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Prove di dialogo tra SA e PS
Carlo Patrignani, 03 aprile 2008, 20:40
Politica
Ci si chiede perché si torni a parlare di questione socialista. La risposta di Rino Formica è secca: "Perché i socialisti non sono scomparsi". E a Fausto Bertinotti, che vorrebbe rimandare il confronto con il Ps al dopo-elezioni, ricorda: "gli avevamo offerto un accordo tecnico tra le nostre liste e le loro. Abbiamo ricevuto un no: presunzione o paura di contaminazione?"
Si è riaperta, inaspettatamente ma non tanto, la "questione socialista": chi aveva con molto azzardo preconizzato la fine, il superamento del socialismo per la crisi delle sue diverse espressioni, dalla variante socialdemocratica e laburista a quella più radicale, di sinistra, dovrà ricredersi. "La prima cosa è chiedersi perché si torna o si ritorna a parlare di questione socialista visto che nulla avviene anche in politica per caso. La mia risposta è: perché i socialisti non sono scomparsi".
Il piglio ironico e la battuta sarcastica sono sempre le stesse di quando Rino Formica diceva "la politica è sangue e merda", o di quando affermava "il convento è povero ma i monaci sono ricchi", riferendosi a quei dirigenti che tenevano uno stile di vita principesco, o quando notava, nel 1991, che l'Assemblea Nazionale del suo Psi era una "corte di nani e ballerine". Autonomista "doc" della scuola di Pietro Nenni, ma attentissimo ai rapporti con i comunisti di ieri e con gli ex-comunisti di oggi, vicino agli eredi di Giorgio Amendola, come Emanuele Macaluso, Formica, uscito a testa alta dallo "tsumani" di Tangentopoli che travolse il Psi di Bettino Craxi, segue con passione le vicende politiche e guarda con interesse a quanto bolle nella pentola della Sinistra Arcobaleno.
E se il candidato Premier Fausto Bertinotti rilancia la "questione socialista" per il dopo elezioni, seguito a ruota da Pietro Folena e Gennaro Migliore e dal senatore di Sd, Cesare Salvi, lui, con un pizzico di orgoglio, ricorda: "Ma noi socialisti al libertario Bertinotti avevamo offerto un accordo tecnico tra le liste socialiste e quelle di SA: se ci fosse stato questo accordo tecnico oggi avremmo la certezza di una presenza socialista alla Camera e al Senato, e la SA avrebbe la certezza di avere i suoi senatori in ogni regione d'Italia". Purtroppo, è il suo rammarico, "abbiamo ricevuto un no, e questo no è stato un errore di presunzione, o un no per la paura di una contaminazione?", si chiede sorridendo. Ce lo dica, onorevole. "E' bene che si sappia una cosa: i socialisti sono attrezzati ad aprire, anche oggi, una discussione sulla necessità di un nuovo revisionismo socialista, ma Bertinotti vuole attendere il 14 aprile. Perché? Ma perché forse teme Ferrando e Turigliatto, perché non vuole turbare i fedeli della mummia di Lenin".
Eccolo il Formica pungente, tutt'altro che in disarmo, assertore convinto che "il socialismo o è largo o non è", una formula che ben si combina con la "sinistra plurale ed aperta" della SA. "C'è poi dell'altro: la verità è che la sinistra se non perde, non impara la lezione della storia", osserva l'81enne più volte ministro della Repubblica. "La sinistra non vuole mai prevedere la crisi propria perché crede che la crisi sia presente solo nel campo avverso; e questa presunzione la mette nella spiacevole situazione che, dopo ogni significativo evento politico, deve sempre ricominciare daccapo". Una sorta di autolesionismo duro a morire, dunque.
Intanto però dietro le quinte qualcosa di serio si muove, e i "boatos" dicono di un voto disgiunto: in quelle regioni dove servono voti a SA per raggiungere e superare la soglia dell'8% al Senato, come nella Puglia di Nichi Vendola, sono pronti i voti dei socialisti, un favore che quelli della SA sono pronti a ricambiare in altre regioni, come la Calabria. Un voto disgiunto che non penalizza affatto il Pd, che anzi vede di buon occhio l'intesa elettorale, che toglierebbe senatori al Pdl, ma meno bene quella politica, ossia il dialogo diretto, anche perché nel Pd i fans dei socialisti ci sono (Piero Fassino ma anche Massimo D'Alema), e se stanno per ora zitti è solo per non disturbare il candidato premier.
"Dobbiamo aspettare il 14 aprile? Bene, dopo il 14 aprile ci saremo e forse, quel giorno, avremo qualche ragione in più", avverte Formica. "E' vero che noi socialisti non siamo una forza che può far da sola - precisa - ma attenzione, siamo una forza che può sparigliare molto i giochi in casa altrui". Ma perché i socialisti non sono scomparsi nonostante intellettuali del calibro di John Lloyd o di Anthony Giddens tentino di far passare questa tesi? "Perché non è scomparso il nesso tra questione sociale e questione democratica: il sistema politico italiano dei grandi partiti ha tentato di separare queste due questioni e sono venute fuori figure politiche zoppe", conclude Formica dando appuntamento al 14 aprile. E tra i socialisti c'è chi non si rassegna ad aspettare questa data. "Spero che dopo l'annuncio un passo avanti lo facciano: un incontro prima del voto avrebbe notevoli effetti mediatici e potrebbe influenzare chi tra gli elettori di sinistra è indeciso ed orientato al non voto", nota lo storico Giuseppe Giuseppe Tamburrano, Presidente della "Fondazione Nenni" rivolgendosi ai candidati premier della SA, Fausto Bertinotti, e del PS, Enrico Boselli, affinché prima del voto facciano appunto "un passo in avanti" rispetto all'annunciato avvio del dialogo.
Un "faccia a faccia" Bertinotti-Boselli prima del voto, "è auspicabile: potrebbe influenzare, spingere al voto quanti tra gli elettori di sinistra sono indecisi o orientati al non voto perché o non trovano una proposta di sinistra o un soggetto socialista", precisa Tamburano, e di questo fatto se ne avvantaggerebbe anche il Pd. E se i "boatos" dicono pure di un voto disgiunto a Roma a favore del candidato Sindaco del Ps, Franco Grillini, le diplomazie lavorano in silenzio per preparare al meglio l'appuntamento per il dopo elezioni insieme a quei socialisti che da tempo sono impegnati nella Sd: da Carlo Vallari a Federico Coen a Giovanni Pieraccini, da Ernesto Fedi a Angela Tedesco, entrambi candidati nelle liste di SA al Senato in Toscana e nel Lazio.
Insomma, se sono rose, rosse... fioriranno.
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#3 · francesco v
03 aprile 2008, 23:19 Ma, io ero rimasto all'anno scorso, quando mussi cercava di riunire tutti e 5 (dico 5) i partiti della sinistra, e boselli chiuse subito la porta facendo la costituente socialista con de michelis e craxi bobo, entrambi ex casa delle libertà, vorrei ricordare. E più che paura di contaminazione, questi nomi mi avrebbero fatto vergognare come un ladro (appunto) se fossero stati nelle liste del mio partito. Insomma, sarà anche colpa del partito di diliberto, ché anch'esso spinse per la chiusura, non lo nego, ma boselli e i suoi hanno le maggiori responsabilità, caro formica.#4 · peppe
03 aprile 2008, 23:56 Nel mancato accordo tra tra SD e Ps pesa certo la riluttanza di Boselli (se l'intera SD aderiva alla CS essa avrebbe preso in mano il processo e per Boselli e Villetti non c'era altro che andarsene a casa). Ma anche valutazioni sbagliate di Mussi e Salvi che di fatto hanno rinunciato all'autonomia politica e culturale di SD nel rapporto con la sinistra neocomunista. Comunque Formica ha ragione: occorre costruire un "socialismo largo" che superi i limiti contestuali del PS e di SA. Un "socialismo largo" significa superare lo schema delle due sinistre e costruire una forza socialista in cui possano riconoscersi tranquillamente le componenti innovative della sinistra radicale. E' ovvio che Tutankamon Diliberto ne resterà fuori (ed è un bene per tutti). Come credo che ne alla fine ne resteranno fuori anche Boselli e Villetti (ed anche questo è un bene). Infatti è vero che Boselli ha elemosinato fino alla fine un accordo con il PD e suo malgrado ha dovuto impegnarsi a sostenere la battaglia socialista autonoma. SE il PS oggi affronta con difficoltà la battaglia elettorale è perchè lo SDI ha comunque esercitato una azione frenante sulla stessa Costituentre Socialista.#5 · antonio
04 aprile 2008, 01:27 La questione socialista è stata aperta da Sinistra Democratica all'atto della sua uscita dai Ds ma le elezioni anticipate hanno bloccato questo processo.Dopo le elezioni , comunque vadano, sarà abbligatorio ritrovarsi e discutere come riavvivare un nuovo processo di riaggregazione delle forze che provengono dal ceppo socialista .Sinistra Democratica è pronta a farlo e Bertinotti parla già da tempo di un nuovo Socialismo del ventunesimo secolo . Io sono fiducioso.#6 · cariuli
04 aprile 2008, 01:32 Carissimo Peppe, nel mancato accordo con SA, non con SD, non è mancato proprio nulla. I socialisti non avrebbero mai votato un'accozzaglia identica al PD. C'è voluto del tempo, ma finalmente i socialisti con i socialisti, i comunisti con i comunisti. Boselli ci ha portato a questo? Bene, allora W Boselli. Per il futuro tutto è possibile, la politica è fluida, "se son rose fioriranno" ma dovranno essere rose socialiste. Meglio star fuori dal parlamento, cosa che non avverrà, che chiedere il permesso a Diliberto oppure a Giordano prima di parlare. Con SD il percorso dovrebbe essere più semplice. Speriamo bene. Eppure il vento soffia ancora...#7 · antonino orlando
04 aprile 2008, 08:28 al di la dei tatticismi e dei personalismi speriamo veramnte che dopo il 13 aprile si riapra una fase costituente per dare vita in Italia ad una formazione riformista, democratica, europea e socialista.#8 · Enrico Ricciuto
04 aprile 2008, 08:39 Sono ormai quindici anni che boselli&villetti hanno ancorato i socialisti al penoso 1%. Dopo le elezioni,se si farà a breve un congresso partecipato e rinnovato dei socialisti (almeno questo i costituenti ce lo devono a noi socialisti), si potrà parlare di prospettive a sinistra.#9 · bimbobello
04 aprile 2008, 08:49 riportare anche quel che resta del PS all'interno della sinistra sarebbe l'unica cosa da fare, si sarebbe dovuta fare prima, non si è fatto, si faccia dopo , il problema dei nomi epici non è prioritario, non è detto che i partiti si debbano chiamare nello stesso modo per 10.000 anni altrimenti non vale, l'importante è la RAPPRESENTATIVITA' che il partito della sinistra ha presso la sua classe di riferimento, non si può pretendere di rappresentare una classe operaia che NON ti vota più, questo si che è IL problema che sembra proprio nessuno Sinistra Arcobaleno voglia vedere , i voti che prenderà questa sinistra sono sempre gli stessi degli EX qualcosa non della ATTUALE classe lavoratrice che rivolgerà i propri voti altrove, non vedo nessuna reale preoccupazione per questo#10 · Bruno Pierozzi
04 aprile 2008, 09:05 Dopo aver per mesi contribuito (grazie ad Aprileonline) al dialogo tra le forze costituenti la Sinistra Arcobaleno e quelle costituenti del Partito Socialista, non posso che accogliere con estremo compiacimento l'avvio di una nuova fase politica che veda il confronto tra tutte le voci della sinistra che attraverso la Sinistra Arcobaleno possano trovare una casa comune. concordo pienamente con la definizione di Formica sul fatto che "il socialismo è largo o non è" così come sulla necessitò (di cui finalmente si è fatto interprete Bertinotti)di rilanciare la "questione socialista". Ripeto ancora una volta quanto scritto in diverse occasioni. Il novecento è alle spalle e occorre oggi ricostruire un progetto politico della sinistra per il terzo millennio. Questo progetto non ha bisogno di inventare un nuovo partito del popolo della sinistra, ma deve soltanto ridare slancio a quella casa da cui siamo nati tutti: la casa socialista. In Europa e nel mondo l'alternativa socialista è l'unica vera possibilità di cambiare e in tempi rapidi, (il problema ambientale è oggi la priorità). Certamente la mia idea di alternativa socialista non è quella del riformismo debole, né quella del "capitalismo temperato", cara a tanti socialisti europei. Credo che il socialismo debba avere un progetto serio e credibile di superamento del capitalismo, altrimenti verrà risucchiato nella logica moderata e neoliberale che ha portato in Italia alla nascita del PD. Per evitare che il neocentrismo PD venga esportato nel socialismo europeo dobbiamo lavorare a questo progetto forte di "alternativa socialista" che non è compatibile con le idee di Giddens, e dei derivati blairiani. Il nostro socialismo deve saper prendere ciò che di buono ha prodotto nel tempo, sapendo scartare quanto invece è stato nocivo. Ritengo che oggi vada rilanciata con forza l'idea della programmazione economica come asse centrale della nuova politica socialista. Dopo l'ubriacatura liberal-liberista è ora di tornare a parlare di pianificazione e programmazione democratica, nel quadro di un nuovo modello produttivo e di consumo che trovi le proprie coordinate nella politica economica della decrescita propugnata da Latouche. Dobbiamo combattere l'idea che ancora attanaglia molte forze anche a sinistra che parlano di sviluppo, aumento del PIL, come pilastri irrinunciabili della politica economica. L'autogestione e la partecipazione sono l'altro aspetto su cui rilanciare una idea diversa del lavoro e della liberazione dallo sfruttamento capitalistico.#11 · bimbobello
04 aprile 2008, 09:19 x Bruno Pierozzi la dove funzionano i Partiti Socialisti è la dove rappresentano qualcuno, la dove hanno conquistato la fiducia delle classi lavoratrici in primis e poi di QUALCHE intellettuale, e non viceversa come qui da noi dove non ci interessa più della condizione di milioni di lavoratori e/o di aspiranti tali, ho ragione di ritenere che in questo momento quelle che dovrebbero essere le nostre classi di riferimento preferiscano farsi rappresentare da qualcun altro, aspettiamo qualche giorno e vedremo tutti che PURTROPPO ho ragione, quindi avremo molto tempo a disposizione per tentare di "proletarizzarci" di nuovo e ritentare di conquistare la fiducia di qualche lavoratore vero#12 · Bruno Pierozzi
04 aprile 2008, 09:38 Non condivido gli approcci analitici autodistruttivi. Con la logica che chi è in maggioranza ha sempre ragione o che le masse che danno appoggio ai movimenti hanno sempre ragione si finisce per certificare anche la validità del nazismo o delle adunate oceaniche di Mussolini. Attenzione... la realtà è molto più complessa di quella che vediamo in superfice.#13 · bimbobello
04 aprile 2008, 10:15 boh, c'erano una volta anche le Brigate Rosse che dicevano di agire in nome della classe operaia ma nessun operaio aveva delegato loro un bel niente, cosa c'entri poi l'approccio analitico distruttivo lo sai solo tu, possibile che non si riesca ad autocriticarsi neanche quando si scopre che gli operai NON votano più in maggioranza a sinistra? possibile davvero? Dire quello che hai detto tu vuol dire dire banalità sulle quali possono anche essere tutti daccordo, il fatto che gli operai votino prevalentemente a destra è invece un FATTO che non può e non deve essere ignorato e che, se fosse considerato per l'importanza che ha , indurrebbe qualche capoccione (nel senso di testa dura) come te a cambiare qualcosa nel proprio modo di vedere e chissà poi se si riuscirà ad essere un po meno conservatori, ma cosa avremo poi da conservare a parte i nomi, boh, l'unico paese dell'occidente dove le sinistre sommate non riescono ad andare oltre l'8% e sarebbe pure una vittoria!#14 · angelo mass
04 aprile 2008, 10:57 egregio "cariuli" l'unica accozzaglia che conosco, era quella composta dai gruppi nazisti, forza nuova, rauti, fini, la mussolini, berlusconi, la lega razzista e i compagni??????? socialisti. la prossima volta usa unn linguaggio più prudente.#15 · Bruno Pierozzi
04 aprile 2008, 11:04 Diciamo tutte le cose come stanno.La sinistra in Italia è oggi rappresentata soltanto da due forze: Sinistra Arcobaleno e Socialisti. Il PD con la sua politica sta facendo allontanare larghi strati di operai e lavoratori dalla politica. Non dimentichiamo che il PD nasce per metà dall'ex PCI-PDS-DS, ovvero dal partito di massa per eccellenza della classe operaia. E' chiaro che gli operai che vedono il PD di oggi liberista, con in lista imprenditori reazionari, generali, e di tutto quello che c'è da raccattare di peggio non abbiano fiducia. La Sinistra Arcobaleno e i Socialisti sono certamente oggi solo una speranza ma se non salviamo neanche quelli non ci rimane davvero nulla. Io ritengo che oggi bisogna avere il coraggio di fare fino in fondo la nostra battaglia per il cambiamento. Forse all'inizio saremo una "minoranza pensante". Ma faccio presente che anche quando nacque il PCI era una minoranza, una avanguardia, mentre molta parte degli operai e dei braccianti delusi tacevano e nei fatti alimentavano grazie anche agli errori degli "aventiniani" l'avvento del fascismo. Il voto a destra della classe operaia è certamente un fatto grave, ma va anche analizzato di chi sono le colpe più ampie e per me le colpe sono di questo partito inventato che è il PD e sinceramente spero con tutte le mie forze che prenda una sonora batosta elettorale tanto da farlo scomparire dalla scena politica italiana.#16 · gianluigi
04 aprile 2008, 11:20 Sono convinto che a queste elezioni SA non andrà oltre l'8%. Credo, altresì, che oggi la sinistra italiana (con riferimento a tutti gli ex-qualcosa) sia attorno al 10%, nonostante il Paese sia in fase acclarata di declino economico e di deterioramento dei rapporti sociali e di lavoro. Ricordo che in tutta la storia repubblicana la sinistra "storica" è sempre stata attorno al 40%. Praticamente stiamo vivendo un paradosso. E il motivo principale appare talvolta nelle pieghe dei sondaggi elettorali: la classe lavoratrice (peraltro non più unita al suo interno) preferisce essere rappresentata da altri perché sente oramai lontani gli ex-partiti della sinistra e anche gran parte del sindacato. Rimettere adesso insieme tutti i pezzi della vecchia sinistra ci potrebbe portare, quindi, già da subito un sensibile miglioramento elettorale (andare in doppia cifra). Dopodiché, per la nuova sinistra, per il nuovo socialismo del XXI secolo, non resta che smettere di fare gli ex-qualcosa e ragionare in maniera costruttiva sull'attuale mondo del lavoro e riproporsi come polo di riferimento delle nuove classi lavoratrici. E' giustissima la considerazione di Formica: il socialismo o è largo o non è. E io lo intendo soprattutto in termini di voti e rappresentanza.#17 · bimbobello
04 aprile 2008, 11:52 caro Bruno , certo che dobbiamo fare la battaglia per il cambiamento ma se non si considera che pochissimi operai voteranno per la Sinistra e pochissimi voteranno per il PD si sbaglia tutto. Gli operai non solo hanno abbandonato la politica ma prima ancora hanno abbandonato i partiti della sinistra e non abiamo più autorizzazione a parlare come se li rappresentassimo ancora, tu appunto, come tanti altri, parli proprio : "come se" le cose stessero in un altro modo , invece stanno così , l'analisi del voto e da dove provengono i voti che prendiamo si può fare e si faràdrai che sbaglio di poco, quindi la Sinistra in questo momento rappresenta sicuramente qualcosa ma NON la classe lavoratrice in primis#18 · romano
04 aprile 2008, 11:53 e che sarebbe di speciale? Visto dalla cosa é nient altro che pragmatico. Mi sembra del tutto astratto dividersi per il rosso un po piú chiaro o scuro. Che centra in mezzo al neoliberismo selvaggio? Ci sono degli problemi gravi che da tutte le parti della sinistra devono essere problemi e per cui dovrebbe essere semplice trovare una base comune. Chi sá perché é cosí difficile? Quando si sono risolti tali problemi si puó discutere come andare avanti. Il presente pone a tutti della sinistra gli stessi problemi. Per i primi quattro passi della soluzione per tutte la parti della sinistra dovrebbe essere facile trovare un accordo. Il passato si puó lasciare al momento e sul futuro si potrebbe pensare quando il presente sí é cambiato un pó, non del tutto.#19 · Sinistra Socialista
04 aprile 2008, 11:58 Abbiamo da tempo valutata come possibile ed auspicabile una collaborazione con i socialisti del Ps su alcuni temi specifici ( laicità, diritti civili, istruzione pubblica )come nelle amministrazioni locali. Ma, francamente, nonostante il nostro non pregiudiziale approccio, andare oltre, oggi, è davvero difficile. Farlo, creerebbe esclusivamente possibili fratture all'interno dei du schieramenti ( nel PS e nella SA ). Se è vero che non pochi temi uniscono, tanti e fondamentali dividono : il riferimento alle battaglie per lo Statuto dei Lavoratori, come la vecchia politica sul medioriente possono trovare casa nella SA, ma nel PS queste questioni vengono citate esclusivamente come " patrimonio storico " non vengono più declinate nelle loro politiche quotidiane. E' davvero immaginabile che chi si rifà alla legge 30 ad esempio possa trovare forme di collaborazione con chi la vuole fortemente cambiare, quando non cancellare ? Dirigenti che fino a pochi mesi fa erano con il centro destra, possono trovare forme di collaborazione con la SA ? Con tutta la buona volontà, lo troviamo davvero improbabile. E' chiaro che è auspicabile che una cultura socialista ( diciamo il socialismo " temperato " un po' meno di sinistra ) sia presente in una Sinistra più ampia. Serve per contrastare ingrandire il fronte che vuole contastare il duopolio PD-PDL, serve per i lavoratori, serve per i giovani, per le classi meno abbienti. Ma la nuova Sinistra, deve parlare di un nuovo Socialismo, deve essere coerentemente e modernamente anticapitalista, non puo', altrimenti non è, limitarsi ai soli diritti civili ed alla laicità. www.sinistrasocialista.org#20 · vincenzo gaudiano
04 aprile 2008, 12:05 L'articolo di Patrignani mi lascia molto perplesso, la politica non è un Risiko, dove, a turno, ad ognuno spettano le proprie mosse. I tempi in politica contano e sono decisivi. La sinistra si presenta il 13 aprile divisa e con un profilo confuso. Anche dentro la SA oggi sono visibili opzioni diverse e contrastanti per il dopo voto (almeno tre). Ormai è fatta. Arriviamo al voto che si preannuncia come un piccolo terremoto nella politica italiana (già la casa UDEUR è stata terremotata addirittura prima del voto) e poi, con intelligenza, cerchiamo di riflettere sul perché la sinistra italiana si è ridotta se va bene ad un partito, il PS, che sparirà dal Parlamento e ad un aggregato confuso il cui leader, Bertinotti, considera un successo il raggiungimento della soglia dell'8%, una percentuale inferiore a quanto prese, da sola, Rifondazione dodici anni fa.#21 · cariuli
04 aprile 2008, 12:09 Ritengo inutile affannarsi a trovare nomi nuovi oppure prevedere un nuovo modo di andare oltre di dalemiana memoria. I socialisti hanno la loro casa in Italia, il PSocialista di Boselli ed Angius, ed in Europa, nel PSE. Sono altri che devono decidere cosa sono. Così come non siamo stati disposti a svendere il nostro patrimonio di idee per il PD, sicuramente non lo faremo per Diliberto e Giordano. Dialogare sempre, ma senza prendere in giro le persone. X Angelo Mass - Ho usato accozzaglia perchè Diliberto e Ferrero parlano di una semplice federazione di partiti riferendosi a SA. Per quello che mi riguarda la collocazione naturale dei Socialisti è la sinistra.#22 · red libertario
04 aprile 2008, 12:18 sempre della serie essere positivi.E' DI IMPORTANZA NOTEVOLE CHE SINISTRA ARCOBALENO E IL PARTITO SOCIALISTA INIZINO A DIALOGARE,lo fanno in un momento in cui un terremoto ha investito il sistema politico italiano,e' definire un risultato dall 8% in su positivo ,mi sembra parlare con sano realismo.viviamo la campagna elettorale con i media tutti incentrati sui due,ed anche le varie decisioni prese dal garante per la comunicazione non pare stortiscano nessuna efficaccia.guardarsi il tg1 e' sostenere che sia l'addetto stampa del pd e' essere riduttivi.oppure le reti media set schierate con silvio e repubblica e i corriere ,sembra che in italia si voglia viaggiare sui partiti unici di triste memoria,le ns critiche i ns dubbi che a volte sono seri perche non li lasciamo fermi sino al 14 ed invece impegnamoci a fondo per far votare sinistra arcobaleno perche no anche il partito socialista,viatico necessario anche per i compagni che sono nel pd oggi oscurati da del vecchio e binetti.#23 · vincenzo gaudiano
04 aprile 2008, 12:34 D'accordo con red libertario. Facciamo questi altri dieci giorni di campagna, ma nessuno ci venga a dire, il 15 aprile, che l'8% è un successo. Sarebbe solo affermare l'intoccabilità degli attuali e quanto mai impresentabili e non rappresentativi di niente gruppi dirigenti della sinistra.#24 · Spartaco Innocenzi
04 aprile 2008, 13:15 Caro Pierozzi,invece credo che la batosta, purtroppo, la prenda la Sinistra.Dall'approfondita ricerca di Ilvo Diamanti circa due settimane fa,emerge che la classe operaia per il 45% vota Berlusconi;il 32% Veltroni e solo il 12% la Sinistra:agghiacciante. La classe operaia si e' imborghesita con 1.000€ al mese? O si e' imborghesita la Sinistra?#25 · bimbobello
04 aprile 2008, 13:20 Caro Vincenzo #20 a me gli articoli del Patrignani lasciano sempre perplesso, non solo griderà al grande successo se si supera l'8% ma non si chiederà mai, come tanti altri, da dove provengano quei voti#26 · bimbobello
04 aprile 2008, 13:25 Caro Spartaco #24 ma lo sai che questa elementare domanda non se la fa nessuno in questa sinistra e tantomeno il Patrignani? e lo sai perchè? Perchè il Patrignani e gli altri come lui la risposta la sanno: LA SECONDA che hai detto, poi che la classe operaia stia cercando qualcosa di più concreto e meno borghese nel posto sbagliato questo è un altro discorso ma se non ci si fa la domanda che hai fatto tu come si fa a riconquistarli? con quello che diciamo oggi e con come lo diciamo no davvero#27 · peppe
04 aprile 2008, 15:02 rispondendo al post n.6 del caro compagno Cariuli, vorrei precisare che se si fosse fatto l'accordo tra CS e SD avremmo potuto contare su di una forza socialista più consistente. Ora questo accordo non si è fatto anche per responsabilità di Boselli il quale si è rifiutato di approfondire il confronto sui temi relativi al lavoro, asserragliandosi dietro una difesa acritica della legge 30 che è bene sottolineare riflette solo in piccola parte il pensiero di Marco Biagi (il quale, fra l'altro, non era più socialista ma iscritto alla Margherita). Poi c'è stata la scelta errata di Mussi che ha fatto il resto. Io che sono socialista dal 1974 (avevo 18 anni), avevo aderito a SD, ho seguito Angius e Spini (di cui ho molta stima) nell'adesione alla Costituente, ma ho sempre sperato in una ricomposizione tra socialisti ed SD. Ed ho aderito alla Costituente con esplicite riserve che derivano dalla mia profonda sfiducia verso il gruppo dirigente dello SDI che, a mio modestissimo avviso, si è molto impropriamente arrogato il diritto di considerarsi come l'unico legittimo rappresenatnte della tradizione socialista italiana (Nenni e Lombardi non saranno entusiasti. Io voterò PS alla Camera e SA al senato anche perchè nella mia regione (la Basilicata) non è stata presentata la lista socialista al senato per un colpo di mano di un pezzo dello SDI locale (e con il tacito beneplacito di Boselli): operazione fatta a beneficio deòl PD. Pertanto mi sembrano fuori luogo le lodi a Boselli che è un modesto ragioniere della politica. Se la costituente socialista vuole avere un futuro credo che dovrà liberarsi delle scorie SDI (parlo ovviamente dei gruppi dirigenti ristretti e non dei tanti compagni seri). Io credo che dobbiamo avviare un dialogo ed un confronto costruttivo con i compagni di SA (preciso: di una parte di SA) in primis con sinistra democratica (che come noi fa parte del PSE). Ma anche con i settori revisionisti di Rifondazione. E' ovvio, lo ripeto, che gli adoratori di mummie non ci interessano (forse è bene che facciano un bel viaggio in Siberia per capire i danni fatti dal comunismo reale). Ma è certo che un "socialismo largo" non lo potrà costruire il PS da solo. Credo che i tempi sono maturi perche vi sia una sinistra plurale nelle provenienze che però si riconosca pienamente nel PSE.#28 · Bruno Pierozzi
04 aprile 2008, 15:14 Caro bimbobello essendo un sindacalista della Cgil conosco i problemi dei lavoratori e posso affermare che certo c'è una crisi nel rapporto tra sinistra e lavoratori operai, ma che c'è anche ancora tanta voglia di essere rappresentati e in primis dal sindacato. Non mi piacciono le analisi raffazzonate, con gli slogan a effetto: "gli operai hanno lasciato la sinistra". Allora che dovremmo fare seguire quelli che hanno scelto di votare Berlusconi? Per favore stiamo coi piedi in terra e lavoriamo a ricreare le condizioni per un programma condiviso e per un partito di massa. Dei tanti critici a tutto tondo non so che farmene. Io sono un materialista, sto ai fatti e lavoro per cambiare la realtà chi vuole si impegni chi non vuole se ne stia a casa e non rompa le balle!#29 · cariuli
04 aprile 2008, 20:13 x Peppe Giudico anch'io negativo quanto fatto dai compagni in Basilicata, anche se dubito che Boselli l'abbia accettato per far piacere al PD. Piuttosto per evitare qualche dannosa ed inutile divisione, vista la soglia dell'8% al Senato. Comunque sul futuro concordo con te Peppe. Il PSocialista deve incontrarsi con SD e con tutti quelli che si riconoscono nei valori del Socialismo europeo. P.S. Boselli, ma credo tutti i socialisti, non difendono la legge Biagi così com'è ma vorrebbero modificarla nella parte delle garanzie ai lavoratori ed alla loro sicurezza economica. Buona campagna elettorale.#30 · bimbobello
04 aprile 2008, 20:23 caro Bruno anche io sono un sindacalista FIOM e quindi anche reduce dall'ultimo contratto, non è una "analisi" a tutto tondo è soltanto una esortazione a considerare questo fatto "anomalo" molto molto di più di quanto lo si stia facendo, ignorandolo rischiamo qualcosa di molto peggio della marcia dei 40000 di ignominiosa memoria, non butto là cose tanto per buttarle là ma questo aspetto ci cruccia TROPPO poco, TROPPO poco, scusa una ultima domanda: con quale strumento hai verificato che in questo preciso momento storico gli operai hanno un incontenibile desiderio di essere rappresentati da questa sinistra#31 · bruno montesi
04 aprile 2008, 23:15 bene l'unità dio intenti di SA e Siocialisti. abbattiamo i rancori del passato e ritorniamo ad un partito di sinistra, conflittuale e con diverse anime ma che incideva nella società e macinava voti.#32 · Michelangelo
06 aprile 2008, 00:48 Una Sinistra plurale ed unitaria affinchè ci possano essere tutti per pensare ad un Governo che ponga come priorità i diritti uguali per tutti. Pensiamo positivo e costruiamo un domani dove i lavoratori senza distinzione siano al centro per innovare lo status quo. Ogni voto in più ed ogni adesione credo vada accolta ovviamente sapendo che comunque insieme ai diritti in un contesto come quello attuale è prioritaria anche la questione morale.form di registrazione al sommario
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#1 · starbuck
03 aprile 2008, 21:42 Formica ,del lontano giovanile passato di comunista (sia pure)troschista, qualcosa ha conservato. L' obbliquo citare Ferrando e Turigliatto per alludere in realtà a Diliberto è un piccolo esempio significativo nel suo genere. Sappiamo tutti perfettamente che il collegamento con una lista socialista,oltre a elevare al 10% e 20% la soglia minima ,anche se applicato alla sola camera, avrebbe riaperto il problema del PdCI che a quel punto avrebbe potuto scegliere di presentarso con il suo simbolo. E poi Boselli non ha elemosinato,sino all'ultimo minuto utile,un accordo col PD?