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La repubblica del software (libero)
Vittorio Strampelli, 07 giugno 2007, 19:26
Digitalia
Software libero e codice sorgente aperto, democrazia del codice aperto contro dittatura dei programmi proprietari. Questo e molto altro nella lectio magistralis che i padri del Free Software e dell'Open Source, Richard Stallman e Bruce Perens, hanno tenuto alla Sapienza
Obiettivo: la liberazione del cyberspazio. È questo il fine ultimo di Richard Stallman, padre del movimento del software libero e fondatore della Free Software Foundation e del progetto Gnu, in questi giorni in Italia in compagnia di Bruce Perens con un tour di incontri e conferenze per diffondere di un modo di intendere l'informatica che è "Free as in free speech, not free beer". Libero, appunto, ma non per questo gratuito.
Un principio etico molto caro a Stallman e concretizzato da Perens, creatore con Eric Raymond del movimento dell'Open Source software. Semplificando, infatti, si potrebbe sostenere che se da un lato Richard Stallman rappresenta la parte filosofica del movimento che gira attorno al concetto di software libero, in Bruce Perens ed Eric Raymond risiede invece la capacità di conciliare la filosofia con le regole del mercato.
Richard Stallman e Bruce Perens, si sa, non sono George W. Bush e Condoleezza Rice, e la città di Roma non si è blindata con cordoni di sicurezza e "zone rosse" in vista del loro arrivo. Ma la lectio magistralis che i guru del software libero hanno tenuto in mattinata all'Università La Sapienza avrebbe senz'altro meritato gli onori usualmente riservati alla visita ufficiale di un capo di Stato. Nulla di sconosciuto, per gli "smanettoni" e gli esperti di informatica, ma un intero universo di novità per gli occhi e le orecchie di quanti pensano che "Personal Computer" e "Microsoft Windows" siano un binomio indissolubile.
L'evento - organizzato dalla cattedra di Comunicazione mediata dal computer del professore Arturo Di Corinto e reso possibile dalla collaborazione tra la Free Software Foundation Europe, l'Associazione per il Software Libero, il Linux User Group della Sapienza e Wikimedia Italia - ha infatti fornito l'occasione per ascoltare dalla voce dei suoi protagonisti la storia e l'evoluzione del free e dell'open source software, concetti e pratiche che negli ultimi anni stanno influenzando tutto il comparto delle tecnologie informatiche e si offrono come sempre più validi antagonisti ai grandi produttori di software non libero come Microsoft.
Per questo, Stallman apre la sua "lezione" partendo dall'abc, e spiegando ad un'aula gremita di studenti, esperti e semplici curiosi che cosa sia il software libero e in che modo sia migliore del software, cosiddetto, proprietario. I software liberi sono programmi rilasciati con una licenza che permette a chiunque di utilizzarli e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione. Permessi che si trasformano, invece, in divieti nel caso del software proprietario, "che non rispetta le libertà dell'utente" e che nella definizione di software libero data da Stallman sono quattro: la libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo (chiamata "libertà 0"); la libertà di studiare il programma e modificarlo ("libertà 1"); la libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo ("libertà 2"); infine, la libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio ("libertà 3"). Possibilità che sono precluse con il software non libero, che impedisce di studiare il codice sorgente ed è sviluppato sotto il totale controllo dei suoi programmatori, laddove il free software "brings democracy", perché sviluppato da una comunità per il bene della comunità stessa.
E cosa succede, domanda Stallman, se la comunità vuole modificare qualcosa di un programma, ma non c'è nessuno capace di programmare? E' sempre possibile ricorre a sviluppatori professionisti, ce ne sono molti che lavorano a braccetto con la comunità del software libero e dell'open source, e questa è una delle possibilità di business più ovvie del modello economico del free software.
Al parlare di business, il padre del software libero cede la parola al collega dell'Open Source Bruce Perens, uno che ha saputo tradurre la battaglia etica e filosofica di Stallman in una scelta conveniente sul piano pratico ed economico, di cui il sistema operativo Gnu/Linux - "e per favore non chiamatelo solo Linux", puntualizza Stallman - è l'esempio più celebre.
Una scelta conveniente per tanti, con un numero sempre più alto di amministrazioni pubbliche e private che sceglie di "migrare" al software libero per ottimizzare le prestazioni e contenere i costi, come d'altronde hanno confermato l'assessore regionale alla Cultura, Sport e Spettacolo del Lazio, on. Giulia Rodano, e l'assessore alle Politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma, on. Vincenzo Vita, ambedue presenti all'incontro della Sapienza. Resta solo da conquistare l'utente medio, quello che compra il computer in qualche grande magazzino e lo vede come una sorta di scatola magica intoccabile e impenetrabile. La soluzione è semplice, ed è lo stesso Stallman a suggerirla: "Kick Windows out of the computer, or kick the computer out of the windows".
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#1 · arturo
12 giugno 2007, 12:33 Bravo Vittorio :-)