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Da Roma, lettera aperta a Fabio Mussi

Firme varie,   13 luglio 2007, 17:00

Da Roma, lettera aperta a Fabio Mussi Dibattito     

Il capitolo che questa lettera sollecitia a scrivere totalmente daccapo, riguarda la forma organizzativa e le regole di vita interna al Movimento Sinistra Democratica. In vista dell'appuntamento d'autunno, per una struttura più definita, chiediamo che si apra un grande consultazione su proposte concrete, per cominciare ad aprire, innovare e moralizzare la vita politica delle nostre organizzazioni



Caro Fabio,
Siamo convinti sostenitori del Movimento Sinistra Democratica, perché ne condividiamo la sua ragione fondamentale, che è quella di unire e rinnovare l'intera sinistra italiana.
Pensiamo che sia necessario lavorare in questa direzione con estrema rapidità e senza esitazioni, perché, in questi anni, su tali questioni, tanti sono stati gli appelli caduti nel vuoto, ai quali, non di rado, sono seguiti solo demagogia ed operazioni strumentali.

Se, in questi anni, è prevalsa la frammentazione, non è successo per causa di una strano maleficio e se oggi si può concretizzare un lavoro comune a sinistra, non è perché siamo diventati tutti più buoni.
Oggi deve essere diverso dal passato, perché la crisi del sistema politico è a un punto di non ritorno e la sinistra rischia di pagare i prezzi più alti. La verità è che per lunghi anni la coltivazione dell'orticello ha pagato profumatamente, il sistema politico e istituzionale, nelle sue varie articolazioni, ha incentivato i particolarismi, penalizzando ogni tentativo fuori dal coro.
Si sono formate oligarchie, sempre più concentrate a riprodurre se stesse e a combattere ogni tipo di rinnovamento.
I gruppi dirigenti hanno portato dove volevano le proprie organizzazioni politiche, senza mai pagare prezzi, anche in presenza di clamorosi fallimenti, contando sul conformismo dilagante e l'impermeabilità delle strutture, congegnate per tenere fuori il dissenso.
In fondo, dentro questa logica non poteva esistere una vera ragione per cambiare, visto che la "cerchia ristretta" si era garantita seggi, ministeri, presidenze, visibilità mediatica, macchina con autista e scorta annessa.

Ora però la "casa" ha preso fuoco, chi non se ne è accorto rischia di rimanerci dentro, con tutte le conseguenze del caso.
Certo, ci sono le difficoltà del Governo Prodi, c'è la pessima legge elettorale che non garantisce la governabilità e alimenta la frammentazione, ma quando il libro più letto in Italia, da mesi, è "La Casta", denuncia implacabile della degenerazione del mondo politico, non ci sono più parole che tengano. Non servono a niente gli appelli ad evitare l'antipolitica. Ci vogliono fatti!

In questo senso, l'irruzione nello scenario politico di Sinistra Democratica ha già portato i primi benefici: obbligando tutta la Sinistra ad un confronto unitario, rompendo di fatto vecchi equilibri; infatti, anche tra chi finora aveva rifiutato veri percorsi unitari, si fa strada la "necessità che diventa virtù".
Tuttavia, la stessa SD è figlia della precedente stagione politica e non può, quindi, essere considerata immune da vecchi vizi e dalla riproposizione di antichi modelli.
Infatti, ora avvertiamo qualche difficoltà, che va superata, sia nella costruzione del nostro Movimento, che nei rapporti con le altre forze della sinistra.
Sinistra Democratica per come nasce e per la sua natura di movimento unitario, ha in mano un'occasione storica, perfino una missione, che è quella di cominciare a dare l'esempio, per aiutare tutta la sinistra ad uscire dalla sua crisi.
Sul piano ideale, programmatico, delle scelte politiche, non si parte da zero e comunque non intendiamo ora entrare nel merito, il capitolo che con questa lettera sollecitiamo a scrivere totalmente daccapo, riguarda la forma organizzativa e le regole di vita interna.
In vista del nostro appuntamento d'autunno, per darci una struttura più definita, chiediamo che si apra un grande consultazione su proposte concrete, per cominciare ad aprire, innovare e moralizzare la vita politica delle nostre organizzazioni.
Se la questione, che in questi anni ha prodotto indignazione tra l'opinione pubblica, riguarda i costi della politica e il formarsi di vere e proprie "caste", serve una risposta immediata!

Non pensiamo a palliativi, ma a vere e proprie norme speciali, come si conviene quando ci sono momenti d'emergenza.
- Il nostro Movimento deve promuovere il massimo dell'innovazione e dell'apertura, a partire dalla parità (50%) della rappresentanza uomini-donne.

- Così come, giovani ed esterni alle ex Mozioni, cioè non provenienti dai DS, devono avere uno spazio garantito, a tutti i livelli periferici e centrali, negli organismi dirigenti e nelle candidature istituzionali future.

- Riteniamo che occorre interrompere il corto circuito che porta coloro che assumono ruoli di direzione e coordinamento politico, a prefigurare la propria candidatura da qualche parte, come unico scopo del proprio lavoro. Proponiamo una regola che vieti di candidarsi nelle Istituzioni, per tutto il periodo del proprio mandato politico, salvo dimettersi e, quindi, non poter andare a trattare direttamente per se stessi.

- Deve essere impedito il cumulo delle cariche, non possiamo più fidarci del buonsenso del singolo di turno. La responsabilità deve essere collettiva nel sostituire chi occupa più di un incarico.

- Va garantita assolutamente e subito, una vera rotazione in Parlamento. Fare il Deputato o il Senatore è un impegno, gravoso e gratificante insieme, quindi, deve essere concepito solo come un passaggio della propria vita politica. In questo senso, fatto salvo alcuni limitatissimi casi, ad esempio il coordinatore nazionale, tutti quelli che hanno già fatto due legislature, devono lasciare lo spazio ad altri ed essere chiamati a nuovi incarichi.

- Chiediamo che gli eletti in Parlamento, interrompendo una immorale abitudine, si impegnino a mettere in regola i propri collaboratori e che si stabilisca una quota congrua da versare alla propria organizzazione politica, che garantisca uno stipendio adeguato e non l'idea di arricchimento personale.

Nei DS, ma più in generale, chi ha concluso il proprio mandato istituzionale, spesso, se non legato ad una cordata forte, è stato lasciato nel vuoto, alimentando l'idea che l'unico modo per fare politica e contare, è stare nel "Palazzo". Dobbiamo impegnarci a dimostrare che si possono trovare soluzioni anche a questo problema. Ci sono tanti bravi parlamentari, tanti bravi amministratori, tanti dirigenti territoriali, tanti giovani compagni, che possono dare una mano ruotando negli incarichi senza sentirsi penalizzati.
Questo tanto per cominciare, pur non facendoci illusioni di risolvere tutti i mali della politica. La cosa certa, in ogni caso, è che se riusciamo a fare qualcosa di moralmente giusto, veramente nuovo e di sinistra, in molti ci saranno grati.

Per queste ragioni, intendiamo raccogliere adesioni a queste nostre proposte e ti chiediamo una disponibilità per un confronto pubblico, che organizzeremo a Roma, nel prossimo mese di settembre.
Ribaltare il senso comune può essere un buon obbiettivo, su cui vale la pena lavorare.

Roberto Sciacca
Enzo Mastrobuoni
Lalla Cappelli
Fabio Ciucci
Mauro Coldagelli
Andrea Costa
Leonardo Cruciani
Ersilia De Bono
Giuliana La Verde
Lucia Masotti
Monica Minervino
Michela Pace
Patrizia Paglia
Fabrizio Picchetti
Cesare Ranucci





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