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Il cinema sopra Berlino
Emanuele Martorelli, 05 febbraio 2008, 16:13
Suoni, immagini, parole
Al via la 58esima edizione della Berlinale, uno dei festival cinematografici europei di maggior rilievo e che quest'anno ospita diversi film italiani in concorso più una retrospettiva dedicata al regista Francesco Rosi
Il 6 giugno 1951, al termine della Seconda guerra mondiale, su iniziativa delle truppe americane che occupavano gran parte della città, si tenne la prima edizione del Festival di Berlino all'interno del cinema del Titania-Palast: il film d'apertura era nientemeno che "Rebecca, la prima moglie" di un certo Alfred Hitchcock con Joan Fontaine, che fu anche madrina dell'evento. Da allora la manifestazione viene ogni anno regolarmente celebrata nel mese di febbraio, e ad oggi è considerata uno degli eventi più importanti in Europa per quel che riguarda l'industria cinematografica.
Ad aprire le danze per la cinquantottesima edizione (che si svolgerà dal 7 al 17 febbraio) sarà "Shine a light" di Martin Scorsese, il film-documentario sui Rolling Stones girato nella tappa del tour del 2006 al Beacon Theater di New York. Per le proposte italiane in concorso spunta "Caos Calmo" di Antonio Grimaldi, in uscita nelle sale l'8 febbraio, che vede come protagonisti Nanni Moretti, Valeria Golino e Isabella Ferrari. Tratto dal romanzo di Sandro Veronesi, il film narra le vicende di Pietro Paladini, manager tv caduto in una profonda crisi in seguito alla morte della moglie. Dopo aver salvato la vita di una perfetta sconosciuta, Pietro intraprende una osservazione del mondo "da fermo" che sia all'interno della sua auto, al bar o in una panchina, dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio, per sentirsi vicino alla figlia bambina che lì va a scuola, cercando di vedere il mondo con occhi totalmente differenti, assalito da una nuova e insolita calma. Tra i titoli selezionati nella categoria Panorama ci sarà "Sonetaula" del regista sardo Salvatore Mereu (autore di "Ballo a tre passi"), tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Fiori, "Corazones de Mujer" di Davide Sordella e il documentario "Improvvisamente l'inverno scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Al regista italiano Francesco Rosi (già Orso d'Argento nel 1962 per il film "Salvatore Giuliano") verrà assegnato l'Orso d'Oro alla carriera e sarà dedicata una speciale retrospettiva con proiezione di tredici suoi lungometraggi tra i quali "I Magliari" (1959), "Le mani sulla città" (1963), "Il caso Mattei" (1972), "Dimenticare Palermo" (1990) e "La tregua" (1997). Tra gli emergenti, per la categoria Forum, è stata scelta l'opera prima di Nello La Marca, "Terramare", un film indipendente che affronta il tema dell'emigrazione. Ancora cinema nostrano nella sezione Cortometraggi con "Giganti" di Fabio Mollo, "Impermanent" di Mario Rizzi, e Signe Baumane con l'animazione "Teat Beat of Sex: Episodes 8,9,10,11". Il progetto di Anna Di Francisca "Le ragazze di Albuquerque" parteciperà invece al Co-Production Market.
Altra importante retrospettiva sarà quella dedicata al regista spagnolo Luis Bunuel, e da non perdere è anche l'omaggio al cinema tedesco che, dal finire degli anni sessanta a tempi recenti una generazione di cineasti come R.W. Fassbinder, Werner Herzog, Kluge, Schlondorff, ha saputo portare a livelli pari a quelli raggiunti con il primo espressionismo. Il documentario "Gegenschuss - Aufbruch der Filme" di Dominik Wessely li celebra attraverso la ricostruzione del percorso della Filmverlag der Autoren, la casa cinematografica che finanziò gran parte dei loro progetti. Tra gli altri titoli in concorso troviamo "Julia" di Erick Zonca (Francia), "Lady Jane" di Robert Guédiguian (Francia), "Happy-Go-Lucky" di Mike Leigh (Regno Unito), "In Love We Trust" di Wang Xiaoshuai (Cina) e "S.O.P. Standard Operating Procedure" di Errol Morris (USA), documentario shock sugli abusi del carcere di Abu Ghraib. Fuori concorso sarà presentato il film d'esordio alla regia di Madonna (l'ultima incursione nel cinema è stato il disastroso rifacimento di "Travolti da un insolito destino..." con Adriano Giannini) "Filth and Wisdom", che annovera tra gli attori il leader dei Gogol Bordello, Eugene Huntz. Il festival desta grande interesse soprattutto per la capacità di ospitare contenuti fortemente sperimentali. Anche grazie a questa attitudine, la Berlinale registra un costante interesse di critica e pubblico, e riconferma la città di Berlino come una tra le capitali europee che vanta un fermento artistico mai sopito, in grado di scommettere su linguaggi nuovi e inusuali.
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