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La Treccani, più avanti della sinistra

Aurelio Mancuso*,   09 novembre 2007, 18:12

La Treccani, più avanti della sinistra Il punto     



Non pensiamo che la Treccani sia un covo di rivoluzionari libertari, e nemmeno che stia al passo con le legislazioni europee, anche perché il suo giudizio alla voce MATRIMONIO, sul matrimonio gay, è in perfetta linea con la pruderie moralista ed antistorica della migliore sinistra italiana, (che come tutti sanno è ben più arretrata dei conservatori europei in materia di diritti civili). Però almeno la Treccani ci prova, e inserisce una dicitura a proposito dei Pacs, perlomeno onesta, e quasi coraggiosa visto il clima che si respira in questo paese.

Affermare, infatti, che "sembra più vicina invece la prospettiva del riconoscimento giuridico e della tutela per due persone che scelgono di condividere una parte della loro vita senza sposarsi (per i gay e le lesbiche questa non è una scelta ma una realtà, N.d.R.). Senza intaccare in alcun modo l'istituzione del matrimonio", potrebbe essere in linea con il buon senso del cattolicesimo democratico, tanto ridotto al silenzio da non essere più individuabile. Ma la concessione, se si può passare il termine, è proprio minima e comunque figlia di quella sub cultura che teme che la messa in campo di istituti anche matrimoniali per gli omosessuali possa intaccare il matrimonio eterosessuale.

Ma detto ciò, sarebbe davvero bello che questa fosse la posizione con cui come movimento lgbt italiano ci si dovesse confrontare, invece siamo ben più indietro, anche a sinistra. Se si pensa che ancora si legano famiglia e matrimonio, che una parte consistente del Pd non vuole riconoscere in alcun modo i diritti delle coppie di fatto, ma solo i diritti individuali all'interno della coppia (DICO), beh allora: evviva la Treccani. Con un filo d'amarezza, e di disillusione. Infatti, se un'istituzione così misurata e composta come l'Enciclopedia Treccani arriva ad osare tanto, significa che siamo davvero in una situazione paradossale, dove ciò che è pacifico per la società civile e le grandi istituzioni culturali, è invece assolutamente impossibile per la politica.

Lasciamo perdere i vari Volontè di turno, che fanno dell'anti modernità e della repressione clericale la loro ragione di visibilità, ma dov'è il governo? Dove sono la sinistra politica e sociale? Domande legittime no? Oppure si vuole ancora sostenere che ci sarà un tempo in cui anche questi temi, ritenuti in verità irrilevanti, saranno prima o poi affrontati; dopo le pensioni, dopo il precariato, dopo i servizi sociali, dopo gli anziani, dopo l'economia, dopo l'ambiente, dopo l'industria, dopo la difesa della moneta, dopo le compatibilità di bilancio, dopo....Appunto sempre dopo le emergenze di turno, forse dopo che la sinistra, nelle sue varie declinazioni avrà perso un bel po' di consensi e si risveglierà dal torpore autoreferenziale in cui è sprofondata.

*Presidente dell'ArciGay





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