Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Sul corpo delle donne
Monica Lanfranco*, 13 febbraio 2008, 15:43
Il blitz nell'ospedale di Napoli per ''sospetto feticidio'' chiarisce, per chi non l'avesse ancora capito, che in Italia esiste un fortissimo rischio di crisi della libertà e autoderminazione femminile. La maternità responsabile, valore fondamentale della società, è stata uno degli orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi ne misuriamo con sgomento la messa in discussione
Dopo l'irruzione della polizia al Policlinico di Napoli su
segnalazione anonima per il sospetto che fosse in corso una violazione della legge 194, mentre nel pieno rispetto della legalità si era appena effettuato un aborto terapeutico su una donna che purtroppo aveva riscontrato gravi malformazioni fetali, risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e autoderminazione femminile.
Anche se distratta dal triste spettacolo mediatico della campagna elettorale l'opinione pubblica deve essere scossa, e chi ha ancora voce per farlo deve far sentire, in modo forte e chiaro, che c'è una emergenza democratica che riguarda i diritti di scelta sul corpo e sulla procreazione da parte delle donne. Diritti che, se ristretti o negati, producono inevitabilmente una restrizione degli spazi di libertà in tutto il resto della società.
La maternità responsabile, libera e accolta, anche quella adottiva e affidataria, come un valore fondamentale della società, è stata uno degli orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi misuriamo con sgomento la messa in discussione di un percorso di civiltà e il rischio di deriva autoritaria e di controllo bellico sul corpo delle donne (e per traslato quindi anche su quello degli uomini) simile a
quella che vige in paesi dove ancora lontana è la realizzazione della laicità. L'Italia è un paese che si definisce laico, e che viene spesso guardato da chi cerca di sfuggire alla brutalità di regimi autoritari e illiberali come un approdo migliore: dopo i fatti di Napoli, e dopo che abbiamo appreso dalla tv che il motivo dell'irruzione della polizia era per 'sospetto feticidio' temiamo che questo paese non sia più un luogo sicuro per le donne, native o migranti, se un diritto sancito da una legge è così platealmente e crudelmente messo in discussione.
In Italia le donne vengono violentate, picchiate e uccise nelle loro case senza alcun intervento preventivo anche quando si è al corrente di situazioni di grave pericolo, e ora le donne sanno che può bastare una anonima e mafiosa segnalazione alla polizia per vedersi arrivare, ancora doloranti per
un intervento comunque sempre drammatico, le forze dell'ordine come se si fosse delle delinquenti. Cosa deve ancora accadere in Italia prima che sia troppo tardi? Credo che si debba pensare, tutte e tutti insieme, ad azioni forti che in tutto il paese, prima delle elezioni, dicano a chi si candida alla guida politica che ci sono donne e uomini che non daranno più il loro consenso a chi non garantirà, in modo inequivocabile, i diritti di scelta libera sul corpo, sulla sessualità e sulla riproduzione.
Così come non si vota chi dice sì alla guerra non si può votare chi dice sì alla limitazione dell'autodeterminazione delle donne. Se è vero che la libertà delle donne è civiltà allora è arrivato il momento di rendere visibile questa affermazione, anche con momenti collettivi di incontro e di sostegno alla laicità dello stato e alla cittadinanza sessuata.
*www.mareaonline.it
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#2 · gianluca zampieri
14 febbraio 2008, 19:03 Molto bello l'articolo di Monica ed anche il post di Elisabetta. Credo che questa pur odiosa occasione possa aiutarci a comprendere meglio il senso ed il fine di certe "discussioni" morali, di certe "campagne pro-life". Si finisce sempre lì: alla violenza fisica e psichica nei confronti delle donne, allo "stupro" patriarcale. Questa è la cultura cattolica, e questo è uno dei tanti motivi per cui le religioni, tutte indistintamente fondate sulla repressione ed il controllo del corpo femminile e più in generale dell'identità stessa della donna, devono fare più di un passo indietro nella dimensione politica. Le religioni dividono i popoli, li fanatizzano, creano lo scontro fra fedeli ed infedeli, credenti e non credenti, virtuosi e peccatori. Si condannano gli attori che fanno scene di sesso in un film, e poi si nascondono i preti pedofili e stupratori. Oggi tutto questo inizia forse ad essere un pò più chiaro, magari anche alle donne che continuano a votare a destra...#3 · Rosanna L.
14 febbraio 2008, 19:40 Pietà l'è Morta! Basta con l'ingerenza del vaticano nella Costituzione Italiana. I compagni hanno la loro colpa per non aver creato uno Stato Laico. Fuoco sul vaticano sino alla sua distruzione totale. NO PASARAN#4 · steff
14 febbraio 2008, 19:43 Quando avvenuto ieri, nel reparto di ostetricia del Policlinico di Napoli è di una gravità inaudita, e denota il clima da "caccia alle streghe" che oramai investe un tema come quello dell'aborto. Siamo arrivati al blitz di polizia, che irrompe in ospedale, a seguito di una segnalazione tra l'altro anonima, per sottoporre ad interrogatorio durissimo una donna che ha appena vissuto, come lei stessa dichiara, una delle esperienze più dolorose della sua vita, perché "rea" di avere fatto un aborto terapeutico così come prevede e gli consente una legge dello Stato. Infatti, quelli che difendono strettamente la vita non dicono che l'aborto terapeutico è una scelta che modifica un progetto, quello di avere un figlio, e avviene perché subentrano informazioni negative sulla salute di quel figlio o della donna. Oramai, non sembra esserci più limite ad una ideologizzazione esacerbata che ha visto sferrare in questi ultimi mesi un attacco fortissimo alla legge 194. Siamo al punto, che si costituiscono partiti antiabortisti con il preciso intento di alimentare un clima pesantissimo in cui alla fine l'obiettivo centrale è quello di sempre, negare alla donna il diritto all'autodeterminazione ed alla libertà di scelta. È così per l'aborto, come per l'obiezione di coscienza dei farmacisti, palesemente illegale, nella vendita della cosiddetta pillola del giorno dopo, per la sperimentazione di tecniche meno invasive nell'interruzione di gravidanza, come la RU 486; è così per tutti i temi che si prefiggono di allargare i diritti di cittadinanza, sulla base di un principio fondamentale che è quello della laicità dello Stato. Infine, per tutte, oltre ad esprimere la nostra solidarietà alla donna di Napoli per il trattamento assurdo a cui è stata sottoposta pensiamo sia giunto veramente il momento di mettere in campo un'iniziativa forte per contrastare la strumentalizzazione ideologica che su temi come questi si sta producendo e che stanno portando ad un clima di vera e propria criminalizzazione di quello che, ad oggi è un diritto riconosciuto che difenderemo" steff, donne prc#5 · viviana vivarelli
15 febbraio 2008, 07:20 Se lo ricordino bene! Le elettrici sono 2 milioni più dei maschi elettori! E se continuerà questo andazzo mostruoso, misogino, fascista e clericale contro le donne, al momento del voto glielo faremo vedere a Berlusconi e a Ratzinger se accettiamo di essere ricacciate in un neo-fascismo con nuove cacce alle streghe! Chi vuole imporre nuove Inquisizioni si pentirà amaramente della sua presunzione! E questo vale anche per Raztinger e tutta la sua deriva misogina e reazionaria! E’ già insopportabile che padre Duilio ogni mattina arringhi dai microfoni di Radio Maria nove milioni di fedeli per spronarli a votare Berlusconi. Abbasso Ruini! Abbasso Bagnasco! Abbasso questo papa misogino e arrogante! Abbasso Ferrara! Abbasso chi nella Lega svende il corpo delle donne per esaltare la potenza del maschio padrone! Abbasso Forza Italia che vuole riportarci a un nuovo Fascismo! Non permetteremo che questo paese precipiti nella barbarie! Siamo già gli ultimi in Europa per diritti e per evoluzione. Siamo al 70° o 80° posto nel mondo per libertà, per informazione, per onestà politica. Primi in Europa per corruzione dei governanti. Primi per invadenza clericale. Altri passi indietro non sono tollerabili! Non ci faremo mettere i piedi sul collo da arroganti e barbari! E si vergogni la polizia per aver invaso un ospedale su denuncia anonima, senza mandato, e violando i diritti sacrosanti delle ricoverate! Le donne italiane sono molto arrabbiate e si ricorderanno alle elezioni di chi è andato loro contro. Chi ha fatto questo atto inaudito e illegale deve essere punito! Si provi solo ad immaginare se ad ogni denuncia anonima seguissero irruzioni della polizia, nelle scuole, negli ospedali, nei posti di lavoro... Sarebbe la fine di ogni vita civile! Di ogni diritto! Cosa vogliamo fare? Migliaia di denunzie anonime sugli ospedali, sui comuni, sulle chiese, sulle parrocchie, sulle fabbriche? E pretendere che ad ogni denunzia “anonima” i carabinieri o la polizia facciano blitz con pattuglie di 7 agenti e tre volanti per volta, pretendendo pure che ci siano dei magistrati che rilascino dei mandati “ex post” e “per telefono”! Ma dove siamo? In un paese di barbari? Ma dove sta il diritto? Questi sono truci atti intimidatori dove la parola diritto non entra nemmeno di straforo. Mi meraviglio anzi che solo a Roma si siano visti dei politici a fianco delle donne che protestano. Se esistessero ancora dei partiti democratici in Italia, sarebbero stati presenti in massa a fianco delle donne, per difendere i loro diritti di cittadine e di persone. Invece la loro assenza ha fatto risuonare campane a morto su tutta la loro credibilità. Noi vogliamo sapere il nome del poliziotto superiore di grado che ha ordinato il blitz “in base a una telefonata anonima” e “senza un mandato”, perché ambedue le cose sono contro la legge e, se lo ha fatto per piaggeria e farsi una carriera appoggiando i politici di turno, lo si deve sapere. E vogliamo sapere in base a quale regola di correttezza il direttore del policlinico napoletano ha permesso un’irruzione di 7 poliziotti nel suo ospedale senza un mandato, perché la cosa è inammissibile e fa venir meno i suoi doveri professionali che sono delicatissimi e che devono mettere al primo posto i diritti delle ricoverate. E vogliamo sapere anche come sia ammissibile che il direttore di un ospedale faccia l’obiettore di coscienza, perché questa disubbidienza della legge ci sembra, nel suo caso, ancora più pesante. E vogliamo che il procuratore che "ex post" e "per telefono" ha autorizzato il blitz vada a ripassarsi le regole del codice penale e sia redarguito in modo duro dal CSM! Se ancora il CSM significa qualcosa, o, vista l'iniquità della dott. Vacca (Comunisti Italiani) nel caso De Magistris, non debba essere considerata un servo del regime, pronto a qualsiasi aberrazione, e per di più per conto di una sinistra estrema che dovrebbe rappresentare valori ben diversi dalla difesa a oltranza di una classe politica che non tollera indagini sulle proprie malefatte. Il direttore del policlinico di Napoli deve dare delle spiegazioni suo mancato controllo. E’ moralmente e materialmente responsabile di mancata vigilanza e di abuso sulle sue pazienti. Il tutto fa pensare che il caso fosse solo pretestuale, che l’irruzione avesse una connotazione politica ben precisa, e che, vista la presenza di 56 obiettori su 60, il direttore stesso intendesse intimidire quei 4 medici eroici del suo ospedale che applicavano la 194! Lo abbiamo sentito per radio come minimizzava il tutto e tendeva a mascherare le cose! Indubbiamente l’irruzione ha avuto e ha forti conseguenze intimidatorie sulle pazienti e sui medici non obiettori. E questo è una vergogna e un abuso. E’ cosi’ che si intende rispettare la legge? Non basta la lottizzazione politica del lavoro? Dobbiamo assistere a coartazioni e intimidazioni? Che una legge dello stato resti inapplicata per mancanza di fondi e di organizzazione e che si permetta a dei medici di fare obiezione ad essa, sia per scaricarsi del lavoro fastidioso, che per presentare referenze politiche per fare carriera è vergognoso! Altro che il giuramento di Ippocrate! Qui siamo in presenza del peggior carrierismo, con giuramenti assai più pelosi fatti per motivi di interesse e di opportunismo! E sulla pelle delle donne! In Basilicata non esiste un solo medico che non sia obiettore, si rimandano le pazienti in Campania dove la situazione è questa e dove la camorra procede indisturbata mentre la polizia è intenta in questa belle imprese! Nella Bologna rossa il S.Orsola batte il record degli obiettori e si può immaginare quale sia la situazione negli ospedali di Milano lottizzati da Formigoni! Due medici su 3 non applicano la 194 quando non è anche peggio. In tutta Milano ci sono solo 140 medici disposti a osservare la legge con un carico di 7.000 aborti l’anno. Il minimo è la depressione l’abbandono dopo pochi anni. E’ cosi’ che si applica una legge? Al Niguarda l’ultima assunzione di un medico abortista risale a 30 fa! Eppure la 194 ha dimezzato gli aborti. E se ci fosse una seria contraccezione (vietata dalla Chiesa) questi sparirebbero quasi completamente. Che almeno si dimezzi lo stipendio dei medici obiettori o li si licenzi dalle strutture pubbliche! Libero ognuno di presentare le sue valutazioni morali, ma ma legge non può essere bloccata da chi obietta. I portatini perfino! I farmacisti! Questo non è civile! La RH384 non entra in Italia per blocco di questi opportunisti, quando esiste da 30 anni in Europa, non è abortiva e inibisce solo l’ovulazione, eliminando qualunque necessità di aborti. Ma non vogliono nemmeno quella! Sono vergognosi e malvagi! E il 90% di loro, se riuscissero nell’intento, sarebbero tanti “cucchiai d’oro” pronti ad arricchirsi, come facevano prima della 194. La Chiesa ha sempre vietato persino una educazione sessuale nelle scuole e, una volta attaccata la 194, si cercherebbe di farla sparire per attaccare ogni forma di contraccettivo, il condom ecc. Si ricordi che l’unica pratica che la Chiesa ammette è la castità. Il papa è andato anche a predicarlo al Sudamerica e all’Africa. E se non è follia questa! Ma sappiamo benissimo che il controllo della sessualità e la subordinazione della donna sono precise armi politiche che religioni misogine e maschiliste come Islam, ebraismo e cattolicesimo usano da sempre per sottomettere la popolazione femminile. Il procuratore deve dare delle scuse! La vittima deve essere risarcita! Alle donne italiane si devono delle scuse! Prima ancora che per il blitz per il modo abnorme con cui la 194 è stata uccisa. E la vergogna massima è vedere questo attacco alle donne capeggiato da uno come Berlusconi che ha svergognato la prima moglie collegando il suo ufficio alla garconniere con una ballerina da varietà, ha fatto abortire la seconda al settimo mese, e va fiero di una vita dissipata e corrotta in cui col corpo delle donne fa mercato politico, mentre ha ridotto le donne a tante prostitute sulle sue televisioni e nei suoi telegiornali. E padre Duilio va pure aizzando le sue pecorelle a votare un soggetto simile! O incita a votare l’Udc, che ha dentro gente come Mele o Cuffaro o Casini!? Ma si vergognino tutti quanti che tra attacchi, omissioni e abusi, hanno ridotto questo paese a un letamaio!#6 · Maria B.
15 febbraio 2008, 07:22 Ieri giovedì, presidio spontaneo a Bologna davanti al S.Orsola, alle porte del reparto di ginecologia che ha il più alto tasso di obiettori d'Italia (ma anche il famigerato policlinico di Napoli non scherza, 56 obiettori su 60 medici, e obiettore anche il direttore, come se l'esercito permettesse che un generale fosse obiettore civile! E' anche così che la legge si uccide.). Io sono arrivata a pelo col fiatone dalla Toscana, dopo molti blocchi dei carabinieri per controlli, il dispiegamento di Gazzelle che fermavano le auto era impressionante. Incredibilmente i lampioni di Bologna sono rimasti tutti spenti, così la manifestazione è stata fatta al buio crescente. Poche donne dapprima, poi più di 500. Per essere Bologna una città di vecchi sempre assente nelle proteste politiche e politicamente morta e sorda alle rivendicazioni dei diritti civili, e pur essendo la manifestazione senza partiti, sindacati, stampa, soldi e televisione e pur essendo alle 17 molte ancora sul posto di lavoro: un'ottima riuscita. Più uomini di quel che pensavo. Tante mamme con i bambini, una con due splendidi gemelli in carozzina che dormivano beatamente nei loro sacco a pelo, un'altra che gridava molto incinta. Presenti varie operatrici del S.Orsola. Tanti striscioni e bandiere dell'Udi e dell'UAAR. Molto notata l'assenza delle donne in nero che a Bologna hanno la loro sede proprio in Piazza Maggiore in uno dei più lussuosi palazzi storici (difenderanno le donne nel mondo, ma a Bologna a difendere i diritti delle donne italiane non c'erano). Presenti le donne dell'Udi. Gran spiegamento di carabinieri e gazzelle, Grillini spargeva sorrisi (peccato che nei Ds abbia fatto praticamente niente). Prima stavamo metà nel cortile e metà per strada. Poi quelle per strada hanno cominciato a far barriera sulla via Massarenti, trafficatissima, specie al quell'ora, bloccando tutto il traffico, ma ordinatissime, alle richieste dei carabinieri prima lasciavano passare una corsia e poi l'altra, e si aprivano alle ambulanze. Accanto a me un carabiniere ha chiesto a una giovane se non pensava alla sofferenza degli automobilisti in attesa di passare. Lei gli ha chiesto se lui non pensava invece alla sofferenza della signora di Napoli. Poi siamo andate in corteo verso la Piazza del centro (nelle strade buie) riempiendo tutta Strada Maggiore. Quasi 3 ore di manifestazione. Un grazie alle tante ragazze giovanissime che avevano preparato slogan e canti e si sono ampiamente prodigate. Il futuro è loro ed è oggi che devono lottare per salvarlo.#7 · Giorgio Sornicola
15 febbraio 2008, 09:53 in questi giorni gira per le strade un lurido obeso il quale gestisce una trasmissione televisiva assieme ad un ex compagna adesso venduta al regime che gli fa da spalla comunque l'obeso lavora per noi in quanto al comportamento della Polizia niente di strano sono gli stessi di Bolzaneto e della scuola Diaz#8 · viviana vivarelli
15 febbraio 2008, 13:44 A Bologna all'ospedale S. Orsola ci sono ben 21 obiettori su 30. All'ospedale Maggiore c'e' un solo infermiere non obiettore. Ma perche' deve essere permesso a un infermiere di fare obiezione di coscienza? Ci sono migliaia di persone pronte a prendere il suo posto, se non ha voglia di lavorare............ In quanto alla RU486 che renderebbe inutile l'aborto, e' utilizzata solo al Maggiore e solo per il 4% di tutti i casi di interruzione volontaria di gravidanza. E' vietato alle farmacie italiane di venderla. Puo' darla solo un ospedale ma a Bologna per es. c'e' un solo ospedale diposto a farlo. Il S. Orsola non lo fa. Ma vi sembra civilta', questa? Si fanno le leggi a tutela delle persone e poi si da' potesta' a chi deve applicarle di sottrarsi ad esse. E si tratta di Bologna, non di una villaggio africano! Eppure anche qui in 20 anni gli aborti sono dimezzati e oggi riguardano in maggioranza donne extracomunitarie! Tornare a vent'anni fa farebbe raddoppiare gli aborti. E' questo che vogliono? Ed e' stata la stessa 194 a permetterlo. L'art. 9 dice: “il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non e’ tenuto a prendere parte alle procedure ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza”. E il risultato e' la negazione quasi totale del servizio. Nel 2003 (ma ora i numeri sono piu' alti) si dichiaravano obiettori il 57,8% dei ginecologi, il 45% degli anestesisti e il 38,1% del personale paramedico (infermieri, barellieri..) In Veneto era obiettore l’80,5% dei ginecologi; nel Lazio il 77,7%; in Basilicata oggi non c'e' nemmeno un medico non obiettore. E la maggior parte degli obiettori e' spinta da una ragione che ha poco a che vedere con la morale e molto col basso interesse, dichiararsi obiettori e' un titolo di merito, si lavora meno, si fa piu' carriera. E' una gara a chi fa piu' piaceri al Vaticano. Ecco perche' la RU384 non si importa. La penalizzazione delle donne e' gia' in corso. Ma questi politici lo sanno che anche le donne votano? Al 2006 c'erano 47.342.453 elettori, 22.685.258 maschi e 24.657.195 femmine. Che facciamo? Le buttiamo? Sono tutti pazzi questi politici? .... da Nuovo Masada--- http://www.masadaweb.orgform di registrazione al sommario
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#1 · elisabetta
14 febbraio 2008, 16:05 Io inviterei le donne di sinistra democratica a ritrovarsi in comitati di quartiere per discutere, pensare e intervenire circa i diritti delle donne,con franchezza, senza lasciarsi intimidire, come tutte possiamo e sappiamo fare. I diritti delle donne non sono una tela di Penelope che di giorno si tesse e di notte si disfa, mi pare evidente. Io, personalmente sono cresciuta con Emma Bonino, Adele Faccio e altre più oscure femministe altrettanto intelligenti e di piena coscienza e sono cresciuta con loro in piena intelligenza e coscienza e autonomia e non ho mai ascoltato una Binetti, costretta per forma mentis a limitare il suo campo d'intervento e d'aiuto verso l'altra. Auspicherei addirittura che il numero più alto possibile di donne di destra e di centrodestra uscissero dal servaggio del sì oscurantista al loro partito quando si parla di questioni come l'aborto,ricordandosi che si dà spazio solo a manovre di propaganda elettorale nell'immediato e di oscurantismo per non dir fascismo nel futuro. Non credo di chieder troppo.