Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Europa 7, il silenzio infinito
Gianni Rossi , 13 settembre 2007, 17:31
Il caso
Tra pochi giorni la sentenza dell'Alta Corte del Lussemburgo sulla vicenda del network che dal 1999 ha ottenuto la concessione ma non riesce a trasmettere. Le voci di Giuseppe Giulietti di Articolo 21, del difensore Ottavio Grandinetti, del proprietario Francesco Di Stefano
La vicenda delle frequenze negate al network Europa 7 di Francesco di Stefano è ormai alle sue ultime battute. L'alta Corte europea del Lussemburgo sta per emettere la sentenza, mentre l'Avvocato generale della stessa Corte ha già pronunciato la requisitoria che chiede la condanna dello stato italiano per il suo comportamento ingiustificatamente lesivo dei diritti acquisiti dalla Tv privata italiana, favorendo di fatto Retequattro del gruppo berlusconiano Mediaset. Da otto anni va avanti questa vicenda, senza che la grande stampa o le televisioni, pubbliche e private, se ne interessino o, almeno, riportino i dati di cronaca. E' un "silenzio assordante e inquietante", che sa tanto di omessa denuncia del conflitto d'interessi macroscopico esistente nel nostro paese e che fa capo a Silvio Berlusconi, già capo del governo, oggi leader dell'opposizione di centrodestra e proprietario del più grande gruppo multimediale privato italiano. Ne abbiamo parlato con il professor Ottavio Grandinetti, costituzionalista, difensore di Europa 7, il proprietario del network, Francesco Di Stefano, e il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti.
Ottavio Grandinetti, difensore di Europa 7, docente di diritto dell'informazione all'università di Udine.
"Queste conclusioni sono adottate dall'avvocato generale che ha la funzione di difensore del diritto comunitario, simile al ruolo che ha il procuratore generale nei giudizi civili in corte di Cassazione, in cui il pm interviene e conclude nell'interesse della corretta interpretazione della legge. Una requisitoria che l'avvocato generale svolge in assoluta autonomia sia dalle parti in causa sia dalla corte stessa di giustizia. Quindi queste conclusioni hanno tutta l'autorevolezza che deriva loro dal fatto di essere espresse da un magistrato e in situazione di assoluta "terzietà" rispetto alle posizioni della parti.
Se la Corte di giustizia del Lussemburgo nella decisione finale che adotterà tra qualche mese accoglierà queste conclusioni, la causa tornerà dinanzi al Consiglio di Stato italiano, il quale in applicazione del diritto comunitario, per come interpretato dalla Corte di giustizia, dovrà adottare i provvedimenti atti a garantire che ad Europa 7 siano assegnate le frequenze radiotelevisive, oggetto della concessione rilasciatele dallo stato italiano nel 1999".
Francesco di Stefano, proprietario di Europa 7.
"Sono evidentemente soddisfatto delle conclusioni dell'avvocato generale della Corte di giustizia europea. Mi aspetto che la Corte del Lussemburgo confermi tra breve, e magari migliori, la decisione. L'amarezza viene tutta dall'assoluta mancanza di risalto data a questo evento, pur così importante, dalla grande stampa italiana e dalla televisione nazionale. Siccome questa assenza orami dura da otto anni, mi piacerebbe molto capire perché ciò accada. E questo succede quasi esclusivamente per la nostra vicenda. Il 'Corriere della Sera' in otto anni non si è mai occupato della nostra vicenda, che cosa devo pensare ci sia dietro?".
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21.
"Non sappiamo quale sarà la sentenza finale, in queste vicende è bene attendere il giudizio definitivo senza strumentalizzare né cedere alla propaganda. Ci appare francamente singolare il silenzio e l'indifferenza, tranne pochissime eccezioni, che è stata riservata dai media italiani ad un pronunciamento così autorevole e che affronta un nodo delicatissimo quale quello delle frequenze, che vorremmo ricordare fa parte anche della procedura di infrazione che la Commissione ha riservato allo stato italiano. Dal momento che in Italia non mancano opinionisti e editorialisti che ogni giorno fanno lezioni sulla necessità di aprire i mercati, liberalizzare e rispettare le regole, non vorremmo che questa vicenda passasse sopra le loro teste come un 'temporale estivo'. Sarà un caso, ma quando ci sono di mezzo le frequenze, la pubblicità, il conflitto di interessi e le posizioni dominanti, sembra prevalere un silenzio assordante e di parte. Ci auguriamo che la vicenda Europa 7 e di Francesco di Stefano venga trattata con lo stesso garbo ed ossequio, spesso riservato ad altri imprenditori del settore".
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#2 · Marcello Marani
14 settembre 2007, 13:05 Non so quale “l’Unità” legga pino, con cui peraltro condordo quasi in tutto, meno che sul fatto che neppure l’Unità ne parli. A parte i continui richiami di M. Travaglio, nella sua rubrica Huliwood party, se ben ricordo, mi sembra, che non più tardi di un paio di settimane fa, l’Unità ha riproposto il problema e ieri o ieri l’altro riportava la notizia che la Commissione Europea, aveva chiesto al Governo Italiano di risolvere il caso. maranimarcel@tiscali.it#3 · pino
14 settembre 2007, 14:01 Ha ragione Marani, mi sono spiegato male. All’infuori di Travaglio (mi meraviglia che sia ancora lì) non ne parla più nessuno. L’unità, che non leggo più come prima, in precedenza ne parlava con molta più frequenza. Comunque lo schifo è che dopo aver criticato il berlusca per essersi costituito contro di Stefano, Prodi continua sulla stessa linea. Ormai evidentemente PD, FI, UDC, sono simili.form di registrazione al sommario
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#1 · pino
14 settembre 2007, 10:49 La cosa più assurda è il silenzio di questo governo (centro sinistra), che quando era opposizione protestava giustamente sull’iilegalità così palese. Giunti al governo invece di ridare le frequenze al legittimo proprietario,Di Stefano, i nostri si sono presentati contro Di Stefano nella causa, in piena continuità con la destra. Complimenti per lo schifo anche ai giornali, l’unità compresa, che prima un giorno si e l’altro no ed adessso … silenzio più completo.