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Legge 40, abolirla è necessario
Marzia Bonacci, 02 luglio 2007, 20:10
I dati raccolti dall'Istituto superiore di sanità relativi alla procreazione medicalmente assistita, riportati oggi nella relazione con cui il ministro Livia Turco ha fotografato le conseguenze che l'attuazione della norma ha avuto, segnalano una flessione delle gravidanze. Ne parliamo con Maddalena Gasparini, medico di Usciamo dal Silenzio
Come sarebbe stato l'andamento procreativo nel nostro Paese se non ci fosse stata l'approvazione, nel 2004, della tanto contestata legge 40 relativa alla procreazione medicalmente assistita (Pma)? Meglio, almeno secondo i dati raccolti dall'Istituto superiore di sanità e riportati oggi nella relazione con cui il ministro Livia Turco ha fotografato le conseguenze che l'attuazione della norma sulla Pma ha determinato in Italia, e che ora è stata indirizzata al Parlamento. Secondo il registro nazionale dell'Iss, la legge 40, da molti esperti considerata eccessivamente restrittiva, avrebbe provocato una diminuzione del 3,6% dei cicli di gravidanze, in pratica 1.041 gravidanze in meno. Comparando i dati del 2003, quando la legge non era ancora stata approvata, con quelli del 2005, si sarebbe verificata una flessione in negativo: dal 24,8% al 21,2%. Cresce parallelamente il numero di parti gemellari (+1,6%), di quelli plurimi (gemellari, trigemini e multipli) e dell'insuccesso (+3%), dovuto ad aborti spontanei, morti intrauterine, gravidanze ectopiche. Un quadro clinico che dimostra l'esposizione al rischio da parte delle donne, oltre a quella del feto.
A questi dati negativi, vanno poi aggiunte la disomogeneità tra le varie parti del Paese nel servizio offerto e la tendenza delle coppie a rivolgersi a centri esteri, la quale però deve ancora essere monitorizzata e analizzata. In sostanza, il bilancio sull'applicazione della legge 40 è tutt'altro che positivo, come dimostra l'esortazione del ministro Turco: "Auspico", ha dichiarato, "che a tre anni dall'applicazione della legge, si continui a riflettere, con grande rigore e sobrietà, sulla legge".
Della norma, su cui venne indetto anche un referendum, e delle conseguenze che ha comportato, abbiamo parlato con Maddalena Gasparini, neurologa e bioeticista di Usciamo dal silenzio.
A quale indicazione scientifica contenuta nella legge 40 ritieni sia dovuta questa diminuzione di gravidanze?
Da due limitazioni principali: quella relativa al numero di produzione degli embrioni, che possono essere prodotti nel numero massimo di tre, e quella relativa al divieto di congelare quelli che non sono trasferiti immediatamente dopo la fecondazione. Gli embrioni si producono mettendo insieme ovociti e spermatozoi, ma non tutti gli ovociti utilizzati vengono poi fecondati ed è molto difficile predire il tasso di fecondazione, che mediamente si attesta sull'8% (da dieci ovociti mediamente si ricavano otto embrioni). Il numero di produzione dovrebbe quindi variare tenendo conto della diversità che si registra da donna a donna, da coppia a coppia, a seconda dell'età di coloro che si accostano alla Pma e al loro quadro clinico generale. Pensare di produrre solo tre embrioni significa il rischio o di non produrre di fatto nessuno o di produrne più del necessario. Quindi, in base alla legge, se ne hai prodotti di più devi comunque procedere al loro impianto, non essendo possibile il congelamento, e da qui l'aumento delle nascite gemellari; oppure sei costretto a ripetere il ciclo perché ne hai ottenuti troppo pochi o addirittura nei casi più sfortunati nemmeno uno.
Questo espone le donne a maggiori rischi per la salute?
Si perché con questi limiti invece di fare un solo ciclo di stimolazione ormonale per il prelievo ovarico, che comporta in se stesso una serie di effetti collaterali possibili, le donne sono sottoposte a più cicli. Oltre a questo, esiste poi un disagio psicosociale che riguarda soprattutto le donne in età avanzata, che vedono accrescere i tempi della terapia e della fecondazione, oltre alla possibilità di insuccesso.
Quindi la crescita dei parti gemellari e plurimi è dovuta a questa limitazione dei tre embrioni prevista dalla legge 40?
All'impianto di tre o più embrioni (nel caso ne venissero prodotti di più) e soprattutto nelle donne giovani maggiormente fertili. Chiaramente parti gemellari e plurimi espongono le donne e il feto stesso a maggiori complicanze.
Come dovrebbe essere impostata una normativa saggia che tuteli le donne e il feto e che consenta anche un margine di successo nel trattamento?
In primis in maniera non ideologica, fondandosi sulla letteratura scientifica, che al contrario non è stata tenuta in considerazione nella formulazione della norma attuale. Questo aspetto mi sollecita anche una critica verso la categoria dei medici, di cui pure faccio parte, per non essersi ribellata con la forza necessaria verso una legge che li costringe a fornire un'assistenza medica al di sotto degli standard internazionali in un Paese che, come il nostro, invece vanta una delle migliori assistenze sanitarie mondiali.
Oggi la Turco ha fatto riferimento al turismo procreativo che la legge 40 avrebbe favorito...
E' conseguenza logica di una norma fortemente limitativa. Se le coppie o le donne hanno la possibilità economica e culturale di andare all'estero, dove la procreazione medicalmente assistita ha standard più elevati di successo, è normale che le sfruttino.
Il divieto ad accedere alla fecondazione eterologa di fatto contribuisce a spingere verso l'estero...
Certo. Coppie non giovanissime, uomini o donne totalmente infertili, donne omosessuali o single, persone con malattie specifiche ed ereditarie naturalmente si recano oltre confine per accedere alla procreazione eterologa oppure per poter sfruttare la diagnosi preimpianto, due procedure vietate dalla nostra legge.
Appare un paradosso il fatto che la legge proibisca la diagnosi prima dell'impianto ma poi, grazie alle legge 194, consenta l'aborto...
Un paradosso e una ferocia ingiustificata.
Qual è la tua speranza riguardo alla Pma e alla legge 40?
La mia speranza è in un sussulto di dignità che porti alla sua abrogazione per riscriverla interamente utilizzando due principi: la scientificità e laicità. Il primo potrebbe essere tradotto nella cancellazione dell'obbligo a trasferire tutti e tre gli embrioni quando in tutto il mondo si procede ad impiantare un solo embrione frutto di una selezione sulla base di una serie di caratteristiche che ne assicurino l'annidamento in utero; il secondo nella abolizione dell'embrione come soggetto giuridico e nella fine del dominio di una sola immagine di famiglia sempre identica a se stessa, perché ciascuno sia libero di esprimere la propria personale genitorialità. Questi sono due esempi che mi vengono in mente e che riguardano il rispetto dei due principi guida che ho indicato come base di partenza di una nuova legge. Un altro potrebbe essere il riconoscimento della possibilità di effettuare diagnosi preimpianto. L'importante è comunque rispettare laicità e scientificità, come accade nel resto del mondo.
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#3 · Vittorio Manzini
03 luglio 2007, 09:27 Vorrei cortesemente domandare a chiunque ritenga di possedere le competenze necessarie per formulare una proposta, quale sia il momento preciso in cui l’embrione (a cui si vorrebbe togliere lo stato di soggetto giuridico) diviene a tutti gli effetti un essere umano. Grazie#5 · Vittorio Manzini
03 luglio 2007, 12:06 Forse ha ragione Lei, cara Mary. Ma io sono comunque curioso di conoscere il pensiero di chi non la pensa come me, anche perché non sono ancora riuscito ad avere una risposta convincente a questo mio dubbio.#6 · franco
03 luglio 2007, 12:52 Vittori Manzini, lei crede che su questo forum qualcuno le darà una risposta? Non vede come viene dipinta la Legge 40? Come una Legge che IMPEDISCE le nascite e non permette a MILIONI, si’ a MILIONI di coppie italiane di fare figli. Come se le coppie italiane in grado di fare figli siano CENTINAIA DI MILIONI, di cui alcuni MILIONI sfortunate. La realtà, invece, è ben altra e TOTALMENTE ideologica E non ha nulla a che fare col diritto di fare figli. Che non va confuso con il diritto di fare embrioni e di gettarli nel cesso se non vengono bene. Questo si chiama “eugenetica” e l’aveva già praticata Hitler. E tutto questo perchè, badate bene, ben MILLE nascite in meno ci sono state, rispetto a quando la Legge 40 non era in vigore! Cioè per potere dare la possibilità di far nascere MILLE bambini, che potrebbero essere tranqullamente adottati tra le decine di milioni in Africa o in Sud America, si vuole dare la possibilità di “fabbricarne” cinquantamila e poi di farne cosmetici.#7 · GALA
03 luglio 2007, 15:02 Gentile Vittorio, chi scrive non ha avuto altra scelta che prenotare un volo per l’Austria per coronare il sogno di avere un bambino. Ovviamente non so darle la risposta, ma so qual è il momento esatto in cui una coppia cade nella disperazione, quanto siano dolorose le cure, quante di noi finiscono al pronto soccorso a causa dell’iperstimolazione, quanto a lungo duri il dolore delle iniezioni (nella pancia), quanto sia terribile la tensione e la delusione, quanto la vita arrivi ad essere scandita solo dal ciclo, dai sintomi dell’ovulazione, dai dolori premestruali che sono sempre uguali (dice chi ce l’ha fatta) anche quando si è incinte e poi la delusione… L’ambrione è un essere umano e lo siamo anche noi e non sa cosa daremmo per fare vivere ogni singolo embrione, anzi ancor prima, OVOCITA che viene prelevato per ogni tentativo dal nostro corpo (facciamo anche l’anestesia totale, sa? Immagina quanto possa essere rischiosa? E la dobbiamo rifare per ogni tentativo perchè non è più possibile congelare gli embrioni, sa?). La smetta di bere la storia che siamo mostri che vogliamo un figlio intelligente e con gli occhi azzurri. Noi vogliamo “solo” un figlio. Difendete, ed è giusto, l’embrione, ma la legge 40 che si può solo definire oscurantista e talebana, gli ovociti – che per noi, ripeto, sono importanti tanto quanto gli embrioni – prodotti in numero superiore ai 3 scelti per essere fecondati, ce li fa BUTTARE NELLA PATTUMIERA... Non è vita quella? Ciascuno di quegli ovociti avrebbe potuto essere il mio bambino e me lo avete fatto buttare. Mi creda Vittorio, alla vita ci teniamo molto di più noi che voi ed il Papa. Rifletta, la prego.#9 · Ciccio
03 luglio 2007, 16:58 ““Ecco i principali punti contenuti nella relazione del ministro Turco. - Centri censiti: complessivamente sono stati censiti 169 centri contro i 120 del 2003 dai quali risultano 6.235 gravidanze contro le 4.807 del 2003 con una media di gravidanza per centro del 36,9% a fronte del 40,1% del 2003. - Pazienti: le pazienti trattate sono state 27.254 nel 2005 contro le 17.125 del 2003. - Calo delle gravidanze: la percentuale di gravidanze ottenute sui prelievi passano dal 24,8% del 2003 al 21,2% del 2005 con una riduzione di 3,6 punti percentuali. Applicando la percentuale di gravidanze ottenute sui prelievi nel 2003 a quelli eseguiti nel 2005 si evince una perdita ipotetica di 1.041 gravidanze. - Aumento di parti plurimi: è aumentata dal 22,7% del 2003 al 24,3% del 2005 la percentuale di parti plurimi (parti gemellari, trigemini e multipli. - Embrioni trasferiti: il numero di trasferimenti effettuati con un solo embrione è passato dal 13,7% del 2003 al 18,7% del 2005, mentre più del 50% dei trasferimenti viene effettuato con tre embrioni contro il 44% del 2003. - Esiti negativi: sono aumentati dal 23,4% nell’anno 2003 al 26,4% nell’anno 2005 gli esiti negativi delle gravidanze, per aborti spontanei, morti intrauterine, gravidanze ectopiche correlate all’obbligo di impianto di tutti gli embrioni previsto dalla legge 40/2004.”“ POI, PER LA “MIA” CHIESA (purtroppo) : SE IO “UCCIDO” UN’EMBRIONE QUI, A MESSINA, NOOOOOO, NON SI PUO’ FARE!!! SE PRENDO L’AEREO, VADO A MADRID O A PARIGI O A GINEVRA E LO “UCCIDO” LI’ E POI TORNO A MESSINA, SIIIII, QUESTO SI PUO’ FARE!!! Mi spiegate la differanza, per favore Mary e franco??? E sto ragionando secondo i dettami di Benedetto XVI, allora?, perchè il primo lo considera omicidio e il secondo no, perchè è fatto all’estero? Allora, se io “uccido” sopra le Alpi non vado in galera, sotto sì! grazie, aspetto risposte in merito, perchè anch’io sono confuso, sono di sinistra (“compagno socialista di sinistra, ma anche cattolico praticante”) ,ma non vi mangio, prego… saluti socialisti rossi#10 · Giovanni - PRO-VITA
12 luglio 2007, 23:58 L’embrione nascente umano è più importante della nostra stessa vita! La vita ha inizio dal primo istante della fecondazione, la scienza biologica è chiara a proposito. Qui parliamo quindi di esseri viventi della specie umana prodotti con il risultato di morire nel 90% dei casi. Qualsiasi forma di fecondazione extracorporea è sempre illecita in quanto non tutela il fondamentale diritto alla vita, che ognuno di noi ha. Non ci si nasconda dietro un dito. Produrre per la morte è uccidere. Uccidere è male. Produrre un figlio in questo modo è grave male, lo dimostra il fatto che 1 bimbo in braccio ha lasciato oltre 9 fratellini morti a causa delle tecniche artificiali di laboratorio. Il figlio è sempre e solo un dono, non si possiede. Il medico cura e si prende cura, non produce la vita con lo sterminio. La famiglia accoglie la vita, non la pretende. Non continuiamo con l’inganno! Non si può cercare la vita sacrificando un numero sterminato di bambini! Quante falsità e inganno! L’embrione nascente è più importante della nostra stessa vita! Solo avendo questo in mente avremo la lucidità di capire in che razza di cultura (della morte) ci sta conducendo la legalizzazione ed il conseguente finanziamento della fecondazione extracorporea.#11 · Rossella Bartolucci Presidente Sos Infertilità Onlus
15 luglio 2007, 00:17 L’infertilità è definita dall’OMS una patologia. La procreazione medicalmente assistita, intracorporea ed extracorporea, è una delle sue possibili cure. E’ una cura inimmaginabile anche solo qualche decennio fa; ma d’altronde, anche l’insulina, la chemioterapia, la microchirurgia, gli antibiotici, i respiratori artificiali, il trapianto d’organi erano inimmaginabili per i nostri trisnonni e, addirittura, nel caso del trapianto, anche inaccettabili dal punto di vista religioso. Adesso tutto questo esiste e il trapianto d’organi, non solo è accettato dalla Chiesa, ma addirittura la donazione d’organi incoraggiata. Per dire come cambia il mondo. E io sono sicura che anche la pma non potrà che diventare “normale cura” anche in Italia, così come lo è in moltissimi altri paesi meno contraddittori del nostro. Il problema è che, nel frattempo, le generazioni attuali, soggette all’assurdità scientifica ed etica della legge 40, vedono moltiplicare le proprie difficoltà procreative, laddove già sussistano e li obblighino a ricorrere alla pma. Ma noi non ci arrendiamo, il nostro amore per la vita è tale, che non tolleriamo una legge che di fatto impedisce tante nascite e faremo di tutto per contribuire alla sua abrogazione. Rossella Bartolucci Di la tua anche su: http://www.sosinfertilita.netform di registrazione al sommario
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#1 · FILOMENA GALLO
03 luglio 2007, 00:02 Il Governo da oggi ha una priorità: la modificando la legge 40/04. La relazione del ministro della salute Livia Turco sugli effetti dell’applicazione della legge 40/04 è chiara, in Italia sono diminuite in modo allarmante le nascite, mentre sono aumentate le gravidanze a rischio, parti pretermine, aborti spontanei. Questa legge ha dimenticato che l’obiettivo delle tecniche di PMA è far nascere bambini e garantire la salute di tutti i soggetti coinvolti nell’applicazione delle tecniche medesime. La legge 40/04 non può essere più applicata, ha prodotto tutti gli effetti dannosi che avevamo previsto prima dell’emanazione e dopo, è arrivata l’ora di calendarizzare i disegni di legge che attualmente sono depositati al Parlamento per la modifica della legge 40/04, non esistono più rinvii o motivazioni che possano giustificare ulteriori ritardi per la modifica del testo in vigore. Bisogna immediatamente modificare il testo della legge sulla fecondazione assistita, ora sono milioni di coppie malate a chiederlo e i dati del Registro Nazionale PMA mostrano tutta la verità su questa legge che non ha nulla di scientifico, è solo una crudeltà nei confronti di persone malate. Filomena Gallo Avvocato, Presidente Associazione Amica Cicogna onlus www.amicacicogna.it e mail: amica.cicogna@virgilio.it