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Carriles, il terrorismo e la doppia morale degli Usa

Gennaro Carotenuto,   22 giugno 2007, 20:19

Carriles, il terrorismo e la doppia morale degli Usa Cuba     Il governo italiano chiederà l'estradizione del terrorista Luís Posada Carriles, reo confesso tra l'altro dell'assassinio di Fabio di Celmo, ucciso all'Avana nel 1997. Un primo passo dopo dieci anni di silenzi e connivenze



Se non fosse solamente il primo passo, e se non fosse che l'Italia non ha una gran tradizione nell'esigere giustizia (dagli armadi della vergogna, al Cermis a Nicola Calipari), sarebbe una notizia da celebrare. La Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno, del quale era primo firmatario il parlamentare del Pdci Jacopo Venier, con il quale impegna il governo a chiedere l'estradizione del terrorista Luís Posada Carriles, reo confesso - nello specifico - dell'assassinio del cittadino italiano Fabio di Celmo.

Fabio era un ragazzo di 32 anni, assassinato all'Avana nel settembre del 1997, in una campagna terroristica pensata per danneggiare il rifiorire del turismo nell'isola. La bomba che mise fine alla vita di Fabio era stata messa proprio da Luís Posada Carriles, il simbolo stesso della doppia morale statunitense in tema di terrorismo. Sulla vicenda è stato realizzato quest'anno un film diretto dal regista catanese Angelo Rizzo.

Posada Carriles si vanta spesso delle sue imprese. Sbirro della dittatura di Batista, Fin dalla Rivoluzione è stato al centro di tutte le trame anticubane orchestrate da Miami. Dal 1960 in avanti lavora per la CIA, come affermano documenti declassificati della stessa Agenzia di Langley. Oggi, con i suoi 79 anni, e con la sua carriera, conosce talmente tanti segreti da poter tenere per le palle mezza CIA. Della morte di Fabio disse: "dormo sonni tranquilli. Era nel posto sbagliato al momento sbagliato". Per dieci anni i governi italiani hanno evitato di chiederne l'estradizione. Nel 1976, insieme al socio di tutta la vita, Orlando Bosch, fece saltare in aria un volo civile della Cubana de Aviación, diretto alle isole Barbados. Morirono assassinate 73 persone, in massima parte giovanissimi atleti cubani.

Quell'attentato fu inoppugnabilmente protetto e controllato - centinaia di documenti declassificati lo dimostrano - dalla CIA diretta all'epoca da George Bush padre. Orlando Bosch, al sicuro a Miami, se n'è vantato in diretta televisiva, sminuendone però la portata criminale. "In fondo -afferma Bosch in registrazioni facilmente reperibili- cosa abbiamo fatto di male, sull'aereo c'erano solo dei negretti".

Luís Posada Carriles, era già all'epoca non solo un terrorista affermato, ed uno dei più apprezzati addestratori di squadroni della morte in Centroamerica, ma anche il capo dei servizi segreti venezuelani "denazionalizzati" dall'allora presidente filostatunitense Carlos Andrés Pérez. E in quel paese, da capo dei servizi segreti, aveva compiuto decine di attentati fino ad essere arrestato e condannato e poi riuscire a fuggire con complicità ai massimi livelli dello stato. Per quei crimini, la magistratura venezuelana ne chiede, con la piena forza e legittimità del diritto, l'estradizione. Non l'otterrà.

Dopo essere stato tra i gestori per conto di Washington della guerra sporca in Centramerica, che ha causato decine di migliaia di vittime, tra le quali il Vescovo di San Salvador, Oscar Romero, Posada Carriles fu riarrestato e ricondannato a Panama. Qui, nell'autunno 2004, fu indultato come ultimo atto pubblico della presidente uscente Mireya Moscoso e favore personale a George W Bush. Altrimenti Posada Carriles avrebbe messo nei guai il papà. A quel punto il terrorista si presentò negli Stati Uniti e si fece arrestare - era tutto concordato - per violazione delle leggi migratorie di quel paese. Il tira e molla andò avanti fino allo scorso aprile, quando fu scarcerato. Per parte della stampa italiana e internazionale fu l'occasione per giocare sulle parole: "Posada Carriles prosciolto da ogni accusa", titolò qualcuno. Giocando a non sapere che mai negli Stati Uniti, il terrorista potrà essere incriminato per terrorismo e che il proscioglimento arrivava solo per un'accusa prefabbricata di immigrazione illegale. Del resto, se non ha diritto Posada Carriles ad un permesso di soggiorno nel paese che ha servito per mezzo secolo, allora non ne ha diritto nessuno. Nonostante sia reo confesso per decine di efferate azioni terroristiche, in molti giocano sui termini, parlano di presunto terrorista nel migliore dei casi, o di combattente per la libertà di Cuba nei casi più efferati di malafede e di doppia morale.

L'ordine del giorno votato dalla Camera non ha alcuna possibilità di prosperare. E qualora si arrivasse alla richiesta di estradizione, questa non sarebbe concessa. Ma è un momento importante. Se non altro ristabilisce un minimo di decenza per le istituzioni italiane. La colpa di Fabio è quella di essere morto a Cuba. Fosse morto in un attentato terroristico in Iraq o Afghanistan, oggi a lui sarebbero intitolate delle strade. Invece per 10 anni, la sua morte è stata scomoda. Per Giustino di Celmo, il padre di Fabio, che da 10 anni lotta per ottenere giustizia, abbandonato anche dalla sinistra italiana, oggi è un momento per sentirsi meno solo.

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