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La lettera di Marcello Cini
14 gennaio 2008, 16:01
Era il 14 novembre del 2007 quando il professor Cini inviò la seguente lettera aperta " Se la Sapienza chiama il Papa e lascia a casa Mussi", pubblicata sul Manifesto
Signor Rettore, apprendo da una nota del primo novembre dell'agenzia di stampaApcom che recita: «è cambiato il programma dell'inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell'università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi a ascoltare la Lectio Magistralis di papa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà , ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell'Università Fabio Mussi invece non ci sarà più».
Come professore emerito dell'università La Sapienza - ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla mia chiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini e Enrico Persico - non posso non esprimere pubblicamente la mia indignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23 ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca di nascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmente l'obiettivo politico e mediatico.
Non commento il triste fatto che Lei è stato eletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Un cattolico democratico - rappresentato per tutti dall'esempio di Oscar Luigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza della Repubblica - non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20 settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio. Mi soffermo piuttosto sull'incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università - da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa.
Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c'è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali. Ignoro lo statuto dell'università di Ratisbona dove il professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla quale mi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell'ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l'Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più.
Sul piano sostanziale poi le implicazioni sarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo proprio dal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona, dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella di Roma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica del papato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione delle rispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nel profondo.., si tratta - cito testualmente - dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio».
Non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questo incontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propria delle scienze naturali - conclude infatti il papa - con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi del pensare - alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità , specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostro ascoltare e rispondere».
Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sono miei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l'ex capo del Sant'uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a esso compete. Che è sempre stato e continua a essere l'espropriazione della sfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delle emozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendica l'esclusività della mediazione fra l'umano e il divino. Un'appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differenti forme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicata senza rispetto per la dignità personale e l'integrità morale di ogni individuo.
Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo più usare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzato l'effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l'appoggio esplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligente se non il tentativo - condotto tra l'altro attraverso una maldestra negazione dell'evidenza storica, un volgare stravolgimento dei contenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati e il vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell'avversario - di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi della religione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i loro studenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoria danwiniana dell'evoluzione biologica che sta alla base, in tutto il mondo, della moderna biologia evolutiva?
Non desco a capire, quindi, le motivazioni della Sua proposta tanto improvvida e lesiva dell'immagine de La Sapienza nel mondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcorata della visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria») subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, sarà comunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si può pretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l'Anno Accademico dell'Università La Sapienza».
Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritratto resterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolo dell'autonomia, della cultura e del progresso delle scienze.
Marcello Cini
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#2 · Vincenzo De Lellis
14 gennaio 2008, 19:53 Condivido pienamente l’articolo del prof. Cini. Siamo di fronte ad un attacco della Chiesa alla società italiana su tutti i fronti e con la complicità dei media. Gravissimo.#3 · Filippo Abbruzzo
14 gennaio 2008, 20:13 #1 · giovanni menotti 14 gennaio 2008, 19:53 ma questo è uno che usa la ragione? e ancor più: affronta le sue ricerche sulla base di dati palesemente errati? non si preoccupa di verifiocarne l’esattezza? Bello scienziato del cavolo. Forse il problema della ricerca italiana è proprio questo: emigrano quelli che ragionano e rimangono qui gli stolti!!! —- Quali sono le sue referenze, invece, esimio professore? Qui non si discute di ricerca e di attendibilità della ricerca. Qui si discute di un’ingerenza della chiesa all’interno dell’università che ha avuto come sfoghi teorie come quella del Disegno Intelligente, concetti come quello della complessità irriducinile, o frasi poco felici come quella del car. ratzinger a Parma.#4 · Fabrizio Stier
14 gennaio 2008, 21:02 Grazie prof. Cini. Questo paese aveva bisogno di lei e dei suoi colleghi. Molti non hanno (o non vogliono)ancora capire che il concilio vaticano II è stato azzerato dagli ultimi due papati. I laici devono nuovamente difendere la libertà di ricerca, i diritti civili per tutti i cittadini della repubblica contro la pretesa di una verità rivelata che appartiene solo ad alcuni. Grazie.#6 · sergio devita
14 gennaio 2008, 22:24 Come si fa ad accettare che un discepolo della ragione e un maestro di scienza possa essere divorato da un tale livore e offuscato da tanti pregiudizi? La quasi totalità delle sue affermazioni sono perlomeno avventate. E’ propio vero la nostra università è ridotta male.#8 · Adriano
14 gennaio 2008, 22:43 I contenuti della lettera sono abbastanza condivisibili, anche se i toni a volte mi sembrano un po’ eccessivi. Io penso che il rettore possa ritenere di invitare chi vuole, anche il Papa, così come è pieno diritto dei professori protestare pubblicamente contro questa decisione. Ovviamenti i partiti cattolici, che purtroppo detengono la maggioranza in parlamento, hanno subito definito assurde e intolleranti le dichiarazioni dei professori. Si può condividere o no, tuttavia non vedo cosa ci sia di intollerante nella presa di posizione di alcuni professori che esprimono liberamente la loro opinione. Detto questo l’ideologia di questo Papa è molto arretrata e in cuor mio mi fa molto piacere se qualcuno dissente pubblicamente.#11 · Mauro Zennaro
14 gennaio 2008, 23:21 Il professor Cini ha ragione da vendere. Per quale motivo dovrebbe inaugurare l’Anno Accademico un monarca assoluto di uno staterello teocratico anacronisticamente incistato nel cuore della Repubblica italiana, che per di più ritiene di rappresentare dio in terra? Non sarebbe meglio che andasse da un bravo psichiatra, invece? Già che ci siamo, bisognerebbe invitare anche il Mago di Arcella e il Divino Otelma. La loro attendibilità scientifica è almeno pari a quella del prof. Ratzinger.#13 · Max
14 gennaio 2008, 23:34 E’ singolare che un così grande professore (Cini) sciorini la solita fronda di luoghi comuni sulle colpe passate della chiesa e dimostri così poca capacità di argomentazione razionale della sua contrarietà alla visita del papa a La Sapienza. Ma sarà che la cultura, anche quella scientifica, in Europa è stata, per caso, favorita e sviluppata da generazioni di cristiani? Lo stesso Galileo non era, per caso, cristiano? in genere chi si esprime con tanto livore o combatte fantasmi o non è sicuro di ciò che vorrebbe difendere. Ci dovrebbero pensare quelli che preparano manifestazioni di disturbo… non mi sembrano molto democratici!#14 · Francesco Bondi
14 gennaio 2008, 23:40 Mah, condivisibili le critiche del prof. Cini (dopo tutto scienza & fede hanno ben poco in comune) ma il tono della lettera è eccessivo e fuori luogo. Sembra che Benedetto XVI sia già stato alla Sapienza e nel suo discorso abbia sparato a zero contro la scienza e che questa lettera condanni l’episodio… Calma e gesso#16 · fabrizio brena
15 gennaio 2008, 00:10 La colossale ignoranza e supponenza del prof. Cini si rivela già nelle prime righe, quando asserisce che l’insegnamento della teologia “non esiste più nelle università moderne, perlomeno in quelle pubbliche degli stati non confessionali”: gli basterebbe guardare su un qualsiasi annuario accademico per scoprire che dalla Germania all’Austria alla Svizzera alla Svezia (cito apposta paesi laici scientificamente e tecnologicamente avanzati, certo più del nostro)le facoltà di teologia, cattolica e/o protestante, trovano posto nelle università statali come qualsiasi altra disciplina: ma tant‘è, il nostro dichiara pacificamente di ignorare lo statuto dell’Università (pubblica) dove il Papa ha insegnato e se ne vanta pure; in conclusione, i giudici del Santo Uffizio saranno stati pure oscurantisti retrogradi, ma almeno prima di condannare Galileo si sono presi la briga di leggere i suoi testi, il prof. Cini spara sentenze di condanna senza neppure informarsi dell’argomento di cui tratta. Per conto mio, sono felice di essere emigrato all’estero per fare attività di ricerca lontano da docenti del genere (e mi trovo in un’Università dove lo stesso Ratzinger anni fa fu contestato ferocemente dai suoi stessi studenti, quindi lo studio della teologia non toglie la capacità di pensare…)#17 · Paolo La Spisa
15 gennaio 2008, 01:10 Concordo pienamente con il Prof. Cini nella forma e nel contenuto della sua importante quanto opportuna lettera di dissenso alla sola possibilità che un romano pontefice possa prendere parte all’inaugurazione dell’anno accademico di una università della Repubblica italiana. Che poi questo onere tocchi al Prof. Ratzinger la cosa è ulteriormente aggravata a causa della linea politica e culturale scelta dal suo pontificato. Tuttavia quello che mi spinge di più a scrivere sono le tante risposte, quelle sì, di pancia e senza cervello, che la lettera del prof. Cini ha suscitato in questo bolg. Dispiace vedere come ancora tanta gente non si renda conto che tanti sacrifici che l’Italia ha fatto in nome della laicità (dal 20 sett. 1870 alla Costituzione della Repubblica) non solo non siano apprezzati ma sembra che siano del tutto ignorati. Andare all’estero a fare ricerca non dà il diritto di affermare falsi come quelli del Sr. Brena che dice che in alcuni paesi “laici scientificamente e tecnologicamente avanzati” si insegna teologia cattolica “e/o” protestante nelle facoltà statali. Caro Sr. Brena in quel “e/o” passa un fenomeno che si chiama “Riforma Protestante” voluta da un certo Martin Lutero che per primo mise in mano la Bibbia ai fedeli traducendola in tedesco (siamo agli inizi del ’500). La chiesa cattolica ci arriverà solo col Concilio Vaticano II (1963-65)! Si informi, ma credo che la teologia insegnata nelle università statali è solo quella protestante e non “e/o” cattolica. Per quella cattolica vige l’assoluta autorità romana, solo facoltà strettamente pontifice possono insegnare teologia cattolica! Lei cita infatti paesi dove la presenza protestante è notevole come Svizzera e Germania. Concludendo lo sdegno del Prof. Cini a causa delle ingerenze culturali da parte di questo papato, è opportuno e pienamente condivisibile.#18 · paulo
15 gennaio 2008, 01:30 Fabrizio Brena, mi compiaccio nel leggere che secondo il Suo punto di vista è sempre meglio leggere accuratamente i testi di qualcuno per poi condannarlo agli arresti domiciliari e all’abiura che fare affermazioni dettate da una conoscenza approssimativa (se così fosse, e non è) dei fatti ed esprimere un forte dissenso. A tutti quanti poi pregherei di rendersi conto che se anche non si condivida l’analisi di Cini, questi aveva tutto il diritto di farla presente al proprio rettore, il quale opera delle scelte (col senato accademico) in rappresentanza di tutto il corpo docente e non solo di una parte di esso. La lettera era a questi indirizzata, si tratta di corrispondenza tra un docente ed il suo rappresentante. Insinuazioni sulle sue qualità di scienziato sono poi, chiaramente, inutili attacchi ad hominem destituiti di fondamento oggettivo (chi lo ritenga uno studioso e docente non valido ne contesti le pubblicazioni e i metodi di insegnamento, nel merito). Il professor Cini è parte dell’ateneo perché a differenza del papa quel posto se l‘è conquistato e meritato, tramite studi consoni alla missione di tale ateneo. Se si vuole rivoluzionare e stravolgere questa missione chi lo farà se ne assumerà le responsabilità di fronte alla storia di questo paese; ma sappiate che per ora tale missione non è stata ancora modificata. L’invito del papa ad intervenire non è un atto a questi assolutamente dovuto, in alcun modo e sotto alcun aspetto sostanziale, ed il libero dissenso è pertanto più che legittimo, se non addirittura salutare.#19 · Filiberto Biolcati Rinaldi
15 gennaio 2008, 02:00 Io sono uno studente di fisica ma anche un cattolico. E’ vero che viviamo in uno stato laico e che tutte le confessioni religiose meritano rispetto. E’ vero che il cardinal Ratzinger nel 1990 ha usato parole inopportune a proposito del processo Galileo. Rischiamo di dimenticare una cosa essenziale: la posizione del grande e amato Giovanni Paolo 2 che riconobbe gli errori della Chiesa in quel periodo buio. Credo che dobbiamo fare uno sforzo per vedere nel papa un qualcosa in più rispetto al cardinal Ratzinger che disse quelle parole 17 anni fa. Il papa, che ricordo essere il successore di Giovanni paolo 2 (e solo per questo merita rispetto perchè è in strettisima continuità con le posizioni del predecessore), rappresenta un’istituzione estremamente autorevole dal punto di vista laico, che va ascoltata e rispettata. Io ammiro tantissimo dal punto di vista scientifico i professori di fisica che hanno mosso queste critiche, li considero dei modelli da imitare ma spero ardentemente che tornino sui loro passi e non scendano nel ridicolo con una protesta assurda e immotivata.#20 · giuseppe
15 gennaio 2008, 02:04 Mi addolora assistere a un dibattito fra tifosi che nei commenti esprimono, quasi sempre, stupidi pregiudizi e preoccupanti livori. La lettera del Prof. Cini esprime, in fondo, una preoccupazione di tanti, che il Rettore avrebbe dovuto, a mio parere, prevedere e correttamente interpretare nell’esercizio del suo ruolo, prima ancora che si manifestasse all’esterno, evitando magari di far coincidere la data della visita del Pontefice con quella dell’anno accademico. Anche la Chiesa, nel suo complesso, e al suo interno, dovrebbe tornare a privilegiare il metodo del dialogo piuttosto che quello dell’arroccamento identitario e della lezione ex cathedra, privilegiando uno stile pastorale ispirato alla comprensione e alla misericordia. E’ proprio vero che, all’interno della Chiesa c‘è chi subordina l’Amore alla Verità, laddove bisognerebbe comprendere che l’unica Verità è l’Amore. Deus Charitas est, nei fatti oltre che nelle Encicliche#21 · Stefano Ferretti
15 gennaio 2008, 02:32 Dunque, se ho capito bene: illustri rappresentanti del mondo accademico e scientifico pensano di tutelare scienza, laicità e libertà dell’Università italiana, impedendo che il Papa vada alla Sapienza e magari prenda anche la parola. Curioso questo pensiero scientifico (cioè critico, razionale, universale) che casca nell’intolleranza e, contrappasso, in un dogmatismo che in nome della scienza non accetta di misurarsi con un altro sapere. Possibile che, dando un’occhiata ai problemi dell’Università italiana, a nessuno scappi da ridere sentendo definire la visita di un Papa una “incredibile violazione della tradizionale autonomia dell’Università”? Autonomia da cosa? Dal mondo? Perchè mascherare una posizione preconcetta e ideologica con l’aura di una battaglia progressista? O qualcuno pensa di dare a bere che uno “scienziato” non possa avere opinioni confutabili e passioni ma solo “sentenze” indiscutibili e incontaminate?. Qualcuno vuole contestare? Libertà di farlo, nell’ambito delle regole democratiche (a proposito quanti sono, numericamente, i contestatori e quanti i favorevoli?). Ma sentirsi in diritto di ridurre al silenzio qualcuno non è un bel segnale di democrazia e di pluralismo. A meno che non si tratti di un criminale nei confronti dell’umanità: cosa che appunto sostiene l’estensore della lettera senza il minimo dubbio (e ci mancherebbe!). Non è stato il Papa a chiedere di andare alla Sapienza, è stato il Magnifico Rettore a invitarlo, evidentemente non considerando il suo livello morale e culturale incompatibile con quello del resto del corpo accademico. E forse un dissenso un po’ più solido e argomentato, soprattutto libero da massimalismi, avrebbe potuto giovare un po’ di più al nostro pensiero critico (intendo quello di tutta la società). E favorire il dialogo tra culture diverse, senza la pretesa di ridurne qualcuna al silenzio dei luoghi di culto o delle coscienze private. Questa sacra crociata alla rovescia che pensa di tutelare la scienza cacciando e mettendo a tacere un Papa mostra impietosamente una posizione a corto di fiato e di argomenti. E una brutta figura per l’Università italiana, al cospetto di altri Atenei internazionali che non si sono fatti cogliere da crisi isteriche nell’accogliere il massimo rappresentante di un pensiero che, sempre democraticamente parlando, raccoglie nel mondo un po’ più di una sparuta schiera di ingenui sprovveduti. Ma almeno, se per tutti i secoli dei secoli, come chiosa il Prof. Cini, il “simbolo della autonomia, della cultura e del progresso delle scienze” sarà macchiato da cotanta onta vorrà dire che almeno non ci sarà di peggio per cui scandalizzarsi.#22 · Mario Navarra
15 gennaio 2008, 03:59 Livore sì, ma ce n‘è da entrambe le parti. Con una differenza: la scienza rivendica il diritto a cercare la verità, la Chiesa manifesta l’abitudine millenaria ad imporre la sua. Niente più frustate e roghi, ma tv, giornali, ecc. È proprio vero che a messa non ci va più nessuno, allora la chiesa si muove come può, occupa spazi, luoghi faticosamente conquistati, anche col sangue, da chi vuole usare ciò che Dio o la natura gli ha donato: la ragione. Qualcuno ancora li difende quegli spazi, ma sembra purtroppo l’ultimo baluardo. Grazie Prof.#23 · paulo
15 gennaio 2008, 06:58 Ad integrazione di quanto osservato poco sopra da F. Brena e P. La Spisa, ed in relazione alle (un po’ arraffazzonate è vero) osservazioni del Cini sull’insegnamento della teologia al di fuori dell’Italia. Che mi si “corrigga” se sbaglio, ma credo che di norma in Europa le facoltà di telogia possono sì essere ospitate in università statali, come il caso della Germania, ma sono finanziate direttamente dalle tasse devolute alle suddette istituzioni religiose (per quel che ne so). Un po’ come se l’otto per mille fosse devoluto a ciò, da noi. Precisazione forse utile ad integrare (correggere?) le parole di Cini, ma precisazione che è anche cosa ben diversa, caro dottor Brena, dal far intendere che siano “facoltà” finanziate statalmente perché appartenenti ad “università” statli. Purtroppo lasciatemi osservare che se questa prospettiva non è neanche pensabile in Italia è proprio perché una sperazione matura e netta non è mai stata raggiunta da noi, ed anzi oggi appare più lontana che mai. Sarebbe impensabile, all’oggi, istituire una facoltà di teologia (né desiderano farlo) in una università pubblica, anche qualora finanziata dall’otto per mille, proprio perché in Italia la teologia è stata soppiantata integralmente dalla politica attiva (un cattolico italiano saprebbe come votare ad un referendum ma difficilmente saprebbe elencare i dogmi della propria fede).#25 · Gustavo
15 gennaio 2008, 07:46 Un altro vincitor di concorso pubblico che, invece di lavorare, sta a sentenziare su questioni che nulla attengono alla materia del suo insegnamento a Vita. Sì, perrchè in Italia, chi vince (e come vince?) un concorso pubblico da professore universitario, resta lì a vita ad occupare abusivamente una poltrona che non è tenuto a dimostrare di meritare. Un altro grande errore tutto italiano. Uno così, in una università occidentale diversa da quella italiana, sarebbe assunto nel corpo di pulizia universitario: ramazza e olio di gomito. Che disgrazia. Il cittadino X#26 · Andrea Buonaguidi
15 gennaio 2008, 08:10 CITAZIONE: “Meglio fedeli alla Chiesa, che servi dello Stato. Anonimo#27 · Claudio
15 gennaio 2008, 08:23 Più che un commento, sono molto interessato a porre una domanda. Perchè un’Istituzione Scientifica (è così che ritengo si possa definire La Sapienza)sente la necessità di invitare all’inaugurazione dell’Anno Accademico il capo riconosciuto di una Religione, ben sapendo che inevitabilmente occuperà il centro della Scena (vedi Ratisbona)? Due possibili spiegazioni. O chi ha formulato l’invito non è adeguato a parlare a nome della Sapienza; o La Sapienza ha poco a chè fare con la scienza. Sarebbe opportuno che non solo i docenti e gli studenti, ma anche i genitori degli studenti prendessero una posizione chiara.#28 · gianluca xxx
15 gennaio 2008, 08:30 Appello più che giustificato. Il papa e tutta la sua corte attaccano quotidianamente la laicità dello stato italiano, somo promotori delle più bieche discriminazioni sessuali e culturali. E’ giusto combatterli sullo stesso terreno e senza alcuna tregua! I principi dell’Illuminismo non possono essere messi in ridicolo da un pessimo teologo come Ratzinger.#29 · Andrea Costa
15 gennaio 2008, 09:12 SESSIONE I (13 dicembre 1545) (Decreto di inizio del concilio). Reverendi Padri, credete opportuno, a lode e gloria della santa e indivisa Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, per l’incremento e l’esaltazione della fede e della religione cristiana, per l’estirpazione delle eresie, per la pace e l’unione della chiesa, per la riforma del clero e del popolo, per la repressione e l’estinzione dei nemici del nome cristiano, decretare e dichiarare aperto il sacro, generale concilio tridentino? [Risposero: sì].#30 · Laura
15 gennaio 2008, 09:19 Opporsi al fatto che il Papa inauguri l’anno accademico alla Sapienza non significa “ridurlo al silenzio”, ne tantomeno rifiutarsi di ascoltare opinioni in contrasto con le proprie. Ci sono tempi e luoghi adatti al dialogo e non sono questi. Ogni istituzione ha propri rituali e simboli che rappresentano i valori in cui si impegna. Giustamente, nessun cattolico accetterebbe che uno scienziato, in quanto rappresentante della sua categoria, officiasse un rito religioso. Perché mai un religioso come il Papa, che è Il Rappresentante della Chiesa Cattolica, dovrebbe officiare un rito laico? Soprattutto se, come fa notare Sini, le sue posizioni si discostano da quelle rappresentate dall’istituzione che dovrebbe accogliere la sua presenza. Il punto è che non è un rappresentante adeguato, come non lo sarebbero uno sportivo di punta o un attore famoso (senza nulla togliere agli stessi).#31 · felice
15 gennaio 2008, 09:51 un intervento su soli argomenti teologici ed in altra occasione credo sarebbe stato accettato , ma “inaugurare l’ anno accademico – effettivamente cosi’ verrebbe liquidato dai media, proprio no!” Ringrazio i Firmatari. Finalmente un po’ di critica vera dopo anni di edulcorazione mediatica su tutto, non solo sulla religione.#32 · nicola glielmi
15 gennaio 2008, 09:51 Caro prof. Marcello Cini plaudo alla Sua lettera contro l’iniziativa sciagurata di invitare papa Benedetto XVI per l’inaugurazione del nuovo anno accademico. Non se ne può più! Ma non tutti sono fisici e matematici che possano comprendere la gravità dell’infelice iniziativa del Rettore della Sapienza. Anzi alcuni fisici, come la maggior parte degli psichiatri, sbandano rovinosamente nei dogmi di una fede religiosa, Nella Provincia di Genova v’è un solo medico che pratica l’aborto. Ultimamente Ratzinger ha incoraggiato i farmacisti a praticare l’obiezione di coscienza per la pillola del giorno dopo. Il Presidente Nazionale dell’ordine dei farmacisti ha dichiarato che farà del suo meglio perché l’esortazione papale sia tramutata in legge dello Stato. Il Presidente dell’Associazione degli Psichiatri Cattolici inneggia, pubblicamente in televisione, alla CASTITA’ come ad una suprema virtù. Un tale psichiatra (sedicente psicoterapeuta) cosa dirà al suo paziente che si masturba? Ma soprattutto cosa comprende le gente? Non se ne può più! Solo la conoscenza può opporsi al medioevo prossimo futuro nel quale ci sta spingendo questo papa guerrafondaio che predica la pace, ma incita alla guerra: vedasi lezione a Ratisbona con la quale stava scatenando un conflitto mondiale, la guerra ultima e finale, l’armaggedon. Vedasi ultime dichiarazioni su Roma, il giorno dopo ritrattate “farabuttisticamente” ( Glielmi N. – “La dialettica adolescenziale inconscia:il farabuttismo” – Ediz. Andromeda , Bologna). A sostegno della Sua forte e coraggiosa lettera invio le prefazioni di due miei libri che trattano l’argomento della religione e della scienza da un punto di vista psichiatrico. Forse alcuni studenti della Sapienza che aderiscono all’iniziativa del Rettore avrebbero bisogno di leggerle. Mi scuso e porgo cordiali saluti, Nicola Glielmi. NICOLA GLIELMI BRUCIARE LA BIBBIA IN MEMORIA DI TUTTI I CADUTI DI GUERRA NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI W. REICH (penitenziario di Lewisburg 03/11/1957) NON POSSIAMO AFFERMARE CHE L’ABOLIZIONE DELL’INSEGNAMENTO RELIGIOSO DALLE SCUOLE PROMUOVERA’ LA PACE E FORMERA’ UOMINI MIGLIORI. MA SAPPIAMO CON CERTEZZA CHE IL MISTICISMO E’ LA CAUSA PRINCIPALE DELLE GUERRE CHE PORTERANNO ALLA DISTRUZIONE DEL PIANETA, SECONDO L’APOCALISSE DI GIOVANNI. (N. G.) Prefazione Giovanni R. Dott. Glielmi, Lei mi chiede che io faccia la prefazione a questo testo. Mi sento onorato, ma perché lo chiede a me, che non so niente di Reich, di Freud o di Jung? Perché non ad una persona competente? Nicola Glielmi Se lo chiedesi ad un analista junghiano, per esempio, egli farebbe una magnifica prefazione, come già mi è capitato, ma userebbe il suo linguaggio, profondendo nella presentazione del mio scritto, in tutta buona fede, il suo sapere e potrebbe non cogliere i fatti essenziali che possono colpire una persona che “non sa” e che non ha prevenzioni di sorta. Perfino Federico Navarro nella prefazione di un mio scritto anziché criticare il testo, si mise a parlare di me, tanto elogiativamente, che dovetti rinunciare alla sua prefazione. Non avevo mica bisogno della sua difesa per le controversie del mio lavoro. Si trattava di “Caratteri Passioni Mafia”. La critica, che chiedo a Lei di farmi in un colloquio con me, sotto forma di domande, nascerà dalle Sue autentiche impressioni e sensazioni, positive o negative che siano, non sarà mediata da una cultura psicoanalitica. Giovanni R. Ma perché sotto forma di colloquio? Nicola Glielmi Intanto per rispondere subito alle Sue obiezioni e poi, per rendere la prefazione viva ed interessante, in linea con il testo. Un po’ come i dialoghi di Platone. Non sappiamo se in questi gli interlocutori di Socrate, per il quale fare filosofia significava dialogare, fossero persone reali o piuttosto personaggi inventati. Ad ogni modo, anche se fossero esistiti realmente e fossero stati, come lui presenti alle conversazioni con Socrate, non possiamo escludere che Platone mettesse sulle bocche degli altri discepoli, considerazioni e riflessioni personali per meglio sviscerare un argomento. Mi ponga, pertanto, delle domande e mi dica le Sue impressioni sul testo che ha letto ed io Le risponderò. Mi rendo conto che in questo modo io possa essere guidato dal desiderio di blindare, in un certo senso, il testo e di non lasciare pertugi per una critica malevola…. ma proviamo…se alla fine a Lei non piacerà l’intervista, che viene presentata come prefazione, la stralceremo. Giovanni R. Non ritiene che questo testo dia troppo spazio alle considerazioni formulate dalle persone che vi partecipano e poco spazio alla sua espressività? Nicola Glielmi Si, è vero, ma è stata una mia scelta: raccogliere le opinioni degli altri ed intervenire soltanto ove mi è sembrato necessario per rispondere a un dubbio, a una domanda. Forse la richiesta a Lei di intervistarmi, nasce dal desiderio di bilanciare lo spazio riservato agli altri. O forse questo è un mio vizio professionale, o forse un mio limite. Giovanni R. Vizio professionale in che senso? Nicola Glielmi Quello di ascoltare, come faccio in terapia. Giovanni R. Suo limite….. perché? Nicola Glielmi Non ho la competenza per parlare di religione e di testi sacri. Posso parlare soltanto degli effetti devastanti che la religione ha prodotto in tutti i miei pazienti. E questo vorrei che sia molto chiaro. Giovanni R. Ritiene poter affermare che tutte le religioni ed i credi possano determinare condizionamenti? Nicola Glielmi Ne sono sicuro al cento per cento. Giovanni R. In Africa abbiamo assistito nella regione del Dufur al massacro di inermi masse di popolazione di credo cristiano in nome di un’altra fede. Non ritiene pertanto che l’argomento trattato individui una sola religione, quale colpevole di tutti i mali, rischiando di fare passare un messaggio altrettanto fuorviante, ossia quello che le altre religioni o fedi non abbiano causato o non causino guerre? Nicola Glielmi Assolutamente no. Viene messa in discussione la religione cattolica per il semplice fatto che tutti i miei pazienti sono cattolici ed anche molto praticanti. Purtroppo non ho avuto pazienti mussulmani o buddisti che mi avrebbero potuto illustrare i guasti in loro prodotti dall’insegnamento religioso, probabilmente più nefasto di quello cattolico, a leggere sui giornali il fanatismo dei kamikaze e fatti come quello da Lei ricordato. Il riferimento a certi comportamenti di religiosi e a determinati fatti storici vogliono essere soltanto gli esempi concreti di una devastazione che io ho visto ripercuotersi nella psiche dei miei pazienti. Ecco perché mi sembra assurdo che uno psichiatra o uno psicoanalista possano essere credenti e propagandino un credo religioso, come vediamo fare in televisione. Bisognerebbe fare l’analisi terapeutica a questi psichiatri diaconi. Ritengo che questi medici non potranno mai aiutare veramente un ammalato psichico. Il medico non può ordinare ad una persona, la cui vita è stata rovinata dall’educazione religiosa, di andare in pellegrinaggio a Lourdes per risolvere i suoi problemi psichici. Questo non lo consiglierebbe neppure il mio portiere. Così come non può consigliare di non andare in chiesa ad una coppia di conviventi alla quale dal vescovo sia stata proibita ogni attività sessuale ed ordinato di vivere come fratello e sorella. Se il paziente lo richiede si metterà in discussione questo stravagante ordine vescovile o si aspetterà che il paziente scopra da solo che l’ordine del vescovo non solo è stravagante, ma dannoso alla sua salute. Giovanni R. Ritiene che andrebbe rivista la possibilità di impartire nelle scuole lezioni sulla “fede”, allargando questo concetto all’universalità della fede sul presupposto di un unico Dio? O invece, ritiene che andrebbe eliminata dalle materie di insegnamento la “fede”? Nicola Glielmi Ritengo che vada eliminato l’insegnamento religioso, soprattutto quando si propone di infondere una fede nel discente. Giovanni R. Secondo Lei un’umanità che non conosce la “fede”, non è un’umanità che rischia l’abbrutimento ed è un’umanità incompleta nella sua formazione? Nicola Glielmi Assolutamente no. Lei non immagina neppure l’abbrutimento al quale sono stati sottoposti i miei pazienti da parte di genitori che vanno in Chiesa mattino e sera. Un comportamento distruttivo verso i figli tanto più grave quanto maggiore è il grado d’istruzione nei genitori. Altro che stare insieme perché il matrimonio è indissolubile! Certi genitori credenti ed osservanti andrebbero mandati uno a Milano ed uno a Londra, lontani dai loro figli. Giovanni R. Se le fosse data la possibilità, revisionerebbe la Bibbia o altri testi sacri come il Corano? O invece, ritiene tali testi totalmente inutili, forvianti e pericolosi per lo stesso genere umano? O ancora, ritiene che questi testi se utilizzati da “discutibili” personaggi, possano essere strumentalizzati rispetto al messaggio di pace ed amore in esso contenuto? Nicola Glielmi E’ come se Lei mi chiedesse di riscrivere e modificare la vicenda di Romolo e Remo. Se tale vicenda è falsa o vera, ha poca importanza. E’ necessario però capire per quale motivo siano stati divinizzati e se lo furono. E’ necessario comprendere perché Virgilio fa discendere il popolo romano da Enea, figlio di Anchise e della dea Afrodite. Ma queste sono cose ben diverse dal piazzare nelle strade di una città altarini con le icone di Afrodite, Enea e Romolo, erigere per loro santuari e pregarli con processioni, canti e suoni per scongiurare la guerra o un terremoto. La Bibbia, non conosco il Corano, è stata più volte revisionata per scopi personali da discutibili personaggi. Del resto gli stessi episodi sono raccontati e ripetuti in maniera diversa nelle sue diverse parti dai vari rabbini che l’hanno scritta e aggiornata per rispondere alle esigenze dei diversi periodi storici. Anche per la nascita di Afrodite, v’è più di una versione mitologica. L’unico aggiornamento che porterei sarebbe un avvertimento a caratteri cubitali: si tratta della storia del popolo ebraico con molta mitologia, che ipotizza l’esistenza di un dio inesistente per soggiogare un popolo incivile e ribelle come solo poteva essere un popolo di pastori. A me non interessa cambiare la Bibbia, anche se potessi. Per me sta bene così com’è. Mi interessa, invece, cambiare la testa di chi legge questo libro e non la Bibbia che viene letta da un santo uomo o dal più incallito assassino trovandovi entrambi un progetto di vita e nel contempo, una giustificazione al proprio operato. Giovanni R. Ritiene che anche Gesù sia stato un martire della Bibbia (vecchio testamento)? Nicola Glielmi Non v’è alcun dubbio. Giovanni R. Ritiene eccessiva la sua posizione rispetto alla Bibbia, stante che potrebbe non considerare il periodo storico in cui è stata scritta e che, pertanto, giustificherebbe anche inutili asserzioni attribuite a Dio, ma formulate da furbi uomini del tempo che, consapevoli del potere della fede sugli ignari ed ignoranti uomini del tempo, hanno utilizzato il testo per scopi utilitaristici della chiesa? Nicola Glielmi La Bibbia a me interessa per quel che di devastante ha prodotto nei miei pazienti e nella vita degli uomini, da tremila anni a questa parte. Per il resto potrei giudicarlo un bello o brutto testo, non avrebbe alcuna importanza. Non è obbligatorio per uno psichiatra conoscere tutte le commedie di Aristofane. Ma se le opere del commediografo influenzano l’animo degli spettatori a tal punto da indurli a un suicidio di massa e ad una malattia psicosociale di massa, ecco che l’interesse per Aristofane diventa preminente, anche se può apparire “eccessivo”. Certamente la Bibbia è stata usata da uomini di potere per scopi utilitaristici, a danno di un popolo ignaro e ignorante. Giovanni R. Ritiene che un mondo senza bibbie e senza credo sia un mondo di pace e d’amore o invece nulla cambierebbe, continuando l’uomo a combattersi per altri scopi? Nicola Glielmi L’uomo certamente continuerebbe a fare le guerre, ma le ragioni di natura economica apparirebbero chiare a tutti, non coperte da un’ideologia religiosa. Non so, un soldato potrebbe anche andare in guerra, come mercenario, l’abbiamo visto nella guerra all’Iraq, ma potrebbe anche dire: fattela tu la guerra. Giovanni R. Questo secolo vede riaccendere le guerre di religione. Cristianesimo e Islam sono oggi differenti temporalmente. L’occidente sta subendo ciò che ha fatto durante i tempi delle crociate. Ieri con eserciti organizzati si combattevano guerre che vedevano schierati su fronti opposti, credi diversi. L’Islam ha un ritardo evolutivo rispetto al Cristianesimo. Oggi gruppi anonimi, mischiandosi tra le genti, colpiscono in modo cruento e senza pietà bambini, donne, vecchi, in nome di una religione che non ha una formale gerarchia (come quella cattolica), ma che vede singoli credenti assurgere al ruolo di guida spirituale di altri credenti, che sotto un incalzante condizionamento religioso, si caricano di odio senza neanche domandarsi perché uccidere, se la religione professa amore e pace. Dobbiamo impegnarci ad aprire le menti, a non lasciare che pochi uomini condizionino altri uomini in nome di una religione, di un credo seminando odio, intolleranza e distruzione. Solo una complessiva evoluzione libererà l’uomo dai condizionamenti, permettendogli di vivere libero la propria vita, le proprie scelte, il proprio essere. Nicola Glielmi Quello che lei dice è verissimo. Ma non sono tanto preoccupato dai fanatici, che sono per l’appunto l’iceberg della lotta tra il cristianesimo e l’islam, quanto della lotta in sé. Il dialogo tra le religioni è soltanto una farsa e completamente inutile. Le migrazioni ci sono sempre state, anche degli Italiani verso le Americhe. Ma qui si tratta, o si tratterà di migrazioni epocali di massa. Comunque la moltiplicazione dei mussulmani residenti in Occidente ha uno sviluppo esponenziale rispetto ai cristiani che non fanno in media più di uno, due figli. Vale la pena dunque di prepararci a ricevere bene i mussulmani al fine di evitare la nostra distruzione. Riceverli bene significa eliminare dalle scuole l’insegnamento religioso e realizzare istituzioni che rispettino giorno dopo giorno e per tutti, i diritti umani, secondo i principi della rivoluzione francese di liberté, egalité, fraternité. Soltanto così possiamo sperare di incidere sui loro comportamenti, non certamente proibendo alle loro ragazze di portare il velo a scuola. Non intendo aprire una discussione sul Crocifisso nelle scuole, ma voglio sottoporre alla Sua attenzione di messinese un quadro al quale nessuno fa caso e che andrebbe considerato per gli aspetti che si profilano nei rapporti tra cristianesimo e islamismo. Nell’edificio che ospita il corpo dei Vigili Urbani può recarsi un mussulmano per banali motivi amministrativi. E’ accolto ed invaso da tutte le parti, con stemmi, bandiere e materiale cartaceo che portano uno scudo con una croce gialla in campo rosso che si fa risalire al V secolo d. C. La leggenda vuole che l’Imperatore d’Oriente Arcadio, figlio di Teodosio, dopo essere stato scacciato da Costantinopoli, capitale dell’Impero, si trovò assediato dai Bulgari nella città greca di Tessalonica. Messina inviò in suo aiuto quindici navi cariche di armati che non solo liberarono Arcadio, ma riuscirono persino a riconquistare Costantinopoli, restituendola all’Imperatore. Arcadio, grato di ciò ai messinesi, avrebbe donato loro lo stesso vessillo recante lo stemma imperiale che aveva una croce d’oro in campo rosso e avrebbe decretato che sulle mura della torre della basilica di Santa Sofia a Costantinopoli venisse incisa la frase “Gran mirci a Messina” (“Molte grazie a Messina”), oggi presente, a lettere dorate, sui cancelli del Municipio di Messina. Queste sono le radici cristiane di cui si vorrebbe che si andasse orgogliosi. Giustissimo, ma è necessario chiedersi, facendo propria la grande lezione che viene dalla Bibbia, cui prodet, quanto può essere utile alla propria salvezza mantenere il “punto” delle radici cristiane senza adeguarsi al presente, e senza pensare al futuro dello sviluppo della società umana affinché “l’occidente non subisca ciò che ha fatto durante i tempi delle crociate”. Lei cosa pensa che pensi il mussulmano, davanti a questi simboli che richiamano anche negli analfabeti le guerre dei crociati che portavano sui loro scudi la croce del Cristo? Quanto odio crescerà nel suo cuore, che quando esploderà, come esploderà, distruggerà tutto ciò che è cristiano? Queste cose dovrebbero cominciare a chiedersi e a comprendere i cristiani, se vorranno salvarsi. Facciano i cristiani nel segreto dei loro cuori e adorino il loro dio nei luoghi dovuti, nessuno lo impedisce, ma non pretendano di imporre una fede, che come tale può legittimamente essere respinta, allo stesso modo di come essi respingono l’Islam. Ma purtroppo la Chiesa, a costo di perire, non intende fare un passo indietro e così il monaco benedettino Michel Benoit dipinge la dittatura e l’assolutismo dei suoi capi che porteranno all’armageddon finale: “Austriaco, Riedinger era stato scelto dal papa, che era stato stuzzicato dalla sua reputazione di teologo illuminato. Ma egli si rivelò presto un temibile conservatore e poiché quella era la natura profonda del nuovo successore di Pietro, la luna di miele tra i due si trasformò presto in un sodalizio duraturo. Le relazioni del cardinale con il suo passato erano conflittuali. Il padre era stato ufficiale della Wehrmacht austriaca, divisione Anschluss. Aveva preso le distanze dal nazismo, ma ne aveva tuttavia conservato un riflesso: la convinzione di essere l’unico detentore di una sola verità capace di unificare il mondo, attorno a una fede cattolica che non poteva essere discussa” (Michel Benoit- Il tredicesimo apostolo, Edizioni Piemme,2007, pag. 43). Qualora venisse superata questa prepotente e sciocca pretesa delle “radici cristiane” e si avesse il coraggio di scrivere sui cancelli del Municipio di Messina: Libertà – Uguaglianza – Fraternità, il messaggio sarebbe veramente d’amore del tipo: “ti accolgo perché sei libero, perché sei uguale a me, perché sei mio fratello. Ti tratterrò come tale”. Non si può combattere la mezza luna con la croce! Giovanni R. Ma lei parla dell’Armageddon. Si direbbe che Ella creda nell’Apocalisse e quindi in un pilastro della fede cristiana che riguarda la resurrezione della carne. Nicola Glielmi Sì, credo che possa verificarsi, ma non perché io creda nell’Apocalisse, tutt’altro. L’Armageddon o Har-Mageddon indica la battaglia finale tra i re della terra (incitati da Satana) e il Dio dei cristiani, tra il bene e il male. Purtroppo una vita grama e povera, fatta di sacrifici e privazioni, per autoscelta o non, determina nel parafrenico o nell’epilettico visioni di ricchezza nelle quali Gerusalemme è costruita con oro, argento e pietre preziose, con al centro della città un grande albero che produce tutti i frutti della terra. Oppure produce visioni di distruzione finale e totale per i peccati dell’uomo. Queste allucinazioni schizofreniche prese per vere come sante e pie visioni ed interpretate come profezie, anziché come segni di malattia psichica, hanno a al punto condizionato i cervelli degli uomini, anche di quelli più dotati, ch’essi inconsciamente o coscientemente, lavorano perché si avveri l’Armageddon. Il virus dell’apocalisse è stato iniettato nell’umanità duemila anni fa. Si fa ogni sforzo perché essa abbia a verificarsi. Questo è molto pericoloso e purtroppo la psichiatria non ha lanciato alcun allarme in proposito. Qualche spiritualista ha scritto che si fosse giunti all’Armageddon con la liberazione di mostri e di demoni fin dal 1850, altri datandola con la breccia di porta Pia. Se chiediamo ad una donna cristiana analfabeta: “cosa ne pensa della fine del mondo?”, essa risponderà rassegnata: “Sia fatta la volontà di Dio”. Se poniamo la stessa domanda al cardinale Riedinger, costui con perspicacia e coerenza dovrebbe rispondere: “Mi auguro che avvenga immediatamente dopo la mia morte, perché non abbia a soffrire per i castighi inflitti all’umanità e perché, poi, non rimanga a marcire per uno o più millenni in una tomba in attesa della resurrezione della carne”. Luigi XV aveva avuta l’impudenza di proclamare: “après moi le deluge” e non doveva riferirsi soltanto al dissesto finanziario delle casse del regno, ma anche ad una visione apocalittica della fine del mondo. Hitler stava progettando di affogare nelle gallerie della strada ferrata tutti i berlinesi sopravvissuti ai bombardamenti. L’apocalisse sollecita lo scienziato credente, consciamente o inconsciamente, a fabbricare armi di distruzione di massa, in un certo senso crede di fare cosa gradita a Dio e se gli si chiede cosa ne pensa della fine del mondo, risponde come la femminetta: “Sia fatta la volontà di Dio”. Giovanni R. Perché lei parla di allucinazioni parafreniche o epilettiche dell’autore dell’Apocalisse? In questi giorni ho letto “Il tredicesimo apostolo”, che Lei mi ha consigliato. Il Benoit sostiene che Giovanni era incolto e analfabeta e che, essendo morto insieme al fratello Giacomo di Zebedeo , durante la persecuzione di Erode del 44 d .C., come sostenuto anche dal domenicano cattolico Marie-Emile Boismard, non poteva essere l’autore del Vangelo per i numerosi passaggi in greco né, tanto meno, dell’Apocalisse, scritta dopo il 110 d. C. Secondo Benoit, l’autore dell’Apocalisse era un uomo molto colto, che aveva conosciuto Gesù quando fu battezzato da Giovanni sulle rive del Giordano e lo aveva seguito fin sul Golgota, mentre gli altri discepoli si nascondevano. Questi era appunto il tredicesimo apostolo che Pietro e la Chiesa hanno perseguitato e ne hanno fatto perdere la memoria perché, come “discepolo beneamato”, sapeva molto di Gesù e poteva testimoniare che Gesù era uomo e non Dio. Ma, ammesso anche che Benoit abbia centrato la verità storica su Gesù, non vedo perché il tredicesimo apostolo, di cui Giovanni avrebbe usurpato l’identità, dovesse avere delle allucinazioni da parafrenico o da epilettico. Benoit scrive che l’Apocalisse “testimonia una conoscenza approfondita di miti e religioni orientali e contiene numerosi riferimenti culturali ancora difficili da decifrare per i nostri moderni specialisti”. Nicola Glielmi Ottima investigazione storica, quella di Boismard e di Benoit ed eccellenti le loro analisi sui documenti, da quelli scritti a quelli archeologici. Ma nel loro studio, come in quelli di altri famosi studiosi che applicano ai testi il metodo rigoroso dell’esegesi storico-critica, manca un’analisi medica, un’analisi delle malattie dei personaggi e di come esse malattie abbiano potuto influenzare i loro pensieri e i loro comportamenti. Per dirla in breve, non vedrei mai Cassio uccidere Cesare, se fosse stato obeso, o diabetico. Non vedrei mai Cesare punire severamente un suo soldato fino ad ordinarne la morte, se non fosse stato affetto da epilessia. Ho letto molti libri su Gesù, a cominciare dalla “Vita di Gesù” di Ernest Renan, alla “Vita di Cristo” di Giovanni Papini, a “Gesù di Nazareth” di Ida Magli, ecc., tutti finalizzati a dimostrare che Gesù era soltanto un Uomo o al contrario che era Dio. Ma nessuno degli studiosi si è posta la domanda più semplice: di quale malattia soffriva Gesù? Ora, se ipotizziamo che Gesù, come molti altri e perfino la madre Maria, soffrisse di epilessia, tutto tornerebbe chiaro e scientificamente più comprensibile. Si comprenderebbero le allucinazioni di Gesù, il fascino esercitato sui seguaci e sui discepoli, come Alessandro Magno, Cesare, Cesare Augusto, Carlo Magno, Napoleone sui loro soldati. Si comprenderebbe quell’aria, ora di superiorità, ora di umiltà e al contempo di distacco che fa apparire l’epilettico trasognato ed in contatto con un’Entità superiore, di cui egli stesso crede d’essere figlio o con la quale si identifica. Se Gesù fosse stato un epilettico, si spiegherebbe anche la sua divinizzazione da parte dei suoi discepoli e seguaci, dal momento che l’epilessia era considerato morbo sacro, cioè una condizione umana nella quale l’uomo è invaso e pervaso dal Dio. Il termine medico “allucinazione” è recente, ma per gli antichi, contemporanei di Gesù “le visioni” erano considerate sacre, divinatorie e profetiche e non segno di grave malattia del cervello. Giovanni R. Ma lei nega radicalmente le radici cristiane. Nicola Glielmi Se ci vogliamo salvare, si. Anche i templi di Agrigento ci parlano di un glorioso passato. L’abolizione della religione dalla vita pubblica è una necessità, almeno per noi. Quel che faranno i mussulmani lo faranno dopo di noi ed in conseguenza di ciò che faremo noi occidentali. Soltanto noi occidentali possiamo salvare il mondo perché abbiamo avuto la “Rivoluzione Francese”. Giovanni R. Cosa pensa di Romano Prodi che in questi giorni apre ad Hamas? Nicola Glielmi E la posizione più avanzata possibile verso la pace. Giovanni R. E di Pier Ferdinando Casini che accusa Prodi di rompere il fronte antiterrorismo. Glielmi Fomenta la guerra, che auspicherebbe condotta da legionari crociati, senza rendersi conto che noi abbiamo carri armati di latta, mentre gli arabi tra breve avranno la bomba nucleare. Ha commesso delle enormi bestialità con il Governo Berlusconi, per esempio la “porcata” della legge elettorale. Di fronte a provvedimenti del Governo Prodi abbastanza favorevoli alle popolazioni, per spirito di parte, si è sempre tirato indietro. Soltanto una volta ha tradito la sua parte ed ha appoggiato il Governo Prodi, quando si è trattato di appoggiare la missione, cosiddetta di pace, in Afganistan, cosa della quale va anche orgoglioso: un cristiano che predica di amare il prossimo tuo come te stesso e fa a guerra, anzi la fa fare agli altri. Che vergogna! Giovanni R. Un’ultima domanda. I suoi interlocutori sono tutte persone reali e viventi? Nicola Glielmi Tranne Reich, don Lorenzo Milani e don Peppino Diana che ho inteso far rivivere nel mio lavoro – credo che sia il più bel modo di ricordarli facendoli partecipare al dibattito – sono tutte persone vere e viventi. Ho inserito come interlocutori Mary Higgins, Michel Benoit, Eugenio Scalfari, James DeMeo, Eva Reich (figlia di Wilhelm), perché nelle loro parole ho trovato la forza della verità. Spero che non se ne dispiacciano. Qualcuno mi ha scritto pregandomi di usare uno pseudonimo. IN PREPARAZIONE NICOLA GLIELMI “Il COSTANTE INCULCARE LA CREDENZA IN DIO NELLE MENTI DEI BAMBIBI PUO’ PRODURRE UN EFFETTO COSI’ FORTE E DURATURO SUI LORO CERVELLI NON ANCORA COMPLETAMENTE SVILUPPATI, DA DIVENTARE PER LORO DIFFICILE SBARAZZARSENE, QUANTO UNA SCIMMIA DISFARSI DELLA SUA ISTINTIVA PAURA O RIPUGNANZA DEL SERPENTE” – CHARLES DARWIN – PREFAZIONE Il titolo di un libro è composto di poche parole che indicano l’argomento e spesso in che modo esso è trattato. Per esempio: “Il dittatore Napoleone”, “Napoleone il liberatore”. A questo, che può considerarsi come un appendice del precedente “Bruciare la bibbia”, avevo pensato di dare il titolo di “YAHWEH: CHI ERA COSTUI ?”, oppure “YAHWEH”: IL DIO DEGLI ESERCITI”. Ma poi ho pensato che Yahweh, nella faccenda che mi accingo a riferire non c’entra per niente, trattandosi piuttosto di peste psichica in persone che seguono gli insegnamenti di W. Reich e credono di aver abbondantemente superato lo scienziato in acume e nella ricerca, avendo appena avvistato uno spuntone di roccia navigando nel grande fiume da lui scoperto. La copertina e la prefazione del mio saggio “Bruciare la bibbia”, sono finite in un forum dedicato alla religione che si può visitare digitando su google “forum bruciare la bibbia”. Il dibattito acceso che né è nato, coordinato dall’ing. PrinceJ, e che riporto di seguito, mi ha molto divertito. Non cosi la discussione avvenuta sul forum “funzionalismo yahoo”, coordinato dallo psicologo Sergio Scialanca. Anzi mi ha irritato. Perché quando si tratta di insulti tra medici e psicologi che, a loro dire, hanno eseguito un training personale di vegetoterapia e che dichiaransi studiosi della mente umana trattando con pazienti psichiatrici; e quando i contrasti privi di argomentazioni scientifiche offendono l’interlocutore, viene da chiedersi: “Son questi gli uomini nuovi che dovrebbero preparare il futuro? Non sfruttano il nome di Reich definendosi neoreichiani, post-reichiani, ma anche mistici e “credenti devoti” come lo furono i nazifascisti? ”. L’ing. Roberto Maglione, autore del libro “Il Cloudbuster: Applicazione della grande scoperta Reichiana”, ha inviato la prefazione di “Bruciare la Bibbia” ad un gruppo di reichiani. Ne è nata una discussione nella quale ad argomenti scientifici si è risposto con giudizi offensivi senza conoscere il testo del libro. Il gruppo è costituito da un centinaio di reichiani, o cultori del pensiero reichiano, cioè da persone per le quali nessun argomento dovrebbe essere un tabù, ma soltanto oggetto di studio, sia che si tratti di fisica, di medicina, di biologia, di psicologia, di antropologia, di sociologia, che di filosofia, di politica, di religione, di metafisica, secondo gli insegnamenti di W. Reich che giunse alla scoperta scientifica di un’energia (battezzata orgonica), che da sempre aveva occupato un posto nella filosofia come l’Entelechia pura di Aristotele, come Monadi di Leibnitz, come Elan Vital di Bergson, e nelle religioni come Soffio Divino, come Vento sulle Acque, come Spirito Santo, come Prana in India e come Chi in Cina. La discussione sulla religione e su Dio, suscitata dal solo titolo “Bruciare la bibbia” e dalla prefazione del libro, ha dato luogo ad una sgradevole polemica. Di quelle molto pretestuose ed irrazionali, che si vedono giornalmente in televisione, sostenute da una mistica nazi-fascista secondo la quale “non si deve valutare il discorso di una persona di Stato alla sua popolazione dall’effetto che ha su un professore universitario, ma dall’impressione che produce sulla popolazione ignorante. Così è necessario opporre ad un discorso calmo e razionale che fa addormentare, un discorso emozionale fatto di epiteti aggressivi verso l’avversario, ben comprensibili per l’ignorante che ascolta, un discorso costruito sulle insinuazioni e sulle menzogne possibilmente dette nelle ore serali e non in quelle mattutine, essendo di sera le persone meno vigili” (A. Hitler). Il moderatore del forum “funzionalismo yahoo”, senza conoscere il testo e dopo varie offese mi invita a partecipare al suo forum. Pungolato sulla mia ignoranza che è molta, ma non tale d’essere oggetto d’ingiuria, partecipo alla discussione. Ma nel bel mezzo di un vivo ed interessante scambio di opinioni e di idee, il moderatore scrive: “Ti prego di usare un linguaggio meno offensivo nei confronti di chi ha di Dio un sentimento diverso”. Davanti a questa preghiera mi son detto che bisognava fermarsi in una discussione da me non voluta né ricercata. Tuttavia essa è continuata tanto sul titolo del libro e sulla prefazione, quanto sui miei interventi e ciò mi induce alla pubblicazione della discussione, insieme a quella avvenuta su “forum bruciare la bibbia” di PinceJ, perché entrambe rappresentano uno spaccato della mentalità religiosa malata, oltre ogni immaginazione, e perché dimostrano come per la difesa di fantastiche categorie di pensiero, si perda il contatto con la realtà, fino a dire e a pretendere cose assurde. Gli animalisti “religiosi”, per esempio, potrebbero chiedere l’obiezione di coscienza ai farmacisti per la vendita del veleno per i topi, classificandolo come un corpo chimico “immorale”. E perché no? In alcune parti dell’India il topo è un animale sacro. Dagli atteggiamenti turbati di psicologi psicoterapeuti, che dovrebbero mantenersi fuori e al disopra di qualsiasi credo religioso come da ogni giudizio morale, almeno per preciso compito psicoterapeutico, si può trarre il sicuro giudizio che la religione ed il sentimento religioso hanno portato all’umanità la guerra predicando la pace, così come si proclama di non voler fare polemica mentre la si accende, o di non gradire d’essere giudicati da “esegeti”, mentre ci si mette pubblicamente in piazza e si presume di giudicare gli altri. Il moderatore del gruppo parla di “livore” e dichiara di “non capire come sia possibile scambiare una preghiera per una provocazione, significativa certamente di uno stato d’animo”. Nessun “livore” e nessun particolare “stato d’animo”, ma soltanto la tristezza che si prova, quando si osserva che il discorso minato da un sottofondo mistico-religioso, sembra svolgersi tra fanatici secondo le indicazioni date da A. Hitler in Mein Kamp. Alcuno crede di avere acquistata tanta libertà da mettere in internet il libro scritto dall’ing. Roberto Maglione, avendo la sfacciataggine di scrivergli pubblicamente: “Visto che non ti sta bene, riscriverò tutto ciò che interessa del tuo libro con parole mie, e lo pubblicherò qua, e probabilmente si avrà anche un libro più piacevole da leggere”. Altri credono d’essere tanto “liberati” da un training personale di vegetoterapia, da diventare maleducati e arroganti, quasi che Reich avesse predicato che la “liberazione” dell’uomo consista nel comportarsi ciascuno come meglio crede, secondo il proprio piacere e la propria utilità, prescindendo dal fatto, che una determinata azione sia spregevole ed odiosa perché arreca danno agli altri. Secondo Reich bisogna coltivare la liberazione degli istinti perché essi non sono, per la loro natura, malvagi, quand’anche fossero egoisti. La malvagità è soltanto la conseguenza della loro repressione. Per reprimerli anche con punizioni corporali (dal bisogno della fame colla richiesta del digiuno, a quello sessuale con l’obbligo della castità, che preparano all’obbedienza cieca di qualsiasi stolto ordine che venga dall’alto, per incitare alla guerra, o alla la persecuzione del “diverso”, in nome di Dio, della patria e della famiglia), non v’è sistema migliore della religione e del sentimento religioso malato, frutto, esso medesimo, della repressione sessuale. Pertanto l’una e l’altro meritano d’essere studiati dallo psichiatra, dallo psicologo, dall’antropologo, dal sociologo. Ma quali sono le ragioni per le quali un reichiano, rivoltato a suo dire come un calzino, dall’analisi terapeutica, quando non sia un “fedele credente”, o un “credente non praticante”, si comporti come un “ateo devoto”? Credo che nei “fedeli ferventi”, in quelli “tiepidi”, in quelli “credenti ma non praticanti”, negli “atei devoti”, negli atei che dicono “non credo, …ma però” (il rafforzativo diventa necessario anche se è un errore grammaticale), e in molti “reichiani devoti”, la fonte principale della loro peste psichica, come l’origine delle guerre da tremila anni a questa parte, sia proprio Lui, Yahweh il sadico mostro dell’Oreb, il Dio degli eserciti di David: “Benedetto il Signore, mia roccia – che addestra le mie mani alla guerra – le mie dita alla battaglia” ( Salmo 143, 1-10). Yahweh, il Dio della guerra, più terribile di Marte. Marte di tanto in tanto si riposava e faceva l’amore con Venere: “Ma intanto tu fa’ che il fragore dell’armi – feroce su mari e su terre riposi – assopito. Tu sola puoi render sereni – i cuori mortali con pace tranquilla, – giacché Marte, che i fieri tumulti di guerra – governa, spesso al tuo grembo – appoggia la testa riversa, – vinto da piaga d’amore insanabile, – e inclinato così il liscio suo collo – ti guarda e in te, Dea, gli occhi affissando, – pasce d’amore l’avido sguardo e tutto – pende il suo animo dalla tua bocca. – E tu, o divina, col sacro tuo corpo – su lui resupino curvandoti, – soffondi di bocca soavi parole – e chiedi che pace conceda ai Romani.” (Lucrezio). Son passati duemila anni in guerra continua. Gli insegnamenti di Tito Lucrezio Caro non sono valsi a nulla. Perché? Quanto Gesù è responsabile delle guerre? Predicava la pace ma anche la guerra al fratello e l’abbandono del padre e della madre per il regno dei cieli . Quanto sono responsabili i suoi sodati e i suoi legionari? Ancora oggi la Chiesa si vanta di questi titoli alle sue milizie. Non sarebbe il caso, intanto, di cambiare queste denominazioni guerresche? Ed eccoci al titolo di questo libro perché i due dibattiti che riporto dimostrano che “l’effetto dell’insegnamento religioso è così forte e duraturo da diventare difficile sbarazzarsene quanto una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del serpente” (C. Darwin), anche quando una persona dichiara di aver fatto cinquecento sedute di vegetoterapia carattero-analitica e di conoscere Reich a memoria, ignorando ch’egli scrive: “tutte le religioni si sono rivelate strumenti di oppressione e di miseria” (“L’assassinio Cristo”). Un cenno al lavoro di W. Reich diventa necessario per comprendere perché le discussioni, avvenute in due campi tanto diversi tra loro, possano diventare oggetto di studio. Al di fuori di una visione reichiana sarebbero soltanto espressioni di insignificanti contumelie cui non bisognerebbe, neppure rispondere. In uno studio reichiano, invece, sono due pratiche dimostrazioni della peste psichica ed in particolare di una mentalità religiosa malata. Preferisco l’espressione di “mentalità religiosa malata” o di “malattia religiosa”, piuttosto che integralismo, fondamentalismo, o assolutismo, perché con questi termini si entrerebbe nel campo della sociologia e della filosofia, e si giungerebbe a difenderli anche se non si condividono, mentre si tratta di vera e propria malattia, individuale e sociale, che sarebbe urgente curare per evitare catastrofi personali e sociali. Non propongo, naturalmente, campi di rieducazione, ma, come profilassi, la conoscenza delle scienze, soprattutto quella dell’uomo, e l’eliminazione “dell’insegnamento religioso”, di cui parla Charles Darwin, dalle scuole. Ed in questo senso le due discussioni sono due importanti documenti perché il lettore vedrà l’arrogante assurdità della difesa di posizioni irrazionali e non scientificamente provate.#33 · Franco M.
15 gennaio 2008, 10:19 Per comprendere il senso anche politico della polemica in corso mi piace riprendere quanto scrive Don Enzo Mazzi, ne “l’Unità” del 28 dicembre 2007, (http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa/071228mazzi.pdf) : “ L’enciclica Spe salvi di Benedetto XVI e la condanna del relativismo che informerebbe le istituzioni internazionali confermano la grande difficoltà che nella società plurale ha la gerarchia cattolica a sostenere il carattere assoluto e quindi unico e immutabile della verità di cui si ritiene portatrice o annunciatrice. «Un mondo senza Dio è un mondo senza speranza – scrive Ratzinger citando Paolo apostolo – … noi abbiamo bisogno delle speranze – più piccole o più grandi – che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio, che abbraccia l’universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l’essere gratificato di un dono fa parte della speranza. Dio è il fondamento della speranza – non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni singolo e l’umanità nel suo insieme». Questo ritengo che sia il fulcro di tutta l’enciclica. Vi si rivela, a mio modo d’intendere, la paura che da due secoli assedia la gerarchia cattolica, con la parentesi di papa Giovanni e del Concilio: divenire insignificante in un mondo emancipato dal dominio del sacro e dell’assoluto. Il linguaggio dei papi in questi due secoli si è affinato, non c’è dubbio, ma la sostanza resta quella: la grande paura che la modernità renda superflua la Chiesa. … I papi antimoderni compreso Benedetto XVI pensano in termini contrappositivi. La parentesi di Papa Giovanni e del Concilio dimostra che la paura del mondo non è affatto connaturata alla fede cristiana, rende palese anzi il fatto che la paura è di ostacolo alla fede, la contraddice. È divenuta famosa la denuncia che Roncalli fece all’apertura del Concilio l’11 ottobre 1962: «A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza». Ecco la chiave teologica di una fede non contrappositiva e priva di paura del mondo emancipato dal sacro e da Dio. Le speranze terrene non hanno bisogno di sbandierare il riferimento a Dio per essere autentiche. Dio ce l’hanno dentro per chi vede i “misteriosi piani”, anche se sono speranze laiche e di atei. … Soprattutto è una presa di distanza esplicita dall’antimodernismo la grande lezione della teologia dei “segni dei tempi” proposta dalla Pacem in Terris che vede e valorizza gli aspetti di speranza del cammino umano nell’ascesa del mondo operaio, nell’emersione della soggettività femminile, nella liberazione dei popoli. Siamo agli antipodi del pensiero di Ratzinger il quale disconosce il grande impegno di tanti cristiani e cristiane in tutto il mondo che portano quotidianamente il loro contributo di fede e di annuncio evangelico unendolo senza imposizioni, senza contrapposizioni e senso di superiorità, ai contributi di tutti gli uomini di buona volontà di qualsiasi fede, religione, cultura. Nell’incarnazione sta il contributo di speranza di questi cristiani conciliari; nella valorizzazione dei “segni dei tempi” e non nelle condanne sta la loro speranza. “#36 · Francesco
15 gennaio 2008, 10:43 Non sarebbe male se Ratzinger facesse una lezione, esponendo le sue tesi, ma si sottoponesse poi alle domande dei presenti cercando di dare una spiegazione sensata alle cose che dice. Uno potrebbe chiedere: Lei afferma che Dio esiste e sta in cielo, ne ha le prove? Come lo possiamo vedere? Che cosa fa costui? Come si mantiene in vita? Se Ratzinger ha delle risposte, ben vengano, altrimenti le sue sono fantasie mitologiche.#37 · tommaso
15 gennaio 2008, 11:06 Marcello Cini, come sanno tutti coloro che hanno riflettuto sul nesso tra scienza e società dagli anni ’60 in poi, è un grande fisico e un grande intellettuale, nel senso più nobile del termine. La persona più adatta, insomma, a respingere il tentativo razzingeriano di venire a imporre i suoi punti di vista oscurantisti e antiscientifici nell’università. Se scrivo questo è perché se alcuni dei commenti che mi precedono sono evidentemente scritti da papaboys in vena di provocazioni altri sono magari in buona fede ma del tutto all’oscuro di quel che è successo a sinistra negli ultimi trenta-quaranta anni. Se in Italia e nell’università avessimo più figure riflessive, come è ed è sempre stato acutamente riflessivo Marcello Cini, avremmo una classe intellettuale meno cinica e/o svagata.#39 · bruno
15 gennaio 2008, 11:33 Onestamente come uomo mi sento offeso dalla pochezza di tali discorsi. Molti dovrebbero vergognarsi di cose simili, se non peggiori, perpretate da persone con il loro stesso “credo”: progrom contro gli ebrei, sterminio degli innocenti, coercizione del singolo. Dobbiamo giudicare le persone del nostro tempo, le loro attitudini, il loro operato, per ciò che hanno fatto in passato altri? Allora arriviamo ai martiri, fatto storicissimo e a portata di mano per chi vuole fatti e non…., Roma non dovrebbe avere più il diritto di parola? La Germania, la Francia che in nome della laicità…di teste innocenti ne ha fatte capitolare, l’Inghilterra, gli Stati Uniti, la Russia….. Allora tutto ciò che di buono è venuto e tuttora viene da queste grandi nazioni va cancellato, azzerato. Per favore!!! L’inquisizione esiste…ma sono le persone come voi a portarla avanti!!!! Vi ricordo che Mendel era un uomo di fede e……ancora lo studiate.#41 · Pierluigi Mannella
15 gennaio 2008, 11:50 Credo che il Rettore abbia fatto male ad invitare il Papa ad una simile cerimonia, ma di questi tempi si assiste ad una generale rincorsa ad accaparrarsi il benvolere del Vaticano. Benissimo ha fatto il Prof. Cini a portare all’attenzione della pubblica opinione questa cosa, in modo che se ne discuta ampiamente. Detto questo, lasciamo pure che il Papa faccia il suo intervento, noi laici non abbiamo certo paura di quello che può dire Ratzingher, anzi siamo sicuri che un suo intervento su questioni di etica e scienza non faccia che rafforzare le nostre convinzioni.#42 · Riccardo B.
15 gennaio 2008, 12:07 Egregio professore, premetto di essere laureato in Fisica Nucleare e non in teologia. In ossequio alla razionalità vorrei farle notare come ci sia una differenza sostanziale tra il dissenso civilmente espresso e un attacco livoroso e irrazionalmente argomentato volto a richiedere la censura del pensiero altrui. Voltaire, che non era prete, diceva “Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”. E se si vuole essere discepoli della tolleranza, del razionalismo e soprattutto della civiltà, ritengo sia oppurtuno rifarsi alla suddetta semplicissima massima, tanto per evitare penose cadute di stile.#43 · Youssef
15 gennaio 2008, 12:07 Il problema non è il Sig. Ratzinger, che fa il suo mestiere, ma è di tutta quella gente che ha un peso mediatico importante, dai politici di questo paese, ai giornalisti televisivi/di Giornali o radiofonici. Sono molto sorpreso positivamente di sapere che in Italia (paese cattolico da me definito, dopo 20 anni che ci vivo) esiste anche una componente laica.#44 · LORIS BIONDI
15 gennaio 2008, 12:14 sono un disabile (ricordarlo può avere un suo significato), condivido in pieno il contenuto e la posizione articolata del prof. Cino. Sono molto mortificato per il mio Paese, così ancora culturalmente imbrigliato e politicamente condizionato da influenze retrive da una parte e da prepotenze imperialiste dall’altra. Vorrei vivere in un Paese laico e libero, orgoglioso tutto della sua sostanziale dignità.#45 · Alessio
15 gennaio 2008, 12:14 Ma se fosse stato invitato il Dalai Lama, ci sarebbe stato tutto questo livore da parte dei professori? Basta con questo “laicismo imposto”. Persone come il Papa o come il Dalai Lama hanno certamente opinioni interessanti da esprimere, magari non condivisibili da tutti, ma non e’ questa la base della Democrazia? Oltre alla Fisica, il professore dovrebbe studiare anche un po’ di storia (il Fascismo degli albori adottava gli stessi metodi) e di Filosofia. O altrimenti continui a fare il proprio lavoro di professore di Fisica, di cui certamente l’italia ha bisogno.#46 · Riccardo M. Tognocchi
15 gennaio 2008, 12:15 Trovo indecente che si permetta questa continua INGERENZA VATICANA nella vita dei Cittadini e delle Istituzioni. Ben fatto l’intervento del Prof. Cini ed inaccettabile l’arroganza del Magnifico Rettore giacché non è credibile che quest’ultimo non fosse consapevole dei risvolti politico-religiosi della sua scelta. Nessuna pretende di giudicare l’operato odierno del Vaticano sulla base delle azioni dell’Inquisizione o dei Pogrom ma che, il Vaticano, rivendichi una verginità che è lungi dall’avere è a dir poco blasfemo. E’ un fatto che l’operato di Papa Ratzinger, a tutt’oggi, sia stato improntato alla più gretta restaurazione ideologica e culturale. Se poi facciamo delle semplici equivalenze, correlando le azioni vaticane ai tempi in cui vigeva l’Inquisizione e, parallelamente, correlando le scelte dell’odierno Ratzinger ai tempi attuali… mi pare che vada addirittura peggio. Tornando al Magnifico Rettore de La Sapienza…beh, vista la storia Saccà/Berlusconi (per niente sorprendente), di cosa ci meravigliamo?#47 · giorgio pietri
15 gennaio 2008, 12:17 il piazzista capo della superstizione di massa italiana dovrebbe trovarsi come a casa sua all’universita’ italiana col suo livello etico, concorsi truccati/baronato/nepotismo. http://www.abanet.it/papini/anticler/sbattezzo.html#48 · Flaminia F.
15 gennaio 2008, 12:40 I commenti a questa lettera sono assolutamente fuoriluogo; le critiche al prof. Cini sono infondate, per fortuna qualcuno si é opposto alla partecipazione del Papa all’Inaugurazione dell’anno accademico. É una vergogna, invitare un Papa talmente conservatore in una istituzione che dovrebbe promuovere l’innovazione e la libertá di espressione. Sono una vergogna le parole dei politici che attaccano la comunitá laica, con slogan fuori luogo e privi di concretezza. Appoggio pienamente le idee del professor Cini e spero che un minimo la ragione illumini chi ha gli occhi offuscati dal bigottismo!#49 · vincenzo cicala
15 gennaio 2008, 13:01 La compatibilità dell’uso indiscriminato del progresso scientifico e tecnico con il mantenimento della vita sulla terra è questione che occupa quotidianamente il dibattito pubblico e tragicamente la cronaca quotidiana.Già era questione essenziale del vivere sociale, ma fu messa in evidenza storica da una dittatura scientificamente organizzata come quella nazista che, solo per caso, non arrivò a sottomettere tutto il mondo.Da Truman in poi quelle scoperte sono state sviluppate ed applicate. Hanno scavato dentro l’uomo per costruirlo ,determinarlo e torturarlo meccanicamente.Che il Papa vada all’Università di Roma è un fatto del tutto secondario, come la difesa della tradizione laica,come,sull’altro versante, la difesa dell’estremismo religioso,come quello di Al Qaeda, come la difesa indiscriminata del libero mercato informatizzato. La questione è semplice e fondamentale:“La scienza e la tecnica devono essere sottoposte all’uomo,alla sua dignità e libertà,alla difesa della vita sullla terra,alla costruzione di una vita sociale compatibile con la dignità della persona umana sotto tutte le latitudini” Blablando di laicismo e religiosità, di globalismo e neo liberismo,di ideologismo e dui fanatismo religioso,mai si è avuta tanta schiavitù nel mondo e mai la tecnica di controllo della libertà dell’uomo e la qualità e secretezza dei luoghi e dei mezzi di tortura sono stati tanto avanzati.Il gap tra progresso tecnico e politico, tra sfruttamento delle risorse ed equa distribuzione è cresciuto in maniera intollerabile. Si deve rimettere al centro l’uomo, bianco o nero,laico o religioso e dedicare tutte, ma proprio tutte le proprie forze a ridare prospettiva ed avvenire ad una vita possibile sulla terra.Rispetto a questa basilare questione,tutte le altre dovrebbero essere accantonate. Ad una osseervazione razionale,obbiettiva e trasparente, al di là della posizione preconcetta della fede- da me condivisa e che altri possono certamente non condividere-risulta che il Concilio abbia colta la centralità della questione. Nè il liberismo dominante né il laicismo libertario sono riusciti a deporre i propri preconceti ed atteggiamenti a vantaggio dell’uomo, della sua libertà, della sua dignità. Allora, se il Papa viene a parlare della condizione attuale di vita dell’uomo sulla terra e ad invitare gli uomini di scienza ad indirizzare i loro studi a renderla possibile, ben venga.#50 · Angelo
15 gennaio 2008, 13:09 Caro #39, il problema è un altro. Il passato pesa eccome. E’ proprio in virtù del fatto che IN PASSATO siamo stati più o meno tutti battezzati (in un’età in cui eravamo incapaci di intendere e volere) che la Chiesa cattolica si permette di “orientare” le scelte del cosiddetto “popolo di Dio”. Proprio perché esiste un bel registrone, un bel “database” in cui c‘è scritto che “n” persone “sono cattoliche” perché un giorno sono state battezzate. Al di là del fatto che, per esempio, buona parte di quegli “n” battezzati non entrano in una chiesa da 40 anni… E’ in nome di quegli “n” che il papa parla, forte di quel numero, anche se fasullo… Il passato conta eccome. Il magistero della Chiesa è BASATO sul “passato”, sulla Bibbia e sue interpretazioni e studi successivi dei santi e dei teologi delle varie epoche, in un continuum. Non c‘è una cesura, un taglio netto col passato, altrimenti il papa e i cardinali, ad esempio, officerebbero in maniche di camicia e vivrebbero in capanne di fango e paglia, senza rivendicare l’indipendenza territoriale di una porzioncina di Italia. Il passato conta. Le radici dei partiti politici di oggi, la Storia della Scienza… Come si è arrivati a determinate convinzioni di oggi? Attraverso l’evoluzione e l’elaborazione del pensiero PASSATO, questo è chiaro. Nel caso specifico, oggi abbiamo a che fare con una “classe ecclesiastica” che in massima parte non intende neanche un pochino rivedere e discutere il proprio passato. Ma anzi, ne rivendica con candida fierezza gli intenti ideologici, glissando elegantemente su “episodi” come l’inquisizione, gli stermini, ecc. In pratica sta dicendo: “Ma certo, se la Chiesa ha operato in un certo modo in determinate epoche, vuol dire che in quelle epoche la cosa ‘migliore’ da fare era quella, e quella sola. La Chiesa si comporta SEMPRE in maniera ‘giusta’.” Ora sta alla Ragione (quella VERA) di ognuno di noi riflettere su questo modus operandi e su questa sinceramente “mafiosa” (mi si passi il termine) ingerenza sui fatti pratici delle nazioni. Perché qui non si tratta di Spirito, ma di ben chiare indicazioni alle istituzioni.#51 · Alberto
15 gennaio 2008, 13:12 L’Università è il luogo deputato all’insegnamento ed alla formazione dei giovani attraverso il confronto e la ricerca. E’ per questo che sono meravigliato che un luminare come il Prof. Cino, ignori completamente un Voltaire ed in nome di una presunta “laicità” cerchi di impedire al Prof. Ratzinger di esprimere il suo pensiero filosofico, peraltro su invito del Magnifico Rettore, al quale va il mio plauso. Sarebbe come impedire al Prof. Cino di esprimere il suo pensiero scientifico in nome del suo “credo”.#52 · valerio t.
15 gennaio 2008, 13:17 Nella maggior parte dei casi in cui vengono ricordati momenti storici come la teleologia papale delle crociate o il mandante esecutivo ed ideologico dell’Inquisizione, alcuni rispondono frettolosamente e non senza affezione con gli stermini compiuti dai regimi secolari, in particolare comunisti. Mentre tuttavia le stragi rosse sono condannate unanimamente dall’opinione pubblica grazie anche alla divulgazione autocritica di menti libere, il custode istituzionale della responsabilità degli atti storici contro la dignità dell’uomo compiuti dalla Chiesa si autoproclama come una guida in forza di un concetto di diplomatico perdono verso le istituzioni ecclesiastiche sintetizzato su misura dall’istituzione stessa. Giovedì non osserverò il “tributo” al papa proprio così come non venererò la tomba di Benito Mussolini nel giorno della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Nè mai.#54 · Gian Maria Quaglia
15 gennaio 2008, 13:30 Sarei contento se, in ambito accademico, fosse consentito al professor Cini ed ai suoi colleghi di interloquire con papa Benedetto XVI.#55 · gino
15 gennaio 2008, 13:47 In uno stato come quello italiano, che non permette alla chiesa cattolica di esprimersi e non le dà mai la opportunità di segnalare le sue posizioni per indirizzare al meglio le vite dei fedeli, trovo il tentativo di non fare intervenire il Papa alla inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza come l’ennesima conferma di ciò. I politici italiani dovrebbero finirla d fare finta di non vedere, e finalmente intervenire e schierarsi a favore di una chiesa troppe volte lasciata senza risorse e senza possibilità di farsi ascoltare. Queste cose negli altri paesi occidentali non succedono. E’ un vero schifo.#56 · Corrado Camminante
15 gennaio 2008, 13:51 I miei piu’ sentiti complimenti a Giorgio Pietri (commento n. 47) che in quattro concise righe ha saputo egregiamente riassumere l’intera vicenda della visita papale ad un Ateneo Italiano.#57 · MrBean
15 gennaio 2008, 14:48 Sono ateo e fisico ma diversamente dal Prof. Cini ho la cattiva abitudine di volermi informare prima di parlare. Ho quindi cercato in google “Department of Religious Studies”, “Faculty of Theology”, “Department of Theology” ho trovato, tra molte altre, le seguenti universita’ (molte sono pubbliche): Dept. of Religious studies: University of California Santa Barbara, Penn University, Yale University, Stanford University, Rice University, … Faculty of Theology: University of Oxford, University of Copenhagen, University of Helsinki, University of Heidelberg, University of Geneva, University of Oslo, … Department of Theology: Bristol University, Georgetown University, Birmingham University, Univesity of Exeter, University of Leeds, Durham University, … Vorrei anche segnalare che la Colombia University di New York ha recentemente ospitato il presidente iraniano Ahmadinejad per una conferenza.#59 · fabio lonegro
15 gennaio 2008, 14:58 Inutile (o forse no?) sottolineare quanto ci fosse bisogno di prese di posizione come questa. Non passa giorno in cui non siano riportate “lezioni” del papa da televisioni e giornali. Una campagna mediatica che neanche l’altissimo (e non mi riferisco al suo superiore, ma ad uno che aspirerebbe ad esserlo…) è in grado di permettersi… gratuitamente. Nessuno impedisce al papa di parlare e forse proprio perché non si riesce a farlo. Ma lo faccia nei luoghi che gli spettano e soprattutto negli ambiti che gli competono. Come uomo di scienza trovo l’invito profondamente offensivo per la libertà del pensiero scientifico tanto quanto potrebbe essere offensivo per la memoria storica invitare Priebke alle celebrazioni per la festa della Liberazione. Sono sconcertato dal fatto che ciò che dovrebbe essere la norma in uno stato laico sia costretto ad essere relegato ad una forma di protesta contro la quale diventa facile puntare il dito inquisitorio. Tuttavia non smettiamo di protestare. Mai.#60 · Claudio Tanari
15 gennaio 2008, 15:08 Il termine “integralismo” indica la convinzione che i principi di una certa teoria, ideologia o religione debbano estendersi a tutti i campi della vita personale, civile, economica, politica che deve attenersi strettamente ad essi. Tuttavia, l’integralismo è perlopiù riferito all’ambito religioso: erano integralisti,ad esempio, quei settori del mondo cattolico italiano che tra Otto e Novecento – ispirandosi a documenti pontifici come il Sillabo di Pio IX – rifiutavano nettamente qualsiasi compromesso con le ideologie del mondo moderno, come il liberalismo e il socialismo. La posizione integralista, infatti, parte sempre dal presupposto che solo le verità e i principi della religione abbiano valore universale ed eterno, e siano quindi in grado di rispondere agli autentici bisogni dell’uomo. Per quanto riguarda il mondo occidentale, la nostra cultura – dopo secoli di intolleranza, coercizione della libertà di pensiero e sanguinosi conflitti attribuibili al fanatismo religioso – ha elaborato l’idea che sia opportuno separare politica, scienza ed etica dalla religione: tale separazione è tra le pietre angolari su cui si regge il moderno stato liberale, fondamento delle nostre democrazie. L’encomiabile iniziativa di numerosi docenti e studenti della Sapienza arriva dopo anni di appeasement unilaterale: a fronte di un numero crescente di laici (?) disposti alla genuflessione nei confronti di una gerarchia ecclesiastica sempre più orientata in direzione di un fondamentalismo integrista, abbiamo assistito a più riprese ad una invadente strategia di restaurazione del presunto primato clericale in tutti i campi sensibili della vita associata. Il mondo accademico laico ha in questi giorni semplicemente deciso di rispondere, ribadendo il confine fra una visione del mondo medievale e antimoderna e il ruolo che dovrebbe ricoprire un’istituzione scientifica e libera come l’Università. Sorprendono, dunque, i commentatori dell’“Osservatore romano” quando gridano alla censura (sembra una battuta…) contro Benedetto XVI: si aspettavano, probabilmente, che la capillare opera di revisionismo neoclericale avesse definitivamente completato il programma di omologazione culturale sulla linea Ratzinger – Ruini. I docenti e gli studenti della Sapienza si sono assunti il compito di deluderli…#61 · Alvise Ferialdi - Venezia
15 gennaio 2008, 15:29 Noto con piacere compatezza sul tema della laicità !#62 · Carlo Rabe
15 gennaio 2008, 15:38 Infatti, il commento di Giorgio Pietri é impeccabile ed il migliore di tutta la serie. Va bene scandalizzarsi per l’ennesima ingerenza della Chiesa nelle istituzioni di uno Stato che vorrebbe – ma non può – essere laico. Il Prof. Cini ha fatto bene a protestare contro il suo Rettore. Ma chi sono i nuovi pontefici della ragione scientifica, i cofirmatari della lettera di Cini? Altri oscurantisti, che si nascondono dietro il loro martire Galileo Galilei per giustificare la loro ricerca di altri esoterismi impossibili. Grandi unificazioni, particelle inafferrabili, dinamiche ultralente, … a cosa servono queste ricerche nel mondo moderno assetato di energia? Dove guerre e soprusi si consumano allo scopo di controllarne la sua distribuzione nello stato fossile e più bieco? Ben venga l’altolà di Cini, ma perchè invece non unirsi al Pontefice in un’altra occasione e proclamare una generale autocritica?#63 · raffaele tregua
15 gennaio 2008, 15:41 E’, questa lettera del Prof. Cini, una verissima e bellissima lectio magistralis, ma è anche una gran boccata di aria fresca per i laici, per chi ha sempre rivendicato il diritto ad una morale, un’etica laica totalmente autonoma, originale, non mediata da alcun sedicente rappresentante integralista e killer della libertà di pensiero (naturalmente, accanto a qualsiasi altra morale di natura religiosa – di qualsiasi religione – che un vero laico non vorrà mai sopprimere). Leggo questa mattina della manifestazione degli studenti, anch’essa contraria alla visita del papa-re e mi si accende una speranza che ancora, in Italia, inispecie nelle giovani generazioni, non si siano,tutti, bevuti il cervello, grazie anche alle oceaniche assembllee di comunione e liberazione et similia dove è sempre chiaro il ruolo del pastore e quello delle pecorelle smarrite! Ma leggo anche di Veltroni che difende questa visita: in mano a chi vi state mettendo?. Come dice un precedente commentatore, non smettete, non smettiamo (anche chi vive all’estero) mai di protestare: in ogni occasione mostriamo la nostra presenza, la nostra dignità, la nostra fermezza morale.#65 · Laura A.
15 gennaio 2008, 15:57 mah, secondo me c‘è poco da discutere. il papa avrebbe potuto tranquillamente inaugurare l’anno accademico di qualsiasi università del mondo (così come avrebbe potuto farlo da noi il Dalai Lama); è semplicemente inopportuno e politicamente scorrettissimo che lo faccia qui in Italia, in un paese cioè dove le conseguenze delle sue sortite sono sempre (o quasi) a vantaggio di una sola categoria politica e sociale. Non è opportuno che un personaggio così profondamente “politico” e la cui politica è così profondamente condizionante le leggi di questo stato in materia di scienza e medicina, intervenga nell’inaugurazione dell’anno accademico di una università. Lo si inviti ad un dibattito, come personalità di parte, e non ad un evento di rilevanza istituzionale! Semplice!#67 · paolo
15 gennaio 2008, 16:13 Forse è lecito pensare che anche Galileo puo’ (scientificamente) sbagliare: “Almost all historians think that the tidal theory in the Dialogue is physically incorrect, and most believe that it contains major contradictions. There remains, nevertheless, a minority who think that the theory is physically correct, while conceding that some aspects of it are incorrect….” “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo….” Forse anche il Prof.Cini e il Prof. Ratzingher possono sbagliare. Forse pero’ tutti hanno diritto di parlare, con un minimo di rispetto vicendevole e con la prudenza che, nella scienza non esistono dogmi. (prego di notare i “forse”)#68 · Paolo Lo Re
15 gennaio 2008, 16:27 Desidero ringrazione il Professor Cini per il suo lucido intervento in difesa della libertà di pensiero e contro l’oscurantismo degli eredi di chi processò e condannò Galilei e Bruno. Dato che è stato citato anche da altri, vorrei anch’io includere una citazione da Voltaire; quando parlava della chiesa cattolica, il suo motto era: “Ecrasez l’infame!” Paolo Lo Re, Napoli#69 · Giuseppe Russo
15 gennaio 2008, 16:52 Chi, sia pur facendo proprie parole altrui, ritiene “giusto” processare uno scienziato per le sue tesi scientifiche, non dovrebbe poter partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico di nessuna Università, sino a quando la si riterrà sede del libero pensiero: libertà dalla religione, dalla politica e dall’economia. Che il papa partecipi pure ad un dibattito in cui si confronti, alla pari, con altri, in maniera da poter esser contestato in dibattito, alla “luce della ragione”. Non gli si permetta di pontificare, quasi l’Università si possa ridurre a chiesa.#70 · Erminio Mostacci
15 gennaio 2008, 16:58 Ho letto molte cianfrusaglie orripilanti dei papaBoys. Voglio solo far osservare che aspetto con ansia l’invito del “Pastore Tedesco” in Vaticano per discutere di sovrappopolazione, di sesso, di figli, di sviluppo sostenibile etc, magari in un contraddittorio pubblico dopo una bella messa. Sono secoli che tutte le religioni, ma proprio tutte, hanno assolto il compito di castrare gli esseri umani con enormi sensi di colpa e perfide falsità. Come laico ritengo davvero che “la religione (tutte) è l’oppio dei popoli”. Spiegatemi perchè un papa reazionario mi deve dire se e come fare sesso e se e come devo avere figli. Proprio lui che essendo “casto” di figli non sa assolutamente un beato nulla. Plaudo davvero all’iniziativa del Prof. Cini che ha posto i giusti paletti all’azione da sempre e per sempre prevaricatrice di una delle religioni più oscurantiste del nostro povero pianeta.#72 · CLAUDIO
15 gennaio 2008, 17:21 Credo che questa sia una delle tante cose assurde che succedono solo in Italia. Non stavamo bene con i grandi problemi che abbiamo (vedi Pianura, finanziaria, scioperi, meningiti ecc.)ci mancava l’illustre prof. CINI. Perfettamente sconosciuto ai media ha aspettato, alla veneranda età di 85 anni, di scassarci la minchia con un polpettone e una bufala come quella che ha montato contro il Papa. Lasci riposare in pace i grandi scienziati del passato che danno ancora lustro al nostro Paese e conservi per sè i suoi veleni politici e personali.#73 · pierfranco
15 gennaio 2008, 17:36 i “professori” si vergognino della censura nei confronti del Capo del Chiesa, anche se la pensa diversamente da loro; e il piu’ alto rappresentante religioso (qualsiasi sia la sua religione) deve essere sempre rispettato, mai censurato, anche da chi non e’ credente. Inoltre non mi sembra che nessun “professore” abbia mai protestato quando nelle universita’ sono andati a “pontificare” importanti esponenti di organizzazioni terroristiche (penso ad esempio alle “lezioni” tenute in altre universita’ da gente come Sofri, Curcio, ecc.., arrestati, regolarmente processati e condannati in via definitiva per diversi omicidi): loro forse avevano da dire cose piu’ intelligenti ed illuminate delle idee del Papa?? Ricordatevi che siete uomini come tutti gli altri, l’espressione di Dio in Terra non siete voi, ma il Papa. P.S. siete anche ignoranti (nel senso che ignorate i fatti) in quanto il discorso del Papa su Galileo diceva esattamente il contrario di quello che sostenete voi!! Andatevi a rileggere il discorso integrale e non limitatevi alle ricerche su Wikipedia come fanno gli studentelli fannulloni!! Siate piu’ seri!!#74 · Irene Gironi Carnevale
15 gennaio 2008, 18:05 La lettera del Prof. Cini è ineccepibile e finalmente segna un punto autorevole nel mare di silenzio colpevole circa le ingerenze sempre più frequenti e sempre più pesanti da parte della Chiesa nella vita di una democrazia laica che ha delle leggi promulgate da un legittimo Parlamento, sovrano in quanto eletto dal popolo, e non sottoposto a nessuna autorità altra, tantomeno religiosa. L’Italia è l’unico Paese di religione a maggioranza cattolica dove i tentativi più o meno riusciti da parte della parte più retriva e ottusamente conservatrice della curia si moltiplicano e invadono i campi più disparati della vita pubblica, tentando subdolamente di ingerire anche nella legislazione. Una sola superficiale riflessione dovrebbe indurre le frange medievali almeno a tacere e restare al loro posto, accontentandosi di ricoprire il loro ruolo religioso-spirituale: senza il progresso della scienza, che ha richiesto lacrime, sangue, scomuniche e riabilitazioni in abbondanza, non sarebbe stato possibile il progresso in campo medico, non ci sarebbero oggi le cure per salvare migliaia di vite umane, comprese quelle degli “uomini di fede” scatenati contro la scienza. Con tutto il rispetto, spero che il Prof Ratzinger rifletta un attimo su questo modesto punto quando mai dovesse servirgli un medico o una cura per la sua salute: la storia ha dimostrato che anche i papi si ammalano, nonostante la vicinanza con Dio. Irene Gironi Carnevale, Roma#76 · Gian Marco Pepe
15 gennaio 2008, 18:19 Non so quanto potesse essere prevedivibile da parte dello stesso prof. Cini l’eco oggi avuta dalla sua lettera, ma l’unica cosa che si può fare è rigraziarlo di averla scritta. La trovo di assoluta correttezza: la polemica è tutta verso il suo Rettore ed anche quella verso l’ospite si basa solo sugli “sconfinamenti” a Lui tanto cari. Si legge adesso di difensori della laicissima libertà di pensiero che si premurano di distiguersi dagli illiberali promotori della censura al Papa, ma vorrei vederli fare altrettanto per chi osa pensarla diversamente. Le Istituzioni dello Stato Italiano, le libere Università in primo luogo, doverbbero accogliere i rappresentanti del Vaticano, in quanto stato estero ingerente in affari non suoi, con modalità simili a quelle con cui si ricevono gli emissari di un paese nemico; la cosa è diversa se vengono come preti ed a tale ministero si limitano. Lo Stato del Vaticano sta tentando la rivincita del 1870 e ci sta parzialmente riuscendo: a loro nulla è vietato dire, fare, proporre, perfino insinuare. Chi contesta questo eccesso è illiberale, a chi non si piega viene gettata addosso la croce dell’incoerenza con gli stessi principi della laicità. Nel Medioevo le punizioni per i comportamenti scorretti andavano dalla esposizione in ferri sulla pubblica piazza alla tortura: per ora la Santa Inquisizione è arrivata al primo livello. Grazie ancora prof. Cini: nella sua lettera trovo finalmente anche io la possibilità di proclamare: SPE SALVI#77 · Antoine
15 gennaio 2008, 18:24 Vivo da 30 anni in questo paese (che ha una costituzione laica) ma ultimamente diciamo dal 11 settembre (strano … ma non cosi tanto) cominciavo seriamente a preocuparmi, sembrava che non esistesse nella gente la consapevolezza di cosa sia veramente la separazione tra chiesa/e e stato, sembrava che nemeno i giornalisti lo sapevano, ogni starnuto degli abitanti del Vaticano viene riportato come notizia di prima pagina. Per cui ringrazio chi a messo in moto, in un ambiente autorevole, una seria riflessione, una apertura ad una presa di coscienza. Ad esempio: Perchè il papa sia l’espressione di dio in terra ci vogliono diversi condizioni, a) che dio esista, b) che riconosca il papa come avente un valore nella mia religione, c) che questa relgione sia l’unica ad aver ragione etc etc tante condizioni che creano la vera natura della laicità o sia la completa separazione dello stato e della chiesa, laicità e dunque uscita di dio dalle leggi dello stato per creare le condizioni della pace tra la gente nella costruzione della nostra cultura, necessità cosi fortemente sentita da credenti di fedi cristiane qualche secolo fa che non ne potevano più di ammazarsi a nome di dio, che hanno capito la necessità dell’uscita di dio dalllo stato e dai vari percorsi di conoscenza, lasciando però libero spazio alle credenze personali nello spazio privato.#78 · marco
15 gennaio 2008, 18:24 evviva! forse qualcosa si muove. fuori la chiesa dalle istituzioni democratiche, da tutte possibilmente! l’ingerenza indiscriminata della chiesa in tutti gli ambiti dell’esistenza non è davvero più accettabile. non è più accettabile l’universalismo della chiesa cattolica che con ostinazione assoluta vuole imporre la sua morale non solo alla giovane europa ma al mondo intero, negando ciecamente la pluralità degli spiriti della convivvenza civile e la dignità stessa di sistemi etico-culturali diversi da quello cristiano. non è davvero più accettabile la mistificazione continua della realtà da parte di tutti quei cattolici che non sopportano critica alcuna e nel momento in cui si sentono attaccati, ribaltano le parti ed il diritto per loro convenienza, con l’intento di far credere che sono vittime di una generazione decadente. ormai questo succede quasi quotidianamente e non vi è ambito in cui un individuo possa esercitare il proprio libero arbitrio. la chiesa cattolica è chiesa universale e guai a chi osa minarne le fondamenta con la pretesa di veder riconosciuta la propria diversità. noi che sottoscriviamo la lettera del prof cini sappiamo cosa ci aspetta dunque oltre gli insulti di chi non ha argomenti sensati da opporre ad una posizione civile di ampia portata.#79 · graziano esposito
15 gennaio 2008, 18:28 Mettiamo una pietosa pietra sopra questa vicenda, dove dobbiamo scoprire un dannoso oscurantismo laicista. Questa è una sconfitta per il pensiero laico!#81 · paulo
15 gennaio 2008, 18:43 A chi qui ha fatto facili ironie sul “cosa” si ricerca in quei dipartimenti invece di dedicarsi alle energie alternative e altre cose utli dico due cose (si informi): primo, Carlo Rubbia in tempi recenti fu costretto ad emigrare temporaneamente in Spagna con TUTTO il suo progetto sul solare termodinamico dai nostri governi, NON dai professori o dai fisici. Secondo punto: si legga un po’ di storia di scienza per verificare che la gran parte delle scoperte che hanno migliorato la nostra vita sono dovute a ricercatori “cretini” che cincischiavano con cose giudicate dai più totalmente inutili. A chi insiste nell’attaccare la reputazione scientifica di Cini invito una seconda volta a illustrarci gli errori nelle sue pubblicazioni. Le nostre università non versano in buone condizioni, ma le generalizzazioni per colpire personalmente un particolare studioso invece di criticarlo nel merito sono meschine, visto anche e considerato il fatto che se si generalizza allora le stesse considerazioni di incompetenza valgono anche per TUTTI i docenti (ed il Rettore) che hanno appoggiato questa visita. Scadere su questo piano è da ignoranti. Detto ciò, alla fine mi dispiace che si sia giunti all’annullamento della visita: condividevo il desiderio di esprimere dissenso ma non l’annullamento tout court. Ritengo che l’essere arrivati a tanto sia la conseguenza (evitabile), purtroppo, di una sempre meno marcata divisione dei ruoli tra le leggi, la cultura e i diritti e una particolare confessione religiosa. Cosa che però non doveva spingere a mettersi sullo stesso piano di battaglia.#82 · Luana
15 gennaio 2008, 18:44 Approvo, concordo, esulto. Ma che c’entra il Papa con l’inaugurazione dell’Anno Accademico? Finalmente qualcuno che con sobrietà sottolinea l’ovvio: lo stato è stato la chiesa è chiesa. Basta confusioni, basta ingerenze, basta prevaricazioni. Congratulazioni ai professori che hanno condiviso il contenuto di questa lettera e a colui che l’ha scritta.#83 · Robi
15 gennaio 2008, 18:52 Bravo Pierfranco, ma chi si crede di essere questo demerito Prof. Cini? Ha solo dimostrato e con lui i sui accoliti la sua protervia tipicamente comunista e la sua mancanza di rispetto nei confronti del Papa. Si vergogni . Invitate gli islamici e pure i delinquenti all’apetura dell’anno accademico , del resto da certe menti non possiamo aspettarci diversamente. Povera Italia e povera università in che mani è caduta.#86 · marco
15 gennaio 2008, 19:23 Sono un ex studente della facolta di Scienze dell’Univ. di Bologna, città laica in primis, mi chiedo da dove derivi tanto livore nei confronti di un uomo cghe rappresenta si la Chiesa, ma sempre uomo è, e il rispetto dell’altro è la prima regola di vita sociale. Non capisco.#87 · Angela
15 gennaio 2008, 19:28 Condivido l’indignazione del prof.Cini.Come biologa,educata a progredire nella conoscenza della realtà applicando il metodo scientifico e non credendo per fede,sono preoccupata per gli attacchi che,da anni,la chiesa cattolica sta sferrando alla scienza ed a chi preferisce credere negli ideali piuttosto che negli dei.Tra questi attacchi ricordo quello alle teorie evoluzionistiche di Darwin il cui studio qualcuno,pochi anni fa’,voleva eliminare dalle scuole.Un’università deve orientare i propri studenti ad utilizzare nella loro vita il metodo scientifico o quello dogmatico? Chi può tenere una lezione magistrale? Galilei che procedendo con i suoi studi sperimentali ha contribuito a dimostrare che la Terra gira intorno al Sole o Urbano VIII,sotto il cui pontificato Galilei é stato processato ed imprigionato,il quale,sbagliando,dogmaticamente affermava essere il Sole a girare intorno alla Terra?#88 · gianluca e.
15 gennaio 2008, 19:38 Prof. Cini, concordo pienamente ma è sicuro che il Papa avrebbe dette quelle cose? E se pure le avesse detto quanto pensa avrebberro scalfito ‘noi’ uomini di scienza. Gianluca#89 · Marco Carpinelli
15 gennaio 2008, 19:44 Dopo quanto accaduto si rende necessaria l’indizione di un referendum per spostare la sede papale in altro Paese. Io credo che egli dovrebbe risiedere in paesi poveri laddove potrebbe non solo predicare, ma anche rendersi davvero utile. A noi italiani la sua presenza è certo che ci danneggia, eccome.Cordiali saluti a tutti e meditate, gente, meditate…..#90 · Nico
15 gennaio 2008, 19:45 Al di là delle argomentazioni addotte dal Prof. Cini, condivisibili o meno che siano, abbiamo assistito ad una formidabile dimostrazione di integralismo ideologico. E ciò nel 2008. Si condanna la Chiesa per i suoi furori del passato e se ne imitano oggi le poco gloriose gesta. Ha poco da inorgoglirsi l’esimio prof. Cini. Vorrei solo chiedergli se ha profferito verbo quando le università italiane hanno ospitato Renato Curcio ad esempio. Non ho memoria di sue proteste perciò chiedo di aiutarmi a ricordare.#91 · marco
15 gennaio 2008, 19:54 è possibile biasimarlo ? pur essendo religioso condivido appieno la lettera del professor Cini. nn siate ottusi x favore. la chiesa ha determinato un rallentamento estremo della scienza contrapponendosi in modo irrazionale. purtroppo se nn vivete a contatto con la scienza( io studio ingegneria civile) nn potete capire quanto di spirituale si trovi in essa, dell equilibrio che ne detta le leggi e dell amore che si puo’ provare per essa. http://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei prima leggete il link e poi potrete capire il paragone…la gravita’ della condanna a galileo è come uno stupro verso la collettività. giovanni paoloII grand uomo ha chiesto scusa. una piccola parola che fa’ tanto piacere… forse il papa dovrebbe riconoscere di aver detto una gran cazzata nel 90 a sostegno della condanna di galileo….. magari avessimo politici come lei professore…la politica è una cosa da affrontare cn razionalita’ non con colori o leccate… prof.Cini respect to u#92 · Marco Gonzales
15 gennaio 2008, 19:55 Purtroppo è giunto l’annullamento della visita. Così si può criticare apertamente tutti quei “docenti e studenti comunisti e oscurantisti”. Quando la realtà è l’opposto. Viene lesa la libertà di protestare e nessun politico ha parlato del merito della protesta. Finisce così che le quotidiane ingerenze della chiesa vengano scambiate per diritto di parola, e chi si esprime per dissentire sulle posizioni papali a proposito della scienza viene bollato come intollerante. Perchè, se il papa è così convinto della sue teorie, non indice in una università o in una chiesa un dibattito con un autorevole scienziato, affinchè ci si possa confrontare su posizioni differenti?! E perchè, se ciò non viene fatto, gli si sarebbe permesso di profanare un santuario della scienza, quale è La Sapienza, con un monologo in linea con le uscite tipiche dell’ex prefetto della dottrina della fede?!#93 · Andrea Politano
15 gennaio 2008, 20:10 Sono un aspirante medico, amo la scienza, la filosofia e l’arte. Sapete qual è la mia più grande paura quando vado a letto? Sicuri che la volete sapere? No perchè è tremenda… Ok. Ho paura che venga il papa e mi indottrini di nascosto mentre dormo. A tutti i professori e interessati all’argomento, difensori della realtà, che spinti dalla loro coscienza etica, esemplificabile (e perchè no?) da una serie di reazioni biochimiche più lunga degli astri nell’universo, vanno in giro a guardare cosa pensa di loro la gente: il rancore viene dalla paura, e se avete paura di un vecchio che parla di amore e buonsenso, fosse anche pazzo e dicesse assurde follie, sono io che ho paura di voi (senza rancore). E la paura non è certo quella di essere messi in esilio, come nel ’600. E’ quella di dover ammettere che sotto i numeri, ed anche tra essi, come ci insegnano i più illustri scienziati del secolo scorso, ci sarà sempre il mistero.#94 · antonio 2008
15 gennaio 2008, 20:28 Nel vergognarmi col mondo intero per l’accaduto come per l’immondizia di Napoli, da cattolico prego per il professor Cini che possa avere meno certezze fasulle e più verità mentre nutro profonda amarezza per l’anticlericalismo dimostrato da giovani che si dicono tolleranti, aperti al dialogo con tutti, poveri, stranieri ecc. ma in fondo sono intolleranti ed antidemocratici. La prima cosa è infatti il rispetto reciproco delle persone e delle loro idee anche se diverse dalle nostre. Noi cattolici abbiamo imparato a rispettare i nostri simili, altri stanno uno o più passi indietro.#96 · Alessandro
15 gennaio 2008, 20:41 Credo sia più pericolosa per il concetto di umanità tutta la rabbia inquietante del prof. Cini e sostenitori rispetto a qualunque, reale o no, ingerenza del papa. Insomma, nessun sacerdote fa facile ironia sulle tue credenze. E la cosa fa male, strazia, ma chi lo fa lo sa, e non se ne cura. Cosa vi ha fatto personalmente il papa? Avete mai visto qualcuno la cui vita è stata rovinata dalla chiesa? Dico dalla chiesa, non dalle coscienze dei politici, che sono eletti dal popolo italiano. Io so che, pur non essendo un credente “in regola”, un sacerdote mi ha aiutato senza conoscermi quando avevo bisogno, mentre tutti gli anticlericali che conosco si trincerano sotto la loro presunta superiorità cognitiva, un po’ come faceva Don Abbondio quando parlava con Renzo. Ma peggio, perchè ti fanno sentire un emerito ignorante quando, in quanto essere umano, intrinsecamente non lo sei. Magari, se ci fossimo arrivati col tempo, non mi avrebbero fatto nascere senza cambiarmi qualche cromosoma.#97 · Giovanni
15 gennaio 2008, 20:45 Concordo sostanzialmente con quanto scritto dal Prof. Cini. Io non sono contrario alla visita di un papa a una università; sono contrario, in primo luogo, al fatto che un papa tenga la lectio magistralis di apertura di un anno accademico; in secondo luogo, alla visita di questo papa. Ratzinger ha dato un indirizzo politico al suo pontificato che non mi pare proprio ispirato da tolleranza, rispetto delle diversità, volontà di dialogo. Peraltro, a me questo papa non sembra tale, ma solo un teologo. Ratzinger non gode del carisma del padre spirituale le cui esortazioni raggiungono tutti, indipendentemente dall’essere dei fedeli di quella religione. Le sue parole non sono rivolte ai temi che ogni persona sente; non sembrano avere carattere metafisico: nonostante trattino di teologia, non si elevano al punto da poter essere accolte da ogni essere umano. Addirittura, spesso egli interviene come un soggetto politico in polemica con chi non segue la sua dottrina. Egli sembra un guerriero della fede, piuttosto che un apostolo dell’amore e della pace.#98 · Pleure
15 gennaio 2008, 20:50 Che assist! Questi deficienti dell’universita` di Roma, del dip.to di Fisica hanno dato al Papa la legittimazione piu` solida che avrebbe potuto desiderare. Sono intolleranti, in ambito scientifico come lo sono dal punto di vista democratico. Cini… non ha fatto un xxx nella ricerca, ma occupa la posizione che occupa solo in virtu` delle sue amicizie politiche. Il dip.to di fisica si regge su appartenenze: ebraiche, massoni, comuniste o legate all’opus dei e si combattono tra loro. La scienza, intesa come ricerca e comprensione della natura non c’e`… da anni. POVERACCI!!#99 · Turi
15 gennaio 2008, 20:51 Cito un pezzo di una canzone di Vinicio Capossela, “Accolita dei Rancorosi”: Accolita di rancorosi gelosi, avvelenati, sospettosi incazzosi dentro casa compagnoni fuori in strada ci intendiam solo tra noi! ringhiosi che rimangon sempre soli gli ingrati se ne vanno noi restiamo e ci teniamo la ragione. Sig. Cini, lei è peggio di quei vecchietti persi sulle scale di una chiesa senza più nessuna soddisfazione nella vita!#101 · Giovanni Muttoni
15 gennaio 2008, 21:25 Mi hanno appena invitato quelli della Lateranense a tenere una lezione magistrale sulla teoria dell’evoluzionismo.#102 · Carlo Rabe
15 gennaio 2008, 21:26 Applaudo la cancellazione della partecipazione del Papa alla cerimonia della Sapienza! Finalmente una separazione netta tra Stato e Chiesa, il Paese ne aveva bisogno. Dopo il 20 settembre 1870 é l’inizio – forse – di una nuova riscossa all’arroganza clericale, ma che dire delle risposte sdegnate dell’intero arco dei politici del Paese? Tutti al soldo del Vaticano, mandiamoli tutti a casa – tutti – le prossime elezioni. Ricordiamolo, quello che la Chiesa ha fatto per la scienza. Cose come la trasformazione dei trattati matematici di Archimede in breviari liturgici (noto caso del palinsesto di Archimede). Come l’opposizione alle tesi di Darwin. Se questo é il valore che la Chiesa assegna alle scoperte scientifiche. Quanto all’occupazione scientifica dei nuovi Galilei, parlare di nuovo oscurantismo non é fare facili ironie. Rubbia avrà portato il suo solare termodinamico in Spagna per vedersi assegnare una grande superficie operativa, un problema di efficienza (data la geografia e demografia spagnola) e non necessariamente di ottusità politiche italiane. Ma quand’anche fosse, cosa aspettarsi da un Paese retto da filosofi, umanisti, giuristi? Mandiamoli tutti a casa. Ma poi chiediamolo ai nostri professori quanto fanno in concreto per le energie alternative. Unificano le teorie di campo? Studiano le reti neurali? Cercano particelle per definizione imprendibili? Tutte cose utili alla loro carriera, non al Paese e ai veri problemi del mondo. Quanto alle scoperte più utili che provengono dalle ricerche più astruse: certo é possibile, ma é una questione di frequenza. Più frequenti lo sarebbero se gli esimi non guardassero alla ricerca applicata con tutta quella puzza sotto il naso. Un’ulteriore conferma che il Paese, anche nelle scienze, é retto da filosofi. Filosofi che per una volta hanno fermato l’ingerenza di uno Stato teocratico negli affari del Paese. Come avrebbero reagito i nostri politici se il Rettore della Sapienza avesse invitato un imam?#105 · Federico
15 gennaio 2008, 22:19 Di tutta la faccenda e del dibattito, anche appassionato, che ne è derivato rimarrà senz’altro l’imbarazzante e vergognoso codazzo di politici accorrenti, pur non essendo stati invitati, a soccorso del “povero” papa per l’angheria subita. Chi ritiene che sia comunque possibile muovere critiche al papa e ad alcune sue idee e che ci sia comunque spazio per discutere del ruolo della chiesa in italia, dovrebbe ricordarsi, prima di votare, tutte le vergognose dichiarazioni di oggi pomeriggio.#107 · Giuseppe Battista
15 gennaio 2008, 22:29 Condividiamo in pieno la lettera del prof. Marcello Cini;restiamo in attesa che il papa riabiliti GIORDANO BRUNO#109 · max
15 gennaio 2008, 22:53 100 contestatori della Sapienza su 350.000 iscritti il 0,02 % ha deciso .La loro dialettica dei contestatori ? Fuffa . Le motivazioni ? Pura apologia . I font degli striscioni sono gli stessi dei graffitari che imbrattano la nostra città e la dialettica politica degna di una terza elementare portata male . La prossima contestazione sarà per Rabbino capo di Roma o dell’Immam della Moschea di Villa Ada ? Chi ha vinto è stato il Papa tutti i media sono schierati con lui e il cordoglio per l’accaduto è bipartisan.#110 · paolo chiesa
15 gennaio 2008, 22:58 vorrei ricordare a tutti coloro che si trovano d’accordo con il Prof. Cini che l’università La Sapienza fu fondata da Papa Bonifacio VIII, e quindi il fatto di invitare Papa Benedetto XVI alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico sia soprattutto un riconoscimento di questo fatto. Non fosse stato per un Papa, forse il Prof. Cini a quest’ora non sarebbe nemmeno professore. per chi non ci crede vada a vedere Wikipedia. Grazie.#111 · Davide
15 gennaio 2008, 23:11 in un paesino vicino la mia città, lo stesso in cui è stata bruciata in piazza una copia del codice da vinci, si usa dire “con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re”. Non credo calzi proprio a pennello, ma è sicuramente ispirata da una totale autoreferenzialità sempre più acuta di chi dice di essere nato per aiutare, per darsi, e che invece oggi è solo macchina di potere. povero gesù, se si affacciasse ad oggi, alla sua santa romana chiesa…#112 · Matteo
15 gennaio 2008, 23:31 Non mi scandalizzo più di tanto della lettera del professore e dei commentini che ho letto in giro qua e là, perchè a me risulta sempre più chiaro che molta gente non ha capito un cavolo di cos‘è la ragione e di cos‘è la fede: la fede è il modo con cui la ragione arriva a scoprire con certezza una realtà che non può vedere direttamente, ma che scopre mediante un testimone. E’ ragionevolissima; è il culmine della ragione. Se viene un mio amico a cui sono legatissimo, amico d’infanzia e mi dice “sai che sono stato in Brasile quest’estate?”, io non metto in dubbio il fatto che lui sia andato veramente in Brasile, ma ci credo perchè è mio amico e so che non vuole fregarmi.Sono certo che lui è stato in Brasile; e infatti gli chiedo subito “a si? e come andata? non sapevo che tu andassi là!raccontami un po’, dai”. E’ ragionevole credere a ciò che dice lui. Ragionevolissimo. La fede in Gesù Cristo è dunque ragionevole, ma è possibile a chi è disponibile a scoprire la verità delle cose, senza dover difendere a tutti i costi una propria posizione.Disponibilità che manca anche addirittura a chi dovrebbe insegnare la verità (i professori universitari)#113 · luca cecchini
15 gennaio 2008, 23:41 Sono un medico di quasi 60 anni; dirigo un Reparto dell’ospedale S. camillo di Roma. Da ragazzo mi formai con Papa Giovanni, il Concilio, i Cattolici c.d. “del dissenso”,Don Milani, il ’68; il mio lavoro contro la nocività in fabbrica (allora incontrai il Prof. Cini); e poi i malati critici.Della nocività in fabbrica tutti si dimenticarono presto. Oggi piangono i morti della Tyssen. Ma poi tutti si commossero e inginocchiarono a Papa Woytila: poco ricordando che la tragedia umana (sono medico) dei popoli dell’ex URSS è stata anche il risultato dei colpi d’ariete di Papa Woytila/Solidarnosc: un passaggio meno indolore per gli uomini, sostenendo l’evoluzione proposta da Gorbaciov, non avrebbe permesso l’estensione selvaggia dei mercati, e dell’immagine di un Papa salvatore dall’Impero del male, e il potere mediatico della Chiesa. Ma lui stesso se ne rese forse conto: in una nota intervista espresse umana perplessità sulla “bontà” del crollo drammatico dell’URSS.E un bel guaio fu il precocissimo riconoscimento del nuovo stato Croato (= cattolico), da cui cominciò la mattanza dell’ex Jugoslavia. Ma l’ICI ?? Stando terra – terra: non disse Cristo (interessante leggersi il testo greco di S. Luca), : date a Cesare le cose che riguardano Cesare , e a Dio quelle che riguardano Dio? E quali sono le cose che riguardano Dio? Forse che Cristo (mi riferisco ai Vangeli Canonici, neanche a quelli c.d. Apocrifi), ha parlato della vita dell’embrione, o dell’accanimento terapeutico,o del preservativo, o della libertà dei malati che io curo, di decidere quando accommiatarsi dal mondo? Ma l’avete letto il Vangelo? Ma – Chiesa Cattolica Romana- ci credete in Dio? Ma non vi viene in mente che i veri miracoli, che Cristo si incazzava sempre quando gli chiedevano di farli, sono quelli della quotidiana solidarietà umana? Quelli degli Infermieri che per quattro soldi curano e puliscono il culo ai malati? O quelli di qualche collega solo che aiuta le poverissime (sono in gran parte immigrate) ad interrompere una gravidanza non desiderata ma soprattutto , impossibile da portare avanti perchè povere e discriminate da noi tutti? Ma lo conoscete il Vangelo: dico: lo conoscete bene? O vi serve di più l’effetto sulle masse ? O pensate che i miracoli che rendono per il potere mediatico sono quelli di Padre Pio e delle moltitudini di uomini afflitti, alle quali voi indicate il sant’uomo di Pietralcina, e non Cristo? Luca#114 · Laura
16 gennaio 2008, 00:17 Che ci creda o no anche l’ “emerito” (mah!) prof. Cini insieme ai 67 “docenti” si troveranno al cospetto…un giorno della Verità e lì mi dispiace tanto per loro ma non ci sarà una banda di rivoluzionari a decidere per loro!Complimenti soprattutto al rettore della Sapienza:ma cosa insegna..non agli studenti,ma ai suoi figli?Ci rifletta!!#115 · Guido Repaci
16 gennaio 2008, 00:29 Sono un fisico di formazione e all’epoca in cui mi occupavo “di scienza”, da studente, mi ero molto appassionato alle questioni di “cosa sia la scienza” e di come questa si rapporta “alla società” e alla sua storia. In quel clima, parlo degli anni settanta e ottanta, i testi di Marcello Cini (a partire da quelli raccolti ne “L’Ape e l’architetto”) furono a dir poco illuminanti e riconosco ancora oggi un grande debito intellettuale verso Marcello Cini. Confesso però di provare qualche disagio di fronte a questa situazione di contrapposizione dura, non certo perchè le questioni di principio descritte nel testo sottoscritto da Cini e dagli altri non siano pertinenti, tutt’altro, ma perchè nel panorama confuso e desolante del “mondo presente” ritengo che un confronto critico tra il mondo della scienza, che a volte degenera nello scientismo senza un adeguato “controllo sociale”, e quello della “morale” possa essere utile. In fondo, il potere della scienza e della tecnologia è ormai diventato così grande che a volte mi chiedo se non abbia senso fermarsi a riflettere sulla opportunità di procedere o meno su alcuni fronti della ricerca, e penso soprattutto alle questioni etiche e bioetiche in particolare. Può in un contesto come questo essere utile confrontarsi con una autorità “morale” come quella del Papa ? Forse sì, nei modi e nei tempi e nei luoghi opportuni, e temo che questo conflitto plateale (almeno per come è stato dipinto e amplificato dai media) possa nuocere alla immagine di una scienza laica ed aperta e favorire, per contro, gli estremismi religiosi che sono assolutamente nocivi e pericolosi soprattutto in un mondo complesso, interconnesso e instabile come quello attuale . Era dunque una questione di “opportunità politica” e il dubbio se sia stata una buona mossa quella degli eventi di queste ore mi rimane, fermo restando tutto quello che ho detto all’inizio di questo intervento. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare ancora Marcello Cini per tutti i contributi di intelligenza e civiltà che ci ha dato nei lunghi anni di “militanza” scientifica e politica.#116 · paulo
16 gennaio 2008, 00:34 Al medico che ha scritto che “La paura […] è quella di dover ammettere che sotto i numeri, ed anche tra essi, come ci insegnano i più illustri scienziati del secolo scorso, ci sarà sempre il mistero”. Io posso dire che condivido questa osservazione, la quale peraltro è totalmente incompatibile con un pensiero unico che nega l’esistenza di alcun msitero, o gli dà forma precisa e lo definisce ex catedra, annunciando che tutti i misteri sono già svelati e che comunque non è prerogativa dell’uomo della strada comprenderli da sé. PS: se c‘è una categoria affascinata dal mistero e sempre alla ricerca di nuovi misteri è quella degli scienziati… PPS: A Laura, grazie per aver spiegato a questo forum le buone ragioni di Cini, facendoci notare che la Verità è che il papa voleva venire alla Sapienza come un laico qualunque ma che chi si è opposto sarà condannato da Dio.#117 · Laura
16 gennaio 2008, 00:35 Volevo chiedere ai “signori scienziati” a chi si rivolgono,oltre alle belle parolone,quando sono nello sconforto, nel pianto, nella sofferenza…ai libri di scienza o ad un quadro di Galileo?Fatemi sapere cortesemente se avete una risposta anche a questo…la mia è solo una:DIO=IO SONO!…Laura Calderaro Fiera di essere CRISTIANA#118 · Luraschi Virginio
16 gennaio 2008, 00:36 Emerito Professor Cini anche se io non sono uomo di cultura mi permetta di esprimerLe tutta La mia stima. Poco fa al Tg 2 ho sentito parlare Lei e L’ avrei ascoltata per ore, mentre la arroganza espressa dal Buttiglione non ha fatto altro che confermare in me la disistima che provo per tale personaggio e per il mondo al quale egli si riferisce. Occorre tenere costantemente alta la guardia visto che i “santi” inquisitori sono ancora tra di noi.#119 · stefano
16 gennaio 2008, 00:55 Cara laura è alla ragione stessa che ci si rivolge. Sono atti di fede differenti quello tuo, rispettabilissimo, di credente, e quello di persone che hanno come riferimento primo l’uso della ragione. Dio è la tua stella polare, sono questioni di carattere privato, non culturali. io non invoco mai Dio, in quanto ateo, nei momenti di sofferenza, ma unicamente la forza dell’intelletto#120 · BEPPE
16 gennaio 2008, 01:05 MARCELLO CINI E’ SOLO UN ESSERE INTOLLERANTE E MERITEREBBE DI ESSERE CACCIATO A CALCI NEL CULO. LUI, UN DOCENTE, CHE DOVREBBE ESSERE IL MAESTRO DELLA TOLLERANZA, INVECE SI E’ COMPORTATO DA GRANDE IPOCRITA, CONVINTO DI SENTIRSI BENE E DI DIVENIRE IL PALADINO DEL SAPERE ASSOLUTO. NO, CARO MARCELLO, TU RESTI SOLO, INSIEME A COLORO CHE HANNO FIRMATO LA TUA LETTERA SCELLERATA E SUPERFICIALE, UN SOGGETTO CHE VIOLA I PRINCIPI SANCITI DALLA COSTITUZIONE, CHE VIOLA IL PRINCIPIO SULLA TOLLERANZA DELL’AMATO VOLTAIRE. LA VERITA’ E’ CHE TU PROVI SOLO ODIO PER BENEDETTO XVI E L’INTERA CHIESA. CREDI CHE CON LE TUE TEORIE SCARSE E INSIGNIFICANTI RISOLVI IL PROBLEMA? MA SE NEMMENO HAI MAI AVUTO IL PREMIO NOBEL! DICO SOLO UNA COSA SEI DA VOMITO!#121 · Cesare Guariniello
16 gennaio 2008, 01:26 Una sola precisazione, per mettere a tacere almeno una voce falsa: Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, riprese un’affermazione di Paul Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto», aggiungendo però : «Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica. »; mostrando quindi di criticare le idee di Feyerabend su Galileo. Mi piacerebbe che molte persone, tra cui il professor Cini, prendessero atto di questo loro GRAVE errore nel considerare Ratzinger, coautore dell’enciclica Fides et Ratio, secondo la quale la sola Fede non basta per giungere alla Verità (rendendo indispensabile quindi la Ragione) “nemico” della scienza. Per il resto, concordo con Ferretti (commento numero 21); è gravissimo che noi studenti riteniamo possibile, legale, lecito, civile, tacitare una voce con la violenza, le proteste ignoranti e intolleranti, il rifiuto dell’ascolto in nome di una “libertà” che evidentemente non dev’essere garantita a tutti.. E’ gravissimo che non vi sia più senso civico; è gravissimo che proprio all’università non si accetti il dialogo e l’ascolto; è gravissimo che si passi da una protesta a favore della scienza (peraltro basata su citazioni incomplete e pertanto inesatte) ad una protesta “ad personam”!#122 · Cesare Guariniello
16 gennaio 2008, 01:36 A Marco Gonzales, del commento numero 92: Sappi che da almeno 8 anni vengono regolarmente tenuti nella Cattedrale di s.Giovanni in Laterano degli incontri intitolati “dialoghi tra Scienza e Fede”, nei quali alcune persone, in genere un illustre scienziato e un vescovo o sacerdote, sono invitati a tenere un dibattito su un argomento. Guarda un po’, proprio quello che si auspicava nel suo commento.. Guarda un po’, addirittura in una cattedrale.. Brutta cosa l’ignoranza e il parlare senza conoscere le cose..#123 · Roberto Vacca
16 gennaio 2008, 02:08 Leggendo alcuni commenti dove si critica il livello culturale del professor Cini vado a citare il commento #6: “E’ propio vero la nostra università è ridotta male.” credo che il PROPIO sia eloquente. Il bue che dice cornuto all’asino. Ammiro il Professor Cini per aver detto finalmente ciò che molti VERI laici italiani pensano realmente ma che non hanno la possibilità di esternare pubblicamente e con una tale eco. ERA ORA! Grazie!#124 · Filippo Digi
16 gennaio 2008, 02:54 L’Università è scuola di ragione e metodo, termini estranei alla religione e alla mitologia. L’Italia senza il Vaticano sarebbe (stato) un posto migliore. Prof.Cini la ringrazio a nome del mio cervello.#125 · beatrice gelmi
16 gennaio 2008, 03:43 perchè il prof Cini si è negato la possibilità di parlare “in Praesentia” con l’illustre interlocutore e ha scelto di parlarne “in absentia”? certo un’opportunità come quella non l’avrà mai più né lui, né i suoi colleghi, né gli allievi che ha coinvolto emotivamente… di cosa ha avuto paura? forse che nella SUA università non lo facessero parlare? perchè non chiedere al Rettore lo spazio di replica e la possibilità di dibattito? che avrebbe dato l’occasione a molti di esprimersi e di dire “in faccia” il proprio pensiero? che peccato, tanta paura che sa proprio di caccia alle streghe, nel 2008!#127 · marco
16 gennaio 2008, 06:12 sembra che si sia avverata la mia profezia: da destra e sinistra si levan gli squilli contro gli intolleranti che osano opporsi al potere unico ed omologante della chiesa. ma l’italia è una repubblica democratica o uno stato confessionale? e gli intolleranti sono quelli che chiedono il riconoscimento della pluralità della convivenza o quelli che vogliono imporre alla convivenza civile l’UNICO VERO?#128 · paulo
16 gennaio 2008, 06:16 Cara Laura: a tante cose uno scienziato può rivolgersi nel momento dello sconforto (compreso, per qualcuno, proprio Dio). Come prima cosa. lo sconforto è più raro, mitigato dallo stupore costante per la meraviglia e armonia delle leggi della natura, ogni giorno arricchite di nuove scoperte. Ho ascoltato una volta una nota: era il suono emesso da una stella spenta grande come la terra e massiva come il sole, che ruotava migliaia di volte al seocndo iintorno a se stessa (ve lo immaginate?), lontana milioni di anni luce. E io ne ascoltavo la nota, il timbro distinto e unico, che sarebbe stato un inutile fruscio senza il dono della conoscenza razionale. Per comprendere da dove veniva, nello spazio e nel tempo. E chissà, una stella dove prima erano pianeti e, chissà, vita e conoscenza. Ed ora una nota per noi. C‘è poi a confortarmi l’idea di quanti individui sono vissuti prima di me, i nostri avi per millenni e millenni, che hanno sofferto, ed ora siamo qui pieni di conoscenza e ricchezza, un dono prezioso figlio delle loro fatiche fisiche e mentali. Il mondo, quello razionale e su cui la scienza indaga, è un vaso di pandora pieno di miti e meraviglie. La vera perdita è perdersi lo spettacolo in nome di una paura o di una fede che osteggiasse tale conoscenza. Perfino per chi crede, scoprire questo mondo naturale non può che essere comprendere a fondo la creazione di Dio, ma si deve farlo senza barare, senza aver già deciso da prima come deve essere fatta tale creazione. L’umanità è grande e piena di risorse: ci ha portati sin qui, uomo per uomo. Non la svalutare, non togliere ad essa i meriti solo per scoraggiarti!#129 · Laura
16 gennaio 2008, 08:32 Caro Paulo.E chi lo dice che chi crede non apprezzi la bellezza e le meraviglie della natura?..Anzi si va anche oltre al semplice “ammirare”!Per esperienza diretta dico che si arriva persino a commuoversi davanti all’incanto del mondo naturale..e si è capaci di essere riconoscenti perchè si capisce che non è opera delle nostre mani o del nostro intelletto!Ancora non capisco a cosa possa servire Dio SOLO nel momento dello sconforto ad uno scienziato…è abituato a strumentalizzare tutto!Gli intolleranti sono una minoranza che ha IMPOSTO il proprio pensiero..così come tutta la scienza che impone ad una PERSONA di nascere o morire…Dio non ha mai imposto nulla..guardate alla vicenda della Sapienza e valutate chi è che ha imposto!#130 · Marika
16 gennaio 2008, 08:59 premesso che non sono una cattolica cristiana, mi chiedo, al di là delle polemiche, perchè illustri scienziati e depositari religiosi di “verità assolute”, non abbiano ancora capito che parlano entrambi della stessa identica cosa…la scienza e la fede indagano nello stesso campo….#131 · elisabetta
16 gennaio 2008, 09:43 Mi vergogno di essere italiana, di essermi laureata e di lavorare all’università.#132 · Giosuè Marongiu
16 gennaio 2008, 10:15 La religione è sempre stata considerata, a buona ragione, l’oppio dei popoli: proprio di questo si tratta, fin dal primordio l’uomo, immerso nella sua profonda ignoranza, è andato faticosamente alla ricerca di risposte sulla propria esistenza; risposte che ad oggi, per una gran parte, sono state soddisfatte unicamente dalla nostra conoscenza attraverso la ricerca, senza supposti interventi “Divini”. Le religioni che si pongono, da duemila anni, quale rimedio taumaturgico all’esistenza, hanno creato popolazioni intere “dipendenti”, proprio da quell’oppio, facendo crescere, come dei tossici, questi fragili uomini. Qualcuno potrebbe affermare che, per allora, fosse il male minore; può darsi, ma i tempi ora sono cambiati, e soprattutto gli uomini sono cambiati; e questi uomini, devono imparare a vivere, fin dai primi anni di vita, con il proprio contingente, con ciò che essi di più prezioso posseggono, unicamente la loro vita, senza più aspettare interventi “celesti” che; lo sanno bene quelli che l’olocausto l’hanno vissuto sulla propria pelle, non sono mai arrivati, e non inizieranno ora ad arrivare… Imparare a convivere, con ciò che si ha, con la propria intelligenza ed il proprio raziocinio, non può che migliorare, anche, i rapporti fra gli uomini tutti di questo piccolo pianeta; senza più quei falsi mediatori “divini” o presunti tali, senza “statuine che piangono” o “stigmate”, senza santi o madonne, donne prese a prestito da una chiesa “maschilista” in una misura insopportabile, che offende o dovrebbe farlo, pesantemente tutte le donne del mondo, alle quali si rifiuta persino l’uso degli anticoncezionali, e che non vedranno mai una loro rappresentante a capo, quale Papa, della chiesa. Una chiesa bigotta, fondata su un fondamentalismo sottile, che pretende ancora di imporre, con gli inciuci politici, la propria esistenza; che non è più neanche in grado di riciclarsi, di rinnovarsi, di inserirsi in una società moderna, poiché è l’ignoranza, e non la conoscenza, sulla quale essa ha costruito la propria esistenza; una chiesa che ha avuto, e che ha, paura del nuovo, della scienza e della conoscenza. Una chiesa che ha costruito le proprie radici sulla sabbia, destinata inesorabilmente, meno male, all’estinzione. Questo è l’ultimo sforzo che i paesi civili devono compiere, trovare il coraggio di liberare gli uomini della terra, dalle grinfie di questi “spacciatori” di sogni chimerici, continuamente alla ricerca di “anime perse”, che sono per lo più vittime della fame, delle malattie e della miseria; che svendono per, far tacere lo stomaco, la propria identità. Un’organizzazione arrogante e padrona, che pretende di sentenziare ciò che si possa e ciò che non si possa fare, con lo spauracchio, sempre sottolineato, della punizione divina…, ma se in realtà, non ci credono più neanche loro, a tutte quelle ciarle, perché dovrebbero crederci gli altri?… Solo i politici sembrano crederci, sia di destra, di centro, che di sinistra, tutti concentrati a tenersi caro un elenco di nomi, con diritto di voto, che possa garantire loro una maggioranza utile per il proprio partito. Perché a nessuno interessa che gli uomini riacquistino il libero arbitrio, liberandosi da queste pesanti catene!?… Bravo! Caro Prof. Marcello Cini, che hai aperto la strada nella quale finalmente li vedremmo avviarsi verso il loro tramonto… Non abbiamo più bisogno di loro, e forse non ne abbiamo mai avuto bisogno; sappiamo come voler bene ai nostri simili, poiché noi stessi incarniamo i nostri simili, e sappiamo noi di ciò che abbiamo bisogno. Non abbiamo più bisogno di intermediatori che ci insegnino la bontà, che oltretutto, non hanno brillato certo per bontà, nei secoli passati. Giosuè Marongiu#133 · annamaria
16 gennaio 2008, 10:23 vorrei ricordare che in Iran (paese notoriamente cristiano) si frustano OGGI i giovani, si lapidano OGGI le adultere, si impiccano OGGI gli omosessuali. Eppure il suo colto (e cristiano) Presidente parla all’Università…Dove sta il Prof. Cini quando (i cristiani??) sgozzano le donne che mettono i jeans?#134 · Iannone Marco
16 gennaio 2008, 10:47 Marcello Cini: un Italiano di cui essere fieri, anche se molti non lo capiscono, e mai potranno. Vorrei ce ne fossero di più di persone come lui, che “osa” opporsi alle interferenze della Chiesa in un’Italia che, proprio a causa dell’oscurantismo della Chiesa, è rimasta indietro per secoli e tutt’ora ne paga le conseguenze. Di fronte alla forza, al coraggio che quest’uomo, insieme a coloro che lo sostengono, ha dimostrato mettendo in discussione l’ennesimo subdolo attacco della Chiesa all’Italia, mascherato sotto le spoglie di un innocuo intervento all’inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell’università di Roma La Sapienza, non posso che alzarmi in piedi ed applaudire.#135 · Flavio
16 gennaio 2008, 10:48 Il prof. (?) Cini forse non ricorda che la pena inflitta al povero Galileo è stata un mese agli arresti domiciliari presso suo zio nella campagna fiorentina. Qui potè continuare a studiare e dopo potè ancora studiare. L’altro pezzo della pena era la recita dei Salmi, cosa che fece fare a sua nipote monaca clarissa (vd. sue memorie dalla clausura) seconda una pratica accettata e diffusa nel medioevo. La Chiesa disse, a ragione, che le teorie di Glileo non avevano alcuna dimostrazione scietifica al tempo; le dimostrazioni arrivano con Foucault. Il prof (?) Cini è ignorante, in quanto ignora.#136 · Giulia
16 gennaio 2008, 10:59 Non ho parole. Sono una studentessa anch’io e mi vergogno di esserlo. Tra l’altro mi sono trovata per motivi di studio proprio a Ratisbona lo scorso anno accademico e non ho sentito nessun tedesco lamentarsi della visita del Papa, al contrario. Perchè noi italiani dobbiamo sempre passare da deficienti appena ne abbiamo l’occasione? Appena qualcuno dice qualcosa di diverso dall’opinione comune dobbiamo scagliarci contro di lui. Il Papa, così come molte altre persone al mondo, parla, esprime delle opinioni, poi sta a chi lo ascolta riflettere e decidere se essere d’accordo o no. Una delle basi della civiltà moderna è proprio la libertà d’opinione e voi, cari professori a cui dobbiamo rivolgerci con aggettivi tipo “Chiarissimo”, “Esimio” o “Egregio” (che in questi momenti proprio non vi si addicono) non l’avete rispettata. La Sua lettera doveva restare una lettera di protesta, e non una che incita alla “censura”. Che tristezza.#137 · Luca
16 gennaio 2008, 11:04 Per Giosuè Marongiu:“Sappiamo come voler bene ai nostri simili”.E in che modo?stabilendo tu e la tua compagna se la vita che potrebbe conseguire ad un rapporto debba vedere la luce o meno?E chi siete? Forse “Un’organizzazione arrogante e padrona, che pretende di sentenziare ciò che si possa e ciò che non si possa fare”?…Poi hai detto che la Chiesa sia in estinzione?Mamma mia che rivelazione!Hai un futuro da veggente!!!#138 · Ing Antonio Picardi
16 gennaio 2008, 11:21 Egregio Professore da ex studente di Ingegneria vengo a farle notare qualche argomento utilizzando un metodo che gente come Lei, scienziati affermati e docenti universitari, mi hanno insegnato negli studi delle scienze matematiche: LA DIMOSTRAZIONE PER ASSURDO. IPOTESI (rispettabile ma assurda: “non approvo le sue idee ma morirei per difenderle”): TUTTO CIO CHE DICE E’ VERO E GIUSTO TESI (personale quindi pienamente contestabile): LEI HA PERSO DI VISTA LA RICERCA DELLA VERITA’ ED HA MESSO DA PARTE LA SUA SCIENZA DIMOSTRAZIONE Ammesso che quanto da Lei affermato sia vero e che quindi le sue ragioni possano essere spiegate e condivise da un ampio pubblico perché non cogliere l’occasione della visita del Santo Padre per avere l’opportunità di dibattere con lo stesso in un aula universitaria. La sua lettera è ricca di argomenti, tutti rispettabili, con i quali una persona della sua intelligenza non avrebbe alcun problema ad interloquire con una personalità quale quella del Papa ed eventualmente dimostrare al mondo quanto convintamene sostiene. Al massimo pur non convincendo il Papa dei suoi argomenti potrebbe divulgare il Suo pensiero. Se quindi è convinto di ciò che sostiene un dibattito aperto, anche in seno all’inaugurazione di un anno accademico, davanti ai media e quindi con una risonanza mondiale sarebbe un’occasione impedibile per chi da scienziato e uomo di cultura vuole affermare la propria autonomia ed il proprio pensiero combattendo con i mezzi della Vera ragione e non di quella che Lei chiama “ l’effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga”. Mi meraviglia poi che un luminare come Lei si faccia sorprendere con un trucco vecchio come il cavallo di Troia, mi sarei aspettato maggior furbizia nell’affrontare il tema. Certo alla data della sua missiva non è riuscito ad immaginare il putiferio di questi giorni ne tanto meno credeva che il Papa declinasse l’invito quindi, le sarà sfuggito di aver segnato un autorete creando un Martire e ben sa che i martiri hanno sempre grande eco. Concludendo la dimostrazione per la via breve e sintetica ( se vuole posso fornirLe tutti i passaggi rispondendo puntualmente alla sua lettera) se ciò che dice è vero avrebbe dovuto lottare per ottenere un vero dibattito sul tema e cogliere l’occasione di questa visita come una grande opportunità. Avendo indi, gettato al vento quest’occasione se ne deduce che la Sua Tesi, ovvero che ciò che afferma è falso e non è il frutto di un ragionamento scientifico. A margine di tutto ciò mi sovviene un ricordo di un suo illustre collega, un certo Enrico Fermi che lei conoscerà meglio di me, i cui magnifici studi e risultati portarono, non so quanto coscientemente, alle realizzazione della bomba atomica ed a Hiroshima parimenti a quanto l’evangelizzazione forzata portò alle crociate. Come vede anche i buoni propositi a volte portano alla rovina e si ricorderà che un certo Gesù o chiunque sia stato ha enunciato un assioma della vita non smentito da 2000 anni: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Quanto allo stravolgimento della storia, prima di fare affermazioni altisonanti, io la studierei un attimo meglio, mi spiego, Lei ha studiato benissimo la parte riguardante la storia più o meno recente delle barbarie e delle nefandezze dalla chiesa di Roma ma non ha per niente aperto il capitolo relativo al mea culpa della Chiesa fatto negli ultimi trent’anni: non è da uomo di cultura una tale omissione come non è da Uomini che tanti illustri scienziati non abbiano mai ammesso i loro errori e gli enormi danni che hanno provocato all’umanità intera. Io credo, forse presuntuosamente, che se il discorso del Papa avrebbe portato indietro l’università italiana di 300 anni, la sua lettere e le relative conseguenze hanno ripristinato l’inquisizione e riportato ben più dietro l’istituzione Universitaria e l’immagine di questo paese nel mondo. Le pongo in fine una domanda: Lei avrebbe fatto parlare alla Sapienza il presidente Iraniano? Mi fermo qui per non tediare nessuno aggiungo solo che sarei ben lieto di poter discorrere con lei di questi argomenti magari per capire meglio ciò che afferma e capire tanti argomenti che ignoro e sui quali può certamente illuminarmi. Ing Antonio Picardi#139 · mario
16 gennaio 2008, 11:22 Le discariche sono insufficienti per ricevere i rifiuti, ma sempre sufficientemente capienti per sotterrarci la democrazia e la libertà di parola.Se questo insegnano i professoroni del 68? Infine è meglio che evitino di nominare uomini come Amaldi, Salvini, Persico.#140 · anna monti
16 gennaio 2008, 11:25 Leggendo la lettera del prof. Cini mi sembra che il vero oltranzista sia proprio lui; non si deve dimenticare quanto ha fatto la chiesa in questi anni per rimediare agli errori fatti in passato anche gravi. E poi è l’ora di finirla con questa prosopopea quasi che la scienza sia immune da errori o inganni, impedire di parlare al Papa all’Università di Roma significa abdicare alla libertà di parola e come cattolica democratica mi complimento con tale oscurantismo. anna monti#141 · Marcela Gonzàles Salas
16 gennaio 2008, 11:50 Grazie Prof. Cini per aver dato voce ai miei pensieri. Mi chiedo, ricordando quanto veniva detto a Catilina, : fino a quando si continuerà ad abusare della nostra pazienza. Grazie anche a Mauro Zennaro perché mi ha fatto sorridere.#142 · graziella
16 gennaio 2008, 11:52 Il problema non è se il Papa ha ragione o torto, se rappresenta la ragione o l’oscurantismo, se è democratico o no, il nocciolo di tutta la questione è che una Università per mano di una parte dei suoi componenti docenti e discenti ha negato la libertà di parola ad una persona, ha dato l’ostracon alla medesima e l’ha condannata per quanto i suddetti ritengono che rappresenti. Al di là di ogni giudizio in merito ai fatti passati e sui contenuti di un discorso che poteva essere reso in pubblico, l’azione svolta si configura come totalmente antidemocratica e aggressiva verso una persona su basi ideologiche. Quello che mi sorprende è che non risulti evidente per chi usi la RAGIONE e solo questa, quanto tale atteggiamento sia irrazionale e incongruente in quanto contrasta con i fondamentali della laicità: rispetto delle idee e delle persone e libertà di parola per tutti gli esseri umani. O c‘è anche qui si concepisce un mondo di uguali in cui qualcuno è più uguale di altri?#143 · Silvio
16 gennaio 2008, 12:51 La lettera del Prof. Cini è senza dubbio più che legittima, ma non bisognava creare un clima tale da indurre il Papa a declinare l’invito. Bisognava ascoltarlo attentamente ed eventualmente contestrargli ciò che c’era da contestare punto per punto, sa necessario anche le virgole. Mai e poi mai impedire a qualcuno di parlare. Di questo passo tra qualche tempo cominceremo a bruciare i libri….#144 · alessandro
16 gennaio 2008, 15:11 Il prof. Cini ha ragione da vendere: non è possibile un confronto, che molti ipocritamente auspicano, tra chi affronta la realtà con l’arma del dubbio (tutto è falsificabile) e chi utilizza quella della fede (io SO che è così indipendentemente dalla realtà). Su cosa si potrebbe dialogare? A coloro che parlano della Morale cristiana vorrei far notare che la morale è indipendente dalla fede cosa che permette a eminenti criminali di vestirsi da ferventi devoti e a cittadini esemplari di essere perfetti atei.#146 · Fabrizio
16 gennaio 2008, 16:02 Spero che le varie affermazioni del prof. Cini siano più documentate di quella secondo cui della teologia “non c‘è più traccia nelle università moderne”, che è evidentemente non vera. Sappia infatti il prof. Cini che la teologia è un insegnamento ufficiale impartito ad esempio anche nell’Università di Oxford (Faculty of Theology): cfr. www.theology.ox.ac.uk/ e di Cambridge (Faculty of Divinity): cfr. http://www.divinity.cam.ac.uk/#147 · Gianfrancesco
16 gennaio 2008, 16:31 Il prof che scrive è un povero vecchio con tanta paura e nessuna speranza, poveraccio sul serio. Il papa, invece, è stato un vero genio a non andare dove avrebbe potuto e approfittare del calcio di rigore che gli è stato dato. Quanta gente come me alle prossime elezioni cambierà schieramento?#148 · maurizio
16 gennaio 2008, 16:33 sono rammaricato per quello che è successo, caro prof il santp Padre aveva tutto il diritto di entrare nell’università, e chi non li stava bene si poteva stare benissimo a casa. ma mi tocca ricordarLe che papa Giovanni Paolo II per la morte di Galileo Galilei ha chiesto scusa e perdono dopo anni e anni#150 · Franz
16 gennaio 2008, 17:24 Continuiamo così, facciamoci del male… Belle immagini mandiamo dell’Italia all’estero. La più grande università d’Europa, l’università di Roma, impedisce al Papa di parlare (ma non si oppone alle belle lezioni di ex brigatisti e terroristi). Il balbettante preside è imprigionato dalle fantasie sessantottine di questi baroni/buffoni che ancora campano su convinzioni stravaganti come quella che invitare alla Sapienza il Papa sia un fatto gravemente lesivo dell’immagine della nostra Università nel mondo! Basta leggere qualche commento sull’accaduto per capire cosa è lesivo della nostra dignità di italiani. Ma questo pluriottantenne non farebbe meglio a stare a casa a giocare con i nipotini invece di continuare a scrivere queste cretinerie?#151 · Stefano Pellegrini
16 gennaio 2008, 18:13 Affermare che ‘All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto’ è una frase offensiva soprattutto per coloro che hanno dedicato una vita allo sviluppo della ricerca scientifica. Il linciaggio politico e mediatico dei professori firmatari è indegno. Sono fiero di avere avuto come maestri Marcello Cini e gli altri firmatari.#152 · Federico Marchi
16 gennaio 2008, 18:46 Rispondo a quelli che commentano, non solo su questo sito, il valore democratico della lettera del proff. Cini. Cosa c‘è di democratico nel diritto Canonico? Forse si usa questa parola con eccessiva leggerezza. Andate a vedere l’etimologia della parola “DEMOCRAZIA” prima di parlare. Io sono un ignorante ma credo che nessuno si sarebbe opposto ad una lezione del Prof Ratzinger, che credo sia uno studioso di altissimo livello. Una lezione in cui possa parlare liberamente di filosofia, teologia e cristianesimo per poi sottoporsi alle domande degli auditori. Certo non un monologo con benedizione e fuga. Ho sentito parlare di ripudio del dialogo, e consiglio nuovamente di cercare l’origine di tale parola che non è la stessa di monologo. Ho sentito politici indignarsi, politici di destra e di sinistra. Ora su quelli di destra non ho niente da dire, fa parte del loro populismo, ma quelli di sinistra indignano me. Come è possibile che nessuno porti la voce dei tanti che non vedono niente di scandaloso nell’assenza del papa all’innaugurazione dell’anno accademico di un’università che dovrebbe essere libera del condizionamento religioso. Per concludere vorrei fare una provocazione populista per far rendere conto ai tanti che scrivono scandalizzati che togliendo la parola al papa si lede la libertà di parola. Cosa sarebbe successo se all’innaugurazione fosse stato invitato Mahmud Ahmadinejad. Se lo trovate sconvolgente vuol dire che non difendete la libertà di parola ma il rispetto che il papa si è creato attorno in 2000 anni di gestione del potere.#153 · biagio parisi
16 gennaio 2008, 19:26 Il prof. Cini e chi ne condivide la posizione danno dimostrazione di come la ragione usata scorrettamente abbia la pretesa di occuparsi di tutto e di chiudere tutto entro le proprie coordinate. Einstein diceva che nessun uomo può essere scienziato se non ammette l’incommensurabile mistero, ed è offensivo dell’intelligenza che qualcuno si arroghi il diritto di far tacere un altro in nome di un pregiudizio intellettuale e morale, che è di moda dire superficialmente laico. Certamente non basta la scienza a dare risposte ai bisogni di qualsiasi persona. Sono anch’io un laico, per questo sono cristiano, sono docente anch’io, per fortuna non della sua statura, con il compito di guidare all’avventura, all’impresa della vita. Scriveva Saint Exupery “Per costruire una nave, non basta avere legnami, attrezzi, operai: bisogna suscitare in loro il desiderio del mare infinito. Forse lei il mare così inteso non lo ha mai visto, mi spiace per lei. La sua posizione caro prof. è offensiva della mia dignità e irrispettosa del mio lavoro che vale almeno quanto il suo. Non entro nel merito delle sue provocazioni che sono purtroppo infarcite di molte falsità storiche e dimostrano superficialità di approccio secondo il metodo che lei stesso insegna e che al suo tempo Galilei insegnava, predicando bene e razzolando anche lui abbastanza male con al sua pretesa di avere ricnosciuto ciò che non aveva dimostrato. Sappiamo entrambi come egli sia diventato noto per il lavoro di molti altri, con i quali si rapportava spesso da oscurantista. Anch’io ho studiato, ma da uno come lei avrei ben poco da imparare, perchè non bastano formule e principi, teoremi e scoperte, invenzioni o tecniche per vivere la vita, occorre una posizione veramente spalancata a 360° gradi e non mi pare che lei, e chi la segue, sostenendo le sue ragioni, abbiate una simile apertura. Il Papa non ha rifiutato di misurarsi con voi, dimostra ogni giorno di essere molti gradini al di sopra. E’ l’intolleranza che ha trovato posto in università e che Dio ce la mandi buona.#154 · Max
16 gennaio 2008, 19:34 Risposta a Stefano (#151) Sveglia Stefano… leggi prima di parlare… non fare come l’esimio Prof. Cini che invece di stare a spasso (o peggio ancora già su qualche poltrona politica, anche se credo che manchi molto poco) INSEGNA IN UNA UNIVERSITA’ FONDATA DA UN PONTEFICE! La frase: ‘All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto’ NON è una frase del Papa… bensì una citazione (CONTESTATA DAL PAPA NEL SUO DISCORSO) di un agnostico-scettico (un ATEO), P. Feyerabend. SVEGLIA SVEGLIA… non andate appresso alle verità parziali… ma al fondo della questione. Fatelo voi, visto che anche i Professori Universitari hanno dimenticato come si fa. La Verità… forse può essere fatta passare per menzogna o “furbescamente” presentata censurandone alcune parti… ma per fortuna NON SI PUO’ CAMBIARE. Saluti, Max#155 · Piergiorgio Gallicani
16 gennaio 2008, 20:25 Condivido pienamente uno dei primi interventi (# 8 – Adriano): “i contenuti della lettera sono abbastanza condivisibili, anche se i toni a volte mi sembrano un po’ eccessivi – e “livorosi”(e un professore emerito come Cini farebbe bene ad informarsi adeguatamente sulle cose, prima di scrivere)- “Io penso che il rettore possa ritenere di invitare chi vuole, anche il Papa, così come è pieno diritto dei professori protestare pubblicamente contro questa decisione.” Ovviamentie i politici genuflussi (ossia la quasi totalità) e la stampa ossequiente hanno fatto un gran can can: clima di violenza, censura, intolleranza… “Si può condividere o no, tuttavia non vedo cosa ci sia di intollerante nella presa di posizione di alcuni professori che esprimono liberamente la loro opinione. Detto questo l’ideologia di questo Papa è molto arretrata e in cuor mio mi fa molto piacere se qualcuno dissente pubblicamente.” Siamo nel paese in cui 14.000 docenti nella scuola pubblica, di ogni ordine e grado, sono stati assunti a tempo indeterminato, a spese dello stato, non per pubblici titoli ed esami, come necessita ai loro colleghi “laici”, ma per essere stati giudicati “idonei all’insegnamento della religione” (cattolica, ‘ça va sans dire’)dalle curie vescovili. E gli esempi di non laicità nella sfera pubblica sarebbero infiniti… C’era proprio bisogno, in questo paese, d’invitare papa Ratzinger in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico d’una delle massime istituzioni culturali? C‘è proprio bisogno di altri pulpiti, per garantire udibilità alla voce del papa? manco fossimo in Turchia o in Arabia Saudita… Ma via! Una nota “fuori argomento”: ma è possibile pubblicare su un blog interventi come quello di tal Nicola Glielmi (#32)? Se mai mi pigliasse vaghezza di leggere una cosa simile andrei in libreria, non sul web.#156 · Orpidio Buttazzi
16 gennaio 2008, 21:23 Ratzinger: mah. Mi spiace solo per lui. A suo favore ha il Dogma dell’Infallibiltà. Cosa che gli altri mortali non hanno… e non aveva nemmeno Galilei.#157 · giovanni
16 gennaio 2008, 22:08 Ma il cardinale Joseph Ratzinger, disse “all’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”, oppure ha detto che Feyerabend aveva detto così ? una risposta aquesto quesito sarebbe importante.#158 · Elvio
16 gennaio 2008, 22:34 Altro che inquisizione! Proviamo a vedere quanti morti hanno fatto (e fa ancora oggi) certa inquisizione laicista. Certi intolleranti ‘sapienti’ hanno condannato il Papa (figura di riferimento per qualche miliardo di persone) senza nemmeno potersi esprime. Certi anticristiani non sanno nulla di infallibilità, di Gesù, di inquisizione, crociate e quanto altro ma sono sempre pronti a ‘pontificare’. Se alcuni eventi nella storia, pur condannabili, si contestualizzassero nel tempo, forse potrebbero assumere un significato ed un peso diverso di quello che diamo oggi. E comunque il fatto religioso non è degno di attenzione? di studio? di valutazione scientifica? Forse nel mondo ci sono una maggioranza di pazzi? Oppure nulla c‘è di grande in S. Agostino o in S. Francesco, per indicare solo alcuni dei santi della Chiesa? di d. Bosco? M. Teresa …. Un pò di rispetto … Si sarà anche uno scenziato, un ottimo conoscitore di fotoni, ma non serve a nulla se l’emerito perde il senso del rispetto delle convizioni altrui. Sono un fisico, mi sono laureato alla Sapienza, ma per le cose che ho sentito e letto resto veramente amareggiato per quello che è successo.#160 · Ranieri
16 gennaio 2008, 23:04 L’uomo corazzato irrigidito nel meccanismo pensa in maniera meccanicista, crea strumenti meccanicisti e foggia idee meccaniciste sulla natura. L’uomo corazzato, che avverte, nonostante il proprio irrigidimento biologico, le pulsioni orgonotiche del corpo ma non le comprende, è l’uomo mistico. Costui non si interessa di cose “materiali”, ma “spirituali”. Egli si forma un’immagine mistica e sovrannaturale nei riguardi della natura. Sia l’uomo del meccanicismo, sia il mistico sono collocati entro i confini delle leggi concettuali della propria civiltà, posseduta da un miscuglio rovinoso e contraddittorio di macchine e di dèi. Questa civiltà modella le strutture mistico-meccaniciste degli uomini, e le strutture caratteriali mistico-meccaniciste riproducono la civiltà mistico-macchinale. I meccanicisti tanto quanto i mistici stanno all’interno dell’ambito concesso all’umana struttura dalla civiltà misticamente e macchinalmente condizionata. Essi non riescono ad abbracciare i problemi-base di questa civiltà in quanto il loro pensiero e la loro concezione del mondo corrispondono pienamente a quella condizione ch’essi rispecchiano e continuamente riproducono. Da ETERE DIO E DIAVOLO di WILHELM REICH#161 · Orpidio Buttazzi
16 gennaio 2008, 23:05 per il 158 mi meraviglio di codesto sedicente fisico. che sia da intenderlo in senso corporeo? A saperlo….#162 · michelangelo
16 gennaio 2008, 23:18 sono un fisico, brutta figura per la categoria; Cini, e tutti i firmatari, supernomi della scienza mondiale, hanno perso l´occasione di tacere,e di dialogare. É vero, sono secoli che non si insegna teologia nelle universitá. Male. abbiamo lasciato lo studio di Dio a chi lo strumentalizza. E a chi censura le ricerche teologiche moderne quando in odore di eresia (vedere un nome per tutti, Raimon Panikkar) scienza, a volte, fa rima con scemenza#163 · danilo
16 gennaio 2008, 23:18 “Ringrazio Eca dell’indicazione a visitare il sito sulla ricerca orgonomica sul cancro. L’argomento potrebbe sembrare fuori tema in un dibattito sulla religione, ma non lo è, per il semplice motivo che gli studi sul cancro sono stati svolti da W, Reich dopo che egli aveva scoperto come la generazione spontanea della vita fosse possibile e ricavabile in laboratorio. In specifiche condizioni di temperatura, manipolando specifici elementi biologici e chimici, la vita si può creare dalla materia prima inanimata; in ambiente sterile dalla materia biologica in decomposizione nascono spontaneamente le amebe ed altri organismi viventi elementari. Le cellule cancerose, come si vede dagli esperimenti di Reich, si formano nell’organismo dopo la morte ed il disfacimento delle cellule sane, Il cancro non è la malattia ma il sintomo. ( Vedi anche: “Esperimenti bionici sull’origine della vita” e “La biopatia del cancro” di Wilhelm Reich, editore Sugarco). La generazione spontanea della vita è considerata ancora come una bestemmia dal mondo accademico (provare per credere) ma quale posizione assumerà la chiesa? Se la chiesa insisterà nel difendere le proprie idee a tal proposito, affermando che la vita la può creare solo Dio e giammai l’uomo in un laboratorio, essa ripeterà ancora una volta la censura posta a suo tempo a Galileo Galilei e bloccherà ancora una volta un progresso scientifico che potrebbe alleviare molte sofferenze in materia di cancro Dal sito Vertici , forum su Bruciare la bibbia di Nicola Glielmi#164 · paulo
16 gennaio 2008, 23:23 Laura: “così come tutta la scienza che impone ad una PERSONA di nascere o morire” La scienza non impone niente a nessuno, sono gli uomini a scegliere: la scienza ti dà solo gli strumenti per ampliare l’arco delle tue scelte. La scienza mette a disposizione una macchina che fa respirare e mangiare uno che altrimenti morirebbe soffocato e di stenti, sta agli uomini decidere di usarla o meno. Chi chiede di comandare al posto dell’individuo se quella macchina che la scienza ha inventato vada staccata o meno è il religioso, non lo scienziato. Se la scienza è così un male come lo descrivi mi chiedo perché il papa implori che le macchine (malvagie) da essa costruite non vadano mai staccate. La prossima volta che un tuo caro ha salva la vita grazie a una Tac o una risonanza, o conosci qualcuno che ha una vita felicissima anche se col diabete grazie all’insulina, o un feto è tenuto sotto controllo con una ecografia, o lo vedi nello schermo e ti commuovi, se una sola delle situazioni di cui sopra ti commuovono o ti hanno commossa in passato e dato felicità, beh, magari manda anche un pensierino piccolo a quegli “scienziati strumentali” che dedicando la loro vita alle proprietà della materia inanimiata o alla biologia dei batteri, e hanno reso tutte quelle analisi possibili, e hanno salvato tante vite e dato tanta gioia e tolto lo sconforto pgrazie a questo. Questi sono, per chi crede, scienziati “senza cuore”, senza amore per l’Uomo e la natura, solo perché magari alcuni di essi non credono in Dio. Rircordo a tutti la vita media dell’Uomo per millenni fino al tempo di Galileo: 30 anni. La vita media (nei paesi sviluppati) oggi dopo l’inizio della rivoluzione scientifica: 80 anni (tanto così, per ribattere a chi insinua che chi fa scienza non ama la vita).#165 · fabrizio brena
16 gennaio 2008, 23:50 A costo di ripetermi (# 16), ribadisco che il prof. Cini ha anche il diritto sostenere che il Papa è l’Anticristo, se ne è convinto, ma se pretende di parlare da scienziato e non da fanatico deve per prima cosa accertarsi se quello che dice corrisponde alla realtà, soprattutto quando dice che “della teologia non c‘è più traccia nelle università moderne, almeno in quelle pubbliche degli Stati non confessionali”; il fatto è che l’insegnamento della teologia è presente alla pari delle altre facoltà nelle Università pubbliche di molti paesi europei, fra cui la Germania (paese a confessione mista), e questo lo so perché ci lavoro; per fare un esempio, nella regione del Baden_Wuerttemberg, in alcune Università esiste la facoltà di Teologia Cattolica (Friburgo), in altre quella di Teologia Evangelica (Heidelberg), in altre ancora entrambe (Tubinga); a chi mi accusa di falso (# 17) consiglio semplicemente di guardarsi in internet i siti delle rispettive Università. Venendo al merito della questione, faccio notare che il prof. Cini imbastisce tutta la sua critica attorno a una lezione accademica ancora prima di averla ascoltata; come lo giustifica ? semplicemente prendendo come pretesto la lectio magistralis di Ratisbona, “dalla quale presumibilmente non si sarebbe discostata quella tenuta a Roma”: bene, a parte il fatto che dal settembre 2006 ad oggi il Papa ha tenuto molte altre allocuzioni ad esponenti accademici sui temi più svariati, questo si chiama ‘processo alle intenzioni’: io non ti giudico su quello che stai per dire ora, ma su quello dhe hai detto un anno e mezzo fa, e siccome sono convinto che lo ripeterai, taci e vattene’; mi chiedo se il prof. Cini usa questa sua dialettica anche nelle discussioni accademiche o nei seminari universitari: in tal caso verrebbe solo da dire: poveri studenti ! Ma la ciliegina sulla torta (si fa per dire) è rappresentata dall’appello dei colleghi del prof. Cini, che per corroborare la scomunica romana si rifanno a una citazione di Feyerabend ripresa in un discorso del prof. Ratzinger (senza specificare in che contesto, e se l’autore la approvava o se ne distanziava) tenuto a Parma… diciotto anni fa ! Bene, questo è un perfetto esempio della procedura inquisitoriale seguita nei processi per eresia: l’imputato era messo a confronto con frasi estrapolate dai suoi scritti e costretto all’abiura; chi vuole gustare un esempio analogo di questo ‘metodo critico’ si legga il Sillabo, l’elenco degli errori moderni promulgato da Pio IX a metà Ottocento: si tratta di varie proposizioni tratte da questa o quella opera e designate di volta in volta come empie, assurde, irragionevoli, ecc. Non c‘è che dire: gli allievi romani hanno superato i maestri, ma questi non si chiamano Galileo e Cartesio, piuttosto Roberto Bellarmino e Torquemada.#166 · O. Emiliano (pupae)
17 gennaio 2008, 00:39 Avete idea di quello che sta succedendo in televisione??buttiglione fà il filosofo colto… ma stiamo scherzando.. professore ci aiuti lei… uno che si è stufato di vedere vespa in televisione…#167 · Antonello
17 gennaio 2008, 00:39 Affermo il mio completo appoggio alla lettera del Professor Cini. Lettera garbata, obiettiva, aperta, di riflessione e soprattutto che non impone un pensiero tanto più scientifico,ma un’opinione di un individuo, fino a prova contraria libero, che ha il diritto costituzionale di esprimere il proprio dissenso qualora ne trovasse motivo. Ritengo ogni polemica superflua.#168 · Raffaele Savigni
17 gennaio 2008, 00:46 Non condivido affatto la lettera di Cini, che riflette un integralismoo laicista e scientista di vecchio stampo, ed una contrapposizione tra le “due culture” che dovrebbe essere superata. L’esclusione della teologia dalle Università italiane è stata un grave errore storico: preferisco la Germania.E come professore universitario sono indignato per il grave atto di prepotenza che ha impedito al papa di parlare in Università, dove sono stati invece ammessi senza problemi uomini dello sport (cosa c’entrano con la scienza)ed anche ex terroristi. Mi vergogno di vivere in un’Università italiana coì ridotta, vittima di una minoranza faziosa ed intollerante.#169 · Elena
17 gennaio 2008, 00:59 Ebbene, vi ho letti tutti a parte l’egregio psichiatra che ha deciso di pubblicare il suo libro sul blog!! Uno psichiatra!!! Credo che, fondamentalmente, abbiate tutti molto tempo da perdere: che a scrivere sia stato un professore od il papa stesso non cambia nulla. L’importante e’ la LIBERTA’ DI ESPRESSIONE. Fa parte dei diritti di ogni cittadino. E smettetela di essere assurdi, offensivi, di parte, razzisti, integristi irragionevoli e contestatari. Che siate d’accordo o meno con la lettera mi sta’ bene, ma smettete di salire in cattedra…..#170 · maurizio angelini
17 gennaio 2008, 03:27 Confesso di essere“diviso”.Da una parte mi sembra esagerazione e strumentalizzazione la versione vittimistica secondo cui al Papa è stato impedito di parlare alla Sapienza. Nulla di tutto questo, è il Papa che ha deciso di non venire; i suoi contestatori più duri avevano concordato con il Rettore di poter svolgere in luogo diverso dal’Aula Magna una manifestazione in contemporanea con la cerimonia di inaugurazione dell’ anno accademico, e fino a prova contraria il diritto di manifestare pacificamente è garantito dalla Costituzione. Se non condivido la politica del Papa ho il pieno diritto di manifestare , con l’unico vincolo della forma pacifica.Quindi è Benedetto che ha deciso di non venire. D’ altra parte però credo che certi slogan degli studenti dei Collettivi, per tutti Fuori il Papa dall’Università, siano assolutamente estremisti e provocatori. Sicuramente si possono trovare forme di confronto con tutti, in particolare con chi, il Papa, rappresenta una grande Istituzione e specialmente in un luogo destinato per definizione al confronto e alla ricerca. Penso che avrei cercato una forma di discussione, di dibattito su un grande tema culturale e di attualità e lo avrei proposto ad una serie di grandi personaggi, e tra questi il Papa , che pure io giudico negativamente, c‘è.Insomma l’Università non ci perde niente da un confronto , mentre oggi il 90% dei commentatori sposa la tesi del Papa perseguitato, e questo non è una vittoria per nessuno. Maurizio Angelini.#171 · paulo
17 gennaio 2008, 08:34 Fabrizio Brena, per la parte relativa alle facoltà di teologia in Germania, per favore anche lei provi ad evitare di presentare una realtà mistificata. Da quel che mi risulta quelle facoltà fanno sì parte (fisicamente) di università statali, ma sono pagate con le tasse devolute alle confessioni religiose. In altre parole, come se la Chiesa aprisse una facoltà di teologia alla Sapienza pagando tutto con l’otto per mille. Cosa che vedo come lontana visto che di norma da noi la Chiesa preferisce le forme di scuola private, pagate privatamente.#172 · dillinger
17 gennaio 2008, 08:37 Roma, 23 Novembre 2007 Al Magnifico Rettore Prof. Renato Guarini Sapienza, Università di Roma P.le Aldo Moro, 5 00185 Roma e p.c. Al Presidente dell’AST, Prof. Guido Martinelli Al Preside della Facoltà di Scienze MFN Prof. Elvidio Lupia Palmieri Al Direttore del Dipartimento di Fisica Prof. Giancarlo Ruocco Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato. Le porgiamo doverosi saluti, Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche’, Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo’, Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu, Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello.#174 · salutedemocratica
17 gennaio 2008, 09:07 Caro prof. Marcello Cini, cari tutti i 67 firmatari della lettera blasfema, carissimi studenti oppositori, ho visto ieri sera la puntata di “porta a porta” e ne esco rafforzato nella mia convinzione che siamo veramente in una emergenza democratica. La teocrazia che già da bambino vedevo come una presa in giro, una costruzione del reale a scopo elitario e personale e che speravo che un po’ di educazione e scolarizzazione avrebbero spazzato via, stranamente ritorna e fa veramente paura se assume le facce di Buttiglione e di Fisichella. Per questo ringrazio Cini per il gesto fatto primariamente a difesa della democrazia e subito dopo della laicità. Sono convinto infatti che ciò che stiamo perdendo non è la laicità ma la democrazia. Infatti ciò che il prof Ratzinger professa è la teocrazia. E noi laici abbiamo il dovere di contrapporre la democrazia a qualsiasi forma di teocrazia. Non mi dilungo, ma chiamo tutti i democratici a ribellarsi a questo subdolo intrigo di potere. Ai miei amici politici dico che la gente comune ha paura della morte ed è per questo che finisce nelle mani della chiesa, ma la gente comune, quella più povera è, prima di tutto, democratica e non capisce neanche cosa significhi laico e, dunque, solo per disperazione e paura che finisce nelle mani dei teocratici, i quali, come ha affermato Pannella non si vergognano neanche più di sforgiare oro e ricchezza e di essere simoniaci; ricordo che essere simoniaci è un gesto che la chiesa stessa ha condannato a suo tempo. Dunque prof. Cini non mi, e non ci resta che sperare che tanti spaventati guerrieri escano dalle loro paure e affrontino a viso aperto lo scandire del tempo che porta via la loro e nostra vita. E che la smettano di chiedere permesso alla chiesa per aprire un dialogo con se stessi, come smettano di sperare nell’eternità, un concetto assai divertente, ma che non dà nessuna garanzia a questo corpo che sta scrivendo. Un cordiale saluto a Lei prof. Cini e a tutti gli oppositori della teocrazia. salutedemocratica#175 · Ing Antonio Picardi
17 gennaio 2008, 09:42 E-MAIL DAL PROF: CINI Pubblico la risposta dell’Emerito Prof. ad una mia mail nella quale provocatoriamente ho inviavo il mio intervento, quello al N° #138. Lascio a Voi tutti “Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscienza…” di trarne le conclusioni. Il prof. Mi scrive con gran cortesia: “Non ho materialmente il tempo per leggerla e rispondere ma appena possibile lo farò. Cordiali saluti, Marcello Cini” Spero vivamente, anche se non ho molta fiducia, una risposta, di fatto allo stato attuale ci sono rimasto ulteriormente male, un ennesimo modo sbrigativo di liquidare la questione ed evitare dialogo e confronto, comunque aspetto per non far come ha fatto il Prof. un processo alle intenzioni. A margine vorrei riportare, come gia fatto da qualcun altro, il passaggio integrale del discorso del Papa a Parma nel 1990, il nocciolo della questione, l’elemento della discordia almeno in apparenza. Personalmente credo che una caciara del genere sia stata montata ad arte dal Prof. Cini per tutt’altri reconditi motivi semmai politici o di interesse personale di fatto il Prof. Si è fatto un sacco di pubblicità gratis e venderà sicuramente più libri e cose del genere. Comunque il Papa disse a Parma: “Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica. Con mia grande sorpresa, in una recente intervista sul caso Galileo non mi è stata posta una domanda del tipo: «Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?», ma esattamente quella opposta, cioè: «Perché la Chiesa non ha preso una posizione più chiara contro i disastri che dovevano necessariamente accadere, una volta che Galileo aprì il vaso di Pandora?». Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. […]” Ciò dimostra due cose: 1. che il Prof. Cini & Co hanno costruito un gran falso per dimostrare il loro teorema; 2. Voi tutti creduloni che fate tanto i Prof. invitando a documentarsi su etimologia di parole, su facoltà di teologia a destra e a ci avete creduto senza nemmeno verificare così come la chiesa fece con Galileo….. meditate gente!!!!#176 · annamaria
17 gennaio 2008, 10:20 Se il Papa vuole imporre la teocrazia,come dice questo colto esponente di salute democratica e se la Chiesa è rimasta indietro, come dite in molti, secondo voi l’Islam radicale, vigente come legge in tanti paesi, dove sta? Possibile che si guardi sempre ai bruscoli e mai alle travi? Io non mi alzo in piedi per applaudire Cini ma per rendere omaggio alle vere vittime dell’oscurantismo di oggi, quelle che muoiono (muoiono, capito??) ogni giorno per “reati sessuali“nei Paesi con la sharia, Paesi dove altro che “aborto libero e gratuito”! Altro che “194 motivi per cacciarti”, come recitava un democratico cartello alla Sapienza. Vi si frustano con cerimonia pubblica i giovani che hanno rapporti sessuali prematrimoniali, ma vi rendete conto??Lo sapevate?? Gli omosessuali vengono UCCISI, impiccati, altro che riconoscergli il diritto al matrimonio!! E voi tutti, pseudo-liberali, pseudo-tolleranti e volteriani-galileiani,dove state quando si commettono tali efferati delitti?? Se va a parlare all’università il Presidente di uno di questi Paesi, si trova poi una riga di dissenso? No. Anzi: anche con gli estremisti di questa religione siete rispettosi e ossequiosi, lecchini direi, e solo allora tirate in ballo il “dialogo tra religioni”, “la tolleranza e la democrazia”… E i morti ammazzati, impiccati? e le donne lapidate?Chevvenefrega, mi pare. Meglio criticare e insultare un Professore pari vostro (o, nel caso di tutti gli altri, credo con un pochino di talento e cultura in più) che esprime democraticamente le sue idee. Già, ma il Papa e Ruini non tagliano la gola, mi sa che questo un pochino influisca sui vostri silenzi.. E poi un’altra cosa:Il Papa non impedisce al Parlamento e ai governanti di legiferare come meglio gli aggrada! Non lo ascoltino e facciano le loro leggi!! Nessuno li obbliga ad ascoltare: cambino canale, come si dice. Se loro sono deboli il Papa deve per questo stare zitto? O meglio ancora dare il nulla osta, per aiutare governi inetti a fare leggi su cose che non condivide? Chissà se comunque non trovereste lo stesso motivi per insultarlo e metterlo a tacere.#177 · marcello corongiu
17 gennaio 2008, 10:20 Comunque il rettore è stato superficiale ed avventato nel suo invito. E’ vero che svolgono interventi anche sportivi (Velasco?) e terroristi, ma Josep Razinger è l’espressione di una politica antica e strenuamente perseguita di riduzione della ragione ad ancella della fede, di denigrazione del razionalismo illuminista (vedi ultimo libro del Papa) e di allargamento dell’area di applicazione del portato della dottrina cattolica anche ai non credenti (vedi indicazioni della Santa sede in materia di legislazione su temi eticamente sensibili). Cini avrà forse usato toni eccessivi ma il Rettore (che è figura politica, nel senso che risponde di fronte alla “polis” dei propri atti) doveva pensarci 10 volte prima di invitarlo. E comunque non mi si venga a dire che gli è stata negata la libertà di parola che a me sembra di pagare il canone RAI solo per permettere al papa di informare l’Italia a reti unificate su qualunque cosa.#178 · Fabio.
17 gennaio 2008, 11:28 Cosa dici Marcello per favore. In questo momento, chi lavora per ridurre la ragione alla fede sono gli scienziatoni che credono al Big Bang, che e’ una invenzione di un prete, che piace ai Papi. Ma lo sai che la UE sta costruendo il LHC che costa 12313 spaventiliardi di euro, e non serve a nulla? Altro che fede, son soldi! Ma perche’ deve essere un Papa a dire agli scienziatoni che troppi di essi hanno il cervello bacato di presunzione? Ho fatto un esempio concreto, non sono certo stato sull’astratto, il Big Bang e’ causa di grossi sprechi economici. Parlare di questo mai eh? Tanti progressisti, manco vi rendete conto che invece siete al livello del positivismo dell’800. I baroni ringraziano, la ricerca stagna, continuate a vedere documentari sui buchi neri.#179 · marco
17 gennaio 2008, 12:04 Ahah, grande Fabio. E’ la prima volta che leggo qualcuno dire che il big bang ha un prezzo economico. Dunque secondo te fare esperimenti nell’ambito di teorie che, in quanto tali, sono quasi certamente temporanee ed imperfette, e quindi necessariamente da testare, sarebbe uno spreco di soldi? Dovremmo risparmiare gli ‘spaventiliardi’ e accontentarci di qualche dogma?#180 · Laura
17 gennaio 2008, 12:09 Paulo… 1.Anche il religioso come tutti gli uomini è libero di scegliere..è solo che sa una cosa in più…non ha diritto nè di spegnere la macchina,nè di uccidete una piccola vita perchè la VITA ,nè la propria,nè quella altrui è di sua PROPRIETA’..tuttavia ciò non toglie che non sia libero di sceglere perchè la scienza gli ha dato questa possibilità. 2.Un mio caro circa un anno fa non si è salvato nonostante tutte le cure…e anche se fosse stato il contrario il mio grazie ti assicuro non sarebbe andato nè alla Scienza, nè agli scienziati! 3.Come tu dici, gli scienziati hanno raggiunto ottimi obiettivi e ancora ne faranno,amano la vita…sono d’accordo con te ma ciò che probabilmente sfugge è che non sono loro a “rendere possibile”, non danno loro la gioia, nè tolgono dallo sconforto altrimenti sarebbero infallibili ed eterni…queste ultime qualità, mi dispiace ribadirlo ma non appartengono a loro. 4.Infine la vita media è passata da 30 a 80 e magari domani passerà anche a 150.Cosa cambia?Finisce…è limitata come le menti,per quanto scientifiche di ognuno di noi! «Dio è morto» – Nietzsche. (Scritta su un muro) «Per ora è morto solo Nietzsche» – Dio. (Scritta proprio sotto)#181 · francesco fiata
17 gennaio 2008, 12:34 lettera esemplare ricordiamo di isaac newton galileo galilei di platone di aristotele di agostino di tommaso di hegel di kant la burocrazia non deve offendere la liberta’ della mente e del cuore blaise pascal il cuore ha delle ragioni che la ragione non ha sotto il sole di satana di george bernanos applaudo alla lectio magistralis del prof. marcello cini desidero essere contattato dal grande maestro marcello cini fermi dirac gell-mann#182 · Mario
17 gennaio 2008, 13:15 non vedo come possa essere ascoltata dagli studenti di qualunque Università una lezione (magistrale) del Papa sulla Scienza, od almeno su alcuni punti della ricerca ed applicazione scientifica. Esso dovrebbe occuparsi della Fede e quindi di tutto ciò che la riguarda, la Scienza si trova su un piano differente e cerca di spiegare la vita, la natura e tutto ciò che ci circonda in maniera razionale, come Galilei e molti altri ci hanno insegnato. Chi si occupa di Fede, che può essere cristiana, od anche di altra religione, devve attenersi ai dogmi ed accettarli altrimenti ha meno fede degli scienziati che cercano di spiegare la natura e la vita che ci sta intorno. Almeno loro dubitano ma quando hanno delle prove dell’esistenza di un qualcosa sono certi di costruiure un futuro basato su delle solide conoscenze. Ovviamente l’evoluzione di queste conoscenze nel tempo, come sono le continue scoperte scientifiche, cambia il modo di vedere le cose ma dovrebbe tuttavia migliorare sempre di più la nostra vita su questo pianeta. Se la Fede avesse funzionato avrebbe dopo poco tempo cancellato tutte le guerre, le malattie, e la miseria da questo mondo. Ma ci siamo ancora impigliati. Perchè? Forse c‘è qualcosa che non funziona nelle Fede come è oggi intesa e trasmessa. Mi sembra che Glielmi con la sua analisi possa dare una chiara visione scientifica della religione come è intesa oggi. La fede se fosse perfetta avrebbe portato ad un immediato cambiamento della vita su questa terra. Ma perchè questo non è avvenuto?#183 · annamaria
17 gennaio 2008, 13:26 Ai coltissimi che scrivono su questo sito: -il Papa è infallibile solo ed esclusivamente in materia di fede, non per nient’altro. 2) se i legislatori sono non credenti e non cristiani, o se si ma ritengono che la loro legge sia giusta, che gli frega di quello che dice il Papa? Non lo ascoltino e vadano avanti!! 3)mi sembra democratico e giusto imporre al Papa di essere d’accordo per forza sull’aborto e sui matrimoni gay! E per punirlo mi pare giusto e democratico imporgli il silenzio… 4)si invitano a parlare Curcio e Scalzone, si invitano imam, rabbini e buddisti: giusto e democratico non far venire il Papa, complimenti!#184 · fabrizio brena
17 gennaio 2008, 14:39 Approfitto ancora di questo spazio per rispondere al sig. Paulo (# 171) riguardo al sistema di finanziamento delle facoltà teologiche in Germania, può darsi che l’argomento interessi anche ad altri. Dato che le facoltà teologiche, sia evangeliche che cattoliche, secondo l’ordinamento universitario godono delle stesse prerogative delle altre, esse vengono finanziate in parte dalle tasse che ogni fedele cattolico ed evangelico, registratosi come tale in Comune, versa alla propria confessione, in parte dalle tasse degli studenti, ma in gran parte dal contributo diretto dello Stato: e questo perché secondo il Concordato lo Stato assicura l’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche e quindi si fa garante della formazione dei futuri insegnanti nelle proprie Università, alla pari degli insegnanti di altre materie; in pratica lo Stato fornisce alle facoltà teologiche le aule accademiche ed il personale amministrativo, e paga i singoli docenti, che sono funzionari statali come tutti i loro colleghi; inoltre, dato che anche qui vige il principio della separazione fra Stato e Chiesa, lo Stato non interviene nel programma di studi delle facoltà teologiche e lascia ai loro componenti la piena libertà didattica. Questo sistema offre enormi vantaggi finanziari alla Chiesa, ma a volte le crea dei problemi: infatti se è vero che ogni nomina di docente deve avvenire con il benestare dell’autorità ecclesiastica, d’altra parte quest’ultima può togliere sì la cattedra a un docente che si riveli scomodo, ma non lo può cacciare dall’Università, proprio perché questi dipende dalla Chiesa ma anche dallo Stato. E’ stato il caso di Hans Kung, collega di Ratzinger a Tubinga per alcuni anni, che per aver contestato l’infallibilità papale è stato sospeso nel 1979 dall’insegnamento nella facoltà di Teologia Cattolica, ma ha continuato ad insegnare nella stessa Università da un’altra cattedra, quella di Teologia Ecumenica. Questo è forse il vero motivo per cui in Italia la Chiesa Cattolica non ha mai premuto per avere la possibilità di istituire facoltà teolgiche nelle Università statali e preferisce istruire i teologi negli Atenei Pontifici e nelle proprie scuole: su questo punto penso che il sig. Paulo abbia ragione.#185 · MrBean
17 gennaio 2008, 15:15 Forse Paulo ora ci spieghera’ perche’, come chiunque puo’ verificare, le seguenti universita’ hanno una facolta’ o un dipartimento di teologia (con documentazione concreta per favore, non vale dire “mi risulta”, siamo scienziati o no?) University of Oxford, University of Cambridge (Faculty of Divinity), University of Copenhagen, University of Helsinki, University of Heidelberg, University of Geneva, University of Oslo, Bristol University, Georgetown University, Birmingham University, Univesity of Exeter, University of Leeds, Durham University, … Firmato: un fisico ateo e pure di sinistra.#186 · MarcoS
17 gennaio 2008, 15:45 Molti cattolici semplicemente non comprendono che il Papa rappresenta una parte, non e’ una figura universale, tanto meno lo e’ se ha un atteggiamento aggressivo, invadente e supponente nei confronti delle altre culture e/o religioni. Per questo motivo era inopportuno che il Papa presenziasse l’apertura dell’anno accademico, come minimo avrebbe dovuto essere presente anche il presidente della Repubblica italiana e una moltitudine di capi religiosi di ogni culto. Per il resto, il Papa non ha alcuna difficolta’ a far conoscere le proprie opinioni. Correttamente, il dissenso dei professori di Fisica (che nostalgia!) era rivolto verso l’inopportuna decisione del Rettore, non verso il Papa. Nel merito, sono del tutto d’accordo coi 67. Sono pero’ sinceramente preoccupato del muro che si sta creando, a causa dell’intenso lavorio politico di questo Papa e delle reazioni che provoca, tra cattolici, non credenti, islamici e laici di ogni religione. La domanda che mi pongo, e che vorrei porre a tutti i laici, e’: il modo migliore di contrastare il disegno politico di questo Papa e’ andare allo scontro frontale, o riuscire a discutere il merito delle idee (inaccettabili, da parte mia) del Papa? Credo che lo scontro (utile a porre il tema all’ordine del giorno)debba velocemente essere superato da un confronto sul merito…#187 · Luloca
17 gennaio 2008, 18:26 Personalmente non inviterei mai un macellaio all’inaugurazione di un club per vegetariani. Comunque, alla fine, sono un po deluso. Forse avrei preferito che Ratzinger avesse partecipato. Quantomeno avremmo potuto leggere sui giornali: “Ratzinger fischiato alla Sapienza”. Così l’indignazione avrebbe avuto una motivazione più opportuna.#190 · Maria Clotilde Iavarone
17 gennaio 2008, 20:51 Sono sconfortata, mortificata, delusa dalle dichiarazioni di coloro che credevo meritassero un pò della mia fiducia, tipo Mussi e qualche altro rappresentante politico. Degli altri non mi curo perchè già ne conoscevo l’asservimento al potere del vaticano. Sono felice che Lei esiste, e con Lei coloro che sono con Lei solidali. Mi consola la posizione di Stefano Rodotà che ho sempre stimato. Sappia che siamo molti e buoni, noi che condividiamo la sua lettera. Probabilmente la condividono anche coloro che pubblicamente la rigettano per convenienze strumentali. Maria Clotilde Iavarone. Sulmona#191 · Gennaro
17 gennaio 2008, 21:29 Voglio ribadire quanto evidenziato da MrBean. Questo Cini deve essere proprio ignorante per scrivere che <<(della teologia) non c‘è più traccia nelle università moderne, (..) insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose>> Roba da matti. Riporto solo il sito della Cambridge University, che evidentemente secondo Cini non e’ un’universita’ moderna www.divinity.cam.ac.uk#193 · Aldo
17 gennaio 2008, 22:29 Grazie al prof Marcello Cini per la sua bella lettera. Ci voleva! Riguardo all’intervento n.32 ritengo che sia congruo e appropriato se non altro per elevare il tono dello scambio di edee che purtroppo anche in questo blog è scaduto nelle offese personali all’ indirizzo del prof Marcello Cini proprio come il tal Glielmi ha voluto mettere in evidenza citando Mein Kamp di Hitler. Sembra infatti che la diffamazione verso il prof Cini sia un’arma prediletta di taluni in questo blog.#194 · Max
18 gennaio 2008, 00:05 Rrisposta x #187 · Luloca Se pensi che i 67 Professori (sui circa 4500 de La Sapienza) sono i vegetariani… capisci che la tua affermazione non regge proprio. La Sapienza… mi dispiace ma è tutt’altro che vegetariana. Chi continua a parlare di *)DEMOCRAZIA e **)LIBERTA’… sappia che ha vinto una *)MINORANZA imponendo la **)CENSURA preventiva. E’ il colmo… PS Chissà perchè alcuni dei firmatari hanno iniziato a ritrattare? Forse hanno letto finalmente la lettera (peccato che l’avessero già firmata qualche giorno prima).#195 · paulo
18 gennaio 2008, 07:02 Laura Evidentemente io e te siamo molto divers;. per te morire a 30, a 80 o a 150 anni è la stessa cosa. Per me la vita è una cosa meravigliosa e pertanto ringrazio per ogni giorno in più che m‘è concesso come un dono. E se vivrò a lungo, e se vivono a lungo i miei cari, riesco ad essere sufficientemente umile da ringraziare tutti gli uomini che sono venuti prima di me e hanno reso tutto ciò possibile.#196 · paulo
18 gennaio 2008, 07:06 Max L’avevano firmata quasi due mesi prima, non qualche giorno prima. Beviti, beviti tutto quello che i media ti fanno credere. L’avevano firrmata che ancora non s’erano nemmeno approntati i prparativi, l’avevano firmata una settimana dopo la delibera di invitare il papa.#197 · paulo
18 gennaio 2008, 07:33 Caro MrBean (cc: Brena) Quando dicevo “mi risulta” rimarcavo che ero comunque in posesso di informazioni, Ovvero, cosa confermata poi da F. Brena, le facoltà di teologia sono finanziate (scopriamo in parte) da quella parte di tasse che il cittadino devolve alle istituzioni religiose. L’informazione è stata completata dal Brena col precisare che questo è vero ma anche che questa NON è comunque l’unica fonte, e una parte è comunque pubblica. Io mi basavo proprio su quel che ricordavo del caso Kung, cui era stata appunto tolta la cattedra (quella buona) di fatto, per dargliene una inventata. Poi io non è che stavo sostenendo che è così ovunque, stavo solo replicando a Brena che per primo aveva riportato il caso tedesco, lasciando però implicitamente ad intendere che le facoltà di teologia erano statali fin nelle ossa. La verità era nel mezzo e la questione s‘è risolta. Io conoscevo vagamente il caso tedesco, appunto per la questione Kung, e non mi sono spinto oltre. Per quel che riguarda il caso inglese, quello è un caso comunque patologico. Dal mio punto di vista l’Inghilterra non è un paese con una separazione Stato-Chiesa, formalmente (per ovvi motivi), e forse direi anche nei fatti. Basti pensare che esistono ancora delle norme che non consentono di fare certi lavori se non si è protestanti. Non so se siano mai applicate ma esistono. Persino tra le richieste di mansioni di un qualunque docente a Oxford c‘è, almeno formalmente, e da quello che ho letto di persona, un impegno a farsi in un qualche modo anche carico della cura “spirituale” degli studenti (anche in una facoltà scientifica). Non essendoci altra precisazione ritengo che nei fatti non voglia dire niente di specifico e che nessuno si aspetti veramente niente, Ma è una formula scritta che non è stata rimossa (posso dire: per quel che ne so? O devo pretendere di avere certezza della mia conoscenza del vero?)#198 · Corto Maltese
18 gennaio 2008, 08:10 Applaudo sentitamente la lettera ed il pensiero del Prof. Cini, finalmente qualcuno che ha il coraggio, ed i mezzi “mediatici” per riportare la chiesa ed il papa nello spazio che si meritano, ovvero il “foro personale” dei credenti.#199 · MrBean
18 gennaio 2008, 09:44 Paulo, il punto e’ che Cini ha detto una grande fesseria, dato che Facolta’ di teologia esistono in tutto il mondo come ho dimostrato. Io nei panni del rettore non avrei certo invitato il Papa, e un professore aveva tutto il diritto di manifestare il proprio dissenso al suo rettore. Quando pero’ si utilizzano argomenti falsi, tendenziosi, e quasi violenti come nella lettera di Cini, si nuoce alla propria causa. Di qui il clamoroso effetto boomerang. La lettera dei 67 non ha fatto che peggiorare la situazione basando il proprio argomento su una citazione di 18 anni fa, pure sbagliata. Trovo divertente e molto italiano che ci si atteggi a difensori della scienza e del rigore, senza pero’ prendersi la briga di fare una piccola ricerca. Se poi andassimo a prendere frasi dette da alcuni dei 67, magari negli anni settanta, sono sicuro che troveremmo cose ben peggiori del processo a Galileo! Insomma la protesta era legittima, ma i modi sbagliati.#200 · Andrea Politano
18 gennaio 2008, 16:04 A Paulo in risposta del #116 Evidentemente, quando dici che il Dio in cui credo pone fine a tutti i misteri, dimostri di non avere idea della spiritualità e del misticismo presente nella religione cristiana e tenacemente riproposto proprio da Benedetto XVI. I misteri della chiesa esistono e sono innumerevoli, almeno si ha il coraggio di ammetterli. Capisco che la fede è una cosa difficile da comprendere, ma chi esalta l’intelletto umano (e mi ritengo tra questi) non può ignorarla bellamente. E non sono medico, sono uno studente di medicina.#201 · Luloca
18 gennaio 2008, 16:21 X Luca e Max Purtroppo avete ragione, a vincere è stato il macellaio. Che i vegetariani siano stati sbattuti fuori è anche vero (grande lezione di democrazia e pluralismo anche questo!)… è per questo che avrei preferito che Ratzinger mettesse inpiedi il suo teatrino, per poi essere contestato sonoramente. Se Cini ha avvertito in anticipo, lo ha fatto perchè è una persona a modo, per certi versi di altri tempi. Ma temo che per il papa, si preparino tempi duri. E se i fischi e le pernacchie non gli piacciono, perchè mal si accordano alla sua natura di semidio, dovrà presto farseli piacere. Il pluralismo fa parte della democrazia, ma anche le contestazioni ed il dissenso. Uno che nega l’evoluzionismo, in una università a vocazione scientifica, ci stava come una bestemmia alla messa di natale. E’ questa la reltà, aldilà del fatto che la sostengano 4000 professori, o uno solo.#202 · Livio
18 gennaio 2008, 17:59 Cini non fa che confermare il suo odio per la Chiesa succhiato con il latte di sua madre ebrea. Per il resto è un ex comunista presuntuoso e inutile come scienziato e come uomoi. La teologia si studia in oltre 1000 università e una conferenza di Papa Ratzinger la vorrebbero perfino a Mosca.#203 · Carlo Fortunio
18 gennaio 2008, 18:34 Solamente ora ho avuto l’occasione di leggere integralmente la lettera del Sig Cini. Rimango stupito dall’enorme ignoranza storica e dalle palesi falsita scritte. Il Sig Cini praticamente dichiara di essere lui l’unico depositario della vera scienza e della verita. L’arroganza dell’ignoranza puo essere solamente perdonata non giustificata dalla rabbia di sentirsi ormai fuori da un mondo che si pensava di possedere e nel cuale si voleva a tutti i costi essere protagonista ammirato. Consiglierei al Sig. Cini di osservare se forse non e’ solo in Italia e nei paesi latini, spesso per volonta della stessa Chiesa, dove la Teologia non fa parte dell’insegnamento cattedratico, ed in universita di ben altro livello che la sappienza di Roma, come Oxford, Columbia,Fordham,Yale, Princeton oltre alle Universita Tedesche. Grazie#204 · Antonio
18 gennaio 2008, 18:44 Non ce la fanno più della chiesa e del papa e si inventano tutte le pippe filosofiche pur di giustificare che non lo vogliono. Siate sinceri, è più dignitoso! Dite non vogliamo il papa perchè il pensiero del papa è pensiero del papa, il mio è e continua ad essere un pensiero a cui nessuno da importanza.#205 · Antonio
18 gennaio 2008, 18:55 Il potere logora chi non lo ha! L’intellettualismo è la faccia pulita di chi vuole abortire senza problemi, usare contraccettivi di ogni genere, e così via. Fate tutto senza problemi e non sentitevi oppressi: gli uomini liberi sono liberi sempre, non hanno bisogno del consenso comune. Riguardo agli innumerevoli errori della chiesa: ma cosa deve fare, ammazzarsi percè ha sbagliato. Quanti errori commettiamo tutti? Gli uomini sono uomini, e se riusciamo, pensiamo anche a quello che è stato fatto di buono.#206 · Fabio Claudio De Nardis
18 gennaio 2008, 19:25 Quando leggo lo scritto del professor Cini, mi viene in mente il titolo di una rubrica che teneva Mario Melloni – Fortebraccio su l’Unita’: “ma come sono cretini!”.#207 · rossella cococcia
18 gennaio 2008, 19:47 Esprimo il mio più profondo sostegno e ringraziamento al professor Cini, ai suoi colleghi e a tutti gli studenti che hanno giustamente rivendicato l’autonomia e l’indipendenza dello studio e della ricerca scientifica.Ci avete regalato una splendida giornata di sole in questo grigiore culturale e politico. Le reazioni scandalose e scomposte, purtroppo anche da soggetti politici che dovrebbero intendere e difendere certi principi,dimostrano che la ribellione è stata sana e giusta. Arroganti e violenti sono tutti coloro che hanno paragonato questa ribellione a quella del ’77 ed hanno sventolato i fantasmi degli anni di piombo. Un caro affettuoso saluto rossella#208 · Antonio
18 gennaio 2008, 20:44 Per Rossella Cococcia. Potresti dirmi in termini pratici cosa significa l’indipendenza dello studio e della ricerca scientifica nel contesto odierno ed all’interno dell’università? Senza parlare di leggi sull’aborto e di coppie di fatto. Solo cosa sigificherebbe questa autonomia, in cosa si esplicherebbe? Quale libertà ci manca e che la chiesa ci sta togliendo nell’università. Per favore non toccare il tema degli embrioni e delle cellule staminali: dove l’autonomia della ricerca è praticamente soggiagata dalla chiesa, tanto che ne dobbiamo fare una crociata? grazie#209 · paulo
19 gennaio 2008, 01:33 Ad Andrea Plotano #200 Mi scuso se ho urtato la sua sensibilità (non stavo proprio rispondendo a lei comunque), e preciso che non parlavo della fede in qualunque Dio in generale, o di qualunque modo di viverla. Non so però ovviamente se lei è cattolico e quindi non deve sentirsi parte chiamata in causa. Io mi riferivo semplicemente al catechismo del cattolicesimo e riportavo quel che contiene. Tra le varie formule più frequentemente usate dal catechismo figurano che Gesù ha rivelato la Verità, o che la Verità è stata ricvelata in Cristo, ma anche che tutti i misteri sono rivelati da Gesù, o dalla Bibbia (quindi non ci saranno altri scritti). Mi riferivo in particolare a queste ultime. Riconosco, ci mancherebbe altro, che non tutti sono cattolici, e nemmeno tutti i cristiani sono cattolici. Riconosco altresì che una linea interpretativa inquadri la cosa nel senso che ad essere rivelato è: quali sono questi misteri, che poi vanno comunque compresi (ovvero la rivelazione ci dà solo i nomi dei misteri). Forse è solo una mia difficoltà nell’attribuire questa accezione al verbo rivelare, dato che almeno per me personalmente se un mistero è rivelato non è più un mistero, almeno non pienamente. Anche il sapere che Gesù ha rivelato la Verità mi rende più difficile visualizzare l’idea che vi siano altri misteri. Ciò non toglie che non dubito che poi ogni individuo viva “nei fatti” la sua fede come una ricerca continua. Al contempo parte della risposta non cambierà: cioè se comunque per una persona Gesù è Dio, la maggior parte delle volte il fatto più importante di tutti, e cioè appunto che Gesù è Dio, non sarà tra le cose che saranno ricercate. Ci sono eccezioni, cioè persone che fanno un percorso alla ricerca di Dio senza sapere chi è Dio (e passano attraverso tutte le fedi o nuove lungo il viaggio), ma sono molto rare. Detto ciò, allo stesso tempo io vedo la scienza come ancora più rivelatrice di cose misteriose, anche di un complesso percorso di fede (se vogliamo valutare solo questo aspetto di “mistero” e non altri, per il momento): nella scienza si parte senza sapere nulla di nulla di nulla. Mano a mano sempre più, uno dopo l’altro, eventi prima misteriosi vengono almeno per una parte spiegati, e la spiegazione è totalmente ignota fino al momento in cui viene trovata. In altre parole, non si ha nessun potere della mente per indirizzare le leggi della natura verso le nostre speranze. La scienza poi non può mai dirci come dobbiamo comportarci, quindi l’Uomo ha certamente bisogno di molte altre attività e la cosa è più che tacita. Io stavo solo obiettando all’affermazione che chi fa scienza e basta ha in qualche modo paura del mistero. Al contrario ritengo che uno scienziato che abbia paura del mistero dovrebbe scegliersi un’altra attività.#210 · ferrara Enorme intellettuale
19 gennaio 2008, 02:43 Chiunque può leggere la Bibbia. In pochi possono fare altrettanto con la Meccanica Quantistica. Si è detto che è stata clamorosamente “tolta” la parola al Papa, apostrofando La Sapienza come regno dell’intrasigenza laica. Secondo una statistica de La Repubblica un terzo delle notizie passate dai media italiani riguarda il Vaticano…non mi sembra proprio di vivere in un paese anticlericale! Ricordo che recentemente il Dalai Lama è venuto in visita a Roma, ma non è stato ricevuto dal Prof. Ratzinger, onde evitare dissapori diplomatici con la Cina. Mi risulta inoltre che rappresentanti del Vaticano siano stati invitati diverse volte in occasione di manifestazioni scientifiche, si vedano Olimpiadi Matematica ad esempio, ottenendo però sempre rifiuti. Mai si crea scandalo quando è la Chiesa a respingere il dialogo. Non mi sembra che valga il viceversa. Questo polverone non si sarebbe sollevato se il Papa fosse stato invitato ad un dibattito, e non a tenere la lectio magistralis.#211 · paulo
19 gennaio 2008, 04:18 MrBean Sottoscrivo quasi ogni parola che hai detto, che era già il mio pensiero. La problematica di opportunità e tempismo della scelta del rettore nasce soprattutto da considerazioni altre da quelle avanzate. Galileo c’entrava poco e niente, più niente che poco. Aggiungo solo che i 67 firmarono una lettera interna ad esclusivo uso del proprio rettore quasi due mesi fa, ovvero al sorgere di tutta la storia, e non a tre giorni dall’evento come se si volesse porre un veto all’indomani dello stesso. Vanno giudicati per questo e non quindi per aver voluto “cacciare” il papa. Sono poi convinto che molti di quei prof avrebbero agito con meno leggerezza nel verificare i contenuti, se avessero saputo che da loro dipendeva tutto, e che era un evento mediatico e pubblico da cui pare (a leggere i giornali) che deve discendere tutto il presente e futuro democratico del paese. ERRATUM #209 Si intendeva indirizzato ad Andrea Politano, non Andrea Plotano. Mi scuso dell’errore.#212 · MrBean
19 gennaio 2008, 10:03 Paulo, sono d’accordo, una leggerezza molto italiana. Il futuro del paese non dipendera’ da questo episodio, ma credo rimarra’ come una macchia nella storia della Sapienza, e non ha giovato molto all’immagine della scienza (della fisica in particolare). Ho trovato le seguenti interessanti citazioni del Prof. Cini (seppure in un website che non mi piace affatto): http://www.loccidentale.it/node/11794#213 · fabrizio brena
19 gennaio 2008, 18:40 Adesso sono io a dover pregare il sig. Paulo (#197) di non travisare i fatti: ho ribadito esplicitamente già tre volte (# 16, 165, 184) che nelle trenta e più Università pubbliche della Germania dove si insegna la teologia, essa viene riconosciuta dallo Stato alla stessa stregua di tutte le altre discipline, al punto che a Tubinga e Ratisbona, dove ha insegnato il prof. Ratzinger, ma anche altrove, essa si trova al primo posto nell’elenco delle facoltà, in considerazione della sua antichità. Da chi vengono finanziate queste facoltà teologiche ? Ho scritto ‘in gran parte’ dallo Stato, avrei potuto scrivere ‘in massima parte’, ma mi sembrava che questo risultasse dal fatto che lo Stato fornisce le aule e le attrezzature didattiche, oltre a stipendiare il personale docente e non docente: che altro dovrebbe fare ancora per tenere in piedi una facoltà ? Che poi le varie diocesi contribuiscano, quale più quale meno, istituendo borse di studio o finanziando istituzioni di supporto, come le Accademie Ecclesiastiche, è nel loro stesso interesse, ma questi contributi sono autonomi e volontari, quelli dello Stato obbligatori, come ho gà scritto, e ciò fa la differenza. Spero con questo di aver chiarito definitivamente la questione, e già che ci sono aggiungo una considerazione, questa volta non formale, ma sostanziale, per riprendere i termini del prof. Cini. Nel 1998 il card. Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, decise di rendere accessibili agli studiosi gli Archivi del Sant’Uffizio, che contengono gli incartamenti dei processi dell’Inquisizione romana (il caso Galileo è il più celebre, ma non il solo). Due anni dopo l’Unione Astronomica Internazionale, come riconoscimento di questo gesto, accolse la proposta di dare il nome ‘Ratzinger’ all’asteroide 8661, che era stato individuato fra Marte e Giove qualche tempo prima: mi pare dunque lecito affermare che qualche merito, sia pur piccolo, verso la scienza ‘laica’ (che poi non è altro che la conoscenza scevra di pregiudizi dei fenomeni) possa vantarlo anche questo Papa.#214 · Giuseppe F. Merenda
20 gennaio 2008, 10:26 Ma il teologo prof Raztinger si sarebbe presentato alla Sapienza per la sua lectio magistralis in giacca e cravatta oppure sarebbe venuto paludato come il dio che crede di rappresentare sulla terra? Giuseppe F. Merenda#215 · Angela
20 gennaio 2008, 12:39 AVVISO:su www.uaar.it é possibile firmare una PETIZIONE al Presidente della Repubblica in difesa della Laicità dello Stato e dei Professori firmatari delle lettere di dissenso.Grazie a chi ci ha permesso di esprimere il nostro dissenso in questo sito, a chi firmerà la petizione ed un grazie particolare a tutti quegli Studenti della Sapienza che si sono impegnati nella difesa della Laicità della Scuola e dello Stato.#216 · Giancarlo Gamberini
20 gennaio 2008, 14:05 Quello che ho letto, se ho ben capito, non mi sembra frutto di una seria riflessione: 1. Partendo da una affermazione del 1990 mi sembra che si possa anche pensare che il tempo aiuti a ripensare e a ricredersi perciò sarebbe stato meglio chiedere una spiegazione pubblica. 2. Chiudersi a un dialogo è solamente stupidità e la cosa grave è che viene proprio da chi dovrebbe dare esempio di apertura per dimostrare le proprie tesi. Il prof. Cini cos’ha studiato tanto se poi cade su una questione banale che il buon senso di persone meno dentro alla faccenda e con meno conoscenza scientifica hanno stigmatizzato la presa di posizione con una frase lapidaria: “ha studiato troppo, si è rincoglionito”. Personalmente, sig. prof. ha segnato un autogoal da manuale. Sono proccupato per “l’andazzo” della chiesa con questo papa, ma la tattica che mi sembra di adottare e che faccio già da tempo su ogni posizione chiedo: “fammi vedere come fai, dammi l’esempio” e così tacciono i presunti “maestri”. Non se la prenda, solo Le chiedo di essere un po’ più rilassato, dopo 18 anni una persona può anche avere cambiato opinione: se l’ha fatto abbiamo recuperato un uomo, se no che renda conto pubblicamente. La sua presa di posizione, sig. prof., presta il fianco agli inegralisti ed è l’esatto contrario della famosa PACE di cui lei e molti altri vorrebbero fare credere di invocare. Con stima.#217 · malaguti maurizio
20 gennaio 2008, 18:18 Esprimo tutta la mia solidarietà al professor Cini per l’indegna gazzarra montata dalle gerarchie vaticane che ha avuto il complice appoggio dei nosti uomini politici i quali purtroppo senza differenze di colore non hanno perso tempo ad approfittare della situazione per arruffianarsi il voto dei cattolici. Indegno è anche il comportamento di tutti principali organi di stampa che hanno fornito una versione distorta dei fatti per soffiare poi sulla emozione irrazionale da loro stassi creata. Purtroppo debbo ancora una volta constatare che la breccia di Porta Pia oramai non è servita ai bersaglieri per conquistare la stato pontificio ma al contrario a quest’ultimo ad esondare su terre ed uomini che mai si sarebbe neppure sognato e questo per la doppiezza e ruffianeria dei nostri politici.#218 · custodero salvatore
20 gennaio 2008, 19:00 Complimenti, prof. Cini! Condivido pienamente la Sua lettera. Ora tocca a tutti i cittadini liberi e democratici sostenere le Sue tesi di libertà e di civiltà in tutte le sedi possibili, per un Paese finalmente democratico ed occidentale. Salvatore Custodero Torino#219 · libero montagna
20 gennaio 2008, 20:31 Piena solidarietà al prof.Cini,era del resto prevedibile la reazione. Siamo una nazione dove l’ipocrisia e l’opportunismo sono da premio Nobel,perchè non istituire questi premi?saremmo sicuri che la nostra classe politica li vincerebbe ogni anno e così l’Italia ne porterebbe a casa un po’ di più. Manca il senso civico,il senso dello stato,le nostre scuole sono tra le ultime in Europa,lo stato è praticamente assente in quattro,e forse più, regioni,la Chiesa non paga l’ICI, anche per alberghi e immobili,però c‘è La LETTERA,e questo sì che è grave!#220 · RobertoL
20 gennaio 2008, 21:04 Per MarcS (#186) E’ auspicabile che non vi sia alcuno scontro frontale per contrastare il disegno politico di questo Papa. Anche perché, l’insulto, l’offesa, la denigrazione, la diffamazione, “il vecchio artifizio della caricatura delle posizioni dell’avversario” (M. Cini), fino alla demonizzazione dell’avversario sono armi abituali e specifiche di tutto il mondo cattolico, quando non hanno argomenti validi dalla loro parte. Lo vediamo in questo blog per le offese all’indirizzo del Prof. Cini. Lo abbiamo visto in televisione a Porta a Porta ove il Professore, orribile dictu, è stato definito spregiativamente come cariatide. Un tempo la senectus era venerata perché accompagnata alla saggezza. Ma non è possibile neppure che “allo scontro debba velocemente seguire un confronto sul merito”. Come si fa a tenere un confronto con chi dice di essere ispirato dallo Spirito Santo e che pensa di avere sempre ragione, per dogma di fede, e che l’altro abbia sempre torto, se soltanto dissente di una virgola dalle proprie convinzioni religiose? Credo che “il confronto nel merito” sia più pericoloso e devastante di uno scontro diretto. La sospensione dei Pacs nel calendario politico è il risultato di vari “incontri nel merito”. L’unica arma per contrastare il disegno politico di questo e di altri Papi è la conoscenza. Quella scientifica e soprattutto la conoscenza socratica di se stessi, e cioè conoscere innanzitutto come nasce nella mente dell’uomo l’idea ed il bisogno di Dio, a prescindere dalla sua esistenza, problema che spetta risolvere soltanto alla scienza e non alla teologia che la pone a fondamento della sua fantastica poesia, sia essa omerica, biblica o dantesca.#221 · Nicola G.
21 gennaio 2008, 02:04 Viene quasi da ridere vedere così tanti politici inveire in malo modo contro i professori e gli studenti universitari che hanno contestato la decisione di invitare il Papa all’inaugurazione dell’anno accademico. Certo fanno una gran bella figura con il Papa e verrebbe quasi voglia di invocare la scomunica per questi professori e studenti, che non consentono al più alto esponente della Chiesa Cattolica, gran teologo, di tenere una lezione nelle Università italiane. Consentire l’insegnamento della religione in tutte le scuole va bene e nelle università,invece, non va fatto, ma perché ? Io credo che i politici per coerenza dovrebbero adoperarsi affinché questa anomalia venga eliminata. E gli Anni Accademici dovrebbero essere dappertutto inaugurati da un’Autorità religiosa Credo ancora che bisognerebbe formalizzare un qualche collegamento stabile fra il Vaticano e il Parlamento e forse altro ancora. Non dimentichiamoci che l’autorità del Clero viene dall’Alto. Quella degli Organi dello Stato viene, più o meno, dal basso e senza un riconoscimento di un’alta Autorità religiosa non vale davvero molto ! E a quei cattivi professori e studenti bisognerebbe proprio tappare la bocca e magari… allontanarli dall’Università ! Escluderli da ogni carica. Specie alcuni di quei Professori che i nostri bravi politici e i nostri santi prelati definiscono dei GRANDI IGNORANTI !!!! A questo punto, vien quasi da piangere ! Ciò nonostante, credo che il Teologo Benedetto XVI sia abbastanza in buona fede (i suoi documenti religiosi sono fra i più intensi ed equilibrati) e che i bravi diplomatici della accentrata Corte Vaticana – alcuni sono davvero grandi e autorevoli in tal senso – lo utilizzano con maestria per l’accrescimento del prestigio e del potere (ambedue temporali ) della Chiesa. Chissà se il Fondatore sarebbe soddisfatto della sua creatura!#222 · maledetto da padova
21 gennaio 2008, 12:07 Qui a padova l’università è piena di paraculi che fanno finta di insegnare ed invece mandano i loro assistenti in cattedra perchè loro stanno in altra sede a fare il secondo lavoro.Spesso capita pure che uno studente si faccia 2 ore di treno per un esame sentirsi dire “il professore non è venuto oggi”, probabilmente perchè è a casa a farsi spompinare da qualche studentessa invece di essere presente al lavoro.Questa gente ha rotto i coglioni.Che venga pure il papa, che vengano anche cicciolina…selen…berlusconi…bertinotti…beppe grillo e i suoi amici della casaleggio associati…che vengano in molti. A me non frega un xxx….vorrei che con lo stesso zelo con cui mandiamo a casa il papa, mandassimo a fare in culo quella casta di statali di xxx che piglia soldi e non fa un xxx, nascondendosi dietro alla cattedra e a tante belle parole. Ognuno c’ha il suo feudo e ai baroni dell’università non piace quando qualcuno tenta di sconfinare……e c’hanno pure ragione…e che xxx tu mi rompi i ciglioni con Galileo e poi vuoi pure ospitalità e tarallucci col prosecco?!…. Tuttavia rimane il fatto che a me girano di più quando chi dovrebbe lavorare non è al suo posto di lavoro ed io mi sono fatto ore di treno per nulla(e succede spesso), ma vedo che ci si infervora di più con le questioni ideologiche…ed intanto quelli in vaticano sono esenti da ICI e tasse varie…mentre gli altri sono una manica di paraculi, che fa fare lezione agli assistenti, perché devono andare a fare conferenze in giro per il mondo pagati con le nostre tasse, magari presentanto progetti degli studenti convertiti poi in propri…che si fa meno fatica…. A casa il papa e anche voi professori che non fate un xxx! Un grazie invece a quei professori che ogni giorno si fanno il mazzo per educare i loro studenti. Un grazie anche ai religiosi di qualsiasi culto che ogni giorno danno la vita per amore del prossimo. Un grazie pure a tutte le donne che la danno, siano esse benedette dal signore!#223 · A. Pacchioni
21 gennaio 2008, 14:33 Sono assolutamente d’accordo con lei e la ringrazio per la sua iniziativa.#225 · A.
21 gennaio 2008, 15:25 Perche’ il Papa non e’ andato all’universita’? Per paura – per lui o per eventuali incidenti? No, non mi pare verosimile. Io credo perche’ guidato da un profondo e sincero amore e rispetto verso quella piccola minoranza che non lo volevano. Amore e rispetto, tutt’altro che compassione o malvolenza! Il Papa si rende conto che tra essi (che non gradiscono la Chiesa) ce ne potrebbero essere alcuni (forse tutti o forse pochissimi, non ha importanza) che si oppongono alla Chiesa con cuore sincero. La posizione della Chiesa e’ d’altra parte molto difficile da questo punto di vista. Ha, volente o nolente, un’influenza fortissima sulla vita di tutti noi, credenti e non. Questi ultimi non possono che giustamente mal tollerarla. Ma questa non e’ a priori una colpa della Chiesa. Se quello che dice la Chiesa e’ ascoltato dalla maggioranza, la minoranza viene costretta a seguire la maggioranza. E’ la legge democratica. Il Papa ha dismostrato profondo amore per questa minoranza che, senza colpa, deve subire le regole della maggioranza. Il Papa evidentemente non vuole imporci le sue idee, ci ama e questo significa per prima cosa che rispetta la liberta’ di tutti. Nel caso in esame di pochissimi professori e studenti. Questo deve fare la Chiesa: MAI imporsi ma guidarci (consigliandoci) lasciandoci COMPLETAMENTE liberi. D’altra parte “il figlio dell’uomo e’ venuto nel mondo non per giudicare il mondo ma perche’ il mondo si salvi per mezzo di Lui”. Salvarci tramite il Suo amore che rispetta in pieno la nostra liberta’. E Gesu’ vuole cosi’ la Chiesa, piena di amore e di rispetto per la liberta’ di tutti: “Da questo (amore) riconosceranno che siete miei amici” ha detto il Fondatore della Chiesa. Maledetti siano quelli che, MENTENDO, impongono la loro volonta’ (qualunque essa sia, soprattutto se lo fanno in nome della Chiesa). Maledetti siano quelli che, MENTENDO, gettano fango sulla Chiesa. Lascio al Prof Cini giudicare se l’analisi che ha fatto, l’ha fatta con cuore sincero o mentendo (per prima cosa a se stesso). Non ho ne’ il tempo ne’ forse il diritto per farlo io!#227 · Andrea Nevelli
21 gennaio 2008, 17:58 Ricordo a tutti che democrazia non è andare dietro la maggioranza ma consentire e dare spazio al dissenso. Significa che uno può dire che non è d’accordo, protestare pure senza essere considerato fascista. Nessuno ha imposto o impedito a qualcuno di parlare. Se il Papa non si è presentato alla Sapienza è per un’abile mossa di immagine: fare la vittima paga. La prova di forza dell’Angelus e le dichiarazioni vergognose di politici e alti prelati dimostra invece che vince la regola del più forte. Sono evoluzionisti nelle dinamiche sociali e non nelle leggi della natura… che fenomeni.#229 · italo paini
21 gennaio 2008, 18:29 Caro professore, grazie, a lei e ai suoi colleghi. La vostra era una richiesta civile, la risposta è stata plateale, si è voluta l’adunata oceanica, e lei, che è di poco più vecchio di me, sa a cosa mi riferisco. E la scusa è stata una giocosa occupazione, alla quale , volendo, si poneva rimedio in 10 minuti. Non importa, andiamo avanti per la nostra strada, alla fine la ragione vince sempre.#230 · Alessandro Bruzzone
21 gennaio 2008, 18:41 Professore grazie di cuore per aver difeso la laicità dello Stato.#231 · gabriella contini
21 gennaio 2008, 19:20 grazie,professor cini, Anch’io sono delusa dal conformismo e dal pavido opportunismo di chi dovrebbe rappresentare una cultura laica e libera. Gabriella Contini. Giancarlo Gugliolo: Aldo Contini. Mavanna Puliga. Gabriella Balestrazzi. Giannella Cossi.Gavino Manca. Mmarina Addis Saba Forse non accorreremo in duecentpmila a fare numero di fronte alle telecamere, ma siamo in tanti dotati di ragione.#232 · Stiz Savina
21 gennaio 2008, 19:37 Gentile professor Cini sono una cittadina italiana che la pensa come lei e che si è sentita offesa dai commenti du quasi tutti i nostri politici per una presa di posizione che a me era sembrata sensata, ma che è risultata coraggiosa.#233 · Valenti Angelo
21 gennaio 2008, 21:10 Ill.mo Professore, La Sua lettera è come un momumento a celebrazione della Libertà. Lei è una delle poche persone Illuminate e dignitose che la contemporaneità ci propone. Io la invidio, vorrei esssere al Suo posto, Lei e un EROE !#234 · Giorgio DM
21 gennaio 2008, 23:36 In questi giorni mi sono chiesto quale finale di partita avrebbe scelto Giovanni Paolo II. Secondo me avrebbe deciso di andare comunque alla Sapienza, di scendere dalla sua auto, di percorrere a piedi gli ultimi cento metri verso l’aula magna passando davanti al dipartimento di Fisica e benedicendo al suo passaggio. Giovanni Paolo II avrebbe cioè dimostrato davanti a tutto il mondo, di avere qualche diritto a fregiarsi del titolo di vicario di Cristo. Egli aveva imparato il coraggio in Polonia sotto il giogo del regime comunista oltre che dalla lettura della Passione. Il finale di partita scelto da B XVI mi ha ricordato invece Don Abbondio. Che delusione!#235 · Giusi
22 gennaio 2008, 08:00 Concordo con la sua lettera. Solo in Italia la politica è prona a ogni sospiro del Vaticano. Mai visto niente di simile all’estero dove i politici fanno i politici e la chiesa va per conto suo. Questi ultimi giorni hanno superato ogni limite. Il tempo dedicato al papa e affini e sostenitori, è stato insopportabile. Da crisi di rigetto! Basta, parliamo d’altro. E meno male che gli viene negata la parola. E’ raro che non appaia ogni giorno nei telegiornali, ma non dimentichiamo che la metà d’italia non è credente o non frequenta. E avvertiti i politici ipocriti: non toccateci la legge 194, non avrete mai i numeri per cambiarla!#236 · giusi
22 gennaio 2008, 08:09 Esprimo la massima solidarietà al prof. Cini: la volgarità e il linciaggio mediatico hanno raggiunto dei livelli incredibili. La vera intolleranza è quella dei presunti teodem/cattodem ecc. che vogliono imporre la loro ideologia a tutti i cittadini in nome del Papa Re!#239 · adriana
22 gennaio 2008, 13:44 Para la comunidad universitaria internacional es una verguenza su posición intolerante hacia otras formas de pensamiento. Debería considerar un fracaso profesional el haber transmitido tal modelo de lectura, desatenta, superficial, que conduce a una verdadera tergiversación.#240 · Lucia Castiglione
22 gennaio 2008, 13:52 Gentile Prof. Cini, condivido pienamente le sue ragioni. La ringrazio per aver difeso una laicità ed una indipendenza dallo Stato Pontificio che purtroppo neanche gli esponenti della sinistra hanno avuto il coraggio di difendere.#241 · Salvatore Emmanuele
22 gennaio 2008, 20:28 Lei ha fatto prendere coscienza della frattura, antica, serpeggiante, tra pensiero mitico e libero pensiero. Le sono grato e riconoscente. Ai laici, puri, manca una istituzione giuridica che li protegga dagli attacchi delle libertà basate sulla violenza dogmatica. Continui la lotta, il libero pensiero, quello delle verità non sfaldabili, lo seguirà. affettuose cordialità, Salvatore Emmanuele#242 · Giorgio Casazza
22 gennaio 2008, 20:48 Esprimo, per quello che può valere, la mia piena solidarietà al prof. Cini e a tutti gli altri firmatari della lettera a rettore della Sapienza#243 · RobertoL
23 gennaio 2008, 06:09 Salvatore Emmanuele #241 : “Ai laici, puri, manca una istituzione giuridica che li protegga dagli attacchi delle libertà basate sulla violenza dogmatica”. Forse intendeva scrivere : “che, in difesa delle loro libertà, li protegga dalla violenza dogmatica”. Certamente! Per forza ! I laici non sanno difendere neppure il loro spazio di libertà, come questo. Possibile che nessuno sia in grado – forse per il falso rispetto delle opinioni altrui !? – di commentare, stigmatizzare e condannare le MALEDIZIONI di A. #225 ? Eppure esse maledizioni non sono molto diverse da quelle del cardinale Angelo Bagnasco all’indirizzo del governo Prodi e non diverse da quelle di Benedetto XVI all’indirizzo del sindaco di Roma, del Governatore del Lazio e del Presidente della Provincia di Roma. Chi vuole dare solidarietà al Prof. Marcello Cini e ai 67 professori di La Sapienza, vada all’indirizzo: http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html e firmi l’appello in loro appoggio che sarà presentato al Presidente della Repubblica e al Rettore della Sapienza. Qui si discuta del perché “sono stato battezzato senza che io ne sapessi nulla”. Forse sta qui l’origine di tutti i mali. A. #225, il cardinale Angelo Bagnasco, le gaffe di Benedetto XVI a Ratisbona e a Roma, portano a questa conclusione. Non vi sembra che la Gerarchia sta tirando un pò troppo la corda e che presto si spezzerà?#244 · Francesca Maria
23 gennaio 2008, 09:39 Sono assolutamente d’accordo con il prof. Cini. A lui e ai suoi colleghi la mia stima e la mia solidarietà#245 · Claudio Streri
23 gennaio 2008, 12:19 Sono assolutamente d’accordo con la presa di posizione del professor CINI , ritenendo che la battaglia per la laicità e per la vera tolleranza sia una bandiera lasciata cadere da troppo tempo e che deve di nuovo deve essere alzata da chi crede nei valori della Stato laico e democratico. Claudio STRERI#246 · sophie scholl
23 gennaio 2008, 17:39 Vorrei esprimere la mia solidarietà al prof. Cini ed ai docenti firmatari: come ha anche illustrato molto bene Rodotà su Repubblica, il Rettore della sapienza ha compiuto un gesto “politico” inappropriato. Tra l’altro risulta (Repubblica, p.26) che il suddetto rettore,in buona compagnia, sia stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio,solo pochi giorni prima del “fattaccio”. Tale “fattaccio” ha, quindi, oscurato la pubblicità della notizia…Non che la coincidenza sia stata studiata !ad hoc”, tuttavia,…chi pensa male fa peccato, ma indovina. Anche perchè questo non è stato evidenziato dai media.Perchè? Inoltre:a uno dei firmatari , altra notizia di oggi(Rep, p.19)è stata bloccata dal Parlamento la nomina al CNR. Qualcuno, infatti, ricorda le parole di qualche esponente politico all’indomani del “fattaccio”?“cacciamo i firmatari dall’università”. Bene, signori. Queste poche note sono sufficienti a ricordare che, volenti o nolenti, l’Italia è il “giardino del Papa”(la citazione non è mia) Resta la solidarietà composta di una semplice lettrice al prof Cini e ai suoi colleghi. Grazie per l’esempio. Sophie Scholl#247 · A.
24 gennaio 2008, 02:02 Caro RobertoL o autore di #243. Ti meravigli che nessuno condanni quel che ho detto in #225. Pero’ non lo fai nemmeno tu. Di fatto dici solo che e’ simile a quello che ha detto qualcun altro. E con cio’? E’ sufficiente condannare qualcosa perche’ la dice qualcuno (che ti sta antipaticuccio a quanto pare)?? – tra l’altro non so se e’ vero che dicevo la stessa cosa…#248 · Filiberto Biolcati Rinaldi
24 gennaio 2008, 17:45 Il clima che si è creato dopo la rinuncia del Santo Padre è diventato quasi irrespirabile. Non è mai successo che alcuni docenti universitari, rispettabili, che non hanno preso posizione nè hanno fermato quei quattro cialtroni che si sono impadroniti del Rettorato, abbiano ostacolato il papa. A mio avviso è stata una scena molto triste per tutto il paese e per la libertà di parola. Inoltre come sostiene Giorgio Israel le parole del papa a proposito del processo Galileo sono state interpretate in modo erroneo dai 67 professori. Quindi è probabile che nemmeno abbiano letto interamente quel documento scritto nel 1990. Il problema purtroppo si presenta anche nelle sue conseguenze politiche e decisionali. Molto tristi e che sembrano voler segnare un primato assoluto della politica sulla scienza e sui suoi organismi dirigenti. Insomma sembra di vivere in un Paese veramente arretrato sotto tutti i punti di vista! Tutto ciò è molto deludente.#249 · Fabbri Marzia
24 gennaio 2008, 21:20 Chiariassimo Prof.Cini Voglio ringraziarLa per la Sua lettere limpida e coraggiosa. Il Suo intervento leale rappresenta una speranza per chi ancora crede nella luce della ragione e dell’onestà morale contro l’oscurantismo bigotto, imperante nel nostro paese. Grazie di cuore.#250 · Fulvio Riccò
25 gennaio 2008, 17:09 Non pensavo, nel 2008, di dover riprendere una battaglia già combattuta ai tempi dell’Illuminismo ma fino a che esseri??!! come Laura (117)continueranno a pensare che Galileo fosse un pittore credo proprio che ci toccherà.#251 · Marcello Marani
25 gennaio 2008, 21:10 Scusate il ritardo ma solo ora ho scoperto ed aperto questo spazio e mi sono letto però uno per uno tutti i commenti dove la stragrande maggioranza si vede chiaramente è a favore delle posizioni espresse dall’illustre docente che qualcuno, #1 • giovanni menotti, improvvidamente e lui si stoltamente si permette addirittura di definire “incompetente” e genericamente solto. La prima cosa che salta agli occhi è il fatto dell’abuso autoritario fatto dal Rettore, ed a questo punto ho il fondato sopetto che non si sia neppure trattato di moto proprio, ma di accondiscendenza a pressioni indirette o dirette della parte più reazionaria clericale, con in testa il Pastore Tedesco, campione dell’intolleranza che potrebbero aver sollecitato l’invito per farne poi, comunque fosse andata, un rilancio della guerra neo guelfa che si sta riproponendo nel nostro Paese. Secondo fatto è che sia un professore emerito ad insorgere, nel silenzio distratto, o complice e succube della stragrande maggioranza della classe o meglio della casta dei politicanti, per ricordare alla SS la Breccia di Porta Pia. Infine trovo sempre molto singolare che adesso i neoguelfi usino a loro vantaggio il pensiero illuminista che hanno sempre ferocemente combattuto, per piegarlo stravolgendolo questa volta a senso unico ed a proprio vantaggio, glissando il fatto che con la scusa del bavaglio, che nessuno peraltro ha imposto a nessuno, vogliano loro si imbavagliare il dissenso, arrogandosi il diritto di intervenire sempre, comunque e dovunque ed impedendo ai contrari di fare altrettanto. Bella concezione della tolleranza, che più che alla predicazione del Cristo, che scusate la presunzione, forse io agnostico e miscredente, conosco molto meglio di tanti teocon ed atei devoti alla puttanesca, mi fa pensare agli artifici di Machiavelli, anche questi usati dalle gerarchie clericali a dosi alterne ed a seconda della loro propria convenienza,alla faccia della tolleranza che pretendono dagli altri ma che non applicano mai per se stessi. Ed infine ma molto terra terra ripeto quanto scritto in una miriade di commenti in altri post, releativi alla questione della laicità dello Stato, dicendo che il primo riconoscimento e la prima affermazione, sta proprio nel comandamento di Cristo, quando ordinò il “Dai a Cesare quello che è di Cesare…”, sorvolando persino sull’interrogativo di come poi Cesare avrebbe usato i soldi delle tasse. Ed il secondo in maniera netta e che non si presta ad alcun equivoco sta nell’ affermazione dell’art.7 della Costituzione, che sancisce che: “ Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” Il che significa semplicemente nessuna intromissione o ingerenza dell’uno negli affari dell’altro e viceversa. E non mi sembra affatto che in questo campo sia lo Stato a non rispettare il patto. Curioso infine, colgo il commento fior da fiore di “225. A”, che scrive: “Se quello che dice la Chiesa e’ ascoltato dalla maggioranza, la minoranza viene costretta a seguire la maggioranza…”, il quale tra l’altro dimentica che è proprio la Chiesa a stravolgere questo sano principoi democratico, quando ben consapevole che la maggioranza degli italiani, sul divorzio e sulla procreazione responsabile, che i farisei e mistificatori arrogandosi il diritto di ergersi a “Movimento per la vita” (ed accusando quindi i contrari di essere il Movimento per la morte, mentre a questo punto rivendico il nostro essere noi si il vero movimento per la vita cosciente e responsabile), che intendono in tutti i modoi costringere lo Stato Italiano, a stravolgere la volontà popolare per assecondarla alle pretese della SS. Non sono infatti loro che minoranza avendo perso i due referendum suddetti non intendono rispettare la volontà popolare e rimettono sempre in discussione le loro pretese minoritarie, o sbaglio? maranimarcel@tiscali.it#252 · angelo belbusti
25 gennaio 2008, 21:34 Professore, le sono profondamente riconoscente per avere difeso i valori laici. In Italia non lo fa nessuno, mentre lei, con la sua lettera, oltre a dare un grande esempio civile, ha dato voce anche a me.#253 · Pleure
26 gennaio 2008, 17:33 Riguardo il metodo (non quello galileiano, il Vostro): Gli unici cervelli in fuga sono i vostri… anzi all’ammasso! Siete una Chiesa peggiore di quella rappresentata dal Papa: solo i vostri pupilli son bravi, vi spartite i posti peggio di quanto facesse Bonifacio VIII, i veleni dei Borgia sono uno scherzo rispetto a quelli che circolano nei consigli di dipartimento. Pontificate sulla liberta` di espressione, ma poi chi propone qualcosa di diverso, lo trattate come uno che vi ha pisciato fuori del vaso. Siete riusciti in un miracolo: mettermi nella spiacevolissima condizione di dire che una volta nella vita Buttiglione ha detto cose condivisibili!! E poi siete coglioni e pure patetici… prima di fatto impedite al Papa di venire (e della cosa in se non me ne frega nulla), poi vi nascondete dietro il dito di Cini per dire che non era quello che volevate…. patetici!! Nella sostanza (non quella grigia, che scarseggia da codeste parti): Che assist! Questi deficienti dell’universita` di Roma, del dip.to di Fisica hanno dato al Papa la legittimazione piu` solida che avrebbe potuto desiderare. Sono intolleranti, in ambito scientifico come lo sono dal punto di vista democratico. Sono decenni che il dip.to di fisica della Sapienza e` in mano a piccoli filistei tutti risentimenti, di cui Cini e` un miserrimo esemplare. Non ha fatto un caxxo nella ricerca, si trova dove si trova solo per appartenenza politica. Gli altri accademici son li` o perche ebrei, oppure massoni oppure nel ritaglietto degli amici dell’opus dei… e si combattono come le fazioni libanesi. La ricerca per loro non e` un optional, ma qualcosa assolutamente da evitare. Idolatrano quel coglione di Parisi che ha capito giusto una cazzata e per questo viene visto come un genio (o forse perche parla da solo nell’ascensore??). sono dei poveracci… e poi ci si chiede perche` quei pochi che vogliono solo far ricerca, senza prendere tessere di appartenenza o mettere il cervello al macero se ne vanno e, se ritornano, scappano di nuovo?? Frova…. non sa nemmeno risolvere gli esercizi di termodinamica da liceo…; maiani… si autoloda per le proprie chiarissime insignificanti lezioni, bernardini, rincoglionito come cossutta e con amici e parenti da sistemare…. Che pena…. Ratzinger, non mi stai tanto simpatico, ma francamente a mescolarti con tale feccia mentale avresti solo sprecato parte della tua intelligenza…. Io ho gia rispedito al rettore la mia laurea presa alla sapienza… per fortuna tanti anni fa. E bravo Giorgio!! hai finalmente trovato il tuo campo: studia gli uccelli… e magari pigliali pure in mano…. loro non ne saranno contenti, ma cacandoti in mano, daranno finalmente una giustificazione a quella faccia da coglione che si atteggia a genio e che fa finta pure di parlar da solo nell’ascensore….. Cosi` finalmente smetterai di dire che non ti caca nessuno… gli storni si`… ti cacano in mano!!#254 · Marcello Marani
26 gennaio 2008, 21:19 M’era avanzato un vaffa….. e indovinate a chi è diretto?” maranimarcel@tiscali.it#255 · rossella
28 gennaio 2008, 15:48 l’errore di fondo non è invitare o meno il Papa alla Sapienza, farlo parlare o no. Nessuno credo porta avanti crociate contro, bensì invitarlo a tenere la Lectio Magistralis che rappresenta il momento simbolico più alto dell’apertura dell’anno accademico è stato un grossolano errore. Mi permetto infine di annotare che per poter insegnare o prendere parte a discussioni in terreno papalino è assolutamente necessaria una comprovata condotta morale in linea con il dettato della Chiesa!!!! Da insegnante sono senpre stata osateggiata anche solo a confondermi fra le righe dell“accoglienza cattoloica”,proprio perchè non ho mai fatto e non farò mai mistero del mio pensiero.#256 · Delta
28 gennaio 2008, 21:40 Il prof. Cini e gli altri 66 firmatari mi trovano pienamente concorde. Il discorso è semplice. Non si trova congruo invitare papa ratzinger all’inaugurazione dell’anno accademico, sia con lectio magistralis, sia come discorso conclusivo, viste e considerate le sue posizioni apertamente contro la scienza. Punto. NESSUNO ha mai impedito nulla, tanto più che se il papa avesse voluto poteva andare anche il giorno dopo. Il tutto è saltato fuori “casualmente” ed è stata un ottima occasione per chiamare a raccolta i fedeli e ribadire la supremazia della chiesa sul resto. Attenzione ho parlato di chiesa, questa chieaa che nega la scienza a meno che non gli serve per avallare un santo (avete capito??), questa chiesa che afferma che le altre chiese non sono vere chiese, che entra a gamba tesa nella vita politica dell’Italia, che bacchetta un prete (uno “vero”) perchè nel veneto presta i locali della parrocchia a musulmani… e non parlo dell’assenza di anima negli animali, o della pericolosità diabolica di Harry Potter ecc… Questa chiesa che si è scordata che Gesù Cristo era povero, nato povero, morto anche peggio, ucciso dai romani e dall’allora chiesa avida .. La cosa triste di tutta questa storia, non sono i falsi ed opportunisti politici, o le migliaia di persone che in buona fede sono andati alla raccolta (loro sono i più “puri”), ma sono quelli che si arrogano il diritto di annientare le idee altrui condannandole senza appello e senza contraddittorio(associazioni cattoliche, partiti politici e singoli). I 67 sono stati condannati ancor prima di esser giudicati o di essersi potuti “difendere” … Chi ha davvero perso in questa storia non è la laicità ma il cristianesimo. Alla fine si è detto che tutto sarà dimenticato .. Io credo che il prossimo 20 gennaio ci sarà l’anniversario ..form di registrazione al sommario
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#1 · giovanni menotti
14 gennaio 2008, 19:53 ma questo è uno che usa la ragione? e ancor più: affronta le sue ricerche sulla base di dati palesemente errati? non si preoccupa di verifiocarne l’esattezza? Bello scienziato del cavolo. Forse il problema della ricerca italiana è proprio questo: emigrano quelli che ragionano e rimangono qui gli stolti!!!