Venerdì, 19 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:37
Il no di Cameri agli F-35
Vittorio Strampelli, 16 maggio 2007, 19:52
Politica e armi
La cittadina in provincia di Novara è sede di un aeroporto militare che ben presto potrebbe iniziare a sfornare centinaia di caccia di ultima generazione, nell'ambito di accordi siglati oltre dieci anni fa tra Italia e Usa e riconfermati nel febbraio scorso. Ma i cittadini non ci stanno, e il 19 maggio scenderanno in piazza
Tutto ebbe inizio nel 1996, con il primo governo Prodi. D'Alema nel 1999, Berlusconi nel 2002 e di nuovo Prodi il 7 febbraio scorso sono tornati a darne conferma. È con il benestare della politica italiana, quindi, che nei recinti dell'aeroporto militare di Cameri, provincia di Novara, ci si appresta ad installare una linea di assemblaggio per uno degli ultimi gioielli della tecnologia aeronautica: i cacciabombardieri stealth di quinta generazione F-35. Il progetto, denominato Joint Strike Fighter (JSF), sarà portato avanti dall'Alenia Aeronautica - alla guida in Italia di decine di aziende minori gettatesi a capofitto nell'affare - e dalla Lockheed Martin, colosso nordamericano dell'ingegneria aeronautica e aerospaziale, il cui fatturato proviene per oltre il 90 per cento da contratti con il ministero della Difesa americano e numerosi governi stranieri.
Ci vorrà ancora qualche anno, ma gli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti parlano chiaro: quella di Cameri, concordano gli esperti, sarà la più grande impresa di costruzioni aeronautiche di tutti i tempi. Intanto, gli abitanti dell'entroterra novarese hanno già espresso il loro "no" all'uso dell'aeroporto per costruire una perfetta macchina di morte come l'F-35, in grado, se necessario, di trasportare anche testate nucleari. Non hanno nessuna intenzione di essere complici di futuri stermini resi possibili da mezzi costruiti a pochi passi da casa propria e stanno tentando in tutti i modi di dare una scossa all'opinione pubblica, organizzando per il prossimo 19 maggio una manifestazione cui hanno già aderito diverse realtà non solo locali, rintracciabili presso il sito del comitato promotore www.nof35.org. Il comitato ha già incassato la solidarietà da parte di movimenti di opposizione simili, dai No-Tav ai vicentini che lottano contro l'aeroporto Dal Molin, dagli oppositori alle basi militari riuniti nel cartello di Disarmiamoli alle reti dei centri sociali e delle strutture del sindacalismo di base.
Le prospettive, dunque, sono incoraggianti, ma non ancora in grado di fermare un progetto che, una volta operativo, trasformerà l'aeroporto di Cameri in una fucina capace di sfornare centinaia di cacciabombardieri. Almeno 700 sarebbero già destinati al mercato europeo, un centinaio dei quali resteranno probabilmente in mani italiane. Ovviamente la decisione definitiva di spesa non è stata ancora presa, dal momento che dovrà essere inserita nelle leggi di bilancio che saranno approvate per gli anni in cui l'acquisto sarà effettuato, ovvero non prima del 2013, secondo le fonti ufficiali. Solo allora si capirà il vero prezzo di tutta l'operazione. Alcuni numeri, tuttavia, ci sono già, e sono rintracciabili nei documenti di bilancio dello Stato: solo per costruire gli impianti e avviare la produzione sono stati stanziati quasi due miliardi di euro, parte dei quali già spesi. Una sciocchezza, se paragonata alla cifra che spenderemo per dotarci anche noi degli F-35, ognuno dei quali costerà da 150 a 250 milioni in funzione degli armamenti connessi e delle configurazioni (convenzionale, predisposto per il decollo verticale e a decollo corto per portaerei). La spesa complessiva, in ogni caso, oscillerà tra i 15 e i 30 miliardi di euro.
Ancora poco chiare sono anche le ripercussioni che tutta questa impresa avrà sull'ambiente circostante, visto anche che l'aeroporto di Cameri confina con il parco del Ticino. Il fatto che la costruzione del nuovo stabilimento coinvolga un'area all'interno di un aeroporto militare rende meno evidente, a prima vista, l'impatto sul territorio. Ma l'impatto comunque ci sarà, visto che gli aerei costruiti dovranno pur essere collaudati in volo sui territori immediatamente circostanti l'aeroporto militare stesso. Un aspetto, quello ambientale, che si aggiunge al disagio di coloro i quali cercano di costruire e rianimare un vero movimento di opposizione contro le politiche militariste e contro la guerra. Senza se e senza ma.
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#2 · saigon
17 maggio 2007, 10:08 Caro Francescos80, vorrei che tu rifletta su una considerazione: tutte le opere inutili e/o dannose possono essere giustificate dal vil denaro. Per di più in Italia spesso ci imbattiamo in opere pubbliche create appositamente per mungere le Casse dello Stato da parte del mercato (vedasi il Ponte, Gioia Tauro). Non venderti la coscienza, è l’unico bene che nessuno può toglierti . Altri esempi: Italia.it, il portale del turismo italiano pensato per ospitare tutte le indicazioni utili per visitare il nostro paese. Indicazioni che l’Italia pagherà a peso d’oro: 45 milioni di euro è la somma stanziata per il progetto, la cui piattaforma tecnologica (7.850.040 euro, Iva esclusa) è messa a punto dalle tre aziende che si sono aggiudicate il bando per la sua realizzazione Ibm, Its, e Tiscover. Una cifra impressionante soprattutto se si considerano i prezzi di mercato: con alcune centinaia di migliaia di euro al massimo si realizzano portali Internet con i fiocchi. www.scandaloitaliano.wordpress.com Anche la Campania nel frattempo ha fatto il suo sito (www.turismoregionecampania.it) per un costo di 3,719 milioni (più altri 3,5 milioni di euro per un portale “di supporto all’Internazionalizzazione nel bacino mediterraneo”, finora non realizzato). La missione in Iraq ha inghiottito oltre 1,5 miliardi di euro In tre anni sono stati stanziati 1.534 milioni di euro, agli 007 circa 30 milioni di euro mentre agli aiuti della popolazione locale solo 16 milioni di euro .#3 · mauro
17 maggio 2007, 17:01 condivido la preoccupazione che comporta questo progetto, ma una cosa e certa se non la fanno in Italia lo farnno in Europa pertanto non cambiano le preoccupazioni, e resta la disoccupazione anche la TAV probabilmente non si farà e passera a nord del nostro paese, sarebbe opportuno controbattere i progetti vigilare e garantire l’occupazione magari non comperiamo gli aerei ma garantiamo un impiego e lo sviluppo di tecnolgie e delle nostre università, la rincorsa agli armamenti continuerà in ogni caso a noi rest ala sensibilizzazione della gente e dei potenti ad evitare conflitti e interessi dell’uomo su l’uomo.#4 · stefano mattiello
18 maggio 2007, 22:36 ma Vi chiedo: esiste o no la Costituzione ? e’ chiaro che l’Italia puo’ costruire bombe, caccia e missili, ma questi “oggetti” a cosa servono ? qual’e’ il loro utilizzo ? il loro fine ultimo ??? Se accettiamo l’economia di guerra (come sta facendo questo Governo) dobbiamo prima cambiare la Costituzione .. poi ognuno guardera’ ai suoi principi etici e morali (se ancora esistono.. ma io credo di si come ci hanno insegnato Ghandi, Martin Luther King e Giovanni Paolo II).#5 · stefano mattiello
18 maggio 2007, 22:58 ma vi chiedo ? esiste o no la Costituzione ? perche’ se e ‘ vero che l’Italia puo’ costruire bombe, missili o aerei caccia, bisogna chiedersi qual’e’ l’utilizzo di questa “merce” ? qual’e’ il loro fine ultimo ???. Prima allora bisogna cambiare la Costituzione e poi ognuno agira’ secondo i suoi principi etici e morali (i miei maestri sono stati Ghandi, Martin Luther King e Givanni Paolo II ). E i Vostri ?#6 · stefano rollero
20 maggio 2007, 00:56 No alla cultura della violenza e della morte. ( quando l’immagine dice più delle parole..) In un incontro su “artisti, arte, territorio” svoltosi a Ciriè (To) ho contestato la decisione del mio Comune di aver posizionato in una rotonda della cittadina (Caselle Torinese, sede dell’aeroporto di Torino) un “Caccia bombardiere G91 FIAT” dipingendolo con le insegne della pattuglia acrobatica frecce tricolore per dare una “parvenza pacifica”. Questo perchè il territorio ha la società Alenia, una risorsa fondamentale che collauda velivoli da combattimento e da trasporto militare. Non contesto la ricerca tecnologica in quanto l’Alenia è inserita nella ricerca aerospaziale ma a mio avviso, quel veivolo rappresenta indirettamente un’arma di distruzione, un messaggio di guerra, un simbolo che inneggia alla cultura della violenza e della morte. Sostenitore della pace e della non violenza, lo scorso anno sono stato tra gli organizzatori di una mostra itinerante “ La pace nel segno dell’arte” iniziata e inaugurata al SERMIG di Torino (arsenale di guerra ceduto alla pace) e terminata a Milano, all’Università Bicocca. Credo sia necessario costruire un lavoro culturale e di sensibilizzazione verso quei poteri politici e amministrativi che pretendono di decidere per tutti, che anche in “buona fede” fanno delle scelte distorte e parziali, diseducative, rilegando messaggi che vanno nella direzione di esaltare i mezzi usati per la folle spirale di distruzione e violenze legate alle guerre. A riguardo, ho in animo con altri artisti ed in particolare lo scultore Privileggi, di presentare un progetto per una installazione da piazzare nella sucessiva rotonda della cittadina, in pratica una installazione, un valore universale dal titolo: “ L’ORA DELLA PACE” una meridiana che segna l’ora della pace, i gabbiani che tentano di sublimarla, i fusi orari, i punti cardinali quale riferimento che gli uomini hanno stabilito osservando la posizione del sole, la descrizione dei venti, “non venti di guerra”, ma venti per far volare il pieno rispetto della dignità umana nel pianeta. La semplicità della linea è voluta perché fosse inversamente proporzionale alla profondità e alla intensità dell’idea che si vuole evocare: quella della pace. Rendere universale (si vorrebbe quasi dire: globale) questo messaggio affinchè rimanga intelligibile a chiunque si lasci colpire dall’armonia di quello che sembra quasi uno stilema. Un segno che può, da solo e con immediatezza, chiedere a tutti di essere sostenitori di pace. Esigenza diventata urgente per una riflessione sulla necessità che gli uomini imparino a risolvere i conflitti senza far uso della violenza. Tengo a ricordare che è di grande attualità la proposta Italiana di una conferenza internazionale sulla pace, che coinvolga tutti gli attori. Un messaggio di pace planetaria, per scongiurare che altri conflitti vengano innescati nel mondo nel nome della sicurezza e libertà, un messaggio a tutti coloro che ripudiano la guerra come mezzo per la soluzione dei conflitti internazionali che chiedono il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione Italiana, e che trovano aberrante l’idea di scegliere un caccia bombardiere militare sistemato in una rotonda quale “fascino” di distruzione. La pace e ogni suo simbolo deve essere un legame che unisce gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, appartenenti a diverse ideologie capaci di cooperare per il futuro dell’umanità. La presentazione di questo progetto attirerà l’opinione degli amministratori e dei loro uomini di fiducia e gli amici degli amici compresi gli affaristi, per deridere, per fare le battutine sprezzanti sul “pacifismo” e per giudicare come sciocchi certi progetti artistici… Eppure su tutti i dizionari il sostantivo “pacifismo” e’ spiegato con definizioni impeccabili e accettabilissime su cui nessun giornalista o uomo di cultura serio e illuminato avrebbe nulla da obiettare. Il pacifismo si afferma per un verso con l’illuminismo e i valori di tolleranza (Voltaire, Kant) e con il cristianesimo francescano (“ama il prossimo tuo come te stesso”, la crociata non violenta dei frate d’Assisi), ed i grandi contemporanei: Einstein, Martin Luther King, Gandhi, don Milani Giovanni Paolo II e altri personaggi illustri portatori del messaggio di pace. Un monumento alla Pace ( o installazione che dir si voglia) non è solo una pietra scolpita o un disegno, non è un monolite senza anima ma è qualcosa di più che nasce lentamente, giorno per giorno, dallo studio e dall’esempio quotidiano. Spesso nasce da idee a parole volutamente tenute isolate, dalla sofferenza e dalla visione raccapricciante degli orrori di questa civiltà senza civiltà, dalla solitudine in cui vengono emarginate le persone scomode, dall’entusiasmo e dall’ottimismo. Nasce dalla capacità di sognare e di tradurre i sogni in realtà, dalla consapevolezza del valore della vita e del dolore della morte dalle speranze di milioni di uomini e donne, di ragazze e ragazzi, la maggioranza del nostro pianeta che si batte per un mondo migliore. Certamente non nasce dalla mente dei furbi ma dal cuore e dall’intelligenza delle persone oneste. La “Pace” non è un oggetto plasmabile, è un bene prezioso pulito e trasparente, parola chiara scritta nei testi fondanti delle Nazioni Unite (o di quel che ne rimane). Stefano Rollero. Allego con piacere una sola risposta fra le tante arrivate, quella del Movimento Pax Cristi (http://www.paxchristi.it/) molto attivo a promuovere la cultura della pace. Credo sia importante sostenere il tuo impegno e chiederti di continuare a non tacere… in ogni occasione opportuna e meno opportuna… Perchè quello che tu hai toccato è un nervo vitale della educazione alla… guerra. Sta prendendo piedi l’usanza di mettere alla rotonde stradali aerei da guerra, soprattutto dove ci sono industrie belliche, per es. se non sbaglio a Samarate ve c‘è la ditta AGUSTA... e da una anno anche a Cameri davanti all’aeroporto, dove verranno assemblati gle aerei F 35. Se vuoi andare sul sito di Pax Christi trovi il documento firmato mons. Charrier e mons. Valentinetti, su questo argomento. Poi c‘è tutto il problema Alenia. Poi c‘è anche la proposta di legge per la riconversione bellica in Piemonte, proprio il marzo ne abbiamo parlato, anche con pax Christi, alla Regione Piemonte…. Dicevo che secondo me è una cultura che passa piano piano nel modo di vivere: ad es. l’abbigliamento con i vestiti mimetici mostre, fiere, vedi Brescia ma anche le fiere ‘normali’ L’ingresso dei militari che fanno propaganda nelle scuole, la pubblicità dell’esercito anche su ...Topolino ! Tutto questo rende la guerra più normale, non così brutta, non disumana, non una roba che ammazza la gente e fa scorrere il sangue… che fa un po’ impressione !! ma una cosa estetica, che adorna le rotonde, un modo come un altro di vedere la vita. Molto, Molto preoccupante. Ma è ancora possibile pensare ad un mondo diverso, parlare di rapporti umani, dialogo, ascolto, nonviolenza, giustizia, serenità, speranza…? Oppure come credenti dobbiamo ridurci ad essere, sono parole di don Tonino Bello, “prigionieri del calcolo, vestali del buon senso, guardiani della prudenza, sacerdoti dell’equilibrio”? Aiutateci, per usare le parole di Bonhoeffer, ad “osare la pace per fede!” Per questo, caro Stefano, tieni duro e non lasciar passare in silenzio certe scelte che sembrano, solo all’apparenza, innocue. ciao d. renato sacco P.S. Nel 1945, quando mancavano tre mesi alla fine della seconda guerra mondiale, due mie zie: Rollero Teresa di anni 21 e Rollero Stefania di anni 18 vennero “centrate e disintegrate” da una bomba gancianta appositamente in strada dagli Anglo-americani mentre rientravano in bicicletta da Torino per raggiungere Caselle, nei pressi di Via Stradella. I loro nomi sono ricordati nel cippo della piazzetta comunale a perenne ricordo del sangue, sofferenza e lacrime della disumana guerra.#7 · Thomas+
07 giugno 2007, 00:17 Salve sono appena andato a vivere a circa 3km di distanza dall’Aereoporto di Cameri.. quando ho affittato la casa, sapevo solo che di fronte avevo Malpensa, circa 5 km al di la del fiume.. ma visto che mia moglie lavora ad un centro commerciale che tra l’atro è ha circa metà strada tra la casa e l’Aereoporto Militare e l’affitto corrispondeva al miglio rapporto qualità/prezzo valutato estenuanti ricerche… ho scelto di andare a vivere in questo posto che agli occhi di qualcuno, oggi potrebbe significare una “scelta folle”. Io non so cosa succederà nei prossimi anni, ma lo posso immaginare, forse potrò rivivere quello che vivo in questi giorni, magari invece di pulire ogni giorno i balconi dallo strato di polverina nera, l’ho farò due volte al giorno, invece di svegliarmi grazie al rombo dei aereo cargo delle 5 del mattino, dopo che mi sono riaddormentato mi risveglierò col boato del F35 che supera la velocità del suono… ma chissà come sarà?! A questo punto penso comunque di riuscire ad adattarmi anche a questo nuovo ambiente artificiale, ma devo pensare anche a trarne dei benefici, quindi perché non far domanda di lavoro in questa nuova mega fabbrica e poi per il futuro, mettere al mondo dei figli e poi mandarli in accademia aeronautica in modo che imparino a guidare questi fantastici mezzi, che voleranno lontano per bombardare, distruggere annientare nemici invisibili come Mr. Billaden & C. un futuro così, solo per poter dire che le mie sofferenze sono state pienamente ripagate. Vi ricordate le fantastiche armi di distruzione di massa di Mr. Saddam? Ma il bellissimo JFS non fa parte di questa categoria o forse è meglio chiedersi che qui è un po’ tutto relativo, cioè dipende dai punti di vista, è come dire a un politico di sinistra sei in piazza grida No alla guerra, se sei in parlamento, Firma si per la guerra.. ma questi mega ragionamenti possono valere anche per il Mr. X che sta dall’atra parte, il nemico, colui contro il quale si vuole usare tutto l’armamentario che si sta costruendo e si costruirà, quindi magari domani alla Tv dirà che vuole la pace nel mondo e quando torna nel palazzo ordina di radere al suolo una piccola località del Italia settentrionale.. addio futuro posto di lavoro, addio prole… e dei sogni di gloria rimarrà solo polvere e cenere. In conclusione il vero sbaglio è pensare di essere diventati invincibili e che armandosi ancora di più si possa mantenere questo stato, ma purtroppo questo pensiero fa comodo al dio denaro e quindi diventa la strada più facile da perseguire baipartisan, non ci resta che rimanere in attesa finche qualcuno o qualcosa non sia in grado di mettere tutto seriamente in discussione.#8 · tuccio14
02 marzo 2008, 11:43 L'F-35 non è uno strumento di morte, o se lo è bisogna capire che è necessario se non vogliamo che gli strumenti di morte di qualche altro stato vengano a lanciarci qualcosa sulle teste, e non è bello, POSSO ASSICURARVELO. In occidente ci facciamo scrupoli per non provocare danni collaterali, se così non fosse avremmo già vinto sia in Irak che in Afghanistan, che sarebbero due bei parcheggi non custoditi, nel 2008. E senza neanche scomodare i missili balistici nucleari, l'arsenale di una portaerei basta per distruggere un paio di volte una città come Kabul, e, tanto per informarvi, gli USA di carriers ne hanno 11, più quelle inglesi, francesi ed italiane. Nel '45 un bombardamento di B-29 Stratofortess provocò 100.000 morti con armamento convenzionale, per inciso ad Hiroshima ce ne furono poco meno della cifra sovrastante. Quand'è che capirete che anche Stalin aveva un esercito (e meno male, il tedesco è una lingua che non mi piace...), e che chiunque vada al governo spenderà miliardi per gli armamenti? In Italia è anche conveniente, perchè, a differenza della spesa pubblica, abbiamo un'idustria nazionale della DIFESA che rende il finanziamento dei programmi militari addirittura produttivo in termini di PIL. Finmeccanica da sola contribuisce a quasi un punto di PIL, e questo perchè è del tutto privatizzata, fa ricerca di tasca propria, non campa sulle sovvenzioni statali ed ha un mercato estero fiorente, cosa che invece non si riscontra nell'industria sanitaria nostrana, che quando riceve appalti non fa altro che assorbire fondi, senza produrre nulla. Vi faccio un esempio: il JSF è un programma al quale l'Italia partecipa con una quota industriale ormai attestata sul 5% ed è in crescita, data la relativa libertà con la quale le industrie possono spartirsi fette del programma. Mettiamo conto che, ipoteticamente, un Lightning II venga venduto al prezzo unitario di 100mln di Euro. L'Italia ne finanzierà , tra le varie versioni e le varie FFAA, circa 140/150. Per ognuno di questi 5mln torneranno nelle casse dell'industria, che tramite le imposte ne rigirerà parte alle casse dello Stato. Dov'è il guadagno? Per il mercato estero è previsto un fabbisogno di 2500 macchine circa, ognuna delle quali frutterà 5mln a Finmeccanica e allo Stato. A conti fatti, e non mi riferisco ai calcoli approssimativi che vi ho illustrato, ci sarà un ritorno economico di 6 Euro per ogni Euro investito. Questo senza contare il know how tecnologico apportato e le migliaia di posti di lavoro diretti o indotti ad alto livello che si verranno a creare. Basti pensare che se ora sto scrivendo e voi potete leggere è perchè qualcuno alla CIA decise di finanziare una rete di TLC, che di lì a poco avrebbe dato vita ad internet. Ringraziamo l'industria militare anche per il cemento armato che costituisce le mura delle case dove VOI abitate, i cellulari ed il telefono che ANCHE VOI avete sempre in asca o nella borsa, la plastica che ha reso ANCHE A VOI la vita più facile, e l'elenco è ancora lungo... Spero sia chiaro perchè si preferisce INVESTIRE nella difesa piuttosto che SPENDERE per a cosa pubblica. Io sono convinto come voi che gli USA partoriscano una politica imperialista ed arrogante, ma dobbiamo capire che questo è il mondo reale, e se non lo fanno loro lo farà qualcun'altro, e a giudicare da chi ha sete di potere attualmente preferisco che sia uno stato almeno dichiaratamente democratico a farlo, che ha un'opinione pubblica ed un elettorato a cui dover rendere conto delle proprie azioni, o almeno preoccuparsi di raccontargli balle. Vi da tanto fastidio che gli USA facciano i padroni del mondo, ma ancora non vi sento protestare contro tutti i governi africani che appena hanno soldi da parte ci comprano armamenti, e la maggiorparte delle volte non dall'occidente ma dalla Russia e dalla Cina (gli AK47 Kalashnicov non li fabbrica la Beretta). Tanto ci pensa la FAO con i fondi dei cattivoni occidentali a darli le derrate alimentari... L'Italia, mettiamocelo in mente, nel secondo dopoguerra si è alleata con gli yankee, per fortuna, perchè ci hanno liberati, non dimentichiamolo, e per quanto Europeista io possa essere voglio anche citare il Piano Marshall, contribuente del miracolo economico italiano degli anni '60, e ricordare che chi ci ha parato i fondelli per tutta la Guerra Fredda è stata proprio la NATO con le sue basi in giro per l'Europa. Ma è ovvio, noi possiamo permetterci di sputare nel piatto perchè grazie a questo deterrente la guerra a casa nostra non ce l'ha portata nessuno. Se dovesse arrivare una bomba in casa vostra, e non ve lo auguro, non solo rimpiangerete il Lightning II, ma rimpiangerete anche di non averne avuti abbastanza, efficienti ed efficaci. Anche a me piacerebbe un mondo giusto dove nessuno mette i piedi sulla faccia degli altri, ma bisogna saper distinguere tra utopia e realtà . E' bello sognare e sperare, non smetterò mai di farlo, ma intanto non perdiamo il contatto con la realtà . Gli eserciti sono sempre esistiti, dall'alba dei tempi. Anche la Svizzera, tradizionalmente neutrale, ne ha uno, e anche bello potente, per quanto piccola sia. Sta lì a dire "non mi invadete, perchè se lo fate vi faccio a pezzi". Io anche voglio poterlo dire, e per farlo al, giorno d'oggi, servono aerei stelth che non sono bombardieri strategici o puri aerei d'attacco, ma faranno anche appoggio tattico, lavoro al quale attualmente assolve il Ghibli, concepito per rallentare le orde meccanizzate del Patto di Varsavia che avessero voluto invadere il nord-est. C'è un motivo per cui si chiama Ministero della Difesa, o no? E per chi ha commentato sopra, il G-91 è stato operato realmente dalle frecce, è una convinzione dei vari complottisti che si dipingono i gate guardian con la livrea del 313° solo per accomodare l'opinione pubblica.form di registrazione al sommario
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#1 · francescos80
16 maggio 2007, 21:16 son da anni un elettore di sinistra, partecipo anche attivamente con le iniziative della sinistra italiana…io vivo a novara..a 10km da cameri…tengo a precisare che nn ci sarà nessun impatto ambientale gravoso per il territorio…ricordiamoci che a 30 km sorge lo scalo civile internazionale di malpensa 2000….che di impatto sul territorio…credetemi nn è secondo a nessuno….quindi credo che questa argomentazione sia da evitare…poichè molto futile… Teniamo presente che questo progetto darà lavoro a migliaia di ragazzi ITALIANI..della zona e provenienti dal sud…perchè privarli di questa opportunità di lavoro in questo periodo di magra profonda e di estremo precariato?...per non parlare del risvolto economico positivo che creerà l’indotto….mense…edilizia…scuole…centri commerciali…infrastrutture…aziende di logistica…...A sto punto perchè nn chiudiamo l’alenia di torino caselle che realizza per l’italia il cacciaintercettore EFA?...perche nn chiudiamo l’aermacchi che realizza il velivolo utilizzato dalla nostra pattuglia acrobatica…LE FRECCE TRICOLORE...?il quale è un velivolo fiore all’occhiello dell’industria aeronautica italiana….Perchè nn chiudiamo l’augusta che fornisce i suoi elicotteri in quasi tutto il mondo e la beretta…che fornisce le sue armi a mezzo mondo?? cerchiamo di essere realisti!!!!....In ogni modo questo velivolo anche se nn sarà prodotto in italia…sarà lo stesso acquistato dall’italia stessa…dato che l’F35 sostituirà i nostri TORNADO dell’aeronautica militare…e sarà anche dato in dotazione alla marina militare per le nostre nuove portaaerei….