Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Da Roma, lettera aperta a Fabio Mussi
Firme varie, 13 luglio 2007, 17:00
Dibattito
Il capitolo che questa lettera sollecitia a scrivere totalmente daccapo, riguarda la forma organizzativa e le regole di vita interna al Movimento Sinistra Democratica. In vista dell'appuntamento d'autunno, per una struttura più definita, chiediamo che si apra un grande consultazione su proposte concrete, per cominciare ad aprire, innovare e moralizzare la vita politica delle nostre organizzazioni
Caro Fabio,
Siamo convinti sostenitori del Movimento Sinistra Democratica, perché ne condividiamo la sua ragione fondamentale, che è quella di unire e rinnovare l'intera sinistra italiana.
Pensiamo che sia necessario lavorare in questa direzione con estrema rapidità e senza esitazioni, perché, in questi anni, su tali questioni, tanti sono stati gli appelli caduti nel vuoto, ai quali, non di rado, sono seguiti solo demagogia ed operazioni strumentali.
Se, in questi anni, è prevalsa la frammentazione, non è successo per causa di una strano maleficio e se oggi si può concretizzare un lavoro comune a sinistra, non è perché siamo diventati tutti più buoni.
Oggi deve essere diverso dal passato, perché la crisi del sistema politico è a un punto di non ritorno e la sinistra rischia di pagare i prezzi più alti. La verità è che per lunghi anni la coltivazione dell'orticello ha pagato profumatamente, il sistema politico e istituzionale, nelle sue varie articolazioni, ha incentivato i particolarismi, penalizzando ogni tentativo fuori dal coro.
Si sono formate oligarchie, sempre più concentrate a riprodurre se stesse e a combattere ogni tipo di rinnovamento.
I gruppi dirigenti hanno portato dove volevano le proprie organizzazioni politiche, senza mai pagare prezzi, anche in presenza di clamorosi fallimenti, contando sul conformismo dilagante e l'impermeabilità delle strutture, congegnate per tenere fuori il dissenso.
In fondo, dentro questa logica non poteva esistere una vera ragione per cambiare, visto che la "cerchia ristretta" si era garantita seggi, ministeri, presidenze, visibilità mediatica, macchina con autista e scorta annessa.
Ora però la "casa" ha preso fuoco, chi non se ne è accorto rischia di rimanerci dentro, con tutte le conseguenze del caso.
Certo, ci sono le difficoltà del Governo Prodi, c'è la pessima legge elettorale che non garantisce la governabilità e alimenta la frammentazione, ma quando il libro più letto in Italia, da mesi, è "La Casta", denuncia implacabile della degenerazione del mondo politico, non ci sono più parole che tengano. Non servono a niente gli appelli ad evitare l'antipolitica. Ci vogliono fatti!
In questo senso, l'irruzione nello scenario politico di Sinistra Democratica ha già portato i primi benefici: obbligando tutta la Sinistra ad un confronto unitario, rompendo di fatto vecchi equilibri; infatti, anche tra chi finora aveva rifiutato veri percorsi unitari, si fa strada la "necessità che diventa virtù".
Tuttavia, la stessa SD è figlia della precedente stagione politica e non può, quindi, essere considerata immune da vecchi vizi e dalla riproposizione di antichi modelli.
Infatti, ora avvertiamo qualche difficoltà, che va superata, sia nella costruzione del nostro Movimento, che nei rapporti con le altre forze della sinistra.
Sinistra Democratica per come nasce e per la sua natura di movimento unitario, ha in mano un'occasione storica, perfino una missione, che è quella di cominciare a dare l'esempio, per aiutare tutta la sinistra ad uscire dalla sua crisi.
Sul piano ideale, programmatico, delle scelte politiche, non si parte da zero e comunque non intendiamo ora entrare nel merito, il capitolo che con questa lettera sollecitiamo a scrivere totalmente daccapo, riguarda la forma organizzativa e le regole di vita interna.
In vista del nostro appuntamento d'autunno, per darci una struttura più definita, chiediamo che si apra un grande consultazione su proposte concrete, per cominciare ad aprire, innovare e moralizzare la vita politica delle nostre organizzazioni.
Se la questione, che in questi anni ha prodotto indignazione tra l'opinione pubblica, riguarda i costi della politica e il formarsi di vere e proprie "caste", serve una risposta immediata!
Non pensiamo a palliativi, ma a vere e proprie norme speciali, come si conviene quando ci sono momenti d'emergenza.
- Il nostro Movimento deve promuovere il massimo dell'innovazione e dell'apertura, a partire dalla parità (50%) della rappresentanza uomini-donne.
- Così come, giovani ed esterni alle ex Mozioni, cioè non provenienti dai DS, devono avere uno spazio garantito, a tutti i livelli periferici e centrali, negli organismi dirigenti e nelle candidature istituzionali future.
- Riteniamo che occorre interrompere il corto circuito che porta coloro che assumono ruoli di direzione e coordinamento politico, a prefigurare la propria candidatura da qualche parte, come unico scopo del proprio lavoro. Proponiamo una regola che vieti di candidarsi nelle Istituzioni, per tutto il periodo del proprio mandato politico, salvo dimettersi e, quindi, non poter andare a trattare direttamente per se stessi.
- Deve essere impedito il cumulo delle cariche, non possiamo più fidarci del buonsenso del singolo di turno. La responsabilità deve essere collettiva nel sostituire chi occupa più di un incarico.
- Va garantita assolutamente e subito, una vera rotazione in Parlamento. Fare il Deputato o il Senatore è un impegno, gravoso e gratificante insieme, quindi, deve essere concepito solo come un passaggio della propria vita politica. In questo senso, fatto salvo alcuni limitatissimi casi, ad esempio il coordinatore nazionale, tutti quelli che hanno già fatto due legislature, devono lasciare lo spazio ad altri ed essere chiamati a nuovi incarichi.
- Chiediamo che gli eletti in Parlamento, interrompendo una immorale abitudine, si impegnino a mettere in regola i propri collaboratori e che si stabilisca una quota congrua da versare alla propria organizzazione politica, che garantisca uno stipendio adeguato e non l'idea di arricchimento personale.
Nei DS, ma più in generale, chi ha concluso il proprio mandato istituzionale, spesso, se non legato ad una cordata forte, è stato lasciato nel vuoto, alimentando l'idea che l'unico modo per fare politica e contare, è stare nel "Palazzo". Dobbiamo impegnarci a dimostrare che si possono trovare soluzioni anche a questo problema. Ci sono tanti bravi parlamentari, tanti bravi amministratori, tanti dirigenti territoriali, tanti giovani compagni, che possono dare una mano ruotando negli incarichi senza sentirsi penalizzati.
Questo tanto per cominciare, pur non facendoci illusioni di risolvere tutti i mali della politica. La cosa certa, in ogni caso, è che se riusciamo a fare qualcosa di moralmente giusto, veramente nuovo e di sinistra, in molti ci saranno grati.
Per queste ragioni, intendiamo raccogliere adesioni a queste nostre proposte e ti chiediamo una disponibilità per un confronto pubblico, che organizzeremo a Roma, nel prossimo mese di settembre.
Ribaltare il senso comune può essere un buon obbiettivo, su cui vale la pena lavorare.
Roberto Sciacca
Enzo Mastrobuoni
Lalla Cappelli
Fabio Ciucci
Mauro Coldagelli
Andrea Costa
Leonardo Cruciani
Ersilia De Bono
Giuliana La Verde
Lucia Masotti
Monica Minervino
Michela Pace
Patrizia Paglia
Fabrizio Picchetti
Cesare Ranucci
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#3 · Circolo "E.Berlinguer" di Orta Nova(FG)
14 luglio 2007, 09:12 Siamo pianamente d’accordo con queste proposte e perciò aderiamo.Circolo“E.Berlinguer“di Orta Nova(FG),aderito a Sinistra Democratica.#4 · beniamino ginatempo
14 luglio 2007, 09:21 Sottoscrivo pienamente questa lettera aperta che trovo pertinente anche per la Sicilia. In particolare faccio completamente mio il seguente capoverso: “Tuttavia, la stessa SD è figlia della precedente stagione politica e non può, quindi, essere considerata immune da vecchi vizi e dalla riproposizione di antichi modelli.” Credo che ben sottolinei alcuni dei principali rischi che Sd deve sforzarsi di non correre.#5 · tonino dessì
14 luglio 2007, 09:40 Condivido anch’io: anche in Sardegna, se non si corregge la rotta nella direzione indicata dalla lettera delle compagne e dei compagni romani, S.D. nasce male o non nasce affatto. Tra i punti indicati mi pare indispensabile rafforzare l’indicazione di una rigorosa applicazione del rapporto fifty-fifty tra i generi in tutte le sedi della partecipazionee della direzione politica. Non è più questione di quote, ma di rappresentanza dovuta. Tonino Dessì.#8 · rigitans
14 luglio 2007, 11:36 concordo toptalmente con lo spirito di quest articolo. solo così si avranno consensi, la gente è stufa delle parole. se sinistra democratica(e tutta la sinistra plurale) dimostrerà che sono usciti dall’area pd eprchè vogliono pasare ai fatti e non restare a parole che si disciolgono nel nulla della realtà, allora si potrà salvare la sinistra italiana, e cominciare un periodo florido e di rigenerazione politica. il pd vuole erodere voti a sinistra, io dico che se si fanno le cose bene sarà di gran lunga piu’ facile togliere voti ai neocentristi.#13 · Unità Democratica Sinistra Europea
14 luglio 2007, 15:18 Carissimi appellanti. La sinistra Democratica oggi è solo un progetto di forza politica a sinistra tutto da appurare. Certo gli appelli hanno il loro fascino emozionale ma, sono e rimangono solo appelli. Potremmo parlare della classe dirigente. D’Alema e Mussi, erano giovani comunisti, con incarico di partito in Puglia, molti, molti anni fa e così tutti gli altri dirigenti di sinistra. Decenni di vita parlamentare. Hanno visto cadere il muro di Berlino. Occhetto della Bolognina oggi è titolare di un Cantiere politico. Sono i veri protagonisti insieme a molti altri della CASTA descritta nel libro dell’anno. dovrete rispondere ad una sola semplice domanda: Cosa vi aspettate dal gruppo dirigente di SD, noi non lo sappiamo, quello che sappiamo è che per far crescere nuova erba, occorre dar fuoco alle stoppie. Occorre in Italia un nuovo ideale di sinistra, moderno, pragmatico, che sappia guardare oltre la stessa Europa, una sinistra innovativa, lontana mille miglia dal conservatorismo che l’ha ingessata per decenni, cause di guerre intestine. il mondo corre veloce e la sinistra ha il fiatone, non è in grado di tenere il passo ecco perchè Weltroni segretario del Partito Democratico. Per governare occorrono i numeri quindi il consenso necessario e questa sinistra è minoritaria non solo in Italia ma nel mondo. Non si può ragionare solo con i propri dogmi, ma, con le aspettative dei più, altrimenti è solo mantenimento del potere, quel tanto, per disporre di un gruppetto in parlamento alla faccia dei tanti gonzi che ci credono ed allora ecco il punto. Caro compagno Mussi sin dai tempi di Bari. Come mai nonostante più volte ti abbiamo scritto e in parte sostenuto la tua critica al gruppo dirigente DS, sfociata poi nell’ennesima scissione, tu, non ti sei mai sognato di invitarci ai dibattiti o incontri pubblici di SD è forse questo il nuovo inizio, il nuovo percorso democratico. Fammi sapere caro compagno Mussi come vorrete regolarvi in merito ad alleanze o se vuoi chiamale cooptazioni vecchia maniera o soci d’avventura, insomma, anche la vostra zattera è a numero chiuso e non parliamo di solo gruppi parlamentari perchè forse per natale o giù di li le urne saranno in fase di montaggio. facci sapere compagno Mussi che noi siamo in attesa. Buon Lavoro#14 · Ciccio
14 luglio 2007, 15:50 Aderisco anch’io all’Appello, non per moda ma per la sostanza che condivido appieno, e che spero si realizzi fattivamente al più presto! Iscritto da internet a SD, futuro iscritto reale, aspetto che si smuova qualcosa in più anche a Messina (saluto per questo il prof. Beniamino Ginatempo (post 4) ,mio concittadino, anche se non lo conosco di persona) ,firma: compagno Francesco Mucciardi, detto Ciccio. saluti socialisti rossi#15 · Mario L
14 luglio 2007, 16:23 Già, cosa ci si aspetta da SD? Essenzialmente un luogo dove riprendere a considerare importante la partecipazione e a considerare il far politica un sacrificio che viene chiesto da qualcuno e che qualcun altro compie, magari anche rinunciando a qualcosa. Si chiede che chi potrà farsi interprete del sentire della gente, assuma su di sè la responsabilitù di rappresentarli e di parlare a nome loro. Per questo l’appello è importante e condivisibile. Perchè riapre alla possibilità di rifare politica, cosa ormai persa da vari anni e ridotta alla mera difesa delle posizioni personali di questo a quell’altro eletto. Sarà capace SD di fare questo? Sarà Capace Mussi di permetterlo? Intanto lo chiediamo. Poi se nopn avviene, siamo tutti convinti che non ce l’ha chiesto il medico di fare quest’altro sforzo. Si potrà sempre rinunciare e stare alla finestra a guardarli da lontano (continuando a provare per l’ennesima volta quel senso di schifo che ormai ci accompagna da un ventennio)#16 · Manuela S.
14 luglio 2007, 19:23 Condivido in pieno l’articolo. Per quanto riguarda la Sardegna mi unisco alle considerazioni dei compagni Tonino e Giulio.#17 · Gianluca S.
14 luglio 2007, 19:26 Condivido in pieno l’articolo. Per quanto riguarda la Sardegna mi unisco alle considerazioni dei compagni Tonino, Giulio, Mimmo e Luka.#18 · Andrea Pubusa
14 luglio 2007, 19:59 Se non è così a che serve SD? Vedo però già i guastatori all’opera: la nostra “castina” con un pò di colonelli che pensano sempre al posizionamento e qualche giovane che non vuol perdere una chance. Perché se no tante resistenze ad un processo rapido di creazione di una grande forza della sinistra? Certo, ci sono i problemi politici. Ma le diversità di opinioni sono inferiori a quelle che per tanti anni ci hanno consentito di vivere insieme nel PCI o a quelle che già esistono nelle diverse formazioni della sinistra. Possibile che non si capisca che, senza un processo di unificazione rapido e limpido, i lavoratori e i ceti subalterni prenderanno ancora più botte di quante ne hanno preso in questi ultimi anni e perfino la Costituzione, già accantonata sul piano materiale, è a rischio? Cosa credete che farà il PD senza una grande e autorevole forza di sinistra? Più che d’accordo, se l’appello cadrà nel vuoto SD non avrà alcuna utile funzione.#19 · mariocoop
14 luglio 2007, 20:19 come si evince dal mio nikname sono un dipendente delegato CGIL della ex mitica Proletaria oggi Unicoop stiamo indietreggiando sui posti di lavoro troppo malcontento troppo lavoro precario si lavora in condizioni indegne si proteggono i DELFINI ma i dipendenti chi li protegge. Io credo che la Sinistra Democratica puo’ ridare smalto al mondo del lavoro ed alla societa’ tutta ci stanno aspettando milioni di cittadini non deludiamoli.#21 · Carlo Dore jr
15 luglio 2007, 00:16 Aderico anch’io all’appello. facendo seguito ai post di Tonino Dessì, Andrea Pubusa e Gianluca, ritengo che la questione morale, il limite ai mandati e la concezione della politica come servizio e non come veicolo per il potere debbano costituire i presupposti fondamentali per la costruzione di Sinistra Democratica#22 · silvia del guercio
15 luglio 2007, 06:31 Mi permetto di aggiungere all’adesione: forse sarebbe il caso di candidare qualche volta nelle future liste, anche qualcuno che un altro mestiere ce l’ha. Non so, fornai, operai, postini, come faceva il PCI. In parlamento ormai si vedono solo politici della casta, avvocati, notai, veline e indagati.#23 · Mauro Nieddu
15 luglio 2007, 11:08 Aderisco all’appello proposto nella lettera. Occorre partire da qui per riconquistare fiducia e voglia di partecipare da parte di tante persone deluse dalla politica e dalla sinistra. Mauro Nieddu SD Cagliari#24 · fernando giarrusso
15 luglio 2007, 12:44 aderisco con grande convinzione all’appello delle compagne e dei compagni , insieme ad altri compagni della provincia di torino stiamo facendo girare la lettera ed ad oggi sono più di cinquanta le adesioni di compagne e compagni iscritti alla sinistra democratica . purtroppo anche da noi c‘è il rischio di costruire il piccolo partitino chiuso e senza prospettiva politica dove prevalgono le appartenenze passate a scapito delle prospettive future di unità della sinistra.#25 · bellavita
15 luglio 2007, 16:45 io come sempre sto fastidiosamente fuori del coro. Sd è uscita da ds perchè riteneva intollerabile rompere i rapporti con il Partito socialista europeo. Dal giorno della scissione non mi risulta che ci sia stato un solo incontro con la presidenza dell’Internazionale. Che so, neanche una cartolina per notificare “ci siamo anche noi”. Viceversa, non passa giorno che sd non faccia serenate d’amore a Bertinotti, che ha fondato la sinistra europea, che con il pse non c’entra nulla, anzi, ma collega i nostalgici della Germania Est (v:“le vite degli altri”)ai lillipuziani partiti comunisti spagnolo, framcese e portoghese. Suppongo che il passo successivo sarà ricostituire l’unità d’azione coi Trotzkisti, possibilmente lasciando i picconi in guardaroba. Di più : oggi è il 15 luglio, ieri c‘è stata una riunione per la costituente socialista, intorno al SDI che in questo momento è l’unico rappresentante dell’internazionale in Italia. Crepa se Aprile ne parla. Forse Mussi pensa di essere ancora ai tempi di Togliatti e Berlinguer, dove non si parlava con quelli che non accettavano la didattica. Con quali risultati si vede. In sintesi, compagno Mussi, ci sono più cose al mondo di quelle che il cervellino della “specificità del caso italiano” riesce a immaginare.#27 · Ciappei Faliero
15 luglio 2007, 22:16 Credo che sia obbligatorio questo passaggio, anzi si sta assistendo ad autolegittimazioni e sulla costruzione,FORSE NON VOLUTI,di comitati e non di organismi organizzativi per un movomento come SD, con l’ esclusione di chi invoca strutture aperte. Questo l’ ho già richiesto in un commento a Fumagalli.#29 · Stefano Fratta
15 luglio 2007, 23:37 D’accordo, la democrazia interna deve essere la nostra carta di identità e il nostro biglietto da visita. E la democrazia (che significa anche un no chiaro e netto a ipotesi cesariste alla Soru) deve essere il nostro impegno in tutte le sedi. Sono favorevole a una delega politica che decida ma non alle derive personalistiche, all’UOMO FORTE o presunto tale, al “deu seu deu” (traduco per i non sardi “io sono io” che vuol dire “a me è permesso tutto”)che imita i vizi del berlusconismo e spiana il terreno per il ritorno del partito degli affari -peraltro largamente rappresentato in tutti gli schieramenti. Unire la sinistra su obiettivi chiari e condivisibili ci consentirà di acquisire il peso politico necessario per respingere le ipotesi neocentriste di Rutelli, vestite di aspirazione alla tecnocrazia -e il fatto che a chiarire la natura della coalizione debba essere la Bindi da un lato rassicura, dall’altro è allarmante.#30 · Roberto Varrone
15 luglio 2007, 23:51 Condivido pienamente e contribuirò a diffondere questa lettera aperta sul no alla nomenklatura. O vinciamo questa battaglia sulla democrazia interna, subito o non riusciremo a far partecipare quelli che stanno alla finestra…#31 · Alessandro
16 luglio 2007, 00:45 Aderisco e condivido il documento totalmente e se dalle parole si passasse ai fatti sarebbe senz’altro meglio. Penso anche io che “ non potendo più fidarci del buon senso di turno” e “per innovare e moralizzare la vita politica” sia indispensabile scrivere delle regole ben precise. Spero che venga messo come regola fondamentale che chiunque sia rinviato a giudizio dalla magistratura non possa essere candidato a qualsiasi carica politica elettiva e/o se eletto debba dimettersi.#32 · Mario L
16 luglio 2007, 01:03 Penso che se ci si apra ad una forma di vera democrazia interna, allora avremo già fatto una grande rivoluzione che ricadrà con tutti i suoi benefici sulle generazioni future. Questo èp il contenuto principale di una nuova forza politica di sinistra. Senza questo, non c‘è idea, progetto, riferimento storico, visione che tenga. Mussi, ti prego, batti un colpo.#35 · alberto.galante
16 luglio 2007, 10:51 Aderisco e condivido pienamente il documento. Spero, anch’io che venga messo come regola fondamentale che chiunque sia rinviato a giudizio dalla magistratura non possa essere candidato a qualsiasi carica politica elettiva e/o se eletto debba dimettersi. Alberto SD – Sesto San Giovanni#36 · M.
16 luglio 2007, 12:46 “- Va garantita assolutamente e subito, una vera rotazione in Parlamento. Fare il Deputato o il Senatore è un impegno, gravoso e gratificante insieme, quindi, deve essere concepito solo come un passaggio della propria vita politica. In questo senso, fatto salvo alcuni limitatissimi casi, ad esempio il coordinatore nazionale, tutti quelli che hanno già fatto due legislature, devono lasciare lo spazio ad altri ed essere chiamati a nuovi incarichi.” L’ATTUALE LEGGE ELETTORALE CONTEMPLA LE LISTE BLOCCATE, SE SI DIMETTE UN PARLAMENTARE DI SD ED ENTRA UN TEODEM DELLA MARGHERITA MI SPIEGATE CHE RISULTATO ABBIAMO OTTENUTO???#37 · marco
16 luglio 2007, 13:12 Non sono d’accordo sulle 2 legislature, perche’ e’ una visione americana. A meno che le 2 legislature non siano previste per legge.Per chiarire il mio pensiero faccio presente che sino ad ora le 2 legislature ampiamente previste nei regolamenti di quasi tutti i Partiti, sono servite solo ad eliminare i concorrenti scomodi e le deroghe sono sempre servite, con la giustificazione dei QUADRI piu’ valorosi, per salvaguardare i Dirigenti piu’ in vista!!! I LIMITATISSIMI casi di cui sopra divengono garanzie per pochi!Guardiamoci in faccia; bisogna riscoprire,senza scorciatoia, la convinzione politica interna! Non possono esserci uomini per tutte le stagioni, si vedano ad esempio i Partiti d’oltralpe,la classe dirigente sconfitta su un progetto si mette da parte ed emerge un nuovo quadro politico che esprime un’altra politica.Sono i militanti e gli iscritti a pretendere con meccanismi referendari interni questo modo di fare!I diririgenti pertanto non devono essere selezionati per legge (2 legislature) ma con referendum interni chiari ,periodici e trasparenti.La deriva plebiscitaria di Prodi prima e di Veltroni ora che hanno preteso di fatto l’eliminazione dei possibili concorrenti a priori, ne e’ un chiaro esempio.#39 · Antonio Ferrara
16 luglio 2007, 16:29 Carissimi, il vostro documento mi sembra che apra una discussione su dei temi necessari per la sopravvivenza di SD. Condivido molte vostre valutazioni. Credo fondamentale il ritorno alla politica di competenze e specificità che da troppo tempo sono lontane dall’impegno civile. Ma per ottenere questo occorre che la Sinistra Democratica assuma scelte coraggiose nel suo modo di essere e novità profonde nel messaggio che intende inviare alla società. Altrimenti la condanna e l’omologazione bruciando nella casa in fiamme.#41 · mimi de simone
17 luglio 2007, 20:55 sottoscrivo,occorre insistere,le resistenze sono fortissime:queste proposte le ho invano avanzate da tempo in Sardegna;oggi molti compagni le condividono,per SD sono necessarie alla sua sopravvivenza, non dobbiamo assolutamente permettere che vengano accantonate,debbono diventare se necessario oggetto di battaglia congressuale#42 · Marcello Marani
17 luglio 2007, 23:34 Attenzione a non confondere il valore della “Democrazia” con il disvalore del “democraticismo”, per cui alla fine si rischiano di avere tante sinistre per quani sono i militanti dato che ciascuno di noi, la vorremmo a nostra immagine e somiglianza. Per questo rifarei un pensierino sul tanto deprecato “Centralismo democratico, che teneva alla fine uniti Secchia e Amendola, Pajetta e Napolitano, Berlinguer ed Ingrao ecc., perchè l’unità era costruita su valori profondi e condivisi da tutti ed adottando il principio gramsciano della tolleranza nella discussione, e sull’intransigenza nell’azione. E solo quando il CD fu degradato a verticismo burocratico perchè si cominciarono a cumulare incarichi di direzione politica ed incarichi istituzionali, che iniziarono le degenerazioni, che alla fine portarono al burocratismo, al carrierismo ed all’opportunismo, con una grave caduta della tensione morale, che ci contraddistingueva e ci faceva il Partito dalle mani pulite dato che era il Partito a dirigere chi amministrava e non chi amministrava a dirigere il Partito. Perchè a forza di dirigenti “Amministratori” alla fine si sono degradati più in “Amminestratori” omologandosi agli avversari, per essere considerati uguali. Uguali su ma al ribasso!!! maranimarcel@tiscali.it#44 · PAOLO CICCONI
19 luglio 2007, 17:34 SONO DACCORDO , PURTROPPO MI RENDO CONTO DELLA DIFFICOLTA’ DI METTERE IN DISCUSSIONE PRATICHE CONSOLIDATE#45 · Giovanni Gentile
21 luglio 2007, 10:27 Aderisco al testo integrale del documento. Giovanni Gentile (aderente a SD-Balduina, Roma)#46 · claudio casti
24 luglio 2007, 22:43 Tanti consensi da Cagliari… peccato che a quanto scrivano i giornali intere sezioni che un tempo votavano per la Mozione Mussi hanno scelto di restare nel Partito Democratico…#48 · LUPO
31 luglio 2007, 17:53 Aderisco anch’io fin da ora all’iniziativa. Pero’ e’ necessario aprire soprattutto a quei compagni delusi e desiderosi di ritrovarsi in qualcosa di nuovo e non di vecchio, leggo nomi tra le firme che da tempo sono per cosi’ dire sulla cresta dell’onda politica, e in questo niente di male, ma e’ ripeto necessario che ci si rivolga soprattutto al popolo di sinisra deluso ed amareggiato che provenga da situazioni ed esperienze anche le piu’ disparate, allora solo cosi’ si puo dare un segno di reale cambiamento.#49 · Aristide RICCI
13 agosto 2007, 17:11 Ho letto con ritardo l’appello che condivido in ogni sua parte. Mi sembra che sia un buon modo per rompere l’antico vezzo imperante nel nostro paese secondo il quale si predica bene e si razzola male. Certo se si partisse dall’alto a “ fare cose di sinistra”, forse potremmo sentirci tutti più tranquilli. Il libro più letto in questo ultimo periodo “La Casta” è stato sicuramente un pugno allo stomaco di tutti. Ma mi chiedo: ci volevano due giornalisti, seppure molto bravi, per dirci che il “re è nudo”. Non sapevamo forse che la politica in Italia è nello stato pietoso che ormai conosciamo tutti perchè rappresenta una meta ambita per diventare dei super garantiti? Ed allora avanti su questo percorso senza titubanze, perchè poi la retta via sarà chiara a tutti!#50 · spartaco innocenzi
13 agosto 2007, 19:42 Questo dovrebbe essere il manifesto di tutta la Sinistra.Io la chiamereiPRIORITA’. Rifondare la politica in Italia e’ un atto rivoluzionario,che va oltre i problemi sociali che incombono sul paese.Se lo capiscono bene,altrimenti fondiamo la Sinistra dei cittadiniform di registrazione al sommario
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#1 · Filippo Giuffrida
14 luglio 2007, 01:06 Condivido in pieno ed aderisco. Filippo Sd Ribera (Ag)