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Le sinistre bocciano Damiano

C.R.,   24 luglio 2007, 17:03

Le sinistre bocciano Damiano     Per contrastare davvero il precariato Sd, Prc, Pdci e Verdi presentano un emendamento al Dpef. La proposta del governo, infatti, non convince l'ala di sinistra dell'Unione, che annuncia battaglia in Parlamento



"Insieme agli altri gruppi parlamentari della sinistra, abbiamo presentato un emendamento al Dpef che contrasta davvero, a differenza delle misure proposte dal Governo, il precariato". Divise sulle pensioni, le sinistre si ricompattano sul welfare. A riferirlo è il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, che spiega come "le proposte contenute nel protocollo Damiano sono inaccettabili. Nel merito, non contrastano affatto il precariato e in alcuni casi, come nella defiscalizzazione degli straordinari per i datori di lavoro, peggiorano anzi la situazione. Nel metodo, ignorano i più elementari principi di collegialità nella maggioranza".

Dunque, in soldoni, non è questa la strada che un Governo di centrosinistra può percorrere per combattere il precariato e intervenire sul disagio dei giovani. E l'ala sinistra dell'Unione, da Sd a Rifondazione, annuncia battaglia contro il documento redatto dal governo, che potrebbe creare un nuovo "conflitto" nella maggioranza. E anche in casa Cgil le idee di Palazzo Chigi sul welfare creano più di un mal di pancia con il dissenso andato in scena al direttivo della Cgil riunitosi ieri notte. La confederazione di Corso d'Italia sulle misure per il mercato del lavoro, e in particolare le modifiche alla legge Biagi, esprimerà il suo dissenso con un "atto formale", e cioé una lettera al Governo. I toni più duri vengono dal segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi: "ora - afferma - dobbiamo ottenere un risultato: respingere l'accordo su pensioni e Welfare tra i lavoratori". "Sul mercato del lavoro e sugli straordinari - ha aggiunto Cremaschi - ci sono autentiche, per usare le parole di Epifani nella relazione al comitato direttivo, 'porcherie'. Su tutte le altre questioni c'è una tendenza complessiva al peggioramento delle condizioni sociali per i lavoratori, per questo l'accordo va respinto e ricontrattato per ottenere risultati migliori, questo anche a rischio che resti lo scalone di Maroni perché il risultato complessivo è troppo dannoso per i lavoratori".

Sul versante politico, a bocciare per primo le proposte dell'esecutivo sul welfare del futuro è il segretario del Prc, Franco Giordano: "si tratta di una proposta che non ci convince per niente". Oltretutto si tratta di misure che non erano previste dal "programma dell'Unione". Per questo "non siamo stati coinvolti - scandisce Giordano - e dunque non ci sentiamo legati". Di qui l'annuncio: "Adesso si apre un conflitto e il nostro voto dipenderà dall'esito di quel conflitto".
"Sì alle pensioni, no al resto del protocollo" è la posizione della Sinistra democratica che si dice pronta ad avanzare "soluzioni diverse più coerenti con il programma dell'Unione". Il Protocollo del Governo "Equità e crescita sostenibile" - dice Fabio Mussi - contiene tre parti: previdenza, competitività, mercato del lavoro. Avendo espresso in Consiglio dei Ministri consenso sulla previdenza, l'unica parte lì messa in discussione, devo a mezzo stampa esprimere il mio dissenso e quello di Sinistra Democratica sulle altre due".
"Primo - spiega il ministro della Ricerca - 'competitività' coincide con 'costo del lavoro'. Questa identificazione è figlia di un ritardo culturale, e di un condizionamento di interessi, che sono tutti italiani. Su questi punti proporremo, quando il Consiglio dei Ministri sarà chiamato a discutere e il Parlamento a decidere, soluzioni diverse da quelle del Protocollo e più coerenti con il Programma dell'Unione". Quanto alla defiscalizzazione degli straordinari, "non si capisce perché - chiosa il leader di SD -, con i nostri tassi di occupazione, si debba favorire la concentrazione del lavoro sulla stessa platea di lavoratori." Infine, la domanda: che fine ha fatto la tanta sbandierata sollecitudine del governo a favore dei giovani? "La legge 30 è appena ritoccata, la stipula dei contratti a termine si presenta ancora incondizionata, e rispetto al limite dei 36 mesi per la reiterabilità, compare una fattispecie di eccezione che è facile immaginare diventerà la regola. La battaglia contro il precariato deve essere più chiara ed efficace", conclude Fabio Mussi.
Estremamente critici anche i Verdi e il Pdci. "L'accordo sul welfare sa di muffa" taglia corto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "Con il protocollo sullo Stato sociale - afferma il capogruppo dei Verdi-Pdci alla Camera, Manuela Palermi - siamo al capolinea".

Le difficoltà dei rapporti nella maggioranza su welfare e pensioni prefigurano un nuovo 1998? Questa è la tesi di quanti, dal Pd ai moderati dell'Unione, puntano il dito contro "i soliti" sfascisti della sinsitra radicale. Ma è proprio Bertinotti a rispondere, e questa volta con due metafore, entrambe adatte a descrivere l'attuale situazione del governo di centrosinistra. La metafora "dell'ammalato con delle avvisaglie di crisi ma che mostra capacità di durare e quella del tessuto liso che si può spezzare". Nel '98 c'erano due formazioni con due programmi diversi che avevano un accordo di desistenza, oggi abbiamo un solo programma.

Sempre che il resto della coalizione di centrosinistra se ne ricordi in tempo. Che il passaggio in Aula al Senato "sarà difficile" lo ha capito anche Franco Marini, il quale però spera ancora in una "via per evitare la rottura".





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