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L'orgoglio di Mussi
Emiliano Sbaraglia, 27 ottobre 2006, 20:32
Infuocato incontro all'Auditorium della Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma. Ma dopo tre ore di un dibattito fortemente critico con i contenuti della finanziaria in materia di fondi alla ricerca e alla università, l'atteso intervento del ministro ha sorpreso la platea per incisività e passione
"Ministro, se verrà confermato che i tagli del 10% previsti a danno di università e ricerca saranno ritirati, possiamo parlare di una sua vittoria personale?". "Non mi sbilancerei ancora, vediamo come prosegue il confronto. Diciamo che ci sono buone possibilità che il provvedimento venga rivisto".
"Se così sarà, quanto sarà pesato l'intervento in merito del Presidente della Repubblica?"
"Non posso nascondere l'enorme piacere nell'aver riscontrato la sensibilità dimostrata dal Capo dello Stato su questioni come il precariato e la condizione dei ricercatori nel nostro paese".
"Si aspettava oggi un'accoglienza tanto calda, in tutti i sensi?" "Sono stato contento di essermi confrontato a viso aperto con le persone che ho il compito di rappresentare e tutelare al governo".
Sono state queste le dichiarazioni a caldo di Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca, che oggi (venerdì) ha affrontato a viso aperto le varie componenti (docenti, ricercatori, aspiranti tali, precari e studenti), che si erano dati appuntamento all'Auditorium di via Rieti a Roma per discutere dei provvedimenti contenuti nella Finanziaria, alcuni dei quali particolarmente criticati, e per fare il punto sull'attività del dicastero in questi suoi primi mesi di attività.
Il clima si è acceso subito dopo l'inizio, previsto per le 15, quando un gruppo di studenti ha tentato di appendere sotto il palco un grande striscione che recitava "Mussi, o con il Governo o con l'Università", mentre altri ragazzi distribuivano un volantino dal titolo "Mussi libero!", provocatorio e ironico nei confronti del ministro, il quale scaldava i motori rispondendo prontamente: "Non posso far altro che aderire a un appello per la libertà di Mussi..."
Malgrado i numeri attraverso i quali il sottosegretario Luciano Modica cercava di spiegare l'attività svolta dal governo, il susseguirsi di interventi da parte di vari rappresentanti del mondo dell'università e della ricerca erano tutti rivolti a mettere in evidenza incomprensioni e ritardi, promesse fatte e non mantenute, speranze iniziali presto trasformate in delusioni. Mussi ha ascoltato per tre ore tutti gli interlocutori con attenzione e interesse, ed ha poi preso la parola quando oramai fuori faceva buio, ma nessuno all'interno della sala si era sognato di lasciare il suo posto.
"Sono stato accolto da uno striscione che mi invita a stare o col governo o con l'Università: beh, io vorrei stare al Governo per l'Università". Primi applausi.
Il seguito è stato un crescendo di passione ed energia da parte del ministro, che ha visibilmente sorpreso il suo uditorio, rivendicando quello fatto sinora ("sarà poco, ma lo abbiamo fatto. E se lo avesse fatto la Moratti in cinque anni, a quest'ora starebbe preparando un messaggio alla nazione a reti unificate"), dalla coraggiosa posizione assunta in Europa sulle cellule staminali, che gli è costata una dura battaglia politica in Italia, ai vari progetti già in corso per modernizzare e rinnovare i meccanismi di funzionamento di ricerca e università nel nostro paese, senza risparmiare stoccate pesanti agli avversari politici, rei di aver lasciato una situazione economica e culturale disastrosa, dediti come erano alla beatificazione di "miracoli italiani" che hanno portato il deficit della spesa pubblica, per dirne una, a livelli mai raggiunti. I "nipotini della P2" -come ha ribattezzato a un certo punto Mussi i rappresentanti dell'opposizione riferendosi alle ultime rivelazioni sulle "spiate" nei confronti di Prodi e signora- "hanno fatto vedere di cosa sono capaci in questi cinque anni: ecco perché voglio qui ribadire con forza, che malgrado ci sia una finanziaria che deve essere corretta dove si può, e malgrado le difficoltà che a volte io stesso mi trovo ad affrontare con i miei colleghi di governo per tentare di difendere le priorità del mio dicastero, dico che difendo e continuerò a difendere con le unghie e con i denti il governo Prodi e la maggioranza di centrosinistra".
E anche le battute finali, che ribadivano il programma futuro per agevolare la condizione di giovani precari e insicuri del proprio domani, assumevano il tono di una partecipazione poco consueta per una carica istituzionale, che alla sparuta voce di dissenso ha risposto così: "Il giorno che troverai un altro ministro disposto a venire qui e ad ascoltare tutte le voci che ho ascoltato io oggi, mettendosi alla pari e in assoluto confronto con loro, allora ne riparleremo con calma". Gli applausi si trasformano quasi in ovazione, e a casa tutti sembrano tornare con qualche piccola speranza in più.
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#2 · andrea capocci
27 ottobre 2006, 22:59 Questo quotidiano online mi ha spesso chiesto articoli (ovviamente gratis, ma l’ho fatto volentieri: come ricercatore precario sono abituato al lavoro non retribuito), quindi presumo di risultare credibile ai suoi lettori e alla sua redazione. Di contro, il resoconto di emiliano sbaraglia sembra scritto proprio per edulcorare quanto successo all’auditorium, cio’ che non rende servizio a questa testata ne’ ai suoi lettori. Il ministro non ha affatto raccolto ovazioni. Anzi, sono state moltissime le contestazioni e i fischi per lui, per Ranieri, Modica e Tocci giunti in suo soccorso. E non si trattava solo di studenti: precari dell’universita’ e degli enti di ricerca di varie parti d’Italia hanno chiesto le dimissioni di Mussi. Nelle poltroncine rosse si e’ venuto alle mani, per dire del clima. Effettivamente, il ministro ha avuto toni provocatori, soprattutto quando ha snocciolato cifre evidentemente false, di fronte ai precari che conoscono bene la condizione dell’universita’ vivendoci tutti i giorni: le cifre sulle promesse assunzioni, inferiori persino all’infausto ministero Moratti, hanno imbufalito i precari, che avevano letto i dati reali semplicemente cliccando sul sito miur.it, per citare una delle gaffe piu’ eclatanti. Addirittura imbarazzante il momento in cui il ministro quando ha promesso nuovi concorsi ad attoniti precari dell’Istat, che di concorsi ne hanno gia’ vinti diversi e che aspettano solo il contratto. L’impressione era che il ministro non sapesse bene di cosa parlava, come ammettevano anche suoi collaboratori. Persino il sindacato FLC-CGIL, quello “amico”, ha dovuto manifestare la sua insoddisfazione al ministro e confermare lo sciopero contro la finanziaria del 17 novembre. Che dire poi del sottosegretario Modica, che quando parla del governo sembra dimenticare di farne parte (“chissa’ se riusciremo a ottenere dal governo…” ha detto) o di Walter Tocci, abbacchiato per la verita’, che ha stupito tutti auspicando che l’universita’ assomigliasse alla nazionale di calcio nel cuore degli italiani e altre amenita’: battute di dubbio gusto, visto il clima, paragonabili alle performance del cavalier Silvio. Sinceramente, in platea ci si aspettava qualcosa di meglio della banda di Arcore. Di dimissioni, ovviamente, nemmeno a parlarne (a parte i precari e gli studenti). Ma questo forse sorprende meno, nell’italietta attaccata alla poltrona. D’altronde, anche nel governo l’influenza di Mussi appare trascurabile, visto che le sue minacce (tre in tre mesi) non sono mai state seguite dai fatti.Sarebbe davvero sgradevole che Aprileonline, organo vicino alla sinistra DS dello stesso Ministro, sacrificasse il racconto dei fatti per ragioni di convenienza. Per quanto riguarda questo articolo, i lettori di Aprileonline sappiano che non e’ andata come l’ha raccontata Sbaraglia. Spero che su altri temi, che io conosco meno e che quindi non giudico, Aprileonline sia meno timorato del potente di turno e piu’ rispettoso dell’informazione e dei suoi lettori.#3 · assurdo!
28 ottobre 2006, 00:02 Il resoconto di “Aprile” è fazioso, oltraggioso rispetto a quanto avvenuto all’auditorium. Assomiglia ad un cinegiornale Luce del ventennio o alla propaganda sovietica.Mussi ha detto cose inaudite, o non conosce bene i fatti dell’università o è in mala fede.Ha detto che con la Moratti non si assumevano ricercatori. Falso! Basta andare sul sito MIUR è si vede che gli assunti erano almeno 1500 all’anno assunti con un metodo nepotistico e localistico che anche il governo Mussi applicherà con numeri di recutamento analoghi a quelli della Moratti. Si demonizza la stabilizzazione dicendo cose false. Molti precari storici hanno fatto veri e propri concorsi per avere posti a termine non rinnovabili. Oggi molti precari hanno più pubblicazioni degli strutturati.Cosa devono dimostrare per avere finalmente un po’ di stabilità?Ultima delle chicche è la proposta avanzata da Mussi fra età media dei ricercatori e finanziamento cioè più l’età media sarà bassa più saranno i finanziamenti alle Facoltà.Le università di anziani assumeranno i bambini per abbassare la media dell’età ed avere i fondi.E i quarantenni non saranno assunti perché rovinano la media?Le proposte di questo governo sull’università sono balzane antidemocratiche e controproducenti#4 · Emiliano Sbaraglia
28 ottobre 2006, 01:19 Da dottore di ricerca in letteratura italiana da due anni in attesa di giuidzio (concorso oppure no?), da fondatore di una lista universitaria per una Facoltà di lettere nel 1993 (“A chiare lettere”), che per prima ottenne rappresentanti di facoltà all’Università di Tor VErgata non legati alle liste di Comunione e Liberazione; per essere un redattore del quotidiano “Aprile on line” sin dalla prima settimana delle sue pubblicazioni; e non avendo mai avuta nessun tipo di tessera, né dell’autobus (troppi soldi tutti insieme)né di partito (troppi compromenssi tutti insieme), ritengo di avere sufficienti elementi a disposizione per poter pensare che un atteggiamento come quello di Mussi all’assemblea di Via Rieti, al di là delle disquisizioni tecniche tanto care a tanta intelligenza alternativa di sinistra, nessuno possa negare essere una maniera di interpretare il ruolo di ministro dell’Università e della ricerca in forme e modalità diverse da quelle di una come la “signora” Moratti.Se poi lorsignori pensano che la mia sussitenza economica arrivi grazie ai miei articoli sul quotidiano “Aprile online”, mi preme avvertire che domattina alle otto andrò ad insegnare italiano e storia nel liceo scientifico Amaldi di Tor Bella Monaca, come precario di terza fascia.A voi auguro un buon risveglio, sperando di essere ospitato lunedì dal nostro giornale per una risposta di maggior respiro professionale.Cordialmente#5 · pippo
28 ottobre 2006, 03:51 da iscritto e ora da ex iscritto DS (uscito dal partito per protesta anche nei confronti delle timidezze e del verticismo della sinistra DS) non ho mai risparmiato pesanti critiche a Mussi, detto questo anche se in forte dissenso per la conduzione dell’area della sinistra ds negli ultimi due anni continuo a pensare che Mussi sia una persona stimabile e con un competenza culturale che la quasi totalità dei dirigenti nazionali dei DS non possiede lontanamente, e che un ministro dell’Università così, anche se purtroppo con pochi poteri e disponibilità, non ce lo avrete più per molti anni… è ben vero che l’ass. Aprile (di cui faccio parte) e il suo giornale sono in seria difficoltà dovuta alle suddette timidezze e contraddizioni e molto meno capace di graffiare di un tempo, ma chiedere le dimissioni di questo ministro nella situazione in cui siamo testimonia una forte miopia anche di chi vive l’università: certamente dovuta all’esasperazione ma fate bene i vostri conti perché sarebbe un errore. Mussi come ministro è in buona fede e ha compreso i limiti e i difetti delle precedenti riforme: volete mandare a casa Mussi e poi ritrovarvi di nuovo una testa dura? suvvia. i soldi non ci sono perché nessuno è riuscito a schiodare Prodi e Padoa Schioppa dalle loro posizioni ma c’è un impegno con gli elettori da rispettare e l’anno prossimo andrà meglio. io continuo a pensare che da parte di chi vive l’università dovrebbe partire una campagna culturale di ampio respiro (mettondosi in gioco di più) e non solo la richiesta (comunque sacrosanta) dei fondi e delle assuzioni dei precari.#6 · Marcello Marani
28 ottobre 2006, 07:21 Gli apprendisti stregoni, che arrivano alle poltrone, fanno come i piccioni sul tetto.Sporcano la casa!Pur rivendicando il primato della politica, per non cadere nella tecnocrazia, sono comunque necessarie conoscenze ed How Konw, (mi sembra si dica così) che raramente i politici hanno ed ancora meno i politicanti.Quindi dobbiamo sempre pensare, che affidare i Ministeri a degli incompetenti e come dicono i napoletani brutalmente e volgarmente, affidare “A pucchiacchia in mano a è criature!”Quindi meno prosopopea e maggiore modestia, più studio per capire e più senso dello Stato che non è “cosa loro” ma di tutti.Quindi i ministri specie per un governo che dovrebbe essere per un’ “alternativa riformatrice” dovrebbero avere la visione politica generale del problema ponendosi, sia dalla parte degli operatori, ma soprattutto dei fruitori dei servizi che sono i cittadini e le imprese, oltre ad avere la capacità di operare con validi e motivati,collaboratori.Altrimenti si fa solo un’ “alternanza riformista che lascia il tempo che trova e che fa solo venire il “mal de panza”!Ed in una fase in cui si predicano e si osannano la precarietà dei lavoratori ed i licenziamenti, condizione dolorosa ( solo per chi la subisce)ma necessaria per salvare Aziende e Paese in nome del SS Mercato, perchè non si cominciano anche a “precariare” i “grandi manager” e (im)prenditori, che pur disastrando le aziende e facendo danni, come nel gioco dei quattro cantoni e come dimostrato dalla Gabanelli su Report, continuano a fare danni riciclandoli sempre in settori diversi con l’aggravante, che mentre un lavoratore non porta più a casa lo stipendio loro, ammesso che non abbiano pure rubato nulla, se ne potrebbero in pensione e godersi i loro beni?Perchè tagliando prima delle magre nostre pensioni le loro pingui ed immeritate liquidazioni, non correrebbero certo il rischio di finire alla fame!Credo che questo sarebbe un “fare” e non solo un “dire” qualcosa di sinistra, piuttosto che cambiare suonatori e poi suonare la stessa musica.Tanto come già ho avuto occasione di scrivere, ad essere suonati siamo sempre noi, solo che lo siamo in maniera equamente bipartizan, una volta da una volta da destra ed una da sinistra.E poi si stupiscono se esasperati li invitiamo ad andarsi ad impiccare!!!maranimarcel@tiscali.it#7 · Marcello Marani
28 ottobre 2006, 07:43 Ps. Per mia ancora scarsa conoscenza del PC, era caduta la conclusione che: “Se fossero veritieri i commenti 1, 2, 3, e 5, e credo che lo siano abbastanza,anche se magari un po’ più esasperati i primi e più pacato l’ultimo, dato che la piccata risposta di Sbaraglia, dà più l’idea di chi sdegnato si ritira sull’Aventino, ma non da risposte sul fatto che Mussi sia stato osannato o fischiato, e siccome la differenza non è da poco, saremmo a mio avviso ad una caduta di stile di Aprile on line perchè, unita a quella sull’uscita del libro del “Venerabile” Gelli, come già denunciato, sarebbe la seconda “marchetta” in appena 24 ore.E spero che sia smentito il detto, non c’è due senza tre, fermandosi a due.maranimarcel@tiscali.it#8 · mario
28 ottobre 2006, 09:08 cari miei. è indubbio che siamo tutti nei guai. potremmo pensare di cambiare governo, sarebbe bello. sapete cosa viene dopo? I nipotini della P2 rientrano a palazzo chigi e le cose andranno peggio. Stringiamo i denti. Berlon è anziano se resistiamo ancora un pò, l’italia cambia davvero.#9 · bellavita
28 ottobre 2006, 10:15 quelli del pci, quando gli trovi il posto giusto, lavorano bene e con passione. Come capogruppo e capocorrente, Mussi non era un granchè, come Ministro e magari presidente di regione o sindaco è eccezionale. Sarebbe bene che lui restasse e se ne andasse Visco (magari con Violante, altro specialista nel far perdere voti)#10 · ghiddon
28 ottobre 2006, 10:47 Allibisco di fronte al “tango” che ballano i commetatori insieme ai giornalisti, invece di chiarire le idee ai lettori e agli elettori. Allibisco perche’ assistiamo, culturalmente impotenti, ad uno sfoggio narcisistico di chi si preoccupa di esprimere il proprio pensiero invece di far luce nel buio della confusione cultural-linguistica in cui ci troviamo oggi per colpa di tutte le P2 del mondo, cui non abbiamo saputo opporre (e ancor oggi non sappiamo) le necessarie resistenze culturali che avrebbero creato un differente “humus” politico in cui far crescere quella democrazia che e’ pianificata nella Costituzione.#11 · Pisacane
28 ottobre 2006, 10:51 Ecco perché Mussi ci prende in giro: Ci sono dati raccolti dala rete di precari con l’appoggio della CRUI conferenza dei Rettori in 33 università italiane. Solo in quelle università senza contare i professori a contratto ci sono il 37% di precari che mandano avanti gli atenei, la stima è che in tutta Italia ci siano almeno 50000 precari universitari. Mussi non dice nulla su queste cifre e propone un reclutamento straordinario di 800 persone all’anno per i prossimi 3 anni!? Ma in realtà anche su queste cifre non è chiaro e neppure sulle modalità di reclutamento. Ieri Mussi ha usato solo retorica dicendo che occorre stringere la cinghia poi il prossimo anno…. Questa non è una posizione politica! E’ il peggiore paternalismo. Poi ha snocciolato tutta una serie di dati che in quanto precario universitario da circa 8 anni (4 di dottorato +4 di assegno di ricerca) mi lasciano indignato. Noi precari storici avremmo bisogno di una prima stabilizzazione anche perché una precedente legge “Berlinguer” non consentiva più di 8 anni di contratti da precario nella ricerca. Molti sono super esperti delle loro materie e ne sanno molto di più dei propri professori. Invece Mussi e i consiglieri demonizzano le ope legis dicendo che non vogliono commettere gli sbagli del passato. Negli anni Ottanta la DC aveva fatto diventare professori anche i cavalli. Il punto è che oggi la situazione è diversa e sono quei cavalli opeleggizzati di allora che ora si accaniscono contro di noi che siamo formati meglio di loro e che ci tengono come precari al loro fianco. Molti precari per un assegno hanno comunque fatto un concorso (cosa che ieri il ministro ha negato) io ne ho fatti 3 vincendo un allettante posto cococo assegnista a termine definitivo nel Gennaio 2008!!!! Poi vado a fare il barrocciaio (parola toscana forse cara al ministro) Poi c’è la questione dei professori a contratto. In questi anni ci sono stati migliaia di contratti di insegnamento per pochi soldi. Io per un contratto per un insegnamento prendo 800 euro e faccio 2000 esami!!!! Negli ultimi 9 anni avrò esaminato decine di migliaia di studenti. La ricetta del ministero è quella di togliere gli esami e lasciar aumentato a 120 ore obbligatorie di lezione per i professori.Nessuno è in grado di fare 120 ore di lezione e contemporaneamente anche la ricerca! E infatti “i professori” usano i precari al loro posto per fare lezione.Il ministro non fa nulla se non obbligare a chiudere corsi e con quali criteri scientifici? Non ci sono criteri scienfici!E’ chi si è fatto il mazzo per portare avanti la sciagurata riforma universitaria voluta dal precedente governo di sinistra? Poi i Consigli di Facoltà sceglieranno a “loro modo” i corsi da chiudere!(Come alla fine dell’Ottocento c’era il problema del sud e i governi lo risolvevano con l’emigrazione forzata). C’è un solo modo per democratizzare università e ricerca inondarle di giovani (parole testuali di Mussi al suo insediamento) senza se e senza ma! In questo periodo si è sistemato solamente i figli della borghesia. Arriva al governo la sinistra e cosa chiede? Sacrifici ai più deboli in attesa del luminoso sol dell’avvenire che ha le sembianze mussiane?! Cari Compagni siamo sulla cattiva strada ai nostri occhi ovvero agli occhi di chi conosce bene l’università conosce bene i meccanismi perversi che la percorrono la mancanza di democrazia e di rappresentatività Mussi è simile alla Moratti anche con Lei esprimevamo il dissnso per le strade. Anzi la Moratti non ti illudeva, ci ha tenuto a pane ed acqua cinque anni e Mussi sta proseguendo dopo averci chiesto il voto (fa solo promesse). Questa Finanziaria doveva fare di più per l’Università invece è una finanziaria conservatrice (a dire poco) Mussi per non daneggiare gli accademici sacrifica i precari, cambiare tutto per non cambiare nulla. Non voteremo più per un governo gattopardesco! Cordialmente Carlo Pisacane#13 · Jonathan Pine
28 ottobre 2006, 15:03 Anche io come pippo stimo Mussi, e pur non condividendone le posizioni su molti temi, lo considero un dirigente di grande competenza e cultura. Penso quindi che non gli giovino la ridicolaggine di articoli apologetici come questo, e neppure le leccate di …scarpe sicuramente non richieste ne’ gradite. E’ difficile fare peggio della Moratti, ma ci si puo’ riuscire se ci si rifiuta di ascoltare chi nella Universita’ ci vive e ci lavora, come vorrebbero fare alcuni che hanno dato il loro contributo in questa discussione.#14 · pippo
28 ottobre 2006, 15:20 caro ghiddon quale sarebbe il narcisismo dei commentatori? ognuno ha espresso la sua opinione e ha argomentato. anche a me sembra improbabile l’ovazione (mica c’ero scusa), rimane la forte impressione che l’università farebbe autogol, nelle condizioni in cui siamo, a rompere con questo ministro. ma possibile che uno deve sempre fare la prova del Dna quando si parla di certi interessi e dimostrare se appartiene a questa o a quella sottocorrente?#15 · uno
28 ottobre 2006, 16:46 Molti parlano del futuro governo della P2, rimproverando miopia. Io ricordo che e’ Mussi che parla di dimissioni. Chi lo ha eletto chiede serieta´: se Mussi minaccia le dimissioni tre volte in tre mesi senza ottenere nulla, credete che Padoa Schioppa ritenga credibile il ministro Mussi e apra la borsa? Se mussi non avesse parlato di dimissioni, non ne parlerebbe nessun altro. Insomma, Mussi sta facendo proprio la figura del politicante attaccato alla poltrona e nemico dell´universita´. Con questo comportamento si danneggia l´universita´, togliendole credibilita´. A chi vive nell´universita´ preme questo. Sappiate che quasi tutta l´universita´ ha votato questa maggioranza, e per portarla a questa esasperazione evidentemente anche Mussi qualche responsabilita’ ce l´avra´. A meno che chi comanda non possa essere contestato: il 28 ottobre, pero´, non e’ il giorno giusto per fare tali discorsi. Leggete i sussidiari, e capirete che giorno e´ oggi…#16 · lorenzo cassata
28 ottobre 2006, 16:49 io ieri c’ero. Non ci sono state ovazioni. Mai. Ci sono state contestazioni, e contestazioni alle contestazioni. La platea era composta (piu’ o meno a meta’) da strutturati e precari (semplifico ovviamente: ci sono strutturati che stanno con i precari, così come precari che si appoggiano agli strutturati). E mentre i precari cercavano di dire la loro, gli strutturati hanno in tutti i modi cercato di impedire ai precari di parlare. Modica ha potuto parlare di NULLA per tre quarti d’ora, cosi’ come Ranieri (un’ora e mezzo in due), mentre gli interventi successivi sono stati limitati a 5 minuti (molti sono stati tagliati). E sia quando hanno parlato gli studenti e precari “contestatori”, sia quando ha parlato la ragazza dei collettivi degli studenti poi, la reazione degli strutturati (probabilmente molti dei quali opelegisizzati negli anni 80 e “contestatori” nel 68 o nel 77) e’ stata quella di FERMARE le parole degli studenti e dei precari. Hanno fastidio. Perché dicono le cose come stanno. Perché il problema nelle università spesso sono loro: i DINOSAURI attaccati alle poltrone.Per i precari (che non votano nelle RSU, non hanno rappresentanza nei senati accademici, ecc. EPPURE sono la forza che traina universita’ e ricerca), contestare in queste occasione e’ l’unico modo di PARLARE.Mussi ci ha preso in giro quando ha parlato di ASSUNZIONI in piu’ rispetto a prima. E il tema della precarietà negli enti di ricerca pubblici e nelle università è stato IGNORATO completamente da Modica e Ranieri.Sul precariato nella ricerca la politica che esce da questa finanziaria è in perfetta CONTINUITA’ con il governo precedente. Con questo non si vuole indietro Berlusconi e non si giudica male la persona di Mussi. Si dice semplicemente la verità.E se si continua cosi’, sempre più si segnera’ un solco fra le generazioni, che sara’ prima o poi impossibile colmare.#17 · tandm
28 ottobre 2006, 16:57 il problema è: ha il coraggio Mussi di iniziare a intaccare (N.B.: intaccare, non annullare!) un sistema perverso che il suo predecessore Berlinguer ha di fatto rafforzato e che la “signora” Moratti ha perfezionato? Ha la forza e il potere per mettere mano alle baronie e iniziare a scrdinarle? E’ in grado di farsi finanziare fondi per la ricerca degni di un paese civile e per avviare (dico avviare,non completare!) la soluzione del problema del precariato (ovvero la stabilizzazione di precari talora ultradecennali che hanno superato uno o più concorsi?) Se la risposta è no, tutto quello che si dice è solo fumo negli occhi…#18 · x emiliano
28 ottobre 2006, 17:15 Caro Emiliano, mi dispiace che ti sia sentito attaccato personalmente, e che ti sia sentito in dovere di esibire il tuo curriculum. Non ce n´era bisogno. Tu, della tua cronaca, difendi il giudizio sulle modalita´ del ministro. E’un´opinione. Certo, tagliare gli interventi per dar parola al ministro non e´ segno di grande desiderio di ascolto, ne converrai. Ma il tuo amore per mussi puo´ anche farti considerare questo una modalita´ ¨nuova¨. Mi piacerebbe pero´ avere anche qualche elemento sui contenuti, o almeno sulla loro veridicita´: sulle cifre hanno ragione i precari o ha ragione Mussi, che ne sbandierava altre? Le dimissioni ci saranno come promesso? Modica non ha parlato del governo come se non ne fosse un sottosegretario? Tocci non ha parlato come se i ds non fossero al governo? Infine: secondo te, il fatto che ci siano stati tutti questi commenti e’ frutto di un complotto (vecchio vizio del PCI che non credo rimpianga nessuno) oppure qualche responsabilita’ la tua cronaca ce l´ha? Un ricercatore precario che domani si risvegliera´ disoccupato, e poi, per fortuna, trovera´ un altro cococo. E via con la ruota.#19 · Marcello Marani
28 ottobre 2006, 17:30 Sono anch’io convinto che il precipitare verso la china, sia dovuto alla falla aperta nella diga da Berlinguer (Luigi), che surrettiziamente con le sudate e mai evase tasse dei lavoratori e dei pensionati, ha dato la stura al finanziamento delle scuole private confessionali con i sussidi alle famiglie degli evasori fiscali.Cosa che neppure la DC di Piccoli, Forlani e dell’eterno mafioso Andreotti, si erano mai sognate di fare.E naturalmente la Moratti c’ha messo il carico da 11, per destrutturare la scuola pubblica, secondo un antico disegno , già denunciato da G. Salvemini nel lontano 1905 e tutt’ora di evidente attualità.Quanto a Berlinguer (Luigi) abbiamo la prova, che se i politici camuffati da tecnocrati possono fare e fanno danni, i tecnocrati prestati alla politica fanno di peggio.E da bravo libero docente e rettore, si è proccupato più di non scontentare i colleghi baroni, che di porre al centro della scuola, dall’asilo all’università i fruitori utenti, o studenti, poihè, invece di trasformarli in soggetti della scuola rinnovata sono stati confermati come oggetti di una scuola gattopardesca, in cui si cambia tutto per non cambiare niente.Anzi si resta sempre ignoranti, ma con diplomi e lauree ufficiali e per decreto statale! maranimarcel@tiscali,it#20 · pippo
28 ottobre 2006, 17:45 mi pare che per fortuna da alcuni commenti emerge timidamente il disvelamento della grossa ipocrisia: l’università non è un blocco unico ma ci sono i potenti e i deboli, i tutelati e i non affatto tutelati. sono proprio i non tutelati che farebbero meglio ad abbandonare alcuni pericolosi conformismi e a scegliersi validi alleati (o meglio, gli alleati migliori fra i pochi disponibili). se Mussi non avesse minacciato le dimissioni, non avrebbe ottenuto di rimettere al centro della discussione le vostre preoccupazioni. per quando riguarda la ruota del precariato purtroppo riguarda un po’ tutti e non solo i ricercatori universitari, un minimo di senso di solidarietà verso le ALTRE CLASSI DEBOLI nella società e quelle molte assai più deboli dei ricercatori universitari (perché non hanno nemmeno la possibilità e il privilegio di rivendicare centralità) non guasterebbe. i lavoratori intellettuali (ricercatori) sono purtroppo fermi al classico cahiers de doleance e non riescono a proporsi una visione più ampia, contenente anche, ovviamente, le giuste rivendicazioni e i diritti, ma non solo, che so io, magari anche i doveri…#22 · Pisacane
28 ottobre 2006, 20:43 La Finanziaria nella prima stesura aveva dei timidissimi accenni ad un cambiamento di rotta e mi riferisco al reclutamento con regole nuove. Dopo qualche giorno e dopo la protesta dei baroni non ci saranno regole nuove. Mussi promette solo ciò che vogliono le organizzazioni dei docenti strutturati. Ieri inoltre ha sbandierato il raddoppiamento dei fondi per progetti di ricerca di rilevanza nazionale (PRIN). Occorre dire a Mussi che questi soldi che ha messo sul piatto, andranno ai BARONI che si autovalutano e si spartiscono il malloppo che gestiranno facendo altri precari da usare come segretari; ai responsabili locali e nazionali dei PRIN ovvero ai baroni e non ai ricercatori sia precari che strutturati andranno quei soldi che il ministro sbandiera come una sua conquista. Solo l’ingresso in massa di teste nuove democratizzerà l’università. Ma questo governo non vuole cambiare le cose, è ostaggio delle logiche e tiene buoni i precari. Compagni cari questo ministro è ostaggio dei SOLITI UNIVERSITARI CHE GOVERNANO SIA QUANDO C’ E’ LA DESTRA CHE QUANDO C’E’ LA SINISTRA. SVEGLIATEVI!CHE IO SONO GIA’ MORTO UN TEMPO PER MANO SANFEDISTA E CLERICALE. CARLO PISACANE#23 · peppe allegri
30 ottobre 2006, 12:25 c’ero anch’io tra i rumoristi venerdì all’auditorium della cgil (e non a quello di scienza della comunicazione, emiliano) ed è stato un peccato che invece di riportare per intero gli eventi ci si sia limitati a un’intervista al ministro. il quale è stato contestato (rumorosamente e lungamente) da precari-e della ricerca e studenti, ma anche da altra parte dell’uditorio e tal volta applaudito dall’altra gran parte dell’uditorio, che a tratti, ha anche contestato i contestatori. Ma eravamo nella sede cgil in un incontro ds, che altro poteva accadere? il problema è che mussi è in difficoltà e, detta in politichese, avrebbe potuto approfittare della contestazione per rivendicare maggiore ascolto dentro il governo…invece no, si intestardisce ed è un peccato (perché a me sta anche simpatico, eh…), ma, per dire solo un punto: nella parte finale del suo intervento, quando ha dovuto chiudere di fronte ad una evidente bagarre della platea, ci ha financo detto che ora ci saranno i concorsi per i precari, mentre veniamo da 5 anni di assenza dei suddetti concorsi. lì ci siamo imbestialiti: da dati del sito miur negli ultimi 3 anni dell’era moratti ci sono stati circa 5800 concorsi da ricercatore e ora ce ne volete proporre 2000 come piano straordinario di reclutamento…MA MI FACCIA IL PIACERE, direbbe totò...malafede? presa per i fondelli? ignoranza? non saprei, comunque meglio tacere e/o dimettersi che dire queste cose…per di più, e non dimenticatelo, dall’università viene il grande del voto di centrosinistra che ha fatto vincere prodi alla camera: e per lo meno in 50 di queste/i elettori/elettrici eravamo lì, venerdì...ragazzi sveglia!!! proprio se non volete capire vi potrei consigliare di prenderci come consulenti, lautamente pagati, così farete un pò di brutte figure in meno;-)poi dite che non siamo ironici, eh? mentre qualcun tra la platea diceva addirittura che aveva ragione lama...robadamatti ragazzi…riprendetevi!!#24 · Ennio
30 ottobre 2006, 17:24 Sono un ricercatore—dunque uno strutturato. Non c’ero all’incontro con Mussi, ma esprimo tutta la mia solidarieta’ ai precari, con le cui sofferenze empatizzo profondamente. Il problema e’ quello denunciato da altri in questo forum: non ci sara’ mai una svolta all’universita’ se non si immettono massicciamente forze giovani. I ricercatori under 40 sono pochissimi, isolati e ricattati. Il problema dell’universita’ italiana e’ quello dell’Italia: il ricambio della classe dirigente. Siamo di fronte a uno dei piu’ grossi conflitti generazionali latenti della storia di questo paese. Ma a differenza del ‘68, non vi sono le condizioni politiche, culturali e sociali per scalzare quella generazione che ha distrutto l’universita’ e che ora, paradossalmente, se ne proclama riformatrice.form di registrazione al sommario
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#1 · Che Delusione
27 ottobre 2006, 22:44 Il “mettersi alla pari” è sempre un bell’esercizio di democrazia, il problema tuttavia è che oggi Mussi ha detto cose molto gravi per i giovani precari. Pochi. pochissimi soldi, e meccanismo di reclutamento locale, il che vuol dire reclutamento per “affidabilità e/o parentela” invece che per merito… E’ chiaro che i precari protestino, e l’alzata di scudi finale del ministro mi pare sintomo più di nervosismo che di sicurezza… mi auguro vivamente che le cose cambino… ma ho poche speranze