Aprileonline.info: Bocciata la Torino-Lione
Quotidiano per la sinistra
www.aprileonline.info
Funzione Pubblica CGIL

Lunedì, 22 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 21:25

Bocciata la Torino-Lione

Emiliano Sbaraglia,   25 maggio 2007, 19:38

Bocciata la Torino-Lione     Uno studio del professor Prud'Homme, pubblicato dal sito "la voce.info", analizza il rapporto tra costi e benefici del progetto, tracciando al dunque un bilancio disastroso: 25 miliardi di euro in passivo. Per certi versi, una vittoria anche dei comitati della Val Susa



Parte dal sito "la voce.info" l'altolà al progetto di collegamento ferroviario Torino-Lione, gestito dalla Lyon Turin Ferroviaire (LTF), società responsabile della parte comune italo-francese tra le due città. La LTF, partecipata per una metà dalla RFI (Rete Ferroviaria Italiana), l'altra dalla RFF (Réséau Ferré de France), è stata costituita allo scopo di "promuovere la progettazione, gli studi, le ricognizioni e i lavori preliminari del tratto internazionale della nuova linea ferroviaria Alta Velocità tra Lione e Torino".

Situata al centro degli assi di collegamento tra il nord e il sud e tra l'est e l'ovest dell'Europa, la linea costituirebbe un anello chiave nel quadro degli sviluppi della rete ferroviaria transeuropea e, a livello regionale, seconod le intenzioni dei promotori dovrebbe anche migliorare le relazioni e gli scambi tra i due grandi bacini economici coinvolti dal suo attraversamento, vale a dire l'Italia del Nord (pianura del Po e Alpi del Nord) e la Valle del Rodano in Francia.

Ma sul sito inizialmente indicato (tra i più quotati e seguiti nel settore dell'economia non soltanto nazionale), viene resa nota la pesante bocciatura arrivata dall'economista francese Rémy Prud'Homme, professore emerito presso l'università di Parigi XII.
Secondo lo studioso, che imposta la sua ricerca partendo dall'analisi del traffico, delle persone e delle merci, al momento i passeggeri tra Torino e Lione che si distribuiscono fra i tunnel stradali dl Montebianco e del Fre'jus e quello ferroviario del Moncenisio sono all'incirca due milioni e mezzo ogni anno, mentre per le merci sono 37 milioni le tonnellate che si muovono nel corso del medesimo arco di tempo, prevalentemente su strada: un milione e mezzo di Tir pesanti rispetto ai 220 mila vagoni registrati nel corso del traffico ferroviario.

L'analisi di Prud'Homme in pratica dimostrerebbe che il rapporto costi-benefici dell'operazione  attivata da Italia e Francia sia tutt'altro che positiva, dato che i calcoli del professore registrerebbero la determinazione di un valore attuale netto del progetto fortemente negativo, pario addirittura a 25 miliardi di euro. Un bilancio disastroso, come scrive lo studioso, dato che "i benefici del progetto sono tali da non compensare neppure i costi di esercizio".

Oltre a ciò, si prevede l'inevitabile aumento anche dei debiti "aggregati" di Francia e Italia, che per gestire l'opera vedrebbero accrescere il loro deficit per i prossimi quattro decenni.
In un altro passaggio, il saggio dell'economista francese prende in esame i possibili benefici per gli utenti, dal risparmio dei tempi a quello economico; e un capitolo viene dedicato anche alle cosiddette "esternalità", in particolare per quanto riguarda l'impatto ambientale e l'inquinamento atmosferico. Ma nel complesso, il giudizio dello studioso rimane drasticamente negativo.

Con la descrizione di un simile scenario, viene quasi naturale rivalutare allora anche l'alternativa da sempre sostenuta dai comitati della Val Susa contro la Tav: nessun tunnel, ma solo il potenziamento della linea ferroviaria attuale. Una proposta in grado di soddisfare la prevista crescita del trasporto su rotaie, senza danneggiare l'ambiente, né mettere a rischio la salute.
Inoltre, tale soluzione consentirebbe di ottenere un finanziamento dignitoso dall'Europa, e di abbattere del 90% i costi a carico dello Stato italiano, rientrando in questo modo nelle tabelle suòle valutazioni d'impatto ambientale previste dall'UE.

Un'alternativa, tra l'altro, del tutto in linea con il programma elettorale dell'Unione, che non parlava di Tav ma di progetti fondati sul consenso delle popolazioni.
Ora, anche da emeriti esperti d'oltralpe, sembrano arrivare notizie e dati che confermano la validità di certe posizioni, spesso definite con troppa fretta "radicali" o prive di validità scientifica.

 

 

 

 





Per poter inserire i commenti agli articoli devi essere registrato. Se non sei un utente registrato ad Aprileonline.info inserisci il tuo indirizzo e-mail nello spazio apposito del
form di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Powered by Elzevira