Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
L'Italia del 2 giugno
Mario Tronti, 01 giugno 2007, 18:59
Con la scelta repubblicana cadeva, insieme alla monarchia succube del fascismo, l'intera conquista regia del paese. Un mito fondativo della nostra storia
Il 2 giugno è mito fondativo del nostro Paese. I miti di fondazione stanno all'origine di tutte le grandi realtà politiche moderne. La Costituzione americana a Filadelfia, l'incendio della Bastiglia a Parigi, la presa del Palazzo d'Inverno a Pietroburgo. Roma antica costruiva il suo percorso repubblicano sul mito di fondazione dell'urbe. Sono momenti in cui si raggruma la storia di un'epoca. Poi quei momenti o si coltivano e restano, oppure si tradiscono e si perdono.
C'è sempre un prima e un dopo. Il momento mitico del 2 giugno, la scelta repubblicana del popolo italiano, viene direttamente dalla epopea della Resistenza. Senza la Resistenza non ci sarebbe stata la Repubblica. Su questa idea-forza si è costruito un blocco storico di masse popolari politicizzate che ha realizzato conquiste sociali e ha espresso egemonia culturale. Questa è l'immagine vera della cosiddetta prima Repubblica, che ha fatto decollare un capitalismo moderno in Italia, anche attraverso le lotte e le conquiste dei lavoratori. La prima Repubblica per noi sono i primi tre decenni repubblicani: il meglio forse dell'intera nostra, non esaltante, storia patria.
Il 2 giugno rappresenta infatti una frattura storica: e come tale va letto. Non fu una buona idea definire la Resistenza secondo Risorgimento. La Resistenza è stata una lotta armata di popolo, esattamente quello che il Risorgimento non è stato. Con la scelta repubblicana cadeva, insieme alla monarchia succube del fascismo, l'intera conquista regia del paese. Con un colpo solo crollavano l'italietta liberale e l'italiaccia fascista. I partiti di massa diventavano i nuovi protagonisti della vita politica. Le classi dirigenti, oligarchiche e notabilari, dovranno aspettare i fasti della cosiddetta seconda Repubblica per ricomparire, un po' sgangherate, sulla scena.
Se prima del 2 giugno c'è la Resistenza, dopo il 2 giugno c'è la Costituzione. Senza Repubblica non ci sarebbe stata Costituzione. Pensate: ci saremmo tenuto un aggiornamento dello Statuto albertino! La Costituzione è il capolavoro della "nostra" prima, e sola, Repubblica. Purtroppo, questa parola indica oggi niente più che...un giornale. Io mi aspetto sempre che, un giorno o l'altro, con l'aria che tira, venga su qualcuno a proporre in Parlamento una modifica costituzionale dell'articolo uno: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro". Potrebbe argomentare con ragione che in quell'articolo c'è una contraddizione tra Costituzione formale e costituzione materiale del paese. Lo stato delle cose dice il contrario di quanto prescrive la Carta costituzionale. A chi vorrebbe cambiare la Costituzione, bisogna rispondere che forse è il caso di cambiare lo stato delle cose che la contraddice.
Teniamo sveglia la nostra memoria storica nel presente sonno della ragione politica. Lo spirito repubblicano deve tornare a soffiare con forza. Non sappiamo ancora come, e quando. Dovrà pur venire un giorno in cui la mitica sequenza Resistenza- Repubblica-Costituzione ripeterà il suo corso. In nuove forme, certo, con nuovi soggetti. E' quello che cerchiamo ancora.
Versione per la stampa
Commenta questo articolo
Feed dei commenti di questo articolo
Commenti
Nota Bene:
Aprileonline.info è uno spazio di informazione libero e aperto, creato per instaurare un confronto diretto sui temi proposti ogni giorno. La redazione di Aprileonline.info ha scelto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Tuttavia, nel ribadire che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso Aprileonline.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi, la redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non inerenti all'articolo
- messaggi
anonimi o con indirizzo email falso
- messaggi
pubblicitari
- messaggi offensivi o che contengano
turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o
sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una
violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla
violenza, diffamazione, ecc.)
Al fine di limitare al massimo un uso distorto della libertà di commento da oggi 17/04/2008 sarà obbligatorio inserire oltre al nome e cognome anche la e-mail di riferimento.
In ogni caso, la redazione di
Aprileonline.info si riserva il diritto di cancellare messaggi e commenti
giudicati non idonei in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.
#3 · Ciccio
02 giugno 2007, 16:52 W LA MITICA SEGUENZA RISORGIMENTO-RESISTENZA-REPUBBLICA-COSTITUZIONE-ORDINE DEMOCRATICO, DIFESO SOPRATTUTTO DAL PSI E DAL PCI PRIMA, E DOPO SOLO DAL PCI, CONTRO I VARI TENTATIVI DI COLPI DI STATO DA PARTE DELL’EVERSIONE NERA, E CONTRO LE BRIGATE ROSSE!!! grazie, W la Festa della Repubblica, Democratica e Antifascista!#4 · Pino Ciampolillo
02 giugno 2007, 17:02 IL BILANCIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE miseria e nobiltà IL BILANCIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE Qualche giorno addietro c’è stata una notizia che ci ha colpiti particolarmente. “ I consulenti lavoreranno gratis per alcuni mesi. Motivo? Non è stato ancora approvato il bilancio” Naturalmente si parlava di un Ente Pubblico: Il Comune di Palermo. Infatti il Testo Unico sulle Autonomie locali il comma 2 dell’articolo 163 ci dice: .. Ove non sia stato deliberato il bilancio di previsione, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell’ultimo bilancio approvato, ove esistenti. La gestione provvisoria è limitata all’assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente. NO non vogliamo parlare delle tante ma tante ma tante consulenze, ne parleremo prossimamente per chiederne i risultati prodotti per l’intera Comunità di Isola delle Femmine. Ciò che sembra alquanto strano è che con una dotazione organica di 62 dipendenti non siamo in grado di essere autosufficienti. Si preferisce le consulenze alle risorse e capacità che si ha nella dotazione organica. Così facendo si arreca un danno economico all’amministrazione oltre a creare un clima di sfiducia e demotivazione nel personale. NO non vogliamo parlare di impegni di spesa presi in base ad entrate che per motivazioni diverse forse non vedranno mai la luce del sole. NO non vogliamo parlare delle strade di Isola che percorrerle sta diventando alquanto pericoloso a causa del manto stradale che non esiste più e delle buche che aumentano giornalmente. NOI sappiamo che una parte delle entrate delle entrate per infrazioni stradali, così come prevede la legge non viene impegnata per tale servizio, come anche al miglioramento del SERVIZIO del corpo dei vigili. Tanto importante anche per il controllo del territorio. (vedasi l’abusivismo edilizio denunciato dallo stesso UTC) NO non vogliamo parlare di un servizio (che non è servizio) rifiuti che ha raggiunto la ragguardevole spesa di euri 1.220.244. E con un’estate ormai alle porte. NO non vogliamo parlare della spoliazionme da Voi operata a danno del Consiglio Comunale che PUO’ INTERVENIRE SULL’IMPEGNO DI SPESA SU UN MISERO 6-7%. ALLA FACCIA DELLA PARTECIPAZIONE, SIETE RIUSCITI AD IMPEGNARE IL 94-95%. NO non vogliamo parlare della Relazione previsionale che accompagna il Bilancio e che nel riportare freddamente i puri dati economici non riesce a trovare un bricciolo di entusiasmo nel delineare una prospettiva di crescita o una qualche opera infrastrutturale. LA RELAZIONE E’ TRISTE. (per non dire moscia) NO non vogliamo parlare di questo continuo ricorrere all’anticipo di cassa, su cui siamo costretti a pagare degli interessi. SE il bilancio doveva dare l’impressione del buon padre di famiglia in grado di mandare avanti degnamente la sua famiglia e dar loro una prospettiva di crescita economica e sociale. NON CI SIETE RIUSCITI. Introdotto l’argomento cerchiamo di calarlo nella nostra realtà di Isola delle Femmine. Da qualche settimana che il Consiglio Comunale sta cercando affannosamente di discutere il BILANCIO DI PREVISIONE. Vi è stata una prima adunata del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno BILANCIO DI PREVISIONE. Il presidente del Consiglio comunica ai convenuti che la proposta di delibera per cui ha convocato il Consiglio Comunale è stata reiterata dall’esecutivo, in quanto il BILANCIO mancava del parere favorevole dei Revisori dei Conti, e quindi propone la chiusura dell’assemblea. Prima della chiusura il gruppo INSIEME ha dato lettura di una dichiarazione di voto col quale DIFFIDAVA il Sindaco sul protarsi dellla discussione sul P.R.G. ALL’ADUNATA ERANO ASSENTI IL SINDACO L’INTERO ESECUTIVO ED I REVISORI DEI CONTI. (strano! Il presidente del Consiglio ha dichiarato “che vi è stato un deliberato impegno dei revisori dei conti nel ritardare l’approvazione del bilancio. Si è tentato di mettere in atto un atto di ostruzionismo nei nostri confronti. Probabilemte il Presidente del Consiglio forse non si è reso conto della sua dichiarazione ha messo in dubbio la professionalità dei Revisori, di conseguenza il rapporto di fiducia del Consiglio Comunale nei loro confronti. L’istituto dei revisori dei conti è un organo di garanzia per il Consiglio Comunale. ADESSO cosa FARE? Chiedere forse che si facciano da parte? Era questo l’intento del Presidente del Consiglio? E’ strano cosa possa succedere quando si chiede di rispettare le regole. ) Dopo vari contatti aggiustamenti e riunioni di capigruppo finalmente arriviamo alla seduta odierna del Consiglio Comunale per discutere? Di BILANCIO! PROVIAMO Entrate extratributarie in particolare la voce riguardante ENTRATA DERIVANTI DA MULTE E VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA 2002/2005 euro 650.000 ACCERTATI di cui ne sono stati RISCOSSI euro 384.416 il cui 50% così come previsto da leggi deve essere destinata al potenziamento del corpo del corpo dei vigili e a tutto ciò che è connesso alla viabilità. ESERCIZIO 2007 euro 180.000 RACCOLTA RIFIUTI euro 930.000 IN ENTRATA RACCOLTA RIFIUTI EURO 1.220.244 USCITA ? TRIBUTI non riscossi euro 2.164.962,74 (la storia infinita) e su cui non vi è certezza di riscossione e con il rischio di una loro prescrizione. Ciò è tanto più importante in quanto sono IPOTETICHE ENTRATE che vengono impegnate. (stiamo parlando di utenti che non pagano ACQUA ICI RIFIUTI ONERI URBANIZZ…………….). Continuo ricorso alle anticipazioni di cassa su cui gravano INTERESSI PASSIVI ELEVATI. La riorganizzazione del personale e il piano triennale di assunzione (proposta dalla giunta) non ha la necessaria copertura finanziaria. Da diversi anni ormai nei nostri bilanci non vediamo nessun impegno per opere infrastrutturale. FORSE E’ ORA CHE TUTTI NOI CITTADINI INIZIAMO A PARLARNE? FORSE E’ ORA CHE TUTTI NOI CITTADINI INIZIAMO A PARLARNE? GRUPPO CONSILIARE “INSIEME – Isola delle Femmine” Con la presente il gruppo consiliare “INSIEME – Isola Delle Femmine” formula quanto segue: -considerato il breve termine prefissato da questo consiglio comunale affinché si adotti il piano regolatore generale, -considerati gli emendamenti presentati da questo gruppo consiliare e di quelli che saranno formulati nell’iter di adozione del P.R.G.; -in considerazione dei pareri resi dal responsabile del II° settore U.T.C., arch. Sandro D’Arpa, sui suddetti emendamenti; -considerato che potrebbe evincersi una incompatibilità del responsabile del II° settore per aver lo stesso formulato dei pareri agli emendamenti consiliari; -considerata la relazione tecnica redatta dal responsabile del II° settore U.T.C., arch. Sandro D’Arpa, sulle modifiche che questo consenso dovrebbe adottare nel P.R.G.; -considerata la necessità che sugli emendamenti formulati dai consiglieri comunali si esprima il progettista del P.R.G., arch. Angelo Aliquò; -in considerazione del contratto di incarico professionale stipulato dall’Ente con l’arch. Aliquò; -considerate le opportune insistenze di questo gruppo consiliare sulla necessaria presenza del progettista Aliquò nel corso dell’iter di adozione del P.R.G.; -considerate non soddisfacenti le risposte formulate dal sig. Sindaco per l’assenza dell’arch. Aliquò, “lo invitato, ma lui non viene”; per quanto suddetto, si diffida formalmente il sig. Sindaco, prof. Gaspare Portobello, a garantire la regolarità del procedimento di adozione del P.R.G.. Se a causa della mancata presenza del progettista, arch. Aliquò, o causa della mancanza di pareri di quest’ ultimo agli emendamenti di questo consiglio comunale dovesse derivare la nullità dell’attività consiliare, ovvero la nullità degli emendamenti al P.R.G., presentati dai gruppi consiliari, che non abbiano rispettato i parametri ed i vincoli imposti dalla normativa vigente, ovvero vi sia un ritardo all’adozione del P.R.G., il, si riterrà unico responsabile il sig. Sindaco. Gruppo consiliare “INSIEME – Isola delle Femmine” Comitato Cittadino Isola Pulita www.isolapulita.it#5 · pippo
03 giugno 2007, 21:13 concordo su tutto, tranne che sull’articolo 1, che non è affatto convincente ne’ dal punto di vista logico (un volo pindarico incomprensibile) ne’ da quello giuridico. anche se ha un valore storico indubbio, e ha un intento polemico nei confronti del precedente regime, ma proprio per questo nel tempo perde molto senso. anche se ovviamente sarebbe molto sospetto che qualcuno ci proponesse ora di cambiarlo, con l’aria che tira, non è che sia così convincente. e infatti è nato da un’idea di Fanfani, frutto di una buona retorica con poca sostanza.#6 · Marcello Marani
04 giugno 2007, 07:01 Vorrei che pippo mi spiegasse, cosa trova di retorico e di poca sostanza nell’art 1 (ritengo della C.), che sancisce: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Forse avrebbe preferito una Repubblica non democratica fondata sulla speculazione e sullo sfruttamento? Ed anche il secondo comma relativo alla sovranità popolare, da esercitare nelle forme e nei limiti della Costituzione non gli sembra piuttosto un’affermazione di democrazia, che non concede a nessuno una sovranità incondizionata ed assoluta, ma appunto, secondo i pricipi dei pesi e contrappesi del teorico della democrazia, Alexis de Tocqueville, sancisce che tutto debba svolgersi all’interno della cornice Costituzionale, e non mi sembra sia cosa retorica e senza sostanza ma esattamente il contrario. maranimarcel@tiscali.it#7 · pippo
04 giugno 2007, 11:50 Marcello, te lo spiego subito, il “fondata sul lavoro” benché molto appagante retoricamente, è un volo pindarico, a rigor di logica bastava dire che è democratica e la sovranità appartiene al popolo che la esercita ecc… non è uno scandalo, anzi, ma è un aggiunta rispetto al resto dell’articolo. anche all’epoca fu criticata questa formulazione anche se poi approvata. tutto il primo articolo spiega ottimamente in chi risiede la sovranità e come la si esercita, e poi specifica in aggiunta (ma non era strettamente necessario, tanto che nelle altre ottime costituzioni non c‘è) che questa repubblica democratica è “fondata suul lavoro”. a quale dispositivo giuridico corrisponda, non è chiaro, qui c‘è molta parenesi (retorica), tutti pensiamo che è un incitamento all’impegno nel quotidiano anziché al dispendio di energie nelle vuote apparenze del regime precedente, ma appunto è una formula poetica o giuridica? se è poetica/parenetica, ci può piacere, e se ha un qualche valore giuridico non è chiaro che cosa disponga esattamente dal punto di vista pratico. se non ci fosse stata bisognava dedurre che l’Italia era una repubblica fondata sul non-lavoro? evidentemente è una cosa in più, ha un’importanza storica e politica, come mediazione di culture politiche, ma forse c‘è anche un pizzico di italico appagamento per la retorica. tutto qua, non volevo dire altro, non capisco perché hai dedotto che metto in discussione tutto l’art.1 quando mi riferivo a quella specificazione tanto bella, “fondata sul lavoro”, quanto non del tutto convincente (a mio parere). il fatto strano è che non è una formula ne’ pienamente liberale, ne’ pienamente socialista, ma tutto sommato un po’ democristiana per tenere insieme capra e cavoli (e infatti se non erro c‘è lo zampino di Fanfani).#8 · Marcello Marani
04 giugno 2007, 13:09 Vedi pippo, secondo me tutto rientra in un concetto interpretativo, che rischia di farla diventare questione di lana caprina. Infatti tu scrivi che è un’aggiunta all’art. 1, ma se fosse un’aggiunta sarebbe dovuta venire come 2° comma, mentre invece sta in cima a tutto. E quando scrivi che: “ il fatto strano è che non è una formula ne’ pienamente liberale, ne’ pienamente socialista, ma tutto sommato un po’ democristiana per tenere insieme capra e cavoli…”, non è che scopri l’acqua calda, perchè tra i costituenti non c’erano solo i Socialisti ed i Liberali ma anche e Democristiani ed altre non secondarie componenti come i Repubblicani gli Azionisti ed i Comunisti. Quindi, la C., che per me è quasi perfetta con un solo neo da emendare, è sicuramente frutto di più di qualche compromesso. Solo che si tratta a mio avviso di compromessi a “livello alto”, che niente hanno a che fare con le successive lottizzazioni partitocratiche, fino agli attuali inciuci dei politicanti in vendita al migliore offerente. Per cui al massimo si potrebbe dire come diceva un vecchio medico di campagna romagnolo, che è come gli impiastri, che se non facevano bene, non facevano neppure male. E per questo non starei a spaccare il capello in quattro. Altro discorso riguarda invece l’aver mantenuto intatto l’art. 67, perchè, se con il proporzionale, il “...senza vicolo di mandato.”, era garanzia della libertà dell’eletto, con il sistema maggioritario vigente di sarebbe dovuto correggere: “Senza vincolo di mandato, all’interno della coalizione di appartenenza”, svincolando il rappresentante dai diktat della segreteria di partenza, ma non fino al punto di poter fare ribaltini e ribaltoni e raccogliere voti a sinistra per poi traghettarsi a destra e viceversa. Questo per me è l’unico neo, ma non è colpa dei Costituenti, vigendo allora un sistema elettorale diverso. E può anche darsi, che nel corso di una concreta attuazione, si dabbano fare anche altre correzioni, ma come facciamo a dire che deve essere modificata perchè non funziona, se nel corso ormai di 60 anni, non è stata ancora mai “rodata”? maranimarcel@tiscali.it#9 · pippo
04 giugno 2007, 16:21 Caro Marcello, anche per me la Costituzione va bene com‘è e ho in massimo sospetto chi propone cambiamenti, specie nella prima parte, però penso che discutere dei punti più o meno deboli sia un modo per mantenerla viva e non imbalsamata anziché celebrarla e poi prepararsi sottobanco a smembrarla come fanno i nostri attuali rappresentanti.form di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Gli articoli di oggi
Pd, un partito non transitorio
Leo Sansone
La visibilità della classe operaia
Franco Astengo
La "febbre" della crisi
Alfiero Grandi*
Zapatero in cerca di fiducia
Elena Marisol Brandolini
Goldoni e Shakespeare, a spasso col classico
Renzo Francabandera
Lo scisma anglicano, Atto II
Andy Violet
STR: a Londra incontri sul teatro
Roberta Leotti, da Londra
In-dipendenza In-Video
Erica Bernardi



#1 · Marcello Marani
01 giugno 2007, 20:18 Prendo atto con piacere, che qualche voce autorevole si ricordi di tanto in tanto della nostra Costituzione, tenuta imbalsamata fino ad ora. E se ne parlano, quando ne palano è solo per adattarla alle proprie misure, di politicanti in vendita al mercato del migliore offerente. Per questo, sottoscrivo in pieno, l’affermazione che: “ A chi vorrebbe cambiare la Costituzione, bisogna rispondere che forse è il caso di cambiare lo stato delle cose che la contraddice.”, che sono le cose che modestamente nel mio piccolo, mi sforzo di dire sempre comunque ed in ogni luogo, e mentre trovo ascolto tra i giovani e le persone al mercato, sui mezzi di trasporto in fila nei vari uffici, ecc., non trovo orecchie altrettanto attente nelle persono anche dei politicanti che si spacciano dalla nostra parte, cui la parola Costituzione sembra avere lo stesso effetto esorcistico che l’acqua santa avrebbe per i diavoli. Per questo mi permetto di suggerire alla Redazione di Aprile, se non sia il caso di aprire una rubrica per studiare, approfondire, divulgare e commentare questa sorta di “oggetto misterioso”, che parafrasando la leggenda dell’Araba Fenice: “Che ci sia ciascun lo dice, ma applicarla nessun sa” Ed invece sarebbe proprio ora! maranimarcel@tiscali.it