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Cosa ci insegna Bolzaneto
C. Di Girolamo*, A. Martino*, V. Spada* , 20 marzo 2008, 11:25
Il processo per quanto accaduto durante il G8 nella caserma genovese, che coinvolge anche personale sanitario, è una lezione universale sul senso di questa professione. Come possono i medici pretendere di tutelare gli interessi dei loro assistiti, anche in condizioni normali, quando poi chiudono gli occhi di fronte alle torture e alla violenza, come accaduto nel luglio 2001?
Dopo sette anni arrivano le condanne per le vicende avvenute all'interno della caserma di Bolzaneto durante il G8 italiano.
La mente torna a Genova, al luglio del 2001. Medici per strada, medici a suturare ferite sui marciapiedi, medici costretti a guardare abusi e soprusi commessi dalle forze dell'ordine, medici che hanno ricordato in un libro l' "obbligo di referto" di fronte a centinaia di ferite e centinaia di giorni di prognosi, che qualche collega voleva rimettere al solo ruolo della memoria.
Questi stessi sanitari leggono oggi di accuse e condanne rivolte ai loro colleghi, per capi di imputazione che vanno dalla violenza privata alle lesioni personali, dall'omissione di referto alla "lesione del diritto alla salute".
Le pene per questi sanitari, che variano dai due ai tre anni, potevano essere molto più gravi se l'Italia avesse inserito nel suo codice penale una legge sulla tortura, concretizzando di fatto la sua adesione a numerose convenzioni internazionali.
Quello che si legge tra le righe dei verbali dei processi è che a Bolzaneto non abbiamo assistito solo a violenze estemporanee e reattive agli eventi che si sono verificati durante il G8, perché i gerghi, le pratiche, le modalità di tortura, fisica e psicologica, all'interno della caserma, sono state acquisite in anni di esperienza silenziosa, tollerata, incoraggiata e probabilmente anche educata e formata.
Un insieme di atti, quindi, espressione di una cultura diffusa e spia di una violenza strutturata e strutturale, perpetuata quotidianamente anche in contesti di non eccezionalità, in luoghi come CPT, carceri, case di cura per anziani, residenze per malati psichici e pronto soccorsi.
La violazione dei diritti umani non è qualcosa che riguarda solo i "no global", solo il contesto di Bolzaneto e di Genova, ma è un atteggiamento che si ripercuote su tutti i cittadini: se i sanitari non sono riusciti a tutelare la salute in una situazione di palese e insolita violenza come possono salvaguardarla in contesti di normalità e di consuetudine?
A destare preoccupazione non sono soltanto gli abusi perpetuati da piccoli gruppi di deviati, quanto la dilagante connivenza dei tanti che, con il loro silenzio, legittimano e normalizzano la violenza praticata attivamente da altri, sanitari e forze dell'ordine.
Questa forma di violenza, dettata da logiche particolari ed interessi personali, è uguale, se non peggiore, a quella dei torturatori: se, questi medici, sono in grado di calpestare l' "etica del servizio" , tacendo anche di fronte ad atti gravi come quelli della caserma di Bolzaneto, come possono tutelare i pazienti di fronte all' "estetica del potere", agli interessi delle case farmaceutiche, alla lottizzazione della sanità, alla partitocratizzazione dei servizi e all'aziendalizzazione delle prestazioni?
È evidente come pratiche di questo tipo abbiano delle ricadute importanti sulla salute della popolazione:
da un lato, la mancanza di tutela influenza in maniera diretta la vita delle persone, dall'altro il servizio sanitario risulta menomato nella sua efficacia con la conseguente perdita di fiducia nel ruolo del medico, del servizio stesso e delle istituzioni.
Questo atteggiamento delegittima in maniera profonda il sistema democratico e mostra quanto sia pericolosa l'esistenza di un conflitto di interessi del medico, di un'ambivalenza che condiziona in maniera importante la salute dei pazienti.
Un'appartenenza acritica ad un ordine istituzionalizzato, un'obbedienza cieca a logiche politiche, economiche o amministrative, ci allontana da quella lealtà dovuta al paziente e alla sua salute, iscritta nell'etica della Medicina e legittimata dai quadri normativi nazionali ed internazionali.
Dal Protocollo di Istanbul delle Nazioni Unite, alla Dichiarazione di Tokio dell'Associazione Medica Mondiale, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità al nostro codice deontologico si rivendica l'indipendenza e la libertà della professione medica, il rispetto dei diritti del cittadino e la condanna della tortura e dei trattamenti disumani.
La lealtà verso il paziente non può essere demandata all'etica personale del sanitario e neanche alla magistratura, perché questa non può cogliere le violazioni diffuse e di bassa soglia che si perpetuano tutti i giorni nei contesti a noi prossimi, che ci coinvolgono direttamente nel quotidiano.
Da un lato sarebbe necessaria una capacità di autogoverno, di controllo interno e continuo dei sanitari, un'autoregolazione in grado di evidenziare i comportamenti aberranti e in grado di ribadire la centralità del paziente nelle pratiche assistenziali. Il silenzio-assenso degli ordini ha, invece, finora contribuito alla normalizzazione della violazione dei diritti, alla diffusione di pratiche discriminatorie e lesive. Con grande difficoltà si può parlare del ruolo dei medici nei CPT, nelle carceri, nelle case di cura, ma anche negli ospedali, nei pronto soccorsi, nella medicina del territorio. Sempre più spesso, infatti, accade che sia la magistratura o peggio i giornalisti a dover denunciare quello a cui medici assistono quotidianamente e in silenzio.
Dall'altro è necessario ribadire con forza l'esistenza di un codice di comportamento vincolante per i singoli sanitari, e la necessità da parte dei medici di un impegno risoluto per la difesa dei diritti umani.
E' compito dei singoli sanitari ed in particolare dei medici:
• Riconoscere e testimoniare i casi di tortura, violenza e crudeltà, non falsificando le prove mediche delle stesse e non compiendo atti o omissioni in grado di nasconderle o confonderle
• Mettere in atto ogni comportamento possibile per porre fine alla condizioni di abuso e ponendo le condizioni per cui queste non debbano più ripetersi
• Difendere l'indipendenza della professioni sanitarie dalle ingerenze del potere politico, giudiziario e dalle forze dell'ordine
• Denunciare ed opporsi all'elaborazione di politiche sanitarie discriminatorie
• Testimoniare in maniera attiva presso l'opinione pubblica sugli abusi e le violazioni dei diritti umani a cui hanno assistito.
I sanitari non possono, di fronte alle torture, alle disuguaglianze, alla negazione dei diritti, ridurre la loro pratica a semplice esercizio di abilità tecniche, relegando la vita del paziente a mera esistenza biologica, né possono voltare le spalle ai processi sociali che mettono in secondo piano la salute delle persone, per difendere interessi finanziari, politici e personalistici.
Bolzaneto ci insegna che i germi della dittatura sono presenti nelle nostre istituzioni e che la nostra società, a cominciare dai sanitari, non è capace di reagire.
Probabilmente come medici, l'atto più importante che possiamo compiere per la tutela della salute è ricominciare a considerarci soggetti civici attivi, capaci di determinare e plasmare, attraverso le nostre pratiche, i processi di ordine politico, economico e sociale che sono i determinanti principali di malattia dei nostri pazienti.
Dobbiamo, insomma, rivendicare il "diritto di rifiutare che tra giusto e sbagliato si possa scegliere solo l'inevitabile e non il necessario".
*Centro di studi e di ricerca in Salute Internazionale e Interculturale Università di Bologna
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#2 · info
21 marzo 2008, 11:30 PERICU, SINDACO DI GENOVA NEL 2001, PUNTA IL DITO SULL’ALLORA VICEPRES FINI “PERCHÈ SI FERMÒ PER MOLTE ORE NELLA CENTRALE OPERATIVA DEI CARABINIERI, SEGUENDO PASSO PASSO LE OPERAZIONI DI CONTROLLO IN STRADA DEI MILITARI?” Massimo Solani per “l’Unità” Giuseppe Pericu, ex sindaco di Genova 1 - “G8, AN SPIEGHI PERCHE’ ERA IN SALA REGIA…Nel luglio del 2001 Giuseppe Pericu era il sindaco di una città ferita dalla violenza, da uno strappo di cui ancora oggi non riesce a comprendere a pieno le cause. Anche per questo, ora che primo cittadino non lo è più, continua a battersi per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce su molti aspetti della gestione dell’evento. Specialmente dal punto di vista dell’ordine pubblico. «Dopo la manifestazione del giovedì che si svolse senza alcuna criticità - spiega - accaddero davvero cose molto gravi, violenze inaudite. Tanto che i pm hanno chiesto condanne esemplari anche per i manifestanti imputati per le violenze e i saccheggi. Ma è arrivato il momento di capire tutto quello che è successo in quei tre giorni. A prescindere dalle inchieste della magistratura non possiamo più rimandare il tempo per un accertamento di insieme: sia per quanto riguarda la fase di preparazione che quella di gestione dell’evento». In quelle ore lei ebbe contatti con il ministro dell’Interno Scajola? «Partecipai alle molte riunioni che si tennero nelle settimane precedenti. Ma tre giorni prima dell’inizio delle manifestazioni il ministero dell’Interno assunse il controllo completo della situazione. Una delle cose di cui io mi lamentai, infatti, era di essere stato messo nella condizione di non sapere quanto si stava preparando». I disordini a Genova durente il G8 del 2001 Nel corso di quelle ore drammatiche, con chi era in contatto?«Con il prefetto e con il questore. Ma sul posto c’erano i vertici della polizia, ed erano loro a gestire l’evento. Era diventata una questione di ordine pubblico e le decisioni se le sono assunte interamente loro. Come buona parte dei genovesi anch’io scoprii con sorpresa lo schieramento dei container a chiusura delle strade e l’innalzamento delle famose griglie».Sta dicendo di essere stato esautorato dalle decisioni?«Da quelle in materia di ordine pubblico sicuramente sì. Per me, in veste di sindaco, il G8 si concluse il 7 luglio quando furono conclusi i lavori per preparare la città all’evento. Da quel momento in poi le mie furono iniziative personali, come quando il venerdì trattai con Vittorio Agnoletto a nome del Social Forum nel tentativo di far cessare l’assedio alla zona rossa, prima della morte di Carlo Giuliani». Quello che è strano è che invece più di un rappresentante del cdx, in quelle stesse ore, era nelle stanze dei bottoni dove si prendevano le decisioni sull’ordine pubblico. «In quei giorni gli uomini di An si diedero un gran da fare. Ricordo che l’onorevole Ascierto stazionò per lunghe ore nella caserma dei Carabinieri in Corso Italia. E ricordo anche la presenza di Gianfranco Fini. Tutte vicende che, lo dico una volta di più, sarebbe il caso di approfondire e accertare attraverso il lavoro di una commissione parlamentare. Solo in questo modo potremmo cercare di comprendere meglio quanto successo e farne tesoro per il futuro. Ricordo a tutti che la prossima estate l’Italia ospiterà di nuovo una riunione del G8 sull’isola della Maddalena». Uno degli argomenti più usati da chi si oppone è il rischio di una sovrapposizione con il lavoro della magistratura.«I processi penali accerteranno le responsabilità personali degli uomini delle forze dell’ordine coinvolti e dei manifestanti imputati. Ma quello che manca ancora totalmente in questa vicenda è una valutazione complessiva. Che soltanto una commissione di inchiesta parlamentare avrebbe potuto definire». I pestaggi da parte delle Forze dell'Ordine durante il G8 Avrebbe potuto? Quindi nemmeno lei crede più alla possibilità che si faccia...«Io ci spero ancora. Ma devo prendo atto del fatto che ogni volta che si è provato a realizzarla è stata puntualmente affossata. E più passa il tempo più è difficile. Senza un lavoro “politico” mancheranno sempre i riferimenti generali in cui contestualizzare il comportamento delle forze dell’ordine, le strategia del loro schieramento in strada e il perché di molte scelte fatte. A partire da una attività di prevenzione insufficiente». Qualcuno ha remato contro anche all’interno del centrosinistra.«Purtroppo sì. Ci sono stati gruppi parlamentari, anche all’interno della maggioranza, che hanno fatto di tutto perché non si procedesse». Sono stati inutili anche i richiami di Prodi e gli appelli di Veltroni. Perché secondo lei?«Credo che qualcuno non abbia voluto andare a rivangare responsabilità che non sono soltanto del centrodestra, a cui ovviamente va attribuita grande parte del fallimento della gestione del G8. Non dimentichiamo che l’evento venne organizzato e preparato nel periodo del governo Amato di centrosinistra, prima delle elezioni poi vinte da Berlusconi». 2 – FINI, IL VICEPREMIER IN CENTRALE OPERATIVA…Ai tempi del G8 Gianfranco Fini era vicepresidente del Consiglio, oltre che leader di Alleanza Nazionale. E non si capisce in quale veste, in quei giorni, si trattenne per molte ore (come lui stesso ha ammesso) nella centrale operativa dei carabinieri di Genova, seguendo passo passo le operazioni di controllo in strada dei militari.3 – ASCIERTO, L’EX CARABINIERE IN CASERMA…C’era anche Filippo Ascierto, ex carabiniere responsabile del dipartimento sicurezza di An, nella caserma di Corso Italia nelle ore degli scontri. Ignota è la motivazione della sua presenza, nota invece la frase infelice pronunciata qualche mese dopo e riferita a Placanica, il carabiniere che uccise Carlo Giuliani: «Uno più esperto ne avrebbe ammazzati altri»4 – CASTELLI, ERA A BOLZANETO MA NON VIDE NULLA…Lui non s’è accorto di niente. E nessuno gli ha riferito nulla. È la versione che l’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli ha dato due giorni fa, in una intervista, della sua visita alla Caserma di Bolzaneto nei giorni del G8. Mentre decine e decine di manifestanti erano piccihati e umiliati nelle celle improvvisate. Ma lui non s’è accorto di nulla.#3 · Francesco
21 marzo 2008, 15:44 Ricorderete più il silenzio dei vostri amici che le minacce dei vostri nemici. Martin Luther King. Cosa insegna bolzaneto? NIENTE. I diesse e la cgil hanno abbandonato il campo acconsentendo tacitamente il consumersi delle violenze. Conveniva tacere e hanno taciuto... lo rifaranno anche la prossima volta. ANCHE ORA VI CREDETE ASSOLTI SIETE PER SEMPRE COINVOLTI!#4 · Marcello
21 marzo 2008, 15:54 Proprio stamattina ho scritto una mail ai miei amici e compagni, ve la ripropongo. ____ Da poco più di un mese sono a Kiev, in Ucraina. Quello che devo fare è una ricerca. Argomento, rifugiati e violazioni di diritti umani. In queste settimane ho letto molti reports, ho intervistato gente. Ne è venuto fuori un quadro raccapricciante, l'Ucraina viola costantemente il diritto internazionale, non riconosce diritti umani fondamentali, mette i richiedenti d'asilo in carcere. 30 in celle per 10. Senza servizi. Si chiamano centri di detenzione temporanea. In Italia siamo più buoni, non gli immigrati, anche se richiedenti d'asilo non li deteniamo, li mettiamo nei centri di "permanenza" temponarea. Quello che succede lì non si discosta molto dalla realtà ucraina. Ma abbiamo altri problemi, meglio non pensarci. Sempre dalle interviste e reports ho saputo che la polizia ucraina utilizza costantemente la tortura nelle carceri e nei centri di detenzione temporanea. Violando la Convenzione sulla Tortura e la sua legge interna che ha accolto quella convenzione nel 2001. Ma da un paio d'anni a questa parte sembra che piano piano le cose migliorino. Certo leggendo quello che succede, le tecniche di tortura per ottenere una confessione, magari da innocenti ti fa chiudere lo stomaco. Dici, ma che mondo di merda! Cosa devi avere dentro per fare cose del genere. Poi però leggo il reportage di D'Avanzo sulla caserma di Bolzanetto ai tempi del G8 di Genova. Sette anni dopo possiamo sapere cosa è successo in Italia. Leggo: A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti", "Ora vi portiamo nei furgoni e vi stupriamo tutte". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano. J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". J. S., lo ustionano con un accendino. G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare. Ma che cazzo di paese è il nostro. Stato democratico, liberale. Come no. Il diritto costituzionale di dissentire non solo viene punito, ma si usa la tortura per farlo. Mi sono sentito male a leggere quanto è avvenuto. Sette anni dopo ci saranno le sentenze, ma nessuno pagherà. Tutto prescritto. Io mi chiedo se davvero meritiamo tutto ciò. Se davvero l'impunità in Italia dev'essere all'ordine del giorno. Se siamo così impegnati e distratti da altre cose che l'indifferenza la deve far da padrone. Siamo sempre sotto elezioni, ma sembra che tutto ciò non riguarda neache la politica. E' raccapricciante. Io vi chiedo solo una cosa, leggete gli articoli qui sotto se non l'avete ancora fatto. Sono sicuro che poi non girete la testa e inizierete a pretendere vertià e rispetto della dignità umana. Ognuno troverà la forma migliore per farlo. Vi abbraccio. E scusate l'intromissione. Marcello#5 · nicola piro
21 marzo 2008, 17:07 Su Bolzaneto, anche se i fattacci accaduti sono in sé gravi, si può e si deve ancora discutere. Dal versante delle forze dell' ordine il sottoscritto ha vissuto in diretta l' esperienza del luglio 1960 a Napoli. Qualcosa, tuttavia, avrei da dire che, per ragioni di bon ton, terrò (come ho fatto sin ad oggi) per me. Su un fatto devo essere però chiaro con i rappresentanti delle istituzioni e con i responsabili dell' ordine pubblico: mai più menare botte contro i lavoratori. Un lavoratore menato a sangue mi fa andare su di giri. Al buon intenditore poche parole.#6 · Giorgio Sornicola
22 marzo 2008, 13:24 Dopo i fatti di Bolzaneto, fatti che accadono tutti i giorni nei nostri commissariati e Questure non vedo perchè la Turchia non deve entrare nella UE tutto sommato ci somiglia ma almeno non è ipocrita.#8 · Massimo
22 marzo 2008, 22:12 Bolsaneto, come Ustica, come altre stragi di Stato, come la morte del paracadutista Emanuele Scieri sotto la torre scala della caserma Gamerra, di Pisa, ci insegnano che quando i sopprusi sono compiuti o coperti da elementi dello Stato la viltà diviene virtù e chi da posizione diversa avrebbe il dovere di intervenire, invece, gira la testa dall'altra parte. E ottenere verità e giustizia diviene sempre molto difficile, perché la consegna del silenzio è soprattutto una dimensione da caserma.#9 · bellavita
23 marzo 2008, 10:06 E proporre una "giornata della vergogna" in cui in tutte le caserme delle varie polizie si parla di Bolzaneto, e i capi cercano di capire perchè la penitenziaria si scatena e i carabinieri mai? Mentre i politici, invece di far proposte ripetitive e generiche come Bertinotti, cercano di capire se in Italia, sommando le varie forze dell'ordine, abbiamo più o meno addetti e costi rispetto alla popolazione, in confronto con altri paesi europei, e si armano per l'annuale confronto con le richieste di " più uomini, più mezzi" dei generali? Sono abbastanza ben pagati per studiare i problemi, e poi basta che chiedano agli eccellenti servizi studi delle due camere, piuttosto sottoutilizzati.#10 · almodovar
23 marzo 2008, 11:39 a Bellavita: le proposte si possono e si debbono fare senza per questo mettere sotto accusa uno dei poschi (Bertinotti) che ha posto il problema sin dall'inizio. Questo voler polemizzare con la Sinistra a tutti i costi proprio non lo capisco. Perchè non te la prendi con i DS che prima hanno ignorato la questione e ora con Veltroni si rifanno una verginità?#11 · l'ematologo
23 marzo 2008, 12:15 Sono d'accordo con l'articolo ma, come tutti sanno ci sono medici e medici, così come ci sono poliziotti e poliziotti. Genova è stato uno delle pagine più brutte della nostra storia ma questo non giustifica le generalizzazioni, sarebbe stato meglio se chi aveva sbagliato avesse già pagato! Ho letto in un altro articolo che "gli sbirri" sono solo subumani e ritengo che questa mentalità non porta da nessuna parte. Gli sbirri sono solo figli del popolo, certamente non espressione del ceto medio o della borghesia medio alta e che purtroppo spesso operano all'interno di un vuoto legislativo-normativo che crea le basi per azioni fasciste del tipo di Genova. Ho già detto in passato che la formazione è importante. Purtroppo i concorsi pubblici che permettevano l'ingresso nella Polizia di ragazzi con una maturità culturale e personale notevole sono stati interrotti il secolo scorso e da allora si diventa poliziotti dopo aver avuto una"robusta" formazione nell'esercito, anche con missioni all'estero.... Comunque auguri di Buona Pasqua a tutti#12 · bellavita
23 marzo 2008, 13:32 x almodovar: non ho nessuna voglia di polemizzare a tutti i costi con Bertinotti che è pure un mio vecchio amico. Il che non toglie che parlare di commissioni di inchiesta su un evento di 7 anni fa che nel frattempo sembra correttamente analizzato dalla magistratura, mi sembra una stupidata detta senza pensare. Invece di chiedere inchieste inutili e anche offensive per i magistrati che hanno istruito un buon processo, pensi a trarre delle conseguenze politiche, che è il suo mestiere. Il mio, al massimo, di suggerire.Buona pasqua a tutti, a partire da Bertinotti. E in particolare a Garavini, che mi piace come scrive.#13 · info
23 marzo 2008, 14:05 "Stop the Clash" - YouTube Awards vote The Avaaz video "Stop the Clash of Civilizations" is one of six finalists for "Best Political Video of 2007" in the YouTube Awards. Winning this award would bring the video's message of hope to a major global audience, and help build support for peace. A public vote will decide the winner - but all votes must be cast by the end of this Wednesday, March 19. Vote now for whichever film is your favourite! YouTube's voting system is below: Read more »#14 · silvia del guercio
23 marzo 2008, 17:55 E.. come possono i politici tutelare i diritti dei cittadini da loro rappresentati se si svegliano solo dopo sette anni dai fatti come Amato e Veltroni, e solo in chiave strumentale e contingente ?#15 · Fini e Scaiola
24 marzo 2008, 00:58 Coraggio! Diteglielo forte! Cosa crede di fare Walter? Meno male che ci siete voi, compagni.#16 · Michelangelo
24 marzo 2008, 01:27 I fatti di Bolzaneto sono stati gravi perchè ci sono state scelte politiche che li hanno giustificati. La magistratura sta facendo un buon lavoro. Penso che sia politicamente utile ribadire che chi ha dato certi ordini e chi con quelle scelte stesse facendo prove generali per adoittarle in seguito, grazie ai tanti giovani che quei giorni denunciaroni i fatti per quelli che erano oggi possiamo parlarne. I diritti vanno difesi sempre, non sono necessarie i rimpalli, oggi come 5 anni fa occorreva una commissione di inchiesta perchè la politica desse le risposte ai giusti interrogativi. Oggi non bisogna mollare invito questo blog è Aprile on Line a lanciare una raccolta di firme affinchè venga chiarito cosa ci facevano i Ministri nella cabini di regia. Io ricordo che le radio vicino alle destre in quei giorni sostenevano che le repressioni attuate si giustificano con la necessità di assicurare l'ordine pubblico. Compagni se ci siete ancora quelle giustificazioni era così lapalissiane su ciò che era accaduto a Genova e che più di qualcuno come ho detto prima voleva verificare se la colpa si riusciva a farla ricadere esclusivamente sui giovani che erano andati a dimostrare contro scelte politiche che si rivelano sempre più contro chi lavora.#18 · tommaso
24 marzo 2008, 19:56 Su "Carta" qualche giorno fa Piero Bernocchi ha scritto una cosa come al solito rozza ma come al solito non priva di una sua certa efficacia (e verità, se posso aggiungere). La ripropongo perché mi pare un punto di vista utile a inquadrare, a futura memoria, le vicende di questi anni. **** In effetti a Roberto Mapelli [che ha raccontato venerdì mattina su Liberazione la sua brutta esperienza nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001, ndr.] andò, si fa per dire, relativamente bene, come a tutti i primi arrivati, prima dell’ondata successiva all’uccisione di Carlo. Ma anche la sua testimonianza–apparsa oggi su Liberazione e che io non conoscevo o che finora, forse, non aveva mai fatto in pubblico, magari per quel pudore che si ha a dover dire di essere stati torturati/e o seviziati in qualsiasi forma–serve a completare il quadro di quello che accadde a Bolzaneto. Avrei solo da aggiungere che Roberto se la prende con Veltroni [giustamente] ma dimentica Bertinotti e tanti dirigenti del Prc, del Pdci e dei Verdi che io ritengo almeno altrettanto gravemente responsabili della cancellazione, nei due anni di governo del centro sinistra, delle torture a Bolzaneto e addirittura della promozione di De Gennaro, principale responsabile «operativo» delle violenze a Genova. Altro che commissione di inchiesta!! C’era quanto meno da introdurre in una settimana il reato di tortura, con pene di decine di anni, tenendo accesi i riflettori su Bolzaneto; il resto, incredibilmente, lo avrebbero fatto i magistrati e oggi questi e, purtroppo, anche queste [come ad Abu Ghraib anche varie donne hanno goduto a torturare] bastardi/e torturatori/trici avrebbero potuto essere messi/e in galera per decenni come meritano [altro che non punire!! questa è gente che farebbe come in Argentina, paro paro, ci butterebbero in mare dagli aerei]; e poi ci sono le migliaia che sapevano, che hanno visto e hanno taciuto. E oggi mi tocca leggere addirittura l’intervista su Repubblica di Amato [non il Berty o il dolce Veltroni o il giulivo Pecoraro o l’ultra-falceemartello Diliberto] che dice che i politici hanno fatto finta di non vedere in questi anni e non hanno denunciato la tortura di Bolzaneto, per ingraziarsi le forze dell’ordine o perché ne hanno paura; e non l’hanno detto quei leader del Prc, del Pdci o Verdi che su Genova e su quel disgraziato e sfortunato e massacrato movimento hanno costruito le proprie [effimere, oggi sono alla frutta non a caso, visto che neanche le ferite più profonde di quell’esperienza hanno voluto/saputo provare a cicatrizzare] fortune elettorali e politiche. Da quell’altissimo scranno che tanto ha voluto, Bertinotti avrebbe dovuto tuonare ogni giorno fino a quando gli apparati statali non avessero ammesso l’orrenda realtà: per la prima volta nel dopoguerra in Italia, un migliaio di delinquenti in divisa ha effettuato torture [o ha lasciato torturare] di massa, su centinaia di poveri/e disgraziati/e colpevoli di niente, e rilasciati poi, umiliati e distrutti nel fisico e nell’animo. E non c’era la guerra civile, non c’era Al Qaeda, non c’era niente, solo manifestazioni che a petto di quelle degli anni ‘70 erano passaggiate innocue. E invece silenzio tombale: e oggi devono essere i D’Avanzo a richiamare all’ordine i nostri sinistri di governo, ricordando loro che i torturatori non faranno manco un giorno di galera e resteranno in divisa, mentre i nostri compagni fiorentini si sono beccati 7 anni di galera per «resistenza» in una manifestazione contro la guerra e a Genova c’è chi si è preso 11 anni per aver rotto un po’ di vetrine. Vergogna massima su di voi!!. Ne avete combinate tante questi due anni, una peggio dell’altra. Ma questa vi accompagnerà fino alla tomba come una nera impronta indelebile, l’ignominia di aver finto di dimenticare le torture, lasciando che torme di nazisti [avete presente il boia medico torturatore, il Menghele dei nostri giorni?] continuassero a impestare le «forze del disordine», le caserme, i commissariati, le carceri, le strade.#19 · Lollo
25 marzo 2008, 00:18 Ma perchè bisognia sempre fare demagogia inutile! invece gli unici che hanno detto qualcosa, che hanno cercato di far luce su quei giorni (per quanto si poteva in un governo come quello prodi), sono stati i parlamentari della sinistra.. è inutile negarlo! anche se per motivi "elettorali" (nel popolo noglobal sono tutti potenziali elettori), sono gli unici ad aver urlato allo scandalo, ad aver richiesto in aula la commissione parlamentare e i cui rispettivi partiti, in giro per l'Italia, ancora organizzano manifestazioni ed eventi per chiedere luce su quei giorni bui!#20 · graziella iaccarino-idelson
25 marzo 2008, 08:44 Sicuramente hanno MINACCIATO PURE I MEDICI SE AVESSERO PARLATO ! e poichè non c'è una legge ANTI-MOBBING e i Difensori Civici vanno in CARCERE per COLLUSIONE con MASTELLA e i suoi, è anche credibile . I POLITICI SONO CAMORRISTI perciò c'è la CAMORRA !#21 · graziella iaccarino-idelson
25 marzo 2008, 08:47 Come voteremmo politici che arrivano a tanto? le mafie sono una loro emanazione sporca: poi PARLANO PARLANO e ci fanno scemi! NON VOTIAMO PIU' SE NON CAMBIANO TOTALMENTE !#22 · aldo solimena
25 marzo 2008, 10:31 Quello che è successo a Bolzaneto nel 2001 è pazzesco da tutti i punti di vista: poliziotti criminali che hanno scatenato i loro peggiori istinti contro giovani esseri umani , e poi appoggiati da forze politiche di governo.- Da vergognarsi di essere italiani , ma perchè l'Unione Europea non ci ha sbattuto fuori ? Certo , ci sono anche stati migliaia di teppisti che hanno devastato una bellissima città mediterranea e causato danni a tanti cittadini , ma non vanno messi sullo stesso piano.- Ci vogliono condanne per gli uni e per gli altri , ma in proporzione ai reati commessi.- E quell icommessi dai poliziotti sono MOLTO peggiori.-form di registrazione al sommario
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Erica Bernardi



#1 · tina
20 marzo 2008, 22:56 Vorrei esprimere un ringraziamento a coloro che, come l’infermiere penitenziario Marco Poggi, hanno consentito di accertare la verità sulle incredibili violenze perpetrate ai danni di cittadini inermi in occasione del G8 di Genova. E nello stesso tempo vorrei esprimere tutto il mio sdegno per questa turpe pagina della nostra storia e per l’impunità che leggi compiacenti, amministrazione inefficiente, collusioni varie probabilmente assicureranno a chi ha deciso e attuato un’ azione di repressione preventiva degna delle peggiori dittature. Ma quello che mi indigna non meno è il silenzio omertoso dei mass media. I grandi organi di stampa e della televisione, che continuamente ci assillano con i particolari più beceri riguardanti fatti di cronaca e delitti passionali, si guardano bene non solo dall’investigare, ma dal riportare correttamente notizie su fatti di gravità inaudita, che hanno calpestato i diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino.