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Chávez, la nuova Costituzione, il laboratorio venezuelano
Gennaro Carotenuto, 19 agosto 2007, 02:07
Approfondimento
Il tam-tam mediatico organizzato dalla NED statunitense per i media mainstream, punta tutto su un solo punto "Chávez presidente a vita". Non solo è falso, ma è un nuovo passo della campagna di diffamazione portata avanti dal governo degli Stati Uniti -che nel 2002 fomentò un fallito colpo di stato in Venezuela- ma serve per occultare l'importanza della riforma costituzionale proposta nella Repubblica bolivariana. Vediamone i dettagli
Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha presentato a ferragosto la sua proposta di riforma costituzionale. Questa dovrà adesso subire ben tre letture da parte del Parlamento e quindi sarà sottomessa ad un Referendum popolare per l'approvazione definitiva.
La proposta di Chávez vuole adeguare la Costituzione della V Repubblica venezuelana al nuovo mandato concesso dagli elettori al presidente lo scorso 3 dicembre 2006, con il 63% dei voti: la costruzione del Socialismo del XXI secolo. I principali punti della proposta, che riforma la Costituzione bolivariana in 33 dei 350 articoli, e che prevedono l'eliminazione del limite di una rielezione per il Presidente della Repubblica, concernono il dare sostanza all'idea di Potere popolare e di democrazia partecipativa. Tale Potere dovrà stabilire i meccanismi di controllo popolare su ogni scelta degli altri poteri, tra i quali quello esecutivo e legislativo e sovrintendere alla gestione di tutte le risorse pubbliche, dall'acqua all'energia. Come si fa a restituire potere ai cittadini? Intanto bisogna provarci.
E in Venezuela, uno stato che negli anni '80 era arrivato ad appaltare perfino i propri servizi segreti ad un paese straniero, raggiungendo parallelamente un'esclusione sociale di tre quarti della popolazione, ci stanno provando.
Magari in maniera imperfetta, ma chi blatera a casa propria di "poteri forti", di grandi interessi, di multinazionali, di precarietà, dovrebbe guardare con simpatia al tentativo venezuelano. Punto sostanziale della proposta è quello che garantisce, nell'ambito del socialismo del XXI secolo, il diritto alla proprietà privata. Una delusione per tutti quelli che aspettavano di poter sparare a vista su Chávez. La proprietà privata resta e anzi viene affiancata da altre forme di proprietà tra le quali quella cooperativa e quella comunale. Quest'ultima è ripresa delle forme di proprietà collettiva tradizionale, spazzate via dal latifondo e dalla modernizzazione capitalista. Un salto indietro per costruire il Venezuela del futuro? Dall'Inghilterra delle enclosures, gli storici sanno come proprio la guerra contro le proprietà comunali, ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del capitalismo moderno. Avrà inoltre dignità costituzionale il fatto che i venezuelani, per privilegiare lo sviluppo integrale della persona, non potranno dedicare al lavoro salariato più di sei ore al giorno. Sono 36 ore alla settimana, un orario normale, o che era normale in Europa, prima dell'avvento del neoliberismo, ma che desta scandalo nel Terzo mondo delle maquilladoras, dove è considerato giusto che decine di milioni di lavoratori vengano sacrificati al modello, lavorando 14 ore al giorno per salari di fame per produrre beni di consumo a basso costo per i cittadini del Primo mondo. E' il sacrificio di intere generazioni l'unico pass-partout al progresso? In Unione Sovietica pensavano di sì.
In Venezuela, il Socialismo del XXI secolo pensa tutto il contrario e lo scrive sulla propria Costituzione. Una parte fondamentale della riforma si preoccupa di stabilire poteri per disegnare il Venezuela del futuro, creare dal nulla, nuove provincie e nuove città ecologiche ed entità come un Distretto Federale, che ridisegni l'urbanistica di Caracas. Tutte le grandi metropoli latinoamericane -e non solo- hanno bisogno di ripensarsi, ma la primazia del liberismo economico lo proibisce. Va tenuto presente che il Venezuela è un paese enorme, grande tre volte l'Italia e sostanzialmente vuoto, visto che tre quarti della popolazione di 26 milioni di abitanti vive a ridosso della costa. L'esigenza di dotarsi di strumenti per pensare il paese del futuro (nel 2050 il CEPAL stima che avrà 41 milioni di abitanti) investendo le non eterne risorse petrolifere, è una questione chiave che trova oggi dignità e strumenti costituzionali. Dodici milioni di persone vivono in favelas, addirittura il 60% della popolazione a Caracas, una città cresciuta su di un sistema di vera segregazione tra cittadini, i benestanti nella valle, i poveri abbarbicati sulle colline. Il tutto dovrà avvenire, secondo la proposta di Chávez decentrando, laddove il decentramento dei poteri e l'approfondimento della democrazia partecipativa, sono la premessa e la base della riforma.
Dunque, la proposta di cambiamento della Costituzione bolivariana è sul tappeto. Da oggi in decine di migliaia di assemblee, in quel calderone ribollente di idee che è il Venezuela bolivariano, si comincerà a discutere de "La Cosa". Il dibattito andrà avanti per mesi, fino a concludersi con un referendum popolare. Centinaia di migliaia di persone di tutti i ceti e di tutti i livelli di istruzione ne parleranno con passione, con cognizione, si divideranno o si troveranno d'accordo. Si sommeranno speranze, aspettative, delusioni, esperienze, proposte, distinguo. Insomma, tutto quello che la democrazia deve essere: partecipazione popolare. Chi è che fa prevalere la diffidenza e non l'ammirazione per un progetto di paese nuovo e più giusto come il Venezuela bolivariano. E' un progetto che per la prima volta nella storia mette nero su bianco aspirazioni storiche della sinistra e dei progressisti di tutto il mondo, in una Costituzione che vieta la brevettabilità della vita, che difende la biodiversità, che condiziona l'uso delle risorse naturali all'approvazione delle comunità che vivono dove quelle risorse si trovano e che tra aborigeni e multinazionali sceglie senza esitare i primi.
Questo è quello che sta succedendo in Venezuela, per chiunque ha occhi per vedere. Ma sui giornali di tutto il mondo la notizia vi verrà presentata in ben altro modo: "Chávez vuole essere presidente a vita e propone una serie di riforme velleitarie e ridicole". Tutto il resto, tutto il dibattito, progetti, militanza, inserimento alla vita pubblica, partecipazione attiva di centinaia di migliaia di persone, deve essere svilito, non se ne deve parlare. Sgombriamo subito il campo sul punto meno importante ma più polemico. Nessuno al mondo pensava che il Presidente venezuelano Hugo Chávez potesse andare in pensione al termine del presente e secondo mandato. Neanche l'opposizione.
Il tema della rieleggibilità è complesso in America fin dai tempi di Porfirio Díaz e della Rivoluzione messicana. Chávez propone di superare questo limite. Lo fa per potersi ricandidare, come parallelamente vogliono fare anche Lula in Brasile e Tabaré Vázquez in Uruguay (e Nestor Kirchner passa la presidenza alla moglie Cristina, nella speranza di vederselo restituire poi) senza destare alcuno scandalo. E' legittimo discutere sull'opportunità di tale scelta, e di come i venezuelani si pronunceranno su questo punto con il referendum. Ma non è legittimo, anzi, è canagliesco sostenere che la riforma fa eleggere Chávez "a vita", "indefinitamente", "come Castro". Da dove salta fuori quel "come Castro", palesemente falso? Quel "come Castro" appare adesso, d'improvviso e viene fatto schizzare come fango da un media all'altro, spunta come un fungo da una lingua all'altra, da un lancio d'agenzia all'altro, in maniera identica a quando lo scorso dicembre un pronunciamento di Reporter senza Frontiere, l'ong finanziata dal NED (ovvero dalla CIA) diffuse l'informazione palesemente falsa, che Chávez avesse "chiuso" l'unico media rimasto all'opposizione, la televisione commerciale RCTV. Sorprendente: il giorno prima nessuno diceva che RCTV era l'unico media rimasto all'opposizione e il giorno dopo lo scrivevano tutti, anche se era facilissimo verificare che fosse totalmente falso. Da un momento all'altro quel palese "errore", cominciò a riprodursi a macchia d'olio su centinaia di media. Lo stesso succede oggi con la "rielezione come Castro" e succederà domani con altro. E non è che il NED o RSF o chi per loro, rilancino gli argomenti dell'opposizione. Altrimenti per esempio rilancerebbero l'argomento con il quale la greve opposizione venezuelana attacca TVES, la televisione che ha sostituito RCTV: "è la televisione dei negri", alludendo al fatto che per la prima volta nella storia televisiva del paese una televisione dia spazio alla cultura degli afrovenezuelani, oltre un terzo del paese. Il NED non seleziona le denunce palesemente razziste che pure sono così tanta parte dell'odio anti-chavista. Seleziona e manipola solo quelle presentabili.
Parliamo di cose serie: se la proposta di riforma sarà approvata dal referendum popolare, Chávez si ricandiderà e potrà essere eletto o meno. E' naturale e perfino opportuno che sia così, semplicemente perché il massimo dirigente politico di una trasformazione così ampia dello Stato, non poteva fare agli oppositori di tale trasformazione il favore di andare in pensione tra cinque anni. E' quello che le destre e il governo degli Stati Uniti avrebbero voluto e che i media mainstream ammanniscono, ma la verità è che sarebbe stato irresponsabile da parte di Chávez scegliere di ritirarsi!Per chi è obnubilato dall'idea che la democrazia abbia una sola forma possibile nel tempo e nello spazio, quella anglosassone (e chissà perché si debba copiare tutto da un solo paese, compreso il numero di elezioni di un presidente), e l'economia abbia un solo ordine naturale possibile nel liberismo, tutto è velleitario in Venezuela. E pericoloso. Ed esecrabile. E per fermare l'esperimento bolivariano, che sta restituendo dignità a milioni di persone, tutto è lecito, dal colpo di stato, come fecero l'11 aprile 2002, alla manipolazione sfacciata dell'informazione.Ma chi ha la fortuna di fare informazione, alcune cose ha il dovere di dirle. Ha il dovere di spiegare che, anche così, anche con la possibilità di essere rieletto in elezioni che continueranno ad essere le più monitorate e pulite del mondo (come hanno sempre certificato l'Unione Europea, e l'Organizzazione degli Stati Americani), Hugo Chávez continuerà ad essere il presidente con meno poteri di tutto il continente americano, Stati Uniti compresi ovviamente. E continuerà ad esserlo perché la Costituzione bolivariana del 2000, con quella balzana idea della democrazia partecipativa, messa per la prima volta nella storia nero su bianco in una Costituzione, introduceva (e da domani rafforza) un ribilanciamento di potere a favore del popolo minuto, i diritti del quale, la tradizionale divisione di poteri ispirata dalla Costituzione statunitense, negava invece di garantire.E lo strumento del referendum revocativo (quello che permette la revoca di qualsiasi carica elettiva a metà mandato) ha funzionato, continuerà a funzionare e sarà invidiata da sempre più paesi, costretti a tenersi per molti anni presidenti con indici di approvazione sotto zero. Altro che "Chávez presidente a vita"! I suoi nemici volevano pensionarlo per normalizzare il paese. Suo dovere era non cadere nella trappola e rispettare il mandato degli elettori e dotare il suo paese degli strumenti costituzionali per costruire il Socialismo del XXI secolo. I venezuelani hanno, e continueranno anche con la riforma ad avere, più strumenti di tutti gli americani (statunitensi compresi, ovviamente) per revocare la fiducia ai loro eletti, a partire dal presidente Chávez. I media che lo negano vi stanno mentendo
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#2 · spartaco innocenzi
19 agosto 2007, 09:15 Sulla democrazia partecipata,Paul Ginsborg afferma:”...e ora vediamo in modo sempre piu’chiaro che c’e’ una nuova stagione di richiesta di partecipazione e credo che la partecipazione al processo decisionale,attuata a livello di quartiere,di citta’,ma anche a livelli piu’ generali,in cui si esprime il desiderio di contare nella politica di ogni giorno,sia un processo formativo per i cittadini.Arricchisce i cittadini perche’ li rende piu’ istruiti,piu’ esperti,e aggiunge alla democrazia rappresentativa piu’trasparenza,piu’controllo,piu’ qualita’.La democrazia rappresentativa,che consiste nel votare ogni cinque anni alle elezioni,e’ un modo necessario,sacrosanto,ma insufficiente,di teorizzare la democrazia ora,nel nuovo secolo. Noi dobbiamo legare insieme queste due democrazie e fare dell’una la garanzia dell’altra.” Se prendesse piede questa nuova forma democratica, sarebbe una cosa rivoluzionaria. Discutiamone.#4 · Andrea Parmeggiani
19 agosto 2007, 12:05 Non ho mai creduto ai media che demonizzavano Chavez, In Spagna si dice, che il Psoe stia collaborando sempre più con l’America latina, a Mallorca per esempio, nella città di Palma, dove ha vinto le elezioni una candidata del Psoe, si sta mettendo in piedi proprio una democrazia partecipativa, partendo dal locale, e per non dare troppo nell’occhio. In Venezuela addirittura si parla di portare il lavoro a 6 ore al giorno, meno ore di lavoro per tutti, ma soprattutto lavoro per tutti. Ogni tre lavoratori, è un lavoratore in più, sta mirando alla piena occupazione. Credo che sia un buon modello da seguire, da Porto Alegre è cambiato veramente qualcosa, e il Sudamerica sta dimostrando grande carattere.#5 · nino
19 agosto 2007, 14:47 la proposta di riforma costituzionale di chavez è ottima riguardo molti punti:l’orario lavorativo di sei ore a settimana,il rafforzamento del potere statuale,l’inserimento di norme che danno risalto alle misiones avviate dal 2003,l’inserimento di diritti previdenziali ed assistenziali per tutti i cittadini.Ritengo,però,che l’eliminazione del limite alla rielezione non sia buona cosa.Non perchè pensi che chavez in questo modo possa diventare un dittatore,come blaterano molti organi di stampa italiani ed internazionali,ma perchè c‘è il rischio che l’assuefazione al potere faccia dimenticare a chavez il motivo per cui si è messo a capo della rivoluzione bolivariana.Non vorrei,insomma,che,nonostante il voto popolare,e,soprattutto grazie ad esso, si facesse avviluppare dalle spire del potere per il potere.#7 · Andrea Parmeggiani
19 agosto 2007, 15:20 Condivido la preoccupazione di Nino, però visto il contesto sudamericano. Certamente certe riforme necessitano, molti anni per essere portate a termine, ma se si fa un bilancio partecipativo, si garantirà comunque il controllo del popolo.#8 · NiCav
19 agosto 2007, 19:28 Ma Chavez è lo stesso che ha oscurato (o meglio, non ha rinnovato la licenza – perchè lui è democratico) la più importante televisione venezuelana perchè non era stata e non era abbastanza allineata? Al professor Carotenuto il vizietto ideologico offusca un po’ troppo spesso il raziocinio – cosa non adatta ad un uomo di studio. E per favore, smettiamola con questa smaccata propaganda a favore di dittature in nome del “potere popolare”, anzi “Potere con la p maiuscola”. Ne abbiamo gia avuto abbastanza fino al 1989 – ed oltre, purtroppo.#9 · spartaco innocenzi
19 agosto 2007, 20:28 Ma e’ mai possibile gridare sempre “al lupo,al lupo”.Stiamo alle intenzioni che ha in mente Chavez,in modo particolare per quanto riguarda la Democrazia partecipativa,se poi le sue mire saranno quelle di diventare “dittatore” credo che tutti saremo concordi a “fucilarlo”.#10 · nino
19 agosto 2007, 20:37 Nicav fa finta di non sapere che in tutti gli stati dell’universo mondo il potere esecutivo può rinnovare o meno una licenza televisiva.Chavez ha fatto benissimo a non rinnovare la concessione ad una televisione,che nei giorni del golpe del 2002 ha organizzato con l’opposizione golpista l’oscuramento delle informazioni.A questi signori si risponde anche piu’ duramente che non rinnovando una concessione televisiva.#11 · Andrea Parmeggiani
19 agosto 2007, 21:34 Il terrorismo, a volte è anche mediatico. Il fatto che adesso i media stanno diventando tutti dello stesso proprietario, ci deve far riflettere sui veri pericoli. Un conto è una dittatura nazionale, altro conto è poter manipolare le informazioni nel mondo. Poi d’accordo con Spartaco, se si dimostra un dittatore, si sarà tutti concordi a “fucilarlo”. Ma se si rivelasse un buon modello potrebbe venir esportato oltreoceano, non credete? Poi noi forse siamo in una condizione peggiore. Il capo dell’opposizione è in grado di influenzare molto di più. 3 televisioni private, analogiche, tel digitale, case editrici, produzione cinematografica, distribuzione cinematografica, agenzia pubblicitaria, la Endemol Italia e via dicendo. Quindi se ci domandiamo perchè molti italiani sono superficiali, e viviamo con molti problemi, forse non è che noi siamo messi peggio? Il problema è che anche in questa legislatura si fa molto poco per risolvere la questione. Forse presentarsi con un bel disegno di legge sul conflitto di interessi e sul monopolio dell’informazione sarebbe gradito?#12 · santorre di santarosa
19 agosto 2007, 22:14 Non nego che molte delle cose operate da Chavez siano buone e anche la riduzione dell’orario lavorativo è tra queste, ma vista la storia sudamericana, non vorrei che il nostro Chavez si trasformasse nell’ennesimo caudillo. La democrazia è qualcosa di molto delicato, fatto di pesi e contrappesi. La possibilità di essere eletti illimitatamente mi sembra ad esempio qualcosa di molto poco democratico, a meno che non si consideri la democrazia il sistema che permette alla maggioranza di fare tutto ciò che vuole. E, tra l’altro, le stesse, maggioranze votanti possono essere molto facilmente abbindolate da chi detiene in mano molto potere. Non mi sembra molto rassicurante la posizione di chi dice “se diventa dittatore lo fuciliamo”: un sistema politico serio cerca di impedire a chiunque di diventare un dittatore. E, scusate, se fosse la destra venezuelana a vincere le elezioni, pensate che abrogherebbe la norma che le permetterebbe di restare al governo in eterno? Temo di no. Non è che possiamo giudicare giusta una legge perchè è fatta da uno di sinistra, ma ritenerla liberticida se a farla è uno di destra. Mi auguro, comunque, che la “via venezuelana al socialismo” riesca a funzionare e che veramente realizzi una società più libera e più giusta. Ma, da socialista libertario quale sono, mi fido sempre poco di chi vuole cambiare le cose dall’alto. Più ampio è il potere, più ampia è la corruzione di chi lo detiene.#13 · NiCav
19 agosto 2007, 23:18 nino fa finta di non sapere che in tutti gli stati dell’universo mondo far chiudere una televisione è un atto liberticida e antidemocratico, anche se in maniera regolare e formale come il “non rinnovo della licenza”. E’ come se nel 1946 i Costituenti avessero deciso di chiudere la rai perchè in passato era stata allineata al regime fascista. Ma stiamo scherzando?! Per il resto, pur molto più scettico, sono d’accordo con santorre. Aggiungo poi che l’idea di aspettare e vedere per poi decidere se fucilarlo o meno mi sembra orrida oltre che campata in aria: rischiamo di forgiare nuovi Hitler. Infine, rinnovo il mio invito a non farsi ammansire dalla propaganda ideologica come quella del professor Carotenuto in questo articolo ma di andare a capire davvero cosa sta succedendo in Venezuela, dove, secondo me, gli stilemi di una dittatura (popolare e in nome del popolo, sia chiaro!) hanno già preso forma. Se poi è questa la nuova via al socialismo…allora smetterò di essere socialista.#14 · spartaco innocenzi
19 agosto 2007, 23:44 Allora mandiamoci i bombardieri americani in nome della democrazia della giustizia e della liberta’.Oppure prima del bombardamento,cerca di fare un salto in Venezuela per capire meglio la situazione.Va bene cosi’?#15 · santorre di santarosa
20 agosto 2007, 00:11 Scusa Spartaco, ma non è che criticare Chavez significa volere che l’America dichiari guerra al Venezuela. Non capisco il nesso…Spero semplicemente che la società civile venezuelana stia in guardia ed eviti di concedere eccessivi poteri ai suoi governanti. Io sono dell’idea che il socialismo sia la massima realizzazione delle opportunità e delle specificità individuali, per fare ciò sono necessarie GIUSTIZIA SOCIALE e LIBERTA’, senza l’una cade anche l’altra. Come diceva Olof Palme “il socialismo è un movimento di liberazione”: non si può realizzare riducendo il potere della società o del parlamento. Se Chavez intaccherà le già fragili istituzioni democratiche del suo paese, diventando un caudillo, i Venezuelani saranno trattati in maniera paternalistica ed autoritaria. A quel punto vai un po’ a difendere le tue 6 ore giornaliere di lavoro! E anche se da 6 dovessero diventare 12 che possibilità avresti di liberarti democraticamente del governo?#16 · spartaco innocenzi
20 agosto 2007, 00:52 Caro Santorre,ho esordito con uno scritto di P.Ginsborg sulla democrazia partecipativa alla quale si rifa’Chavez nelle sue intenzioni programmatiche Quindi ho espresso il mio modestissimo giudizio su quanto letto nell’articolo affermando che qualora si dovesse compiere questa svolta democratica,sarebbe rivoluzionaria.Punto. Poi ho risposto tra il serio e faceto a NiCav,dove e’ ossessionato da future dittature.Infine ho risposto con una certa ilarita’(ogni tanto ci vuole).Allora,vogliamo discutere pacatamente senza prevedere eventuali dittature,e augurarsi che la strada tracciata da Chavez possa dare al popolo venezuelano un futuro migliore.Chiedo troppo?#17 · Mary
20 agosto 2007, 08:10 A me suona male la frase dell’articolo: “Ma sui giornali di tutto il mondo la notizia vi verrà presentata in ben altro modo…”. Ma gente, pensate che tutto il mondo sia cretino e che solo l’autore di questo articolo detenga una verità “rivelata” (da chi?). Penso piuttosto che il mondo ne abbia già avuto abbastanza di ideologie “popolari” e non esulti certo in vista di una nuova “rifondazione” di tal genere.#18 · Reynamiranda
20 agosto 2007, 09:30 Consiglio a NiCav di leggere gli articoli scritti dal Prof Carotenuto sul suo sito. http://www.gennarocarotenuto.it Non c‘è nessuna propaganda ideologica. RCTV continua a trasmettere, come tutti i media privati liberamente, e il panorama dei giornali e tv venezuelani continua ad essere dominato dall’opposizione al 70% come hanno testimoniato gli osservatori internazionali. Ovviamente i nostri giornali non lo scrivono e mi sa che di ideologico ci sei tu e La Repubblica. saluti#19 · Valfredo
20 agosto 2007, 10:03 Non potendo fare a meno di notare come sia stato eletto democraticamente Chavez e leggendo tra le altre cose parte di storia di questo splendido continente,dal quale potrà partire la riscossa dell’uomo portatore di ideale puro di libertà e democrazia,non posso fare a meno di far notare a tutti come questo cambiamento avvenga attraverso il più democratico e lindo processo politico possibile. Sono d’accordo con Mary e nutro i suoi timori ,però so anche che un vero democratico si differenzia da uno che non lo è proprio non facendo il processo alle intenzioni,tanto è vero che è la democrazia ad accettare al suo interno gli ideali che possono portarla alla sua stessa fine e semmai dopo (e solo dopo) prende provvedimenti per non perire e non altre forme politiche. Quindi ne deduco(non per l’articolo ma per la proposta) che in un America,dove la martoriata democrazia è stata messa sempre a dura prova, ben vengano queste proposte di cambiamento. Purchè queste vadano in direzione del bene comune ,dell’equità sociale e del rispetto dell’ uomo e dell’ambiente. Saluti di sinistra#20 · Andrea
20 agosto 2007, 10:12 Nicav dimentica, nel suo esempio, che la Rai era pubblica alla fine della guerra, quindi perfettamente ricambiabile o sostituibile nei vertici. La televisione venezuelana che lui difende era invece di poprietà del presidente della confindustria venezuelana, organizzatore del golpe del 2002.#21 · santorre di santarosa
20 agosto 2007, 10:45 @ spartaco: anche io ho espresso il mio auspicio che la politica chavista possa portare il Venezuela ad una società migliore.Paul Ginsborg parla di democrazia deliberativa; questa si basa sul protagonismo sociale, non su riforme calate dall’alto o su referendum octroyeé (altrimenti De Gaulle sarebbe stato il più democratico tra tutti i presidenti della storia). Sulla questione tv: il paragone non calza anche perchè nel periodo fascista la Eiar era organo di una dittatura, mentre la RCTV si trovava a trasmettere in democrazia: perciò se la RCTV avesse incitato (come del resto ha fatto) al golpe contro un governo democraticamente eletto e che agiva all’interno della costituzione, allora la chiusura della rete o la sottrazione della licenza sarebbe stata giusta. Facciamo il caso italiano: se la7 o una rete mediaset incitassero al golpe contro il governo Prodi non penso che ciò potrebbe essere permesso. L’incitare all’odio e alla violenza costituisce un reato e bisognerebbe trattare con molta più attenzione il tema delle concessioni televisive: come diceva anche Karl Popper, in “Cattiva maestra televisione”, bisognerebbe istituire una “patente” per trasmettere, che viene concessa solo a chi dimostra di ripettare i principi costituzionali.#22 · spartaco innocenzi
20 agosto 2007, 14:03 intendevo dire,che, comunque la democrazia partecipativa deve avere un suo ruolo di controllo per rendere trasparente la vita democratica.#23 · Massimo Cavallini
20 agosto 2007, 15:12 Nella proposta di Chavez ci sono due parti. Una molto chiara: quella che aumenta i poteri presidenziali attraverso l’aumento da sei a sette anni del mandato e attraverso l’abolizione della clausola di non rieleggibilità. Ed una piuttosto fumosa: quella dedicata allo sviluppo della “democrazia partecipativa” nella prospettiva della costruzione del “socialismo del XXI secolo”. Se si considera la piuttosto evidente natura carismatica della presidenza di Chávez, credo sia del tutto legittimo guardare con sospetto alla riforma della Costituzione. Soprattutto se si considera che lo sviluppo della democrazia partecipativa, affidata a molto evanescenti (almeno fin qui) consigli popolari, avviene a discapito della vecchia struttura decentrata dello Stato. Ed in ogni caso trovo decisamente fuori luogo vedere in questi legittimi sospetti – riportati più o meno correttamente dai media – i segni di un “complotto di Washington”. Se la sinistra ha ancora bisogno, per discutere, di questi “bau-bau”, siamo davvero messi male. L’articolo di Carotenuto mi pare, in questo senso, decisamente infelice.#24 · NiCav
20 agosto 2007, 15:36 Chavez cambia il fuso orario del Venezuela Dal 2008 ci sarà una nuova ora ufficiale: lancette in avanti di 30 minuti e distacco da Greenwich portato da 4 a 3 ore e mezza CARACAS (VENEZUELA) – Il prossimo passo sarà probabilmente quello di imitare lo scomparso presidente del Turkmenistan Saparmyrat Nyýazow, che era arrivato a modificare il nome dei mesi, in polemica antioccidentale. Del resto se agosto si chiama così in onore di Cesare Augusto perchè non poter fare altrettanto? Così non poteva essere da meno il presidentissimo venezuelano Hugo Chavez che, ha deciso che dall’anno prossimo ci sarà una nuova ora «ufficiale»: in tutto il Paese (dove non esiste nemmeno l’ora legale) le lancette dell’orologio di mezz’ora in avanti rispetto ad adesso, a partire dal 1 gennaio 2008, recuperando così 30 minuti di scarto rispetto al meridiano di Greenwich, che attualmente è di quattro ore ma che scenderà a tre e mezza. In pratica, la giornata venezuelana diverrà più lunga, permettendo alla «Nuova Rivoluzione Bolivariana» avviata nove anni fa dall’ex golpista di avere più tempo utile a disposizione per progredire. LA DECISIONE – L’annuncio del bizzarro provvedimento è stato dato dallo stesso Chavez nel corso di un torrenziale e non sempre lucidissimo soliloquio in diretta, della durata di ben sette ore, coinciso con la trasmissione del programma «Alo, Presidente!» alla radio nazionale; a far da spettatore, e da occasionale interlocutore, il solo ministro per la Scienza e la Tecnologia, Hector Navarro. Il leader di Caracas non ha fornito indicazioni approfondite per giustificare il mutamento di orario, se non uno sbrigativo «È una questione di metabolismo, il cervello umano è condizionato dalla luce solare». Navarro a sua volta ha giustificato la propria presenza nello studio radiofonico spiegando che la maggiore durata del tempo diurno «agevolerà tutti i venezuelani, nel lavoro e nello studio». Chavez si è quindi ripreso la parola, precisando che la Legge sulla Meteorologia sarà emendata di conseguenza, per essere uniformata alla novità: non è tuttavia chiaro se, grazie a essa, il Paese sud-americano subirà anche un trasloco sulla mappa dei fusi orari.#25 · nino
20 agosto 2007, 18:42 Che si discuta la riforma costituzionale è assolutamente legittimo,che si faccia addirittura un articolo,per dire sotto sotto che chavez ha perso la testa perchè il suo governo intende spostare l’ora legale o ufficiale di mezz’ora,mi sembra una evidente stupidata.Ma tant‘è....A quando un articolo che informerà che Chavez è dittatore perchè ordinerà che Darwin si dovrà insegnare in venezuela?#26 · ormando
20 agosto 2007, 19:53 Mentre l’Europa sonnecchia all’ombra del liberalismo più sfrenato e delinquenziale l’america latina si è svegliata e il Molich statunitense deve ingoiare questo brutto rospo. Auguri Chavez,auguri al popolo venezuelano,ma tenetevi pronti i boss del capitalismo mondiale le tenteranno tutte per abbattervi.#27 · NiCav
21 agosto 2007, 13:47 se mettiamo in discussione anche il liberalismo – frutto di tutte le conquieste civili e sociali dell’europa moderna -allora stiamo proprio messi in una brutta situazione… nino, a me sembra più stupido stare a glorifcare ed incensare un ex-golpista che sta tentando di instaurare una dittatura sul popolo che l’ha eletto (ricordate quando minacciò di cambiare la costituzione per rimanere in carica fino al 2031, o quando disse che chi aveva firmato per il referendum contro di lui era stato registrato e non l’avrebbe fatta franca?) piuttosto che scrivere un articolo in cui tra il serio e il faceto si mettono alla berlina le ambizioni di questo maniaco d’onnipotenza…penso che in nome del socialismo si siano consumate gia troppe tragedie, anche grazie a chi come alcuni in questo forum (o come il prof carotenuto) sono pronti a giustificare tutto quello che viene fatto in nome di una presunta (in)giustizia sociale. svegliamoci, per favore, prima che nascano nuovi mostri…#30 · Massimo Cavallini
21 agosto 2007, 20:29 Quando si parla di Chávez – così come quando si parla di Cuba – non è facile trovare un punto di equilibrio razionale tra le fobie antisocialiste di Battista (fobie peraltro alimentate, nel caso specifico, da una provata incompetenza in materia) e la propaganda di basso profilo di cui l’articolo di Gennaro Carotenuto è un non troppo luminoso esempio. Ma è proprio questo che la sinistra deve cercare di fare. Scrivere, come fa Carotenuto, che Chávez è oggi “il presidente con meno poteri di tutto il continente americano, Stati Uniti compresi” è una sciocchezza senza pari. Specie quando si pretende di archiviare preventivamente ogni diversa opinione come un prodotto della campagna della NED (cerchiamo di non far ridere i polli). Chávez è un presidente eletto (e ripetutamente eletto) in regolarissime elezioni. E non solo non può (ancora) essere definito un dittatore, ma ha il merito storico di avere, almeno all’inizio della sua rivoluzione, allargato le basi di una democrazia asfittica come quella del “punto fijo”. È un fatto, tuttavia, che ha in questi annullato tutti gli equilibri istituzionali che danno solidità alla democrazia. Oggi Chávez ha il pieno controllo dell’esecutivo, del legislativo (con un parlamento al 100 per cento a lui favorevole ed una “ley abilitante” di legiferare a suo piacimento per decreto), del giudiziario e delle forze armate. Ed è in questo quadro che la sua proposta di riforma costituzionale non può non apparire (a dir poco) inquietante. Come è inquietante (ed anche qualcosa di peggio) è la deriva di Chávez verso un sempre più pagliaccesco culto della personalità.#31 · NiCav
21 agosto 2007, 21:35 Onestamente, concordo per filo e per segno con Massimo Cavallini. Io non ho mai detto – e dico mai – che Chavez ha instaurato una dittatura. Io sto solo dicendo che si rischia – anzi,aggiungo,accadrà sicuramente – di deteriorare il fragile equilibrio democratico venezuelano, ma molti di voi questo non lo ammetteranno mai solo perchè Chavez si riempie la bocca di “socialismo del XXI secolo”, espressione che ultimamente vi piace tanto tanto. Detto questo, scusami Franco, ma semplicemente io mi preoccupo delle intenzioni di un capo del governo nei confronti del proprio popolo: credo che sia una cosa legittissima.#32 · peppe
21 agosto 2007, 23:05 Se questa simpatica reincarnazione di Peron diventa l’ispiratore del socialismo del XXI secolo vuol dire che siamo alla frutta. Fra l’altro, seguendo le orme di Giulio Cesare, Chavez vuole fare il presidente a vita. Un bel modo di concepire la democrazia. Ma siamo seri!#33 · nino
22 agosto 2007, 02:15 ricordo che in italia,francia,germania,inghilterra e spagna il capo del governo non ha limiti temporali.Può,cioè,essere eletto per molte legislature.In questi paesi,però,non si parla di presidenza a vita.Perchè,allora,per chavez si?Perchè evidentemente c‘è un elemento,che offusca il giudizio:il timore che chavez rieca in america latina a costruire un blocco contro le pretese egemoniche degli usa.Allora è necessario coprirlo di fango con accuse false.#34 · NiCav
22 agosto 2007, 02:44 italia,francia,germania,inghilterra,spagna sono democrazie di tipo avanzato, delle “democrazie sociali” – qualcosa di piu di un mero meccanismo. In questi stati è ai limiti dell’impossibile un colpo di stato come quelli che sono accaduti regolarmente e con una frequenza devastante in Venezuela (lo stesso Chavez era un golpista) prima dell’elezione di Chavez. Quello che servirebbe ora sarebbe il rafforzamento dei principi democratici che hanno permesso a Chavez di essere eletto con i crismi del consenso popolare. Non ci serve che Chavez governi a vita, altrimenti addio democrazia, addio potere del popolo. Tutto questo con le accuse di timori di un blocco antiusa in america latina mi pare non ci azzecchi molto.#35 · Caterina Marmugi
22 agosto 2007, 05:45 Vivo da 20 anni in Venezuela ed ho visto nascere e svilupparsi il chavismo. Vorrei apportare solamente alcuni elementi di discussione. Gli argomenti, se cosí si possono definire, di Carotenuto, non vale nemmeno la pena di discuterli: sembrano veline del governo di Chávez. In quanto alla CIA, se fossi Bush, li licenzierei tutti: tanti anni pagando,secondo il governo e i vari Carotenuto, giornalisti, politici, sindacalisti, industriali, ONG e addirittura sicari, senza levare un ragno dal buco, anzi, ottenendo l’effetto opposto; come minimo sono degli inetti. Ma veniamo ai temi “seri”. E’ o non è il regime di Chávez un regime democratico? Mi sembra uno dei temi di fondo. RCTV: è legittimo non rinnovare una licenza, ma non per motivi politici, semplicemente perché la legge che regola l’argomento non lo contempla. E rispetto alla legge il canale era in regola. Se era golpista o no dovrebbe essere la magistratura a stabilirlo e prendere i provvedimenti necessari. Ma non è mai stata fatta una denuncia e meno emessa una sentenza. Sempre riguardo l’informazione: nel canale dello Stato (il canale 8 o Venezolana de Televisión), l’opposizione e la dissidenza non hanno voce. Vengono rammentate solo per essere denigrate e tacciate di fasciste, golpiste e prezzolate dell’Impero. Vi piacerebbe una RAI così? Dubito, visto che in Italia ci si accapiglia anche solo per pochi secondi di presenza. Trasparenza: il potere al popolo (frase che suona molto bene)dovrebbe garantirla, a detta di molti. Dal famoso “paro petrolero” (episodio per altro infame della recente storia venezuelana e uno dei peggiori atti dell’opposizione)la nuova PDVSA, roja rojita, epurata da quanti non fossero seguaci di Chávez, non presenta nemmeno uno straccio di bilancio annuale.E tanto meno un rendiconto sull’utilizzazione dei fondi da parte dell’esecutivo. Del resto non è dato conoscere il bilancio di nessun ministero né ente pubblico. Anche perché ai giornalisti della stampa e delle TV di opposizione sono precluse le fonti ufficiali. Il presidente dispone dei proventi del petrolio senza che nessun organismo svolga una funzione di controllo, senza dover rendere conto né chiedere l’approvazione di nessuno. Nella riforma costituzionale in discussione attualmente alle già ampie attribuzioni presidenziali si aggiungeranno anche quella di amministrare il Banco Centrale e le riserve internazionali. In questo quadro, quali saranno le possibilità di vigilanza e controllo dei Consigli comunali che hanno la funzione di gestire i problemi inerenti alle comunità di cui sono espressione? Mentre da un lato si va nella direzione di un accentramento sempre più smodato del potere nelle mani dell’esecutivo, dall’altro si dà il contentino del “potere al popolo” per mezzo di un sistema assembleare che comunque dipende sempre dal potere centrale. I grandi vecchi del glorioso PCI, non mai rimpianti abbastanza, hanno insegnato alla mia generazione a diffidare dell’ assemblearismo come uno dei sistemi più facilmente manipolabili. Elezioni: il Consiglio Nazionale elettorale è composto da soli esponenti del Governo o affini al processo rivoluzionario. Non solo non sono previsti rappresentanti dell’opposizione, ma non sono nemmeno ammessi al centro operativo che riceve i dati. Le votazioni sono elettroniche, trasmesse via telefonica e da poco tempo anche la compagnia dei telefoni, CANTV, è nazionalizzata. Vi fidereste voi? Io, e molti venezuelani, non tanto. Per finire, anche le Forze armate non sono più al servizio della Nazione, ma del Processo rivoluzionario. E a chi non sta bene così, che chieda il congedo, parole del Presidente. Sono già affiancate da una Milizia Popolare che la nuova costituzione sancirà come parte integrante delle forze armate. Certo, da una rivoluzione civico-militare, non ci si poteva aspettare di meno!#37 · nino
22 agosto 2007, 13:11 se caterina con tutto il suo discorso vuole arrivare alla conclusione che il governo chavez non è democratico,si sbaglia di brutto.Potrà affermarlo con cognizione di causa:1)allorchè non ci saranno piu’ elezioni libere,2)allorchè saranno cancellati i partiti dell’opposizione3)allorchè gli oppositori per le loro idee saranno incarcerati.Non verificandosi almeno una di queste condizioni, affermare che chavez è dittatore o sta andando verso la dittatura è propaganda.#38 · Dusk
22 agosto 2007, 13:53 Attenzione. Un regime non democratico, nel 2007, si presenta sostanzialmente diverso da uno analogo di 100 anni prima. Ci sono dei parametri, abbastanza elaborati, e su cui ovviamente non tutta la politologia concorda. Tuttavia, alcuni punti sono imprescindibili e universalmente condivisi. In primis, le elezioni. La definizione di “elezioni libere” non è, ovviamente, limitata ad un atteggiamento di facciata. Ci sono dei parametri, circa la vigenza di un pluralismo politico tangibile e non puramente formale, circa l’atteggiamento da tenersi a livello mediatico, circa la modalità con cui tenersi la campagna elettorale, lo spazio riservato ai dibattiti, la legislazione elettorale, e la modalità del voto (libero, uguale, segreto). Una soppressione manifesta delle opposizioni, ad esempio, oggi sarebbe talmente grossolana, da non essere minimamente attuabile. Esistono forme ovviamente più elaborate e più subdole. Nessun dittatore, oggi, alla luce della storia contemporanea, sarebbe tanto sprovveduto da promuovere un iter legislativo manifestatamente volto ad imbavagliare i soggetti, singoli o collettivi, di dissenso.. Un’oligarchia che vuole instaurare un regime autoritario, o totalitario, a meno che non sia composta da un nugolo di idioti incompetenti, di fatto tiene conto del livello dell’opinione pubblica del Paese e del globo intero. Ai tempi di Mussolini, bastava una Legge Acerbo, per poi poter risultare regolarmente e democraticamente eletti. 50 anni dopo, con Pinochet, ad esempio, la faccenda ha preso una piega differente. Di fatto, però, anche quel regime poteva vantare “libere elezioni”, la presenza formale di partiti d’opposizione e la garanzia che i rappesentanti dei medesimi non fossero incarcerati per le loro idee. Se i parametri formali sono quelli espressi dall’intervento #37, i regimi che si sono intervallati nel sudamerica tra gli anni 50 e gli anni 70 sono da considerarsi tutti perfettamente democratici..#40 · Caterina Marmugi
22 agosto 2007, 14:23 Prima di tutto non ho detto né che è un dittatore, né che va verso una dittatura.Semmai userei altre categorie politiche. Perché è vero, tecnicamente è un paese democratico ma, a mio avviso, gli spazi democratici si stanno riducendo. Per me democrazia non vuol dire solo che ci siano elezioni e opposizione. Democrazia vuol dire rispetto per le minoranze, spazi di confrontazione politica aperti a tutti, e soprattutto meccanismi e regole precise validi per tutti. Vuol dire equilibrio fra i differenti poteri dello Stato e della società e non la prevalenza di uno sugli altri, come invece succede qui. Le elezioni sono libere, è vero, ma il Presidente e il partito di governo usano tutto l’apparato e le risorse dello Stato per fare campagna elettorale e proselitismo. Campagna elettorale spesso basata sulla denigrazione dell’avversario e sul clientelismo. Ed esiste una pesante discriminazione politica, sul lavoro, per esempio. Se sei dell’opposizione non puoi aspirare a lavorare in un ente pubblico o in un’industria dello Stato.Così come non puoi aspirare ad uno dei tanti sussidi che il Presidente elargisce ai poveri. Da PDVSA sono stati licenziati tutti quelli che avevano firmato per il referendum revocatorio, sempre per esempio, in base alla famosa lista di firmatari che per anni è stata disponibile in Internet. Tutto questo mi fa pensare che c‘è bisogno di più socialismo, come il titolo dell’articolo di Fulvia.E che gli attuali partiti di sinistra non riempiono questo vuoto. Scusate la lunghezza dell’intervento. Consideratelo lo sfogo di una comunista delusa da un progetto in cui aveva quasi riposto speranze.#41 · nino
22 agosto 2007, 14:52 Ci vuole un po’ di faccia tosta per affermare che il regime di pinochet permetteva elezioni libere a cui le opposizioni potevano partecipare, esprimendo liberamente le loro idee .Il golpe militare dell’11 settembre 1973 è stato cruento,coll’esercito che sparava e torturava gli oppositori politici.Nel parlamento cileno del dopo 11 settembre,inoltre, e nelle assemblee delle varie regioni del paese non mi risulta che ci fossero le opposizioni.Siamo arrivati al punto di affermare che i regimi militari sudamericani dagli anni 50 ai 70 permettevano elezioni libere e agli oppositori la libertà di non andare in carcere,dimenticando,però,di dire che venivano ammazzati liberamente a casa propria.#42 · NiCav
22 agosto 2007, 14:58 Caterina, le tue parole sono pesanti come pietre. E, secondo me, chiudono questo discorso. Il socialismo ha bisogno di altre forme, diverse da quelle di chavez, contrarie ad ogni autoritarismo (anche a quelli in nome e per il “popolo). c‘è bisogno di recuperare un fondamentale culto della libertà. Come direbbe Turati: “libertà, per essa il socialismo vivrà, senza di essa non sarà”. E aveva ancora una volta ragione.#43 · nino
22 agosto 2007, 15:00 riguardo poi alla affermazione secondo cui oggi la cancellazione delle opposizioni non sarebbe attuabile,ricordo che i partiti alleati del presidente chavez,dopo il golpe dell’11 aprile 2002,sono stati messi tutti fuorilegge e che se non fosse stato per la reazione di parte dell’esercito e del popolo a quest’ora i venezuelani ancora sarebbero in quella situazione alla cilena.#44 · Caterina Marmugi
22 agosto 2007, 15:15 In risposta a NiCav. Spero invece che il discorso non si chiuda. Credo valga la pena analizzare e ragionare sul fenomeno Chávez e il fantomatico “socialismo del XXI secolo”. In esso sono presenti tutti gli elementi che hanno tormentato e continuano a tormentare la sinistra del mondo. Socialismo e libertà, comunismo,populismo, socialismo e democrazia ecc ecc.E’ affrontare gli stessi temi di dibattito della attuale sinistra italiana da un altro angolo.Dove fra l’altro si fanno più evidenti i problemi relativi al Terzo mondo e alla globalizzazione e la relazione di questi temi con gli ideali socialisti, libertari e democratici.#45 · Valfredo
22 agosto 2007, 15:30 Il regime di Pinochet metteva gli oppositori nello stadio e torturava i più pericolosi facendoli sparire. In modo molto differente di Arena che li buttava nell’immondizia o li uccideva in chiesa o dei generali argentini che li buttavano dagli aeroplani nell’oceano e i figli se li adottavano allegramente. Lo stesso Craxi,non Castro o chi per esso, aveva i mitra puntati alla schiena quando è andato a portare l’ultimo saluto ad Allende e l’allegro Pinochet,nazista(per la cronaca i nemici cioè quelli che scrivono sui muri 10,100,1000 Auschwitz),che nonostante abbia subito più attentati alla vita di chiunque altro e sempre rimasto illeso,amava torturare in particolare le femmine con i topolini. Pronti con lo stomaco? Indovinate dove venivano infilati? Tutti stati in Sud e Centro america,vero companeros?#46 · Dusk
22 agosto 2007, 15:40 Caterina. Appunto. La situazione che hai descritto è quella di un sitema elettorale solo formalmente libero e nei fatti ben lontano dall’esserlo. Era quello il discorso che, purtroppo, non sono riuscito a far capire a nino. Cui vorrei rispondere in maniera più articolata, visto che l’esempio del Cile di Pinochet l’ho fatto io. E’ ovvio, santo cielo, si evince dal mio discorso, che nei fatti le elezioni del regime di Pinochet erano tutt’altro che libere, così come non lo erano i partiti di opposizione. Stavo appunto spiegando, in termini molto semplici, la differenza tra un regime in cui formalmente la libertà, il pluralismo, e gli istituti democratici sono presenti, ma sostanzialmente svuotati di ogni significato e un regime in cui tali garanzie sono realmente operanti. Ma veramente, dove sta la difficoltà di lettura in ciò che ho scritto? Tornando al Cile, comunuque, dopo il golpe del 1973, FORMALMENTE la Costituzione di Pinochet è stata approvata mediante un referendum, svoltosi il 1 settembre 1980 e regolato da un decreto legge dell’8 agosto del 1980. Tra la data di pubblicazione del testo della costituzione (11 agosto) e quella di votazione trascorse meno di un mese, con possibilità SOSTANZIALMENTE limitatissime sia per l’opposizione cattolica che per quella di sinistra. Ma, FORMALMENTE , ci furono addirittura dei comizi pubblici in cui l’ex presidente E.Frei fece un lungo discorso, applauditissimo, in cui dichiarava che l’approvazione di quella costituzione avrebbe trasformato il Cile in una dittatura. (Siamo in una condizione di pluralismo politico reale? Certo che no, diamine. E’ quello che sto dicendo.) Il 67% dei votanti (elezioni formalmente libere, quindi) (Sì, LO SO, sostanzialmente non lo erano, è quanto cercavo di dire!) approvò il testo costituzionale. In schede elettorali in cui accanto al SI’c‘era la bandiera cilena, ed il “No” era di dimensioni quasi illegibili. Solo con quella costituzione, tra l’altro, furono dichiarati disciolti i partiti che, sì, FORMALMENTE, avevano avuto esponenti che sedevano in parlamento. Privi di potere e di ogni tutela sostanziale. Ma FORMALMENTE, nel regime di Pinochet, vigevano ancora le regole che garantivano la libertà di parola, il divieto di discriminazione per motivi politici eccetera eccetera. Insomma, se uno avesse fatto notare queste cose, Pinochet avrebbe risposto sorridente “ecco, vedete? Abbiamo tutte le leggi che garantiscono le libertà civili e politiche a tutti”. Poi, che nei fatti, gli oppositori politici venissero minacciati, torturati e fucilati, lo sappiamo, siamo tutti d’accordo e nessun essere dotato di buon senso si sognerebbe di affermare il contrario. Ultima cosa. Come perse il potere Pinochet? Con il referendum del 5 ottobre 1988, a seguito del quale non raggiunse la maggioranza. Ergo, sempre FORMALMENTE, questo dovrebbe essere la riprova che si era in democrazia, visto che Pinochet le elezioni poteva anche perderle. Ora, fortunatamente, vedo che su Pinochet nessuno è tanto gonzo da credere che tali forme corrispondano alla sostanza. Questo stavo cerando semplicemente di comunicare E cecavo, ma siamo in alto mare e nemmeno mi perito di provarci, di introdurre un piccolo tema. “Perchè se un regime non democratico ha una bandiera (ideologia) che non ci piace badiamo alla sostanza, mentre se la bandiera ci garba, allora, stiamo lì a fermarci sugli aspetti formali?”.#47 · nino
22 agosto 2007, 16:02 La sostanza dice che in venezuela, fino a prova contraria, non ci sono prigionieri politici.I giornali dell’opposizione,inoltre, esprimono tutto il dissenso verso il presidente,a tal punto che qualche mese fa talcual pubblicò una immagine del grande dittatore di chaplin,titolando:heil hugo!.Non c‘è una legge sulla par condicio nelle televisioni pubbliche si,ma quelle private riversano allo stesso modo delle prime bile contro l’avversario.L’opposizione che è rimasta in parlamento dal 2000 al 2005,allorchè decise di non partecipare alle elezioni politiche di quell’anno,per tutto il tempo della permanenza ha dato,giustamente,filo da torcere alla maggioranza.Se la stessa opposizione non avesse deciso scriteriatamente di non partecipare alle politiche del 2005,ora,in parlamento potrebbe fare le barricate per impedire,legittimamente,il passaggio della riforma costituzionale.Chavez può piacere o meno,ma lo si deve giudicare sulla base dei fatti e non sull’ideologia che si abbraccia.#48 · NiCav
22 agosto 2007, 17:23 hai ragione caterina, ma io intendevo “chiuso il discorso” apologetico che nino continua a fare. a nino ricordo che chavez disse queste parole in occasione della raccolta firme per il referendum contro di lui: « Colui che firmerà contro Chávez, il suo nome sarà registrato per la storia, perché dovrà mettere il suo nome, cognome, la sua firma, numero di carta d’identità e impronta digitale ». Dov‘è il principio democratico? E dove invece la pluralità nelle statistiche di esposizoine mediatica pubblicate nella relazione della commissione di Osservazione Internazionale dell’Unione Europea? Io non le vedo sinceramente.#49 · Massimo Cavallini
22 agosto 2007, 18:25 Il punto centrale dell’intervento di Caterina Marmugi – un’autentica lezione di giornalismo a fronte del compitino propagandistico propinatoci da Gennaro Carotenuto – mi pare questo: Hugo Chávez non sta costruendo il “socialismo del XXI secolo”, ma sta gettando al vento un’occasione per allargare davvero le basi della democrazia venezuelana e costruire qualcosa di nuovo e di originale. Qualcosa che serva, almeno in prospettiva, alla causa del socialismo, anziché contribuire ad affossarla nel quadro d’una (piuttosto demenziale e proterva, a questo punto) “coazione a ripetere”. Più in concreto: Chávez sta trasformando in un regime autoritario e personalistico (due difetti che, purtroppo, appartengono alla storia del socialismo e che davvero penoso è vedere riproposti in una quasi farsesca chiave in Venezuela) il processo avviato dal “caracazo” e passato attraverso la crisi mortale del “puntofijismo”. Anch’io non credo che Chávez intenda soffocare ogni forma di democrazia e di libertà, non foss’altro perché l’instaurazione d’un regime inequivocabilmente dittatoriale entrerebbe in insanabile contraddizione con le sue ambizioni di egemonia continentale. Avanzare paragoni con Pinochet, al fine di far risaltare le virtù del chavismo. caro Valfredo, è quantomeno fuorviante. In America Latina, l’antidemocrazia ed il caudillismo hanno sempre avuto molti volti. Era democratico, ad esempio, il regime priista messicano (dove esistevano partiti d’opposizione, libertà di stampa e dove si votava regolarmente ogni se anni)? Chiudere gli occhi di fronte alla deriva autoritario-carismatica del chavismo, mi sembra un pessimo servizio fatto alla sinistra nel suo complesso.#50 · Caterina Marmugi
22 agosto 2007, 18:54 Proprio questo era il senso del mio intervento e proprio queste le mie preoccupazioni. Su questo invito a riflettere e a discutere. E a farlo in maniera aperta, senza pregiudizi, guardando ai fatti e cercando di liberarci da schematismi vecchio stampo che troppo spesso riafforano. E che ci portano a considerare buono tutto quello che si tinge di rosso e si riempe la bocca di popolo e rivoluzione. Che è quello che sta facendo Chávez: o con me o contro di me, o rivoluzionario bolivariano o servo dei padroni e dell’Impero. Mi rifiuto di ricadere in questa logica.#51 · Fabio
23 agosto 2007, 12:06 Ciao nino! Meno male che ci sei tu in Italia senno’ il bolscevismo come farebbe a proseguire per la sua strada distruttiva? Se fossimo all’asilo sarebbe chiaro a tutti che NON VUOI CAPIRE. Ma siccome siamo tra italiani, ti e’ concesso andare in giro nudo tanto noi siamo cosi’ sottomessi che non abbiamo piu’ forza di darti del ridicolo. Questa e’ la situazione del nostro paese. Abbi dignita’ STAI ZITTO CHE HAI PERSO. Oppure sfrutta la liberta’ di spararne ancora piu’ grosse, ma poi assumiti la responsabilita’ di farneticare. Ma anche no… agli italiani piace chi spara cose a caso. Masochismo?#54 · danilo bruno
24 agosto 2007, 08:19 Non ho mai creduto troppo alle semplificazioni di molti media ma neppure ai comizi scritti a sostegno di Chavez. A proposito il sig. Carotenuto è mica console onorario del Venezuela da qualche parte d’Italia? Io so soltanto che Mandela ha portato il Sudafrica alle democrazia e alla libertà senza alcuna vendetta e soprattutto dopo il secondo mandato si è tranquillamente ritirato a vita privata. Chavez vuole essere credibile? Meno appelli al popolo e meno mutamenti degli orologi e soprattutto rispewtto delle legig vigenti.#55 · Marcello Marani
25 agosto 2007, 03:55 Ma quant‘è “scucciante” chisto fabio, che vergognadosi forse di presentarsi col suo nome di Francesco Nanotti o con l’ormai squalificato pseudonimo o nick name di “franco” ed a volte persino di francesco, adesso si ricicla come “fabio”, ma sempre con l’ossessione della minaccia del “bolscevismo italico”. Ma il pover’uomo, non si accorge di essere immerso nella merda del capitalismo, in cui apparentemente e fino a che glie lo consentirà il suo padrone sembra sguazzarci bene! Quanto a Chavez, non avendo la pretesa di conoscere, capire e giudicare tutto e tutti, pur non essendo un credente, mi atterei al saggio comandamento evangelico di: “Non giudicare per non essere giudicati” e mi limiterei a sforzarmi di conoscere di più per capire meglio. Perchè, lo ripeto per l’ennesima volta, che se giudicare è facile, capire è più difficile, e capire per ben giudicare dovrebbe rappresentare la summa delle nostre aspirazioni. Mi limito a rilevare solo due cose: A) Come la storia insegna, e non sto a citare tutti i casi, i rivoluzionari di ieri si sono sempre trasformati nei conservatori di oggi e nei reazionari di domani. Quindi come ho più volte affermato forse dovremmo rivedere, approfondire e riabilitare il concetto troxista della “Rivoluzione permanente”, perchè una volta conquistato il potere sia democraticamente che con l’insurrezione, l’affermazione, che “bisogna salvare la rivoluzione”, di fatto trasforma le forze rivoluzionarie in conservatrici. B) Se è vero che la citata rete è stata fomentatrice del tentativo di golpe, ritengo molto democratico e persino un po’ masochista, non averla chiusa immediatamente, ma avere atteso che scadesse la concessione per non più rinnovarla, Ma a quanto sembra, se ho ben capito, anche li si è trovata una sorta di escamotage alla “Gasparri”, lo stesso che consente a Rete 4 di trasmettere sulla frequenza rapinata ad Europa 7, e se non sbaglio, continua comunque a trasmettere. Quasi come in peggio da noi, dove per non costringere il Kaimano a restituire il maltolto, e con la complicità del fratello “piduista occulto”, il Baffino Massimino prima, il governo Amato poi, che non fece rispettare la sentenza della Corte Costituzionale e infine persino dell’attuale legge Gentiloni, molto, ma molto, ma molto “gentilina”. nei confronti dei “rapinatori” per concludere con lo stesso governo del Prof., che in sede europea, da ordini persino di difendere la Gasparri contro i legittimi diritti di Europa 7. E pur non facendo caso a queste macroscopiche limitazioni del diritto e delle libertà nel Bel Paese, su Aprile ci mettiamo a disquisiare, spaccando il capello in 4, e cercando il pelo nell’uovo, per stabilire se il governo Chavez, nato dopo i risultati di elezioni democratiche e quasi plebiscitarie, si stia trasformando o no in regime, quando noi il regime lo abbiamo in casa. E non è certo il govermo attuale ci possa dare concrete garanzie perchè limitandosi a predicare e praticare al massimo l’alternanza riformista, e non una “Alternativa riformatrice”, ho il fondato sospetto che oggi il regime lo detemga gestisca la “casta” di CS, per riconsegnarlo domani intatto e tale e quale alla “casta” del CDX. Perciò, come afferma un detto popolare anche se un po’ volgare: “ Gira gira, il cetriolo finisce sempre in c..o al contadino”, ed in questo caso all’elettore. maranimarcel@tiscali.it#56 · Giuliano
25 agosto 2007, 05:05 Sono tutte cazzate….la realta e’ che il Venezuela continua a vendre il proprio petrolio agli Stati Uniti a beneficio di pochi venezuelani e a discapito dei piu…..il livello di corruzione in Venezuela e’ peggiore di prima, la situazione venezuelana puo essere paragonata ad un uragano, nell’occhio del ciclone dove non succede nulla sono in pochi…tutti gli altri sono investiti dal ciclone!!!! Purtroppo la sinistra (incapace) ha bisogno di creare dei falsi miti per poter giustificare le proprie ideologie!!!#57 · Marcello Marani
25 agosto 2007, 14:09 Però, si vede che l’incantatore di serpenti, Chavez, è molto più bravo del nostro Kaimano, perchè ormai nel Bel Paese, anche quelli del CDX si sono stufati del Pannolone Berluscone, che avrebbe dovuto assorbire il CAF e risolvere i problemi trasformandoci tutti in nababbi miliadari. Invece, e di questo credo che se ne debba dare atto, ad ogni elezione il popolo venezuelano aumenta i consensi a chi dall’opposizione viene accusato come potenziale dittatore. Chiederò ad un carissimo amico, che fa progetti ferroviari per lo Stato del Venezuela, dove trascorre almeno 6 mesi l’anno, ed ha contatti e conoscenze a tutti i livelli, se conferma o no le affermazioni di Giuliano, che ad occhio e croce, dallo “stile”, darebbe l’impressione di essere un quarto nick name di un certo cattoleghista, di nostra vecchia conoscenza. Perchè è classico del capitalismo, creare il mostro da sbattere in prima pagina come insegnava Goebels e come è solita fare la CIA Statunitense. Infatti a proposito di falsi miti, non mi sembra sia stato il KGB a scatenare una guerra con la scusa delle armi di distruzione di massa irakene. O sbaglio? Di qui la domanda d’obbligo sarebbe: “Perchè i pochi che si arricchiscono con il petrolio venduto agli SUA e gli stessi SUA fanno una guerra spietata contro l’ “indio”, ed i molti “danneggiati” lo sostengono ed anzi gli aumentano i consensi? Non saranno per caso mica tutti masochisti?!? maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · bellavita
19 agosto 2007, 06:36 appassionato e violento comizio, che spiega alcune cose ma non fa neanche un esempio di cosa si intende per “democrazia partecipativa”. Nella Chiesa Cattolica, per esempio,era previsto che il vescovo fosse eletto “dal clero e dal popolo della diocesi”. E poi si è arrivati al punto di considerare “elezione” l’applauso con cui viene salutatato l’ingresso in diocesi del designato del papa….