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A sinistra si cerca l’unità

Emiliano Sbaraglia,   07 luglio 2007, 20:26

A sinistra si cerca l’unità Politica     A Roma convocata l'Assemblea congressuale dell'associazione per il rinnovamento della sinistra, per tentare di trovare una sintesi progettuale e impostare la costruzione di un soggetto unitario. Il primo passo potrebbe essere la creazione di una fondazione



Sabato di passione per la sinistra dell'Unione. A Roma si sono infatti riunite tutte le sue varie rappresentanze, grazie all'iniziativa promossa dall'associazione per il rinnovamento della sinistra, presieduta da Aldo Tortorella. Un'assemblea congressuale nella quale non ci si è limitati a discutere soltanto di unità ma, partendo da questa base, si è arrivati a toccare anche i temi politici di più stringente attualità.

Tra le varie anime che compongono la riunione, c'è chi chiede una costituente, chi delle primarie "di contenuto", chi una più agevole piattaforma programmatica; altri spingono per una manifestazione unitaria dopo la pausa estiva, altri ancora vorrebbero un soggetto unico già alle europee del 2009.

Nei vari interventi che si susseguono, coloro i quali sembrano maggiormente voler spingere al più presto verso una soluzione unitaria sono due "grandi vecchi" del fu Partito comunista italiano,  Armando Cossutta e Achille Occhetto. I due dialogano dal palco, e alla fine si abbracciano come probabilmente non accadeva da tempo. "Siamo compagni che hanno combattuto uno contro l'altro - dice l'ex segretario del Pds -; ma ora deponiamo le armi perché anche la capacità di uscire dai rancori del passato può essere da esempio alle nuove generazioni". All'apertura proveniente dalle parole di Occhetto, arriva immediato il sì di Cossutta: "Sono d'accordo con Occhetto. Ci siamo tolti la pelle ma ora siamo qui a dire le stesse cose". Da entrambi arriva la proposta di fare nel più breve tempo possibile una "grande costituente" della sinistra.

Al di là di questo sprone propositivo, arrivato anche un po' a sorpresa, in realtà i diversi parlamentari di Pdci, Sd e Prc presenti in sala sembrano invece assestarsi su posizioni molto meno attive e in tal senso ottimistiche. In particolare, i problemi principali da affrontare sembrano essere due, vale a dire le divisioni e le scissioni variamente presenti nell'ipotetico schieramento che dovrebbe comporsi, e la difficoltà di far passare all'interno dei partiti di riferimento l'idea di un soggetto unitario, come afferma ad esempio il sottosegretario di Rifondazione comunista Alfonso Gianni: "Personalmente sono convinto che dobbiamo porci l'obiettivo di un soggetto unitario sul piano politico e plurale per culture. Ma non nascondo che questa non è la posizione prevalente nel Prc".

Dello stesso avviso anche Manuela Palermi, che a margine dell'intervento di Cossutta replica: "Credo che se non arriviamo presto all'unità della sinistra siamo "fottuti"; ma credo anche che fare appelli o forzature non sia utile. La base vuole "il miracolo", ma non bisogna scordarsi che ci sono tanti anni di divisioni, di scissioni e le cicatrici le abbiamo ancora". Il capogruppo dei Verdi-Pdci a Montecitorio torna poi alla situazione politica attuale, infiammata dal  braccio di ferro sulle pensioni: "Il Partito Democratico si gioca lo scalone per far cadere Prodi e per andare a un governo istituzionale", afferma, aggiungendo di ritenere "non casuali le parole del presidente del Senato Franco Marini, per il quale sulle pensioni serve unità nazionale". Palermi nota anche come "sia proprio Dini che sta sbracciando per dire che non voterà il testo. C'è un attacco contro di noi - conclude - anche sul tema dei giovani, ma dobbiamo reggere perché in quello scalone c'è la nostra gente. Se rinunciassimo sarebbe come rinunciare a noi stessi".

Per quanto riguarda Sinistra democratica Gloria Buffo, sulla spinta dell'improvvisata asse Cossutta-Occhetto, propone invece che "i padri della sinistra prendano una loro iniziativa e propongano un'agenda, così cominciamo a vedere se riusciamo a sbrogliare questa matassa più di quanto non stiamo facendo ora". Una matassa che, se non sciolta entro breve, potrebbe comportare non pochi problemi di "gradimento elettorale", soprattutto quando ad ottobre la nascita ufficiale del Pd e la proposta del suo leader rischierebbero di limare consensi anche nella stessa sinistra "radicale", come nei giorni scorsi aveva sottolineato Pietro Folena.

Dopo un primo sprint che seguì i congressi di Ds e Dl, il progetto della cosiddetta "Cosa rossa" sembra dunque stentare. Alla fine di questa giornata, infatti, l'unica cosa certa è che si creerà una fondazione della sinistra. Francamente un po' poco.

Anche perché, come osserva scettico uno dei partecipanti uscendo dalla sala, "una fondazione non si nega mai a nessuno...".





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