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La doppia anima di Al Qaida
Red., 08 novembre 2007, 19:22
Afghanistan
Il leader ideologico e il capo riconosciuto: finora Ayman al Zawahiri e Osama Bin Laden venivano considerati una coppia indissolubile, eppure, secondo la Tv satellitare al Jazeera, qualcosa starebbe cambiando. Un vero e proprio divorzio è in vista?
Il medico e lo sceicco, il leader ideologico e il capo riconosciuto: finora Ayman al Zawahiri e Osama Bin Laden venivano considerati una coppia indissolubile, temprati in anni di militanza e latitanza. Eppure, secondo una voce assai autorevole nel mondo arabo come la Tv satellitare al Jazeera, qualcosa starebbe cambiando. Alcuni osservatori del mondo "jihadista" affermano che negli ultimi messaggi dei due capi di al Qaida emergerebbero differenze significative. Un vero e proprio divorzio è in vista? E' presto per dirlo.
Nell'ultimo messaggio audio diffuso via internet, il medico egiziano ha esortato i musulmani del Maghreb a lanciare la "jihad" contro gli interessi di Stati Uniti, Francia e Spagna nei Paesi dell'Africa del Nord. "O nazione dell'Islam nel Maghreb, culla della resistenza e della jihad, fate che i vostri figli si uniscano sotto le bandiere dell'islam e della jihad contro gli Stati Uniti, la Francia e la Spagna", afferma Zawahiri, annunciando anche l'adesione di un gruppo libico ad al Qaida.
"Sostenete - aggiunge - i nostri figli per battere il nemico e liberare le nostre terre" dagli "schiavi" di americani, francesi e spagnoli, ovvero "(Muammar) Gheddafi, Zine El Abidine (Ben Ali), (Abdelaziz) Bouetflika e Mohammed VI".
L'armamentario solito di appelli alla guerra santa degli uomini del network terroristico, si potrebbe pensare. Ma non è così per al Jazeera che nel suo sito web - ma significativamente non nelle sue trasmissioni televisive - s'interroga: "E' cominciata una revisione ideologica ed organizzativa all'interno dell'organizzazione di al Qaida?".
L'ultimo proclama di al Zawahiri - spiega la tv araba - stride con quello di un mese fa attribuito a Osama Bin Laden, nel quale lo "sceicco del terrore" per la prima volta s'è dissociato dagli "errori" commessi dai miliziani di al Qaida in Iraq, che hanno portato alla morte di civili innocenti. Gli esperti interpellati da al Jazeera pensano che ci siano "differenze tra i due messaggi che potrebbero nascondere qualcosa di più grande di là a venire".
Alcuni si spingono ancora più in là, sostenendo che "queste divergenze potrebbero piano piano portare Bin Laden a tornare alla sua posizione precedente alla santa alleanza con il Gruppo della Jihad Egiziana nel 1996, alla sua natura di uomo 'moderato e di centro'" e indurlo addirittura a "preparare una revisione ideologica e organizzativa".
Questa è la posizione di Numan Bin Osman, ex membro della Consulta del gruppo islamico combattente libico: "Se (Bin Laden) è consapevole degli atti contrari alla Sharia (la Legge islamica)" commessi dagli appartenenti ad al Qaida "cambierà le sue convinzioni ideologiche e le alleanze organizzative". Osman conta sulla formazione "salafita, moderata e di centro" di Bin Laden, precedente all'interruzione dei rapporti con gli Ulema (i dottori della legge) sauditi, e ritiene che questa potrebbe riemergere, portandolo a rivedere le sue convinzioni ideologiche, organizzative e giurisprudenziali".
Ma questo potrebbe avvenire solo se si realizzeranno due condizioni.
La prima è che "(Bin Laden) sia informato sugli assassinii compiuti dagli appartenenti ad al Qaida contro una confessione (quella sciita) ritenuta (da loro) al di fuori della Sharia". La seconda è "che una serie di ulema possa dialogare con lui sulle prove giuridiche che confermano gli errori commessi".
Insomma, per l'esperto, l'inerzia attuale da un punto di vista ideologico dello sceicco sarebbe spiegabile con l'isolamento. E quest'inerzia avrebbe favorito Zawahiri, avvezzo ai gruppi d'azione islamica in Egitto che "non vanno per il sottile quando si tratta di attenersi ai rigidi dettami della Sharia". L'ultimo messaggio di Bin Laden, in questo senso, rappresenterebbe una svolta, perché prendendo le distanze dal sangue innocente versato dagli adepti di al Qaida, dimostrerebbe che il saudita "è pronto per una revisione ideologica e politica in una misura di gran lunga superiore a quella di al Zawahiri".
Segni di "disgregazione" in al Qaida li vede anche Kamal Habib, ex esponente della Jihad egiziana. "Emergono piuttosto - afferma - chiari segnali di differenza tra due generazioni in seno alla stessa al Qaida". Da una parte quella vecchia di Bin Laden e Zawahiri "amalgamati dagli anni e da navigate esperienze", con una visione d'insieme, anche se ad alcuni appare "ristretta e estremista" e dall'altra una "aggrappata ai dettami ed al testi" della Sharia. Eppure, la differenza tra i due leader, "seppur labile", esiste anche per Habib e ha provocato "uno scompenso nella realizzazione delle direttive impartite da al Qaida, soprattutto quelle provenienti da al Zawahiri". Quest'ultimo avrebbe "preferito portare guerra al nemico vicino (stati e regimi arabi), mentre Bin Laden ha sempre pensato al nemico lontano (Stati uniti e alleati)".
Secondo un altro esperto di affari dei gruppi islamici, Hussam Tamim, tra i due starebbero emergendo anche discrepanze caratteriali. "Bin Laden è meno volubile di al Zawahiri che è più incline a cambiare idee e convinzioni", sostiene. Per Tamim "le convinzioni di Bin Laden derivano dal suo ambiente Arabia saudita dominato dall'alto pensiero salafita", mentre quelle di al Zawahiri "riflettono in misura rilevante le condizioni movimentiste e di azione dell'organizzazione" che, a seconda del paese in cui si trova, "deve adottare una strategia consone"
Non tutti gli studiosi però concordano nell'analisi. E' il caso di Yasser al Sirri, direttore dell'Osservatorio islamico ed ex esponente della Jihad islamica egiziana. "Le divergenze - dice netto - tra Bin Laden, fossero mai esistite, sono state sciolte nei lunghi anni di militanza assieme".
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