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Con i saharawi per la pace nel Mediterraneo
Carlo Leoni*, 13 luglio 2007, 13:31
L'intervento
La Camera dei deputati ha approvato ieri ad ampia maggioranza la mozione sul conflitto nel Sahara occidentale. Un atto che fa seguito a molte iniziative avutesi anche sul piano internazionale e che segna comunque una tappa importante
La Camera dei deputati ha approvato ieri ad ampia maggioranza la mozione sul conflitto nel Sahara occidentale presentata dal sottoscritto e da deputati di vari gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. Si tratta di un atto importante per la pace e per il riconoscimento dei diritti inalienabili di una popolazione che vive da oltre trent'anni in esilio, nonostante numerose risoluzioni dell'ONU ne abbiano riconosciuto il diritto all'autodeterminazione.
Il rappresentante del Governo, onorevole Intini, intervenuto per esprimere la posizione dell'esecutivo, che si è rimesso alle decisioni dell'Aula, ha fatto riferimento ad alcuni recenti atti istituzionali, tra cui quello del Parlamento spagnolo. In effetti, nel mese di aprile scorso il Senato spagnolo ha approvato all'unanimità una risoluzione sul Sahara occidentale, proposta inizialmente dal gruppo popolare al quale poi ha aderito il gruppo socialista. La mozione, approvata ieri è per la sua quasi totalità una traduzione in italiano della mozione approvata dal Parlamento spagnolo.
Il nostro atto di indirizzo fa seguito a molte iniziative parlamentari: mozioni e risoluzioni approvate in Assemblea o in Commissione, audizioni e missioni nel Sahara occidentale, testimonianza dell'attenzione con cui la Camera dei deputati ha costantemente seguito l'evolversi del conflitto. Tutto ciò è avvenuto in analogia con molti comuni, province e regioni italiane, gemellate con autorità locali dei campi dei saharawi rifugiati nel deserto algerino, che ospitano bambini e garantiscono loro cure mediche. Ci troviamo innanzi ad una rete di volontariato ampia e senza colore politico.
Può apparire strano che una così ampia solidarietà si sviluppi nei confronti di un popolo di cui non c'è quasi traccia sulla stampa e nei notiziari televisivi. Perché non se ne parla? Eppure si tratta dell'ultimo residuo coloniale presente in Africa; eppure si trova in un'area calda del pianeta, il Maghreb, tra Marocco, Algeria e Mauritania, un'area, come sappiamo, a rischio terrorismo. Tutti dicemmo, dopo l'11 settembre, che per battere il terrorismo bisognava innanzitutto prosciugare i bacini di tensione e di potenziale conflitto e questo è indubbiamente un bacino di potenziale e ulteriore conflitto da prosciugare.
Sulla grande stampa non se ne parla forse perché - ed è amaro dirlo - quel popolo rispetta il cessate il fuoco stabilito molto tempo fa dalle Nazioni Unite, non imbraccia kalashnikov, non compie azioni terroristiche. Se questa fosse la valutazione sarebbe un pessimo segnale da parte della comunità internazionale, come a dire: se vuoi far sentire le tue ragioni devi sparare, uccidere oppure rapire degli occidentali, come avviene nel Delta del Niger o nello Yemen.
Dalla comunità internazionale deve, invece, venire un segnale del tutto opposto che valorizzi quei movimenti di liberazione che non fanno ricorso alla violenza ed al terrorismo, come il movimento del Fronte Polisario. Pertanto dobbiamo occuparcene, dobbiamo trovare una soluzione. Per questo è lodevole l'impegno che da molti anni la Camera dei deputati, in diverse forme, profonde per la soluzione del conflitto nel Sahara occidentale. In tutti i suoi atti fin qui compiuti, la Camera dei deputati si è sempre mossa nel solco del lavoro svolto dalle Nazioni Unite, come ha fatto anche la nostra mozione, sostenendo sostanzialmente tre punti.
In primo luogo vi sono dei negoziati in corso incoraggiati anche - è bene ricordarlo - dal voto positivo del rappresentante italiano nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. È bene che questi negoziati vadano avanti ed arrivino ad una soluzione condivisa.
In secondo luogo, nei negoziati si stanno discutendo varie ipotesi: indipendenza del Sahara occidentale, forme di autonomia permanente, forme di autonomia a tempo, come era indicato in una proposta Baker che non fu accolta dal Marocco. Con la mozione approvata ieri, noi firmatari non abbiamo preso posizione né per l'una né per l'altra scelta, perché questo spetta al negoziato, ma abbiamo affermato che in ogni caso è bene che venga chiamata a decidere la popolazione interessata, i saharawi, mediante un referendum, secondo quel principio di autodeterminazione che è scritto nella Carta delle Nazioni Unite e che è stato già applicato, ad esempio, per risolvere la delicata questione di Timor Est.
Il terzo punto della nostra mozione invita il Governo a studiare e trovare una forma di riconoscimento di status per i rappresentanti del Fronte Polisario in Italia. Il Fronte Polisario ha un rappresentante alle Nazioni Unite, ha rapporti ufficiali con l'Unione europea, è riconosciuto, visti i negoziati in corso, come un interlocutore ufficiale dal Regno del Marocco. Ha rapporti con molti Governi, compreso il nostro, e non riteniamo giusto che i loro rappresentanti siano privi di uno status e siano presenti in Italia con visto turistico; ciò non corrisponde alla realtà. Riteniamo che risolvere anche tale questione aiuti il dialogo perché lo rende più trasparente.
Voglio precisare che non c'è, da parte dei firmatari di questa mozione, nessuna ostilità pregiudiziale verso il Regno del Marocco. Si tratta di un Paese importante e amico dell'Italia, che svolge e può svolgere ancora di più un ruolo chiave per la crescita economica e civile del Maghreb e per quel dialogo euromediterraneo al quale il nostro Paese tiene molto. Siamo convinti che il Marocco farà questo ed altro, ancora meglio il giorno in cui si sarà liberato di un conflitto pluridecennale che ha un pesante costo economico e politico, ad esempio nelle relazioni con gli altri Paesi africani che riconoscono la Repubblica araba saharawi democratica e con altri Paesi della comunità internazionale.
Infine vorrei sottolineare che quella approvata ieri non è una mozione di parte; reca, infatti, le firme di esponenti autorevoli di entrambi gli schieramenti politici e di molti gruppi. Vorrei ricordarli: oltre al sottoscritto, la collega Vicepresidente Meloni, i colleghi D'Elia, De Simone, D'Antona, Forlani, Giulietti, Mantovani, Mariani, Motta, Venier, Mellano, Scotto, Giancarlo Giorgetti, Boato, Leoluca Orlando e Burgio.
Questa proposizione così ampia ci ha consentito un voto unitario che rappresenta un concreto contributo della Camera dei deputati alla pace e alla sicurezza nel Mediterraneo.
*Vice Presidente della Camera dei deputati
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#3 · redazione Aprileonline
13 luglio 2007, 22:13 Cari lettori (Hamid e Khalid), purtroppo non vi siete accorti che l’articolo è cambiato e porta la firma dell’onorevole Carlo Leoni. Abbiamo infatti, come ogni giorno, aggiornato il nostro quotidiano. Se cercate nel campo ricerca potrete trovare l’articolo di ieri (quello a firma Marzia Bonacci) e, insieme ad esso, tutti i vostri commenti. Non siamo infatti soliti censurare, a meno che gli interventi non scadano a livello di attacco personale o di insulto. Grazie per l’attenzione. La Redazione#4 · hamid
14 luglio 2007, 00:00 Capisco, Quindi questo Carlo ha tutta una pagina iniziale perché “onorevole”. guardate, cari redattori, visto che c’erano dei commenti anche di oggi da parte nostra, non era giusto, democratico, o di buon gusto e visto che non siete “soliti censurare”, almeno riportare nella stessa prima pagina, quello che dicono gli altri, e penso anche per il sito può arricchirsi con commenti. Mi rammarica davvero da parte della sinistra questo doppio peso. Anch’io cittadino come Carlo ho scritto oggi, Khalid ha scritto oggi, e gli altri. ma qui non si censura basta attivare il comando “Ricerca”. Quindi, chiedo a vuoi di riportare un link o i commenti. grazie#5 · Ciccio
14 luglio 2007, 17:58 SONO MOLTO CONTENTO PER L’APPROVAZIONE DI QUESTA MOZIONE DEL BUON COMPAGNO CARLO LEONI ED ALTRI, CHE FINALMENTE GETTA UN PO’ DI LUCE SU UNA VICENDA AI PIU’ SCONOSCIUTA IN ITALIA, E CIOE’ QUELLA DELLA GIUSTA INDIPENDENZA DEL SAHARA OCCIDENTALE, COME VARIE RISOLUZIONI DELL’ONU HANNO DETTO, CON IL POPOLO SAHARAWI CHE SI MERITA FINALMENTE QUESTO ANCHE PER IL SUO NON USARE LE ARMI E IL TERRORISMO PER OTTENERE CIO’ CHE GIUSTAMENTE CHIEDE! E’ di Sinistra l’Autodeterminazione dei Popoli e noi compagni dobbiamo stare accanto a chi nell’ombra, causata putroppo dalla “scena” che il Terrorismo Islamico e le Guerre di Bush hanno occupato, la chiede e lotta in modo non violento per ottenerla, in qualunque parte del mondo! saluti socialisti rossi#6 · Sara
16 luglio 2007, 01:02 Finalmente una chiara presa di posizione del nostro Governo in favore della lotta per l’autodeterminazione del popolo Saharawi, una lotta portata avanti nel rispetto dei diritti umani e dei principi proclamati dalla Dichiarazione Universale, con la speranza che questi diritti vengano riconosciuti al più presto anche al popolo Saharawi e che il diritto internazionale (di cui tanto ci si riempie la bocca molto spesso impropriamente) venga rispettato Sahara Libre#7 · Marcello Marani
16 luglio 2007, 07:23 Ricordo che circa una trentina di anni fa, ci fu un’importante manifestazione, indetta dal PCI, al cinema Adriano di Roma, in cui il relatore Giancarlo Pajetta ed altri ospiti del popolo Saharawi, ci parlarono di questa realtà, quasi sconosciuta ai più, portando alla ribalta i loro problemi di autodeterminazione e denunciando la dura repressione del governo marocchino, per via dei preziosi fosfati di cui il territorio è ricco e che servivano e servono come base importante dei fertilizzanti. Scoprimmo quindi la realta dei Tuareg, ed il fatto che quello che superficialmente avevamo appreso nelle nostre scuole nozioniste, e precisamente di un deserto , appunto, deserto e senza abitanti e senza risorse, era invece non solo attraversato dalle carovane dei cammelli e dromedari, ma abitato da un popolo che rivendicava, sulla base dei principi di autodeterminazione dei popoli, la propria indipendenza. E non mi sembra che nei trent’anni trascorsi si siano fatti dei passi avanti e che il problema sia al centro dell’attenzione mondiale. Per quesdto una riflessione è d’obbligo e precisamente: “Non sarà che tale disinteresse sia dovuto al fatto che le rivendicazioni pacifiche non siano neppure prese in considerazione?” Lungi da me l’ipotesi che si passi ad azioni eclatanti e di forza, ma si racconta che volta, visto che per sollevare l’obelisco di P.zza S. Pietro, il capo bifolco per fare si che i buoi addetti al tiro delle funi agissero in sincronia, sparò qualche frustata ed una miriade di bestemmie, ai cardinali che lo guardavano allibiti, anche il Papa allargando le braccia pronunciasse: “Quanno ce vo’, ce vo’!”, visto che l’obelisco da orizziontale era diventato verticale. Da qui nasce la riflessione, alle mistificazioni sul terrorismo, e su chi sarebbero gli “amici” dei terroristi, che sono è vero risposte criminali, specie se rivolte verso inermi e pacifici cittadini, ma sollecitate, causate e perfino armate, dagli stessi, che poi fingono di volerlo combattere. I governi statunitensi del PNAC, appunto, come volevasi dimostrare! Bene fa quindi il governo italiano a prendere non solo una chiara ma formale, posizione in merito, tanto per scaricarsi la coscienza, ma si faccia sostanzialmente carico, assieme all’iniziativa per la moratoria contro la pena di morte, di portarlo alla ribalta internazionale, approfittando anche del fatto che mi sembra sia temporaneamente membro del Consiglio di Sicurezza allargato dell’ONU. Altrimenti si potrebbe cantare con Mina: “Parole, parole, parole!!!” maranimarcel@tiscali.it#8 · SALEM HAMADA
19 luglio 2007, 21:37 LA MOZIONE DI SOLIDARIETà A FAVORE DEL POPOLO SAHARAWI APROVATA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI E UN GRANDI SOSTEGNO A TUTTI I POPOLI CHE ANO SCELTO LA VIA PACIFICA, E UN ATTO DI GIUSTIZIA CHE ONORA IL PARLAMENTO ITALIANO. PER CHI VUOLE CONOSCERE MEGLIO IL CONFLITTO SHARAWI ECCO DOVE TROVARLO.UNA DOCUMENTACIÓN ESENCIAL PARA CONOCER EL SÁHARA OCCIDENTAL Carlos Ruiz Miguel Catedrático de Derecho Constitucional Universidad de Santiago de Compostela Presentación La mejor ayuda para solucionar el conflicto del Sáhara es darlo a conocer. Cuanto mejor se conozca la realidad jurídica y política del Sáhara Occidental más cerca estaremos de la solución y más lejos de las mistificaciones que sólo consiguen prolongar el conflicto. Estos materiales que se presentan aquí son imprescindibles para conocer el Sáhara Occidental. La tarea de recopilar los materiales jurídicos relativos al Sáhara Occidental no es nueva, pero nunca se había hecho con la exhaustividad que ofrece esta obra electrónica que presentamos. Hasta ahora, se habían hecho varios esfuerzos de recopilación, algunos privados (los más meritorios) y otros por Naciones Unidas. La compilación más amplia existente hasta ahora, en español, francés e inglés, era la ofrecida por la Asociación para el Referéndum en el Sáhara Occidental (ARSO)[1], con algunos documentos que ni siquiera están accesibles en la página del Centro de Documentación de las Naciones Unidas2. En segundo lugar, la página web del “Observatori Solidaritat” de la Universidad de Barcelona, contiene también una magnífica relación de documentos3. Menos extensas son otras compilaciones de documentos, sólo en inglés, como la de la página Western Sahara Online4 o la elaborada por la propia Misión de Naciones Unidas para el Referéndum en el Sáhara Occidental (MINURSO)[5] de textos en inglés. En español, cabe mencionar la selección de documentos de la Universidad de Valencia6. Finalmente, los textos escogidos por Thomas de Saint-Maurice7 se hallan en varios idiomas. Esta colección que presentamos es deudora de todas estas contribuciones, pero va más allá porque compila y ordena documentos que no se encuentran agrupados en ninguna página de internet o publicación y porque, además, ofrece algunos documentos importantes que hasta ahora no estaban disponibles en ninguna página de internet. ¿Qué es lo que ofrece esta colección de textos? Ante todo debe subrayarse es que ofrece una colección de textos presentados en tres idiomas oficiales de Naciones Unidas (español, inglés y francés) siempre que ha sido posible. Los materiales se pueden agrupar en las siguientes categorías: documentos de Naciones Unidas, documentos del Frente Polisario y la RASD, tratados internacionales, textos provinientes de organismos privados (con sus eventuales respuestas), algunas contribuciones doctrinales y otros documentos adicionales. 1. Sin duda, la parte cuantitativa y cualitativamente más importante de los materiales aquí contenidos es la de los textos producidos por los órganos de las Naciones Unidas. Aquí se ofrece una gran diversidad de textos que en su inmensa mayoría se reproducen en los tres idiomas. a) En primer lugar, se ofrece, por primera vez disponible en versión electrónica, el dictamen del Tribunal Internacional de Justicia de 16 de octubre de 1975. Sólo por difundir este documento importantísimo merecería la pena la edición de este trabajo. El dictamen se ofrece en las dos lenguas oficiales en las que se publicó (francés e inglés). Junto al dictamen del Tribunal no podía dejarse de reproducir otro documento esencial, el dictamen del Secretario General Adjunto, Asesor Jurídico de la Organización de las Naciones Unidas, de 29 de enero de 2002. b) En segundo lugar, se han incluido en los tres idiomas todas las resoluciones sobre el Sáhara Occidental aprobadas por la Asamblea General de las Naciones Unidas. En esta categoría se han incorporado algunas resoluciones de la A.G. relativas al Derecho general de la Descolonización que tienen una importancia singular. c) En tercer lugar, también en los tres idiomas, se han incorporado todas las resoluciones sobre el Sáhara Occidental dictadas por el Consejo de Seguridad. d) En cuarto lugar, igualmente en los tres idiomas, se encuentra una amplia relación (no exhaustiva) de resoluciones sobre el Sáhara de la Comisión de Derechos Humanos, órgano subsidiario del Consejo Económico y Social de las Naciones Unidas. e) En quinto lugar, se ofrecen dos informes elaborados por Misiones al Sáhara Occidental enviadas por la Asamblea General y el Consejo de Seguridad, respectivamente. Aquí se incluye un texto históricamente muy relevante, y que por primera vez está disponible electrónicamente: el histórico informe de la Comisión visitadora enviada al Sáhara Occidental en 1975. f) En sexto lugar, se incluyen en inglés todos los informes elaborados por el Secretario General para el Consejo de Seguridad en relación con el Sáhara. Un gran número de estos informes también está disponible en francés y en español. g) En séptimo lugar, también se han añadido varios informes del SG a la Asamblea General de las Naciones Unidas relativos al conflicto. h) En octavo lugar, también se han sumado varias declaraciones de la presidencia del Consejo de Seguridad. i) En noveno lugar, hemos incluido varias cartas del SG a la presidencia del Consejo de Seguridad. j) En décimo lugar, se han incorporado a la documentación las observaciones del Comité de Derechos Humanos acerca del cumplimiento por Marruecos de las obligaciones asumidas en el Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos. k) Finalmente, en undécimo lugar, se han incluido otros documentos consistentes en una comunicación de Amnistía Internacional al Comité de Naciones Unidas contra la tortura, cartas a órganos de las Naciones Unidas o declaraciones hechas por algún Estado miembro a estos órganos. 2. Junto a los documentos de Naciones Unidas, cuantitativamente, el segundo conjunto de textos que ocupa esta compilación procede del Frente Popular para la Liberación de Saguia El Hamra y Río de Oro (POLISARIO) y del Estado que fundó, la República Árabe Saharaui Democrática (RASD). Aquí encontraremos memorándums elaborados por el Frente Polisario y la RASD, el texto de la Proclamación de la RASD, varias de sus Constituciones y diversas intervenciones de la representación del Frente Polisario en Naciones Unidas. No todos estos idiomas están disponibles en los tres idiomas, pues varios sólo se hallan en español o en francés. Finalmente, hemos incorporado un documento privado con la relación de reconocimientos de la RASD por Estados de todos los continentes. 3. El tercer conjunto de textos, muy pequeño cuantitativamente, pero jurídicamente trascendentales, es el de dos tratados internacionales que tienen por objeto el Sáhara Occidental. Esos tratados son dos: el tratado tripartito de Madrid (la “Declaración de principios entre España, Marruecos y Mauritania sobre el Sáhara”) de 14 de noviembre de 1975, de triste memoria y el tratado entre Marruecos y Mauritania de 14 de abril de 1976 por el que, mediante el trazado de una nueva frontera estatal se procede a un reparto del territorio. El acuerdo tripartito de Madrid se componía de un texto público (la “declaración de principios” que Marruecos depositó en la ONU) y varios anejos secretos. Se reproducen algunos anejos secretos tal y como fueron publicados por un semanario español. 4. El cuarto grupo de textos lo forman varios memorándums enviados por el Frente Polisario a diversos organismos de Naciones Unidas. 5. En quinto lugar, ofrecemos una serie de resoluciones de diversos organizaciones internacionales regionales (la Unión Europea, el Consejo de Europa y la extinta Organización para la Unidad Africana) que han tratado sobre el Sáhara Occidental. 6. Si las tres anteriores categorías comprenden documentos oficiales, en esta cuarta categoría hemos incluido una serie de textos de origen privado o las respuestas oficiales que en su día dio el Frente Polisario a alguno de esos informes firmados por entidades privadas. El grueso del espacio lo ocupa la respuesta oficial del Frente Polisario a un informe calumnioso elaborado por una fundación que, hasta entonces, había ayudado al Frente Polisario. Ese informe se publicó, y no es casual, sólo unos días después de que el Consejo de Seguridad avalara por unanimidad el llamado “plan Baker II” infligiendo a Marruecos uno de los mayores golpes diplomáticos que ha sufrido en estos últimos treinta años. Además hay varios informes sobre la trágica situación de los derechos humanos en las zonas ocupadas por Marruecos. 7. También tiene la naturaleza de documentos privados algunos análisis doctrinales que se reproducen. Estas contribuciones se ha pretendido que versen sobre el status jurídico y las implicaciones políticas del asunto del Sáhara Occidental y que presenten de forma relativamente sucinta el conjunto de los problemas jurídicos y políticos que encontramos en el asunto del Sáhara Occidental. ¿Para qué esta compilación de textos? A mi juicio estos materiales tienen, mayormente, un interés doble, jurídico e histórico y en menor medida político, económico y sociológico. En efecto, aquí se encuentran todos los materiales que permiten conocer el status jurídico del Sáhara Occidental. Esto es tanto más importante cuanto que, bien sea por ignorancia o por mala fe, no es infrecuente escuchar o leer a políticos, intelectuales o periodistas, afirmaciones que contradicen totalmente el Derecho vigente. Pero además estos documentos (fundamentalmente los informes del Secretario General) constituyen un material imprescindible para escribir la historia reciente del Sáhara Occidental. En menor medida, estos documentos aportan algunos elementos para el mejor conocimiento de las estrategias políticas de las dos partes en el conflicto (Frente Polisario y Marruecos), así como a las de los Estados vecinos y a las de otras potencias. Finalmente, la lectura de estos textos ayuda a conocer algunas cuestiones relativas a la economía y la sociología del Sáhara Occidental. Que este trabajo (en el que debo mencionar la excepcional colaboración de Enrique Gómez, de Um Draiga) sirva para impedir el ocultamiento o la falsificación de la Historia y del Derecho del Sáhara Occidental. Ir a Documentos Sahara#9 · SALEM HAMADA
19 luglio 2007, 22:40 Scusate o deminticato dove potete trovare documenti sull’conflitto saharawi http://www.umdraiga.com/documentos/indicedocumentos.htmform di registrazione al sommario
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#1 · Hamid
13 luglio 2007, 20:15 ma che vergogna!!!! avete eliminato i commenti??? alla faccia della democrazia!!!! beh, so che anche quello che sto scrivendo andrà tolto fra non molto, alla faccia della democrazia, il rispetto dell’openione dell’altro. avete levato tutti gli interventi mettendo un altra per cosi dire bonina “Marocco amico” ma andati a quel paese. siamo, anzi sono uno che vota centro sinistra ma ho finito ora giro pagina… siate tutti uguali. vergogna vergogna.