Lunedì, 22 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 21:25
Count down per la TAV
Red., 23 maggio 2007, 19:30
Mobilitazione
Dopo anni di lotta pacifica, la popolazione della Val Susa può vincere. La Ue ha approvato i finanziamenti per le reti transeuropee di trasporto:la disponibilità finanziaria per il periodo 2007-2013 è di soli 8 miliardi. entro il 20 luglio il governo italiano dovrà presentare non solo una proposta definitiva per la Tav, ma dovrà anche dimostrare di aver ottenuto tutte le approvazioni necessarie dagli enti locali e dagli organismi territoriali: obiettivo irrealizzabile. Dove sono i soldi?
Il Parlamento europeo ha approvato i finanziamenti per le reti transeuropee di trasporto. In Italia, quindi, da oggi parte il conto alla rovescia per la Tav in val Susa. Infatti entro il 20 luglio il governo italiano dovrà presentare non solo una proposta definitiva per la Tav, ma dovrà anche dimostrare di aver ottenuto tutte le approvazioni necessarie dagli enti locali e dagli organismi territoriali: obiettivo irrealizzabile!
Dove sono i soldi? Altro che discussioni sul tesoretto! Prodi per finanziare la Tav dovrebbe tagliare di 16 miliardi le spese sociali. Ipotesi incompatibile con un governo di centrosinistra, a meno che non abbia scelto di suicidarsi.
Infatti il costo complessivo dei 30 progetti finora selezionati in sede europea è stimato in circa 250 miliardi di euro, ma la disponibilità finanziaria per il periodo 2007-2013 è di soli 8 miliardi. L'UE dovrà quindi individuare delle priorità che potranno comunque essere finanziate in modo estremamente limitato. Anche nella migliore delle ipotesi alla Torino-Lione, qualora fosse tra i progetti selezionati, non sarebbe comunque destinata una cifra superiore ad 1 miliardo. I soldi, quindi, non ci sono!
L'unica alternativa possibile è quella da sempre sostenuta dai comitati della val Susa: nessun tunnel ma solo il potenziamento della linea ferroviaria attuale. Una proposta ampiamente in grado di soddisfare la prevista crescita del trasporto su rotaie, senza danneggiare l'ambiente, né mettere a rischio la salute. L'unica proposta che consente di ottenere un finanziamento dignitoso dall'Europa, di abbattere del 90% i costi a carico dello Stato italiano, di soddisfare le valutazioni d'impatto ambientale previste dall'UE. Un progetto in linea con il programma elettorale dell'Unione che non parlava di Tav ma di progetti fondati sul consenso delle popolazioni.
Ci aspettano due mesi decisivi nei quali sarà importante mantenere una forte capacità di mobilitazione. Dopo anni di lotta pacifica e di massa la popolazione della val Susa può vincere.
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#2 · saigon
24 maggio 2007, 11:14 Un pò di info, visto il commento, non guastano: Luigi Bobbio il Mulino n.423, 1/2006 link text Riassunto delle ragioni del No: link text Dopo un paio di giorni di attento studio (mai come per la Tav è stato necessario uno studio approfondito), se ne potrà parlare con cognizione di causa. Gli slogan ed i “sentito dire” sono deprimenti. saigon#3 · Moj
24 maggio 2007, 17:18 Bisogna smetterla di parlare di lotta di tutta la popolazione della valsusa contro la TAV. Io sono uno dei numerosi residenti in valsusa a non essere no-tav (una minoraza certo, qui, ma non assente). Secondo me, una tav fatta bene (alla francese e non all’italiana…) farebbe probabilmente bene alla valsusa e all’italia. E + infrastrutture, con altri sbocchi al di là delle alpi (Mercantour, monginevro, Piccolo S. Bernardo Stradale, Monte Bianco ferroviario, Gran san bernardo ferroviario, TAV in Val SUsa o altrove, etc.) permetterebbero di distribuire i carichi di traffico e darebbero la possibilità di imporre numeri massimi ai transiti dei tir in ognuna di queste). Urlare e far paura ai valsusini sta facendo il gioco di chi vuole e vorrà approfittare del progetto tav per guadagnarci. Le proteste stanno aumentando i ritardi e gli studi, e di conseguenza i costi. La valsusa è una valle di grandi battaglie democratiche, se ci ascoltiamo tutti dai vari punti di vista abbiamo garanzie di futuro. Se diamo visibilità solo ad una parte, ci metttiamo al livello dei dittatori e degli sfruttatori del passato e del presente. Se invece di urlare no tav parlassimo tutti insieme di come, dove e con quanti soldi fare le infrastrutture, saremmo di molto più avanti.form di registrazione al sommario
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#1 · bellavita
24 maggio 2007, 09:48 Meno male che Cavour sapeva governare, perchè i valsusini sicuramente si sarebbero opposti anche al primo traforo del Frejus, sostenendo che c’era così poco traffico che restavano dei muli disoccupati, e al massimo si potevano migliora le mulattiere. Il problema non è la tratta Torino-Lione, è se far passare o no dall’Italia la grande linea orizzontale che carica dai porti del Mediterraneo e manda fino in Cina. Grazie ai No Tav la linea, dopo aver toccato Barcellona e Marsiglia,traverserà Svizzera e Austria per arrivare a Kiev e alla transiberiana. I porti di Genova, Venezia e Trieste moriranno definitivamente, animati solo dai no Tav per andare a vedere le balene