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Dpef, la Camera lo approva così

Redazione,   31 luglio 2007, 15:46

Dpef, la Camera lo approva così La Scheda     Il testo presentato dai gruppi dell'Unione alla Camera (la cui approvazione ha precluso la votazione delle risoluzioni dell'opposizione) non manca di porre l'accento su capitoli nuovi: debito pubblico, welfare, crescita sostenibile, sicurezza e Mezzogiorno



La Camera ha approvato, con 291 sì e 205 no, la risoluzione di maggioranza sul Dpef. La risoluzione di maggioranza votata a Montecitorio a conclusione dell'esame del Documento di programmazione economica e finanziaria si muove nel solco già tracciato al Senato.

Sono stati assunti "pienamente" i contenuti del documento approvato da Palazzo Madama, anche se il testo presentato dai gruppi dell'Unione alla Camera (la cui approvazione ha precluso la votazione delle risoluzioni dell'opposizione) non manca di porre l'accento su capitoli nuovi: debito pubblico, welfare, crescita sostenibile, sicurezza e Mezzogiorno. E ancora, federalismo fiscale e, soprattutto, nuove procedure per la decisione di bilancio, ovvero per la presentazione e discussione della prossima legge Finanziaria.

Ecco, di seguito, le principali misure indicate al governo dalla risoluzione di maggioranza.

WELFARE: è argomento prioritario del testo del centrosinistra, che sottolinea il "carattere prioritario delle politiche per l'equità e l'inclusione sociale" e ribadisce "l'esigenza di sostenere il reddito delle famiglie incapienti", ripristinare la misura "del reddito minimo d'inserimento" e favorire un'occupazione "stabile e a tempo indeterminato, regolare e inclusiva, riducendo le forme di lavoro precarizzanti, anche con una riforma degli ammortizzatori sociali", promuovere "l'allargamento della base occupazionale" e contrastare "il fenomeno del lavoro nero e irregolare". In particolare, il documento impegna il governo a "realizzare con la Finanziaria 2008 gli interventi connessi agli impegni sottoscritti, alle prassi consolidate e a nuove iniziative a sostegno di competitività e produttività dell'economia nazionale e della modernizzazione ed estensione del sistema del welfare, riqualificando la spesa corrente primaria e senza ricorrere ad aumenti della pressione fiscale".

FINANZIARIA TUTTA NUOVA: la risoluzione prevede regole nuove per la presentazione e discussione della Finanziaria da far valere già dal prossimo autunno. Gli emendamenti del governo non potranno essere presentati senza il voto preventivo del Consiglio dei ministri. Un aggravio procedurale che tende a garantire la linearità dell'iter della manovra e l'omogeneità delle sue misure; l'esecutivo dovrà "proseguire il processo di riclassificazione del bilancio dello Stato implementando e aggiornando la relativa disciplina, fermo restando che oggetto del voto parlamentare dovrà essere individuato nei macroaggregati". Il governo dovrà anche riferire al Parlamento entro il 20 settembre sul modo in cui intende procedere a una razionalizzazione degli interventi in Finanziaria con l'obiettivo di una loro "drastica diminuzione" e della distribuzione di altre misure in "provvedimenti collegati da indicare nella eventuale Nota di aggiornamento". Infine, il governo è impegnato ad attenersi in modo "scrupoloso e puntuale" ai vincoli di contenuto imposti dalla legge.

DEBITO E SPESA PUBBLICA: il testo impegna il governo ad attingere alle riserve della Banca d'Italia per ridurre il debito pubblico. Altro strumento di contenimento della spesa, un "Patto per la qualificazione e la razionalizzazione della spesa" da siglare tra Stato, Regioni e sistema delle autonomie.

SICUREZZA: tra gli obiettivi indicati dalla risoluzione il potenziamento del "Sistema nazionale di sicurezza, quale strumento di garanzia e democrazia per il pieno esercizio dei diritti dei cittadini, per favorire l'integrazione sociale e la crescita civile. Quindi, meno uomini alla scrivania e più sulle strade, grazie alla razionalizzazione e all'utilizzo ottimale delle dotazioni organiche e all'alleggerimento della quota di personale addetto a funzioni amministrative.

INFRASTRUTTURE: si impegna il governo a costituire un Fondo per "finanziare la ristrutturazione e l'ammodernamento della rete idrica" in tutto il Paese e a individuare "strategie di prevenzione della crisi idrica", in particolare nel bacino del Po e nel Mezzogiorno.





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