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Calderoli: contro la moschea, il maiale Day

Marzia Bonacci,   13 settembre 2007, 19:17

Calderoli: contro la moschea, il maiale Day Interni     La nuova provocazione del senatore leghista consiste nell'organizzare un concorso di suini nell'area bolognese che dovrebbe accogliere una moschea per evitarne l'edificazione. E' polemica politica, con il ministro Ferrero che attacca l'ex collega in camicia verde



Se fosse nato in Cina -prospettiva che certo non gli garberebbe data la sua repulsione per le bandiere rosse sventolanti - il suo segno lunare sarebbe stato quasi certamente quello del maiale, visto che a più riprese lo ha usato come metafora del suo impegno da legislatore, quando definì il sistema elettorale da lui elaborato una "porcata", per ritornare oggi ad invocarlo come emblema della battaglia contro l'Islam. Il dottor Calderoli non è nuovo alle provocazioni e per tanto quella lanciata in queste ore nello stagno, già vorticoso, della convivenza fra culti, risulta tutt'altro che sorprendente, ma per questo non meno pericolosa. Soprattutto tenendo conto che l'ultima volta che ebbe l'ardire di sfidare l'umma, sfoggiando alla trasmissione di Mentana Matrix una maglietta con una delle famose vignette danesi che sbeffeggiavano Maometto, il risultato oltre confine fu quello di vedere il consolato italiano di Bengasi preso d'assalto da una folla inferocita, con la conseguente morte di 11 persone e il ferimento di 25. Ma l'episodio non è bastato al valoroso combattente padano e tanto meno utili sono state le dimissioni da ministro delle Riforme che quel gesto gli procurò. E così, come se nulla fosse, Calderoli è ritornato sull'antica e mai abbandonata strada, quella che lo conduce evidentemente dritto dritto alle stalle che accolgono i pingui animali.

Questa volta infatti la sua proposta è quella di organizzare un "Maiale Day", un concorso per suini da realizzare in quei luoghi sui quali si progetta di costruire moschee o centri di culto islamici, di fatto rendendoli così indisponibili all'edificazione visto che l'animale in questione è considerato impuro dai seguaci del Profeta. "Concorsi e mostre - ha spiegato l'ardito- per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto, ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica". E con grande slancio di generosità, il vicepresidente del Senato si è detto anche pronto a mettere a disposizione del comitato anti-moschea "sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata". La sua speranza, nel caso specifico, è salvare Bologna - "La Rossa" - dalla costruzione di una nuova moschea, così come già fatto a Lodi, dove il centro di preghiera non poté essere realizzato perché lui stesso ci aveva amabilmente passeggiato con il suo maiale, come ricorda in prima persona con un moto d'orgoglio. Il tentativo ha già accolto il sostegno di Francesco Storace, leader del movimento La destra, che ha annunciato per sabato una manifestazione proprio nel capoluogo emiliano spiegando che "servirà anche per sollecitare norme legislative che condizionano la costruzione delle moschee al placet del Viminale e che obblighino gli imam a predicare in italiano". Fanno loro compagnia, in particolare a livello locale, i movimenti religiosi (la Lega antidiffamazione cristiana ha proposto un referendum sul tema) e la stessa Curia, in polemica con l'amministrazione comunale che ha concesso l'uso dell'area alla comunità islamica in cambio della sede che ospita adesso i riti dei musulmani. In verità anche all'interno della stessa giunta di Palazzo D'Accursio era ventilata la possibilità di una moratoria di 2 anni in attesa di chiarire tutti gli aspetti del progetto, ma il sindaco Cofferati ha preferito spingere sul pedale dell'accelerazione, opponendosi a qualsiasi ipotesi di sospensione dell'accordo. Nonostante questo, qualche problema effettivamente esiste perché sembrerebbe che sulla zona (52mila metri quadrati di cui 6mila edificabili) graviti il peso di una servitù militare data la presenza di un oleodotto cui passa carburante destinato a rifornire gli aerei della Nato, per questo per ogni tipo di costruzione bisognerebbe incassare il consenso dell'Aeronautica militare, che però si è detta ignara del progetto.

Come prevedibile, e giustamente, contro l'ex ministro si sono levate le voci polemiche di diversi esponenti della politica. In primis il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che ha dichiarato: "capisco che Calderoli sia più esperto di maiali che di Islam, ma un pò di rispetto per i convincimenti religiosi altrui non guasterebbe. Colgo l'occasione per scusarmi, anche a nome di tutti gli italiani che si ritengono civili, con i musulmani residenti in Italia che oggi cominciano il mese del digiuno. Oggi invierò una lettera a Prodi affinché si discuta in tempi brevi la legge sulla libertà religiosa, mi sembra la migliore risposta alle parole di Calderoli".
Mentre Daniele Parracino, responsabile del Centro di cultura islamica di Bologna, ha scelto di non cadere nella provocazione, che Donadi dell'Italia dei Valori ha definito non a caso la solita "calderolata". "Mi scappa da ridere...", ha dichiarato il responsabile, aggiungendo che sarebbe meglio che il senatore leghista si documentasse perchè per l'Islam "tutta la terra è una moschea, non è certo un maiale che la renderebbe impura". Una posizione confermata anche dall'Imam della moschea napoletana di Piazza Mercato, Yasin Gentile: "secondo il diritto islamico", ha dichiarato l'autorità religiosa, "nel momento in cui un maiale o un cane sporcano con urina o leccano qualcosa, per renderla di nuovo pura è sufficiente lavarla sette volte con l'acqua e una volta con la terra".





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