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Pdci,per Diliberto sinistra unita nella diversitÃ
Jacopo Matano, 27 aprile 2007, 19:11
Politica
Al quarto congresso dei Comunisti Italiani a Rimini, la relazione del segretario apre a Bertinotti e al socialismo. Un discorso che guarda al passato e non rimpiange le scelte fatte, ma che suggerisce l'unità della sinistra in una grande confederazione dove le differenze non siano fuse e confuse
Una falce e martello di otto metri di diametro, stampata sul logo del partito, campeggia sul palco di Rimini per il quarto congresso dei Comunisti Italiani. Il titolo: "Più forte l'unità della sinistra", e, in rosso, "Più forti i comunisti". Antistorico? Fuori moda? Forse, ma in fondo si tratta di un segnale, lanciato come un sasso nell'acqua del torrente inarrestabile del Partito Democratico: il passato non va seppellito in virtù di spinte centripete, e se la direzione è quella, noi comunque ne restiamo fuori.
Il riferimento alla storia caratterizza la prima parte della relazione introduttiva di Oliviero Diliberto, che esordisce al microfono subito dopo le note dell'Internazionale e l'Inno di Mameli. Il segretario strappa alla consuetudine e alla rivalità di sempre, ed il suo saluto più caloroso è per il Presidente della Camera Fausto Bertinotti, accolto da una standing ovation. Poi abbraccia da lontano anche Cossutta, grande assente, che da casa manda i suoi saluti ma dichiara di non rimpiangere la scelta dimissionaria di giugno scorso.
Infine inizia la sua relazione: "In una sinistra unita, più forte, più laica, ormai liberata da molte delle scorie del passato, bene, noi possiamo oggi riaffermare che eravamo, siamo e resteremo comunisti". Un passaggio sulla resistenza e sull'Italia del dopoguerra, un volo su Cuba ("que viva cuba"), e prima degli applausi per Gramsci l'affondo sulla situazione politica italiana, sempre partendo da un ricordo, legato a Rimini e a quello stesso palazzo dei Congressi: "nel 1991 già si ipotizzò una confederazione della sinistra, una soggettività politica plurale e unita. Ma il Pds rifiutò, perché si credeva che rifondazione avrebbe rappresentato una minoranza esigua. La storia ha dimostrato il contrario. Il Pds, poi, divenne Ds. Ed ora, perdendo anche la 's', che sta per sinistra, e non a caso, termina infine un travaglio lungo e faticoso, durato 16 anni appunto, che traghetta compagni con i quali molti di noi hanno trascorso un pezzo tutt'altro che banale della propria vita, addirittura oltre la sinistra."
"Oltre la sinistra", ovvero naufragando verso una "deriva moderata" che guarda al centro, ribaltando il vecchio assunto della Democrazia Cristiana del centro che guarda a sinistra. Questo il parere di Diliberto e del suo team (16 deputati, 4 senatori 2 europarlamentari ed un ministro) riguardo al Partito Democratico. Una nuova formazione alla quale rivolgono "sinceri auguri", ma che si conferma come un "approdo diverso da quello della sinistra, nonché diverso anche da quello dell'Ulivo originario, tanto caro ad Arturo Parisi". Il ministro della difesa annuisce, dalla platea, seduto accanto a Francesco Rutelli, Romano Prodi ed Enrico Boselli, tutti accolti calorosamente. Per i Ds è invece presente una piccola delegazione guidata da Andrea Orlando, giovane esponente di La Spezia, da poco eletto responsabile degli enti locali del partito: una presenza di "basso profilo" che, secondo le agenzie, avrebbe irritato non poco i dirigenti del Pdci.
Ma quali sono le prospettive per quell'1,3% dell'elettorato che vota Comunisti Italiani? Dove andrà a collocarsi il partito? "Noi pensiamo ad una forma confederale. Una soggettività politica nella quale ognuno continui ad essere sé stesso, una formula che non prevede né scomuniche né abiure. Perché dovremmo chiedere a noi di aderire ad una formazione socialista? E perché chiedere ai socialisti di diventare comunisti? Ogni aggettivo esclude l'altro, noi, che siamo orgogliosamente comunisti, proponiamo una nuova forma".
Uniti nella diversità sembra dunque essere il motto del Pdci: un ponte per la sinistra che rimane, la mano tesa a Bertinotti e ai socialisti accanto al pugno chiuso al Pd, per una confederazione che abbia come punto di incontro centrale "il lavoro ed i lavoratori, perché oggi il grande tema all'ordine del giorno è ancora il conflitto tra capitale e lavoro". Ma per lo Sdi è un'apertura che non convince: Boselli dichiara di aver apprezzato il discorso del segretario dei Comunisti Italiani ma esprime seri dubbi sulla possibilità di una comunione operativa, oltre che di intenti: "la relazione di Diliberto dimostra che anche in Italia, come in tutta Europa, ci siano sinistre diverse, una socialista e una comunista: è un po'difficile che si riesca a metterle insieme".
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#2 · comunistaitaliano
28 aprile 2007, 11:17 ha ragione armandino. Sarebbe stato meglio se si fosse dato il giusto risalto al fatto che Bertinotti, per la prima volta presente al nostro congresso, sia stato accolto calorosamente e in alcuni passaggi chiave della relazione di Oliviero, annuiva non per cortesia. Secondo me, al di là della ‘sordina’ che si mette generalmente al congresso del PdCI, l’EVENTO della costruzione possibile della confederazione della sinistra, con questa assise trovi il primo punto di partenza VERO e non propagandistico.#3 · luigi
28 aprile 2007, 16:09 Io spero che si riesca ad unire la sinistra, ma per unire bisogna mettere in comune qualcosa. Qui sembra che tutti vogliano unire rimanendo divisi, perchè le tradizioni sono importanti e le sinistre sono tante. E i discorsi degli altri sono sempre un passo in avanti, ma mai del tutto condivisibili (vedi la reazione di Boselli). Per fortuna c‘è Bertinotti che ogni tanto annuisce al discorso di Diliberto…e avanti verso la confederazione, ma che cos‘è e come si prenderanno poi le decisioni in una confederazione? Alto Mare.#4 · giovanecomunista
28 aprile 2007, 16:28 allora,devo dire innanzitutto che sono felice che boselli non voglia aderire e che,invece,cento dei verdi abbia dato disponibilità...poi,m ha fatto piacere,che diliberto(è vero,nn so precisamente,ma ha + del 2%,c.ca 900.000 voti diceva la Palermi,se nn ric male)abbia finalmente disseppellito l’ascia di guerra ed accolto con toni calorosi bertinotti,xk una divisione dei comunisti nn può che nuocerci…infine ho apprezzato l’orgoglio di essere e restare comunisti#5 · Roberto Pereira
28 aprile 2007, 19:24 La democrazia e ancora imperfetta però, come posso costattare ce posto per tutti a sentire il compagno Diliberto. Ho sentito dire che ha anche urlato “VIVA CUBA” e mi sono chiesto Quale? Quella del regime?quella che vedono i turisti?Quella che fanno vedere ai compagni “Amici” del regime”?o magari quella del cubano della strada?Beh,una bella incognita,no?Ho anche sentito che hanno fischiato a Bertinotti il giorno della Liberazione-al quale va il mio profondo dispiacere per questo fatto e tutto il mio rispetto per il ruolo dificile che svolge. Ma il compagno Diliberto sa dov’e Cuba? Cuba ti aspetta diceva uno dei primi slogan turistici usati per fare gola ai primi turisti arrivati all’isola mentre caddeva giù il muro di Berlino, i cubani poco dopo con l’ronia dramatica che gli contradistingue dicevaono “QUELLO CHE TI ASPETTA A CUBA”. Ma come in ogni cosa Cuba di cuba ce ne sono migliaia e altre cose…….. Cosa sa la maggioranza dei sostenitori di Fidel Castro di cosa significa vivere a cuba? Poco molto poco, queste piccole storie di vita vissuta a cuba, ritagli di un’esistenza disperata fatta di fame e paura, paura del governo e paura del futuro. Cuba è anche questo e molto peggio di questo. Cuba è colori, caldo, mare e poi una pattuglia della polizia che sbuca da un angolo, con dentro dei tipacci che ti urlano di avvicinarti senza nemmeno scendere dal mezzo, mentre la cubana che è con tè trema dalla paura perché sa che il solo fatto di essere con uno straniero la potrebbe cacciare nei guai, e guai grossi, come accadde ad una bella signora che fu accusata di prostituzione solo perché si trovava seduta su una panchina di una piazza frequentata da prostitute, non fu creduta dai poliziotti che la arrestarono. La donna a dimostrazione di come è difficile far valere i propri diritti a Cuba lavorava per un ministero dello stesso governo e nonostante questo non fù creduta e venne rinchiusa in una cella dove rimase quasi una settimana senza che i suoi parenti fossereo stati avvisati dell’arresto. Cuba è fame risolta con le tortille di riso e cocco a pochi centesimi di pesos, è stare tutti su un letto ad aspettare che l’auto del turista cubano americano venga a prendersi la sorella per permettere a tutta la famiglia di mangiare un pollo e di comprare qualche birra. Cuba è il figlio in down di coca che picchia la madre alcolizzata e gli ficca con violenza la testa nel cesso, è poi la corsa in ospedale col sangue che bagna le pezze avvolte nella testa, su un taxi che non può essere pagato. Cuba è l’ospedale, quello vero per i cubani, fetido di pipì al piano di sotto dove i cessi sono attaccati alla sala d’attesa, e il figlio che piange e tira pugni alla parete mentre medicano la madre. Cuba è un piccolo uomo ancora ubriaco con un braccio appena ingessato e un occhio nero, col poliziotto che lo tiene sottocontrollo perché dopo lo deve portare in cella. Cuba è un taxi che porta a casa la famiglia, e poi manca un dollaro, l’ultimo per pagare il taxi. E tutti salgono a casa tranne la sorella del tuo amico che con fa un lavoretto al tassista in cambio di quel dollaro, e dopo il fratello và giù a sbirciare e torna divertito raccontando che giù in quell’auto stanno girando un film porno. Cuba è una pattuglia della polizia che in un angolo buio ascolta musica ad alto volume avvolta nel fumo dell’erba appena sequestrata. Cuba sono i cartelli che inneggiano la rivoluzione fatti dagli alunni delle scuole che nessuno legge ormai. Cuba è la vecchia che per farti pena e farsi regalare qualche dollaro si scopre la pancia e ti fa vedere la busta applicata al ventre dove si raccolgono le feci nel mezzo di un mercatino per turisti.. Cuba è le ragazzine che al ritorno da scuola cercano passaggi dai turisti per fare qualche dollaro. Cuba è la ragazza che si prostituisce in cambio di un albero di natale di plastica da tre dollari, con uno che potrebbe essere suo nonno. Cuba è la triste rassegnazione che mai cambierà niente, e il folle sogno che cambierà tutto. Cuba è il tassista che ti mostra le banconote che sta mettendo da parte per scappare dall’isola. Cuba è l’aria appestata dai motori di trattore montati nei cofani delle Cadillac. Cuba è famiglie intere che vivono con 8 dollari al mese, è l’ingegnere che non ha i soldi per comprare i calzini e il sorriso di un vecchio al quale regali una vecchia camicia. Cuba è la sincera solidarietà tra disperati. Cuba è la festa dei 15 anni con la festeggiata incinta. Cuba è la colonna di auto di fidel che passa sgommando. Cuba è due mercedes nere con la stessa targa dove in verità fidel non si trova. Cuba è caldo reso insopportabile dalla fame. Cuba è il benzinaio che a casa vende la benzina rubata al lavoro come se fosse vino buono. Cuba è il poliziotto che ti chiede 10 dollari per il compleanno della figlia. Cuba è il pentolino d’olio fritto e rifritto da usare ancora finché si secca. Cuba è la ragazzina appena arrivata dal paesino che in mano alle amiche esperte viene consegnata ad un anziano turista tedesco. Cuba è la ragazza in discoteca che dice che gli piaci e che se in serata non trova nessuno che gli offra 40 dollari verrà con te. Cuba è Jose Marti che nessuno ti sa dire esattamente chi era, qualcuno scherzando dice un ubriacone che morì cadendo da cavallo ubriaco. Cuba è scoprire che la sorella, il fratello e la mamma della tua donna si erano conosciuti tre giorni prima che si presentassero. Cuba è la paura di nominare fidel. Cuba è la disperazione della madre col bimbo in braccio con la dissenteria che non ha il denaro per la medicina al mercato nero. Cuba è che in ospedale è finita l’anestesia del dentista. Cuba è che se hai la foto di fidel attaccata al muro tutti ti temono perchè potresti essere un idiota pericoloso. Cuba è che tutti sanno ma nessuno dice. Cuba è l’intellettuale che si è venduto l’intelletto in cambio di una casa o un’auto. Cuba è che non si vede ma si muore mentre gli altri continuano a ballare e bere Ron, per l’aids, che ha riempito i centri di “ricovero” da dove non si esce che morti. Cuba è l’appagon, la mancanza di elettricità che ferma i ventilatori e finalmente fa calare il silenzio della propaganda politica in televisione. Cuba è centinaia di malati di febbre emorragica, punti dalla zanzara del dengue, ma il governo dice che è tutto sotto controllo. Cuba è la madre che ha una bambina in braccio e già sogna uno straniero che la porti via da quell’inferno. Cuba è che dobbiamo combattere tutta la vita contro gli imperialisti che ci stanno per attaccare, ma tutti aspettano questo attacco con la speranza che li liberi. E tutti dicono che nessuno li aiuterà mai. Cuba è il capodanno al buio e sotto la pioggia, nella campagna a mangiare un maiale mal cucinato in una buca nel terreno. Cuba è che quando Raul Castro sarà il nuovo dittatore si vivrà peggio. Cuba sono i figli dei pezzi grossi che neanche ti degnano di uno sguardo. Cuba è la tessera magnetica che concede piscine e centri di benessere ai dirigenti delle grandi imprese. Cuba è una malta fredda da bere mentre guardi il mare. Le rose hanno anche le spine e pure il sole ha le macchie.#6 · giovanecomunista
29 aprile 2007, 20:46 cuba è UN GRANDE PAESE,NN PERFETTO,MA GRANDE,CHE HA I + ALTI LIVELLI DI LAUREATI DEL SUDAMERICA,IL MIGLIORE SERVIZIO SANITARIOE LA MIGLIORE FORMA D’ISTRUZIONE...chi nn capisce qst dovrebbe avere la decenza d nn definirsi d sinistra#7 · Leftist
01 maggio 2007, 23:59 E’ una forma di disonestà estrema questa specie di canto funebre su Cuba. Ed è rivoltante. Perché in realtà andrebbe riferito a qualunque paese, per esempio africano, ridotto alla miseria e distrutto dal ricatto del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, cioè a dire dagli USA. All’Argentina, quarto paese esportatore di derrate alimentari al mondo, in cui, prima di Kirchner, in cui i bambini morivano di fame e che è stato depredato e ridotto in bancarotta per essere stato l’allievo modello del Fondo monetario . Ai paesi dell’Africa in cui intere generazioni vengono falcidiate dall’AIDS, ma a cui non viene concesso l’uso ai farmaci, perché il loro costo è inaccessibile.Nella democratica America , patria della libertà, meno della metà dei cittadini ha una copertura sanitaria,il che vuol dire che se ti ammali e non hai assicurazione, sei finito. E’ la democrazia baby. La democrazia americana è lavorare ma rimanere povero. Ma questa grande democrazia si arroga il diritto di mantenere uin embargo più che quarantennale su Cuba, imitata dai miserabili servi europei.La libertà è organizzare una scuola – la Scuola della Americhe – in cui addestrare torturatori e assassini- come il maggiore D’Aubuisson l’assassino di Monsignor Romero – che in cetro e sud america hanno mandato sotto tre metri di terra, sindacalisti, preti, suore , contadini, giornalisti e chiunque avesse l’ardire di opporsi alla condizione di semi-schiavitù in cui sono tenuti i contadini indios. I generali arigentini che in tre anni hanno spazzato via una generazione. Il criminale Pinochet, il traditore,il ladro, l’assassino, il governante modello degli americani e loro fantoccio. La libertà è ricevere 41 proiettili in corpo solo perché sei un nero a New York (Amadou Jallo). La libertà per Cuba forse è tornare ad essere il bordello galleggiante degli americani con pochi ricchissimi e un popolo di schiavi. Qualcuno in America latina vuole rimanere con la schiena dritta, vuole lottare per la dignità e la libertà del suo popolo esattamente come fa Hugo Chavez e come Fidel Castro#8 · Marcello Marani
07 maggio 2007, 09:30 A questo punto ariecco il “Sostiene Pereira” delle c.zz.te. Perchè:“Aripijate li carzoni, ma a queste non ce credo neppure io. Se fosse vero solo un quarto del fango che sparge, ma sai che nuova rivoluzione avrebbe fatto un popolo fiero ciome quello cubano, che ne ha fatta già una per liberarsi appunto da Batista. Credo che ci sia bene anche in Italia qualcuno in grado di rispondere a questo provocatore, che pensa di essere capitato in un sito di mentecatti, pronti a bersi le più incredibili assurdità, che non riesco neppure denominare calunnie, dato che sono, appunto, assolutamente improponibili ed incredibili a chi, anche avversario del castrismo, abbia appena appena un briciolo di acume. Per questo appena si presenta con le sue elencazioni di delitti e malefatte cubane, tratte dal Reader’s Digest, dobbiamo chiedergli in coro: “Ma chi ti paga?”, aggiungendo: “Ma vallo a raccontare a destra, dove stanno tutti in attesa per crederti, dato che non aspettano altro.” E se poi uno risponde, dopo avere civilmente cercato di imbastire a un dialogo, a pernacchie e mal parole, è un terrorista o si tratta solo di legittima difesa dagli untori cialtroni? www.iltravaglio.itform di registrazione al sommario
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#1 · armandino
28 aprile 2007, 08:10 Il PdCI ha il 2,3 per cento non l’1,3. Infatti ha superato lo sbarramento elettorale eleggendo 16 deputati. Al Senato invece, insieme ai Verdi ha raggiunto il 4,3 eleggendo 11 senatori. Sei male informato caro Matano