Giovedì, 11 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 20:24
L'Italia a fianco dei saharawi
Marzia Bonacci, 12 luglio 2007, 18:17
Diritti
Il Parlamento ha votato una risoluzione con cui si impegna a mettere in pratica ogni azione di sostegno verso la popolazione del Sahara occidentale, da trent'anni in lotta per l'autonomia, e riconosce al Polisario lo status diplomatico
Il Parlamento italiano è vicino al popolo saharawi e al suo diritto all'autodeterminazione per cui lotta da più di trent'anni. Potrebbe essere sintetizzata così, con queste poche parole, la votazione con cui oggi l'Aula di Montecitorio ha espresso il suo sostegno alla mozione presentata dal vice-presidente della Camera Carlo Leoni (SD) e dedicata ad offrire sostegno politico e diplomatico alla popolazione del Sahara occidentale, da più di sei lustri vessata dal Regno del Marocco.
Il documento che ha incassato il si del Parlamento portava, trasversalmente, le firme di Giorgia Meloni (An), Alessandro Forlani (Udc), Giancarlo Giorgetti (Lega), Sergio d'Elia e Bruno Mellano (Rnp), Giuseppe Giulietti, Raffaella Mariani e Carmen Motta (Ulivo), Marco Boato (Verdi) e Leoluca Orlando (Idv).
Un testo importante che impegna il governo "a mettere in pratica ogni iniziativa per giungere ad una soluzione condivisa e definitiva del conflitto nel Sahara occidentale, nell'ambito di quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; ad adoperarsi affinchè abbia termine il dramma umanitario che il popolo saharawi vive da più di trent'anni in violazione dei propri fondamentali diritti umani; a riconoscere alla rappresentanza in Italia del Fronte Polisario lo status diplomatico, come è stato fatto in passato per altri movimenti di liberazione riconosciuti dall'Onu come interlocutori ufficiali in processi di pace; ad assumere iniziative volte a conseguire la soluzione del conflitto mediante la piena accettazione delle parti del principio del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, senza presupporre, in nessun caso, alcun diritto di sovranità del Regno del Marocco sul Sahara occidentale finchè non si sia pronunciato, mediante referendum, liberamente e democraticamente il popolo saharawi".
Carlo Leoni ha parlato della scelta odierna come di "un atto importante per la pace e per il riconoscimento dei diritti inalienabili di una popolazione che vive da oltre trent'anni in esilio, nonostante numerose risoluzioni dell'Onu ne abbiamo riconosciuto il diritto all'autodeterminazione". Stessa soddisfazione è stata espressa da Ramon Mantovani, Prc-Se, che ha centrato la sua riflessione sul riconoscimento diplomatico del Fronte Polisario (movimento politico ed esercito che rappresenta la volontà di autodeterminazione dei saharawi, fondato nel 1973 con l'intento di ottenere l'indipendenza del Sahara Occidentale dall'occupazione militare di Spagna, Marocco e Mauritania, ndr) definendolo "un primo passo verso una soluzione pacifica e condivisa del dramma che sta vivendo il popolo saharawi". Un atto che, in verità, appare in linea con quanto compiuto in passato nei confronti di altre lotte per l'autodeterminazione condotte da diversi popoli: "fu fatto anche", ha ricordato Mantovani, "per i rappresentanti dell'Olp proprio mentre il governo israeliano indicava come terrorista l'organizzazione guidata da Arafat". Leoluca Orlando, portavoce del partito dipietrista, ha insistito su come la votazione odierna si attesti sulla strada già tracciata da diverse risoluzioni delle Nazioni Unite: "è un importante elemento di politica estera", ha dichiarato l'ex leader della Rete, "perché in perfetta sintonia con...l'Onu" e perchè "ribadisce il principio del rispetto della legalità internazionale senza compromessi e riconosce il ruolo politico in una prospettiva di pace ai rappresentanti saharawi". Iacopo Venier, del Pdci, pur riconoscendo valore all'iniziativa parlamentare, soprattutto se capace di spingere verso un accordo che passi per il referendum del popolo saharawi sull'adesione o meno al Marocco, ha però voluto sottolineare il "grave atteggiamento del Partito Democratico" che "votando contro il riconoscimento dello status diplomatico al Fronte Polisario ha ceduto alle pressioni marocchine". "E' evidente", ha concluso, "che siamo di fronte ad una svolta negativa nelle posizioni internazionali del principale partito de L'Unione".
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#2 · Hamid
13 luglio 2007, 11:05 Ma quanti bei parole!!!! nessuno osa parlare per esempio che questi pseudo-sahrawi sono gli unici al mondo ad avere prigionieri da oltre 30 anni??? (basta scrivere prigionieri marocchini su qualunque motore di ricerca) e c‘è di mezzo la croce rossa, quindi non il Marocco. nessuno ha parlato della storia della zona dove non è mai esistito un paese tra il Marocco e la Mauritania? nessuno ha parlato del fatto strano che a tutt’oggi il Marocco è ancora sotto la colonizzazione spagnola nel nord del paese anche dopo la liberazione del suo territorio del sud? nessuno ha osato parlare per esempio degli isoli canaris? nessuno ha parlato dell’offerta del Marocco per una autonomia della zona? visto che neanche la Lega l’ha avuto per la Padania? nessuno ha parlato del terrorismo i gli attentati dentro il Marocco e quanti sono morti da dove s’infiltrano? ops, ma la Padania è dentro l’Italia meglio lontani da casa. ops ma la Spagna è un alleato europeo allora nient. Vi dico io da marocchino con passaporto italiano, il Marocco è nel suo territorio, e nessuno può sognare che un giorno il Marocco ceda un solo grano della sabbia del deserto. lo dice la storia e il popolo marocchino.#3 · Hamid
13 luglio 2007, 11:20 dimenticavo!!! ma te guarda l’ignoranza della gente: un milione???? ma perchè non ti informi per bene, oggi per fortuna c‘è la tecnologia, che ha smentito le mensogne. vada nel sito dell’ONU, sono stati contati con il stallite uno ad uno, e stanamente il numero che è stato scoperto è lo stesso che da sempre diceva il Marocco: 40.000 persone (per lo più dei Tuarigue). Vedi, non le sto dicendo di andare in un sito marocchino, ma nel sito dell’UNO. Vergogna#4 · khalid
13 luglio 2007, 15:02 Chi sostiene i Polisario e i Sahrawi, sostiene il terrorismo!Basta dare voce a queste favolette dei sahrawi, é pura propaganda quella fatta dai criminali Polisario e chi c‘é dietro di loro.., per creare disinformazione e influenzare l’opinione pubblica! Il Marocco é un paese che va da Tangeri fino ai confini con la Mauritania, é stato così e sarà sempre così. (Essahra Magribia) Purtroppo questi problemi li ha creato il colonialismo, dividendo i paesi dell’Africa con delle linee rette, senza tenero conto della storia del posto, della gente che ci vive e della realtà locale! E’ vergognoso quello che hanno votato in Parlamento, e prima di occuparsi degli affari altrui devono studiare bene la storia! Il Marocco é sempre stato un paese di pace e amico dell’Italia e del mondo occidentalel sia per la lotta al terrorismo, sia in campo economico, sia per legami storici.. E’ vergognoso contraccambiare la sua gratitudine in questo modo!#5 · rosario mastrosimone
13 luglio 2007, 16:22 chiedo scusa per il milione di persone, saranno pure di meno, ma su questa faccia della terra, cari “cugini” marocchini (qui in calabria cosi’ ci chiamate a noi italiani) tutti, dico tutti hanno il sacrosanto diritto alla “autodeterminazione” che se non sapete cos‘è ve la ricercate sul vocabolario o sull’enciclopedia…#6 · Hamid
13 luglio 2007, 16:36 caro “cugino” Calabrese” perché anche la Calabria vuole l’autodeterminazione??? questa mi giunge nuova. ma a dire 1 milione a 40.000 c‘è una bella differenza… vai a leggerla in un vocabolario “italiano”. ho fatto degli osservazioni, fatti di storia e realtà dei fatti, ma vedo che non mi smentisce. quindi??? cosa vuol dire la tua risposta?? che sei calabrese. e allora? ne ho tanti amici calabresi simpaticissimi, non capisco davvero il nesso. io non sto facendo propagando fasulla come la tua, ho scritto fatti, e mi hai solo dato ragione, ma non ho attaccato nessun italiano, tanto meno calabrese che stimo molto, e come ho detto sono anche italiano, quindi mi offendo anche se toccano la mia Italia. capisce quello che voglio dire?#7 · rach
13 luglio 2007, 19:11 El wali nei tempi dei suoi studi a Rabat diceva durante i dibattiti sulla palestina “non dimentichiamo che abbiamo la nostra palestina, il sahara” facendo riferimento all’occupazione spagnola chiedendo l’impegno di tutti i marocchini in quanto un territorio marocchino. quinde due questione che stano al cuore della stragranmaggioranza dei marocchini PALESTINA E SAHARA (SUD DEL MAROCCO). la storia insegna che tanti componenti del esrcito per la liberazione, ifiutando l’accordo di sottomissione con la francia si è spostato dal 1959 verso le zone del sud all’epoca sotto il coloniasmo spagnolo e d lì rivendicando la liberazione totale del marocco (sud e nord) oltre all’appoggio incondizionato per al FLN algerino contro il coloniasmo francese. lo sviluppo della storia e la posizione di diversi partiti allora (lasciare ELP isolato) ha spinto alcuni nel 1974 (anno degli accordi tra marocco e spagna abbandonare l’idea del 1959. non a caso qusti “alcuni” erano in stretto contatto con l’esercito Algerino (ovviamente molti del FLN algerino non facevano parte). come si spiega il continuo intervento e pressione sui “polisario” da parte del governo algerino? gli interventi repressivi durante le rivolte nei campi con partecipazione dell’esercito algerino? come si spiega il divieto di viaggiare liberamente dall’algeria verso altri paese (a parte membre con responsabilità alta nel “polisari” e i viaggi organizzati per i bambini) preciso il sacro santo diritto dei bambini a quanto previsto ogni dichiarazione e/o convenzione internazionale e non. voglio ricordare inoltre altri due cosi il primo e che i bambini in alcuni casi sono stati tolti ai genitori e cresciuti a cuba il secondo riguarda la repressione va condannato in tutto il mondo. quinde la condanna a ogni repressione in marocco a ad ogni repressione nei campi. I diriti umani? devono essere condannata ogni violazione. con questo volio invitare tutti senza eslusione a verificare le violazione dei diritti umani in marocco, nei campi e in algeria (ma perche l’algeria rifiuta l’autoditerminazione per i kabyli e i tuareg??????? qualcuno si è mai fatto questa domanda? inoltre personalmente vista anche la divisione interna al “polisario” e la non autonomia decisionale di quest’ultimo e il regime militare del “polisario” non posso che essere contrario ad un regime dittatoriale dove la democrazia (tanto sbandierata ma i fatti dimostrano il contrario) non esiste. la solusione del conflitto non può essere che pacifica e a tavolino con trattative serie. purtroppo fin che l’Algeria è sempre contrario e spinge verso il fallimento di ogni trattativa (vedì l’incontro tra il campo dela delegazione del 2polisario”, abdelazia el MARRAKCHI... e il governo algerino. un incontro dove l’algeria ha dato le indicazione per i negoziati (secondo incontro) he avrà luogo il 10/8/2007 oltre alle pressione (come risulta sui giornale. afin che il capo della delegazione lascia il posto al minstro della difesa del “rasd”. mi scuso per alcuni errori di scrittura#8 · Dalila
16 luglio 2007, 09:47 Ho vesuto nel Sahara.. e fra i sahrawi per 12 mesi.. non c’e niente di quello che pensa la gente occidentale.. c’era e ci sara un’ armonia fra.. i marocchini del nord quelli del sud.. perche sono 1 popolo unico a traverso la storia.. e si parla veramente di tortura allora e quella che stano vevendo i sahrawi in Tindouf.. in Algeria.. basta di andare li e dare un’occhiata.. il piacere della vista e sempre piacevole di quello dell’ascolto!!!! ormai.. l’ingresso del Marocco e possibile in qualsiasi momento.. e ci sono anche offerte e viaggi organisati presso degli agenzie italiane.. Frorza..form di registrazione al sommario
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#1 · rosario mastrosimone
13 luglio 2007, 00:05 sono felice per queste popolazioni, che da anni mandano per un paio di mesi i loro ragazzi presso famiglie italiane che li ospitano con molto affetto, anch’io ne ho conosciuto una di queste piccole sharawi, si chiama Fatimetu, e molto lo si deve alle tante “onlus” che operano sul nostro territorio nazionale sopratutto al nord e centro Italia, insomma una buona notizia per questo popolo giovane quasi un milione di persone che viìve in tendopoli e che ha diritto a crearsi uno spazio anche diplomatico in tutto il mondo occidentale.