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Le sinistre bocciano Damiano
C.R., 24 luglio 2007, 17:03
Per contrastare davvero il precariato Sd, Prc, Pdci e Verdi presentano un emendamento al Dpef. La proposta del governo, infatti, non convince l'ala di sinistra dell'Unione, che annuncia battaglia in Parlamento
"Insieme agli altri gruppi parlamentari della sinistra, abbiamo presentato un emendamento al Dpef che contrasta davvero, a differenza delle misure proposte dal Governo, il precariato". Divise sulle pensioni, le sinistre si ricompattano sul welfare. A riferirlo è il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, che spiega come "le proposte contenute nel protocollo Damiano sono inaccettabili. Nel merito, non contrastano affatto il precariato e in alcuni casi, come nella defiscalizzazione degli straordinari per i datori di lavoro, peggiorano anzi la situazione. Nel metodo, ignorano i più elementari principi di collegialità nella maggioranza".
Dunque, in soldoni, non è questa la strada che un Governo di centrosinistra può percorrere per combattere il precariato e intervenire sul disagio dei giovani. E l'ala sinistra dell'Unione, da Sd a Rifondazione, annuncia battaglia contro il documento redatto dal governo, che potrebbe creare un nuovo "conflitto" nella maggioranza. E anche in casa Cgil le idee di Palazzo Chigi sul welfare creano più di un mal di pancia con il dissenso andato in scena al direttivo della Cgil riunitosi ieri notte. La confederazione di Corso d'Italia sulle misure per il mercato del lavoro, e in particolare le modifiche alla legge Biagi, esprimerà il suo dissenso con un "atto formale", e cioé una lettera al Governo. I toni più duri vengono dal segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi: "ora - afferma - dobbiamo ottenere un risultato: respingere l'accordo su pensioni e Welfare tra i lavoratori". "Sul mercato del lavoro e sugli straordinari - ha aggiunto Cremaschi - ci sono autentiche, per usare le parole di Epifani nella relazione al comitato direttivo, 'porcherie'. Su tutte le altre questioni c'è una tendenza complessiva al peggioramento delle condizioni sociali per i lavoratori, per questo l'accordo va respinto e ricontrattato per ottenere risultati migliori, questo anche a rischio che resti lo scalone di Maroni perché il risultato complessivo è troppo dannoso per i lavoratori".
Sul versante politico, a bocciare per primo le proposte dell'esecutivo sul welfare del futuro è il segretario del Prc, Franco Giordano: "si tratta di una proposta che non ci convince per niente". Oltretutto si tratta di misure che non erano previste dal "programma dell'Unione". Per questo "non siamo stati coinvolti - scandisce Giordano - e dunque non ci sentiamo legati". Di qui l'annuncio: "Adesso si apre un conflitto e il nostro voto dipenderà dall'esito di quel conflitto".
"Sì alle pensioni, no al resto del protocollo" è la posizione della Sinistra democratica che si dice pronta ad avanzare "soluzioni diverse più coerenti con il programma dell'Unione". Il Protocollo del Governo "Equità e crescita sostenibile" - dice Fabio Mussi - contiene tre parti: previdenza, competitività, mercato del lavoro. Avendo espresso in Consiglio dei Ministri consenso sulla previdenza, l'unica parte lì messa in discussione, devo a mezzo stampa esprimere il mio dissenso e quello di Sinistra Democratica sulle altre due".
"Primo - spiega il ministro della Ricerca - 'competitività' coincide con 'costo del lavoro'. Questa identificazione è figlia di un ritardo culturale, e di un condizionamento di interessi, che sono tutti italiani. Su questi punti proporremo, quando il Consiglio dei Ministri sarà chiamato a discutere e il Parlamento a decidere, soluzioni diverse da quelle del Protocollo e più coerenti con il Programma dell'Unione". Quanto alla defiscalizzazione degli straordinari, "non si capisce perché - chiosa il leader di SD -, con i nostri tassi di occupazione, si debba favorire la concentrazione del lavoro sulla stessa platea di lavoratori." Infine, la domanda: che fine ha fatto la tanta sbandierata sollecitudine del governo a favore dei giovani? "La legge 30 è appena ritoccata, la stipula dei contratti a termine si presenta ancora incondizionata, e rispetto al limite dei 36 mesi per la reiterabilità, compare una fattispecie di eccezione che è facile immaginare diventerà la regola. La battaglia contro il precariato deve essere più chiara ed efficace", conclude Fabio Mussi.
Estremamente critici anche i Verdi e il Pdci. "L'accordo sul welfare sa di muffa" taglia corto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "Con il protocollo sullo Stato sociale - afferma il capogruppo dei Verdi-Pdci alla Camera, Manuela Palermi - siamo al capolinea".
Le difficoltà dei rapporti nella maggioranza su welfare e pensioni prefigurano un nuovo 1998? Questa è la tesi di quanti, dal Pd ai moderati dell'Unione, puntano il dito contro "i soliti" sfascisti della sinsitra radicale. Ma è proprio Bertinotti a rispondere, e questa volta con due metafore, entrambe adatte a descrivere l'attuale situazione del governo di centrosinistra. La metafora "dell'ammalato con delle avvisaglie di crisi ma che mostra capacità di durare e quella del tessuto liso che si può spezzare". Nel '98 c'erano due formazioni con due programmi diversi che avevano un accordo di desistenza, oggi abbiamo un solo programma.
Sempre che il resto della coalizione di centrosinistra se ne ricordi in tempo. Che il passaggio in Aula al Senato "sarà difficile" lo ha capito anche Franco Marini, il quale però spera ancora in una "via per evitare la rottura".
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#2 · pippo
24 luglio 2007, 18:18 è ufficiale, questo governo ci prende per i fondelli. sembra che ci sia una sola materia in cui al governo piace spendere i miliardi, il cemento su scala geografica e le missioni militari. così non dura ne’ ci può interessare che duri. facciano un bel governo col loro amico Berlusconi e non se ne parli più.#3 · andreatr
24 luglio 2007, 18:19 Chi è che vuole giocare allo sfascio? I partiti di sinistra o il blocco pseudo-modernizzatore che gira intorno al PD? A me pare che il rispetto del programma dell’Unione per i democratici sia un puro optional. Su questi temi le sinistre devono trovare il terreno comune per far valere le loro idee; se non su temi come il lavoro, in quali?#4 · saigon
24 luglio 2007, 19:27 Se verificate su Google gli importi spesi dall’amministrazione Bush padre e figlio vi renderete conto quanto il mercato orienti i singoli governi. La più grossa fetta di mercato è rappresentata dalle spese sulle infrastrutture e armamenti, come evidenziato da Pippo.#5 · davide
24 luglio 2007, 19:44 Occorre prendere atto che al momento non è possibile occupare quell’area lasciata dai DS, di una sinistra di governo che non vuole confondersi con quel partito di centro che sarà il PD, ne tanto meno finire nel calderone comunista. SD sembrava essere lo strumento idoneo ad occupare quell’area necessaria della sinistra italiana, ma invece ha sin da subito optato ad appiattirsi su posizioni della sinistra radicale. Ps: non so se sia puro autolesionismo o progetto politico quello di Rifondazione e della sinistra radicale in generale, compresa SD,di appoggiare il modello tedesco, strumento migliore non solo per far saltare il bipolarismo, ma anche per mettere sin da subito fuori gioco le sinistre radicali. Mi sa tanto che la “Cosa Rossa” antepone la voglia di sopravvivere piuttosto che cercare di governare i cambiamenti in questo Paese.#6 · gioachino guarneri
24 luglio 2007, 20:19 Per Gianni(commento n.1): si può e si deve dissentire, ma lo si deve fare con garbo.Cremaschi e Rinaldini sono due ottimi sindacalisti e tra i non molti riferimenti della classe operaia antica e moderna.In quanto al tuo annuncio di volere passare alla UIL, fallo subito, forse, hai perso abbastanza tempo.#7 · davide
24 luglio 2007, 20:26 La confusione regna in SD. Prima Mussi dichiara “ottimo” l’accordo sulle pensioni, tesi confermata oggi su un’intervista a L’Unità, nella quale esprime il rischio di una nuova crisi di governo posta dalla sinistra radicale, (con conseguente critica del comportamento di Rifondazione a riguardo del rapporto coi sindacati) per poi riappiattirsi sulle posizioni delle sinistre radicali su welfare. Quali sono le nobili ragioni della Sinistra Democratica? E’ chiaro che Mussi e Salvi vedono l’avvicinarsi delle elezioni e debbono pure salvare le loro esigue truppette, ecco perché non si puo rompere con Rifondazione. Mi duole ma occorre dare ragione a Fassino, il quale dichiarava alle componenti del Correntone, “attenti Che rischiate di finire in una Izquerda Unida, per altro guidata da Rifondazione”. Almeno in questo, aveva visto giusto..#8 · francesco v
24 luglio 2007, 20:30 In questa fase ci vuole estrema cautela. La divisione di una parte della sinistra o addirittura l’uscita di una sua parte dal governo è follia politica; non solo fa il gioco dei neocentristi e dei liberisti, ma castra sul nascere l’unione di tutta la sinistra. Per questo la convergenza di oggi della sinistra riguardo alla legge 30 è una cosa importantissima. Nel contempo l’inseguimento fatto da una parte di sd delle posizioni del pd e dello sdi e la volontà di smarcarsi dal resto della sinistra per inseguire la costituente di boselli, come ho letto dire a qualcuno nei giorni scorsi, è ancora più folle. Alcuni buoni motivi: 1 – Della costituente di boselli fanno parte il condannato per tangenti de michelis e bobo craxi, rispettivamente per 5 e 4 anni nel governo berlusconi a votare le leggi della destra in parlamento. Ci può essere convergenza di contenuti? Il ‘socialista’ de michelis non fa neanche parte del pse. E’ stato rifiutato a suo tempo perché facente parte di una coalizione di destra. E’ come sparare sulla croce rossa lo so, ma certe cose vanno pur dette. 2 – Quanto allo sdi, contenuti comuni sono il laicismo (comunque in comune con tutta la sinistra) e il pse. Basta. Sulla precarietà la posizione di boselli è nota e oggi ripetuta: ci può essere convergenza? Neanche sulle stesse pensioni sd e sdi erano vicine, con boselli che non gradiva la legge di prodi da un punto di vista opposto a rifondazione. Politica estera, politica sociale… ci sono convergenze? Alcuna. 3- Inseguire boselli può portare alla rinascita del socialismo in italia? Porterà semmai ad un mini partito che scimmiotta il pd su politica economica, sociale, estera, ambientale, con le uniche differenze del laicismo e del pse. Qualcuno diceva che in questo modo si conquista spazio al pd nelle posizioni social democratiche. Assurdo. Perché io elettore potenziale del pd dovrei votare per un partitino guidato da de michelis e boselli, quando posso votare per un grande partito guidato da veltroni? Oppure, perché io elettore deluso dal pd dovrei votare per un partito che ripropone le stesse tematiche del pd con le sole differenze del laicismo e del pse? I delusi dal pd si conquistano con posizioni diverse da quest’ultimo oppure non si conquistano. 4- Il pse è un falso problema dovuto all’anomalia italiana. In italia i popolari sono divisi da 12 anni nei due schieramenti, eppure si sono sempre ritrovati nel ppe. Da qualche mese i socialisti sono divisi fra pd e sinistra. E’ un peccato che non ci sia una forza socialista unita in italia, ma il fatto che sia un peccato non cambia le cose. Né c’è speranza di ricrearla nel breve-medio periodo, figuriamo se addirittura ci si prova con la costituente di boselli. Il problema si risolve semplicemente lasciando che chi si riconosce nel pse vi aderisca, e chi si riconosce in altre forze aderisca a quest’ultime. Ripeto, si prenda atto dell’anomalia italiana e la si smetta di dare testate nel muro del pd. La dirigenza ds non torna indietro, e l’elettorato ds torna indietro se si offrono posizioni diverse e migliori di quelle del pd. E le posizioni migliori si offrono operando di comune accordo, sfruttando la multilateralità e le differenze nel momento di decidere, ma poi presentandosi uniti dietro una posizione unica, che non sarà la posizione solo di rifondazione o del pdci o dei verdi o di sd, ma ne sarà una sintesi comune. Quanto a boselli, dovrebbe fare molti passi in avanti, cosa che rifondazione e pdci hanno già fatto e stanno facendo, per entrare nella sinistra, e non mi sembra assolutamente ne abbia l’intenzione.#10 · pippo
24 luglio 2007, 21:31 ““E’ chiaro che Mussi e Salvi vedono l’avvicinarsi delle elezioni e debbono pure salvare le loro esigue truppette, ecco perché non si puo rompere con Rifondazione.”“ ma che bel ragionamento, dovrebbero suicidarsi per far contento te e fassino, ottenendo in cambio una medaglia al valore?#11 · davide
24 luglio 2007, 21:34 Il guaio è che siamo usciti dai DS proprio perché non volevamo morire democristiani (ovvero nel Pd), ma neanche ritornare indietro di 20 anni con i comunisti più radicali! Ma una cosa è certa, se salta questo governo per merito delle sinistre, la Cosa Rossa non arriverà neanche allo 0,2%. E questo Bertinotti lo sa e per questo terrà a bada il povero Giordano, il peggior segretario della sinistra i tutta Europa. Se fanno cadere Prodi sono spacciati per sempre.#12 · pippo
24 luglio 2007, 21:51 come gongoli alla prospettiva! ma di certo Prodi deve guardarsi dagli amici molto più che da Giordano. ma poi dove sono sti comunisti “più radicali” col superlativo assoluto? e se fanno così schifo perché vi ci siete alleati? andate subito con zu Silvio, siate coerenti.#13 · coppi
24 luglio 2007, 22:12 Certo che la coerenza di questo ammasso informe dell’universo di sinistra, nel continuare a proseguire diritti, diritti su quella strada che porta al burrone, è proprio una gran bella coerenza. Continuiamo pure a sventolare l’incubo berlusconiano, senza mai cercare una soluzione, un progetto, e vedremo in quanti saranno quelli che gongoleranno! E’ la solita storia del marito che vuol fare dispetto alla moglie…#14 · andrea
25 luglio 2007, 00:51 ...Un fatto: Il programma di tutta l’Unione che sta al governo (..di quante pagine era composto?...Tante…)e tramite il quale il centro-sinistra ha vinto le ultime elezioni, è stato “stravolto” e messo in discussione tanto da “produrre” gli undici o docici punti di “programma” che sono stati presentati da Prodi alla recente “crisi” della coalizione! Da ciò, gli elettori del centro-sinistra unito sono stati e verranno sempre più presi per il culo a favore di una sempre più evidente politica “centrista” che verrà rappresentata al meglio dal PD e potenzialmente da forze politiche quali UDC e frange di Forza Italia (il freno però in ciò è rappresentato dalla forte personalità del suo leader, personalità talmente forte che è riuscita ad unire il centro-sinistra “contro” la sua persona a discapito dei Valori e delle Idee della Sinistra (laicismo: i DICO che fine hanno fatto; ambiente e territorio: il MOSE verrà fatto; pace: la base di Vicenza verrà fatta; tutela dei diritti dei lavoratori e lotta al precariato: non pienamente perseguiti..) che la Sinistra di governo discuta almeno con sé stessa di queste ed altre problematiche trovando perlomeno una sintesi di proposte e non “discuta” sulla differenza filosofica, seppur interessante, tra il termine “comunismo” e quello di “socialismo”... ...Un altro fatto: Questo è un governo politicamente e numericamente “azzoppato”.... La possibile scelta: A chi l’ONORE-ONERE politico di farlo cadere? ATTENZIONE che la Sinistra, suo malgrado, è sempre più messa alle corde dalle frange centriste-liberali… Non ho idea come possa uscirne senza l’ONORE-ONERE!!! www.caneghira.splinder.com#15 · Domenico
25 luglio 2007, 10:03 ROMA – “È stato uno sgarbo alla Cgil che non possiamo far passare sotto silenzio”, dice Guglielmo Epifani sfogliando tra le mani quel “Protocollo su previdenza, lavoro e competitività” che firmerà solo per senso di responsabilità e che sosterrà nella consultazione tra i lavoratori. Una scelta travagliata per la Cgil. Assunta a maggioranza (circa il 75 per cento) intorno alle quattro di notte, dopo una discussione tesa e asprissima nel Direttivo confederale, come non accadeva da molti anni. Perché su alcuni punti decisivi – e anche simbolici per la Cgil – il testo presentato dal governo non era quello concordato in precedenza. Due i vulnus: gli incentivi al lavoro straordinario e la fragilità dei vincoli ai contratti a termine. —— Nelle vicende sindacali contano anche i simboli. E i contratti a termine, per la Cgil, lo erano diventati. Da lì, nel 2001, cominciarono gli accordi separati fino al “Patto per l’Italia”. Da lì, Epifani, avrebbe voluto far iniziare la risalita della Cgil. Invece no. Invece “all’ultimo momento” le proposte del governo sono cambiate. “Il governo ha sentito la Confindustria. Tutto legittimo, ma doveva aprire un confronto diretto, trasparente. Questo è stato uno sgarbo nei confronti della Cgil. Così l’ho avvertito io come segretario generale, così l’ha avvertito il Direttivo. Per i contratti a termine non ci sono le causali che li giustificano, né è chiara la base su cui definire i tetti sul totale degli addetti. Dopo 36 mesi si possono ancora reiterare a condizione che si rinnovino davanti alla Direzione provinciale del lavoro con il dipendente assistito da un sindacalista qualsiasi, anche di un “sindacato giallo”! Ma i contratti a termine sono il vero crocevia della precarietà. Passa tutto da lì. E poi lo staff leasing: la Confindustria ha chiesto di mantenerlo…”. Ce l’ha con il ministro Damiano, ex Cgil? “Non credo che Damiano abbia responsabilità. È Palazzo Chigi che ha fatto questa scelta”, risponde Epifani. ———— Non mi sembra che la valutazione della Cgil sia diversa sulle proposte relative al precariato. Bastava però non firmare questa porcheria come ha fatto Rdb-cub e mobilitarsi ma sarebbe chiedere troppa coerenza e soprattutto attenzione verso la parte più debole dei lavoratori, privi di diritti e tutele, i precari…. Per Gianni, 1 post: già che ti trovi vai direttamente alla cisl…#17 · Vincenzo Gaudiano
25 luglio 2007, 12:35 Sono francamente colpito dal tasso di contumelie reciproche che contagia spesso gli interventi sul blog su temi caldi quali le pensioni e la precarietà. Se questo è indice di un più generale clima, allora stiamo belli freschi, altro che processo di unità a sinistra! Faremo la fine, la battuta non è mia, ma presa da un intervento sul blog di Aprileonline, di Biancaneve (il PD) e i 7 nani (la sinistra). Penso che questo esito non faccia piacere a nessuno, neanche a coloro che ritengono che le identità attuali non possono essere superate in una costruzione politica più grande. Al massimo, per loro, si può pensare ad un federazione (?), senza molto senso, fatta dagli stati maggiori, buona per presentarsi alle elezioni e pensare di superare lo scoglio dei prevedibili cambiamenti del sistema elettorale. Io ritengo, volendo meditare un giudizio, che giunge a maturazione oggi, sulle pensioni e sulla precarietà, un lungo processo contrassegnato da una serie di errori che la sinistra ha commesso in questi anni, per questi motivi non serve a niente abbaiare, e vedo purtroppo dagli interventi, che anche compagni abituati in genere a riflettere, non sfuggono a questa tentazione. Polemiche che sanno di vecchio, “il cedimento della sinistra – SD – ,dei vertici sindacali”, etc. Ma di che parliamo? Se parliamo da alcuni mesi della nuova costruzione di una sinistra in Italia, non lo facciamo perché dobbiamo assicurare un futuro parlamentare a qualcuno, ma perché stiamo toccando, per la sinistra, uno dei punti più bassi della sua storia, e questa cosa, purtroppo, riguarda anche quasi tutto il continente europeo. Ma riflettiamo, ad esempio, su quanto accaduto e sta accadendo in Francia? Riflettiamo sul fatto che un anno fa sembrava follia prevedere una vittoria di Sarkozy, nei modi in cui si è realizzata, e soprattutto il fatto che Sarkozy al governo sarebbe riuscito a mettere in crisi il PS, oltre ad avere le elezioni francesi segnato la fine della cosiddetta sinistra radicale o alternativa o antagonista o comunista francese? Come facciamo, sulle pensioni o sulla legge Biagi, a fermare la discussione sul “rispetto del programma”? Cos’è un programma di governo tra forze anche molto diverse? È una cosa che assomiglia molto ad un compromesso e i compromessi in politica, gli accordi sul piano sindacale, non vengono forse determinati dai rapporti di forza esistenti in quel momento? Altrimenti converrebbe lasciare la politica ai notai! E quindi fare politica significa fare i conti ogni giorno con i rapporti di forza nella società, cosa che è anche molto più complessa che leggere un sondaggio di opinione. Significa infatti senso comune, capacità di mettere all’ordine del giorno tematiche, di giocare la partita politica sul proprio terreno e non su quello dell’avversario, egemonia culturale, prima che politica. Se dimentichiamo tutto questo dimentichiamo una delle lezioni fondamentali che ci ha lasciato Antonio Gramsci, quando dal carcere di Turi, scontando il forte isolamento politico, criticava il vertice del PCI e dell’Internazionale per l’incapacità di leggere i rapporti di forza e le tendenze dominanti. E quindi possiamo non dirci che dal giorno di stesura del programma dell’Unione ad oggi, i rapporti di forza per la sinistra sono diventati più sfavorevoli? Forse dimentichiamo che abbiamo pareggiato le elezioni che pensavamo di vincere alla grande, scontando il forte recupero operato da Berlusconi in campagna elettorale che capitalizzò lo scorso anno a suo vantaggio improvvide dichiarazioni quali quella secondo cui la soglia di ricchezza mobiliare e immobiliare si situava in Italia sui 250.000 euro? Dimentichiamo che non solo i sondaggi, ma i risultati elettorali danno il centro destra davanti? La nascita del PD e la fine dei DS costituisce o no un mutamento pesante dei rapporti di forza nella coalizione in senso moderato e per questo era giusto combatterla, oppure, come qualcuno ha anche detto, è una cosa positiva perché libera energie prima compresse dentro i DS(!)? Come si fa a dire, come ha sostenuto Franco B. (che ritengo sia Franco Bianco docente universitario a Roma 3, e quindi compagno dotato di spessore culturale), che invece i rapporti di forza non sono sostanzialmente mutati? Prendiamo le pensioni, non c’è motivazione sostanziale allo scalino e agli scalini, se si separasse la previdenza dalla assistenza i conti INPS (ad eccezione per le pensioni dei dirigenti) sarebbero in equilibrio, anzi in avanzo primario. Ma dire questo da solo non significa quasi nulla sul piano dell’azione di governo, perché occorre aggiungere che bisogna allora far finanziare quella parte di walfare, oggi coperto dalla ritenute previdenziali, dalla fiscalità generale. Il che comporta due cose, un aumento della tassazione e una battaglia di principio generale e, purtroppo, controcorrente dato che, in quasi tutta l’Europa, le elezioni negli ultimi anni si vincono promettendo minori tasse. E qui ritorna il tema dei rapporti di forza e dell’egemonia. E per questo che occorre costruire una nuova formazione politica della sinistra, non solo assemblare i 7 nani. Occorre uno sguardo rivolto alla società attuale non a quella di trenta anni fa, altrimenti rimarremo completamente schiacciati dall’operazione PD che si presenta, basta leggere l’articolo di Veltroni, sul Corriere di qualche giorno fa, come una operazione forte di cambiamento dell’Italia. Del resto ci diciamo spesso che manca in Italia una rappresentanza politica del mondo del lavoro, manca, quindi non è che è debole ma c’è. Se le cose stanno così serve a poco la recriminazione, l’invettiva, serve solo a sottrarre lo 0,% e qualche iscritto a SD a vantaggio del PRC o ai Verdi a vantaggio del PdCI. Se non affrontiamo i nodi veri e aspri della situazione attuale i nanetti rimarranno tali e quindi se scompariranno, in definitiva, non sarà una grande perdita.#18 · Enrico
25 luglio 2007, 12:53 Il dibattito segnale un dato evidente: il precedente governo ha ottenuto, con l’approvazione della riforma Maroni, il risultato sperato. Spostare gli effetti di una “sciagura” sul governo successivo e mettere in crisi un eventuale governo di centrosinistra. E così è. Il problema e che l’aternativa all’accordo sulle pensioni sarebbe stata proprio la legge Maroni. Allora? SI è parlato di male minore e questo accordo lo è e come tale va accettato. L’intransigenza la guerra ad oltranza portano all’affermazione di valori e principi che devono poi essere implementati nella società e l’implementazione richiede, come dice giustamente Gaudino, la capacità di mediare, di spostare lentamente l’azione politica verso il raggiungimento di quei valori e principi, ma lentamente. Allora forse sarebbe meglio lasciare da parte le polemiche e impegnarci tutti per unire e dare nuova vitalità alla sinistra.#19 · LORENZO
25 luglio 2007, 12:58 ....sono pienamente d’accordo con davide….. sono COSTERNATO, dalle posizioni di mussi, non ci siamo proprio, ho letto il manifesto di mussi per SD in cui si esprimevano progetti pregni di un riformismo moderno, di un socialismo moderno che è ben altra cosa rispetto alle politiche antiche improduttive e, diciamoci la verità, autolesionistiche, che stanno portando avanti i Comunisti….. mussi parlava di merito come nuova visione per raggiungere le pari opportunità per tutti,.... e come si ottiene la possibilità di migliorare la propria vita senza essere figli di papà se non lavorando di più?.... evviva se defiscalizzano gli astraordinari!!!!!.... certo andrà a discapito di quei bravi rappresentanti sindacali che votano tutti rifondazione e che nelle fabbriche come la mia firmano accordi tesi a lavorare meno, e poi si prendono gli straordinari fuori busta!!!!!.... a parte le politiche sbagliate che non hanno niente del socialismo che ci vuole nel nostro secolo, come fanno giordano, diliberto e company a non capire che se il coverno cade a settembre come pare molto probabile, a parte il dato di fatto che verrebbe consegnato il paese nelle mani del centro destra per ANNI!!!!!!???? sarebbero loro stessi gli artefici dell’annullamento del sogno del centrosinistra spingendo ancora di più il PD nelle braccia del CENTRO, solo una sinistra responsabile e di governo può tenere l’asse della maggioranza a sinistra, diversamente si va in contro alla sparizione della sinistra, la strada da seguire è secondo me la costituente socialista… solo un grande partito socialista forte e moderno soprattutto può salvare il sogno del centrosinistra ed evitare la rinascita di una nuova dc sotto mentite spoglie.#20 · Adriano
25 luglio 2007, 15:03 Sono d’accordo con Mussi sulla critica alla defiscalizzazione degli straordinari. Gli “straordinari” infatti, come dice la parola, dovrebbero essere l’eccezione, invece ci sono molte aziende che ne fanno largo uso per sfruttare i lavoratori, invece di assumerne qualcuno in più. E’ un regalo a confindustria e non può essere accettato da un partito di sinistra. Altre norme contenute nella proposta Damiano possono essere discusse e magari migliorate, comunque in generale la posizione di Mussi è condivisibile, in quanto va fatta un’azione più forte contro il precariato. E’ convisibile nel merito, che cosa sarebbe questo appiattimento su Rifondazione? Continuo a non capire questa paura di essere mangiati dai comunisti che molti manifestano…Sd dovrebbe forse cercare di distinguersi da tutti a prescindere dalla questione del dibattere? Sd deve prendere la posizione che ritiene giusta: una volta sarà più vicina ai Ds, un’altra forse più vicina a Rifondazione: se cominciamo a fare scelte dettate da strategie e tattiche di smarcamento dagli altri allora non c‘è speranza per una nuova sinistra… Il governo non cadrà certo per colpa delle segreterie dei partiti di sinistra, casomai di qualche indipendente di sinistra, come nel caso della crisi sulla politica estera. Ovvio però che se in autunno il governo non accetterà almeno qualche miglioramento proposto dalle sinistre, per combattere la precarietà, uno dei punti fondamentali dell’Unione, allora sarà lo stesso Prodi per incorenza a far cadere sè stesso.#21 · Franco B. - Roma
25 luglio 2007, 16:26 Per Vincenzo Gaudiano: NON sono quella persona che hai creduto di identificare. Spero che questo non ti deluda, e non ti faccia perdere interesse alle cose che sostengo, sulle quali ognuno naturalmente eserciterà la critica che crederà. Tu dici: “se si separasse la previdenza dalla assistenza i conti INPS (ad eccezione per le pensioni dei dirigenti) sarebbero in equilibrio, anzi in avanzo primario”, ed è perfetto, sono d’accordissimo; poi aggiungi: “bisogna allora far finanziare quella parte di walfare, oggi coperto dalla ritenute previdenziali, dalla fiscalità generale”. Primo: Ecco allora un altro motivo di impegno a perseguire e sanare la piaga maleodorante ed immorale dell’evasione, sia fiscale che contributiva (le due vanno spesso assieme). Quei soldi, rubati alla collettività (e sarebbe ora che l’evasione, di qualunque tipo, fosse rubricata come reato penale), servono per fare cose nell’interesse generale, fra le quali l’assistenza nelle sue varie forme, sia attuali che altre da introdurre (come io ed altri auspichiamo). Secondo: non capisco la logica del tuo ragionamento. L’assistenza è cosa diversa dalla previdenza, o no? Lo è, tu stesso ne convieni (e come si potrebbe non convenirne?). E con quale diritto, oltre che con quale logica, si dovrebbero usare i contributi versati da lavoratori e da aziende (per i dipendenti) per costituire il reddito pensionistico (ricordiamoci che il nostro è un sistema “a ripartizione”) per fare, invece, cose buone e giuste quali le varie forme di assistenza – che va aumentata, non diminuita – che però con la PREVIDENZA in quanto tale non c’entrano niente, sono addirittura una distrazione di fondi, una indebita appropriazione? Ma come si può giustificare questo? L’assistenza, in tutti i Paesi, va finanziata con la fiscalità generale, tu stesso lo dici. Ma questo non significa che, per mantenerla, si DEBBANO necessariamente aumentare le tasse. Come si fa a dirlo, senza considerare che alla fiscalità generale sfuggono montagne di soldi, per l’indegna evasione fiscale di cui l’Italia detiene il primato (oltre che per l’evasione contributiva)? Lo sai, o forse non lo sai, che in Italia si danno ogni anno circa 30 miliardi di euro – hai letto bene: 30 MILIARDI di euro, ogni anno – per sussidi alle imprese, parte in forma di trasferimenti correnti e parte in conto capitale, che solo per lo Stato rappresentano lo 0,8 del PIL, oltre a quanto viene erogato da regioni ed autonomie locali? E vogliamo parlare delle spese militari, che non ci sono state imposte dal medico, ma rappresentano una scelta, ed assorbono una parte delle entrate fiscali? E vogliamo parlare dell’adeguamento – almeno ai livelli europei – della tassazione sulle rendite, di cui Prodi si è “dimenticato”? Come vedi, non è obbligatorio aumentare le ALIQUOTE fiscali, ma le ENTRATE sì, e non fare anche tu l’errore, in genere fatto ad arte, di confondere le une con le altre. Ecco, la sinistra unita dovrebbe servire ad avere quella “massa critica” che serva a scegliere gli obiettivi, a decidere quale tipo di “solidarietà sociale” la comunità vuole avere, cosa dare a chi e cosa chiedere a chi, a quali interventi dare la priorità, e così via. QUESTA è la posta: chi ci sta?#22 · nino
25 luglio 2007, 16:44 Ognuno ha giustamente le sue idee su vari aspetti della vita.Perciò si sente la necessità di trovare un compromesso in politica,che accontenti gran parte delle soggettività.Questo accordo è stato trovato nel programma dell’unione.Ora mi chiedo:invece di ripetere la favoletta sulla cattiveria della sinistra radicale,perchè coloro che si riconoscono nel pd non pretendono dai loro rappresentanti il rispetto di una massima da persone perbene:pacta sunt servanda?#23 · Ciccio
25 luglio 2007, 16:50 Vorrei ricordare a chi ha “paura” del PDCI e del PRC (che non hanno certamente bisogno di un avvocato difensore, benchèmeno di SD) che: X il PDCI: 1)il PDCI nacque da una scissione da Rifondazione nel 1998, proprio perchè si definiva sbagliata ed estremistica la caduta del Primo Governo Prodi del ’96 da parte di Bertinotti! 2)Il PDCI, ogni qualvolta il Centro-Sinistra abbia Governato, ne ha sempre fatto parte, non ha mai fatto il partito d’opposizione a un Governo di sinistra, non è mai stato antagonista e spesso ha criticato personaggi come Casarini e affini! 3)Il PDCI è stato l’unico partito della cosidetta Sinistra Radicale ad appoggiare Prodi nelle Primarie dell’Ottobre del 2005!! Ce lo siamo dimenticati forse??? 4)Il PDCI si trova da più di un’anno al Governo, con un solo Ministro e pure Indipendente (Bianchi), esterno al Partito, e, pur non condividendo parte della Finanziaria, il sì al Dal Molin, il rifinanziamento della Missione in Afghanistan ecc., non ha mai minacciato concretamente di far cadere il Governo o di non votare i provvedimenti sopra citati! 5)Il sen. Rossi, uno dei 2 dissidenti che hanno contribuito a far cadere il Governo a Febbraio, se ne era già andato dal Partito da mesi, proprio “criticandolo da sinistra”! 6)Solo ora, con questa Riforma delle Pensioni il PDCI sta ponendo la possibilità di uscire dalla Maggioranza che sostiene il Governo, per un appoggio esterno e non per andare all’Opposizione. Ma per adesso si limita a contrastare questo Accordo, per loro sbagliato, nelle piazze per tutta l’Estate, chiedendo ai Lavoratori di votare NO al Referendum interno, e proponendo modifiche da votare anche con SD, PRC e Verdi in Parlamento a Settembre! Vorrei capire dai comportamenti degli ultimi anni da cosa si deduce che il PDCI sia un partito di pazzi bolscevichi o pericolisi estremisti antagonisti!? X il PRC: 1)Dopo il G8 di Genova ha aperto un Processo interno che ha portato al definitivo rifiuto della “giustificazione politica della violenza di classe”, arrivando ad abbracciare completamente il concetto ghandiano di non violenza! 2)Dal 2004 fa parte stabilmente della Coalizione del Centro-Sinistra, all’epoca la famosa GAD (ricordate?) ,abbandonando così l’antagonismo! 3)Da più di un anno sta al Governo, nell’Unione, cosa mai accaduta prima nella storia del PRC, essendo stato sempre all’Opposizione (o in appoggio esterno) dei Governi di Centro-Sinistra! 4)Anch’esso, come il PDCI, pur non condividendo alcuni Provvedimenti pesanti, come quelli che sopra ho citato, li ha votati lo stesso, e non ha mai minacciato (a differenza per esempio di Mastella) di far cadere il Governo! 5)Quando un suo esponente, sempre stato fra l’altro di minoranza nel partito, contribuisce a far cadere il Governo a Febbraio, Turigliatto, viene immediatamente espulso!! Cosa che non è avvenuta (nemmeno una punizione verbale) ,per esempio, con Bordon e Manzione della Margherita, che hanno fatto battere il Governo pochi giorni fa al Senato, con un emendamento sulla Giustizia! 6)Solo ora, come il PDCI, sulla Riforma delle Pensioni il PRC propone di far votare ai suoi iscritti se rimanere o meno al Governo, facendo così decidere in modo democratico la cosa! Non è Giordano in primis che ne richiede l’uscita! E, contemporaneamente, si dice pronta a fare le modifiche all’Accordo in Parlamento, con SD, Verdi e lo stesso PDCI! Vorrei anche qui capire da cosa si evince che quelli del PRC siano dei “mangiabambini” e dei “mangiaSD”, dei black-block o degli stalinisti!? IO PENSO, INVECE, CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI FINIRLA DI PENSARE CHE GLI ALTRI ABBIANO SEMPRE QUALCHE DIFETTO IN PIU’ DI NOI! CHE IL PRC E IL PDCI SIANO DEI DIAVOLI TENTATORI, CHE PRIMA CI ATTRAGGONO A SE E POI CI MANGIANO! MI PARE CHE IL PRC E IL PDCI ABBIANO DIMOSTRATO GIA’ PIU’ CHE A SUFFICIENZA DI ESSERE DUE PARTITI PIU’ CHE SERI E NON “BECERO ESTREMISTI”! COME LO STESSO MUSSI HA PIU’ VOLTE DETTO, MAI PRIMA D’ORA IN ITALIA TUTTA LA SINISTRA E’ STATA AL GOVERNO! COSA VOGLIAMO FARE??? ANDARE CON I CRAXIANI CHE VOGLIONO RIFARE L’ULTIMO PSI E, SUI TEMI ECONOMICI, SOCIALI E DI POLITICA ESTERA, LA PENSANO COME IL PD DAL QUALE SIAMO GIUSTAMENTE ANDATI VIA??? O E’ INVECE IL CASO DI PROVARE FINALMENTE AD UNIRE TUTTA LA SINISTRA COERENTE COL PROGRAMMA DELL’UNIONE, LA SINISTRA NEL VERO SENSO DELLA PAROLA, LA SINISTRA DELLA QUALE GLI ISCRITTI DEI 4 PARTITI SI SENTONO GIA’ DI FARNE COMUNE PARTE E DOVE ESSI SI SENTONO TUTTI COMPAGNI ALLO STESSO MODO, CON QUALCHE SFUMATURA DIFFERENTE, CHE PERO’ RAFFORZA L’UNITA’!? SECONDO ME LA SECONDA! E SECONDO ME E’ PROPRIO ORA IL MOMENTO DI APPROFITTARNE, O ORA O MAI PIU’, METTIAMOCELO BENE IN TESTA! E MAI PIU’ INTESO CHE, GRAZIE AL PD E AL POSSIBILE ACCORDO-INCIUCIO CON FI SULLA LEGGE ELETTORALE, DI PARTITI DI SINISTRA NE RESTERA’ SOLO IL RICORDO!!! Per il resto, sottoscrivo proprio completamente il post n° 8 di Francesco V, e concordo con pippo e Adriano! saluti socialisti rossi#24 · spartaco innocenzi
25 luglio 2007, 17:02 In qualsiasi famiglia si discute,si litiga anche con toni accesi,vola anche qualche epiteto non beneaugurante;eppure, quando ci si riunisce attorno ad un tavolo per discutere alcune decisioni da prendere,ecco che la ragione prende il sopravvento. Quindi,nessuno scadalo se in materia di pensioni si sono riscontrate alcune dissonanze all’interno della sinistra.Se qualcuno pensa,o pensava,che in un anno il governo avrebbe risolto tutti i problemi di questo disgraziato paese,beh e’ bene che espatri. Il bicchiere delle pensioni,senz’altro poteva essere un po’ piu’ pieno,ma non si puo’ dire onestamente che e’ bucato.La riforma della legge 30 necessita di robuste correzioni,e mi sembra che ci sia una certa armonia in tutta la Sinistra.Il tesoretto anche se in forma limitata,e’ andato incontro alle fasce piu’ deboli.Sono i primi passi anche se limitati,verso un piu’ equo sostegno sociale.Di tutto questo,laSinistra ha avuto i suoi meriti.Non cominciamo con i soliti “rivoluzionari” i quali dicono che non si e’ fatto niente.Dobbiamo sempre ricordarci,che, viviamo nel paese dove l’evasione fiscale e’ la piu’ alta nel mondo. Grazie alla dura lotta in tale direzione,che,alcuni traguardi li abbiamo potuti ottenere.Immaginate,se nelle casse dello stato potessero entrare nei prossimi anni,30 Mld in piu’(a tal proposito sono ottimista).Berlusconi,aveva narcotizzato il paese promettendo il paese delle meraviglie:ha lasciato solo merda(no per lui).In un anno non possiamo pretendere di emergere dalle fogne e avere la botte piena,e la moglie ubriaca. Riguardo agli scenari politici futuri,PRETENDO il partito unico della Sinistra al 16/18% e il PD al 33/35%.Non condivido la scelta fatta dagli exDS,ma neanche la maledico. Ricordiamoci compagni,il rancore non porta da nessuna parte,e noi l’ho dovremmo sapere bene. Cerchiamo di essere piu’ realisti del re.#25 · andreatr
25 luglio 2007, 17:45 Ciccio concordo con te su quanto hai detto del PRC (il Pdci non lo seguo sinceramente); c‘è quasi un terrore sacro verso questo partito, ma credo che sia dovuto molto all’ignoranza delle sue posizioni politiche. Prendono botte dagli alleati (per modo di dire) che li giudicano “massimalisti”(ma dde che!!!) e dalle opposizioni interne (Sinistra critica – Cannavò) perchè li giudicano troppo ammorbiditi… Unità a sinistra? Mmmmh , credo che rimarrà solo sulla carta.#26 · Riccardo
25 luglio 2007, 18:04 Cari Compagni, ieri ho seguito molto attentamente la Videochat di Veltroni sul Sito dell’Unità con Padellaro a far da conduttore, se ne avete voglia è ancora on line. Fra i tanti argomenti che Walter trattava uno in particolare ha attratto la mia attenzione. Il Sindaco sosteneva che finora il Centrosinistra ha sbagliato l’approccio di come andare al governo , in quanto ha messo al primo punto la necessità di battere la Destra, invece secondo Veltroni è prioritario che il PD conquisti la maggioranza degli elettori, ergo la Destra verrà sconfitta. Sembra un gioco di parole una tautologia, invece a guardar bene Walter dice chiaramente che il PD vuol essere sufficiente a se stesso, tanto da fare a meno della Sinistra. E se noi non ci diamo una regolata ed una organizzata la fine che ci tocca è proprio quella di una forza residuale e marginale. Con tante belle idee, inapplicabili perchè al governo c‘è qualcunaltro. Non mi stancherò mai di dire (fino al 25 Aprile 2008) che la nostra possibilità è ora ed è limitata. Lavoriamo per costruire un Partito Nuovo e vero della Sinistra. Lo sappiamo, in ogni organismo formato da persone ci possono essere pareri diversi ma poi ci si conta e si va avanti (a meno di scelte strategicamente inaccettabili). Non mi strapperei i capelli per le divergenze sulle pensioni (se eravamo tutti in un Partito si decideva a maggioranza). Ormai è tempo di unire tutte quelle forze che si riconoscono nella critica al neoliberismo. Al Lavoro e alla Lotta ! r.#27 · Francesco Scarcelli
25 luglio 2007, 18:16 tratto da www.altroconfronto.it Gli uomini della Sinistra tornino ad essere espressione del proprio popolo Identità, identità, identità! giovedì 10 maggio 2007. di Francesco Scarcelli A furia di parlarne e scriverne si rischia di perdere di vista il concetto. L’identità di un progetto politico non si misura in base ai simboli ed alle bandiere. Per carità anche i simboli sono importanti, ma solo se dietro quei simboli e sotto quelle bandiere, ritroviamo i legittimi “rappresentati”. Un pò come se in libreria sotto lo scaffale dove sta scritto filosofia, troviamo dei romanzi rosa. Quanti operai sidono ora tra i deputati di Rifondazione, del PdCI o tra i nascenti gruppi parlamentari della Sinistra Democratica? Quanti lavoratori, impiegati, precari, infermieri, disoccupati, trovano spazio in quegli stessi partiti in periferia, nei consigli provinciali, nelle federazioni, specie al Sud? Non mi si venga a dire che queste categorie sono assenti o scarsamente presenti perchè manca la passione politica o la militanza tra gli uomini e le donne che vivono tutti i giorni il disagio sociale! E’ un problema di spazio che manca anche tra i partiti che dovrebbero essere legati ad una certa identità! Conosco dei consiglieri Provinciali del PdCI ad esempio, che niente hanno a che fare con quell’identità e che si ritrovano rappresentanti d’alcuni “valori”, solo perchè professionisti, facoltosi, “portatori” di voti e tessere. Attenzioni “compagni” il vero problema non è l’identità in maniera astratta, romantica e iconografica. Chi rappresenterà quell’identità? Chi siederà dietro quei simboli? Questo sarà il punto su cui la nuova Sinistra italiana dovrà davvero rifondarsi, altrimenti cadrà di nuovo o diventerà ancora un’altra cosa!#28 · pippo
25 luglio 2007, 18:19 qualcuno parla di rancore reciproco, ma qui il rancore è assolutamente unidirezionale. i compagni di base che hanno, legittimamente, aderito al PD, NON sono sereni, lo si vede da ogni loro uscita, sanno bene al di là delle razionalizzazioni esteriori, di essere andati contro la loro natura e tendono a rivelarlo nei loro comportamenti aggressivi verso quegli altri compagni hanno decisamente resistito alle sirene, e si devono sentire dire ogni cinque minuti che sono irresponsabili, che sono falsi, che tirano la corda, che sono interessati, che sono massimalisti, e quant’altro. logico che scappa qualche risposta a tono.#29 · Vincenzo Gaudiano
25 luglio 2007, 18:21 Caro Franco B. ho sbagliato persona ,ma questo non cambia niente. La politica non è un’elencazione di giusti principi, tu ne fai tanti. A proposito, sulla questione fiscale, se si sfilano le risorse per il walfare del bilancio dell’INPS occorre trovare subito le risorse alternative, perché altrimenti si rischia di fare atti illeggittimi dal punto di vista costituzionale, poi nel medio periodo si può pensare ad un recupero di risorse dall’evasione o dall’elusione. Ma questa cosa mi sembra che, al di là di tutte le critiche, questo governo comunque la faccia, vedi aumento del gettito. Dicevo però la politica non è una pura enunciazione di concetti giusti, almeno per me, mi rendo conto che per la cultura minoritaria e massimalista questo concetto non vale, la politica è la costruzione del blocco sociale, delle maggioranze necessarie, dell’egemonia culturale capace di attuare quei concetti giusti. Se non si lavora su questi punti e non si analizzano gli sbagli ma anche la società in cui ci si trova non si farà mai un passo in avanti. A Napoli del resto, se mi permetti la battuta, diciamo che la ragione se la prendono i fessi… A risentirci.#31 · Vincenzo Gaudiano
25 luglio 2007, 18:46 per Pippo, ottima la tua battuta stile Bossi, complimenti!#32 · Vincenzo Gaudiano
25 luglio 2007, 18:49 Per Pippo, ottima la tua battuta stile Bossi, complimenti!#33 · pippo
25 luglio 2007, 18:49 non basta fare i finti offesi per giustificare il malgoverno. magari nascondendosi dietro a un gramscismo di maniera e l’appello ai blocchi sociali egemoni (il povero Gramsci si rivolta nella tomba). io ribadisco, provate a dare più ascolto ai “fessi” lì a Napoli, che le cose andranno meglio.#34 · Vincenzo Gaudiano
25 luglio 2007, 18:56 Io non giustifico niente, per quanto riguarda Napoli se la sinistra governo, lo deve anche ai voti che qui si racolgono. Per quanto riguarda Gramsci, per Pippo, prima di parlarne, studialo.#35 · luca
25 luglio 2007, 19:03 Se posso dare un consiglio ai partecipanti di questo blog (che più o meno sono sempre le stesse persone…), vi invito a leggere Ecce Comu di Gianni Vattimo. Si tratta di una lettura terapeutica tale da definire l’identità politica di ciascuno di noi. Qualcuno potrebbe riaffermare il proprio essere comunista e qualcuno come me riconfermare la scelta del ’91 di aderire al Pds e alla sinistra socialista e di governo. Lo scissionismo è una malattia infantile del socialismo e certo SD non mi pare la cura ad hoc. Ognun per se e sanza meta (Brancaleone)...#36 · Franco B. - Roma
25 luglio 2007, 20:55 Caro Gaudiano, lo dico davvero senza polemica: tu fai spesso interventi sui quali, che si sia d’accordo o no, si può discutere; ma stavolta non riesco bene a capire il senso, da dove parti e dove vuoi arrivare. Sarà colpa mia, è possibile (a proposito: sono napoletano anch’io, vi sono nato, vi ho vissuto e studiato fino all’età di 27 anni, quindi la conosco molto bene…..)#37 · Franco B. - Roma
25 luglio 2007, 22:08 Però, lo dico con rammarico, e l’ho già notato altre volte, troppo spesso ognuno parla come a sé stesso. Gaudiano, per esempio, ha sollevato una questione relativa alla necessità di finanziare l’assistenza; io ho indicato ben quattro modi per trovare le risorse (l’evasione; i trasferimenti alle imprese; le spese militari; la tassazione delle rendite). Ma Gaudiano, invece di rispondere, sorvola e fa tutt’altri discorsi, fra l’altro dicendo che “La politica non è un’elencazione di giusti principi”, come se i giusti principi fossero aria fritta e non invece, per chi si dice di sinistra, la bussola che deve guidarci; e richiamando, così all’improvviso, la necessità “dell’egemonia culturale capace di attuare quei concetti giusti”, come se la lezione gramsciana fosse qualcosa di cui è in possesso solo lui (gli assicuro, invece, che essa non mi è affatto estranea). E’ difficile intessere, in questo modo, discorsi che sfocino in conclusioni che abbiano un senso; diventa una serie di declamazioni e non un confronto alla ricerca di sintesi.form di registrazione al sommario
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#1 · gianni
24 luglio 2007, 18:16 ma sto Cremaschi che quando va in TV a dibattiti (l’ho sentito qualche settimana fa su LA 7) fa la figura dell’idiota, perchè non se ne va a fare il sindacalista dei CUB ? Ma chi lo ha eletto? Se continuano a dettar legge figuri come Cremaschi e Rinaldini (quando era nel PCI di Reggio Emilia era poco più di un modesto burocrate)penso di cambiare la tessera da Cgil a UIL.