Giovedì, 11 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 20:24
Il Papa e l'ex voto
Francesco Burroni, 17 gennaio 2008, 20:09
SovVERSIvi
Benedetto XVI è sulle pagine di tutti i giornali. Le accuse al degrado della Capitale, le polemiche sull'invito all'università La Sapienza... e se S. Caterina nel '300 non avesse convinto l'allora pontefice Gregorio XI a lasciare Avignone per tornare a Roma?
Ex voto
Dove si narra di come Santa Caterina da Siena, che nel 1376 convinse papa Gregorio XI a lasciare Avignone per tornare a Roma, dopo aver letto il blog di Aprileonline, su intercessione dell'autore (senese anch'esso) compia uno storico gesto riparatore. Per grazia ricevuta gli italiani tutti ringraziano.
Eh no...! così ‘un va bene Benedetto
quando v' ho riportato da Avignone
te lo ricordi che v'avevo detto?
Fra Stato e Chiesa ‘un fate confusione
vedete di porta' un po' di rispetto
all' Italia e a' la su' Costituzione
e te ogni giorno che t'alzi dal letto
è tutto un mette' bocca e un' intrusione.
Forza... metti ‘n valigia la tu' tiara
prendi anche le scarpine rosso-Prada
... e questa foto di questo con questa pancia?
ah bravo... il ritrattino di Ferrara...
o gnamo sù... c'è da fa' tanta strada...
Come dove si va? Si torna ‘n Francia!
Il Papa all'università
No no... so' d'accordo per carità
ognuno deve di' la su' opinione
e per me anche ‘l papa all'università
poteva anda' a fa' lì il su' bel sermone
ma a parte che è lui che ‘un c'è voluto anda'
ma se ognuno può di' la su' ragione
democrazia è anche protesta'
perché anche la protesta è un'opinione
di ‘un anda' ‘un gliel' ha proibito nessuno
forse la su' segreteria di stato
ha pensato ch'era poco opportuno
mostra' al mondo una protesta legittima
e a lui, che ultimamente ha... debordato,
ora li fanno fa' la pòra vittima!
PS poi cià da lamentassi capirai...
‘un può parla'? ma se ‘un si zitta mai!
Già pubblicati:
Le sigle della mia vita
Falce, Martello e Arcobaleno
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#2 · silvia del guercio
18 gennaio 2008, 10:25 Ma che belle funzioni a sto Paese. Anche l’apertura di anno accademico si è traformata in messa cantata. Mussi si vergogni.#3 · Antonio Bianciardi
18 gennaio 2008, 18:26 E’ proprio vero, Santa Caterina avesse fatto i cavolacci suoi si patirebbe meno ora noi e a Roma ci sarebbe aria più fina… Se andava a da’ di gotto giù ‘n cantina, oppure a giro su un carro co’ buoi, o il Papa avesse detto: “Ma che vuoi?!?” sarebbe stata cosa sopraffina! E invece, caro Checco, è sempre ‘n mezzo, a mette ‘l naso dove non dovrebbe, e tratta tutti quanti con disprezzo! Così davvero non ci stonerebbe, che, ritornato in vita Leonardo, e gli dicesse: chetati vecchiardo!#4 · andrew
19 gennaio 2008, 16:27 Ma che tristezza compagni i vostri commenti intolleranti. Davvero come cattolico da sempre schierato da questa parte sto vacillando e mi chiedo che cosa potrebbe accadere alla chiesa se un giorno prevalesse quella che ancora mi ostino a credere come la nostra parte. Siamo ancora alla “religione oppio dei popoli”! Ma non vi rendete conto del fatto che il vostro livore anticattolico (ma ditemi, siete stati menati dalle suore all’asilo? Siete ex seminaristi molestati?) vi porta a negare quegli stessi diritti per cui lottate? O i diritti valgono solo per alcuni? E anche al poetucolo non sembra molto ipocrita scrivere che in fin dei conti l’ha scelto il papa di non andare? Ma che doveva fare? Far succedere un mezzo G8 genovese alla Sapienza? Non è che prima si minaccia uno di non andare e poi se non va lo si rinfaccia. A Petrarca! Santa Caterina lasciala in pace…scherza piuttosto coi fanti (magari quelli islamici) se vuoi mostrare coraggio e libertà di satira. Ma che ci volete proprio spedire tutti a destra???#5 · silvia del guercio
19 gennaio 2008, 16:33 Lei, caro signor Andrew, a destra ci sta già con tutte le scarpe. Non faccia finta del contrario, per farci sentire in colpa, che non attacca. Vada con Militia Christi ed indossi il cilicio, che nessuno gli lo impedisce.#6 · andrew
19 gennaio 2008, 17:28 Di destra sarà lei cara signora. E lo si capisce dal tasso di democraticità delle sue parole. Non attribusica in modo erroneo la mala fede agli altri. Quanto al cilicio vedo che accende la sua fantasia…interessante! Cara arrogante, mio padre ha fatto la resistenza ed è stato prigioniero in germania (a Ludwisburg) e mi ha testimoniato tutta la vita la possibilità di essere di sinistra (giovanissimo aderì al Fronte Popolare e poi al Psup), ma anche in quegli anni ha sempre rispettato la Chiesa. Io non voglio fare sentire in colpa nessuno. Voglio il rispetto che si deve a tutti…oppure se c‘è divieto di accesso al sito per i cattolici che qualcuno lo dica…è noto che se non siamo graditi togliamo il disturbo. Così potrete cantarvi da soli i soliti ritornelli…dogmatici.#7 · silvia del guercio
19 gennaio 2008, 17:58 Ma, no, caro Signore, anche questo sito, come i giornali, le tv, le leggi dello Stato, la classe politica nel suo complesso, sono tutti vostri, oggi come non mai, credo. All’invadenza riuniana non c‘è più freno, anche perchè chi avrebbe dovuto porre un argine non lo fa da troppo tempo, preferendo inginocchiarsi a prendere ceffoni da questi profittatori in toga avidi di soldi . La prova: nel programma dell’Unione, in base al quale i nostri governanti hanno preso i nostri voti, c’era l’introduzione di una legislazione volta al riconoscimento delle unioni civili. Seppellita. E sa perchè? Perchè la Sen.Binetti, eletta nelle liste BLOCCATE della Margherita NON VULT. In barba all’impegno con gli elettori. In barba al buon senso. La UE ci fa una procedura di infrazione (leggi MULTA) per lo sgravio ICI alla Chiesa. Quindi tale casta parassita ci costerà due volte. E poi piagnucolano, i santarellini ! CHIAGNI E FOTTI, proprio.#8 · saigon
19 gennaio 2008, 19:01 Domani, domenica 20 gennaio, uscirà sul quotidiano “Liberazione” questa “Lettera aperta al Presidente Napolitano” di Paolo Flores d’Arcais, sulle scuse incomprensibili rivolte a Papa Benedetto XVI Caro Presidente, tempo fa, dovendo scriverti per invitarti ad una iniziativa di MicroMega, chiesi tramite il tuo addetto stampa se dovevo continuare ad usare il “tu” della consuetudine precedente la tua elezione, o se era più consono che usassi il “lei”, per rispetto alla carica istituzionale. Poiché, tramite il tuo addetto stampa, mi facesti sapere che preferivi che continuassi a scriverti con il “tu”, è in questo modo che mi rivolgo a te in questa lettera aperta, tanto più che, essendo una lettera critica, mi sembrerebbe ipocrisia inzuccherare la critica con la deferenza del “lei”. Il mio dissenso, ma si tratta piuttosto di stupore e di amarezza, riguarda la lettera di scuse che in qualità di Presidente, dunque di rappresentante dell’unità della nazione, hai inviato al Sommo Pontefice per l’intolleranza di cui sarebbe stato vittima. E’ verissimo che di tale intolleranza, di una azione che avrebbe addirittura impedito al Papa di parlare nell’aula magna della Sapienza, anzi perfino di muoversi liberamente nella sua città, hanno vociato e scritto tutti i media, spesso con toni parossistici. Ma è altrettanto vero che di tali azioni non c’è traccia alcuna nei fatti. La modesta verità dei fatti è che il magnifico rettore (senza consultare preventivamente il senato accademico, ma mettendolo di fronte al fatto compiuto, come riconosciuto dallo stesso ex-portavoce della Santa Sede Navarro-Vals in un articolo su Re-pubblica) ha invitato il Papa come ospite unico in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico (a cui partecipano in nome della Repubblica italiana il ministro dell’università e il sindaco di Roma), e che, avutane notizia dalla agenzia Apcom il professor Marcello Cini (già dallo scorso novembre) e alcune decine di suoi colleghi (più di recente) hanno espresso per lettera al rettore un loro civilissimo dissenso. Quanto agli studenti, nell’approssimarsi della visita alcuni di loro hanno espresso l’intenzione di manifestare in modo assolutamente pacifico un analogo dissenso, nella forma di ironici happening. Il rettore Guarini ha comunque rinnovato al Papa l’invito, e tanto il Presidente del Consiglio Romano Prodi quanto il ministro degli Interni Giuliano Amato hanno esplicitamente escluso che si profilasse il benché minimo problema di ordine pubblico (malgrado la campagna allarmistica montata dal quotidiano dei vescovi italiani, “L’Avvenire”, rispetto a cui le dichiarazioni di Prodi e Amato suonavano esplicita smentita). Nulla, insomma, impediva a Joseph Ratzinger di recarsi alla Sapienza e pronunciare nell’aula magna la sua allocuzione. Di pronunciare, sia detto en passant e per amore di verità, il suo monologo, visto che nessun altro ospite contraddittore o “discussant” era previsto, e un monolo-go resta a tutt’oggi nella lingua italiana l’opposto di un dialogo, checchè ne abbia mentito l’unanime coro mediatico-politico (che di rifiuto laicista del dialogo continua a parlare), a meno di non ritenere che tale opposizione, presente ancora in tutti i dizionari in uso nelle scuole, sia il frutto avvelenato del già stigmatizzato complotto laicista. Tutto dunque lasciava prevedere che la giornata si sarebbe svolta così: mentre Benedetto XVI pronunciava il suo monologo nell’aula magna, tra il plauso deferente dei presenti (e in primo luogo del ministro Mussi e del sindaco Veltroni), ad alcune centinaia di metri di distanza alcuni professori di fisica avrebbero tenuto un dibattito sui rapporti tra scienza e fede esprimendo opinioni decisamen-te diverse da quelle del regnante Pontefice, e ad altrettanta debita distanza qualche centinaio di studenti avrebbe innalzato cartelli di protesta e maschere ironiche. Ironia che può piacere o infastidire, esattamente come le vignette contro il profeta Maometto, ma che costituisce irrinunciabile conquista liberale. Dove sta, in tutto ciò, l’intolleranza? E addirittura la prevaricazione con cui si sarebbe messo al Papa la mordacchia (secondo l’happening inscenato in aula magna dagli studenti di Comunione e liberazione)? A me sembra che intolleranza – vera e anzi inaudita – sarebbe stato vietare ad un gruppo di docenti di discutere in termini sgraditi ai dogmi di Santa Romana Chiesa, e ad un gruppo di studenti di manifestare pacificamente le loro opinioni, ancorché in forme satiricamente irridenti. Se anzi di tali divieti si fosse solo fatto accenno da parte di qualche autorità, credo che un numero altissimo di cittadini si sarebbe sentito in dovere di rivolgersi a te quale custode della Costituzione, con toni di angosciata preoccupazione per libertà fondamentali messe così platealmente a repentaglio. Ma, per fortuna (della nostra democrazia), nessun ac-cenno del genere è stato fatto. Il Sommo Pontefice non era di fronte ad alcun impedimento, dunque. Ha scelto di non partecipare perché evidentemente non tollerava che, pur avendo garanzia di poter pronunciare quale ospite unico il suo monologo in aula magna, nel resto della città universitaria fossero consentite voci di dissenso, anziché risuo-nare un plauso unanime. Non è, questa, una mia malevola interpretazione, visto che sono proprio gli am-bienti vaticani ad aver riferito che il Papa preferiva rinunciare a recarsi in visita presso una “famiglia divisa” (cioè il mondo accademico e studentesco della Universitas studiorum, la cui quintessenza istituzionale è però proprio il pluralismo delle opinioni). Ma pretendere quale conditio sine qua non per la propria partecipazione un plauso unanime non mi sembra indice di propensione al dialogo bensì, piuttosto, di vocazione totalitaria. Non vedo dunque per quale ragione tu abbia ritenuto indispensabile, a nome di tutta la nazione di cui rappresenti l’unità, porgere al Papa quelle solenni scuse. Che ovviamente, data la tua autorità, hanno fatto il giro del mondo. Se c’è qualcuno che aveva diritto a delle scuse, semmai, è il gruppo di illustri docenti, tutti nomi di riconosciuta statura internazionale nel mondo scientifico, e che tengono alto il prestigio italiano nel mondo, a contrappeso dell’immagine di “mondezza” e politica corrotta ormai prevalente all’estero per quanto riguarda il nostro paese. Questi studiosi sono stati infatti accusati di fatti mai avvenuti, e insolentiti con tutte le ingiurie possibili (“cretini” è stato il termine più gentile usato dai maestri di tolleranza [Cacciari, ndD] che si sono scagliati contro il diritto di critica di questi studiosi). Né si può passare sotto silenzio il contesto in cui il monologo di Benedetto XVI si sarebbe svolto, contesto caratterizzato da due aggressive campagne scatenate dalle sue gerarchie cattoliche. Trascuriamo pure la prima, cioè i rinnovati e sistematici attacchi al cuore della scienza contemporanea, l’evoluzionismo darwiniano (bollato di “scientificità non provata” da un recente volume ratzingeriano uscito in Germania), benché il rifiuto della scienza non sia cosa irrilevante per chi dovrebbe aprire l’anno accademico della più importante università del paese. Infinitamente più grave mi sembra la seconda, la qualifica di assassine scagliata dal Papa e dalle sue gerarchie, in un crescendo di veemenza e fanatismo, contro le donne che dolorosamente abbiano scelto di abortire. Questo sì dovrebbe risultare intollerabile. Se un gruppo di scienziati accusasse Papa Ratzinger, o solo an-che il cardinal Ruini, il cardinal Bertone, il cardinal Bagnasco, di essere degli as-sassini, altro che lettere di scuse! E perché mai, invece, ciascuno di loro può consentirsi di calunniare come assas-sina, nel silenzio complice dei media e delle istituzioni, ogni donna che abbia deciso di utilizzare una legge dello Stato confermata da un referendum popolare? Se vogliono rivolgersi alle donne del loro gregge ricordando che l’aborto, anche un giorno dopo il concepimento, è un peccato mortale, e che quindi andranno all’inferno, facciano pure, proprio in base a quel “libera Chiesa in libero Stato” che il Risorgimento liberale e moderato di Cavour ci ha lasciato in eredità. Ma diffamare come assassine cittadine italiane che nessun reato hanno commesso è una enormità che non può essere passata sotto silenzio, e non sono certo il solo ad essermi domandato con amarezza perché, in quanto custode dell’unità della nazione e dunque anche delle sue radici risorgimentali, tu non abbia fatto risuonare la protesta dello Stato repubblicano. La canea di accuse e di menzogne di questi giorni mi ha portato irresistibilmente alla memoria una piccola esperienza di oltre quarant’anni fa, nel 1966, quando – giovane universitario iscritto al Partito comunista da meno di tre anni – vissi incredulo l’esperienza di un congresso (l’XI, se non ricordo male) di un Partito che si vantava di essere sostanzialmente più libero e democratico degli altri (per questo, del resto, vi ero entrato, come milioni di italiani), in cui Pietro Ingrao, per aver moderatissimamente avanzato l’idea di un “diritto al dissenso” fu investito da una esondazione di critiche e vituperi, compresa l’accusa di essere proprio lui un intollerante! Con una differenza sostanziale e preoccupante: che allora tale capovolgimento della realtà, versione soft ma non indolore dell’incubo orwelliano, riguardava solo un partito. Oggi investe l’intero paese, la sua intera classe politica, la quasi totalità dei suoi mass-media. Ecco perché spero che tu voglia prestare attenzione anche all’angosciata preoc-cupazione di quei segmenti laici (o laicisti, come preferisce la polemica corrente) del paese, non so se maggioritari o minoritari (ma la democrazia liberale, a cui ci hai più volte richiamato, è garanzia di parola e ascolto anche per il dissenso più sparuto, fino al singolo dissidente), che ormai vengono emarginati o addirittura cancellati dalla televisione, cioè dallo strumento dominante dell’informazione, e il cui diritto alla libertà d’opinione viene di conseguenza vanificato, mentre ogni tesi oscurantista può dilagare e spadroneggiare. Con stima, con speranza, con affetto, credimi, tuo Paolo Flores d’Arcais.#9 · gianluca zampieri
20 gennaio 2008, 15:59 Molto bello questo post Saigon. Su segnalazioni.blogspot.com c´e´ un link per sottoscrivere una petizione a favore dei professori dissidenti. Abbiamo gia´ 2500 firme. Sarebbe bello se fossero di piu´.#10 · Francesco il sovVERSIvo
20 gennaio 2008, 16:35 ciao a tutti/e Vi scrivo un po’… sconvolto perché ho appena visto il servizio del TG1 sull’Angelus in piazza San Pietro: circa 10 minuti con intervista a tutti i leaders solidali con il Papa, Mastella che dice testualmente che i contestatori sono degli imbecilli, unica voce contro Rizzo (mostrato solo in foto) con due righe due di commento. Sperando nella democrazia passo al TG3 dove, oltre a un lungo servizio su Prodi che prende la tessera del PD, ritrovo le stesse interviste del TG1 e, sorpresa, come voce contraria Rosy Bindi, ma solo per dire che lei all’Angelus ci va sempre e questa volta non ci è andata perché non vuole che le si dica quando andare. Ecco questi sono gli spazi del libero confronto sui media attuali. Sul tema in generale del Papa all’Università mi pare che meglio di tutti esprima il mio pensiero la bellissima lettera di D’Arcais a Napolitano (pubblicata oggi su Liberazione) e che Saigon cortesemente ci ha anticipato ieri. a Marcello Marani a questo punto posso svelare che è stato proprio un tuo intervento sul blog di Aprileonline del 10 Gennaio scorso a darmi l’ispirazione per questo sonetto dove Santa Caterina, non sorda ai tuoi (e nostri) lamenti, si decide a compiere questo storico gesto riparatore. Da laico e ateo, ma che conosce abbastanza il pensiero di Caterina mia concittadina, penso di aver molto probabilmente interpretato il suo pensiero. L’ unico problema sarebbe poi sopportare le lamentele dei francesi, ma noi ci sobbarcheremo volentieri questa dura sofferenza. A Antonio Bianciardi grande poeta senese, mi riempie di gioia il fatto che la poesia generi per reazione altra poesia. E poi non ci scordiamo che Siena, oltre che grandi santi, ha dato i natali anche a tanti simpatici e importanti “peccatori” come il nostro Cecco Angiolieri, poeta dell’ironia e dell’amore reale e carnale tanto diverso dai contemporanei Dante e Petrarca portati piuttosti a un amore molto… virtuale. a Andrew le suore dell’asilo non mi hanno menato (ma dopo un anno mi sono rifiutato di continuare), confesso un passato da chierichetto ma senza molestie. Se mi è concesso di esprimere la mia opinione, la religione è qualcosa di peggio dell’oppio, nel senso che la vera liberazione e realizzazione dell’essere umano non può prescindere dalla liberazione dai vincoli mentali e filosofici della religione, di qualsiasi religione, così come da ogni ideologia se vissuta in maniera fanatica e religiosa. Ciò non toglie che non rispetti l’opionione di chi, anche dentro la sinistra, la pensi diversamente. Tu però prima parli di rispetto e poi mi dai del “poetucolo” e dell’ “ipocrita”. Non mi sembri molto coerente.Ti ringrazio di paragonarmi addirittura al Petrarca… ma prerisco l’Angiolieri (vedi sopra). Quanto al Papa pongo una domanda: ma perché in Turchia, dove si rischiava una sorta di guerra civile e manifestazioni con scontri, morti e feriti, ha scelto di andare ugualmente e alla Sapienza, dove rischiava solo qualche rumoreggiante contestazione, ha scelto di non andare? A me pare un gran furbone ‘sto Ratzinger! Quanto alla solita zolfa di “scherza coi santi ecc..”: libero scherzo in libero Stato! Quando non si potrà più scherzare la democrazia sarà belle’ che finita. A Silvia del Guercio spero che il cilicio non susciti in te le fantasie ipotizzate da Andrew… anche se questo mi fa balenare un’ipotesi: ma vuoi vedere che la Binetti sotto sotto…?! a Gianluca Zampieri questa della petizione a favore dei docenti della Sapienza mi pare un ‘ottima iniziativa… anche se confesso che mi amareggia non poco, dopo più di 60 anni di democrazia, dover firmare petizioni per difendere la libertà di pensiero.#11 · silvia del guercio
20 gennaio 2008, 18:10 Io ho solo registratoil fatto che la Sgnora Binetti lo indossa e lo dice spesso. Personalmente, per mia grande fortuna dispongo di numerosissime fonti di divertimento ben diverse dal cilicio. E’ il Signor Andrew che , essendosi permesso tale stravagante congettura su di me, mi pare non stia proprio benissimo. Ma, bando a queste cose che non interessano. Piuttosto, già che qui siamo ospiti di un Poeta e siamo pertanto in zona culturale, mi permetto di avanzare la seguente proposta poetica: il Ministero occupato attualmente dal povero Mussi, potrebbe essere ribattezzato “MINISTERO DELL’UNIVERSO E DELLA RICERCA SCIENTIFICA DELLA VERITA’”. Diciamo che ognuno ha il cilicio che si merita, và.#12 · antonia falcone
20 gennaio 2008, 19:11 Più passano i giorni, anzi le ore, e più ho l’impressione che la fantasia orwelliana di un mondo dove è tutto capovolto e l’oggettività dei fatti è sconvolta dal potere dei mezzi di comunicazione, tanto fantasiosa non sia stata…. la vicenda del papa a La Sapienza credo che sia l’ennesima avvisaglia del degrado dell’informazione nel nostro paese e dell’incapacità della politica di opporsi alla dittatura del pensiero unico, anche a sinistra purtroppo. per chiunque sia interessato all’argomento Papa’s Power ho scritto un articolo pubblicato su: www.sdmontemario.blogspot.com#14 · Francesco il sovVERSIvo
21 gennaio 2008, 15:53 a Silvia del Guercio ovviamente la mia sul cilicio era solo una battuta spero, anch’io che la sofferenza per te non sia né un piacere né un valore … come purtroppo lo è per la religione cattolica. Ti ringrazio per aver riabilitato la mia figura letteraria così pesantemente svalutata da Andrew, anche se passare da “peotucolo” a “Poeta” con la M maiuscola forse è un po’ troppo…. vada per poeta con la minuscola e, in quanto tale, contribuisco a ridiffondere il tuo appello traducendolo in una quartina di endecasilabi: Vogliam cambiare nome al ministero che ora è “Ricerca e università” perché faccia ricerca per davvero e quindi “Ricerca della verità!” a Antonia Falcone concordo con te che la fantasia di Orwell, in questi tristi giorni per la libertà e l’intelligenza, sia stata abbondantemente superata… e purtroppo con il contributo di buona parte della sinistra. Ho cercato il tuo articolo ma, con l’indirizzo che ci hai dato, io non riesco a trovarlo a Mario una bella cartata di fango… e preciserei negli occhi per non far vedere a tutti quello che invece era evidente. per tutti alcuni miei amici mi segnalano che non riescono ad inviare i messaggi nel blog, forse colpa della doppia finestra di dialogo che appare in cima e in fondo al messaggio. Cliccando infatti su una delle due finestre il messaggio parte, sull’altra no. E’ un problema tecnico o ho solo degli amici handicapinformatici?form di registrazione al sommario
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#1 · Marcello Marani
17 gennaio 2008, 21:27 Ben detto per Benedetto! Sono anni che ripeto le stesse cose ma questo nun schioda. E ‘ndò lo trova ‘n antro paese de cojioni come er nostro? E quella che ‘nvece l’ha fatto ritornà dar Vignone, dopo che ha ruvinato l’Itajia l’hanno fatta puro Santa e mejio Patrona. Pe’ me se so’ sbajiti e voleveno di Padrona. E prendiamola a ridere per non metterci a piangere. maranimarcel@tiscali.it