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Generazione cilicio
Emiliano Sbaraglia, 14 gennaio 2008, 19:17
In una lettera indirizzata al Rettore dell'Università La Sapienza, 67 docenti di area scientifica giudicano “incongruo” l'intervento di Benedetto XVI previsto giovedì 17 al termine della cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico, alla quale parteciperanno Veltroni e Mussi. Anche gli studenti promettono battaglia in questi giorni, per un caso di cui per primo si è occupato il professor Marcello Cini, emerito di Fisica teorica dell'ateneo romano. Lo abbiamo intervistato
Il documento/1: La lettera di Marcello Cini
Il documento/2: La lettera dei docenti
“Benedetto XVI non deve entrare all'Università La Sapienza”. Il messaggio viene spedito direttamente al rettore Renato Guarini (che rimane sulle sue decisioni), siglato da un gruppo di docenti di uno degli atenei più antichi d'Europa, mettendo di nuovo al centro dell'attenzione l'appuntamento previsto per giovedì prossimo, data fissata per la visita-intervento del Papa in occasione dell'apertura ufficiale dell'Anno Accademico 2007-2008, insieme al sindaco Veltroni e al ministro dell'Università e Ricerca Fabio Mussi. Oltre il comunicato dei professori, all'ombra della Minerva sono previste sin da lunedì numerose iniziative di protesta, che culmineranno nella stessa giornata di giovedì con una serie di incontri e cortei. La parola d'ordine è: “Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario”.
Il primo ad esprimere la propria contrarietà a tale evento è stato esattamente due mesi fa Marcello Cini, professore emerito di Fisica teorica all`Università La Sapienza di Roma, che con una lettera al quotidiano “Il manifesto” aveva messo in moto anche la reazione di alcuni suoi colleghi; che ora, a pochi giorni dall'inaugurazione dell'anno accademico, si rivolgono ancora alle autorità competenti. Abbiamo rivolto qualche domanda al prof. Cini.
Dunque professore, da dove nasce questa sua iniziativa contraria alla visita del Papa alla “Sapienza” di Roma?
Ho scritto su “Il manifesto” una lettera in novembre (di cui riportiamo il testo, insieme all'ultimo firmato dai professori, n.d.r.), dopo la battuta di una notizia d'agenzia, nella quale si riportava che il Rettore dell'Università aveva risposto inizialmente in maniera positiva alla richiesta del Senato accademico di far fare al Papa la “lectio magistralis”, in seguito trasformata nella proposta di far coincidere la visita del pontefice con l'apertura dell'Anno Accademico. Nella mia lettera dicevo che è pazzesco che il rettore abbia potuto pensare una lectio magistralis tenuta da un teologo, non fosse altro perché la teologia non si insegna più da tempo nelle università pubbliche italiane. Dopo questo mio documento ho ricevuto adesioni di colleghi, che a loro volta hanno raccolto altre firme su un'altra lettera, scritta da un gruppo di professori che ora hanno aggiunto la citazione del Papa (quando ancora non era Papa) su Galileo: “All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusta”. Vorrei ricordare che inizialmente l'inaugurazione era stata fissata per il 30 novembre, poi posticipata dato che la segreteria del rettorato aveva fatto sapere che bisognava organizzare, nello stesso giorno dell'inaugurazione, non la lectio magistralis del pontefice, ma un suo intervento dopo la cerimonia, prima di fare visita alla nuova cappella universitaria. Un camuffamento formale, insomma
Quindi secondo lei si è trovata una soluzione, diciamo così, all'italiana?
Francamente mi pare un trucco bello e buono per fare la stessa cosa che si aveva intenzione di fare sin dall'inizio, vale a dire l'intervento di Ratzinger nel corso della cerimonia che dà ufficialmente il via all'Anno Accademico: come ben sappiamo, sul piano sostanziale i giornali titolerebbero comunque che è stato il Papa a inaugurare le lezioni.
Ma come mai tutto questo interesse a una simile iniziativa da parte del Vaticano?
redo che tutto questo appartenga alla composizione di una strategia di una parte della cultura cattolico-clericale, tesa a imbavagliare e subordinare il più possibile la cultura laica, di cui l'università è sede e simbolo tra i più importanti in una cultura moderna.
Una posizione piuttosto forte...
Guardi, mi è stato detto che l'eventuale discorso papale dovrebbe riferirsi a un ragionamento pseudo-filosofico sul fondamento razionale della religione, e in particolare di quella cattolica... Non voglio mettere bocca, non è terreno di mia competenza: ma se c'è qualcosa che non ha mai avuto fondamento nazionale mi pare sia proprio la religione, almen dai tempi dell'homo sapiens. Ecco perché mi viene il dubbio che più che altro si voglia provare a sancire una subordinazione ideologica e culturale.
Cosa si intende però, oggi, per “cultura laica”?
Dobbiamo intendere innanzi tutto una cultura non autoritaria, che non discende da postulati o prese di posizioni che pretendono di giungere da una trascendenza di cui praticamente non conosciamo nulla. Di certo i grandi problemi della conoscenza e dell'intervento sulla vita e la mente umana non possono soltanto basarsi sul principio che tutto quello che è possibile conoscere in astratto si può fare, ma che si fondi un'etica condivisa da tutte le componenti della multiforme varietà dei popoli del mondo: e che essenzialmente rispetti l'autonomia e la libertà di ogni individuo, le basi della sopravvivenza della specie umana, che vive in un ecosistema che rischia oramai di eplodere. Quindi non un'etica costruita sulla base di principi che non tengano conto dell'evoluzione storica delle culture, ma che invece tenga conto dei principi universali di uguaglianza e solidarietà , di ideali scritti nelle dichiarazioni dei diritti dell'uomo, come nella storia e nelle battaglie di libertà cui abbiamo assistito in questi secoli, per non farci tornare indietro nei secoli.
Eppure c'è chi, come ad esempio il fondatore della comunità di S. Egidio, Andrea Riccardi, che è anche ordinario di Storia contemporanea a “Roma Tre”, sostiene il diritto al confronto e alla diversità di opinioni, a maggior ragione in un luogo deputato come nessun altro, quale deve essere una università ...
Beh, ci vuole una bella faccia tosta ad affermare certe cose... Allora perché questo “confronto” non lo facciamo tra professori universitari portatori di una cultura cattolica e laici? Il Papa non è più il professor Ratzinger, che in ogni caso era professore di teologia. Ma l'università è la sede dove credenti e non credenti comunicano liberamente senza alcun bisogno di reciproche prevaricazioni; l'università è una comunità di docenti e studenti che appunto si confrontano. Mentre il fatto che venga il Papa, con tali presupposti, mi pare piuttosto una nuova annessione dell'Università di Roma allo Stato pontificio. E infatti alcuni rappresentanti della Chiesa di Roma ricordano che la fondazione de “La Sapienza”, nel 1303, è dovuta propria allo Stato pontificio.. E il 20 settembre 1870, invece, non lo ricordano più? Se lo dimenticano, non è colpa mia. Vorrei dire che a tal proposito l'editoriale di Eugenio Scalfari su “Repubblica” di domenica è perfetto. Sottolinerei soprattutto il passaggio in cui si afferma che “...la Chiesa di Benedetto XVI.. ...non riesce a entrare in sintonia con la cultura moderna e la moderna società . Questo è il vero tema che dovrebbero porsi tutti coloro che si occupano dei rapporti tra la società ecclesiale e la società civile all'inizio del XXI secolo”. Poco altro da aggiungere.
Dunque la recente polemica con le isituzioni romane, dal sindaco ai presidenti di provincia e regione, fa parte di un disegno “politico” più ampio da parte della curia?
Secondo me che i due avvenimenti siano tra loro così vicini temporalmente non è certo un caso, quanto un disegno da parte del Vaticano molto preciso. Torno ancora a Scalfari, alla chiarezza e soprattutto alla durezza del suo articolo, perché bisogna cominciare a non avere più peli sulla lingua:altrimenti finiamo tutti con il cilicio obbligatorio... Lei ci sarà giovedì? Si attendono varie manifestazioni di protesta da parte di professori e studenti per l'arrivo del Papa. Non andrò alla cerimonia, dopo molti anni di docenza sono ormai professore emerito. E non voglio passare per capo-popolo.
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#2 · Mario L
14 gennaio 2008, 23:10 E’ veramente pazzesco che il papa credente (prendo per buona la teoria), vada a fare discorsi a chi cerca di sapere (la verità deve essere dimostrata). E’ un bel strano paese il nostro. E’ il paese dove, anche con scarsa cultura, facendosi prete, si sale sugli altari (anche quelli metaforici), e giovani scienziati che vivono facendo ricerca scientifica, apportando competitività e conoscenza al nostro paese, vengono trattati da pezzenti. L’arroganza di questo papa è seconda solo all’atteggiamento genuflessorio dei vari rettori e di tutti quei politici che cercano di far carriera a spese dei valori (laicità, onestà, rettezza morale) del nostro stato. Il papa fa il suo mestiere. Ma sono gli altri che cercano di farlo “lavorare” troppo, anche più del dovuto. In cambio di effimere soddisfazioni carrieristiche, guadagnate vendendo valori civili.#4 · Mario De Prospo
15 gennaio 2008, 11:11 Ratzinger è indubbiamente un reazionario e che certe sue dichiarazioni sanno di incredibile. Ma il vietargli di parlare,a questo punto, secondo me è solo acqua al mulino dei clericali e dei conservatori. Mi dispiace ma l’atteggiamento dei professori romani mi sembra quello del marito che per far dispetto alla moglie si castra. A Oxford fan parlare David Irving. Preferirei avere delle argomentazioni per smontarlo.#5 · Cesare
15 gennaio 2008, 12:23 La protesta è giustissima, dobbiamo davvero rialzare la testa compagni contro questa ingerenza nella vita pubblica. Non è possibile che ormai se ti permetti di criticare la chiesa diventi bersaglio di tutto il mondo politico, le reazioni vanno dal grottesco al pazzesco. Io spero che la sinistra si svegli e subito per contrastare questo attacco alla laicità delle istituzioni e della vita pubblica.#6 · viviana
15 gennaio 2008, 13:58 La Sapienza di Roma e’ la piu’ grande universita’ europea. Si inaugura l’anno accademico e il rettore decide, motu proprio, di invitare il Papa. Ma sono tempi adatti ad atti simili? Gli animi non sono abbastanza accesi? Si deve creare ogni giorno qualche nuova provocazione? 67 docenti protestano con lettera al Rettore, giudicando incongrua la decisione. Radio Vaticana grida alla censura!? Il Papa accetta l’invito e l’universita’ si riempie di manifesti di protesta mentre si organizza la settimana anticlericale. La lettera dei 67 cervelloni cita Ratzinger che dichiara la giustezza del processo a Galilei. I docenti ribadiscono che scienza e cultura devono essere laiche e l’ateneo e’ aperto a studenti di ogni religione e credo e non puo’ essere monopolizzato da una fede. Tra i firmatari Luciano Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e il fisico Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa. Le ingerenze integraliste tracimano. Non pago di interferire quotidianamente nei fatti politici dello Stato e di boicottare i referendum, Ratzinger ha pensato bene di entrare a pie’ pari nell’universita’. Ma, vista l’alta probabilita’ di disordini, chiede alle forze di sicurezza italiane di blindare l’Ateneo per proteggerlo. E’ stato detto che il paradosso e’ che questa Universita’ e’ stata fondata da un papa. Ma che importa se essa e’ nata come universita’ pontificia? Questo non crea alcun diritto per nessuno. Sarebbe come dire che, siccome gli Asburgo Lorena erano granduchi di Toscana, i discendenti potrebbero oggi vantarci dei diritti. Che sciocchezze! Quel che si dimentica e’ che il 20 settembre 1870 ci fu la presa di Roma, annessa al Regno d’Italia. In quella data fini’ il potere materiale dello Stato pontificio, reintegrato poi solo sul piccolo territorio del Vaticano. Molte istituzioni di oggi occupano fisicamente edifici storici che un tempo erano adibiti ad altro o avevano funzioni simili, oggi regolate in modo diverso Possiamo forse fare paragoni tra l’odierna amministrazione comunale di Firenze e quella dei Medici, solo perche’ il Palazzo e’ lo stesso? E che paragone possiamo fare allora tra un’antica universita’ della Chiesa e una universita’ laica? Proprio nessuno. Alla Sapienza non esiste nemmeno l’insegnamento della teologia! L’errore e’ stato quello del Rettore della Sapienza di voler riesumare fantasmi sepolti. Errore che ha trovato facile consenso in un Papa pronto a tracimare ovunque gli sia reso possibile. Viste le sue continue interferenze nelle faccende italiane, sarebbe stato gia’ discutibile invitarlo in un momento qualsiasi, spostare la data dell’inaugurazione dell’anno accademico per farla coincidere con l’arrivo papale diventa un atto di consegna al Vaticano, un atto di servilismo senza giustificazioni possibili. E poi, quando sara’ alla Sapienza, cosa fara’? Sara’ una riunione privata a porte chiuse tra atei devoti o una dichiarazione generale coram populo? Commentera’ la famigerata “Scienza a Vita” di Ruini? Rinnovera’ l’attacco alla 194? O fara’ uno spot contro i preservativi? Predichera’ agli studenti la castita’ come unica contraccezione? O la sudditanza delle studentesse al maschio in gonnella? Difendera’ la pedofilia come l’ultima frontiera dell’ “amate pargulos”? Attacchera’ l’illuminismo, il laicismo e il materialismo? Leggera’ gli atti del cardinale Bellarmino al processo a Galilei? Riprendera’ la tesi geocentrica? O affermera’ scientificamente la nuova tesi papocentrica? Se la cosa dovesse procedere, chiediamo la stessa accoglienza e difesa per i vegani ai macelli generali, i pacifisti al Pentagono, il Dalai Lama in Vaticano, i no global al WTO. Ma ci basterebbe Odifreddi in udienza alla Santa Sede. In diretta tv. Forse qualcuno dimentica che questo e’ il Papa che fin dal suo primo apparire ha ribadito il suo Sillabo. La condanna all’illuminismo e al razionalismo. La supremazia della fede sulla ragione? E della Chiesa sullo Stato? Il Papa del ritorno al latino e del rifiuto delle nuove liturgie. Il Papa che ha rifiutato di ricevere il Dalai Lama. Quello che ha imposto il creazionismo che fa della Genesi la prima verita’ scientifica. Che ha riabilitato il tribunale dell’Inquisizione ma ha condannato Darwin e l’evoluzionismo. Mentre papa Voitila aveva affermato che esso era ben “più di una teoria”. Che e’ andato nel Sudamerica negando i genocidi dei conquistadores e vantando una presunta civilizzazione cristiana. Che in Africa non ha saputo fare di meglio che mettere all’indice ogni preservativo. Che di fronte a un’umanita’i 6 miliardi di persone che in breve tempo potrebbero decuplicarsi impone il suo veto alla pianificazione famigliare. Che si e’empre opposto a un’educazione sessuale nelle scuole. Che appartiene a una “scuola di pensiero” che si e’assativamente opposta a qualunque parita’emminile. Una scuola che ha rifiutato il voto a suffragio universale, la scolarizzazione obbligatoria, i movimenti sindacali e sociali. Che continua a considerare le donne un elemento a parte, subordinato e privo di diritti, che nella gerarchia clericale non deve contare nulla. E vorrebbe che in Parlamento contasse il partito dell’Opus dei. Ma poi, considerando che l’attacco al degrado di Roma era un pretesto per chiedere fondi per le cliniche private, potrebbe essere solo essere un passo mercantile per chiedere altri fondi per le scuole confessionali.#8 · Claudio
15 gennaio 2008, 14:45 E’ deprimente constatare a che livello di intolleranza si possa arrivare da parte di un professore emerito. E’ deprimente constatare che i professori parlino di un discorso di un Cardinale senza evidentemente averlo letto. Si usa una frase dell’epistemologo Feyerabend, che il cardinale nel suo discorso di Parma critica ; i “professori” la attribuiscono direttamente al cardinale. Consola constatare che alla Sapienza ci sono migliaia di docenti e che i firmatari sono 67 e che, nonostante questi 67 personaggi, laicità e tolleranza sono parole che mantengono un significato.#9 · Francesco Burgos
15 gennaio 2008, 14:54 Brava Viviana! Dimentichi una cosa però: il silenzio di Ratzinger sulla mafia. Forse per la Chiesa i mafiosi sono buoni cristiani, perchè vanno sempre a messa e ringraziano il Signore dopo aver fatto saltare in aria qualche giudice. Quand‘è che la Chiesa prenderà davvero le distanze da Cosa Nostra? Quando rifiuterà i sacramenti ad un boss come lo ha fatto con Welby? Ha ragione Cesare, tutti alla Sapienza il 17 a fischiare questo Papa scandaloso.#10 · Luca Lista
15 gennaio 2008, 15:42 Vorrei esprimere la mia solidarietà ai colleghi che si sono opposti alla Lectio Magistralis di Ratzinger a Roma. Ratzinger è il capo di uno Stato non democratico dove, come nell’Afghanistan dei Talebani, il potere politico coincide con quello religioso. Opponiamoci ai tanti politici e giornalisti che sperano che Ayatollah cattolici decidano le leggi Italiane. Resistiamo contro le forze oscurantiste e integraliste che cercano di far tornare la nostra cultura al medioevo.#11 · icaro
15 gennaio 2008, 16:19 Chi semina vento raccoglie tempesta… E´ ora di riscoprire alcuni sani vecchi principi, tipo “ribellarsi e´ giusto”, e impedire l´assurdita´ di chiamare per l´inaugurazione dell´anno accademico uno dei piu´ accaniti oppositori di qualunque progresso scientifico. Il caso Welby grida ancora vergogna, esempio supremo di grettezza anaffettiva e disumanita´. Altro che laicismo. Qui si tratta di legittima difesa.#12 · Fabio
15 gennaio 2008, 17:00 Qualcuno mi puo’ erudire, come si chiama sta tecnica? Concordo sul fatto che un Papa non ha motivo di essere chiamato all’apertura dell’Anno Accademico, infatti il Dalai Lama non mi pare l’abbia mai fatto. Ma nel merito…. che bolscevichi…. E mi domando appunto come chiamare questa tecnica per cui si attacca giustamente un problema, ma non per risolverlo ma per far propaganda. La cosa buffa e’ che poi si esagera sempre. DICO: IL PAPA NON DEVE ENTRARE ALL’UNIVERSITA’? MA COME VI PERMETTETE BALORDI L’UNIVERSITA’ E’ LIBERA MI VERGOGNO DI TALE FECCIA DI PROFESSORI. . Al solito, non capisco perche’ i Radicali scelgano sempre di farsi riconoscere. Questa era una ottima occasione per fare una critica oggettiamente solida, invece eccoli che offrono appigli alle controrepliche, con queste ridicole esagerazioni. . Nel merito vorrei tanto capire che accidente significa la frase: che superino di posizioni che pretendono di giungere ad una trascendenza di cui praticamente non conosciamo nulla”. SUPERINO? E’ vera la parte finale, che non conosciamo nulla, ma che vuol dire quel superino? Evito la polemica e rimango nella domanda sincera. Riassumendo: per colpa degli atei comunisti, il Papa salva la faccia anche questa volta. Fossero stati tutti laici come me invece, si sarebbe vergognato perche’ non avrei offerto appigli tramite esagerazioni al limite della Democrazia. . La NYU (mi pare) ha invitato il presidente Iraniano. Ma da noi ogni invito e’ vassallaggio. QUESTO PROBLEMA PERO’ NON E’ DEL PAPA. E’ una ammissione che ogni invito e’ in realta’ una SOLETTA PUBBLICITARIA. Se foste meno bolscevichi, la cosa irriterebbe anche voi da Cittadini. MA PREFERITE LE VOSTRE SETTE QUANDO SCATTANO CERTI ARGOMENTI. E allora lo cito anche io che chi semina vento raccoglie tempesta. Vale per tutti. Francamente sono disgustato dai contententi, questa non e’ cultura, nessuno la sta facendo. PS: se cerchiamo nemici della scienza… perche’ non citiamo i fessi che credono al Big Bang? Che e’ una invenzione CATTOLICA che sta effettivamente ostacolando le ricerche. Beata ignoranza.#13 · tommaso
15 gennaio 2008, 17:25 Il papa ha deciso di rinunciare a dare il proprio imprimatur al nuovo anno accademico di un’università dello stato laico italiano. Perchè di questo si trattava, al di là di tutte le chiacchiere esagitate (fatte anche in questa sede). Ora, se qualcuno vuole invitarlo a discutere da pari a pari, ben venga. Discuteremo. Ma non gli baceremo la pantofola, né individualmente, né come istituzione formativa e scientifica. Perché è questo che ci si chiedeva e che qualcuno al nostro posto e in nostro nome si era predisposto a fare.#14 · Fabio
15 gennaio 2008, 17:53 Tommaso, hai sfiorato la verita’ secondo me. Quel che voleva il Papa e’ in realta’ “farsi cacciare”. E C’E’ RIUSCITO, ti invito a leggere che aberrazione, fuori il Papa dall’Universita’! Sembra fatto apposta per dargli la possibilita’ di essere Super Partes. . Ma davvero non lo capite il gioco delle parti? I cattocomunisti che litigano, ancora vi piace sta cosa?#15 · tommaso
15 gennaio 2008, 18:14 Se è come tu dici, caro Fabio, simbolicamente è molto bello e molto produttivo che il papa si sia fatto cacciare. Infatti per la prima volta da molti anni una delle quotidiane, ormai francamente insopportabili ingerenze vaticane nella vita pubblica italiana è stata rispedita al mittente in modo limpido e determinato, nonostante i vittimismi pelosi del Vaticano medesimo e degli atei devoti. Si spera che a questo punto si trovi un grande coraggio collettivo, stimolati da questa luminosa vicenda, di rimettere le cose a posto tra stato laico e una chiesa sempre più anticonciliare, tracimante e autoritaria. Di cattocomunisti io non ne vedo, a mio avviso sono estinti da anni. Vedo pochissimi cattolici e una marea di reazionari sanfedisti che pretendono di avere tutto senza che nessuno li argini. Altro che vittime.#16 · viviana
15 gennaio 2008, 18:16 Non pare al momento che la rinuncia sia certa. In questi tempi, grazie alla Moratti e soci (e il caro D’Alema) abbiamo assistito al proliferare delle scuole e università cattoliche, sovvenzionate dallo Stato, senza però controlli da parte dello Stato, che sono diventate facili laureifici (del resto la Moratti aveva inventato anche la laurea on line), vere madrasse cristiane, fucine di integralismo. Queste scuole sono in linea con la pervasività dell’induzione cattolica, dalla scuola materna in su. Avendo lavorato in una di queste scuole, posso dire che i controlli sugli insegnanti erano nulli, vi insegnavano anche docenti non laureati, il trattamento dei lavoratori era pessimo e i compensi sotto un livello accettabile e infine che i diplomi venivano praticamente comprati. Solo a Roma di università cattoliche ce ne sono 4, di cui 2 sotto inchiesta per lauree facili. Coi tempi che corrono e un Papa che come parla fa scandalo, avremmo preferito che Ratzinger avesse inaugurato uno dei suoi atenei, magari per richiamarlo ad una più stretta osservanza della legge e dell’etica (visto anche che in molti collegi universitari, oltre che alla compravendita di lauree e diplomi, si sono verificati anche casi di pedofilia) Poiché si immagina che la sua lectio magistralis avesse un contenuto religioso attinente alla fede cattolica, si chiede che interesse questo abbia per una università laica, frequentata da agnostici, atei o persone di altre fedi. Sentiamo che molti invocano la libertà di parola per tutti, ma Ratzinger non è un comune personaggio della cultura moderna, che può, a buon diritto, accettare l’invito a tenere una lezione in un ateneo pubblico. Noi non riusciamo a vedere in Ratzinger un personaggio come un altro, per l’alto livello di provocazione insito in ogni cosa che fa. Non vediamo in lui una cultura che possa aiutare il mondo di oggi, ma una ambizione smisurata, un potere che ogni giorno aumenta sopra ogni cosa e che considera lo Stato italiano non un paese estero da rispettare ma una preda da riconquistare. Nuovo Masada n. 613. La bolgia infernale http://www.masadaweb.org#17 · tommaso
15 gennaio 2008, 18:24 Eppoi, poverino, da come lo dipingono sembra uno che non lo sta mai a sentire nessuno, che non ha un posto dove poter dire le sue cose. Che “cacciato” dalla Sapienza sia costretto a comprarsi un panchetto e andare a fare la sua mancata lectio magistralis a Hide Park.#18 · Amerigo Rutigliano
15 gennaio 2008, 18:28 La visita papale all’università La Sapienza. Si rimette in discussione il processo a Galileo Galilei e gia questo è un fatto stucchevole. In nome di un improbabile divinità celeste la chiesa romana nei secoli è stata causa di inauditi stragi di anime per le quali colpe il papa polacco chiese scusa al mondo. Oggi, appunto dopo quattro secoli si assolve e giustifica il processo sommario a Galileo sotto Papa Bonifacio VIII senza dimenticarsi di Giordano Bruno. Oggi… ci ritroviamo con la onnipresenza clericale in ogni settore della società che alacremente emette Bolle papali,gettando strali ed emettendo veti su tutto, forse aspirando su un nuovo periodo del potere temporale. Io consentirei la visita di questo Papa e ascoltare che c…ha da dire. Non starei nemmeno a prenderlo sul serio circa il suo intervento sulla moratoria pena di morte, anche perchè è stata promossa da un drappello di anticlericali pannelliani, quindi ” Il Diavolo e l’Acqua santa” Se la santa sede è intelligente, declinerà l’invito causa leggera indisposizione papale.#19 · Marcello Marani
15 gennaio 2008, 18:33 Perchè non applicare la legge sulla par condicio, e chiedere che ad esempio alle Messe papali partecipino con criterio di reciprocità anche personaggi sicuramente laici come Odifreddi, Augias, ecc., o altri miscredenti, atei o agnosticoi che siano, come Dario Fo, Santoro, ecc., e persino dei comici come i Guzzanti, Benigni, Luttazzi, Littizzetto, Dandini, Hendel, Crozza e via satireggiando? E vogliamo scommettere che in tal caso le Messe avrebbero pure un colossale aumento di share? maranimarcel@tiscali.it#20 · viviana
15 gennaio 2008, 20:42 Bell’articolo di Roberto Cotroneo sull’Unità! Dice che l’invito del rettore è stata una gaffe: non si invita un Pontefice a inaugurare un anno accademico. Nessuno lo fa, non ha alcun senso. Come non si invita Benedetto XVI non si invita il Dalai Lama né il Rabbino capo di Roma. Il pontefice può far visita all’università di Roma, ma l’inaugurazione di un anno accademico è un evento laico, scientifico e intellettuale. E il papa non è un intellettuale, è un papa, che è cosa assai diversa. Il rettore si sarà chiesto: Chi più importante di lui? Peccato che l’università sia un’istituzione scientifica, dove insegnano atei e credenti, e tra i credenti ci possono essere cattolici o protestanti, buddisti o induisti, anglicani o ebrei. E allora come gli è venuto in mente? Gli è venuto in mente perché la scelta non è stata intellettuale, ma vanitosa e opportunista. Risultato: un pasticcio, e un boomerang. Perché è di cattivo gusto contestare un papa, ma anche metterlo in una situazione imbarazzante. Perché questo non è un papa qualsiasi. E’ uno si è espresso in modo netto, e più volte, sul fatto che la scienza deve essere subordinata alla religione. Ma l’università non si sente subordinata a nessuno. Sono stati ridicoli gli striscioni come le veglie di preghiera. Il Papa non è una star da portare in processione. Non abbiamo bisogno di dargli visibilità ne ha da solo, e se deve parlare contro la pena di morte è meglio lo faccia con una enciclica e dal soglio di Pietro. A Oxford o Cambridge nessuno inviterebbe l’Arcivescovo di Canterbury. Ognuno faccia il suo mestiere. Siamo a nuova forma di cattolicesimo: il cattolicesimo opportunista. È tutto un compiacere in modo smaccato le gerarchie ecclesiastiche. A dx e sx. Una cosa mai vista. In cui la vanità del Papa ci è cascata in pieno.#21 · viviana
15 gennaio 2008, 21:01 E così finì poi che il Papa non andò . Figuraccia tripla. Doveva andarci come “messaggero di pace”: Ma quale pace? Alla fine ne usciva una guerra! Bell’articolo di Roberto Cotroneo sull’Unità! Dice che l’invito del rettore è stata una gaffe: non si invita un Pontefice a inaugurare un anno accademico. Nessuno lo fa, non ha alcun senso. Come non si invita Benedetto XVI non si invita il Dalai Lama né il Rabbino capo di Roma. Il pontefice può far visita all’università di Roma, ma l’inaugurazione di un anno accademico è un evento laico, scientifico e intellettuale. E il papa non è un intellettuale, è un papa, che è cosa assai diversa. Il rettore si sarà chiesto: Chi più importante di lui? Peccato che l’università sia un’istituzione scientifica, dove insegnano atei e credenti, e tra i credenti ci possono essere cattolici o protestanti, buddisti o induisti, anglicani o ebrei. E allora come gli è venuto in mente? Gli è venuto in mente perché la scelta non è stata intellettuale, ma vanitosa e opportunista. Risultato: un pasticcio, e un boomerang. Perché è di cattivo gusto contestare un papa, ma anche metterlo in una situazione imbarazzante. Perché questo non è un papa qualsiasi. E’ uno si è espresso in modo netto, e più volte, sul fatto che la scienza deve essere subordinata alla religione. Ma l’università non si sente subordinata a nessuno. Sono stati ridicoli gli striscioni come le veglie di preghiera. Il Papa non è una star da portare in processione. Non abbiamo bisogno di dargli visibilità ne ha da solo, e se deve parlare contro la pena di morte è meglio lo faccia con una enciclica e dal soglio di Pietro. A Oxford o Cambridge nessuno inviterebbe l’Arcivescovo di Canterbury. Ognuno faccia il suo mestiere. Ecco il nuovo cattolicesimo: quello opportunista. È tutto un compiacere in modo smaccato le gerarchie ecclesiastiche. A dx come sx. Una cosa mai vista. In cui la vanità del Papa ci è cascata in pieno. Ma ancora qui stiamo? E per la par condicio: Staino: “Il Papa vuol parlare all’inaugurazione dell’anno accademico a Roma”. “Ottimo! Cosi’ poi domenica uno dei professori dissidenti da a parlare dalla finestra di piazza San Pietro”.#22 · iuliano alfredo
15 gennaio 2008, 22:00 belle cosce in copertina,erano quelle del papa?dopo aver chiamato tepisti i giovani che si oppongono allo smaltimento pirata dei rifiuti napoletani,anche i giovani della sapienza sono teppisti e terroristi. Purtroppo questo è il parere che ha nno i clericopartiti dei loro elettori,che si ostinano a votare questi pagliacci.mussi vergognati,anche tu sei un ipocrita!#23 · Marcello Marani
15 gennaio 2008, 23:23 Credo che se imitando gli ebrei, che Gerusalemme hanno il Muro del Pianto, dovessimo istituire in Italia un analogo “Muro della Vergogna”, non ci basterebbe la Grande Muraglia Cinese. Personalmente avrei consentito al Pastore Tedesco di andare se parimenti per par condicio, accettasse appunto la proposta di invitare laici ed atei, miscredenti ed agnostici, blasfemi e apostati, a coocelebrare le Sacre funzioini in modo da non vietare ad altri di esprimere le loro opinioni così come il Paparazzo, pretende di espimere le sue in nome delle libertà di opinione in ogni sede possibile ed immaginabile. Perchè egregia SS tedesca, non è scritto nei Vangeli, di non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te stesso? E non se ne sarà per caso mica dimenticato? Comunque, a mio avviso, il Rettore va cacciato perchè si è comportato come un monarca assoluto, senza nemmeno consultare il corpo accademico. Una sorta di Jucas Casella che: “Solo quando lo dico Ioooo!!!” “E chi è? Cacini!” maranimarcel@tiscali.it#25 · Giovanni P. Bulfone
16 gennaio 2008, 10:32 Il papa ha rinunciato all’intervento, con grande scandalo di tutti. Però non si può gridare alla censura: il capo dello Stato della Città del Vaticano esonda in tutti i giornali, radio, televisioni e quant’altro ancora; mi pare che parlare di censura sia quanto meno eccessivo. Bene hanno fatto i docenti a chiedere che non intervenisse all’inaugurazione dell’anno accademico proprio una persona che ritiene di possedere, e lui solo, la verità. La citazione di Voltaire dell’Osservatore Romano è del tutto fuori luogo: è doveroso far sì che il nostro avversario esponga le proprie idee, ma solo se anche lui è disponibile ad ascoltare le nostre. Mi pare che il papa, invece, non accetti dialogo e quindi pari dignità dell’avversario.#26 · Marcello Marani
16 gennaio 2008, 21:59 Parafrasando Gramsci che diceva: “E’ classico dei gruppi dominanti, pretendere gratis dai lavoratori, quello che loro sono disposti a concedere solo a caro prezzo”, potremmo dire lo stesso di SS, che pretende dallo Stato Italiano quello che loro non sono affatto disposti a dare: a ciascuno la propria sovranità ed indipendenza! Che poi le loro SS Eminenze dei miei santissimi, quando gli torna comodo si scomodino fino al punto di citare Voltaire o Machiavelli è tutto da ridere, perchè mi sembra che abbiano dimenticato proprio quei Comandamenti del loro Cristo, che maggiormente li dovrebbe qualificare e caratterizzare come: “ Ama il prossimo tuo” e l’altro Non fare ad un altro, quello che non vuoi venga fatto a te stesso!”. Ed il paradosso è, che a ricordarglielo debba essere un agnostico miscredente come il sottoscritto, che le Scritture ed i Vangeli li ha letti anche più volte e che laicamente, ritenendoli stimoli a comportamenti etici e morali, cerca di rispettarli meglio dei cosiddetti “credenti” che di credenza interna credo abbiano solo quella della cucina e della “casciaforte” a casa e l’ltra ancora più protetta nei cc e nei caveau bancari. E forse potrei anche essere meno ostile se solo si provassero, loro per primi a rispettare i Comndamenti, che poi tra l’altro fanno parte di regole di vita morale già espresse mezzo millennio prima di Cristo da Confucio e Budda. Quindi il loro tanto osannato a parole Cristo, ma poco seguito nel suo insegnamento, non ha proprio inventato niente ma ha copiato da altri. E che dire della storia del cammello e dell’ago e come lo conciliano con il Kaianano, che più che Pio sarebbe più esatto chiamare “Pijo” nel senso dell’arraffa araffa, o acchiappa acchiappa che oltretutto difende le famiglie degli altri perchè come Calderoli,m Bossi, Casini, Fini ecc., ecc., ecc., loro di famiglie ne hanno almeno un paio a testa e chissà quante cortigiane e concubine più defilate. E tuttu si ss giorni che ci da Madre Natura, mi devo vedere il Parazzo ed i suoi scagnozzi in tutte le salse, che straripano da tutte le tv. Per questo ripeto: “ SBATTAZZATEVI, SBATTEZZATEVI, SBATTEZZATEVI!!! maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · tina
14 gennaio 2008, 22:46 E così stiamo tornando indietro di secoli. E’ incredibile e fino a qualche anno fa inimmaginabile. Occorre opporsi a questo tentativo becero di egemonia clericale che fa leva sull’incultura, sull’insipienza e e sulla viltà di buona parte della nostra mediocrissima classe dirigente, oltre che sull’opera di imbecillimento della nostra società portata avanti con le tv e il consumismo dilagante. Occorre senz’altro reagire, quanto meno in nome della RAGIONE!