardi forse le regionali in autunno, poi le amministrati e le europee in primavere, date che deternimeranno la fine o linizio della nostra esperienza. Le elezioni amministrative dimostrano che non siamo cenere, che abbiamo candidati sul territorio in grado di tessere le fila per una nuova sinistra. Non perdiamo tempo,#46 · lillo
19 aprile 2008, 15:30 Riusciremo mai a parlare di sinistra senza aggettivi? Fulvia, secondo me è questo il limite della sua analisi. Continuare a parlare di sinistra plurale quando si sa benissimo che ci sono posizioni inconciliabili è deleterio. Ripeto Sa è un cartello elettorale, una sinistra arlecchino senza ne capo e ne coda. Il Partito Socialista si è posto come partito identitario senza appeal e con dirigenti chiusi e poco inclini al confronto. Continuare a perseverare in questi errori è diabolico. Non voglio un Pd di sinistra, voglio un partito di socialdemocratico o socialista che dir si voglia, senza aggettivi, dove ci si confronta ma dove i principi siano condivisi da tutti. Per questo dico socialisti con i socialisti e comunisti con i comunisti. Se non facciamo chiarezza ora, siamo destinati a commettere gli stessi errori, e la prossima tornata elettorale è una prova senza appello#47 · stampa - a Firenze
19 aprile 2008, 15:55 A Firenze dopo il diluvio. °°°°°°°°riccardo chiari ("il manifesto", 18.04.08) ######## L'appuntamento è per domani (oggi 19.4) a partire dalle 10 al Palacongressi fiorentino, appena usciti dalla stazione centrale di Santa Maria Novella. L'introduzione sulla logistica va in primo piano, viste le telefonate e le mail che chiedono lumi sull'iniziativa messa in piedi - prima delle elezioni - dall'associazione «Per la Sinistra unita e plurale». Perché discutere si deve, dicono i tanti interessati. Della sinistra italiana; dei quattro partiti che avevano dato vita all'Arcobaleno elettorale e del disastroso esito del voto; del «cammino nel deserto» che attende chi non vuole ammainare le bandiere di una comunità politica rossoverde. E' forse l'unica strada, per quanto impervia, che potrebbe conciliare pragmatismo quotidiano e idealità omogenee. Molti i presenti, molti anche gli assenti. Dai vertici del Pdci regionale toscano si bolla l'appuntamento come uno «zombie day», e si rilancia «l'unità dei comunisti». Però alcuni dirigenti e militanti toscani ci saranno. Assenti le minoranze dell'Ernesto e di Essere Comunisti, per il Prc ci saranno sia Alfonso Gianni e Gennaro Migliore, in rappresentanza di quella parte che ha spinto verso la costruzione in tempi brevi di una nuova formazione politica in senso stretto, che Paolo Ferrero, assertore di una «casa comune» della sinistra nella quale troverebbe posto un Prc da rafforzare. Verdi toscani presenti, Sd anche, e con loro esponenti nazionali come Paolo Cento, Fulvia Bandoli, Silvana Pisa. Soprattutto al Palacongressi ci saranno alcuni intellettuali-politici come Paolo Cacciari, Gianfranco Bettin e Marco Revelli, insieme naturalmente al padrone di casa Paul Ginsborg, e ancora Rita Borsellino, Gian Paolo Patta, Lea Melandri. «Ripartiamo da qui», dicono gli organizzatori. Con Massimo Torelli convinto «che non vadano disperse le tante energie che esistono». La discussione è solo agli inizi. Se sarà trasparente, e sfrondata dalle piccole ambiguità che hanno accompagnato anche il cammino dell'associazione fiorentina, tanto sarà di guadagnato.#48 · stampa - domande che bruciano
19 aprile 2008, 16:00 "Di fronte a una tale cecità collettiva, a un tale scacco della ragione, non solo bisogna interrogarsi, a fondo e con assoluta spietatezza, ma sforzarsi di guadagnare una virtù che, specie dalle nostre parti, ha sempre vissuto di vita stentata: l'umiltà. L'umiltà analitica e politica. Il dubbio sistemico (su se stessi, prima che sull'altro). La capacità di ascoltare e di ascoltarsi. La pazienza. Personalmente, sarei tentata di attenermi al dettato di Wittgenstein - "su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere" - ma temo di non potermelo permettere (per limiti di coraggio). Intanto, do per scontate e condivise le riflessioni fin qui fatte (soprattutto da Franco Giordano) e torno alla domanda iniziale: come è stato possibile non vedere e non capire fino a questo punto? Come mai eravamo sull'orlo del baratro e non ce ne siamo accorti?" ####### Rina Gagliardi su "Liberazione" del 19.04.08 (stralcio).#49 · stampa - resa dei conti
19 aprile 2008, 16:37 Da registrare, infine, il botta e risposta tra Claudio Grassi e Gennaro Migliore. Per l'ex capogruppo alla Camera «la proposta di Diliberto (di unire i comunisti, ndr) è ancora più disastrosa della già cataclismatica sconfitta elettorale. Rifugiarsi in uno sterile identitarismo sarebbe un problema». «Di disastroso - replica l'ex senatore - c'è solo l'arroganza di chi, dopo aver portato la sinistra al risultato più basso della storia, pensa ancora di poter dare lezioni. Un po' di autocritica non guasterebbe». E' cominciata la resa dei conti. ####### da "Liberazione" del 19.04.08 (stralcio).#50 · red libertario
19 aprile 2008, 16:47 stampa s chiedeva ,ma sei stampa ??no sono antonio maroscia,ma no sei stampa??ma no sono antonio maroscia.spero che con questo stampare sempre si usi qualche volta la carta per fare altro,quanto gli sarebbe utile.#51 · stampa - perché non hanno votato SA
19 aprile 2008, 17:16 Cristina Gramolini di Arcilesbica: «Neanch'io ho votato Sinistra, e anch'io ho deciso di non votarla dopo anni di "fedeltà"». I motivi? «Prima di tutto la grande disillusione per l'atteggiamento e la presenza di Rifondazione nel governo Prodi». «Una grande delusione politica soprattutto alla luce della modalità della crisi - spiega Paolo da Milano -. Possibile che abbiamo dovuto aspettare i problemi personali di Mastella per far crollare quel governicchio? Possibile che Rifondazione non abbia deciso di uscire impuntandosi, per esempio, sui Dico? Non ne valeva forse la pena? Di certo, se l'avesse fatto, sarebbe stata un'uscita di scena più dignitosa per tutti. Anche per Prodi». ######## da "Liberazione" del 19.04.08 (stralcio).#52 · red libertario
19 aprile 2008, 17:16 e va bene bertinotti,e va bene mussi e va bene diliberto,va bene pecoraro e tutti gli altri "romani".ma noi nel territorio dove c...o eravamo.ogni tanto questa domanda poniamocela,e forse la troveremmo la risposta con il giusto raziocinio,e non cerchiamo le inezie le piccole cose simboli e contro simboli che noi vogliamo far diventare grandi,ci ha spolpato questo c...o di pd ,con la truffa della rimonta.lo stesso appello di dario fo quindici giorni prima per sinistra arcobaleno e poi a due giorni dal voto anche lui strailluminato dai dati del loft,ce la possiamo fare.SI l'abbiamo fatta la piu grande cazzata che si potesse fare nella vita ascoltare le sirene che puntualmente ci hanno mandato a finire negli scogli.ma adesso sono solo i comandanti della nave i responsabili,e badate lo dico chiaro la mia militanza sta e' rimane sempre nella base,ma per evitare questo naufragio nella mia cittadina ,abbiamo dovuto mettere i tappi alle orecchie di tanti ns elettori,le sirene erano ovunque.una piccola soddisfazione da noi se la sono presa e bene dove tutti immaginate queste sirene molto vestite.#53 · stampa - problemi economici
19 aprile 2008, 17:20 Il Cdr e le Rsu di Liberazione, alla luce dell'esito elettorale di domenica e lunedì scorso, che ha prodotto l'esclusione dal prossimo Parlamento della Sinistra Arcobaleno, esprimono la propria preoccupazione e quella dei lavoratori e delle lavoratrici per il destino e l'autonomia della testata. ###### Il CdR e le Rsu di Liberazione.#54 · giacinto
19 aprile 2008, 17:27 Per #52 ----- Ripeto da #38: Mettiamo pure che il Pd volesse fare il deserto a sinistra: può non piacerci, ma dal suo punto di vista è legittimo, voleva prendere i voti degli altri che è quello che ognuno vorrebbe fare (poi non ci è riuscito, ma questa è un'altra cosa). Se gli elettori di SA hanno IN PARTE dato il voto al Pd, vuol dire che o non erano abbastanza fedeli, oppure che SA non li convinceva più: mica è colpa del Pd, il problema è di quegli elettori e di SA. Poi c'è il problema del voto di astensione e del voto alla Lega, pure dati da elettori di SA. ###### Ma poi ti sei letto tutto quello che hanno detto persone che hanno il cervello che fuma? e tu niente, sempre là stai, sei proprio tosto, ma che fai non leggi?#55 · Mario L
19 aprile 2008, 17:30 Ora una sinistra nuova, unita e plurale Assemblea a Firenze il 19 AprileGinsborg: «Basta rinvii, ora una sinistra nuova» Il 19 aprile assemblea nazionale a Firenze per una sinistra «unita e plurale». Invitati partiti, associazioni e movimenti. Per il professore inglese l'«anomalia» italiana è intatta: «Veltroni sbaglia, il Pd ha rimosso il problema Berlusconi» «Non serve solo una nuova fisionomia organizzativa ma anche una profonda innovazione culturale» A cura di Matteo Bartocci, il manifesto 1/4/2008 «Cari leader, noi non vi aspettiamo un minuto in più, dopo il voto il processo unitario deve andare avanti su basi nuove». Paul Ginsborg e il laboratorio fiorentino «per la sinistra unita e plurale» hanno ingoiato molti rospi prima e durante questa campagna elettorale. Ma la sfida vera, a sentire il professore anglo-fiorentino, inizierà dopo il voto. «Lo dico molto chiaramente - esordisce Ginsborg - sabato 19 aprile ci sarà a Firenze un grande appuntamento nazionale al quale invitiamo tutta la sinistra, i partiti, gli autoconvocati, i movimenti, le associazioni, chiunque. Ci vediamo per dire ai leader: noi non vi aspettiamo, abbiamo insieme fatto la campagna elettorale e ora serve un processo costituente senza rinvii». Rita Borsellino e Paolo Cacciari ci saranno. E Bertinotti? Lo vedrò qui a Firenze in un incontro pubblico lunedì prossimo. Se il 19 aprile vorrà venire anche lui ne sarei molto felice. Questa sinistra si può fare velocemente ma si deve fare bene - con umiltà, intelligenza e lungimiranza. Non serve solo una nuova fisionomia organizzativa ma anche una profonda innovazione culturale e teorica. Se la sinistra vuole essere diversa e non subalterna deve partire da proposte alternative convincenti rispetto all'economia globale. Qual è la prima cosa su cui dovrebbe impegnarsi la sinistra nella prossima legislatura? Bisogna fare di tutto per esaltare il ruolo educativo e culturale della televisione pubblica e difendere a denti stretti il ruolo pubblico in tutti i campi, dall'acqua all'istruzione. Tutto ciò che è pubblico va depurato da clientele e lassismo per renderlo più efficiente. E' paradossale ma proprio in questi giorni tutti i più grandi liberisti della terra chiedono che lo stato salvi le grandi banche dalla crisi economica. E' assurdo che non se ne parli in campagna elettorale. Allora, anche lei come altri intellettuali dice: «Questa sinistra fa schifo ma andrò a votarla»? Non sono ancora cittadino italiano ma se potessi, voterei senza esitazione per la Sinistra arcobaleno. Anche se per ora è un cartello elettorale un po' precario credo che sia assolutamente essenziale che sopravviva e che dopo le elezioni cominci a far crescere una cultura unitaria a prescindere dagli interessi di gruppo o di una parte dei dirigenti locali e nazionali. A sinistra pesa di più la frattura tra politica e cittadini o quella tra i vari partiti? L'antipolitica non è un'invenzione. La casta è anche nella sinistra. L'assenza di qualsiasi elemento di democrazia nella selezione dei candidati è un segnale chiarissimo. Se nessuno ha potuto esprimere un'opinione sui candidati è ovvio che la campagna elettorale sia poco convincente. Si parla tanto di «americanizzazione» della politica italiana. Condivide? La campagna elettorale di Veltroni è chiaramente influenzata dall'esperienza americana. Se va riconosciuto che piazze e palasport sono pieni è altrettanto vero che è una campagna che si riassume in un persona sola. Non è che altri esponenti del Pd radunino le folle. I comizi sembrano più degli happening che un'occasione per tessere una nuova cultura politica. Il Pd si mobilita per le elezioni ma non è detto che riesca a costruire una rete attiva nella società. Ormai lo stacco tra politici e società è evidente. Perché le classi popolari votano sempre più a destra? E' un processo più generale. Perfino in Toscana ormai l'asimmetria tra la parte privata della propria vita e quella pubblica o civile è profondissima. E' come se quest'ultima sia stata completamente svuotata. Perché e da chi, secondo lei? Da molte cose ma soprattutto da una cultura televisiva deleteria e pervasiva. Da 24 anni di controllo di una sola persona sulla televisione commerciale. Mi fa un certo effetto che il Pd rimuova quasi completamente il problema rappresentato dal «berlusconismo». E Veltroni in questo ha una grande responsabilità. E' lo stesso Veltroni che apre al dialogo senza condizioni sulle riforme. Ma si può dialogare con Berlusconi? Se dici che non si può ti rispondono subito che non porta voti che sei un estremista, un moralista o un ingenuo. Che quella stagione si è chiusa. Però la cosa strana è che qualunque giornale d'Europa la prima cosa che ti chiede in un'intervista è: «Com'è possibile che Berlusconi torni per la terza volta? Perché gli italiani non si ribellano al controllo politico e commerciale sulle tv?». C'è un contrasto fortissimo tra l'opinione pubblica europea e la rimozione del problema che si fa in Italia. L'anomalia italiana è seria e intatta. Peccato che manchi il coraggio per discuterne. Le anomalie italiane però sono almeno due: né Berlusconi né il Pd hanno paragoni in Europa. E' vero che il Pd non esiste da nessun'altra parte però sono certo che sarà accolto fraternamente dal socialismo europeo. Asor Rosa ha ragione quando sostiene sul manifesto che è molto grave che di fronte all'emergenza democratica del «berlusconismo» il Pd abbia preferito puntare tutto sulla sua identità partitica invece di fare un accordo per vincere con la sinistra. E' troppo facile dipingere la Sinistra arcobaleno come se fosse una pecora nera che blatera sempre 'no, no, no'. Solo così possono giustificare una frattura sbagliata.#56 · Mario L
19 aprile 2008, 17:32 ASSEMBLEA SA: GLI INTERVENTI DAL PALCO, PAOLO FERRERO E NICHI VENDOLA La sinistra "riparte da tutti gli uomini e le donne che, anche idealmente, sono qui a Firenze e con cui abbiamo fatto questa lunga campagna elettorale. Penso che sia assolutamente necessario ripartire dalla discussione collettiva che credo vada allargata nei prossimi giorni: riaprire una discussione politica larga e non sequestrarla negli apparati ristretti". Lo ha detto il ministro Paolo Ferrero rispondendo, a margine dell' assemblea della sinistra unita e plurale cominciata stamani a Firenze, a chi gli chiedeva come la sinistra "potesse ripartire". Paolo Ferrero non è candidato a segretario di Rifondazione comunista e non presenterà questa proposta nelle prossime ore. Lo ha detto lo stesso Ferrero parlando all' assemblea della sinistra unita a Firenze. "Il partito - ha detto - deve fare una discussione e decidere chi deve dirigerlo. Sono il primo responsabile di questa sconfitta e non cerco capri espiatori. Non se ne può più di campagne di stampa in questo senso". E' necessario "sorvegliare le parole delle prossime ore" essere "cauti" avere "amore e attenzione per questa comunità e consentirle di rialzarsi in piedi". Lo ha detto Niki Vendola, governatore della Puglia, durante il suo intervento all' assemblea della Sinistra unita e plurale in corso a Firenze. "Bisogna ripartire da qui - ha detto - dall' analisi della sconfitta. E ci sono due modi: uno che è nella tradizione della peggiore storia sinistra ovvero la ricerca di capri espiatori e colpevoli". A questo, Vendola non vuole "partecipare". "Anzi- spiega - mi iscrivo alla lista dei colpevoli perché credo che qualunque dirigente a qualsiasi livello si debba sentire colpevole". "Io - ha proseguito - vorrei partecipare alla discussione sulle cause, bisogna sorvegliare le parole nelle prossime ore, essere cauti, avere cura e amore per questa comunità per consentirle di rialzarsi in piedi".#58 · paolo
19 aprile 2008, 17:35 voglio ricordare che una delle più grandi vittorie della sinistra è stata la storica conquista della puglia da parte di niki vendola. la ricetta di vendola durante la campagna elettorale (sono pugliese quindi l'ho vista di persona) è stata: 1) provocatoria, per rispondere agli insulti e le mille ingiurie espresse nei suoi confronti. ma vendola è uomo di parole e non di spade, e le sue provocazioni sono state così pulite che ha risposto a tono senza scendere nella rissa(per credere vedere i manifesti elettorali, suoi e di AN). 2) mix di sogno e realtà. provate a sentire vendola parlare. c'è poesia, cultura e al tempo stesso semplicità e progetti. 3) ricordo che vendola guida la vecchia coalizione di 1000 partiti, e non so come riesca ancora a tenerli insieme. 4) è la prima regione che sta per sperimentare i motori ad idrogeno (pronti dal 1970). i)potrei continuare.... vendola per avere consensi non ha parlato ai comunisti, ne hai socialisti ne solo agli operai o gay, o qualsiasi altra "categoria". vendola ha parlato ai pugliesi. ha provato a raccontare la puglia che aveva in mente. e vi ricordo, che la puglia tutto è tranne che una regione di sinistra. la gente non ha votato la coalizione, ma ha votato lui. perchè è una brava persona, che sogna con i piedi per terra. e se in puglia non si vedono, alle elezioni, i risultati di quanto sta facendo, la risposta è solo nella grande campagna di disinformazione che il tg regionale (che si può chiamare tg Fitto) e gli altri organi di stampa effettua nei suoi confronti. ne comunismo ne socialismo. ma trasparenza, chiarezza e proposte. questo è il mix: sogno + realtà.#59 · red libertario
19 aprile 2008, 17:41 x 54 facciamo un passo avanti,ed evitiamo di ricordare tutto l'avvenuto. ti chiedo una risposta a questa domanda. se un elettore di sinistra sopratutto molto vicino a noi sa che vi e' una possibilita' concreta che il suo voto possa fermare la destra di berlusconi al governo del paese,secondo te non fa quella ragionevole scelta dettata dal suo cuore e dal fermare elettoralmente una destra piu agguerrita che mai. io penso di si poi tu mi dirai.ma se viceversa a fronte di tutto questo da mesi si va dicendo che la partita e' persa per come si era organizzata(corriamo da soli la sinistra esclusa ps escluso insomma le vicende degli ultimi mesi)appare evidente che a maggior ragione dovessimo far presa nel ns elettorato sulla utilita del voto a sinistra.non cerco neanche l'alibi dei sostenitori del voto utile,il risultato parla chiaro della loro penosa linea politica.x 54 appare evidente non averli convinti,quindi grande ns responsabilita' ,dico grandissima.ma appare evidente anche a me della truffa che e' stata consumata ai danni della sinistra,e molti non hanno il buon senso di ammetterlo,che vergogna.non mi riferisco a te sanno chi di dovere.#60 · silvia del guercio
19 aprile 2008, 17:41 Anche in Italia una forza socialista europea. Nel resto d'Europa vincono.#61 · Riccardo Parasassi
19 aprile 2008, 17:46 Per me che nonostante sia di Sinistra alla fine ho votato per il Partito Democratico sperando di fermare Berlusconi e con il mio voto unito a quello di tanti che si sono astenuti o hanno votato chissà dove, non ho fermato Berlusconi e ho azzerato la rappresentanza parlamentare della Sinistra, per me , dicevo, si pone un interrogativo enorme : si può oggi essere ancora di Sinistra o dobbiamo rassegnarci ad essere tutti più o meno la stessa cosa con qualche sfumatura diversa ? Che poi se non vado errato era ed è la linea portante del Partito Democratico. La domanda però ne implica altre due necessarie : cosa significa oggi in Italia ed in Europa essere di Di Sinistra ? E soprattutto una volta specificato cosa significa essere di Sinistra come facciamo a renderlo comprensibile ed attraente ai più ? Io partirei dai bisogni semplici quelli che ci accompagnano da prima di nascere fino alla morte, sanità pubblica ed efficiente, scuola pubblica e funzionante, lavoro non precario, gratificante e ben retribuito, alloggio comodo, sicurezza nei luoghi di lavoro e nei quartieri, difesa dell'ambiente, cultura fruibile, media non monopolizzati, lotta per la pace, lotta alle mafie e all'evasione fiscale, politiche dell'accoglienza per i migranti, energia pulita, Laicità dello Stato, parità fra i sessi. Sicuramente dimentico qualcosa, sicuramente si può fare di più. Con chi metter su un Partito che porti avanti queste istanze ? Oggi non possiamo dirci comunisti o socialisti senza essere anche ecologisti e d'altro canto come possiamo dirci ecologisti senza essere critici nei confronti dell'attuale società liberista che consuma tutto in primo luogo l'ambiente oltre che le coscienze ? Per questo non ha senso ridividere la Sinistra in piccole nicchie identitarie, per questo si deve avere il coraggio di reinventare il modo di essere Sinistra popolare, antiliberista e di governo. Nel mondo ci sono ancora le guerre, la fame, lo sfruttamento, le malattie, però non possiamo aspettare la risoluzione di tutto non possiamo aspettare l'ora X per (ad esempio) abolire la legge 30 o il conflitto di interessi. Dobbiamo metterci in cammino, da oggi, forti delle esperienze anche dolorose e laceranti per costruire in qualche anno un Partito della Sinistra del 2000 che riesca a coniugare la vocazione democratica necessaria per una Società moderna con quella antiliberista fondamentale per una vera giustizia sociale. Riccardo#62 · Mescalero
19 aprile 2008, 17:49 Le affermazioni reiterate e inconcludenti sugli errori denunciati tardivamente sono senza senso. Se si è in campagna elettorale, si fa la campagna elettorale non il processo ai dirigenti o ai partiti. Anche se nessuno di chi voleva e vuole una sinistra unita poteva essere contento di come si presetava alle elezioni SinArc. Dopo le elezioni e in base al voto, si fa - ognuno con i suoi mezzi - un'analisi e si traggono le conseguenze. Da quello che qui scrive qualcuno, sembra che tutti i superstiti elettori di sinistra debbano dimettersi tout court dalla sinistra, e magari trasmigrare altrove - al Pd per caso? Ora si tratta di ricostrire, le rese di conti o i roghi alzati non servono a nessuno. Chi non credeva al progetto della sinistra unita se ne è già andato o sta per farlo. Molti di sinistra che hanno votato Pd - quasi un milione e mezzo di persone - non credo saranno fidelizzati da quel partito. La sinistra è viva nei territori, nelle reti e nelle amministrazioni locali. Sarà un lavoro lungo e difficile ma la soria della sinistra italiana non finisce qui. Piuttosto ci si può chiedere quante possibilità ha il Pd di rimanere coeso durante cinque anni di opposizione.#63 · jonathan
19 aprile 2008, 20:09 Sarebbe argomento interessante capire da dove cominciare a "ricostruire". L'identità di un partito, di un movimento, si connota dalle sue idee di riferimento, è vero, ma, anche e soprattutto, dagli obiettivi strategici e dai programmi a breve termine. Visto che, pare, la Rivoluzione non sia attualmente all'ordine del giorno, sarebbe utile vedere cosa si vuole e si può fare. Perchè, se si resta nell'ambito del pensiero "socialista", la strada è stretta: o riformismo "rivoluzionario" (le Riforme di struttura") o la Socialdemocrazia. Ma, soprattutto, come si pensa poter recuperare il rapporto con il "popolo", visto che le fughe nelle tematiche idealiste e piccolo borghesi dei (sacrosanti) pricipi da anime belle e dei diritti civili radicalchic hanno fatto dimenticare che primaria funzione di una organizzazione di sinistra è la difesa degli interessi delle classi subalterne, dei lavoratori. E che per far questo è necessaria una presenza nei posti di lavoro e nei quartieri costante (come le parrocchie e le rimpiante sezioni e cellule del PCI) e non limitata a raid pubblicitari in tempi di elezioni.#64 · jonathan
19 aprile 2008, 20:09 Sarebbe argomento interessante capire da dove cominciare a "ricostruire". L'identità di un partito, di un movimento, si connota dalle sue idee di riferimento, è vero, ma, anche e soprattutto, dagli obiettivi strategici e dai programmi a breve termine. Visto che, pare, la Rivoluzione non sia attualmente all'ordine del giorno, sarebbe utile vedere cosa si vuole e si può fare. Perchè, se si resta nell'ambito del pensiero "socialista", la strada è stretta: o riformismo "rivoluzionario" (le Riforme di struttura") o la Socialdemocrazia. Ma, soprattutto, come si pensa poter recuperare il rapporto con il "popolo", visto che le fughe nelle tematiche idealiste e piccolo borghesi dei (sacrosanti) pricipi da anime belle e dei diritti civili radicalchic hanno fatto dimenticare che primaria funzione di una organizzazione di sinistra è la difesa degli interessi delle classi subalterne, dei lavoratori. E che per far questo è necessaria una presenza nei posti di lavoro e nei quartieri costante (come le parrocchie e le rimpiante sezioni e cellule del PCI) e non limitata a raid pubblicitari in tempi di elezioni.#65 · jonathan
19 aprile 2008, 20:09 Sarebbe argomento interessante capire da dove cominciare a "ricostruire". L'identità di un partito, di un movimento, si connota dalle sue idee di riferimento, è vero, ma, anche e soprattutto, dagli obiettivi strategici e dai programmi a breve termine. Visto che, pare, la Rivoluzione non sia attualmente all'ordine del giorno, sarebbe utile vedere cosa si vuole e si può fare. Perchè, se si resta nell'ambito del pensiero "socialista", la strada è stretta: o riformismo "rivoluzionario" (le Riforme di struttura") o la Socialdemocrazia. Ma, soprattutto, come si pensa poter recuperare il rapporto con il "popolo", visto che le fughe nelle tematiche idealiste e piccolo borghesi dei (sacrosanti) pricipi da anime belle e dei diritti civili radicalchic hanno fatto dimenticare che primaria funzione di una organizzazione di sinistra è la difesa degli interessi delle classi subalterne, dei lavoratori. E che per far questo è necessaria una presenza nei posti di lavoro e nei quartieri costante (come le parrocchie e le rimpiante sezioni e cellule del PCI) e non limitata a raid pubblicitari in tempi di elezioni.#66 · Dario
19 aprile 2008, 20:31 mi compiaccio del fatto che Mescalero dica che i milioni di voti andati al pd non saranno fidelizzati. E' un atto di onestà intellettuale. Capisco la campagna elettorale ma c'eravamo beccati di tutto quando avevamo capito che, i "memici", quelli veri, erano entro il progetto di sa defilati e aspettavano solo il momento per la loro resa dei conti scandita, a quanto sembra, da un ritmo di macabro revival. ..per chi vuole andare avanti, per chi non vuole finire in una nichia ,incominciamo dalla profonda distinzione che c'è tra radicale e antagonista, parole troppo spesso a torto identificate. Son d'accordo con MEscalero:i processi non servono nè le rese dei conti verso questo o quel dirigente. Ora bisogna ripartire con un nuovo progetto che racchiuda il meglio delle tradizioni di sinistra di questo paese è attualizzarle al nuovo secolo per il socialismo del XXI. Il resto,- ha detto bene il grande Nichi Vendola - è residui spazzati via dalla storia#68 · Dario
19 aprile 2008, 20:36 E' chiaro che ho votato Pd ma non mi sognerei mai di iscrivermi a quel partito. E' chiaro che, aspiro ad un partito tout court di sinistra, un partito pe r il socialismo europeo e con vocazione governativa tendenti alll'interesse generale( il pCi l'aveva nonostante decenni di opposizione. Tale vocazione non c'era nel arcobaleno come volevasi dimostrare dal fatto che, qualche coraggioso leader ("Gli appelli dall'esilio") si appresta a rilanciare i revival. Non abbiamo nulla a che afre con questa gente ed è questa gente dobbiamo sfidare culturalmente. Dobbiamo dimostrare che, la sinistra può esser autonoma,radicata e con cultura di governo. Naturalmente, se il nostro inento otterrà proficuo risultato, riusciremo a evitare deletere derive del Pd inducendolo a guardare con interesse dinuovo a sinistra.#69 · Vinc60
19 aprile 2008, 20:55 ## x Jonatan ## riporto quasi integralmente un intervento già fatto su un altro post di Aprile “Costituente comunista o meno?” dove spiego le ragioni da cui ripartire.., mi auguro ti sia utile.. …., il progetto, l’idea di SA, nonostante tutto, è l’unico modo per andare avanti.., altrimenti rischiamo di nuovo di scomparire, rimarremo come qualcuno giustamente dice, in una riserva indiana, rimanendo a fare il partito di testimonianza.., bisogna invece crederci, e portare il comunismo fuori dai classici schemi di pura ideologia identitaria, il comunismo deve stare dentro l’unità della sinistra in termini di progetto politico di modifica del modello di sviluppo di questa società, deve essere l’asse trainante per proporre la società alternativa, ma realistica, che vogliamo.., il programma di SA, sinceramente è una buona e solida base su cui partire.., le “100 azioni per cambiare l’Italia”, mi sembrano un ottimo punto di partenza su cui costruire il nostro progetto politico, oggi il comunismo non può appiattirsi soltanto sulle questioni del lavoro e del mondo operaio.., gli sfruttati sono molto di più, e molto diversificati.., la lotta di classe ha altre sfumature.., l’analisi politica ed economica della società impone altre strade di lotta politica ed altre scelte, altre soluzioni. Anche in tema di immigrazione e sicurezza, dobbiamo probabilmente rivedere alcuni aspetti, per essere credibili e propositivi di fronte alla società moderna diversificata e post industriale.., con le persone, gli operai e a tutto quel popolo di sinistra che oggi ci ha improvvisamente abbandonato, dobbiamo ricucire i rapporti, riallacciare un forte dialogo, sentire meglio i loro bisogni e le loro insicurezze.., dare a loro, e a noi stessi, la percezione della bontà delle nostre proposte. Il nostro programma è credibile, sappiamo dove prendere i soldi per realizzare la società alternativa post consumistica.. che vogliamo, noi vogliamo colpire i privilegi e le rendite finanziarie.., vogliamo tassare i grandi capitali e i redditi alti, vogliamo eliminare la legge 30 e combattere la precarieà, vogliamo uno sviluppo sostenibile ed il rispetto dell’ambiente, vogliamo i beni primari: acqua, energia, sanità, istruzione e quant’altro in mano pubblica, questo oggi è comunismo.., se vogliamo questo, vorremo anche la sinistra unità, chi non vuole questo vuole fare gli interessi della controparte o rimanere nei propri recinti continuando a sbraitare e a parlarsi addosso per paura di essere contaminati da qualsiasi esperienza di governo.., la politica e amministrare i processi e modificarli.., anche il PD dice questo.., ma con una differenza loro ai processi si adeguano.., noi li combattiamo.., noi se siamo uniti facciamo paura.., appunto ci hanno chiesto il voto utile.., il vero comunismo ora è essere uniti e combattere insieme il nuovo capitale, Berlusconi, Montezzemolo e i Calearo e Colannino del PD.. forza compagni apriamo una nuova stagione politica. Ora o mai più…..non abbiamo più scuse.., se non faremmo questo.., saremmo dei miserabili cacasotto a cui piace solo parlare.#70 · Riformista Rivoluzionario
19 aprile 2008, 21:14 Avanti con l'unità. Qualche dubbio sull'arcobaleno... evoca una disfatta: meglio pensare ad altro.#71 · giovanecomunista
19 aprile 2008, 22:21 Confermo,la base di rifondazione è sicuramente favorevole alla costituente comunista...apparte il fatto che SD si dividerà tra PD e PSI,e i verdi finiranno nel PD,quindi alla fine resteremo solo noi e diliberto.In ogni caso,un forte partito comunista serve,54 no.Costruiamo un nuovo PCI e diamo la possibilità ad altri di essere eletti come indipendenti,come succedeva con rifondazione(luxuria,caruso,folena ecc...),in modo da non trascurare tutto e tutti in favore dell'ideologia.Dopo la riunificazione comunista possiamo anche pensare ad una federazione comune,ma solo se ci saranno falce e martello.La Sinistra in italia,purtroppo o per fortuna,è quasi esclusiavemnte comunista,i mvimenti,SA,gli ambientalisti hanno pochissimi voti e in molti casi iloro elettori ci hanno anche voltato le spalle...senza contare che se diventiamo intransigenti su certi valori(non su tutto,altrimenti faremmo un governo monocolore)e su altri siamo almeno per un compromesso al rialzo,se scendiamo in piazza,nei luoghi di lavoro,al fianco degli operai,degli insegnati,dei precari,degli omosessuali,dei pacifisti,allora recupereremo un bel pò di voti,incrementando notevolmente il nostro potenziale.Spero che si possa portare all'attenzione dei dirigenti la qustione dell'unità dei comunisti ai dirigenti del PRC e chiedo ai compagni,come fare?come farci ascoltare dai leaders nazionali,in modo che la questione venga portata alla luce e diventi il cardine di una delle mozioni? Attendo risposte,critiche,e suggerimenti,grazie a tutti compagni#72 · jonathan
19 aprile 2008, 22:48 Vinc60 #69: ovviamente, quando parlo di "interessi delle classi subalterne, dei lavoratori" non intendo solo salari e temi economici. Tant'è che dico sia necessaria una costante e "organica" presenza nei posti di lavoro "ma anche" nei quartieri, dove vanno affrontati quei problemi di vita quotidiana da anni abbandonati alla disattenzione di amministrazioni spesso in altre faccende impegnate e che hanno fin qui rappresentato per la Lega terreno di caccia facile e senza concorrenza. La quale Lega, visto l'incetta di voti "di sinistra" di queste ultime elezioni, dovrà ben tener conto della base sociale su cui si basa il suo attuale, relativo, successo.#73 · Dario
19 aprile 2008, 22:49 io ripeto la mia tesi: che c'entra Diliberto,Rizzo,Grassi e Giannini con la storia del pCI? con la storia del comunismo italiano? Siamo sicuri che siano gli eredi di Gramsci,Togliatti,Amendola e Berlinguer? Sarebbe molto lunga da argomentare ma, penso che, tali signori non sono affatto gli eredi diretti del comunismo italiano.#74 · Tristano
19 aprile 2008, 22:55 71# Ho ascoltato il dibattito su Radio Radicale. Se Giordano ha prodotto un notevole sforzo unitario, i toni mi sono parsi comunque abbastanza aspri. La cosa grottesca è che a capo dei critici delle segreteria ci sia Ferrero, Capo delegazione del PRC al governo. Ma non era il modo con cui la sinistra ha partecipato al governo uno dei principali motivi della sconfitta? E che alternative c'erano alla lista unitaria? Il PCI è morto e non torna. Vivere di nostalgie o immaginare impossibili ritorni al passato non ci farà fare nessun passo avanti. In Europa tutti i partiti comunisti hanno costruito formazioni piu' larghe sia in forma federata sia fondendosi in un unico partito, di questo si dovrà pur tenere conto, l'Italia è piu' Vicina a Portogallo e Germania che a Cipro. Personalmente, per quel poco che vale, non partecipero' a nessuna "unità comunista" , che è una parola d'ordine fuori dalla storia e dalla prassi dei comunisti italiani e, se mi si permette, fuori anche dal pensiero di Marx e Lenin, nè a una rifondazione della rifondazione (Ovviamente il PD è fuori dal mio orizzonte). Occorre dare a quel 1.200.000 elettori che in SA hanno creduto una prospettiva unitaria. Occorre nei territori raccogliere le forze e andare avanti, credo che da Firenze possa partire un nuovo inizio.#75 · Vinc60
19 aprile 2008, 23:52 # x 71# Porto la mia esperienza:.. attualmente non sono iscritto in nessun partito della sinistra e non ho fatto politica attiva da qualche anno, fino a quando con SA abbiamo costituito un comitato promotore di Sinistra Arcobaleno.., per promuovere l’unità della sinistra.., sono sempre stato comunista ed ambientalista.., cresciuto nella FGCI del vecchio PCI e fatto le ossa nella legambiente quando si manifestava contro il nucleare, ho guidato proteste contro un inceneritore della zona.., ho partecipato a tante iniziative politiche, mi sono sempre confrontato e scontrato con le varie realtà locali, amministratori, politici.., che erano ostili a qualsiasi processo di cambiamento in senso ambientalista e collettivista del territorio.., dopo anni di battaglie l’abbiamo spuntata.., poi qualcuno ha pensato di approfittare della situazione favorevole e ha cavalcato l’onda dell’epoca.., ci hanno messo in minoranza, con un abile gioco di tesseramento, relegandoci a ruoli più marginali.., nel frattempo il PCI non c’era più, c’erano i DS da una parte e rifondazione dall’altra.., nessuno dei due rispecchiava le nostre idee di sinistra.., le cose sono cambiate.. e alla fine è subentrata la delusione.., abbiamo solo sostenuto con il cuore la sinistra.., siamo sempre stati simpatizzanti, mai attivisti convinti.., personalmente spesso ho votato Rifondazione per tenere vivo un progetto serio di sinistra, ma non mi convincevano le prese di posizione settarie sul modello di sviluppo della società, proteso soltanto alla difesa strenua del mondo de lavoro e degli operai.., e soprattutto i vari distinguo e i vari litigi tra compagni per acclamare chi aveva più il titolo di comunista.., poi è arrivata sinistra Europea e le cose sono cambiate.. le vedute si sono allargate.., ma ancora non ero convinto.., Finalmente è arrivata SA, con tutti i suoi limiti e difetti.., mi è sembrato un buon progetto su cui ripartire.., ci siamo impeganti, abbiamo costituito il comitato suddetto e abbiamo fatto di nuovo politica attiva, ci siamo impegnati nella campagna elettorale insieme ai compagni di Rifondazione, PDCI, SD e dei Verdi della nostra zona, , ci abbiamo creduto e ci crediamo ancora.., invece.. PataTrac…, il giocattolo s’è rotto prima di camminare. Anche questo è SA, tanti di quelli iscritti la pensano come me, non si sognano lontanamente di tornare indietro, ormai, nonostante la sconfitta la strada tracciata è questa, quell’altra, la nuova rifondazione comunista è vecchia, qualche consenso ancora potrà averlo.., (attestabile al massimo intorno il 6-8%) e dopo che faremo aspetteremo come recita quel proverbio cinese, che il cadavere del nostro nemico passi lungo il fiume.. mi pare proprio che bisogna rimboccarsi le maniche ed andare avanti nella costruzione di quanto avevamo avviato...#78 · dario
20 aprile 2008, 00:37 Caro Vinc io so a favore dalla sinitra unitaria e plurale. Ho vatoto pd e non mi pento. piu di due milioni di persone hanno dato il voto financo a pd,di pietro e lega perchè la sinistra arcobaleno, quella che tutti finalmente considerano mero cartello appiccicato in prossimità delle elezioni non era credibile. Margherita e ds, venuti da tradizioni che si son fatte la guerra dal 48 al 89, han dato vita ad unico partito unitario. Sa composta da 3 su 4 partiti provenienti dal movimento operaio han fatto l'incollatura. Per non parlare l'autpocroclamzione della rappresentanza della sinistra impedita della società. La sinistra impedita, quella fatta di uomini e donne in carne ed ossa non ne poteva più dei leadreini e del ceto politico capultato nel colleggio sicuro che, prima delle elezioni,lo conoscevano solo pwer nome. Suddetti leaderini, i veri nemici, quelli che si son celati all'interno di sa, abbiam visto già a cosa inneggiano:Varie forme di revival duri e puri. Non è questo che il popolo di sinistra vuole. Ti domando, valeva la pena di imbarcare questa gente?#79 · Guido
20 aprile 2008, 00:48 Vedo che gli stessi stolti che fino alla settimana scorsa si rifiutavano caparbiamente di vedere che la SA altro non era che un provvisorio e fallimentare cartello elettorale ora si rifiutano di vedere quello che anche i bambini hanno capito e cioè la fine di quel progetto. L’appello ai comunisti che Diliberto ha raccolto e che certamente verrà recepito anche dalle componenti comuniste dell’Ernesto e di Essere Comunisti non potrà che significare la fine della RC che abbiamo conosciuto fino ad ora. Si potrà ironizzare quanto si vuole su questa iniziativa ma non andrà certo sottovalutata. Le componenti comuniste sono le uniche che hanno un radicamento reale nei posti di lavoro e che avranno da proporre un progetto alternativo ai lavoratori. Anacronistico quanto si vuole ma radicalmente alternativo. Ciò che resterà in campo dopo l’inevitabile scissione di RC sarà veramente ben poca cosa in considerazione anche della fuga dei Verdi e della scomparsa di SD.#80 · Guido
20 aprile 2008, 01:11 #78. I leaderini salottieri e parolai che la SA ci ha proposto sono essenzialmente quelli dell’attuale maggioranza di RC a cui periodicamente si affiancavano Salvi e Cento. Gli altri chi li ha visti? Si potrà considerare Dilberto anacronistico ma fino a prova contraria è stato l’unico a rimettere il seggio prima della disfatta quando nessuno poteva immaginarne la dimensione. E’ anche l’unico segretario che lascia il 50% del compenso parlamentare al partito e che non ha mai frequentato i salotti buoni. Nessuno potrà mai citare qualche personaggio della destra che abbia espresso stima per lui. Direi che Diliberto, Rizzo e Di Pietro sono i più osteggiati ed odiati in assoluto. Di questi tempi queste sono ottime credenziali per ripartire tra i lavoratori. Gli unici che ci devono importare.#81 · Vinc60
20 aprile 2008, 01:32 Ciao Guido dopo tanto ci risentiamo.. sempre lo stesso ironico, pungente e romp.. ne del PD.. caro guido voglio solo dirti queste poche cose: quelli che tu citi, potranno anche essere stolti, ma saranno ancora più stolti chi come te ha sempre affossato il progetto unitario e coloro che vorranno rifondare una costituente comunista.., siete stolti per un semplice motivo: VOLETE FAR SPARIRE LA SINISTRA IN ITALIA.., e con essa ci rimetteremo tutti anche coloro che come te ora si sentono protetti. Evidentemente la sinistra quella vera, VI FA PAURA tremate soltanto al fatto di sentire il suo nome.., non ti basta aver preso il tuo bel voto utile.., vuoi ancora contribuire a stare dalla parte dei padroni come l'Ernesto, Diliberto e Ferrando.., tutti insieme appassionatamente con il vostro leader americano uolter a dettar legge . e a distruggere la sinistra. Probabilmente alla fine ci riuscirete e sarete contenti.. Ma ricordati che i voti dati al vostro PD non sono in cassaforte quei voti si muovono e quando si accorgono che non ve li meritate saranno guai per Voi.. ma nel frattempo a uno come te cosa importa.. l’importante è far vincere Berlusconi.. e stare dalla parte dei padroni poi il resto chi se ne frega…#82 · Lollo
20 aprile 2008, 02:15 L'unità dei comunisti, senz'altro, sarebbe un'operazione nobile e degna di rilievo.. quindi ben venga! Ma poi che ci si vuole fare con questa unità? presentarla alle elezioni e raccogliere il 2%? Mi dispiace dirlo ma (guardandomi intorno) io credo che la stragrande maggioranza del popolo della sinistra si senta oggi "di sinistra" più di quanto si senta "comunista". Fare un partitino per raccogliere intorno ad esso i pochi aficionados della falce e martello è un operazione che svuoterebbe di significato la stessa unità dei comunisti a cui Diliberto, l'Enesto e altri anelano. Perchè dunque non trasportare i valori e gli ideali comunisti (fondamentali più che mai in un'epoca come la nostra, dove la spietata legge del capitale governa ogni istante della vita del mondo intero) all'interno di un progetto unitario, plurale, largo, con tutto quel popolo che, pur condividendo i valori del moderno eurocomunismo, non si fanno appellare comunisti? l'ideale che il pensiero di Berlinguer ci ha trasmesso non dista così tanto dal pensiero di grandi contemporanei di sinistra non-comunisti. Come Salvador Allende, Olof Palme o Nelson Mandela...#84 · elisa
20 aprile 2008, 09:54 Secondo me , le associazioni, i movimenti che vogliono unire la sinistra non ce la potranno mai fare da soli se l’esigenza di centinaia di migliaia di persone non viene strutturata e cementata in un organismo democratico come è un partito. Il partito potrà,se delude la sua gente, piano piano scomparire , ma in questi anni abbiamo visto che le istanze di unione di tanti uomini e donne di sinistra non sono arrivate a nessun risultato concreto perché non hanno trovato la loro organizzazione e strutturazione in un partito. Per troppo tempo abbiamo aspettato che i partiti di sinistra recepissero la voglia di unità che veniva da tanti cittadini di sinistra, ci sono state tante difficoltà nel portare avanti e contaminare storie diverse ma ci sono stati anche interessi di bottega. Adesso, di fronte alla grande sconfitta delle elezioni politiche, ognuno è a ricercare le proprie ricette,con il ritorno da parte di qualcuno a una presunta identità ricercata come elemento che divide e non come contenuti e valori che possono aggregare. Le radici sono importanti, da loro si sviluppa il tronco, poi i rami , le foglie ed i fiori ma un albero solo non fa una foresta. Il lavoro di tanti compagni che nelle realtà locali si sono spesi per il progetto di unità di tutte le sinistre , malgrado tutti quelli che hanno remato contro, è partito dalla contaminazione fra varie storie, fra vari sentire, non si può ritornare indietro, tanti non capirebbero e ce ne sono moltissimi che hanno partecipato a questo progetto non appartenendo o non appartenendo più a partiti di sinistra ma che vogliono ritrovarsi in un nuovo partito di sinistra unico e plurale. Ed allora è inutile parlare di costituenti comuniste, socialiste, ecologiste, l’unica costituente che per me abbia un senso è quella per un partito nuovo di sinistra unico e plurale. Non dobbiamo aspettare più, è l’ora di partire con i partiti o parte di essi che ci stanno. Scusate, per questo io mi sento di dire ai dirigenti dei nostri partiti di riferimento( non sono infatti d’accordo con chi vuol fare tabula rasa di tante esperienze politiche) di avere coraggio e di andare avanti sulla strada intrapresa. Tanti di noi infatti non capirebbero e sarebbe davvero la fine.#85 · partiam partiam
20 aprile 2008, 10:34 Partiamo, l'1,64% da una parte, lo 0,88% da un'altra, lo 0,6% da un'altra ancora. EVVIVA! Piccolo è bello! NO, PICCOLO E' SCEMO E BASTA, perché non serve a niente, ed è destinato a sparire in brevissimo tempo. Ma veramente si crede che, oltre allo sparuto (sparutissimo!) numero di aderenti della prima ora, questi soggettini molecolari sarebbero in grado di attirare altre persone, e crescere? Crescere fino a quanto, poi, bene che vada (mah!)? Al 3%? al 3,5%? Al 5%? Per fare cosa? ####### INUTILE rispondere con il sarcasmo: chi vuole dimostrare di essere persona seria risponda, se vuole, con argomenti SERI.#87 · red libertario
20 aprile 2008, 10:57 colgo con soddisfazione la capacita' di parlare del futuro della sinistra, che a firenze vedo da parte di tutti e' stata interpretata.non era facile vedersi assieme dopo la debacle elettorale,ma il professor ginsborg e gli altri organizzatori della riunione bene fecero a convocarla prima delle elezioni,perche fosse chiaro a tutti che si poneva come momento propositivo ed contributo verso il progetto della sinista plurale che tutti noi vogliamo in italia.dai resoconti della stampa e da notizie dei compagni presenti si puo' dire che e' stata positiva ,ha stemperato delle posizioni,almeno parrebbe dalle dichiarazioni di ferrero,ed il contributo di vendola nella sua veste migliore ha ridato speranza al progetto.io lo ripeto da sempre il post elezioni sopratutto se vissute come una catastrofe animano le notti dei lunghi coltelli,non mi assoccio ai "ve lo avevo detto",non mi assoccio a chi individua nei leader nazionali nelle candidature uno dei possibili errori della disfatta.sapete benissimo sempre su questo come la penso.ma proprio in questo post ho espresso una valutazione,premesso tutto il detto MA NOI DOVE ERAVAMO,a questo non possiamo sfuggire.perche se non ci rendiamo conto della ns grave incapacita' di recuparare il consenso,a meno di possibili miracoli(sono ateo ho difficolta di credere che cio accada) non sarannop le piu falci e martello o simboli o patetiche riunioni di ulteriori piccoli orticelli in chiave comunista a far rinascere la sinistra.che piaccia o non piaccia sinistra arcobaleno nasceva su questo,nessuna abiura da parte di ognuno di noi,eravamo consi delle ns provenienze,i punti importanti del ns programma erano punti che unificavano le varie componenti della sinistra italiana ,comunisti socialisti ambientalisti,i movimenti e tante associazioni che hanno nel loro dna i ns valori.lo ripetevamo in continuazione che si era attivata una strada,difficilissima(i dati elettorali dicono chiaro la difficolta del progetto)ma proprio per questo vi era la necessita da parte di tutti di attivare la cosidetta fusione calda,quella che avrebbe potuto rivitalizzare l'impegno dei ns militanti e dei ns elettori.mi pare che analizzando il post elezioni si evince che in quelle realta' dove questo processo era gia a buon punto il risultato elettorale non e' stato un naufragio vi e' stata una piccola tenuta.dove invece si rimaneva a casa oppure si e' organizzati ineficacci campagne elettorali,la il risultato e' stato un trauma.proprio a fronte di queste sintetiche riflessioni sia il caso di evidenziare l positivo,e dico che oggi la fretta non e' piu contro di noi,ed a maggior ragione dobbiamo in tutte le sedi opportune dalle ns realta locali ai ns organismi regionali e nazionali di ogni forza che ha partecipato a sinistra arcobaleno,far valere questo FAR NASCERE UN SOGGETTO POLITICO CHE SIA CHIARO NEL RAPPRESENTARE UNA FORZA DEL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO.nessuna esclusione quindi ma molte inclusioni,da oggi questo per tanti compagni deve essere l'obiettivo,e per me di sinistra democratica vi e' l'obbligo che lavori in questa strada.ed anche io mi assoccio con chi invita alla cautela non e' bertinotti mussi diliberto giordano pecoraro il problema,lo siamo anche noi,e se ci guardiamo alla specchio nei loro errori guardiamo anche i ns.solo cosi saremmo propositivi.#88 · copco
20 aprile 2008, 11:07 La dissoluzione della sinistra è il normale epilogo di una lunga storia fatta di scissioni. Parlare di riunificazioni vediamo bene che provoca solo il proliferare di ulteriori arroccamenti su posizioni identitarie se non personali. E' la fine. Per chi davvero vuole l'unità non rimane altro che entrare nel PD per portarvi il suo contributo e promuovervi i valori in cui crede.#89 · su Firenze
20 aprile 2008, 11:12 Sul sito di "Liberazione" - http://www.liberazione.it/ - si possono leggere molti servizi su Firenze. NOTA per chi non è pratico: In alto a destra c'è una finestrella nella quale, all'aperura, si legge "sfogliabile": cliccarci sopra, comparirà una "tendina", cliccare su "testuale" e si otterranno gli articoli, pagina per pagina (quelli immessi, non tutti, perché alcuni lo sono solo in formato pdf). Gli articoli vanno "aperti" cliccandoci sopra. ######## A leggere i vari servizi, l'assemblea sembra essere stata più una torre di Babele che altro. Inoltre, la prossima CONVOCAZIONE è per il mese di LUGLIO: non occorre essere fini analisti politici per capire che da qui a Luglio intercorrono tempi POLITICAMENTE BIBLICI, data la situazione.#90 · PROPOSTA SERIA
20 aprile 2008, 11:20 Mercoledi 23 si terrà a Roma una assemblea di "Sinistra per il Paese". Si potrebbe costituire un gruppo, composto di persone di vario orientamento, per andare ad ascoltare e poi stendere insieme - per garanzia di obiettività - un resoconto di ciò che vi è stato detto. Si badi: un RESOCONTO, non un giudizio politico. I giudizi verranno dopo. Se si raccoglie un congruo numero di persone, si può procedere.#91 · red libertario
20 aprile 2008, 12:01 io la chiamerei PROPOSTA INDECENTE ,altro che sinistra per il paese.sinistra per il pd piuttosto,ma pare che uolter vi stia spiazzando di nuovo ,vuole casini e l'udc .cosa fate ora andate supplicando in ginocchio ,pèr entrare nel loft.copco mi pare che non si sia dissolto il tuo pensiero ,e vacci nel pd chi ti trattiene,lo sai noi siamo desaparecidos e vogliamo grattarci le cose ns da soli,non con i tuoi subliminali messaggi sul tuo pd del piatto delle lenticchie.#92 · red libertario
20 aprile 2008, 12:06 della serie alziamo il livello con la sinistra del villaggio,mi pare che anche totti si sia accorto di quanta sfiga porti lo schierarsi con il mediocre uolter.credo stara attento la prossima volta prima di pronunciare il nome dello sfigato#93 · Sinistra_Trasformista
20 aprile 2008, 12:08 Inizia piano piano ma con nettezza il lavoro di chi invita i naufraghi ad approdare ad un porto sicuro: il porto del Pd. Quella roba la si potrebbe meglio definire: SINISTRA TRASFORMISTA PER IL PAESE#94 · sinistra ragionante (ancora?)
20 aprile 2008, 12:36 post 90: "ascoltare e poi stendere insieme - per garanzia di obiettività - un resoconto di ciò che vi è stato detto. Si badi: un RESOCONTO, non un giudizio politico. I giudizi verranno dopo". E' veramente un pessimo segno, quando si ha paura perfino di ascoltare; si è proposto un "gruppo composito" proprio per dare garanzia che il resoconto sia non "di parte". IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI (Francisco Goya).#95 · Mezzi uomini
20 aprile 2008, 12:58 Il limbo italico, fatto di mezze tinte, mezze misure e mezzi uomini.(F.Turati)#96 · Dario
20 aprile 2008, 13:04 L'incomunicabilità con il pd non sarà per l'eternità (Nichi Vendola). Basta con questi attacchi al pd. a cosa servono? pensiamo a noi che, se non riusciamo a costruire una sinistra credibile, non ci resta che, o rifluire nel privato, o financo iscriverci al pd. (tutt'ora preferirei la prima ipotesi).#97 · @Dario
20 aprile 2008, 13:16 Ti sfugge che Sinistra per il paese è già parte del Pd, e si è data la funzione di raccattare profughi in rotta dalla sinistra, per così dire. Naturalmente per andarsi poi a contrattare posti dentro gli organismi del Pd ( la D'Antona che è entrata nel Pd per farsi ricandidare che mi dovrebbe dire?) . Si discute - da diversi - e ci si allea - se ci sono le condizioni - con il Pd sul piano locale. Ma siamo altra cosa, almeno chi è di sinistra.#98 · copco
20 aprile 2008, 14:49 Di sinistra per la classe operaia? E dov'è la classe operaia? Finita la classe operaia mi pare logico che finiscano anche quelli che ci campano sopra no? Una sinistra classista ma senza classe operaia è solo una sovrastruttura fine a se stessa. In genere i partiti nascono per rappresentare gli interessi di qualcuno. Non s'è mai visto un partito che nasce per rappresentare nessuno. E oggi la sinistra della lotta di classe vuole rappresentare esattamente nessuno; dei fantasmi immaginari. Una sinistra che vuol rinascere morta non essendoci più nè la classe operaia e nè la sua lotta di classe. Oggi gli operai votano Lega Nord strafottendosene del marxismo a badando ad arrivare al 27 del mese, sognando di diventare imprenditori o lavoratori autonomi con tanto di partita iva. Ecco perchè ha senso un PD progressista, riformatore moderno, equo, solidale e sostenibile mentre i comunisti sono morti, bocciati dalla storia, dall'uomo e dalla società. Il comunismo resiste solo laddove lo si impone con la forza, sfruttando l'ignoranza, la povertà, la mancanza di libertà e la schiavitù della gente. Ovunque la gente sia libera e possa condurre una vita dignitosa succede che il comunismo non si realizza o, se era imposto, crolla. Compagni, fatela finita e cercate di evolvervi. Non esiste paese democratico al mondo dove il comunismo si sia mai potuto realizzare. Vi dice nulla st'arcano? Che pena veder pullulare in questo posto tanti Don Chisciotte e Sancho Pansa contro i mulini a vento! A me del comunismo piace solo l'idea che ne ha Fausto: quella dell'onda lunga e della prospettiva. Diciamo che pur essendo irrealizzabile non bisogna disperare che non si possa realizzare in un lontano futuro. Diciamo tre o quattro secoli? Se esisteremo ancora.#99 · @copco
20 aprile 2008, 14:54 Meno ideologica, più moderna, più aderente ai bisogni dei lavoratori, a volere seguire il ragionamento di copco, è la destra e la Lega Nord. Allora diciamocela tutta: tra la copia e l'originale si preferisce l'originale. Del Pd - la copia incolore della destra - non si sente proprio il bisogno: questo è quello che gli elettori hanno detto. Al Pd trarne le conseguenze.#101 · Dario per l'anonimo
20 aprile 2008, 15:01 Siamo altra cosa dal Pd. d'acccordo. Questo, non vuol dire , giungere ad eventuali futuri accordi futuri, schietti e autentici. Ciò vuol dire superare il grande inganno del veltrusconi. Finire di pensare che veltroni è l'origine di ogni male. Guardare al pd dove ci sono ancora tante persone serie di "centro democratico". Persone cui, una sinistra che aspira a governare, non può fare a meno di guardare. Pur essendo, concordo con te, cosa diversa da loro. Non mi sfugge proprio un bel niente.#102 · UN TOCCO DI CLASSE
20 aprile 2008, 15:05 100# Oltre che nei ragionamenti anche nel linguaggio copco è leghista.||||PS: Ma voi del PD l'avete duro come i leghisti?#105 · Dario all'anonimo
20 aprile 2008, 15:17 Beato te che sai già cosa pensino gli strateghi del loft. Per quel che mi riguarda, ddovrebbe esser il momento di occuparci della nostra sinistra. Di farla tornare credibile. Magari così, riusciremo ad avere un'incidenza benefica anche sul pd evitandogli ulteriori derive centriste. Se invece continuiamo col vittimismo inneggiando ai revival è logico che non andremo da nessunaparte. Continui apreferire Pollastrini e Bindy alla palermi cosi come preferisco tanti esponenti del pd a diliberto.#106 · @UN TOCCO DI CLASSE
20 aprile 2008, 15:18 Copco è un intelligentone, ha capito tutto. Ma i cinque morti alla Thyssen-Krupp cosa erano? Liberi imprenditori? E l'assessore Cioni, la frontiera della sinistra progressista? La gente come quel signore dimostra il modo lampante perchè la destra vince e continuerà a vincere per molti anni. Non perché c'è la sinistra radicale o comunista. Ma perché ha vinto alla radice: ha fatto diventare il suo programma senso comune, se non egemonia culturale. La vittoria più grande e di lunga durata che si possa concepire. Ecco perché il Pd è solo un sintomo della una crisi non la soluzione della crisi. Come quel tizio sopra dimostra.#107 · Dario per l'impavido anonimo
20 aprile 2008, 15:19 Ancora quest a storia del pd come destra. Con questicialtroni coperti dietro l'anonimato non si può andare da nessuna parte. Con questo è chiuso. Con il vittimismo e il coraggio degli anonimi non ci puo essed confronto.#108 · dario cetta
20 aprile 2008, 15:23 due milioni e mezzo di elettori persi e c'è chi da ancora la colpa al pd di destra. Ma tornatevene a casa. E lasciate stare i morti. Dov'eravate voi? cosa avete fatto per loro? potevate uscire dal governo anizhè fare l'interviste un giorno sì e pure l'altro su Repubblica e company. Ma abbiate la decenza di stare zitti o quanto meno firmare con nome e cognome le vostre opinioni.#110 · Anonimo
20 aprile 2008, 15:24 Dario, fai finta di non sapere che tra la Pollastrini e la Palermi c'è parecchio in mezzo? Cioé tante compagne di sinistra che vogliano costruire una forza unitaria di sinistra, non rifare il partitino comunista. La Palermi non mi è mai stata simpatica e la trovo molto limitata ma della Pollastrni e della Bindi - donne intelligenti - sarà anche possibile trovare discutibili le rispettive posizioni politiche,anche perché sono del tutto simili a quelli dei dirigenti maschi del Pd, o no?#111 · copco
20 aprile 2008, 15:25 E chi sarebbero i paladini difensori della sicurezza sul lavoro? Dove eravate quando i capitalisti usavano gli operai come cavie? Vuoi vedere che eravate assenti? Fatemi il piacere di non arrampicarvi sugli specchi e finitela di speculare sulle norti bianche. Siete gli ultimi che avete voce in capitolo visto che spettava a voi fare le sentinelle. Vergognatevi!#113 · Dario
20 aprile 2008, 15:29 Chi vuole fare quello che vuoi fare tu, chi vuole una sinistra moderna e con vocazione governativa, chi vuole intrecettare i milioni di voti che sono andati in prestito al pd, dovrà necessariamente rapportarsi in modo franco e schietto con il pd, non accusarlo di esser destra o peggio di berlusconi. Questa è una cosa scellerata. Sennò puuoi andartene con la compagna Palermi, la miglior alleata di Berlscuoni, il vero nemico. tutto il resto sono chiacchiere.#115 · TRAVERSATA NEL DESERTO
20 aprile 2008, 15:31 106# Per la sinistra comincia una lunga traversata nel deserto. Se mi si passa l'immagine retorica, siamo un popolo in cerca di una nuova patria dove ricostruire. Salutiamo i copco e i dario (a cui non abbiamo niente da dire), e iniziamo il viaggio senza paura. Come diceva Marx, non abbiamo da perdere che le nostre catene.|||| PS: Se Veltroni è un giovane Berlusconi, Dario è un giovane Franco Bianco?#116 · dario
20 aprile 2008, 15:34 Dovrei imparare da te? una che continua ad incolpare il cattivo tenente Walter Veltroni? leggi nichi vendola e vedi quello che ha detto. basta con questi vittimismi. tornateve a casa. Abbiamo visto i vostri ragionamenti doev ci hanno portato. Quando si fanno catastrofi ci si dovrebbe comportarsi di conseguenza. Come dicevate Yankee, go home! allora facciamo così: Imcompetenti, go home!#119 · giovanecomunista
20 aprile 2008, 15:55 Mah,io credo,personalmente,che intanto si debba ripartire dall'unità dei comunisti.Chiedo conferma ai compagni del PdCI che gentilmente vorranno rispondermi,ma credo che la Palermi abbia detto che il PCI o partito comunista unitario,come cavol osi chiamerà,non sia l'arrivo,ma il punto di partenza.Dopo l'unità dei comunisti,una federazione,in cui siano però presenti falce e martello,può anche essere possibile.Come ripeto spesso,però,se ne condivide gli ideali,anche un non comunista può candidarsi in un PC come indipendente.Non dubito che la SA abbia intercettato il voto di qualcuno che si definisce sol odi sinistra,ma ne ha persi moltissimi altri,specie dei suoi elettori storici.Poi,vic60,come tu stesso hai detto rifondazione la votavi,quindi non mi sembra che il tuo sia stato un voto guadagnato(senza offesa,per carità,comunque se hai partecipato con entusiasmo mi fa piacere,non intendevo mancarti di rispetto).E poi,lo dice la storia,ogni volta che si va senza falce e martello,si perdono voti.Cambiamo il modo di fare politica,lottiamo,indipendentemente dalla collocazione o meno al governo o nel parlamento,a fianco dei più deboli,e appoggiamo un governo solo se determinati diritti dei lavoratori,dei poveri,degli omosessuali e degli immigrati verranno rispettati. Concludo Per favore compagni,non iniziamo a farci la guerra tra noi.Nel senso che questi attacchi a bertinotti mi sembrano sciocchi,intanto perchè non sarebbe,anche volendo,stato in grado di farci perdere tre milioni di voti.In secondo luogo perchè è stato un ottimo sindacalista e prima di diventare presidente della camera è sempre stato nelle piazze al fianco del nostro popolo.Terzo,che vuo ldire che frequenta i salotti?anch'io ho amici ricchi e di destra,e vado ai loro compleanni e alle loro feste,perchè sinceramente dirgli:non vengo alla festa dei tuoi 18 anni perchè non la pensi come me,mi sembrerebbe molto maleducato.Evidentemente nemmeno io sono un buon comunista#120 · dario
20 aprile 2008, 15:56 A deciderlo non sarai tu, non preoccuparti. In un partito di sinistra moderno, europeo e a vocazione governativa ci sarai eccome. Tu che non hai l'onestà intellettuale di fare un'analisi lucida e spietata, non puoi dare patenti di sinistra a nessuno. A meno che, vada per Franco che non ti stia bene, il tuo idolo non è Breznev. Andrai ovunque con il tuo bel passamontagna interenettiano che copra il tuo volto da balck block della rete.#122 · parlando di unità (?)
20 aprile 2008, 16:03 Sul sito di "Liberazione" - http://www.liberazione.it/ - si possono leggere alcuni servizi su Firenze. ######## A leggere i vari servizi, l'assemblea sembra essere stata più una Babele che altro (e d'altronde è abbastanza significativo che chi ci è stato non ne abbia parlato, in questo sito. Vedremo se lo farà in seguito, può darsi che finora non abbia potuto). Inoltre, la prossima CONVOCAZIONE è per il mese di LUGLIO: non occorre essere fini analisti politici - poiché è del tutto evidente - per capire che da qui a Luglio intercorrono tempi POLITICAMENTE BIBLICI, data la situazione. Rimandare da oggi ad allora significa lasciar accadere tutto ciò che può accadere senza proporsi di intervenire attivamente nelle dinamiche politiche in svolgimento. Possibile che fini intellettuali come Paul Ginsborg e Marco Revelli non se ne rendano conto? Sembra poco plausibile: è più logico pensare che l'andamento dell'assemblea non li abbia incoraggiati a convocarne più speditamente un'altra.#123 · Impavido anonimo
20 aprile 2008, 16:08 @Dario. Se ti fossi preso il disturbo di leggere bene, e dando per scontato - mentre scontato non è - che hai le capacità intellettive per capire, avresti colto che non mai detto che il PD è " di destra", ma che il Pd è un partito compiutamente centrista e moderato, che con la direzione di Veltroni si è spostato sempre più sul terreno della destra politica italiana facendone propri gli argomenti e facendoli diventare a maggior ragione senso comune - che, ripeto ancora, non significa che il Pd sia un partito di destra - come dimostrano le candidature ( Calearo è di sinistra?) , la campagna del sindaco di Roma contro i rumeni in quanto rumeni, l'imposizione del pacchetto sicurezza al governo Prodi e altro ancora. Eppure, nonostante tutto questo, il Pd non ha preso un solo voto al centro, meno che mai dall'elettorato di destra e si è tenuto in piedi solo grazie all'afflusso del voro ultile dalla sinistra. Che la sinistra abbia perso per il voto utile io non lo sostengo, ma dico che è stato tanto ampio, perché il voto alla sinistra è stato percepito come- diciamo così- di utilità secondaria rispetto all'urgenza di arginare Berlusconi. Ma la SinArc avrebbe avuto problemi enormi comunque, perché avrebbé perso, anche senza il voto utile, più della metà dei consensi. Al cialtrone che posso rispondere? Che sei un cretino? ça va bien!#124 · dario
20 aprile 2008, 16:22 sarò pure un cretino ma tu non decidi un bel nulla e non hai il diritto di dar patenti di sinsitra a nessuno. detto questo non dobbiamo necessariamente interolquire. ognuno per la sua strada. se mi capiterà di militare in quello che sarà il tuo partito non dovrò chiedere permesso a nessuno. buone cose. Ps. sul cialtrone hai ragione e ti chiedo scusa.#126 · Impavido anonimo
20 aprile 2008, 16:27 Potresti spiegarmi con argomentazioni logiche che ho torto, e indicarmi dove sbaglio. Ma se non ne sei capace, fa niente. Buone cose a te.#127 · ***___****erik
20 aprile 2008, 17:17 dall'altro lato sono tutti d'accordo. lo sono sempre stati. da quando ci sono esistite le lobby del potere, hanno sempre avuto la capacità di stare uniti. probabilmente perchè uno è il pastore, e tutti gli altri sono pecore. e noi che siamo (spero) un gruppo di persone, sono secoli che litighiamo, e guarda caso, non abbiamo mai governato niente. "noi perderemo sempre perchè ci piace essere divisi,e ci piace litigare"(100 passi). ai comunisti duri e puri voglio dire di ascoltare le parole di vendola, magari lui riesce ad avere influenza, e vorrei fare un altra citazione "non rinchiuderti partito nelle tue stanze....resta amico, dei ragazzi di strada"(majakovskij). con l'unità dei comunisti vi chiudete nelle vostre stanze. e a chi dice che i non comunisti si devono candidare come indipendenti nel nuovo PC, perchè non il contrario? dato che i comunisti sono di sinistra ma quelli di sinistra non sono per forza comunisti...#128 · Amerigo Rutigliano
20 aprile 2008, 17:31 Anch’io, caro Fausto, militavo nello PSIUP nel lontano 1972: allora, ero un giovane studentello, tu un piccolo bonzo sindacale. Già a quel tempo – ricordi? – ci fu la “batosta” elettorale che ci cacciò fuori dal Parlamento, ma la situazione era diversa. Pur con le dovute cautele, il PCI era ancora un partito di sinistra. Francamente, osservandoti sulle poltrone di Vespa l’altra sera – io, che non sono andato a votare schifato proprio da voi – m’hai fatto gran pena. Dev’essere deprimente oltre misura, dopo una vita passata (a tuo dire) a credere in qualcosa, vederlo franare sotto le suole delle scarpe, avendo attorno un sedicente giornalista, leccapiedi ex-democristo, che recita il tuo de profundis. Con garbo ammaliante al vetriolo, l’Insetto non ha esitato a tracimare nella pietas per chi giace nella polvere dell’arena: «Torni a trovarci quando vuole…troverà sempre la porta aperta…». Tu, sai che così non è, non sarà più, ed è in gran parte colpa vostra. Mentre Vespa biascicava la sua litania da sacrestia, avevi lo sguardo perso. Perdonami, siamo torinesi, e nei tuoi occhi ho letto l’estratto sintetico di quel bon ton piemontese che entrambi abbiamo aborrito: «Un rosolio, ragioniere?», «C’am saluta madama Burel…[1]», «A sunu la marcia real? Alura ‘a pasa l’ Principe…[2]». Mamma mia, che desolazione: sentirsi l’artefice della scomparsa mediatica di quel poco che rimaneva della sinistra italiana. Non è mio costume sparare sulla Croce Rossa: autorevoli colleghi stanno già correndo sulla via dello sciacallaggio, abusano dei “Io l’avevo detto!” per guadagnare – sperano, loro – un posto nel Limbo da qualche parte, pronti a leccare le suole dei nuovi padroni. Quanti ne abbiamo contati, in questi decenni. Eppure, oggi, io non provo nei tuoi confronti acrimonia né desiderio di vendetta – e sì che ne avrei forse il diritto – per quel che ci avete fatto: la scomparsa della sinistra dalla politica italiana non è un fatterello senza importanza, come la Carfagna che forse diventerà ministra. Intendiamoci: per quel che era diventata la sinistra italiana, forse meglio così. Non conta niente che le vostre facce scompaiano, conta invece molto che i veri valori della sinistra – per quel che fu – rimangano, perché senza quei valori non resta altro che un mondo globalizzato e potenzialmente suicida, incapace di comprendere il vicolo cieco nel quale sta correndo, che non ha sentore del muro che l’attende. Penso che tu abbia bisogno di spiegazioni, perché non sei in grado di comprendere: d’altro canto – i sottufficiali del tuo partito e di quelli limitrofi – non mostrano d’aver compreso quel che è successo. Non voglio tediarti oltremodo: rammenta solo che Diliberto attribuisce la sconfitta alla sparizione della falce e martello; sì, è lo stesso Diliberto che voleva portare in Italia la salma di Lenin. Oppure, un ricchissimo radical-chic campano, il quale non s’accorge che l’immondizia brucia nelle strade, che la diossina invade le mammelle delle bufale e continua a baloccarsi credendosi il ministro dell’Ambiente. Di balocchi, è morto anche quel tuo caporale – tal Ferrero da Cuneo – che doveva ripianare le ingiustizie sociali con un ministero della “Solidarietà sociale”, qualcosa a metà fra la “solidarietà compassionevole” di Bush e le dame di San Vincenzo. Oggi – mentre i grandi “innovatori” del PD riscoprono i “governi ombra” di berlingueriana memoria – dalle tue parti s’afferma che “bisogna tornare nelle piazze”. Scusami la brutalità: continuate a non capire un cazzo. Non vorrei partire da troppo lontano, ma è bene ricordare che tutta la logica marxiana non nasce da elucubrate affermazioni ideali, bensì dall’analisi dialettica della realtà. Non vado oltre. Ebbene, quale realtà avete vissuto in questi anni? L’ultimo “sussulto” da vera sinistra che ricordo fu la caduta di Prodi nel 1998: aveva promesso le 35 ore settimanali, non mantenne la promessa, lo faceste cadere. Non fa una grinza. Il bello (si fa per dire…) venne dopo. Il primo strappo, lacerante, fra la sinistra italiana ed il suo elettorato fu il Kosovo: un insipiente ex segretario della FGCI – tal D’Alema da Gallipoli – per mostrare a Clinton che l’Italia era “alleato fedele”, non ebbe remore nel comandare agli AMX italiani di bombardare la Serbia. Attenzione: non si trattò del (pur discutibile) uso delle basi americane in Italia, bensì della cosciente compartecipazione alla criminale impresa, che oggi sappiamo non finalizzata alla liberazione od alla protezione di nessuno. I “beneficiari” di tale impresa furono i clan mafiosi albanesi comandati da quel Hashim Tachi, che sarebbe (il condizionale è d’obbligo) ricercato[3] per crimini di guerra dal Tribunale dell’Aia, con un particolare insignificante: oggi, è diventato Primo Ministro di uno stato che esiste solo sulla carta, ed i primi ministri non s’arrestano. Tutta quella guerra fu una profonda ferita per la sinistra italiana: sul ponte Branko – a Belgrado – Michele Santoro intervistò un ex appartenente alle organizzazioni comuniste giovanili jugoslave, che parlava un buon italiano e conosceva personalmente D’Alema. «Cosa stai facendo, Massimo?» chiedeva incredulo. Non ebbe mai risposta. Dopo, scoprimmo che due brigate islamiche organizzate da Osama Bin Laden avevano combattuto in Bosnia – le brigate Handsar e Kama – le quali portavano lo stesso nome delle due divisioni islamiche, inquadrate nelle Waffen SS, che combatterono i partigiani durante la seconda guerra mondiale. “La scimmia del Quarto Reich ballava la polka sopra il muro…" cantava De André in quegli anni e, a reggere la coda al Quarto Reich di Clinton e poi di Bush, c’era tutta la sinistra italiana schierata, in ordine di combattimento. Poco importa se qualcuno si chiamò fuori: Diliberto, Rizzo, Cossutta, Pecoraro, Mussi, Salvi e tutta la compagnia cantante oliarono – metaforicamente – le ruote dei nostri cacciabombardieri. I cosiddetti “pacifisti”: ma andassero… Quella guerra sancì una tale frattura – nell’intera Europa – che, per la prima volta, i socialdemocratici persero la maggioranza alle elezioni europee del 2000. L’anno dopo, le perse il centro-sinistra italiano, e ci furono i cinque anni di Berlusconi. Era proprio necessaria quella guerra? A rivederla a posteriori – ma già nel 1999 molti lo denunciarono – non produsse che nuove disgrazie, ed altre ne arriveranno – purtroppo – in futuro. La scelta italiana era obbligata? La Grecia – paese NATO – non concesse agli USA nulla, nemmeno l’uso del porto di Patrasso. L’Italia era poco importante? No, perché – a detta d’alti ufficiali USA – senza la collaborazione italiana la guerra sarebbe stata fortemente improbabile, giacché le basi appena acquisite in Ungheria non erano ancora in grado di sopperire alla bisogna. Non commentaste quella guerra – lo ricordo – la dimenticaste in fretta, soprattutto nei pressi degli appuntamenti elettorali: un oscuro funzionario DS torinese si sbilanciò nell’affermare che le elezioni europee del 2000 erano state perse “perché gli italiani non avevano capito la fine della guerra nel Kosovo”. Probabilmente, a non capire, era qualcun altro. Venne finalmente Berlusconi e trovaste un nemico da additare al “popolo di sinistra” il quale – bisogna purtroppo riconoscerlo – cascò in gran parte nell’inganno: c’è un “nemico”, è “ricco”, è “piduista”, è “fascista” od alleato dei fascisti. Una vecchia logica da guerra partigiana – affossiamo prima il nemico e poi vediamo cosa fare – ebbe il sopravvento: cinque anni persi senza comprendere che il mondo stava cambiando, e in fretta. Quando riprendeste il governo, nel 2006, il “popolo della sinistra” italiano vi concesse l’ultima cambiale. Già le prime avvisaglie non furono confortanti. Al posto di Boselli – all’Istruzione – un socialista che avrebbe almeno garantito un minimo di laicità nella povera scuola italiana, imposero Fioroni, il quale trascorse più tempo a visitare scuole private che pubbliche. Inoltre, continuò scientemente il lavoro di smantellamento della scuola pubblica iniziato dalla Moratti. Prova ne sia, che gli organici continuano ad essere tagliati e, la scuola italiana, scende ogni anno di un “gradino” nelle graduatorie internazionali. Comprendere che era necessaria una riforma complessiva, che prendesse atto del mutare dei tempi? No, i soliti “ritocchi” qui e là e tira a campare. La scuola, però, è lontana e non tutti ne avvertono l’importanza. Tutti gli italiani, però, fanno rifornimento di carburante: le uniche cose che siete riusciti a biascicare…dunque, sono state…no, non mi viene in mente niente. Silenzio assoluto. Viaggi in Kazachistan per conto dell’ENI di Prodi, laute prebende incassate sul prezzo dei carburanti e dai dividendi azionari di ENEL ed ENI. Vi siete accorti che il petrolio è arrivato a 113 $/barile? E tutto l’ambaradan che prometteste sulle energie rinnovabili? Sarebbero i 200 MW lautamente sovvenzionati per il fotovoltaico? Quante installazioni d’aerogeneratori avete bloccato, finendo prigionieri delle stupidaggini “estetiche” propagandate – immaginiamo non solo per ragioni ideali – da un personaggio squalificato come Sgarbi? Perché avete bloccato il piano eolico proposto dal precedente ministro Matteoli, che prevedeva l’installazione di 13.000 MW di potenza eolica di picco? Perché la Spagna ha già in funzione la prima centrale solare termodinamica da 10 MW e l’Italia – nella quale il termodinamico è stato progettato! – non c’è ancora nulla? Perché il ministro Bianchi – un ministro “comunista”! – comunicò, alla nomina, che avrebbe lavorato per realizzare le cosiddette “autostrade del mare” ed una forte impronta intermodale nei trasporti, e non ha fatto niente? Perché il trasporto merci su ferro (non parliamo della TAV, ma delle linee esistenti) non è stato incrementato? Perché, nonostante l’UE finanziasse al 50% le spese di progettazione ed al 10% i lavori per rendere nuovamente navigabile il Po, non avete fatto niente? E qui, caro Fausto, entra proprio in gioco il tuo partito, perché – come risposta ad un articolo nel quale argomentavo proprio sulla navigazione interna, come avviene nei principali paesi europei – mi pervenne una risposta che devi spiegare. Mi giunse da un certo Marco Boffini, che non conosco, il quale assegnava al tuo partito proprio il merito d’aver bloccato i lavori per il collegamento fluviale fra Milano ed il Po. Eccola: "Purtroppo questo canale avrebbe attraversato la pianura padana tagliandola praticamente in due e distruggendo molte aree agricole penalizzando le comunità locali. Per fortuna la costruzione di questo obbrobrio è stata abbandonata (grazie anche alla battaglia fatta da Rifondazione Comunista in Regione). Spero che lei non sia intenzionato a proporre la riapertura del progetto. E' giusto sistemare e potenziare ciò che già esiste, ma è assolutamente improponibile la realizzazione di nuovi canali, soprattutto nel territorio della pianura padana, così intensamente abitato e nel quale le realtà economiche locali sono strettamente connesse al territorio che, in presenza di un canale, riceverebbe un danno notevole." Mi chiedo se i solerti amministratori di Rifondazione Comunista siano altrettanto pronti nel bloccare “raddoppi” autostradali od altre opere del genere. Per quel che mi risulta, un canale non è proprio un “obbrobrio”: in genere, è un luogo fresco, dove si può andare a pesca od a fare un pic-nic. Ti ricordo, inoltre, che una nave fluviale “toglie” dalla strada 80 autotreni e comporta l’impiego di circa un terzo del carburante, a parità di masse trasportate. In Provenza ne ho visto uno, in costruzione, nuovo di trinca, in Germania osservano una custodia maniacale per gli alvei dei fiumi. Meno male che in Italia abbiamo i solerti politici di Rifondazione, che s’oppongono a questi “obbrobri”. Tutta la politica ambientalista del governo Prodi (sbaglio o c’eravate anche voi?) è stata un nulla di fatto: la ciliegina sulla torta è stata la crisi dell’immondizia in Campania, ma era una spada di Damocle che pendeva da tempo. Inceneritori sì, inceneritori no? A qualcuno è passato per la mente che esistono anche altri metodi (oltre, all’ovvia raccolta differenziata) per smaltire i rifiuti? Qualcuno è andato in Israele – non per la solita visita a Yad Yashem – per osservare l’impianto di Haditha, che usa tecnologie nuove (fermentazione anaerobica con produzione di metano) a bassissimo impatto ambientale? Oppure, qualcuno ha interpellato il CNR – più precisamente il dott. Paolo Plescia – che ha progettato e realizzato il THOR (un impianto già funzionante in Sicilia), un progetto innovativo tutto italiano? Lo sai che esistono altre, importanti innovazioni nelle tecnologie per i rifiuti, che nessuno di voi si è mai preso la briga di conoscere? In Polonia, addirittura, con gli scarti di materiali organici hanno brevettato un sistema che ricava idrocarburi! Potrei continuare per pagine e pagine, ma la sostanza è una sola: sul piano ambientale, avete deluso proprio i vostri elettori, che s’attendevano uno “scatto di reni” che non fosse la solita, ritrita polemica sul nucleare o l’acquiescenza ai desiderata di ENI ed ENEL, ossia petrolio e carbone. Con il risultato, che proprio i ceti meno abbienti si trovano salassati dai più alti costi energetici europei. Fallimento totale. E veniamo all’apoteosi, ossia al peggio che siete riusciti a fare in soli due anni. La notte del 23 Luglio 2007, come novelli carbonari, si sono riuniti i “vertici” del governo, dei sindacati, degli imprenditori – le cosiddette “parti sociali”, riedizione in salsa prodiana delle corporazioni di fascista memoria – le quali hanno steso una riforma del precariato che non ha migliorato di un’unghia la precedente stesura del centro destra. E sì che, in campagna elettorale, ne avevate detto peste e corna. Poi siete riusciti a peggiorare la riforma Maroni sulle pensioni, perché la riforma Damiano richiede (dal 2012) un anno in più d’età e di contributi (62 anni e 37 di contributi) rispetto alla riforma del centro destra (61 e 36). Molti lavoratori – paradossalmente – riceverebbero dei vantaggi se fosse ripristinata la riforma Maroni, il che è tutto dire. Dov’eravate? Ecco, questo è il punto: non c’eravate, perché a quell’appuntamento – importantissimo per i lavoratori – non eravate stati invitati. Non c’era un solo rappresentante della cosiddetta “sinistra radicale”. Avete protestato, minacciato di far cadere il governo, almeno detto la vostra? No, ve ne siete stati buoni buonini nei vostri cantucci parlamentari – a 19.000 euro il mese – mentre ci toccava ascoltare il terribile dilemma, ovvero se Vladimir Luxuria dovesse usare i cessi degli uomini o delle donne. Ma, veramente, avete ancora la faccia di parlare? Bisognava salvare il governo “per arrestare le destre”. Complimenti: risultato ampiamente raggiunto. Non avete nemmeno compreso, poi, la ragione della caduta di Prodi. Vi siete lasciati ipnotizzare dai richiami europei sulla necessità di rimettere a posto i conti pubblici, senza capire che i vostri voti servivano ai banchieri per salassare ancora di più i poveri italiani. Giunti ad un soddisfacente salasso, un tal Lamberto Dini – più che un “apprendista stregone” da Ceppaloni – ha tolto l’appoggio dei suoi tre senatori e Prodi è caduto come un piccione. “Piccionato” proprio da quei poteri bancari e dalle burocrazie finanziarie europee che sono l’espressione delle borghesie dominanti – uso per un attimo un linguaggio che dovrebbe esserti più familiare – e che vi hanno usato finché servivate, con le vostre boutade da palcoscenico di Luxuria e Caruso, con la pietosa messinscena di un Diliberto che consegna ad un cameraman sorpreso – ad una puntata di Ballarò – una proposta di legge per la riforma dei costi della politica. Perché non l’ha sbattuta sul tavolo di Prodi prima che il cosiddetto “risanamento” fosse giunto a conclusione? Adesso vi lamentate del PD che vi ha “rubato” i voti: non considerate che avete perso circa due milioni di voti per pura e semplice astensione. Che fare? Un piccolo consiglio – in qualche modo “leninista” – mi sentirei di darvelo, gratis. Perché continuate a governare negli Enti Locali con il Partito Democratico? Se, per Veltroni & soci, avete “la rogna addosso”, perché governare con loro? Comprendiamo che nel piccolo comune ci siano ragioni di opportunità spicciola, ma nelle amministrazioni regionali, provinciali e nei grandi comuni non si capisce perché quella “rogna” sia, tutto sommato, accettata. Se le proposte politiche sono così distanti, come si fa a prendere decisioni comuni con personaggi come i sindaci di Bologna e di Firenze, che attuano oramai – in sede locale – la stessa politica liberista di Veltroni? Invece di “scendere nelle piazze” – che, mi spiace comunicarvelo, sono per lo più deserte perché abbiamo capito che si va in piazza solo quando conviene ai caporioni sindacali per le loro carriere personali – perché non mostrate loro che, senza di voi, perderebbero centinaia di “succose” amministrazioni? Se avete compreso la lezione, dovreste trarne le conseguenze: appena potranno, cercheranno “sponda” da Casini piuttosto che da voi. E voi rimarrete con la solita pippa. Invece, mi sa che – passata la buriana – tornerete a parlarci di “rinascita” proprio partendo dai governi locali, perché sono oramai gli unici posti dove dei politici falliti come voi possono sperare di trovare asilo. Non saranno più 19.000 euro il mese, ma ci si può accontentare anche di 3.000: quando non si sa fare un cazzo, sono tutti soldi regalati. Come dite? Vi mancano i “cosiddetti” per farlo? Non avevamo dubbi. Più che nelle piazze, dovreste forse visitare un po’ di più Internet, ma la cosa non vi piace. Il sottoscritto – caro Fausto – non ha mai chiesto a nessuno di pubblicare i suoi articoli: semplicemente, sono stati i gerenti di vari siti a chiedermelo. La stessa cosa avvenne con il portale Web del tuo partito – Piazza Liberazione – e per alcuni mesi inviai anche a loro i miei pezzi. Poi, prima dello scorso Natale se ben ricordo, il sito fu improvvisamente chiuso, senza fornire spiegazioni: cose che capitano, pensai. Invece, qualche mese dopo, riemerse “privato” di tutti quegli autori che s’erano mostrati critici sull’operato del governo Prodi: anche all’auto-censura siete giunti! “Depurata” da tutti gli autori scomodi, la rinnovata Piazza Liberazione è tornata ad occuparsi delle magnificenze di Cuba, di politica internazionale, e poco di un governo del quale era – oggettivamente – espressione critica, ma pur sempre espressione. Questo è un punto importante: cercare di plagiare il Web, per i propri scopi, è il peggior investimento possibile. Sul Web il dibattito ambientale, quello sulla finanza e sulla teoria del valore, sui costi della politica, sull’organizzazione dello Stato – praticamente su tutto – è avanti anni luce rispetto ai vostri miseri antri di sedicenti innovatori. Vorreste innovare osservando il mondo attraverso la lente delle risultanze teoriche del marxismo, senza comprendere che l’analisi marxiana parte sempre dall’osservazione della realtà. Un errore madornale, imperdonabile, soprattutto perché c’è bisogno di un dibattito serio sul futuro dell’umanità: dovremo sempre lavorare di più, consumare di più, fino a che l’eutrofia si trasformerà inevitabilmente in distrofia? Avete mai sentito parlare di teorie sulla decrescita? No, purtroppo se ne parla nei libri e sul Web: voi – troppo impegnati ad occupare l’agorà televisiva – leggete poco e v’informate poco. Questo, soprattutto, è ciò che vi ha fatto perdere di vista la realtà, lo “scollamento” oggettivamente inevitabile. Potremmo chiudere semplicemente con la preghiera per i defunti, ma sarebbe rischioso pensare che domani ci sarà già qualcuno pronto a ricevere il testimone della sinistra scomparsa. Proprio oggi, sul blog di Grillo, un lettore magnificava presunte doti “taumaturgiche” del miliardario genovese, per aver “azzeccato” con esattezza i nomi degli eletti. Ho osservato il file (ufficiale) con le previsioni di Grillo e non c’azzeccava nulla. Il grande “santone” prevedeva 14 senatori per la Sinistra Arcobaleno e 12 per la Lega Nord: una “preveggenza” politica encomiabile. Siamo curiosi di sapere cosa intesserà questa volta Grillo per il 25 Aprile, dedicato all’informazione, perché non ci sembra che si possa passar oltre al terremoto politico che c’è stato. Se Grillo vuol continuare ad essere quel che è – ovvero un Masaniello elettronico – liberissimo di farlo, ma chi s’illude che da quelle istanze possa nascere una proposta politica efficace, a mio modo d’intendere s’illude, e pesantemente. Gli spazi di discussione politica non sono più le piazze – dove migreranno, solinghi in cerca di claque, i Luxuria ed i Caruso – ma l’agorà di Internet. Qui, a mio avviso, s’è formata la (positiva) disillusione politica che ha condotto la sinistra italiana a dover prender atto del suo fallimento. Qui, dovrà rinascere una nuova proposta: il processo richiederà tempo e riflessione. L’esperienza delle piccole liste – alcune con proposte nobili e credibili – è fallita perché a monte del voto c’è il dibattito: questa è una legge incontrovertibile del vivere sociale. Cambiano i mezzi e gli scenari, ma l’uomo continua ad essere un animale sociale, che ha bisogno del confronto per crescere e progredire. Senza confronto e discussione, nessuno t’affida un mandato. E, in questo dibattito, sarà importantissimo il contributo che potrà portare la sinistra – senza trascurare certo altre istanze e tradizioni – “depurata”, però, del pessimo teatrino degli ignavi che ci ha mostrato nell’ultimo decennio. E’ morto il Re, viva il Re.#129 · Vinc60
20 aprile 2008, 17:51 Vorrei capire solo due cose, soprattutto da coloro che criticano aspramente il progetto politico di SA (copco, dario cetta, ed altri..) è lecito criticare fate bene, per fortuna siamo in democrazia.. ma forse dimenticate una cosa: la campagna elettorale è finita e Berlusconi ha vinto, noi siamo quasi scomparsi ed il PD è riuscito a superare la crisi grazie al voto utile.. SVEGLIATEVI, la guerra contro SA è finita. Berlusconi ha la maggioranza assoluta e Veltroni lo ha salutato bonariamente congratulandosi con lui…, l’operazione è riuscita molto bene.., ancora non siete contenti.. che cazzo volete ancora, volete che vi diciamo grazie, volete che vi diciamo bravi VOLETE ANCHE DIRCI COSA DOBBIAMO O NON DOBBIAMO FARE! Permettete che quello che vogliamo fare lo DECIDIAMO NOI! Vi interessa il progetto unitario o NO.., se vi interessa è bene discuterne, altrimenti hanno ragione gli altri cosa ci state a fare solo a rompere i coglioni.., il ferito non ha bisogno di voi, non ha bisogno del becchino, ha bisogno del dottore. Noi siamo i dottori o almeno cerchiamo una cura, VOI CHI SIETE! Cosa volete! criticate gli altri per l’anonimato, ma se io mi firmassi con un bel nome e cognome ti prenderei lo stesso in giro.., chi mi garantisce che dietro dario cetta c’è un nome vero.., piantatela una volta per tutte con queste baggianate puerili, da bambini deficienti, io mi firmo e valgo io metto in evidenza il mio nome e cognome e ho diritto di parlare.., stronzate! Grosse come un grattacielo.., ognuno esprime quello che pensa nel limite dell’umana decenza.., dietro ogni nome, ogni nick ci sono delle persone e queste meritano rispetto qualunque sia il loro pensiero. Quando si legge si comprende con chi abbiamo a che fare non occorre il curriculum, non siamo mica al colloquio di lavoro.., NOI VOGLIAMO FARE LA SINISTRA UNITA siamo forse coglioni per questo.., bene se coglioni significa fare la sinistra unita, allora lo siamo, voi cosa volete fare, invece, boicottare la sinistra unita.., allora spiegateci una volta per tutte le ragioni e dateci anche le soluzioni pratiche e reali per i coglioni come noi che invece ancora credono di farla… Ma state attenti! Pensare di avere la ricetta del mondo stando dalla parte del libero mercato e controllando il capitale e nello stesso tempo pensare di essere protetti da qualsiasi evento conflittuale e sociale non è solo da coglioni, significa essere emeriti stupidi di cui le iene dei padroni quando avranno finito di servirsi di Voi, faranno un sol boccone….#130 · RIFONDAZIONE SI SPACCA
20 aprile 2008, 18:21 Con 96 voti contro 70 Ferrero vince lo scontro con Giordano. E' la fine dell'unità politica di Rifondazione. Il futuro sembra molto incerto per il partito che fu di Bertinotti.#132 · dario
20 aprile 2008, 18:37 Caro Vinc60, io di un progetto unitario sgombro da equivoci mi sento parte integrante. Purtroppo non per colpa mia continuo ad esser ogetto di accuse da qualche solene che attribuisce patenti a sinistra, a cui, secondo lui, io non posso aspirare. Facevo notare pacatamente, che è inutile parlare ancora di Veltroni ("cosa voleva d0altra parte Veltroni? Agnoletto è stato chiaro") Non era stato chiaro,invece,chi di sa è stato parte e ora lancia patetitici revival. Quindi, aggiungo, in emici, quelli veri,erano all'inerno di sa. Per quel che mi riguarda son stato sempre onesto e non ho mai attaccato i mmilitanti di sa ma solo parte dei suoi vertici. Il 15 aprile ho difeso Bertinotti che si è preso insulti di ogni maniera quando lui e il suo gruppo dirigente sono stati frai pochi a credere al progetto pagando in prima persona. Io mi chiamo veramente dario e mi vergogno per chi vuole cambiare il mondo e non ha nemmeno il coraggio di firmarsi nome e cognome; se leggi i msg, sono loro i militanti severi,che hanno sempre la soluzione a tutto.." io ho espresso solo il mio parere. basta leggere i msg e, ripeto, sono orgoglioso di prendermela solo con qualche vile chiuso nella sua bella casetta..#134 · unità, illusione caduta
20 aprile 2008, 18:40 "L'unità è un processo irreversibile": quante volte è stato detto e pontificato, dagli imbecilli che si atteggiano a professori anche qua, in questo sito? Quante volte è stato dileggiato chi diceva che SA era un'entità fittizia ed effimera, che sarebbe deflagrata subito dopo le elezioni, frantumandosi in due/tre partitucoli di consistenza risibile? Avranno ora, questi stupidi presuntuosi così clamorosamente dimostratisi incapaci di capire la realtà, il pudore di tacere per sempre? Non occorre fare nomi, li conosciamo e ce li ricordiamo. Non se ne sentirà la mancanza.#135 · Avvoltoi
20 aprile 2008, 18:57 Chi è l'imbecille che credeva e diceva che il Pd avrebbe fermato Berlusconi? Avranno la dignità, il buon gusto di tacere, di non parlare più di se stessi come gente di sinistra. Dopo aver consegnato il paese alla destra, dal momento che non hanno più niente da dire potrebbero finirla di infestare con la loro presenza mefitica gli spazi con le loro malefiche esternazioni di gioia per il risultato elettorale.A loro niente importa che il paese sia caduto in mano alla peggiore destra europea e ci resterà per molti anni. A loro interessa solo la sconfitta della sinistra e non avranno pace finché non ci sarà la cencellazione completa e la dissoluzione della sinistra politica in questo paese. Questi avvoltoi non avranno tale soddisfazione.#137 · Avvoltoi2
20 aprile 2008, 19:01 Notate come gli avvoltoi occupano lo spazio pubblico per impedire qualunque discussione seria su questo blog tra chi è e resta di sinistra. La compagna Fulvia Bandoli dovrebbe prendere atto che purtroppo questo spazio non è più agibile per la presenza di questi provocatori che attaccano e insultano chiunque qui si azzardi a ragionare sulla sinistra argomentando che " la sinistra è morta" e che l'unica sinistra in Italia è il Pd.#138 · responsabili
20 aprile 2008, 19:25 Solo gli stupidi ed irresponsabili continuano ad essere ossessionati dal Pd e dal voto utile, e sono incapaci di capire dove sono i veri problemi e chi li impersona. Sono loro i veri nemici, della sinistra e del popolo. Nessuno gioisce della fine della sinistra, solo le canaglie come loro possono dire questo. Perché non muoiano gli ideali della sinistra occorre che questi pesi morti e putrefatti vengano deposti nelle discariche di cui sono degni, e che si dedichi a mantenere in vita il patrimonio della sinistra, quello senza il quale le società imbarbariscono, chi è dotato di capacità e guarda davvero alle esigenze della gente. Via, via i falsi amici della sinistra, che sono i veri NEMICI DEL POPOLO.#139 · red libertario
20 aprile 2008, 19:27 e poi si diceva che in noi c'era un pregiudizio su chi sosteneva la teoria del voto utile.perche di teoria si trattava ,come hanno chiaramente evidenziato i dati elettorali.ma non basta a questo si arriva alle pretese che si vada tutti al loft come servitu o come arredamento. e noi con il garbo e il bon ton ,dobbiamo anche stare zitti d'altronde chi e' desaparcidos siamo noi.portate pazienza troveremmo il mezzo tramite qualche medium di far arrivare la voce dall'aldila',e la prima sara nel dirvi che sbagliavate e sbagliate ancora.#141 · maniaci
20 aprile 2008, 19:32 come si vede, ci sono poveri sprovveduti (letteralmente: non provvisti di mezzi - mezzi intellettuali) che non riescono a pensare ad altro; il mondo gli crolla addosso e loro là, gli occhi sbarrati, non pensano che a quello. Sono davvero da considerare casi pietosi: qui non si tratta più di politica, ci vuole un medico, uno psichiatra, poveracci.#142 · red libertario
20 aprile 2008, 19:42 x 141 maniaci,che eccellente ora posso passare la fine della serata positivamente,sapere che a qualcuno gli prude dopo tutte le cappellate che ha fatto.chi chiamiamo la protezione civile ,oppure la asl,tu che ci sei dentro per la tua chiara e' manifesta miseria umana puoi dare un consiglio a chi pensi oggi ne abbia bisogno ??#144 · CHIAMATE LA NEURO
20 aprile 2008, 19:49 134 138 141# A giudicare dai toni esagitati ed isterici di questi post, chi ha bisogno della neuro (e con urgenza) è il nostro amico. Che fosse un fissato lo si capiva (anche la scelta del voto utile secondo me è stata dettata piu' da patologica mania di protagonismo che da altro)ora è letteralmente fuori di testa. Fate come dice Edoardo de Filippo "Ditegli sempre di Si". Se non ci riuscite ignoratelo. E la cosa migliore.#145 · elisa
20 aprile 2008, 21:09 Premetto che non mi piace il livello del dibattito che tutte le volte va a finire in attacchi ed offese.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx 19 aprile, Firenze assemblea per la sinistra unita e plurale. Più di 800 persone, moltissimi interventi che si succedono dalle 11 alle ore 17,30 di politici, rappresentanti di associazioni , intellettuali, una lavoratrice di call center. Tante analisi della sconfitta, ricerca delle responsabilità individuate nel richiamo al voto utile da parte del PD che ci ha tolto più di un milione di voti ma anche dalla nostra inefficienza al governo e soprattutto dall’allontanamento dai bisogni della nostra gente. Molti sono stati gli interventi che hanno definito La Sinistra, L’Arcobaleno un cartello elettorale costruito in fretta e furia in vista delle elezioni, accusa fatta dagli stessi politici che l’hanno creato e che adesso non si vergognano a dirlo e a deludere ancora una volta quelli che come me ci credevano e ci credono ancora. Ho apprezzato molto l’intervento di Tarzan, un esponente di Action che a Roma si è occupato delle lotte per la casa ed a favore dei più deboli. Come Vendola e Fava ha richiamato la necessità di un’altra cultura per la sinistra, non basta parlare dei precari e dei problemi della gente, il conflitto sociale esiste e deve diventare problema collettivo. Bisogna finirla con la politica di vertice, bisogna ritornare fra la gente, per le cose concrete , dare voce e responsabilità a quella sinistra sociale ampia e diffusa che deve essere depositaria di decisione politica . Da quasi tutti gli interventi è venuta fuori l’esigenza di continuare sulla strada dell’unità della sinistra che deve avvenire in tempi stretti, ma nessuno ha suggerito come , attraverso quali percorsi e con quali modalità. Secondo me su tutto il dibattito pesavano le decisioni che sarebbero state prese oggi al Comitato Politico di RC e la paura che qualsiasi percorso avrebbe provocato defezioni Per me l risultato ottenuto da la Sinistra, l’Arcobaleno nella mia città ed in altre elezioni amministrative è stata la dimostrazione che l’unità fra le forze politiche e la partecipazione attiva sono le uniche risposte alla disfatta che la sinistra ha avuto in tutto il paese . Il processo di ricostruzione della sinistra nasce dal lavoro fatto insieme da tutte le forze di sinistra, partiti ,associazioni, cittadini non iscritti a nessuna formazione politica ma desiderosi di partecipare alla costruzione di una società più giusta.Partiamo da qua, condizioniamo i partiti , non facciamoci condizionare da loro#146 · dario
20 aprile 2008, 21:24 Non sono scritto al pd. Dico da febbraio che è un partito di centro. Questo per chi è duro di comprendonio. Saluto elisa e son d'accordo con lei. questi toni servono solo ad ammazzarla la sinistra. Dare del farabutto ad una persona che non conosci neppure è davvero spregevole e non merita altri commenti.#148 · F. Bianco
20 aprile 2008, 22:01 Leggo finalmente parole di verità, fuori dall'ottuso trionfalismo che ha ammorbato gli ultimi tempi, che ha impedito di discutere, che ha reso impossibile ogni confronto. Finalmente si ammettono cose finora respinte, dileggiate; finalmente si tengono aperti gli occhi ed il cervello, dopo aver sentito da persone non sospettabili ciò che tanti altri sono andati dicendo per tanto tempo. Finalmente, ma forse è ormai troppo tardi. La realtà non aspetta.#151 · Vinc60
20 aprile 2008, 22:13 x 128 Amerigo Rutigliano ## mamma santissima che articolo, colto e forbito…, da vero giornalista, con il seguente curriculum:…## Amerigo Rutigliano - da Wikipedia ## “”Formatosi negli anni 70, militando nella FCGI, partecipa a tutte le più rilevanti lotte politiche di quegli anni, a fianco degli operai a Torino, a Porto Marghera, a Reggio Calabria, con i radicali in difesa dei diritti civili ( aborto, obiezione di coscienza, nucleare, difesa dell'ambiente etc.). È attivamente presente alle tante iniziative umanitarie che lo vedono a Firenze nel 1966 a fianco degli alluvionati; nel 1980 in Irpinia con i terremotati; nel 1995 in Yugoslavia; nel 1997 con le popolazioni di Umbria e Marche. Partecipa come volontario alla missione Arcobaleno in Albania negli anni 2000.Nel 1996, alle elezioni nazionali, si candida per il Senato della repubblica con la lista dei riformatori. Nello stesso periodo propone al ministro delle pari opportunità di allora, una legge migliorativa, relativa alla detenzione delle ragazze madri con figli al di sotto dei tre anni di età, costretti a subire anch'essi, una forma di detenzione forzata. Nello stesso periodo, costituisce, il nuovo soggetto politico di indirizzo europeo Unità Democratica Sinistra Europea di cui è segretario nazionale. In tale veste, raggiunge un accordo politico con Unione Democratica dell'allora Ministro Antonio Maccanico, a sostegno della candidatura di Francesco Rutelli sindaco di Roma. Nel 2000, costituisce un'Associazione denominata Filo Spinato. Nel 2001, sostiene alle elezioni nazionali l'Ulivo e Francesco Rutelli, come Presidente del Consiglio. Si candiderà in seguito a consigliere regionale del Lazio con Il PPI Sosterrà alle lezioni politiche del 2006, la coalizione di centro sinistra, portando circa 24.000 preferenze. Nel Luglio del 2007, annuncia la propria candidatura per la segreteria del Partito Democratico, apportando un motto: Ricostruire una diffusa etica della responsabilità, che alla giusta tutela dei diritti accompagni la consapevolezza dei doveri”” ##.. .. provo comunque a risponderti…. Dalla tua attenta analisi politica e sociale dell’uomo Bertinotti e della sinistra radicale mi pare che hai tralasciato qualcosa, che secondo il mio modesto parere non mi sembra di secondo piano.. 1) Prodi aveva solo due senatori di maggioranza uno era Mastella, gli altri erano De Gregorio poi passato con il centro destra, l’altro Lamberto Dini.., un altro la Binetti.., ecc.., insomma tutta bella gente su cui ci si poteva altamente fidare e fare un bel programma di sinistra. 2) Prodi aveva il seguente governo: 9 ministri + 28 fra viceministri e sottosegretari DS; 7 ministri e 21 fra viceministri e sottosegretari Margherita; 2 ministri e 4 sottosegretari dell’ULIVO; 1 ministro e 7 fra viceministri e sottosegretari di Rif. Com.; 1 ministro e 4 sottosegretari di RnP; 1 ministro e 2 sottosegretari di IDV; 1 ministro e 2 sottosegretari dei Verdi; 1 ministro e 1 sottosegretario dell’UDEUR; 1 Ministro + 1 sottosegretario del PDCI; infine c’era Padoa Schioppa come indipendente esterno. 3) L’astensione è una forma di dissenso generico che ricade su tutti i partiti, non è mai di parte, altrimenti ci sarebbe un altro partito su cui dirigere le proprie preferenze.. 4) Dei nipotini del vecchio PCI e della vecchia sinistra Italiana fanno parte anche i seguenti signori: Fassino, D’alema, Bersani, .. Anna Finocchiaro, Livia turco, e uditre udite anche lo stesso Veltroni.. lo vogliamo forse dimenticare Visto questi nuovi elementi probabilmente dimenticati o ritenuti di poca importanza si potrebbe provare meglio a fare l’analisi del fallimento della sinistra… Bertinotti e la sinistra radicale sono i responsabili dell’annientamento della sinistra Italiana… bravo proprio un bel concetto.., e gli altri quelli che hanno fatto diventare il PD un partito succube della confindustria, delle banche e dell’alta finanza e che vogliono correggere i processi del libero mercato e tenere in piedi la precarizzazione del lavoro che sono? I nuovi paladini della sinistra? Cominciamo bene.., Bertinotti ha tutte le sue colpe, sicuramente ad un certo punto della sua carriera politica ha preferito più apparire che non lavorare su un valido progetto di alternativa comunista, il suo partito e tutta la sinistra radicale, non hanno più saputo rappresentare i bisogni delle classi deboli della nazione.., che nel frattempo si erano modificate, non c’erano solo gli operai, accanto a questi si aggiungevano, i precari, gli impiegati, i nuovi laureati , i ricercatori con contratto a termine.., i dipendenti con le finte partite Iva, gli infermieri.., gli artigiani, gli esternalizzati, e tutte quelle categorie sempre più penalizzate dal libero mercato e dalla societa liberista. Ma gli altri quei signori da me citati al punto 4, perché gli vogliamo togliere fuori dalle gravi colpe della disfatta della sinistra…? Perché questi non sono i responsabili ? Costoro sono al pari di Bertinotti, anzi secondo me MOLTO MA MOLTO DI PIU’, i responsabili di quanto accaduto e di quello che ora ci ritroviamo.., una nazione in cui non esiste più un partito o un soggetto politico degno di chiamarsi di SINISTRA e di sedere tra i banchi del Parlamento europeo insieme ai socialisti o la sinistra europea. Caro amico giornalista deluso e astensionista se questa analisi vogliamo farla, facciamola a 360 gradi. Facciamola come tu citi dalla svolta della Bolognina.., perché, senza essere un nostalgico del vecchio PCI.., è proprio da allora.., da quando è stato sciolto il PCI che sono cominciati i guai della sinistra Italiana. Citiamo gli intrallazzi di D’Alema e della bicamerale.., di quelli di Fassino e dei furbetti del quartierino.., della Finocchiaro e della sua posizione sempre molto soft nei confronti della mafia, della Livia turco e di Bersani.., sempre accomodanti verso qualsiasi forma di privatizzazione dei beni primari..e che dire di Veltroni e delle sue nomine “meritocratiche” a Bettini e a Borgna e alla candidata Marianna Madia e che oggi se potesse, cancellerebbe il suo passato.., facendo riscrivere i libri di storia escludendo il suo nome tra gli esponenti del vecchio PCI. e farebbe riformattare le teste degli italiani per dimenticare .. Con questo non intendo dire che bisogna per forza rimanere fossilizzati al passato e alle vecchie idee e ai progetti comunisti, ma nemmeno superare e andare oltre su un modello di società che non ha niente a che fare con la sinistra. Il modello di sviluppo del PD riformista che vuole solo apportare lievi correzioni al sistema liberista.., caro Rutigliano mi sembra poca cosa prenderlo come esempio di sinistra.., chi vuole andarci in questo PD ci vada ma non venisse a dirci che il PD è l’alternativa.., ### caro Rutigliano, ma Bertinotti e la sinistra che potevano fare, far cadere il governo prima del tempo… A parte l’indulto e i DICO che ormai tutti sappiamo che sono stato un fallimento di immagine nei confronti del popolo di sinistra.., inseriti in quel modo nell’agenda di governo.., quando invece le priorità della gente di sinistra erano ben altre.., (Lavoro, salari, precariato, tasse, conflitto di interessi..ecc..) , costoro, poveri cristi di comunisti quando hanno provato a fare qualcosa di concreto perchè si sono resi conto che stavano messi male con la loro base.. il governo Prodi gli ha forse concesso qualche cosa? La tassa sui SUV te la ricordi come è stata stralciata dalla finanziaria.., le rendite finanziarie, la tassazione sui redditi alti.., le politiche a favore del welfare, l’abolizione della legge biagi.., il riconoscimento dei lavori usuranti.. e infine la proposta di legge sui privilegi che non è stata mai discussa in parlamento..Tutte queste proposte vere e concrete non SONO MAI PASSATE nonostante l’impegno dei comunisti in parlamento e al governo.., e lo sai perché, perché non c’erano i numeri e perché la componente Riformista e Centrista non l’ha voluto, altrimenti si intaccavano gli interessi della confindustria e degli imprenditori.., che guarda caso il PD, ha anche inserito in lista…. Ora purtroppo stiamo qui a leccarci le ferite.., e più di qualcuno gongola della situazione.. è veramente penoso il vile sciacallaggio che si sta compiendo.. tanti compagni ancora ci credono.. nonostante tutto, probabilmente non ci riusciremo oggi.., forse domani ci saranno le condizioni più favorevoli per ricostruire una sinistra plurale, democratica ed unita in Italia.., intanto vediamo gli sviluppi.., cosa decidono nelle varie direzioni di partito, ma almeno abbiamo il buon senso di dire le cose come stanno senza ingannare e fare i tranelli ai compagni….#152 · @dario_e_ all'altro
20 aprile 2008, 22:26 E' curioso lo strabismo di chi dà del cialtrone e poi si lamenta di epiteti rivolti da altri che si limitano a stare sullo stesso tono (farabutto). Rivolgetevi piuttosto a chi dà di continuo dell'imbecille nascondendosi dietro nick vari e uscendo dall'ombra solo quando gli conviene. Ma perché sono sempre gli altri a dover fare l'autocritica? Perché tu e Franco Bianco non fate l'autocritica sulla questione principale su cui si è dibattuto per un mese: cioé che il voto utile non è servito a fermare la destra in alcun modo ma solo a svuotare la sinistra? Se l'obiettivo era fermare la destra era clamorosamente evidente che ormai era impossibile farlo dopo aver spaccato lo schieramento democratico. Se l'obiettivo era svuotare la sinistra, è riuscito benissimo nell'intento. Perché chi diceva questo cose un mese fa era un imbecille allora ed è due volte imbecille adesso? I fatti non gli hanno dato ragione forse? Fate autocritica voi intanto. Voi, con la vostra arroganza, la vostra ignoranza, i vostri paraocchi. Voi, che appena vi si contrapongono argomenti iniziate a starnazzare e a tirare fuori il pretesto che non rispondete agli anonimi. Voi, che probabilmente avete già in tasca la tessera del Pd e sicuramente siete solo dei quaraquà.#156 · elisa
20 aprile 2008, 23:09 Caro Vinc, Ferrero ha riconosciuto ieri di essere stato con la sua azione al governo anche lui responsabile della sconfitta della sinistra. Non so come sia effettivamente andata oggi al Cpn di RC ma a me è sembrato ieri che la preoccupazione dell'ancora per poco Ministro fosse quella di non spaccare RC fra quelli che vorrebbero la costituente della sinistra, magari sciogliendo RC e quelli che vogliono mantenere "l'identità comunista". Secondo me Ferrero parte da un concetto di unità della sinistra che veda dapprima la costituzione di una confederazione affinchè ci possano stare tutti, senza spaccature. Secondo me , invece, bisogna avere coraggio. Tanti di SD e non iscritti ai partiti della sinistra si sono avvicinati ad un progetto di soggetto politico nuovo , alla formazione di una sinistra diversa e non sono disponibili al compromesso rappresentato dalla confederazione.#158 · stampa - Cpn del Prc
20 aprile 2008, 23:27 Comitato politico nazionale, Paolo Ferrero contro Franco Giordano: è finita 98 voti a 70, un'annunciata maggioranza che però non è assoluta come temevano gli uomini della segreteria. Dunque, giochi più aperti che mai in vista del prossimo Congresso, convocato dal 17 luglio al 20 luglio prossimi, non dal 10 al 13 come proposto da Giordano ieri (sabato). Il segretario ha rassegnato ufficialmente le dimissioni. ##### E' stato, quindi, il giorno della vittoria di Ferrero. Nel discorso di oggi il ministro ha ribadito la linea che porta avanti da mesi e ha deciso di mettere ai voti dopo la pesante sconfitta elettorale. Un progetto che vuole il partito ancora protagonista nelle sfide future. ######## La partita è incerta, e Giordano lo sa: "Sono convinto che al congresso possa prevalere la cultura del Prc. ###### da “Spaccati al congresso” di Andrea Scarchilli#159 · Vinc60
20 aprile 2008, 23:38 Cara Elisa, il problema del soggetto politico nuovo rimangono i soldi.. sono proprio questi che i dirigenti di rifondazione si stanno dividendo..con l'operazione Ferrero.., abbastanza ostile a l'idea del soggetto unitario.., i soldi difficilmente verranno e quindi sarà sempre più dura portare avanti il progetto unitario.. Giordano è stato troppo frettoloso a dimettersi.. poteva benissimo arginare l'ala conservatrice, ora sarà più dura..#160 · stampa - Prc
20 aprile 2008, 23:39 Ferrero archivia l'era Bertinotti. Rifondazione in cerca di identità. °°°°°° Si archivia, tra la delusione e le lacrime di Franco Giordano, l’era Bertinotti ma non è ancora chiaro verso cosa si incammini Rifondazione comunista. Il Cpn ha anche approvato a larga maggioranza un dispositivo che prevede l'elezione del comitato di garanzia “per dare continuità all'attività ordinaria del partito”. Fissati anche i giorni del congresso nazionale dal 17 al 20 luglio: il dispositivo stabilisce infine che per il 3 e 4 maggio venga convocato un altro Comitato politico nazionale "per la definizione della modalità del percorso congressuale. ####### da "l'Unità" del 20.04.08#161 · si parla di soldi
20 aprile 2008, 23:45 "il problema del soggetto politico nuovo rimangono i soldi.. sono proprio questi che i dirigenti di rifondazione si stanno dividendo", #159: toh, c'è chi parla di soldi. Non era un argomento di chi ha una "concezione mercantile" della politica? Vinc60 non fa parte di quella genìa, eppure.......Si sarà contagiato, contaminato, infettato? O invece è uno che ha i piedi per terra, cioè uno che ragiona?#162 · Vinc60
21 aprile 2008, 00:03 x 161 ## Ma non dire panzane tu pensi che per fare politica e per essere comunisti bisogna andare con le scarpe rotte e armarsi della sacra bibbia.. ma cosa vai Blaterando.., I padroni li affronti chiedendo l’elemosina o con un’associazione culturale.., bella idea la tua.. e ti scandalizzi tanto per farti uscire l’aria in bocca… Perché Berlusconi, la lega, il PD e gli altri che fanno.. il partito lo tengono in piedi con le caramelle … La differenza caro 161.... riguarda che le persone volenterose e democratiche, nonché oneste, i soldi li usano per il fine comune.., gli altri i tanti politici disonesti e magnaccia gli usano per i fini personali.. se ancora non si è capito questo.., siamo proprio all’abc della politica…#163 · Dario
21 aprile 2008, 00:20 Io al soggetto unico e plurale ci credo. Non credo ai cialtroni(mi riferivo a quelli; e quindi, non offeso nessuno a diffrenza di qualche signore di grazia che scrive su questo sito) che si sono celati dietro sa e alla prima occasione l'hanno abbandonata. credo di esser stato molto più coerente io , adire che, aquella sa, cartello elettorale, come ora tutti dicono, non ci credevo. detto questo mi reputo persona di sinistra a tutti gli effetti. Non permetto analisi di dna da qualsiasi gentiluomo di questo sito. Io voglio una sinistra aperta, unita, plurale che abbia cultura governative. Tutte le contumulei riservatemi le rispedisco al mittente.io son stato coerente. Son qui per costruire una sinistra credibile. tutto il resto è polemica tra comari frustrate.#164 · dario
21 aprile 2008, 00:22 per fare una sinistra credibile bastano buone iedde; concordo con vinc60; innanzitutto candidare persone radicate nel territorio anzichè i tanti catapiultati nel territorio. Poi dare finalmente voce a quella sinistra impedita che si vuole rappresntare. Mi sembrano 2 idee su cui discutere e da cui ripartire.su questo vorrei che si discutesse.#166 · dario
21 aprile 2008, 00:40 discutere del partito della sinistra ci deve allontanare dall'idea di rinserarci in salvifiche cae identitarie: costituente socialista, costituente comunista ora non hanno alcun senso. I simbol - la falce e martello, il sle dell'avvenire - ce li portiamo dentro e con essi anessuno è datto scherzare. Gli vogliamo bene tutti. Dobbiamo costruire un nuovo soggetto radicato nel territori che dia accoglienza a tutti.Ascolti, e si faccia portatore dei bisogni di persone che, inquesto guazzabuglio del XXI secolo sono lasciate a se stesse tra inquietudine e paure. Bisogna dare speranza agli astensionisti, a chi vota ha presto il voto al centro del pd e alla destra ueropea di di pietro e sinanche a chi all'operaio che ha votato il populismo della lega. Il popolo della sinistra,spaesato quanto mai chiede ripsoste. I militanti di sinistra non si son dispersi. Ci attendono al varco. Siamo noi che dobbiamo esser credibili.Tutto il resto è sterile polemica; sotterriamo l'ascia di guerra e cerchiamo di esser costruttivi tra noi. La guerra, la bobbiamo fare a chi non vuole chi fiorisca una sinistra con cultura di governo. La guerra la dobbiamo fare alle destre becere e populiste di questo paese, alle tentazioni neocentriste del pd, alle riserve indiane antagoniste e minoritarie. La sinistra ha fatto questo Paese. ha contribuito a darci la costituzione repubblicana. Ci tocca un compito gravoso. Le nostre intelligenze possono raccogliere la sfida che ci apprestiamo a combattere in questi anni. W la SINISTRA. ( senza aggettivi)#167 · benedetti ferdinando
21 aprile 2008, 00:48 cara Fulvia Bandoli, mi riconosco completamente nel tuo intervento. Ripeto ancora una volta il mio appello: i capipartito delle quattro compagini che costituiscono la sinistra arcobaleno ammainino gli stendardi di botteguccia e sciolgano le singole formazioni per dare vita ad un soggetto unico. Ciascuno rinunci a qualcosa delle propria identità per il bene comune di milioni di lavoratori rimasti orfani. Per questo obiettivo mi accollerò l'affitto della sede della nuova formazione partitica nel mio paese per un anno. Caso contrario sarò destinato a rimanere orfano.#168 · Vinc60
21 aprile 2008, 00:50 SI sta discutendo di questo dario, anche di questo, ancora non te ne sei accorto, tra i vari interventi insulsi.., c'è per fortuna anche questo.., sono ormai più di un mese che lo stiamo facendo.. contro tutto e contro tutti .. ma finora abbiamo perso due battaglie.., la prima è stata la batosta elettorale.., che certamente non ci ha facilitato.., la seconda la messa in minoranza di Giordano.., ma pazienza quando si è in guerra contro il Capitale ed i Padroni è molto dura.., a costoro una Sinistra UNITA, libera e plurale, da molto, ma molto fastidio.. ecco perchè siamo boicottati da tutti.., a volte anche i nostri stessi compagni non comprendono.. ragionano come gli altri partiti, pensano che l’importante è tenere delle posizioni e farsi votare da una componente della società per potere avere i propri spazi.., oggi purtroppo non è più così.. la posta in gioco è molto più alta.., se non vinciamo.. si rischia di non poter più partecipare ai processi politici della nazione in modo autorevole.., è in gioco la stessa sopravvivenza di quel concetto di democrazia ampia e dell’appartenenza che deve essere rappresentata, ma che invece i grossi partiti vogliono far scomparire.. Se non riusciamo a vincere.., addio alle possibilità future.., e probabilmente il sottoscritto e tanti altri.., invece di tornare dentro una riserva indiana comunista.., ritorneranno a fare quello che facevano prima.. ovvero dei semplici cittadini, numeri di matricola.., che lavoreranno, avranno una famiglia.., dei figli., degli amici.., delle amanti.., una normale vita sociale.., qualche diversivo,.. delle belle soddisfazioni ogni tanto, .., molti sacrifici..quelli tanti.., e bla, bla bla bla.., saremo caro dario, cittadini semplici e onesti, ma non saremo mai cittadini veramente liberi, saremo sempre manovrati.. con la consapevolezza che le nostre scelte non saranno libere.., ma scelte vincolate dal consumismo e dal libero mercato….#169 · Carlo Guvjc
21 aprile 2008, 00:50 Caro Dario converrai che in molti avevamo previsto che sarebbe finita così. Ormai siamo alla resa dei conti.Nevedremo delle belle nel prossimo futuro. Temo che finirà in una lotta fratricida tra identità e io già da orami chiamo fuori anche da quella terzista.#170 · dario
21 aprile 2008, 00:52 ferdinando son d'accordo con te.In più, credo che nessuno debba rinunciare a nulla. In una casa comune ognuno ha il diritto di di dirsi comunista,socialista, ambientaliste e - perchè no? - anche liberale ( Berlusconi è il più lontano possibile da una cultura liberale..vedi Piero Gobetti.). Se rimanere orfani vorrà dire uccidere i pater patriae delle divisioni e delle caste dico: "bene, mai altro parricidio fu mai più benefico e non ci tocchherà nemmeno accecarci perchè la cecità era altrui.."#172 · dario
21 aprile 2008, 00:55 Caro Carlo, ora che sono venuti i nodi al pettine, tocca a noi lavorare per unire e non dividere. Siamo fiduciosi e costruiamo ponti. Per la nostra generazione le lotte fratricide son un lugubre ritorno. Io, in una casa con comunisti,socialisti ambientalisti e persone di sinistra , aperte al confronto, per costruire un gran sinistra con cultura di governo, ci vengo ben voelntieri e con qualunque sacrificio. Eppure con il grande comunista Vendola come leader. Forza nichi, è il tuo momento.#173 · dario
21 aprile 2008, 00:59 Vinc80 io son stao coerente; io son dei vostri; hai letto claudio fava che scrive? bene, ora che gli intrusi son fuori ci dobbiamo credere; senza complessi di inferiorità nei confronti di nessuno. Noi veniamo da lontano e siamo orgogliosi della nostra storia. Non potevamo credere, però,a chi, come volevasi dimostrare, voleva continuare a marciarci sopra. Io dal voto vedo che l'elettorato di sinistra c'è tutt'ora ed è stato molto più maturo e lungimirante dei suoi leader. Con questo ringrazio Fausto Bertinotti che è stato un gran signore ed ha pagato per le sue idee quando poteva facilmente rinserrarsi nella falce e martello. Il suo errore è stato essersi fidato di impresentabili compagni di strada.#174 · Carlo
21 aprile 2008, 01:01 Come sai per me non è mai stata una questione di contenitore ne tanto meno di persone ma di programmi, di tattica e di strategia e come si può vedere questi continuano a mancare. Pochissimi si chiedono perché, ossia per quale scopo, costituire un ennesimo nuovo contenitore. Nessuno o quasi fa i conti con una realtà maggioritaria che tende inesorabilmente al bipartitismo. La legge elettorale difficilmente tornerà proporzionale e se lo sarà prevederà soglie sempre più difficili da superare.#175 · Vinc60
21 aprile 2008, 01:01 Comunico che molto probabilmente si farà un soggetto politico nuovo, come noi vogliamo e a cui spero i molti che hanno condiviso il progetto politico di SA e gli altri simpatizzanti vorranno aderire.. a breve vi faremo sapere meglio cosa fare ... buonanotte a tutti e che la notte porti consiglio, soprattutto ai dirigenti stolti ed ottusi che ancora si ostinano a tenere in piedi delle strutture avulse e inconcludenti fuori da ogni logica politica#176 · dario
21 aprile 2008, 01:09 caro carlo è chiaro che non è questione di contenitore ma di contenuti. Io dico soltanto che,se riusciamo ad innovare il modo di dar politica, di saper sviluppare un programma aderente alla nostra realtà, di focalizzare l'attenzione su 9-10 punti programmatici "radicali" il popolo della sinistra, che c'è e non morirà mai, tornerà all'ovile. Questo significa avere cultura di governo. Studiare la società e la sua evoluzione.far capire quando parliamo di "lotta di classe" di cosa stiamo parlando: del nuovo conflitto che attraversa la società e va molto più in la della semplicistica divisione della società di fordistica memoria. Elaborare un nuovo modello di partito a sopvranità dei militanti: è democratico che si scelgano loro i loro candidati, vale a dire quellic he abitano il territorio e son presenti sul posto. Di idee "innovative" non manchiamo". Il tutto stà, a far le nostre idee trionfare. La sinistra è stata in tante occasioni sconfitta ma non si è data mai vinta. la sinistra, per rivisiatre in chiave diparte il grande francesco de gregori, siamo noi.#177 · Carlo
21 aprile 2008, 01:14 Tutto condivisibile salvo nessune crede più alla possibilità di far convivere nello stesso contenitore Vendola, Ferrero, Dilberto, Mussi, Boselli e Intini. Questo era chiaro fin dall’inizio ed è una delle ragioni per cui anche Veltroni ha negato l’apparentamento. Se il futuro che ci aspetta sarà come prevedibile ancora più maggioritario non ci sarà alcuno sazio per tre o più “contenitori” (naturalmente tutti unitari, plurali e di sinistra) e la prossima volta sarà la fine definitiva di qualsiasi idea di sinistra organizzata. Per ora buona notte.#178 · Michele Calabresi
21 aprile 2008, 01:58 Per ripartire ci vorrebbe umiltà e a allo stesso tempo una totale disposizione a mettere a rischio le rendite di posizione. Cosa molte volte invocata da molti di noi e mai realizzatasi. I molti che da quasi un anno chiedono che sia un'assemblea costituente (o qualcosa di simile) in cui tutti contino allo stesso modo e possano giudicare ad armi pari idee e leader, o aspiranti tali, oggi sono totalmente spiazzati dal richiudersi a riccio all'interno dei diversi partitini di dirigenti e militanti. Credo, purtroppo, che Ferrero vincerà il congresso e che sua intenzione sia mettere tutto il restante “capitale” politico di quella che fu la SA in una sorta di nuova Sinistra Europea. Una sorta di riserva indiana dove confinare gli “indipendenti di sinistra” con il loro per ora magro ma potenzialmente ben più ampio bottino elettorale. Io che turandomi il naso e con sofferenza ho votato per la SA, come altri soffrendo hanno votato PD, non ho intenzione di portare acqua ad un partito comunista rifondato superficialmente su basi identitarie. Come se realmente le ragioni della sconfitta risiedessero nella questione del simbolo e del nome e non nel fatto (tra gli altri) che l’intera operazione SA è stata una operazione verticistica con cui 4 gruppi di potere hanno cercato di assicurarsi longevità politica senza cedere o rischiare nulla. I risultati di tanta codardia poi sono quelli tristemente noti. Essere comunisti come essere socialisti, non è di per se garanzia di avere un’identità e di muoversi senza sbagliare. Fare veramente proprie alcune idee e alcune chiavi di lettura degli eventi permette invece di muoversi molto più liberamente e quindi di non cadere in terribili errori. In questo senso dovremmo sì essere tutti “indipendenti di sinistra” ed essere in grado di discutere e ragionare con tutti per cambiare l'esistente: dai democratici ai liberali, ai socialisti, agli ambientalisti, ai comunisti ecc… Se invece l’obbiettivo di tanti sforzi è solo quello di potersi felicemente definire comunisti, piuttosto che socialisti europei o altro, allora non vale la pena, a mio avviso, continuare ad appassionarsi e a soffrire. Se veramente SD è uscita dal PD solo perché levavano il riferimento al PSE, allora tanto valeva rimanerci e fare gli “indipendenti” in quel partito! Credo che le ragioni per uscirne invece fossero e sono ben più profonde. Purtroppo sono oggi pessimista e temo che le varie porte che si sono aperte, e subito richiuse, in questi anni tenderanno a restare sempre più chiuse.#179 · laura angeloni
21 aprile 2008, 08:40 bell'articolo, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire quale è il nostro modello di sviluppo, quale società vogliamo. non dobbiamo avere paura a chiedere un modello diverso da quello capitalistico. penso che questi ideali che ancora oggi emozionano me che ho 42 anni, emozionerebbero anche molti giovani che non si sono omologati a questo modello di scoeità consumistica, da grande fratello, da consumi che non necessitano a nessuno. bisogna tornare ad EDUCARE la gente, e far capire che una società più equa e solidale fondata su consumi compatibili è il più bel sogno di un popolo, una società dove non si abbandona al suo destino chi è più economicamente più debole. una società civile è solidale e la sua priorità non è solo la diminuzione delle tasse (se non addirittura l'eliminazione). tante persone come me vogliono partecipare e dire qualcosa per far sì che queste idee siano dette a gran voce. troviamo dei punto dove parlare e divulgare la nostra idea del mondo.#180 · confusione a sinistra
21 aprile 2008, 09:25 Allora, in pillole: Diliberto/PdCI dicono che vogliono creare l'unità dei comunisti, e su questa base sono pronti a riunificarsi con il Prc. °°°°°°° Ferrero si è scagliato contro l’ipotesi di costituente comunista e costituente di sinistra: «Sono cose che vanno insieme e spaccano la sinistra su linee ideologiche negando lo stesso progetto del Prc» °°°°°°° Chi vuole un "soggetto unico e plurale" della sinistra non può stare né con il PdCI di Diliberto, né con il Prc di Ferrero, quindi (forse) dovrà stare da solo (e come, sennò?). ######## Grande è la confusione sotto il cielo. Chi fosse in grado di fare un po' di chiarezza sarebbe gradito.#181 · copco
21 aprile 2008, 09:33 x 179. Condivido, ma cosa c'entra il capitalismo? Qual'è l'alternativa al capitalismo? Non conosco società non capitaliste dove la gente sia felice. Conosco società capitaliste dove i valori che tu nomini si sono realizzati. Alcune società scandinave, ad esempio. Nessuno dei valori che nomini è assente dal PD, nè è incompatibile col capitalismo.#182 · Bandoli Fulvia
21 aprile 2008, 10:29 Ho letto come sempre i vostri commenti, le molte critiche e i suggerimenti. Che siamo in un momento di grande confusione e incertezza per tutti e tutte mi sembra chiaro e normale. Una sconfitta così pesante scoperchia tutti i tetti ( prima di tutto quelli dei partiti che componevano la Sinistra Arcobleno)e manda per aria molte cose. Sarebbe incomprensibile il contrario. Sulle critiche rivolte a me solo poche parole.Mi pare di essermi sempre presa le mie responsabilità e anche in questo caso lo farò. Mi sono trovata in tutti questi mesi in na posizione difficile, avrei seguito altre strade, avrei fatto una consultazione di massa prima di scegliere il candidato leader, e prima ancora, prima della crisi di governo una vasta campagna di ascolto per capire che tipo di sinistra volevano le persone che si dicono di sinistra. MA adesso poco importa, ognuno di noi è responsabile e come dice Nicky Vendola siamo tutti iscritti nel registro dei colpevoli. Sul futuro ho tentato di dire nell'articolo quel che penso e da dove ricominciare. Naturalmente è solo una opinione come le altre e credo che la discussione restaerà aperta per un pò e che capire non sarà facile. Soluzioni miracolistiche non ce ne sono e la strada da fare per ricominciare è lunga. Le dinamiche nei vari gruppi dirigenti non mi interessano molto e penso che ancora meno interessino coloro che non ci hanno votato. Si rifarà una piccola forza dei comunisti? Si rifarà un altra piccola forza dei socialisti? I verdi vanno nel pd oppure no?La sinistra democratica dove si mette? interrogativi minimali e poco interessanti. Alla fine potrei sintetizzare così il mio pensiero. Il Pd non mi convince e non condivido il suo progetto di sviluppo per l'Italia e neppure la forma del partito che si sta affermando al suo interno, la sinistra si è disintegrata. Quelli che la pensano come possono fare due cose: smettere di fare politica oppure fare quel che sono capaci per riannodare i fili di una sinistra possibile.#183 · chiarezza e confusione
21 aprile 2008, 10:52 Non si può che ammirare l'onestà intellettuale della compagna Bandoli che in questo intervento 182 ammette, puramente e semplicemente, di non avere, in coscienza, alcuna strada da consigliare: sta ad ognuno decidere cosa pensa sia meglio (o meno male) fare. La sua posizione è chiara: nel senso che conferma che esiste una grande confusione, e che in questa situazione "soluzioni miracolistiche non ce ne sono e la strada da fare per ricominciare è lunga" (ma da dove imboccarla non si sente di dire). L'unica cosa che dice, in positivo, a coloro che si interrogano, è di "fare quel che sono capaci per riannodare i fili di una sinistra possibile": che evidentemente può significare tutto, non significando niente di preciso. "la sinistra si è disintegrata", dice la compagna Bandoli, e chi non ha i paraocchi non può che convenire: ma non sembra molto condivisibile che "Le dinamiche nei vari gruppi dirigenti....penso che ancora meno interessino coloro che non ci hanno votato". C'è da credere, invece, che esse interessino grandemente sia chi HA votato che chi NON ha votato la sinistra e quindi SA, perché non si può pensare che non abbiano una forza di attrazione o, finanche, un effetto centrifugo e dispersivo.#184 · Tristano
21 aprile 2008, 11:39 183# Io eviterei di parlare di colpevoli (ma di cosa poi?). Una sconfitta come quella subita non credo possa essere ascritto a responsabilità soggettive. La verità è che abbiamo affrontato le elezioni nelle peggiori condizioni possibili. Tra questione del governo, voto utile, e difficoltà organizzative la sconfitta era forse inevitabile. Come dopo tutte le sconfitte storiche, la sinistra non ha che una strada, analizzare la sconfitta, raccogliere le forze, ricominciare da capo. Ma fare tutto questo occorre innanzi tutto raccogliere un gruppo dirigente. Io non penso che chi ha diretto questa sfortunata campagna elettorale deve andarsene, l'unico effetto sarebbe lasciare un vuoto difficile da colmare. In questo senso, quanto sta accadendo nel PRC è la risposta peggiore alla sconfitta. Anzichè chiamare a all'unità dirigenti e militanti per ripartire si è scelto di andare all'ennesima divisione. Cerchiamo di evitare di seguire quell'esempio se non vogliamo lasciare i nostri elettori allo sbando. Nel terremoto post elettorale si stanno delineando tre linee politiche. Quella dell'unità comunista (o socialista), quella della chiusura nel recinto del "partito" e quella di chi ritiene che il progetto della sinistra unita e plurale non vada abbandonato. Pur nella sconfitta noi abbiamo alcuni segnali in controtendenza, i risultati alle amministrative e l'attivismo dei gruppi e delle associazione e anche dei settori di partito che hanno scommesso sull'esperimento unitario. Proviamo a ripartire da qui, sapendo che ci attende un lavoro difficile e non breve che pero' potrebbe portarci fuori dal tunnel.#185 · Antonino Orlando
21 aprile 2008, 13:30 cari compagni, sul sito di SD c'è una interessante intervista allo storico Salvadori. E' un valido contributo e sorpattutto una interessante prospettiva.#186 · giovanecomunista
21 aprile 2008, 13:33 Sono contento che abbia vinto ferrero.Ora gli chiedo quattro cose:ripartire dai luoghi di lavoro e stare sempre al fianco dei più deboli,specie quando il sindacato è assente;meno governismo(su determinati diritti non si transige,su altri si va al massimo ad un compromesso al rialzo);unità dei comunisti;sinistra arcobaleno federata solo se manteniamo la falce e il martello Spero che trovi su questo un accordo con grassi e l’ernesto PS x erik I comunisti non si possono candidare come indipendenti in un partito genericamente di sinistra perchè,intanto di sinistra ci definiamo tutti,persino molti esponenti del PD,secondo perchè non è giusto che secoli di storia e di pensiero marxista vengano gettati alle ortiche per la "Sinista Unitaria e Plurale" che al massimo arriva al 3%.Senza contare che i comunisti sono la stragrande maggioranza della sinistra sinistra o sinistra radicale o come la volete chiamare,quelli genericamente di sinistra sono pochissimi Saluti comunisti#187 · Mescalero
21 aprile 2008, 13:50 Concordo interamente con Tristano. Però suggerirei calma e razocinio, non sconforto. Nel senso che dopo una sconfitta epocale come questa, che ha "scoperchiato le case", come dice Fulvia Bandoli, la cosa più ovvia è che si apra un processo di ricomposizione a sinistra. Dobbiamo guardare in modo del tutto razionale a questo processo che si snoderà nei prossimi mesi e che porterà alla ridefinizione completa del campo della sinistra. Penso che le forze organizzate presenti si disarticoleranno e si ricomporranno in un diverso perimetro. In questo senso, il travaglio del Prc lo vedo nell'ordine delle cose. Credo che il Prc dopo il congresso di spaccherà. Un processo simile interesserà Sd e i Verdi. Resterà un'area che guarda al soggetto della sinistra unita e plurale - tra cui spero vivamente di trovare Fulvia Bandoli - e che porterà alla nascita della forza di sinistra senza aggettivi. Sarà quella forza che raccoglierà la sinistra che non vuole andare a casa, che non si rassegna a stare in un recinto identitario e che si ritiene estranea al Pd. Una forza che - personalmente – credo abbia spazio e futuro molto più ampio di quello che si riesce a vedere adesso.#188 · Mescalero
21 aprile 2008, 13:54 @Dario. Benvenuto, condivido tutte le cose che dici. Noi le dicevamo mesi fa. E ci limitavano soltanto ad osservare che, peggiore sarebbe stato il risultato della SinArc, più difficile sarebbe stato costruire il soggetto unitario. E ti assicuro che sapevamo benissimo che Diliberto e i Verdi in maggioranza se ne sarebbero andati dopo le elezioni. Anche perché abbiamo fatto la campagna elettorale sui territori e abbiamo potuto constatare in "corpore vili" le loro intenzioni per così dire. E pure si capiva che era impossibile allo stato delle cose, dato quello che si capiva andando in giro e parlando con la gente, sconfiggere la destra ( tu sei della provincia di napoli, saprai che in vaste fasce della provincia il PdL è su percentuali che vanno dal 47% al 57%). Le percentuali a volte – letteralmente - “ si annusano” nell’aria, e si annusava che anche solo mezzo milione di voti in più o in meno avrebbe fatto la differenza a sinistra. Ma eravamo ottimisti. Ora, la campagna elettorale è finita, il voto utile e il Pd non sono più il problema. Il problema è costruire la forza unitaria della sinistra e c’è bisogno dello sforzo e dell’intelligenza di ognuno di noi.Ma sul serio, dal vivo e sui territori non sui blog, dove più che la firma contano le idee che ci scambiamo.#191 · Carlo
21 aprile 2008, 14:46 Caro Mescalero, fa piacere leggere finalmente, giudizi un po’ più critici ed oggettivi di quelli che si potevano leggere in questo sito, fino ad un paio di settimane orsono. Rimuoviamo pure tutti gli insulti e le provocazioni collezionate da alcuni di noi ma non fingiamo di non capire, ancora una volta . La SA è stata rifiutata dagli elettori perché era un progetto inconsistente e velleitario non perché era diretta dal solito intellettuale salottiero, che ad onor del vero, ha fatto tutto il possibile, data l’età e le forze in campo. Io sono esterrefatto che di fronte a questa tragedia si possa realmente pensare di riproporre il medesimo progetto depurato delle componenti comuniste, di buona parte dei Verdi e di SD. Ma perché mai questa mini SA dovrebbe avere maggiore appeal? Tutto induce a pensare che ne avrebbe ancora meno. Te la immagini una nuova tornata elettorale con 3 o 4 simboli comunisti, uno socialista ed un Arcobaleno o come sarà? Te lo vedi il potenziale elettore di sinistra di fronte a questo panorama sconsolante? Come si può soltanto pensare che questa sia la strada?#193 · maxrosso
21 aprile 2008, 16:00 Cara Fulvia, da comunista voglio un progetto politico per La Sinistra l'Arcobaleno, per il lavoro, per i diritti,l'ambiente, la pace. Solo l'unità ci da' forza. Faccio l'esempio di quello che è accaduto nella mia città, Pescara. Alle amministrative, grazie all'irresponsabile scelta di rc, la SA alle comunali correva da sola, nonostante una precedente giunta dove era presente rc , con tutti i contrasti e pecche, era stata una buona amministrazione: SA al 3% con entrata di un solo consigliere il canditato sindaco Profico, socialista lombardiano come si definisce lui stesso. Alle circoscrizionali, i tre quartieri grandi di Catellamare, Colli e Portanuova la sinistra l'arcobaleno stava in uno scenario unitario con pd e socialisti e idv. SA ha avuto dal 7 al 10 % dei consensi. Solo un processo politico unitario ci vede vincenti. E poi dobbiamo essere presenti nei massmedia sempre, perchè l'informazione ai cittadini viene solo dalla televisione. Ed è importante anche la percezione di proposte politiche positive che passano dai massmedia. In tv nelle case degli italiani. Saluti comunisti.#194 · repetita iuvant?
21 aprile 2008, 16:16 1) "sapevamo benissimo che Diliberto e i Verdi in maggioranza se ne sarebbero andati dopo le elezioni" (188): davvero? Ma guarda! C'è chi ricorda affermazioni del tutto opposte, ha ragione il 191 ("fa piacere leggere finalmente, giudizi un po’ più critici ed oggettivi di quelli che si potevano leggere in questo sito"). ######### 2) "questo processo che si snoderà nei prossimi mesi e che porterà alla ridefinizione completa del campo della sinistra. Penso che le forze organizzate presenti si disarticoleranno e si ricomporranno" (187): Auguri! Sarà un gran bel vedere il passaggio dall'unovirgola al duevirgola. Molto efficace. Sicuramente le masse capiranno e seguiranno. ######### 3) Giova ripetere il concetto di MASSA CRITICA: "Il termine Massa Critica è entrato nell'uso comune ad indicare una soglia quantitativa minima oltre la quale [cioè "al di sotto" della quale] si ottiene un mutamento qualitativo……..In astrofisica, quando un nube di idrogeno, elio e polveri raggiunge la massa critica [nel senso che non supera quel valore, che è un valore “di soglia”, minimo], ha luogo un collasso gravitazionale…..In astrofisica, quando una nana bianca accumula abbastanza materiale da una stella compagna raggiunge una massa critica e collassa su sé stessa sotto l'azione della sua forza di gravità". °°°°°°°°° Da meditare bene, perché vale anche in politica. Entità politiche dello "zerovirgola" o anche dello "unovirgola", insomma piccole, sono destinate a collassare per implosione propria, o ad essere "fagocitate" dalla forza di gravità (cioè di attrazione) di entità di dimensioni molto maggiori.#195 · Ergo?
21 aprile 2008, 17:00 Ergo? Si immagina già la risposta : è nel Pd che può davvero vivere un soggetto di sinistra. Bene, ma qui la tua campagna di reclutamento non funziona. O hai qualcosa di interessante da proporci oltre a ridicolizzare quello che c'era prima e quello che si spera verrà dopo?#196 · stampa - Massimo Salvadori
21 aprile 2008, 17:00 D: Vi è allora una responsabilità del Pd per lo svuotamento della sinistra?...... quale futuro per una sinistra in Italia? @@@@@@ R: E’ del tutto fuorviante addossare il fallimento del Partito Socialista e della Sinistra Arcobaleno a Veltroni, il quale, comunque la si giudichi, ha fatto la sua politica, rendendo esplicito prima del voto che il Partito democratico non intendeva stringere rapporti con l’uno e con l’altro. Questo fallimento ha radici lontane, non contingenti.°°°°° A mio avviso la sconfitta è meritata.......quando si vede che, già il giorno dopo una tale sconfitta,....si minacciano ennesime scissioni, allora viene da pensare che la speranza abbia cessato di essere anche l’ultima dea. °°°°°° O la sinistra rinasce socialista europea, capace di un programma riformista incisivo, oppure, almeno questa è la mia convinzione, non rinascerà affatto. Resterà e sempre più diventerà una forza marginale che si è emarginata da sola. ######## Intervista, dal sito di SD, 20/04/2008#197 · Ross
21 aprile 2008, 17:17 E se ci rassegnassimo a fare la sinistra all’interno del PD come già fanno gli inglesi e gli americani? Non sarebbe tutto più facile? Forse che i Radicali smetteranno di rompere solo perché sono stati eletti nel PD? Chi potrebbe impedirci di trattare i nostri temi? Forse che con un partitello del quattro % saremmo più efficaci? E poi chi lo dice che la prossima volta superiamo il quorum? Se dovessimo disperdere nuovamente tutti i nostri voti per noi sarebbe finita davvero.#198 · Bagnomaria
21 aprile 2008, 17:24 @197 Ross, il Pd ha un programma molto simile a quello del Pdl. Se ritieni che le idee di sinistra possano essere rappresentate da Calearo e dalla Binetti accomodati pure.#199 · F. Bianco - un vizio antico
21 aprile 2008, 17:35 Io sono fra coloro che credono che solo una sinistra unita e plurale (in un soggetto unico, diciamo pure un Partito) potrebbe avere - oltre al significato simbolico della presenza, alla quale nessuno disconosce la nobiltà - una qualche chance di incidere sulla realtà. Preciso: secondo me, la caratteristica della "unità nella pluralità" è una condizione necessaria; non è, di per sé - dal punto di vista dell'efficacia e quindi dell'ambizione, legittima ed anzi doverosa, di attrarre sempre maggiori consensi, ché i ruoli testimoniali si esauriscono presto, oggi più che mai -, condizione sufficiente: poiché questo richiede, sembra perfino banale dirlo, una consistenza numerica adeguata. Il che apre discorsi diversi. ##### Ritengo che il fatto che i soggetti complessivi attuali della sinistra si scompongano e ricompongano in modi diversi non solo non dà garanzie, ma riproduce il male antico della sinistra, ben noto, che è l'incoercibile tendenza alle divaricazioni e frantumazioni. Una scomposizione e ricomposizione cambierebbe i soggetti in campo, ma riprodurrebbe il male antico. Sarebbe come se si passasse dalla dipendenza da un tipo di droga alla dipendenza da un tipo diverso: cambia la droga, ma sempre dipendenza è. ##### Né vale, a mio parere, la riunione in un soggetto "apparentemente" unico, quale sarebbe la (con)federazione di soggetti diversi, che si mantengono in vita, pur "uniti nell'azione" (finché dura, del che l'esperienza giustifica forti dubbi), senza rinunciare alle caratteristiche identitarie distintive. Per restare nell'esempio precedente, sarebbe come sostituire ad una droga vera e propria (eroina, cocaina, ecc.) una "simil-droga" (che so?, metadone): forse è meno tossica, ma resta inalterata la dipendenza, e perciò si perpetua il "vizio antico". ###### Quindi, secondo me l'unico obiettivo al quale valga la pena di tendere (affinché, come leggo da Salvadori, "la speranza non cessi di essere anche l'ultima dea") è un soggetto "unico e plurale". Pur pensando che, come è evidente, questo sarebbe solo l'inizio, e non costituirebbe la soluzione definitiva né darebbe garanzie assolute di durata, poiché queste, a mio parere, richiedono la percezione di un ruolo effettivo ed efficace nella società. Come ho scritto già altre volte, la gente non vuole programmi dalla prospettiva secolare (non è più "quel tempo e quell'età"), ma chiede di poter migliorare le sue condizioni di vita, nel senso delle esigenze materiali e di quello dei diritti: il pane, prima ancora delle rose.#200 · dario
21 aprile 2008, 17:38 NOn credo che andare a fare la sinistra del pd sia la soluzione più giusta. Che il pd sia un laboratorio in progress è sotto gli occhi di tutti.Perciò costruire un partito alla sinistra, un partito del lavoro con cultura di governo, aperto al meglio delle tradizioni social-comuniste del 900 e alle nuove culture politiche quali l'ambientalismo e il femminismo, può avere un duplice effetto benefico 1)dare rappresentanza al ppopolo della sinistra che aspira quantomeno ad una democrazia compiuta (vedi conflitti di intressi, diritti civili, tutela del lavoro,pluralismo,laicità) 2) avere un influsso positivo sul pd evitando che le "destre" del pd abbiano la meglio;il tutto improntato anuovi rapporti franchi e schietti con esso. Non credo che un tale partito abbia percentuali da prefisso telefonico. Con un leader carismatico come Nichi Vendola, una nuova classe dirigente;funzionari radicati sul territorio e modalità di concepire innovativamente la politica si può aspirare ad un gran futuro. P.s. Mescalero, grazie dell'email. cercherò di esserci.#201 · Ross
21 aprile 2008, 17:39 Negli aspetti fondamentali i due programmi non sono affatto simili e comunque sono molto diverse le persone e gli elettorati. Perché Calearo e la Binetti che sono due, dovrebbero riuscire a condizionare un partito del 34% e noi in migliaia no? Potremmo occupare le sedi e manifestare sotto il loft. Vorrei vedere Bersani, Fassino e la Bindi cosa farebbero in questo caso.#202 · peppe
21 aprile 2008, 17:52 Sono totalmente d'accordo con quello che dice Massimo Salvadori nell'intervista al sito di SD (consiglio a tutti di leggerla) sia a proposito del PS che di SA. IO credo che una scissione interna a Rifondazione (tra l'ala innovatrice di Vendola e Berinotti e quella retrò) potrà paradossalmente aiutare un processo politico che costruisca un soggetto politico plurale di ispirazione socialista. Così come mi auguro che nel PD coloro che dissentono da sinistra rispetto a Veltroni si organizzino. E' un processo difficile e duro ma questa è la strada per ricostruire una sinistra che non voglia essere una pura testimonianza.#203 · Carlo Guvjc
21 aprile 2008, 18:00 Caro Franco i tuoi interventi sono sempre tra quelli più riflessivi e stimolanti. Io penso che in molti, oggi come ieri potrebbero sottoscrivere il tuo intervento ma solo perché non entri “coi piedi nel piatto” . Tutti a sinistra, persino Rizzo e Dilberto, sono per una sinistra unita e plurale. Siamo talmente tutti d’accordo che non ha più senso parlarne però ….ci dividiamo su tutto il resto ed in particolare sui programmi. Già perché è qui che casca l’asino. Questa famosa sinistra unita ma plurale è antagonista o riformista? Deve trasformare radicalmente il sistema o semplicemente riformarlo? Deve radicarsi tra i lavoratori e i ceti più deboli o deve indirizzare le proprie attenzione ai movimenti e al precariato? Ha un modello culturale alternativo o è semplicemente subalterna a quello berlusconiano? Sarà mai in grado di elaborare un piano energetico credibile e sarà mai capace di affrontare temi come quello delle infrastrutture, della politica estera e della viabilità nazionale ed interregionale . Su questo dovrebbero misurarsi le forze attualmente in campo e non sugli intenti generali e sui nuovi leader. Purtroppo questa discussione è ancora di la da venire ma fino a che non la si affronterà non si andrà da nessuna parte o meglio come sempre ci parleremo addosso.#204 · F. Bianco
21 aprile 2008, 18:34 Caro Carlo, le cose che tu interrogativamente citi nel tuo 203 sono sensatissime: è ben per questo che nel mio 199 ho scritto che il "soggetto unico e plurale" è una "entità necessaria, ma non sufficiente". I requisiti della sufficienza impongono che da un lato si scelgano i campi di azione - e quelli che tu enumeri sono senz'altro di altissima importanza - e dall'altro ci si misuri con l'altezza del compito, vale a dire di non limitarsi alle rivendicazioni di principio, per quanto giuste, ma riuscire veramente (veramente) ad influire sui processi decisionali: e questa e tutt'altra cosa, ed è da ingenui ed illusi, secondo me, sottovalutarne l'importanza. ##### P.S.: Quello che io intendo l'ho scritto: "una sinistra unita e plurale (in un soggetto unico, diciamo pure un Partito)", che non è quello che vogliono Rizzo e Diliberto, che si vogliono invece arroccare nella loro identità specifica di comunisti, e poi (con)federarsi con soggetti diversi: è proprio il nodo del contendere.#205 · felce e mirtillo
21 aprile 2008, 19:19 Sinistra "plurale" parola magica che sembra in grado di risolvere ogni problema e riportare alla vittoria. Ogni partito per sua natura accoglie una pluralità di idee e posizioni. Vorrei capire bene quindi cosa s'intende con sinistra plurale, non vorrei fosse solo una foglia di fico dietro la quale nascondere le solite divisioni.#206 · F.B.
21 aprile 2008, 19:29 Vuole dire non, ad esempio, "i comunisti con i comunisti", come dice Diliberto, non un Partito caratterizzato da una identità specifica - e quindi, in quanto tale, escludente - ma "tutti con tutti", sulla base di un perimetro di valori comuni condivisi: altro che foglia di fico, sono due modi opposti di intendere!#207 · prosdocimo
21 aprile 2008, 19:38 Il Partito è da tempo un Golem.La Politica la fa Lui. Come? Unita e plurale. Un mantra magico. Ma la Cosa, il Partito, non è MAI in discussione. Dopo un secolo è l'unica cosa indiscussa, come il Montebianco o il Libeccio. Senonchè è qui che casca l'asino. Qualunque contenuto, volontà, desiderio, obbiettivo si sgretola - a tempo a tempo - contro la struttura geneticamente conservativa, chiusa, del Partito inventato dai nostri bisnonni quando non c'era il telefono e la televisione, non parlando d'altro. Quando la "propaganda" si faceva porta a porta, nei luoghi di lavoro, insomma nel luogo a portata di gambe e di bocca e i giornali erano l'unica voce del mondo E dentro sta creatura totemica CHI fa e come? E coloro che "fanno" dentro il Partito come stanno di fronte alla cosiddetta Società? E il Rappresentante Politico? Quali sono i suoi obblighi, i diritti, la sua autonomia rispetto alla delega di cui è portatore? C'è uno Statuto del Rappresentante? No. Semplicemente scopriamo dopo che il Compagno portato in Parlamento e riempitegli le tasche di soldini improvvisamente si appassiona di kashmir ( il tessuto non la nazione), che, inopinatamente, considera interlocutori privilegiati - cioè latore di esigenze con un alto coefficiente di "penetrazione" - coloro i quali dovrebbe contestare e la filosofia - che è il modo di vedere la Vita, la scaletta delle Priorità - con cui gli abbiamo affidato il viatico viene contrattata a suo piacere. Compagni, tutta l'unità e la pluralità che volete ma a me non sta più bene , da trentanni, sta solfa. Il Nuovo deve . prima di ogni altra cosa, essere nuovo nell'attrezzo, se non alla fine si fanno più o meno le stesse cose già sperimentate. La litigiosità di cui ci lamentiamo è figlio dell'assunzione nella Persona del Dirigente di tutto il destino del Partito il quale diventa il datore di lavoro e quest'ultimo, il lavoro, consiste nel mantenere inalterate le caratteristiche adatte a conservarlo in quanto fonte di reddito, di status. Ormai radicato nell'autoidentità del nostro, a quel punto, ex compagno. Perchè "compagno" è uno che fa più o meno la mia vita non uno per il quale se il figlio va male al Liceo, sborsa la cifra e lo iscrive dai preti; o quando arriva la bollettona del gas non sa nemmeno che è arrivata perchè vien pagata dal suo conto in modo indolore perchè ha un conto che non è affatto piagnucoloso. La Polis, i Cittadini, il lavoro dei militanti, diventano allora dei clienti che bisogna solo persuadere che quanto vedono è il massimo possibile ( date le circostanze) e che non rompano troppo le palle.Perciò trovo stucchevoli, un incubo servito in looping, le discussioni sui peli dell'unità e pluralità. Mentre trovo che non c'è alternativa all'esserci nelle realtà cosiddette locali ( ridicolo il minuendo che si attribuisce al "locale"!) e lasciare che il confrnto si faccia sulle soluzioni "locali" tenendo a cuccia la partitolalia. L'organizzazione è tale se organizza qualcosa la quale ha il dovere logico di essere causa del Partito , non il contrario.Se e quando, tenere presente che chi vuole la Democrazia la vuole prima di tutto in casa, chi vuole il cambiamento lo predispone pronto e facile prima per sè e poi per gli altri, chi vuole che salgano dai cittadini allo Stato, liberamente, gli indirizzi di Governo deve avere la stessa cosa dentro la sua piccola organizzazione. Regole di trasparenza nei Partiti, inflessibili. Mai più minoranze scoffate via per non romperre le palle ai Conduttori.#208 · Vinc60
21 aprile 2008, 20:46 Cari compagni..possibile che ci serviva la batosta per essere più propositivi..? mi riferisco a carlo, dario e altri compreso Franco Bianco.., cari signori.., ancora non vi riesco a capire… Obbiettivamente, con dario, devo riconoscere che ormai sembra sia passata l’idea di costruire un soggetto politico nuovo insieme , e quindi molto probabilmente le cose cominciano a funzionare.., ..con gli altri non so, quindi vi pongo qualche domanda: come mai quando noi sostenevamo il progetto voi eravate contrari e ora, dopo la sconfitta che è più difficile andare avanti.., siete sulle nostre stesse posizioni? E aggiungo.: non poteva essere più semplice appoggiarla prima SA o comunque il soggetto unico democratico e plurale della sinistra.., piuttosto che ora..? Questa vostra tesi dell’ultima ora non mi convince molto.., perché state dicendo quasi le stesse cose che dicevamo noi assertori del progetto della prima ora.., non perché non ci faccia piacere.., anzi.., ma perché mi sembra poco pratico e comprensibile arrivare ora su delle posizioni che invece potevate benissimo avere prima.., risparmiando a Voi gli sforzi e il grosso dispendio di energia per contrastarCi e allo stesso modo a Noi per rintuzzarVi.., comunque, se per Voi questa è la politica, pazienza.., vorrà dire che ci adegueremo… Personalmente non riuscirei proprio a farlo quanto avete fatto Voi, non fa parte della mia indole e della mia visione politica. Quando condivido un progetto se lo ritengo positivo e costruttivo.., non vado molto per il sottile.., non opero tanti distinguo.. su come e chi lo ha sviluppato o chi ne è il proponente.., mi interessa soprattutto il fine .., valutandolo sulla situazione reale di quel momento.., ovvero cerco di operare una specie di voto utile.., un male minore.., che tante ragionevoli persone a sinistra spesso hanno fatto. Quindi ora ci ritroviamo, sembra, con le stesse idee e sulla stessa barca…, e di questo, come ripeto, mi fa enormemente piacere…, però cari compagni, se vi posso chiamare così.., SPIEGATEMI COSA E SUCCESSO NEL FRATTEMPO.#209 · Jonathan
22 aprile 2008, 14:41 E' successo che ci sono state le elezioni. E' successo che la destra ha stravinto. E' successo che il "sacrificio" di tanti elettori "di sinistra" (per quello che voglia dire, che non è poi così chiaro) non è stato sufficiente a far vincere quel Pd-IdV che, per quanto sufficientemente repellente, è comunque come una cattiva minestra rispetto a un piatto di merda. E' successo che questa sinistra che oscilla tra un vacuo movimentismo omnicomprensivo e un arcaico leninismo duro e puro ha perso i contatti con i bisogni veri della gente, oltre che nei posti di lavoro, anche e soprattutto nei quarieri POPOLARI, dove, per l'assenza di risposte utili "di sinistra" ai problemi del vivere quotidiano, ci si rivolge a chi intanto nei quartieri "ci va" e dà risposte forti "di destra". Potrei portare un'antologia di esempi, ma spero non sia necessario.form di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Gli articoli di oggi
Pd, un partito non transitorio
Leo Sansone
La visibilità della classe operaia
Franco Astengo
La "febbre" della crisi
Alfiero Grandi*
Zapatero in cerca di fiducia
Elena Marisol Brandolini
Goldoni e Shakespeare, a spasso col classico
Renzo Francabandera
Lo scisma anglicano, Atto II
Andy Violet
STR: a Londra incontri sul teatro
Roberta Leotti, da Londra
In-dipendenza In-Video
Erica Bernardi



#1 · elisa
18 aprile 2008, 19:08 Riporto per ridare speranza a quelli che ora sono disillusi, disperati per il risultato di SA affinché ci si provi e si ricominci ancora.XXXXXX Nella mia città , oltre alle elezioni politiche , abbiamo avuto anche quelle Amministrative. A Pisa,Sinistra Democratica già da maggio 2007 ha cominciato a contattare altri partiti , movimenti ed associazioni di sinistra per vedere se era possibile ricostruire dei rapporti a sinistra. A partire da settembre abbiamo cominciato a lavorare tutti insieme per le Amministrative partendo da tavoli programmatici aperti a tutti da cui doveva scaturire la nostra idea di governo della città .E' venuto fuori il nostro programma che differiva da quello del PD solo in alcuni punti : un diverso concetto di sviluppo della città dove i cittadini e non le varie lobbyes economiche e finanziarie decidono con la partecipazione come trasformare la città per il bene pubblico e non per le speculazioni edilizie; quali debbono essere le politiche del lavoro da portare avanti come amministrazione che partano dalla sicurezza nel e del lavoro e non mirino al precariato ed al ricorso selvaggio alle esternalizzazione anche dei beni primari come l'acqua,la salute e l'istruzione come vuol fare il PD per risparmiare sui costi; una visione del mondo inclusiva che guardi ai migranti non come pericolo per la sicurezza dei cittadini ma come risorsa e quindi agisce per la loro accoglienza.Il PD non ha voluto discutere con noi, anche a Pisa non ha cercato di vedere se era possibile fare un'alleanza . Noi non abbiamo rinunciato ai nostri obiettivi fondamentali e con il nostro programma ci siamo presentati ai cittadini con tante iniziative.Disgraziatamente, il PdCI locale, anticipando quello che all'indomani delle elezioni è stata la linea ufficiale nazionale, non ha partecipato a questa azione collettiva ed ha subito una scissione Abbiamo lavorato sempre tutti insieme, formando comitati elettorali di quartiere aperti a tutti. Siamo riusciti ad arginare la débacle nazionale con un 5,7% alla Camera , un 7,2% al senato anche se abbiamo perso molti voti e un 9,60 alle Amministrative noi di SA e il 2,10% il PdCI Da allora il nostro candidato sindaco è continuamente contattato da tutte le parti d'Italia per sapere come abbiamo potuto perdere alle Amministrative solo l'1,5%. Vi dirò di più ,a Montecatini Val di Cecina, dove c'erano ,anche lì' le Amministrative, SA ha ottenuto il 27%.xxxxxx Ieri sera abbiamo avuto un attivo di SA , la nostra sede era stracolma, c'erano più di 150 persone, tante in piedi, moltissimi giovani. Abbiamo fatto una prima analisi del voto, su cui ritorneremo con più calma; sappiamo che anche a livello nazionale guardano con attenzione a ciò che è successo a Pisa e a come reagiremo alla sconfitta della sinistra. Da tutti gli interventi è venuto fuori che non ci divideremo, che continueremo a lavorare insieme, a contaminarci. Saremo un laboratorio di partecipazione e di comunità, non solo piccoli dirigentie militanti di partito ma anche tanti giovani e non iscritti a nessun partito.Manderemo un messaggio alle strutture nazionali perché si possa ricominciare dai risultati dignitosi di tante amministrative; faremo un appello alla città per dire che qui la sinistra esiste ancora e che è unita, che tutti possono unirsi a noi per partecipare alla vita politica. Costituiremo un coordinamento politico rappresentativo di tutti e soprattutto creeremo un organismo partecipativo che sarà di appoggio ai nostri eletti nel Consiglio Comunale affinché le nostre idee abbiamno una risonanza ed un riscontro,attiveremo la cittadinanza attiva. Questa volta saranno i territori che detteranno la linea ai nazionali, non possiamo più permettere che ci siano unioni a freddo.Tutti ci siamo espressi per la costituzione di un soggetto politico, anzi partito, unico non ci interessano divisioni su aggettivi o simboli, ci sono con noi tanti giovani per cui le parole comunista e socialista non vogliono dire niente ma hanno bisogno di giustizia , soprattutto sociale A Pisa non ci arrendiamo!