Aprileonline.info: Legge 40, abolirla è necessario
Quotidiano per la sinistra
www.aprileonline.info
Funzione Pubblica CGIL

Venerdì, 19 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:37

Legge 40, abolirla è necessario

Marzia Bonacci,   02 luglio 2007, 20:10

Legge 40, abolirla è necessario     I dati raccolti dall'Istituto superiore di sanità relativi alla procreazione medicalmente assistita, riportati oggi nella relazione con cui il ministro Livia Turco ha fotografato le conseguenze che l'attuazione della norma ha avuto, segnalano una flessione delle gravidanze. Ne parliamo con Maddalena Gasparini, medico di Usciamo dal Silenzio



Come sarebbe stato l'andamento procreativo nel nostro Paese se non ci fosse stata l'approvazione, nel 2004, della tanto contestata legge 40 relativa alla procreazione medicalmente assistita (Pma)? Meglio, almeno secondo i dati raccolti dall'Istituto superiore di sanità e riportati oggi nella relazione con cui il ministro Livia Turco ha fotografato le conseguenze che l'attuazione della norma sulla Pma ha determinato in Italia, e che ora è stata indirizzata al Parlamento. Secondo il registro nazionale dell'Iss, la legge 40, da molti esperti considerata eccessivamente restrittiva, avrebbe provocato una diminuzione del 3,6% dei cicli di gravidanze, in pratica 1.041 gravidanze in meno. Comparando i dati del 2003, quando la legge non era ancora stata approvata, con quelli del 2005, si sarebbe verificata una flessione in negativo: dal 24,8% al 21,2%. Cresce parallelamente il numero di parti gemellari (+1,6%), di quelli plurimi (gemellari, trigemini e multipli) e dell'insuccesso (+3%), dovuto ad aborti spontanei, morti intrauterine, gravidanze ectopiche. Un quadro clinico che dimostra l'esposizione al rischio da parte delle donne, oltre a quella del feto.
A questi dati negativi, vanno poi aggiunte la disomogeneità tra le varie parti del Paese nel servizio offerto e la tendenza delle coppie a rivolgersi a centri esteri, la quale però deve ancora essere monitorizzata e analizzata. In sostanza, il bilancio sull'applicazione della legge 40 è tutt'altro che positivo, come dimostra l'esortazione del ministro Turco: "Auspico", ha dichiarato, "che a tre anni dall'applicazione della legge, si continui a riflettere, con grande rigore e sobrietà, sulla legge".
Della norma, su cui venne indetto anche un referendum, e delle conseguenze che ha comportato, abbiamo parlato con Maddalena Gasparini, neurologa e bioeticista di Usciamo dal silenzio.

A quale indicazione scientifica contenuta nella legge 40 ritieni sia dovuta questa diminuzione di gravidanze?
Da due limitazioni principali: quella relativa al numero di produzione degli embrioni, che possono essere prodotti nel numero massimo di tre, e quella relativa al divieto di congelare quelli che non sono trasferiti immediatamente dopo la fecondazione. Gli embrioni si producono mettendo insieme ovociti e spermatozoi, ma non tutti gli ovociti utilizzati vengono poi fecondati ed è molto difficile predire il tasso di fecondazione, che mediamente si attesta sull'8% (da dieci ovociti mediamente si ricavano otto embrioni). Il numero di produzione dovrebbe quindi variare tenendo conto della diversità che si registra da donna a donna, da coppia a coppia, a seconda dell'età di coloro che si accostano alla Pma e al loro quadro clinico generale. Pensare di produrre solo tre embrioni significa il rischio o di non produrre di fatto nessuno o di produrne più del necessario. Quindi, in base alla legge, se ne hai prodotti di più devi comunque procedere al loro impianto, non essendo possibile il congelamento, e da qui l'aumento delle nascite gemellari; oppure sei costretto a ripetere il ciclo perché ne hai ottenuti troppo pochi o addirittura nei casi più sfortunati nemmeno uno.

Questo espone le donne a maggiori rischi per la salute?
Si perché con questi limiti invece di fare un solo ciclo di stimolazione ormonale per il prelievo ovarico, che comporta in se stesso una serie di effetti collaterali possibili, le donne sono sottoposte a più cicli. Oltre a questo, esiste poi un disagio psicosociale che riguarda soprattutto le donne in età avanzata, che vedono accrescere i tempi della terapia e della fecondazione, oltre alla possibilità di insuccesso.

Quindi la crescita dei parti gemellari e plurimi è dovuta a questa limitazione dei tre embrioni prevista dalla legge 40?
All'impianto di tre o più embrioni (nel caso ne venissero prodotti di più) e soprattutto nelle donne giovani maggiormente fertili. Chiaramente parti gemellari e plurimi espongono le donne e il feto stesso a maggiori complicanze.

Come dovrebbe essere impostata una normativa saggia che tuteli le donne e il feto e che consenta anche un margine di successo nel trattamento?
In primis in maniera non ideologica, fondandosi sulla letteratura scientifica, che al contrario non è stata tenuta in considerazione nella formulazione della norma attuale. Questo aspetto mi sollecita anche una critica verso la categoria dei medici, di cui pure faccio parte, per non essersi ribellata con la forza necessaria verso una legge che li costringe a fornire un'assistenza medica al di sotto degli standard internazionali in un Paese che, come il nostro, invece vanta una delle migliori assistenze sanitarie mondiali.

Oggi la Turco ha fatto riferimento al turismo procreativo che la legge 40 avrebbe favorito...
E' conseguenza logica di una norma fortemente limitativa. Se le coppie o le donne hanno la possibilità economica e culturale di andare all'estero, dove la procreazione medicalmente assistita ha standard più elevati di successo, è normale che le sfruttino.

Il divieto ad accedere alla fecondazione eterologa di fatto contribuisce a spingere verso l'estero...
Certo. Coppie non giovanissime, uomini o donne totalmente infertili, donne omosessuali o single, persone con malattie specifiche ed ereditarie naturalmente si recano oltre confine per accedere alla procreazione eterologa oppure per poter sfruttare la diagnosi preimpianto, due procedure vietate dalla nostra legge.

Appare un paradosso il fatto che la legge proibisca la diagnosi prima dell'impianto ma poi, grazie alle legge 194, consenta l'aborto...
Un paradosso e una ferocia ingiustificata.

Qual è la tua speranza riguardo alla Pma e alla legge 40?
La mia speranza è in un sussulto di dignità che porti alla sua abrogazione per riscriverla interamente utilizzando due principi: la scientificità e laicità. Il primo potrebbe essere tradotto nella cancellazione dell'obbligo a trasferire tutti e tre gli embrioni quando in tutto il mondo si procede ad impiantare un solo embrione frutto di una selezione sulla base di una serie di caratteristiche che ne assicurino l'annidamento in utero; il secondo nella abolizione dell'embrione come soggetto giuridico e nella fine del dominio di una sola immagine di famiglia sempre identica a se stessa, perché ciascuno sia libero di esprimere la propria personale genitorialità. Questi sono due esempi che mi vengono in mente e che riguardano il rispetto dei due principi guida che ho indicato come base di partenza di una nuova legge. Un altro potrebbe essere il riconoscimento della possibilità di effettuare diagnosi preimpianto. L'importante è comunque rispettare laicità e scientificità, come accade nel resto del mondo.  





Per poter inserire i commenti agli articoli devi essere registrato. Se non sei un utente registrato ad Aprileonline.info inserisci il tuo indirizzo e-mail nello spazio apposito del
form di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Powered by Elzevira