Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Cuffaro dimettiti
Claudio Fava, 24 gennaio 2008, 18:30
I soldi della Regione Siciliana, quelli che Cuffaro ha regalato alla clinica di Aiello e che poi sono finiti nelle tasche di Provenzano, saranno serviti a Cosa Nostra per premiare i killer da mille euro a morto, per stipendiare gli estortori che vanno a riscuotere il pizzo, per pagarsi gli avvocati, per garantirsi le latitanze, per minacciare, corrompere, uccidere
Ci ritroveremo sabato pomeriggio a Palermo, per raccogliere l'invito della società civile e dei cittadini siciliani e per pretendere l'unico atto di decenza politica che il governatore ha a sua disposizione: le dimissioni. Che vanno chieste con chiarezza, non per ripicca.
A partire dai fatti, non dalla loro rappresentazione giudiziaria. Nel diluvio di dichiarazioni sul governatore e i suoi cannoli mi hanno stupito i sottilissimi distinguo di chi si è detto intimamente sollevato al pensiero che il governatore della Sicilia non sia mafioso ai sensi dell'art.7 di una legge del '91. Come se a provocare la nostra indignazione e la nostra umiliazione debbano essere i tecnicismi giudiziari con cui si interpretano i fatti, e non i fatti stessi.
Io per esempio mi sento indignato e umiliato all'idea che Cuffaro continui a ricoprire la più alta carica istituzionale della Sicilia: e non mi offre alcun sollievo il fatto che un tribunale abbia scelto di negargli un'aggravante ai sensi del codice penale.
Ciò che rende Cuffaro moralmente inadeguato all'ufficio che ricopre non sono i meccanismi di decadenza collegati a una condanna ma ciò che quest'uomo ha fatto nell'esercizio delle sue funzioni. E che vorrei riepilogare a me stesso, al netto di ogni aggettivo e di ogni moralismo.
Punto primo: Cuffaro era amico di un mafioso, riconosciuto tale da una sentenza che lo ha condannato in primo grado a 14 anni di reclusione.
Punto secondo: Cuffaro ha sperperato i denari dei siciliani concedendo alla clinica di Provenzano, attraverso gli uffici del suo amico mafioso, convenzioni con cui si pagavano prestazioni sanitarie a tariffe fino a dieci volte più salate che nel resto d'Italia.
Punto terzo: Cuffaro ha mentito alla giustizia e ai siciliani quando ha detto di non aver mai rivelato ai suoi amici indagati che erano intercettati.
Qualunque impiegato di concetto fosse stato ritenuto responsabile di simili comportamenti, con o senza la benedetta aggravante dell'art.7, sarebbe stato immediatamente sospeso da incarico e stipendio. Qualunque manager privato si fosse trovato nelle condizioni di Cuffaro, sarebbe stato immediatamente licenziato per giusta causa dalla sua azienda. Qualunque uomo pubblico riconosciuto colpevole di questi fatti, con o senza aggravante, si sarebbe presentato davanti alla pubblica opinione con l'umiltà di chi ha sbagliato.
Invece è finita come sappiamo: a cannoli. Con l'afflizione dell'ennesimo teatrino di Cuffaro che il giorno dopo spiegava come i cannoli, nel suo studio, li avesse pagati e portati qualcun'altro, ci mancherebbe...
Ho appreso, dalle parole d'un segretario sindacale, che per fortuna la condanna per Cuffaro è stata una "condanna normale, come può capitare a tanti politici che sbagliano in altre parti d'Italia". E le cose che ha fatto? Normali anch'esse? In quali altre parti d'Italia un governatore dà appuntamento ai suoi amici più chiacchierati sotto il ficus del suo giardino per timore di essere intercettato? In Pakistan? Nel Burkina Faso? Ho letto perfino, firmate da amministratori di centrosinistra giù ad Enna, irripetibili manifestazioni di solidarietà per il governatore condannato. E la solidarietà ai siciliani? A chi muore negli ospedali pubblici ridotti a bilanci di sussistenza per beneficiare le case di cura private del signor Aiello? A chi ha votato Cuffaro e si sente tradito? La solidarietà per un'isola ridotta ad uno zibaldone di luoghi comuni, sberleffi e pernacchie?
Mentre qualcuno tirava un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo del governatore dall'anatema dell'articolo 7, il New York Times pubblicava la sua foto in prima pagina liquidando l'intera comunità dei siciliani d'America, dopo un secolo di riscatti sociali e civili, come un'etnia senza redenzione, un malinconico repertorio di coppole e frutta candita.
Perfino in questa Sicilia di bizantinismi dovrebbero contare i fatti, non la loro qualifica giuridica. Ma vi dirò di più: a questo punto il problema non è nemmeno aver favorito o meno la mafia ma aver offerto cannoli alla faccia dei siciliani ammazzati dalla mafia. I soldi della Regione Siciliana, quelli che Cuffaro ha regalato alla clinica di Aiello e che poi sono finiti nelle tasche di Provenzano, saranno serviti a Cosa Nostra per premiare i killer da mille euro a morto, per stipendiare gli estortori che vanno a riscuotere il pizzo, per pagarsi gli avvocati, per garantirsi le latitanze, per minacciare, corrompere, uccidere.
Di fronte a questo scempio della dignità di un popolo, Cuffaro mangia cannoli e si paragona a Gandhi. E allora, con rispetto parlando, me ne frego che il tribunale lo abbia o meno proclamato mafioso: per me quell'uomo, mafioso o meno, non è più un cittadino siciliano ma una vergogna per tutti i siciliani onesti, di destra e di sinistra: onesti e basta.
Versione per la stampa
Commenta questo articolo
Feed dei commenti di questo articolo
Commenti
Nota Bene:
Aprileonline.info è uno spazio di informazione libero e aperto, creato per instaurare un confronto diretto sui temi proposti ogni giorno. La redazione di Aprileonline.info ha scelto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Tuttavia, nel ribadire che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso Aprileonline.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi, la redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non inerenti all'articolo
- messaggi
anonimi o con indirizzo email falso
- messaggi
pubblicitari
- messaggi offensivi o che contengano
turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o
sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una
violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla
violenza, diffamazione, ecc.)
Al fine di limitare al massimo un uso distorto della libertà di commento da oggi 17/04/2008 sarà obbligatorio inserire oltre al nome e cognome anche la e-mail di riferimento.
In ogni caso, la redazione di
Aprileonline.info si riserva il diritto di cancellare messaggi e commenti
giudicati non idonei in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.
#4 · rosario mastrosimone
25 gennaio 2008, 08:30 il consiglio Regionale gli da fiducia (ammazza quanti mafiosi ce so’) “lui” ci deve pensare alle dimissioni, noi piu’ semplicemente diciamo al buon Toto’:- se sei un uomo devi dimetterti, altrimenti si’ nu’ “quaqquaraquà”… D’accordo con Mario, anche l’altro governatore avrebbe dovuto, vista la drammatica situazione “rifiuti” in Campania, dimettersi…#5 · Adriano
25 gennaio 2008, 11:02 Sono d’accordo con chi sostiene anche le dimissioni di Bassolino, ma io vado oltre chiedendo anche le dimissioni del consiglio regionale calabrese. Insomma tutti quegli organismi politici in qualche modo collusi con la criminalità devono essere cambiati. Inoltre credo debba essere aperta una discussione vera sul perchè il centro sinistra in alcune realtà del Sud ha fallito e su come il federalismo così com‘è attualmente (dopo la riforma del titolo V) non è efficace nel contrasto alla corruzione e al malgoverno.#6 · Giuliano Caruso
25 gennaio 2008, 12:45 Il caso è emblematico e mi permetterei anche un’accostamento al caso Mastella o al caso dei rifiuti in Campania e anche al caso delle intercettazioni Rai. Mi ricordo che un geometra che portava le mazzette a Milano disse che non ebbe mai la percezione di compiere un reato sino a quando non ci furono le indagini e gli arresti. Tale mancanza di percezione si manifesta molto di più di quanto si possa credere, dalla sosta in doppia fila sino all’elusione delle tasse. Non possiamo guardare indietro e dobbiamo guardare avanti. Non dobbiamo convincere chi si oppone a tutto ciò ma basterà sperare in una presa di coscienza da parte di chi l’ha permesso?#7 · Francesco Mucciardi-exCiccio
25 gennaio 2008, 16:18 GRANDE CLAUDIO FAVA! LA RICHIESTA DI FAR DECADERE CUFFARO E’ AL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SAREBBE BELLO SE PRODI PRIMA DI ANDARSENE VIA DEFINITIVAMENTE CI LASCIASSE QUESTO REGALINO…: CUFFARO A CASA!!!!!!!!!! SE NO BOICOTTIAMO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN SICILIA E OCCUPIAMO IL PALAZZO DELLA REGIONE, GIA’ DAL 18 SERA PRESIDIATO DA MOLTI COMPAGNI E NON (SU IDEA DI CLAUDIO FAVA) !!! saluti rossi#8 · salutedemocratica
25 gennaio 2008, 19:20 Salutedemocratica invita Cuffaro A DIMETTERSI IMMEDIATAMENTEform di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Gli articoli di oggi
Pd, un partito non transitorio
Leo Sansone
La visibilità della classe operaia
Franco Astengo
La "febbre" della crisi
Alfiero Grandi*
Zapatero in cerca di fiducia
Elena Marisol Brandolini
Goldoni e Shakespeare, a spasso col classico
Renzo Francabandera
Lo scisma anglicano, Atto II
Andy Violet
STR: a Londra incontri sul teatro
Roberta Leotti, da Londra
In-dipendenza In-Video
Erica Bernardi



#1 · salutedemocratica
24 gennaio 2008, 20:30 Dimissioni immediate di Cuffaro e interdizione dai pubblici uffici. Se hai siciliani è rimasto un solo neurone lo usino per gridare la richiesta di dimissioni di Cuffaro