Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
L'oggi e il domani di Rifondazione
Andrea Scarchilli , 26 gennaio 2008, 15:10
Politica
Direzione allargata, Giordano chiede il sostegno del partito alla strategia futura: governo a termine per la riforma del voto alla tedesca e grande battaglia politica, a partire dalla campagna elettorale, sulla questione morale. I mugugni delle minoranze, il distinguo di Ferrero sull'unità a sinistra
La crisi - il segretario l'ha definita "una volgare e repentina azione di trasformismo" - è stata determinata al centro, "luogo di permeabilità e frana sul versante dei poteri forti". Si legga: Confindustria che aveva appena incassato il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, le gerarchie ecclesiastiche in fase di - coincidenza? - attivismo verbale dopo la rinuncia ratzingeriana alla visita alla Sapienza. Quel centro è stato evidentemente sensibile a certe proteste nonostante, ha detto Giordano, "quei partiti fossero stati sempre coccolati, avessero ottenuto attenzione su questioni dirimenti". La linea della segreteria è su due conduttori temporali, uno a breve, l'altro a lungo termine. Nell'immediato Rifondazione comunista propone, per uscire dalla crisi, "un governo che in un tempo breve sia in grado di ottenere una legge elettorale sulla base della bozza Bianco", perché il sistema attuale spinge alla frammentazione e costringe alle coalizioni coatte. Lo stesso esecutivo a termine dovrebbe farsi carico di ridistribuire quei 12 - 14 miliardi di euro a disposizione delle casse dello stato, a beneficio dei salari e dei ceti più deboli.
In prospettiva strategica, invece, secondo Giordano è giunto il momento di dare battaglia su uno dei temi più cari, da Enrico Berlinguer in poi, alla sinistra: la questione morale. Il segretario è convinto: "Ci vuole una riforma morale e intellettuale del paese, su questo tema dobbiamo ricostruire un'etica pubblica e impostare la campagna elettorale". Il degrado culturale del paese, "impastato con la crisi sociale", è devastante per l'Italia ed è la diretta causa della crisi della politica. Un primo segnale, ha detto Giordano, deve essere la prosecuzione della battaglia per spingere il governatore siciliano Totò Cuffaro alle dimissioni. Poi, pretendere che il Parlamento riconquisti una sua centralità dopo anni in cui si è assistito a uno sbilanciamento dei poteri dalla parte dell'esecutivo. Il segretario ha apprezzato, in questo senso, il modo in cui Romano Prodi ha gestito la crisi portandola, con trasparenza, in aula. Inutile dirlo, poi, liberarsi delle scorie. Giordano è netto: "Mai più con i Mastella e con i Dini". Parallelamente, rilanciare il processo unitario a sinistra, favorire la nascita dei una sinistra unita e plurale. Il leader di Rifondazione non ha rinunciato alla stoccata a chi non appare convinto: "Non si può dire, fino a ieri, sì all'unità e poi pretendere una soglia di sbarramento bassa, per tenersi il doppio binario". Ha annunciato, per il nove febbraio prossimo, una grande assemblea unitaria a Torino, "per recuperare quel concetto di centralità operaia che sembra essersi perso".
Quell'unità chiesta da Giordano al partito per la gestione della fase, non esiste in senso assoluto. Si sapeva, già alla vigilia, dei mugugni delle minoranze, "L'Ernesto" ed "Essere comunisti". Per i primi ha parlato Gianluigi Pegolo, che ha bocciato la strategia dell'appoggio a un eventuale governo a termine: "Si reggerebbe anche con i voti del centrodestra. Un governo di questo tipo consentirebbe di recuperare il rapporto delle forze di sinistra con l'elettorato di riferimento o, piuttosto, darebbe il colpo di grazia". Poi: "Come si va a dire che si occuperà solo di legge elettorale? Ci saranno da risolvere, in quel periodo, il nodo delle missioni militari, la trattativa dei salari. Come ci comporteremmo una volta dentro quella maggioranza? Faccio presente che a sostenere questa operazione c'è anche il presidente di Confindustria". Pegolo propone il voto subito, e da soli. Claudio Grassi di "Essere comunisti" ha lamentato l'assenza di un'autocritica del partito sull'esperienza al governo: "Ricordo che avevamo cominciato la campagna elettorale con lo slogan ‘vuoi vedere che l'Italia cambia davvero?'. Dopo venti mesi, la domanda evidentemente non ha avuto una risposta positiva".
Atteso l'intervento del dimissionario ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Ha concordato su tutto l'intervento di Giordano, ponendo qualche distinguo sulla gestione del processo unitario. Cauto: "L'unità si fa sia dal basso, sui territori, che dall'alto. Temo che facendola solo da un verso non ci riusciamo. C'è un problema di relazione con la nostra gente". La legge elettorale, insomma, non basta. Ferrero è da mesi indicato, in vista del prossimo congresso, come il candidato dell'identità contro, o almeno in mitigazione, dell'unità . Chissà , ma certo che ora l'agenda è saltata in aria, ed è presumibile che alla prossima assise di Rifondazione non si parlerà solo di come mettere insieme i pezzi della sinistra.
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#4 · stefano
26 gennaio 2008, 19:57 Caro Davide83, ti consiglierei di tornare a un corso di matematica. Il voto di Turigliatto non cambiava nulla. Se vuoi cercare chi ha affossato il governo vallo a cercare in quei poteri a cui il governo si è inchinato per due anni (confindustria, vaticano e Usa). Forse hai raggione tu, noi del PRC facciamo pena. Non vi è dubbio che dopo le elezioni si aprirà una discussione di fondo dentro il nostro Partito. Voi, invece, un Partito manco ce lo avete. E vi illudete se pensate che il PRC dei territori doni il proprio sangue per garantire la rielezione di qualche vostro rappresentante. E’ l’unica unità di cui vi occupate – non c’eravate il 20 ottobre, non c’eravate a Vicenza, non muovete una foglia sui territori per sostenere la dura battaglia della Fiom. Forse un bagno elettorale lo eviterete alle politiche ma le compagne e i compagni del PRC nei territori non sono dei pirla. E di questa disastrosa esperienza nel governo non dubitare che discuteranno.#5 · Andrea Scarchilli
26 gennaio 2008, 19:57 Verissimo. Refuso corretto, chiedo scusa. Grazie a Gioachino#6 · catia
26 gennaio 2008, 20:15 e bravo Stefano! Facciamo così, immaginiamo che SD scompaia (ce lo meritiamo no? d’altronde sui territori quelli del prc sono tutta gente come si deve, non fanno inciuci, non fanno clientele, non mirano al loro interesse personale, mentre quelli di SD si sa non hanno aderito al pd solo per convenienza personale), i verdi si uniscano in qualche modo al pd, prc e pdci si uniscono in un bel partito comunista (tanto sui territori quelli di rifondazione con i comunisti italiani vanno ovunque d’amore e d’accordo, d’altronde sono tutti comunisti perché non dovrebbero andare d’accordo?)che si attesta sul 6% diciamo, stando fuori a quel punto da ogni livello di governo (il pd con il resto non avrà certo bisogno di voi…), le classi sociali deboli di questo paese ne avranno sicuramente a guadagnare. L’importante è essere duri e puri. Chissà chi è poi che può fare gli esami agli altri… Auguri! D’altronde Bertinotti vi ha cresciuti così, adesso mica si può lamentare…#7 · L'impresentabile
26 gennaio 2008, 20:38 Per cortesia compagni finiamola con queste accuse reciproche. quelli del pdci contro quelli del prc quelli del prc contro quelli della sd quelli della sd contro quelli del pdci Una sconfitta devastante come quella di due giorni fa produce rancori e scoramento… ma bisogna capire che la politica si fa guardando avanti. il futuro c‘è e si chiama la SINISTRA ARCOLBALENO in questo momento c‘è bisogno di tutti.. c‘è bisogno di una sinistra forte e unita, con dentro comunisti, socialisti, ambientalisti, movimenti, comitati… senza primogeniture nè annessioni.. senza abiure della nostra storia… senza supponenze o padreterni… non ci deve essere chi entra a testa alta e chi con il cappello in mano…#8 · Mariano
26 gennaio 2008, 22:24 Un esempio dal territorio:in primavera a Messina si vota per le amministrative , in una riunione della “ sinistra da unire” i neo compagni di SD hanno così esordito “ crissimi alleati si spera che abbiate capito che non è più il tempo di stare dietro a quei 4 ignoranti che per votarci vogliono vedere falce e martello, in ogni caso sia chiaro che SD ha l’esigenza di ottenere un consigliere comunale, o lo si ottiene insieme a voi oppure penseremo ad altre alleanze” SORGE IL FONDATO SOSPETTO che SD PIUTTOSTO DI ANALIZZARE UN PERCORSO UNITARIO PER LA RICRESCITA DELLA SINISTRA, ABBIA L’ESIGENZA DI UNA SECONDA BOLOGNINA PER GARANTIRSI LE LISTE ELETTORALI. Cari ex pds ed ex ds, anni fà avete scelto il democristianesimo rinunciando all’identità comunista, se oggi avete capito di aver sbagliato recitaTe un onesto mea CULPA, chiedete scusa ai comunisti e pensiamo insieme ad un processo di unità COMUNISTA!!!! In caso contrario chiedete scusa a Veltroni e D’Alema e tornate a parlar male del comunismo come avete fatto fino ad ieri…#10 · Spartaco Innocenzi
27 gennaio 2008, 00:48 Mah,a me sembra una sana discussione tra elettori della sinistra e di Alleanza nazionale e Forza Italia.Se volete vi procuro anche qualche bastone.I vostri litigi fanno capire che la Sinistra e’ finita.Che Berlinguer riposi in pace.#11 · Il Brigante Rosso
27 gennaio 2008, 01:02 Segnalo solo una cosa: tra i sei Senatori che non hanno dato la fiducia a Prodi 3 di loro (Dini, Fisichella e l’altro diniano di cui non ricordo il nome) sono stati eletti nella Margherita e quindi Partito Democratico!#12 · Il Brigante Rosso
27 gennaio 2008, 01:18 Tornando alla discussione sull’articolo; sono perfettamente d’accordo con il Compagno Pegolo sul fatto che la soluzione migliore siano le elezioni anticipate in cui la sinistra si presenta unita, per cui “sinistra arcobaleno” sarebbe la coalizione all’interno della quale ogni Partito si presenta col proprio simbolo. Infine sulla legge elettorale ritengo antidemocratico uno sbarramento superiore al 2-3%, ovvero un milione di voti. Una soglia superiore personalmente mi condurrebbe alla decisione di non votare più!#13 · Silvio
27 gennaio 2008, 01:49 Cribbio! Chi è questo Spartacus che cita Berlinguer, procurandomi brividi* pericolosi per la mia criniera (*movimento ondulatorio che mette in crisi i miei deboli peli)? E chi è Catia, o Davide83? Bravi, Stefano e altri. Subito elezioni, in culo agli operai! Turigliatto santo subito, anche se il suo voto non contava una mazza. Ah, Previti, a proposito: chi cazz‘è Turigliatto? Era in lista pagamenti o è gratis?#14 · Spartaco Innocenzi
27 gennaio 2008, 11:00 Caro Silvio,quando verra’ quello vero,ti fara’ il culo a stelle e strisce.Vedrai che smetterai di fare la marionetta!#15 · piergiorgio
27 gennaio 2008, 13:09 C‘è una questione di metodo, che mi sembra sia stata ripresa anche nel dibattito alla Direzione PRC di ieri. L’urgenza dettata dalla crisi non può espropriare il diritto degli iscritti PRC a discutere ed analizzare l’esperienza di governo a partire dalle premesse dell’ultimo congresso: siamo stati coerenti con la nostra ipotesi del governo come mezzo per trasformare e non come fine? l’Ulivo e oggi il PD rappresenta ancora un soggetto politico (ed una composizione sociale) progressista, riformista e democratica con la quale i comunisti possono mediare un programma di legislatura? Sarebbe un piccolo “golpe” interno al partito nella misura in cui un gruppo dirigente senza fare un serio bilancio del proprio operato, prendesse decisioni su partecipazione a governi il cui programma non potrà essere determinato solo da noi (e questo è ciò che anche Giordano sa e dice onestamente) ed il cui costo sarebbe la divisione a sinistra, per la cui unione si è invece lavorato fino ad ora, anche sacrificando le istanze decisionali del partito (congresso).#16 · christian
27 gennaio 2008, 13:24 Ripeto anche qui che aggiungerei la domanda: l’analisi era corretta alla vigilia dell’alleanza con l’Ulivo, sulla presunta permeabilità del cosiddetto centrosinistra alle istanze dei movimenti? Perchè così venne giustificato l’ingresso del Prc ne “l’Unione”, in occasione dell’ultimo congresso: il movimento altermondialista nato a Seattle nel ’99 e sviluppatosi a Genova e Porto Alegre avrebbe modificato l’assetto dei Ds e della Margherita. Possiamo dire che sia andata veramente così?#17 · Michele Calabresi
27 gennaio 2008, 14:09 Se nessuno è disposto a rischiare niente ci saranno solo piccole e autoreferenziali “sinistre” che al massimo fingeranno di allearsi in vista delle elezioni, ma nulla di nuovo all’orizzonte. La maggior parte di chi voterebbe volentieri a sinistra sarà costretto, turandosi il naso, a votare PD nella speranza di dare almeno un “voto utile” contro le destre. Ma veramente vogliamo questo?!!! I democratici sicuramente ci sperano, anzi ci contano, e noi con le nostre patetiche divisioni identitarie gli stiamo servendo milioni di elettori su un piatto d’argento. Per favore cerchiamo di aprirci veramente al confronto non solo con i militanti delle altre formazioni lillipuziane ma anche con la società civile, quella organizzata certamente, ma anche e soprattutto quella che vorrebbe forse partecipare. Finitela di chiedere voti, apritevi alla società, fatela partecipare e non abbiate paura di farvi giudicare o di perdere “la vostra SACRA identità”. C‘è spazio per una VERA SINTESI, che è cosa nuova e diversa da una semplice catena di compromessi al ribasso per tenere tutti ipocritamente insieme.#18 · avana
27 gennaio 2008, 15:59 Vorrei i dire ai compagni di rifondazione, che nessuno ha fatto in questi giorni un po di autocritica, questi 20 mesi di governo sono stati per Prodi un calvario, ogni giorno c’era qualcuno a sinistra che la sparava più grossa, non era meglio se ci si fosse messi d’accordo su 4 o 5 cose che questo governo avrebbe dovuto e potuto fare lavoro per i giovani ed eliminazione del precariato controllo dei prezzi diritti di cittadinanza diritti civili moralizzazione della politica. Era chiedere troppo, invece di marcette e manifestazioni con ministri ridicoli di lotta e di governo,serate a porta a deleggitimare il governo stesso e adesso che si fa una bella sinistra unita senza PDCI che non rinuncia alla falce e martello, senza i verdi e con SD o una sua parte gli altri torneranno nel PD ,per raggiungere il minimo storico del consenso a sinistra e ricollocare i soliti noti.no grazie non ci sto,organizzo movimenti per il non voto e l’astensione oppure mi turo il naso evot PD. Moretti docet con questi dirigenti non vinceremo mai. P.S. Salutatemi Turigliatto#19 · Marco
27 gennaio 2008, 16:21 Per Stefano. Io non ritengo che PRC faccia pena. Sul fatto che nei territori PRC sia forte e abbia ancora la forma di partito di massa bisognerebbe fare delle valutazioni caso per caso… e ti assicuro che dai numeri e dall’organizzazione che ho modo di conoscere bene così non è. Mi permetto di darti un elemento in più di valutazione: chi ha aderito ad SD ha aderito sulla base di uno statuto che dice delle cose precise e non per andare a prendere i posti di PRC. Ovviamente esistono le eccezioni… d anoi come da voi. Se si trattasse di una questione di posti posso assicurarti che nel PD che deve crecare di legittimarsi a sinistra chiunque proveniente da SD che volesse passare al PD avrebbe una forza di contrattazione enorme per rivendicare un “posto”… e la possibilità di ottenerlo considerata la forza potenziale del PD. Il vero problema, a mio avviso, sta nel fatto che non si riesce a superare la “logica del posto” o “della spartizione” e il tuo intervento è li a confermarlo. SD nel suo complesso e con le eccezioni del caso la logica dei posti l’ha superata… PRC in parte si… poi ci sono quelli che fanno i discorsi che fai tu… ma spero che siano la parte minore. Per gli altri che parlano del 20 ottobre… beh… mi sembra che all’epoca le cose fossero chiare a tutti e non ritengo sia necessario spiegarle ulteriormente. Dico anche che negli ultimi mesi sono avvenuti molti eventi, non ultimo l’assemblea dell’8 e 9 dicembre… usare l’argomento del 20 ottobre personalmente lo ritengo fuori tempo massimo e dimostrazione di scarsità di argomenti. Che non sia qualcun altro ad essere attaccato al posto… come un eco mastelliano?#20 · stefano
27 gennaio 2008, 21:33 Sono sicuramente giorni difficili, per tutti. All’orizzonte c‘è comunque un governo di destra. Sia che si voti ad aprile sia, e forse sopratutto, se la sinistra sostiene un governo istituzonale. E’ possibile che dopo questo disastro non ci si chieda innanzitutto il perchè? Se il governo Prodi non avesse avuto il consenso del 20/25% degli italiani forse lo stesso Mastella ci avrebbe pensato su. Oggi in Italia ci sono milioni di persone per le quali è impossibile arrivare a fine mese, ai giovani è stato rubato il futuro (precario il lavoro, precario il futuro). La delusione per le mancate promesse del governo Prodi chi credete la pagherà? Il PD? Innanzitutto le forze della sinistra, tutte. Sapete che dal 2001 i Partiti maggiormente votati dai lavoratori dipendenti sono Forza Italia e Lega Nord? Se non si riparte da qui la sinistra in questo paese non avrà futuro. La destra ha vinto nella società, culturalmente e socialmente. Le elezioni ne sono una semplice fotografia. L’unità a sinsitra che si sta costruendo serve per cambiare i rapporti di forza nella società? Se non si è uniti su questo l’unità può essere solo istituzionale, come infatti è. E’ un problema che non riguarda solo le forze politiche. La Cgil aveva investito tutto sul governo ‘amico’. E ora? Può continuare a considerare la Fiom come il nemico del popolo? Se l’unità non la si costruisce sui contenuti, sugli obiettivi a breve e lungo termine è un’unità che non tiene. Dico di più. Se la si smettesse di discutere ‘sciogliamo questo e quell’altro partito e facciamo questo e quell’altro partito’ sarebbe più facile concentrarsi su un’unità a sostegno delle lotte, a sostegno delle vertenze dei lavoratori, a sostegno di una scuola pubblica, a sostegno di un modello di sviluppo non disastroso per l’ambiente. L’alternativa, per l’appunto, è litigare. E la povera gente – oggi povera nel vero senso della parola – sarà sempre più povera. A chi sostiene partiti unici posso chiedere il perchè negli ultimi dieci anni non ci si è riusciti? Solo per cattiveria dei gruppi dirigenti? Mi sembra una spiegazione debole. Forse vi sono stati, e vi sono ancora, visioni e prospettive diverse, non riconducibili a uno. Ve lo dice uno che nel PRC ha visto ben tre scissioni. Alla loro base, come si è visto, vi erano visioni politiche diverse. Sono tra quelli che non chiede a Mussi abiure, anzi. Vorrei costruire insieme a lui lotte e vertenze. Ma altrettanto conseguentemente non si chieda a chi è e vuole continuare a defirsi comunista di fare abiure. Non è una questione ideologica o identitaria, è una questione che guarda al futuro. Tantopiù oggi che il capitalismo sta mostrando il suo volto ‘naturale’, e lo sta mostrando a milioni di persone in Italia. Poi, chi ha più filo più tesserà. In sincerità#22 · franco
27 gennaio 2008, 22:07 Sbaglio o con l’attuale sistema elettorale la soglia per un partito che si presenta da solo è già del 4% alla Camera e dell’8% al Senato? E se si fa una coalizione ci vuole almeno il 10%. Il Brigante Rosso (o Rozzo) vuole la soglia del 2-3%, perchè pensa che un partito di veri comunisti non riesca a prendere di più, ma adesso per entrare in Parlamento con un milione di voti bisogna allearsi al PD, altrimenti si sta fuori.#23 · antonino orlando
27 gennaio 2008, 22:57 Personalmente condivido le posizioni espresse da Giordano nella Direzione, sia sull’unità della sinistra che sulla questione morale, grande problema dell’Italia e degli italiani. Tuttavia il processo di unità non può essere una scelta di vertice e solo elettorale, bisogna andare ad una costituente, solo lì si vede chi è per l’unità e chi gioca su più tavoli. Chi vuole una sinistra democratica, riofrmista, socialista ed europea e chi vuole non si sa cosa. Credo che solo con la costituente coinvolgendo tutta la sinistra, anche quella socialista, si possa dare una risposta politica al degrado morale e materiale di questo nostro Paese. N.B. Personalmente spero che da questa dolorosa vicenda, dagli esiti ancora molto ma molto incerti, una cosa l’abbiamo imparato: a non fidarci dei Troskisti. Brutta gente, infida e vigliacca. Qualcuno a suo tempo l’aveva ben capito. Peccato averlo dimenticato.#24 · Il Brigante Rosso
28 gennaio 2008, 00:33 Caro Franco innanzitutto apprezzo il tuo stile a differenza della mia rozzezza. Io esprimo una mia posizione secondo la quale è antidemocratico eliminare dalla rappresentanza un milione di Italiani per cui ritengo che la soglia massima deve essere del 2-3%.#25 · Spartaco Innocenzi
28 gennaio 2008, 10:01 Dal nostro dibattito emerge solo un cosa: L’egoismo e masochismo. A questo punto,e’ sacrosanto e giusto che governi Berlusconi e la destra.Ci dovremmo vergognare e andare tutti a ffanculo.#26 · Michele Calabresi
28 gennaio 2008, 10:51 Concordo in parte con l’analisi di Stefano. La sinistra deve sicuramente ripartire dalla società e preoccuparsi di rappresentare i lavoratori e chi in generale soffre e fa fatica ad arrivare a fine mese. Deve sicuramente difendere sanità ed educazione pubblica, la laicità dello stato, i diritti civili e individuali di tutti ecc… ma deve anche occuparsi degli immigrati, che oggi sono la vera classe sfruttata e vivono in condizioni che ricordano quelle del sottoproletariato urbano o dei braccianti agricoli di fine ’800 e primi ’900. Ebbene penso che sia necessario prima di ogni altra cosa per una sinistra che si possa definire tale e per un sindacato che faccia il suo mestiere, cercare di avvicinarsi a questa realtà e come il PCI (e il PSI) del dopoguerra, farsi non solo portavoce di istanze ma anche scuola. Milioni di italiani uscirono dall’analfabetismo e dall’ignoranza grazie alle sezioni e le case del popolo. Penso che la sinistra, ed il sindacato, debbano oggi tornare ad informare e formare in primo luogo gli immigrati che non parlando nemmeno la lingua sono tagliati completamente fuori dal dibattito e dalle lotte per i diritti. Ebbene, non mi interessa chiedere abiure a nessuno, ma oggi è un dato di fatto che la maggior parte di questi immigrati viene da paesi in cui la parola comunismo è stata sempre associata alla soppressione dei suddetti diritti. Per me in una realtà globalizzata è molto più importante avvicinarsi a questi lavoratori che rimanere fedeli ad un termine. Storicizzare il comunismo significa anche poter dire che almeno nella nostra realtà, accanto a tanti errori, i comunisti sono stati quelli che più di ogni altro hanno rappresentato le speranze e le aspirazioni dei lavoratori e degli oppressi battendosi per i loro diritti. Credo che oggi serva una sinistra che in attesa di nuovi aggettivi che la possano definire non usi più quegli aggettivi che da parte di molti sono, per forza di cose, associati con ingiustizie realmente patite sulla propria pelle.#27 · Il Brigante Rosso
28 gennaio 2008, 11:31 Caro Michele Calabresi, sono stato segretario del Prc in un quartiere di Bologna in cui abbiamo dovuto affrontare la diffidenza degli abitanti verso il trasferimento di un gruppo di famiglie rumene in uno stabile inutilizzato. Ti posso assicurare che siamo stati l’unico Partito che abbiamo dato aiuto a quelle famiglie e tutte loro hanno sfilato con noi sventolando la bandiera rossa con falce, martello e stella! il problema della diffidenza si pone, a giusta ragione, quando invece di aiutarli concretamente lo si fa solo a parole.#28 · il pensieroso
28 gennaio 2008, 12:12 ci si deve chiedere se qualcuno ha la ricetta sicura così cè la da e facciano come dice lui. mi pare impossibile che se ci sono idee diverse si grida allo scandalo e si maledice, allora che cosa dovremmo fare, eleggere uno che parla per tutti noi e gli altri zitti e mosca? ci sono candidati, così la facciamo finita?#30 · Michele
28 gennaio 2008, 14:30 APPELLO AI BLOGGER DI APRILE Il Pdci siciliano ha deciso di correre da solo alle provinciali. Il prc siciliano ha deciso che se non si fa la lista di Sinistra/Arcobaleno in tutte e 7 le province siciliane al voto correrà da solo. Ma adesso ci saranno anche le elezioni regionali, dove a causa dello sbarramento al 5% la sinistra sarà costretta a correre unita. Accanto alla difficoltà di tutto il centrosinistra (Borsellino sì, Borsellino no?) io vedo queste difficoltà per la sinistra: 1) C‘è il rischio di riproporre alle regionali il cartello elettorale fallimentare del 2006. Fallimentare perché era a tutti gli elettori ovvio che non si trattasse di un progetto politico unitario e condiviso ma di una accozzaglia di candidati; 2) Potrebbe pure accadere che pur presentandosi uniti alle regionali, alle provinciali ed alla amministrative la sinistra decida di presentarsi divisa. Sì, perché c‘è una legge di Murphy che dice “se si può fare una cosa intelligente non si farà.” IO FACCIO APPELLO A TUTTI I BLOGGER DI APRILEONLINE DI CHIEDERE ALLE SEGRETERIE NAZIONALI E SICILIANE DI TUTTI I PARTITI DI PRESENTARE IL SIMBOLO DI SINISTRA/ARCOBALENO A TUTTE LE PROSSIME COMPETIZIONI ELETTORALI, FRUTTO DI UN PROGETTO POLITICO CONDIVISO#32 · Michele Calabresi
28 gennaio 2008, 14:46 Caro brigante rosso, mi fa piacere sapere della tua esperienza e dell’aiuto concreto dato dal PRC. Mi auguro che in futuro sia tutta la sinistra a fare altrettanto. Nel mio piccolo parlando con vari lavoratori sia rumeni che moldavi e polacchi, ti assicuro che per loro l’associazione comunisti=nemici è molto forte tanto che mi hanno chiesto, per quanto assurdo possa sembrare, se Bossi e Fini fossero comunisti! Comunque il mio vuole essere solo uno spunto di riflessione. Non pretendo di avere la verità in tasca. La mia esperienza e le mie riflessioni mi portano a pensarla in un certo modo e credo che valga comunque la pena interrogarsi sul come definirsi in una realtà globalizzata in cui i progressisti si definiscono in tanti modi diversi. P.S. Alle ultime elezioni io ho votato rifondazione ma ti assicuro che convincere i tanti schifati dal PD a fare altrettanto, senza nemmeno la prospettiva di una sinistra nuova e inclusiva di storie e modi di pensare diversi, non sarà affatto un’impresa facile. Io ci proverò in mancanza di meglio ma, sempre dal mio punto di vista, sarò più debole e con meno argomenti. A tutti: in bocca al lupo!#33 · Giulio.A
28 gennaio 2008, 15:21 sarà che con il passare del tempo rivaluto parzialmente i Democristiani ed i Socialisti del tempo che fu, che oltre che ai propri interessi sapevano guardare anche a quelli della nazione, sarà che la classe dirigente uscita dal PCI ed entrata nel PDS prima e poi nel PD è politicamente incompatibile con qualsivolgia programma progressista ( chiedere al Sindaco di Roma perchè ha imbarcato il Cavaliere nella trattativa per il cambio della legge elettorale), che invito a riflettere alla domanda: è necessario creare una “ cosa rossa “ a far da stampella al PD? credo di no. Le scorciatoie di vertice non portano da nessuna parte. Sappiamo che la strada è più lunga ma è di qualità migliore. Ricostruire una politica progressiva, socialista,autonoma nel pensiero e nella cultura e renderne partecipi i cittadini Questi sono i nostri obiettivi. Lasciamoli governare nelle loro contraddizioni. Verrà il tempo del cambiamento#35 · Il Brigante Rosso
28 gennaio 2008, 15:57 Caro Michele anche a me piacerebbe chein futuro sia tutta la sinistra ad occuparsi concretamente di questi ed altri temi. Una sinistra plurale e confederata in cui ognuno mantiene le propria identità anche sulla scheda elettorale. Penso che un’occasione sarà data dalle ormai quasi certe elezioni politiche: la “Sinistra Arcobaleno” sia la coalizione in cui i vari Partiti si presentano con il proprio simbolo!#37 · Tristan
28 gennaio 2008, 16:48 A giudicare da quanto si legge in alcuni interventi c’e da pensare che, a volte, la cosiddetta “base”, sia molto peggio dei tanto deprecati vertici. Piccoli egoismi, velleitarimo parolaio, settarismo travestito da ricerca identitaria e anche elettoralismo degno del miglior(si fa per dire…) Mastella. Ecco quello che emerge da alcuni post. Innanzi tutto, pur comprendendo lo scoramento, non si vede perchè si dia per scontato il risultato elettorale. Tra le vittorie culturali di Berlusconi dobbiamo annoverare anche questa fede cieca nei sondaggi, che sembra colpire in particolar modo i piu’ radicali, quelli con la falce e martello DOC. Sondaggi che non ne hanno mai azzeccata una dal 2001 ad oggi. Lo voglio dire chiaro. Chi oggi da per scontata la sconfitta è un avversario non meno pericoloso della destra, se poi qualcuno è stanco, vada a casa e si riposi. Il primo dovere di ogni militante del campo democratico è opporsi con tutte le proprie forze ad una destra rozza e pericolosa, e questo si ottiene solo lavorando per il massimo livello di unità. So bene che sul PD pesano gravi responsabilità nella crisi che stiamo subendo, ma proprio nel momento in cui il PD subisce la tentazione di presentarsi da solo occore rilanciare il rapporto unitario. E’ vero c‘è la questione sociale, ma che il cambiamento dei rapporti sociali possa essere affidato ad un soggetto del 5% dei voti è pura propaganda. Neanche il nascente nuovo partito della Sinistra puo’ farlo da solo. Per farlo occorre spostare ceti sociali, sostenere il sindacato (tutto non un pezzo)nelle sue lotte,spostare anche il PD su posizioni si sinistra. Un lavoro di lunga lena che esclude ogni tentazione autoreferenziale. Insomma il nostro dovere oggi è lavorare per l’unità a tutti i livelli contro la disintegrazione politica che diventerebbe disintegrazione sociale. E allora veramente sarebbe la fine.form di registrazione al sommario
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Erica Bernardi



#1 · gioachino guarneri
26 gennaio 2008, 19:10 Per Andrea scarchilli: L’area di “sinistra critica” è già uscita dal PRC il 09.12.2007 ed è impegnata nella costruzione di un movimento anticapitalista(grosso modo la vecchia “Democrazia Proletaria”- soltanto una piccolissima nimoranza è rimasta dentro il PRC).Pegolo è dell’area dell’Ernesto.