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Un errore irreversibile
Carlo Leoni*, 20 aprile 2007, 20:15
Congresso Ds
L'Italia non può essere priva di una grande forza di sinistra che sia connessa al socialismo europeo. Una necessità a cui il Partito Democratico non potrà risponedere, ma che rappresenta invece il riferimento politico della mozione Mussi
Saremo a Firenze per il IV Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra. Ci saremo, noi delegati della mozione "A sinistra per il socialismo europeo" innanzitutto in segno di rispetto nei confronti dei dirigenti, dei militanti e degli iscritti al partito.
E' la comunità di donne e di uomini dentro la quale abbiamo vissuto per molti anni, con la quale abbiamo condiviso vittorie importanti e momenti critici. Una comunità alla quale abbiamo cercato di dare un contributo ma, soprattutto, dalla quale molto abbiamo ricevuto.
Saremo a Firenze, poi, per dare conto ai delegati eletti dai congressi, agli invitati e all'opinione pubblica delle conseguenze politiche che la Sinistra DS intende trarre dall'esito di un Congresso che ha registrato un ampio consenso alla proposta del segretario di dare vita ad un nuovo partito.
Avevamo chiesto alla maggioranza del partito di prendere una pausa, di fermare il processo di costituzione del Partito Democratico, di riflettere. Tutti insieme.
Ma nel momento in cui si decide non solo di andare avanti, ma di accelerare i tempi della messa in campo del nuovo soggetto, si apre allora di fronte a tutti noi una nuova prospettiva.
La nostra contrarietà al progetto del PD è nota, e non da oggi. Non siamo perplessi o inquieti solo dal modo in cui sta nascendo: i nodi politici fondamentali tuttora elusi ed irrisolti, la fase costituente annunciata così vicina e rapida da far prefigurare l'impossibilità di avviare un vero processo di approfondimento e condivisione, l'incertezza e la confusione sul profilo identitario di quello che -comunque- sarà un partito... e la ridda, quotidiana, di interventi, suggerimenti, decisioni -tutte a mezzo stampa- che danno un quadro sempre più caotico di quello che sarà il progetto politico e la vita democratica interna del Partito Democratico...
Naturalmente, giacché il partito Democratico si farà, io mi auguro che sia una forza più aperta, più inclusiva, più partecipata.
E me lo auguro per quell'urgente bisogno di rinnovamento che solo chi pensa alla politica come "tecnologia della gestione del potere" può considerare cosa da poco. Credo fermamente alla necessità di una riforma radicale dei partiti politici, diventati ormai sempre meno rappresentativi e democratici, ma al tempo stesso sempre più invadenti nella sfera civile e amministrativa. Per questo, nonostante lo scetticismo che in me permane, voglio sperare che il PD -al pari di tutti gli altri soggetti politici- realizzi una vera innovazione della politica. Ne trarrebbe giovamento la democrazia italiana.
Ma la nostra proposta politica non si limita certo all'auspicio di un Partito Democratico più "democratico". La netta contrarietà alla proposta del segretario si articolava, nella nostra mozione, fondamentalmente su tre punti. Avevamo detto: 1) l'Italia non può essere l'unico paese Europeo privo di una grande forza della sinistra di governo; 2) nell'epoca della globalizzazione e dell'integrazione europea non è immaginabile abbandonare il campo del socialismo europeo; 3) i DS, invece di fondersi con la Margherita -che deve rimanere in ogni caso un solido alleato- avrebbero dovuto mettersi al centro di un processo di coraggioso rinnovamento, di revisione politica e soprattutto culturale, volto a realizzare una nuova e più grande forza unitaria della sinistra italiana, approfittando, in questo processo unitario, della contingenza che vede TUTTA la sinistra partecipe all'esperienza di governo e riconoscendo il fatto che la frammentazione della sinistra è una delle cause principali della crisi italiana.
Questo è il cuore politico della mozione che abbiamo sostenuto.
Prendiamo atto dell'esito assolutamente legittimo del congresso, dei suoi risultati numerici. Ma rimaniamo convinti che quello che si sta per compiere sia un errore, uno di quegli errori dai quali sarà poi impossibile tornare indietro.
Con il Congresso di Firenze si conclude l'esperienza politica autonoma del partito dei Democratici di Sinistra.
Poco importa se poi, dal punto di vista meramente formale, i Ds come tali sopravvivranno ancora qualche mese.
Dal 22 aprile inizia il lavoro per costruire un altro partito. Il processo costituente non è una serie di tavole rotonde o dibattiti accademici volti a verificare e a discettare su come vanno le cose. E', come dicono tutti i dirigenti dei DS che credono in questo processo, l'immediata costituzione in ogni Comune di un comitato promotore del PD, che dovrà lanciare gruppi dirigenti, campagne di adesione, aprire il tesseramento. Ad un altro partito. Un altro partito, al quale aderirà ovviamente chi crede in quel progetto.
Non c'è dubbio che per me e per altri sarebbe più comodo e rassicurante scegliere di dire "vado con la mia gente, anche se la direzione è sbagliata": ha il sapore di un vecchio e triste slogan comunista, quel "meglio sbagliare con il partito che avere ragione fuori dal partito".
Sarebbe più rassicurante, magari: ma non sarebbe la scelta politica più giusta, la collocazione politica più utile.
La nascita del PD (con la conseguente scomparsa dei DS) lascia un vuoto a sinistra, uno spazio politico che le attuali formazioni politiche della sinistra, nella loro configurazione odierna, non possono certo rappresentare. I passi che si stanno muovendo sono interessanti: la "costituente socialista" proposta da Boselli, le aperture della "sinistra europea" di Giordano... interessanti, appunto, ma ancora inadeguati, perché la domanda politica che dobbiamo aver il coraggio di porre è quella di una nuova formazione di tutta la sinistra italiana. Non solo di un allargamento delle organizzazioni ora esistenti.
Cerchiamo di immaginare il centrosinistra di domani: un PD non autosufficiente e, alla sua sinistra, la stessa attuale frammentazione. Non dovrebbe volerlo nessuno, io credo, neanche chi oggi crede e si impegna per la nascita del PD.
A cosa servirebbe allora -e a chi, se non ad un gruppo ristretto preoccupato solo della propria autotutela- trascinarci in una esperienza non voluta, che non sentiamo nostra, per confinarci poi in una riserva sterile? Impegnati magari solo a contrastare, rallentare, criticare, cercare di rallentare... cosa dovrebbero fare concretamente, giorno per giorno, coloro che nelle sezioni sono stati e sono contrari a questa esperienza, mentre lavorano i comitati promotori del PD? Farebbero davvero una poco appassionante opera di interdizione.
Meglio è per tutto il centrosinistra che noi, le compagne e i compagni dei DS che hanno sostenuto altre posizioni politiche, ci impegniamo in qualcosa che ci convince di più. Che ci motiva e ci appassiona di più: perché è più utile a tutti. Metterci dunque al lavoro per creare una nuova formazione della sinistra italiana, dove sinistra significhi soprattutto rappresentanza del mondo del lavoro, parte integrante del socialismo europeo. Alleata e amica del futuro partito democratico.
Non pensiamo certo di dar vita ad un altro "partitino", ma ad un movimento politico organizzato che abbia la missione di superare se stesso, in una casa più grande di tutta la sinistra italiana. Una casa, non una semplice federazione.
E' difficile? Sì, è difficile. Ma vogliamo provarci. Per questo saremo a Firenze. Per spiegare -con l'unico intervento a nome della nostra area di Fabio Mussi- le ragioni della nostra scelta.
Proporremo alle delegate e ai delegati della nostra mozione, che si riuniranno mercoledì sera, di non partecipare agli organismi dirigenti del partito, né alle commissioni congressuali: una scelta di ovvia coerenza verso quanto diciamo e, soprattutto, di rispetto verso la strada che altre compagne e compagni stanno intraprendendo.
Se vogliamo un confronto politico maturo tra di noi, non ha senso usare la parola "scissione". Ci si scinde da un partito che rimane, che continua a far politica; non da qualcosa che "cessa la sua attività", come sembra reciti il dispositivo comune che DS e Margherita dovranno votare alla conclusione dei congressi.
Si apriranno, per ciò che erano i Democratici di Sinistra, due fasi costituenti. Tutti combattiamo per l'impresa comune del centrosinistra italiano. Questo impegno comune si vedrà già nelle imminenti elezioni amministrative.
Vale davvero la pena di guardare con civiltà e in modo moderno alle scelte che ognuno di noi si appresta a fare.
Io, l'ho detto, non credo nella strada che la maggioranza dei DS ha deciso di percorrere. Ma guarderò sempre con rispetto all'impegno che gli iscritti, i militanti, i dirigenti ci metteranno: so che lo faranno con passione e generosità.
Chiedo analogo rispetto per le compagne e i compagni che si metteranno in cammino su un altro sentiero -anch'esso non privo di incognite- ma necessario.
Necessario per non disperdere forze, per tenere aperta una prospettiva dignitosa alla sinistra, per rendere ancora più forte il centrosinistra italiano.
*Vicepresidente Camera dei deputati
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#3 · Claudio
17 aprile 2007, 20:08 Spero veramente che nasca un movimento unitario di sinistra, che attualmente così frammentata è perdente. Bisogna superare le logiche di interesse dei singoli partiti e guardare all’interesse collettivo con attenzione alle tematiche proprie della sinistra: lavoro, pace, ambiente, tutela dei diritti, superamento delle diseguaglianze, radicale trasformazione della società.#5 · tongar
17 aprile 2007, 20:40 Son d’accordo sulla linea di condotto che propone Leoni.Dico anchio che non si debba fare un nuovo “partitino” tuttavia in questa fase delicata penso che si debba mantenere ben compatta la forza e l’identità della sinistra DS.Sarebbe errato disperdere in questo momento energie vitali in questioni di sigle o nomi:inizialmente dobbiamo continuare a chiamarci Democratici di Sinistra, perchè tali siamo. Sono i neo-PiDini che non lo sono più.Poi, con questa sigla e questa identità dal 22 Aprile si dovrebbe iniziare il cammino verso una prospettiva di unità di tutta la sinistra, (casa o federazione dipenderà dai risultati) discutendo e confrontandoci sui valori che più ci accomunano,come quelli del socialismo, ripudio della guerra, difesa del pianeta dalla catastrofe ambientale,laicità dello stato,revisione degli accordi Italia-Usa sulle basi militari, sistema di lavoro precario Stato sociale ecc… Dopo il congresso non si dovrebbe cadere nell’errore della discussione eterna tra i vertici a mezzo stampa o altro, ma coinvolgere immediatamente tutti, a partire da quel 50% di iscritti che non hanno partecipato ai 6800 congressi di base. tantus saludus#6 · giovanecomunista
17 aprile 2007, 20:44 sono d’accordo con voi…pongo un solo problema:la collocazione europea.nella sinistra europea,infatti,ci sono numerose forze socialiste di sinistra,come quella salvi-mussi,mentre nel pse di queste forze(e perciò tantomeno di forze comuniste)nn ce ne sono…voi mussiani che cosa proponete?vebite nella se?o volete fare una semplice federazione?rispondete grazie…cmq credo che il nome sia partito del lavoro o dei lavoratori#7 · TEO
17 aprile 2007, 21:15 Volendo rispondere al giovane comunista, credo che all’interno del soggetto unitario della sinistra italiana ognuno manterrà (almeno all’inizio) la propria appartenenza a livello europeo. Per me non ci sarebbero problemi se mi proponessero di entrare nella Sinistra Europea, soprattutto se il PSE si trasforma in PDE. Inoltre riguardo alla questione del nome del soggetto, non sarei tanto d’accordo nel chiamarlo “Partito dei Lavoratori”, in quanto non si sentirebbero rappresentati i disoccupati, gli studenti, i precari, i pensionati… il che porterebbe gli avversari a fare molta satira su di noi. Subito dopo la nascita di “Sinistra Democratica – Per il Socialismo Europeo” di Mussi, si deve dar vita ad un Partito della Sinistra Unita (Psu).#9 · Mescalero
17 aprile 2007, 22:00 Sinistra democratica è un bel nome e credo sia quello giusto per il nostro movimento. Giustamente, come dice Teo, all’inizio dovremmo mettere in cantiere un’unità di azione politica, prescindendo dalla collocazione europea, tra le forze della sinistra con l’obiettivo di raccogliere il massimo del consenso, fare massa critica come dice Bertinotti. Si avvierà nel contempo un processo di elaborazione culturale e politica con l’obiettivo di costruire una forza unitaria della sinistra. Teniamo presente il processo di costituzione della Linke in Germania: non è che si sono impiccati sulla collocazione europea. Ognuno manterrà per il momento la sua. Poi mi sembra che la Sinistra europea sia un passaggio di una elaborazione più approfondita che darà i suoi frutti. Comunque, compagno giovanecomunista, siamo destinati all’unità e riunificare la sinistra italiana mi pare sia un obiettivo entusiasmente a cui lavorare no? Hasta la victoria siempre#10 · salvatore insalaco
17 aprile 2007, 22:59 Tutto è stato ormai deciso. Nascerà il Partito Democratico e sparirà per sempre una grande forza politica di sinistra che affondava le proprie radici nella cultura italiana e nei valori del più moderno socialismo europeo. Personalmente, sia pure a malincuore, ho sempre appoggiato le svolte di un partito di cui ho fatto parte, ininterrottamente, da quando avevo quattordici anni. I cambiamenti e gli adeguamenti teorici prodotti non avevano in passato reciso completamente i legami, con la propria storia. Oggi invece, si effettua una svolta definitiva senza ritorno e con connotazioni, a voler essere generosi, confuse. Il manifesto del nuovo partito democratico, dovendo abbandonare i propri padri storici, ne cerca altri “ più nuovi, più moderni, più riformisti”. E così, dopo le improbabili radici cristiane (e perchè non anche giudaiche e islamiche?) e quelle illuministiche inserisce, nel pantheon del nascente Partito Democratico, anche Bettino Craxi. Va bene che ogni processo di maturazione porta con se, forse necessariamente, l’uccisione metaforica dei propri padri, ma non pensavo che Fassino giungesse a tanto; non pensavo che un personaggio come Bettino, responsabile della sparizione, del glorioso PSI a causa delle tangenti dell’epoca della “Milano da bere”, delle “nane e ballerine” e dello sperpero di denaro pubblico, potesse prendere il posto di Berlinguer e averlo come maestro e guida del proprio cammino politico. E’ davvero troppo.#12 · TEO
18 aprile 2007, 01:09 Una cosa però la vorrei aggiungere: finalmente posso tornare liberamente a cantare l’Internazionale socialista assieme ai compagni, cosa che nei DS non era affatto vietato, ma quando lo facevi ti guardavano come se fossi un extraterrestre. La dimostrazione l’ha ampiamente data Fassino al congresso dello Sdi. Infatti il nostro caro segretario, che tanto ci tiene all’ingresso del PD nel PSE, ha aspettato che terminasse l’inno socialista per entrare nella sala “rossa” del congresso… questo la dice lunga!#13 · Meuricof
18 aprile 2007, 02:01 Vorrei consigliare ai fautori del Partito Democratico la visita dei siti web di PSF, Labour Party e SPD tanto per riflettere sulla sconcertante mancanza di radici e di riferimenti ideali, e non tanto ideologici, del futuro PD. Ogni partito riporta orgogliosamente la sua secolare storia: il PSF con Blum, Jaures, Mitterand, Delors; il L.P. con MacDonald,Attlee,Wilson; SPD con Marx (sì proprio Karl) Bernstein, Kautski, Rosa Luxemburg, Brandt, Schmidt, ecc. Sono illustrate le loro lotte e i loro valori che rappresentano, insieme, passato e futuro. Il PD nasce senza invece senza quella memoria storica che dà spinta e linfa a programmi e militanti, nasce esangue come accordo di potere tra vertici DS e Margherita.#14 · celeste
18 aprile 2007, 02:48 E’ iniziata una nuova primavera di passioni ed impegno che porteranno a far nascere una vera sinistra democratica a difesa del mondo del lavoro dei giovani e della difesa della laicità dello stato senza aver paura di pestare quei piedi che si interpongono all’ evoluzione della società civile di questo nostro paese#15 · Baalarm
18 aprile 2007, 08:29 Tanto per scrivere la mia, senza, dunque prendermi troppo sul serio, mi piacerebbe che il nuovo “movimento” (parlare di partito mi pare prematuro) a sinistra del PD si chiamasse Democrazia Socialista oppure, per dargli un “respiro” più ampio, Democrazia Progressista. Ma, come ho già scritto, il mio è solo un gioco!#16 · Fabio Vander
18 aprile 2007, 08:30 Partito della Sinistra Unita va bene, perché ricomprende tutti: comunisti, socialisti, azionisti, movimenti, ambientalisti, ecc. Sinistra Democratica non va assolutamente bene, perché dice solo una parte: repubblicani, azionisti di destra, liberalsocialisti, ecc. Brava gente,ma non è tutto, né la maggioranza della sinistra italiana.#17 · incazzatorosso
18 aprile 2007, 08:52 Sono meno incazzato. A sinistra qualcosa di nuovo per governare l’Italia. Prima regola: l’onestà morale ed intellettuale. Vedrete che poi le cose vengono meglio dopo…Avanti!#18 · Alberto
18 aprile 2007, 09:28 Dedicata a chi vuole lasciarsi alle spalle la propria storia: “Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore. Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d’altare, dai borghi abbandonati sugli Appennini o le Prealpi, dove sono vissuti i fratelli. Giro per la Tuscolana come un pazzo, per l’Appia come un cane senza padrone. O guardo i crepuscoli, le mattine su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo, come i primi atti della Dopostoria, cui io assisto, per privilegio d’anagrafe, dall’orlo estremo di qualche età sepolta. Mostruoso è chi è nato dalle viscere di una donna morta. E io, feto adulto, mi aggiro più moderno di ogni moderno a cercare fratelli che non sono più.” P. P. Pasolini#22 · Massimo Mazzer
18 aprile 2007, 13:34 La dirigenza, il nome, la collocazione internazionale e il simbolo hanno sicuramente la loro importanza ma l’ultima cosa che dovremmo fare e’ ripetere lo stesso errore che stanno facendo i promotori del partito democratico: costituire un partito prima di cominciare a discutere di valori, progetti e strategie. Lasciamo stare, per il momento, le questioni logistiche e di immagine e concentriamoci sui contenuti. La richiesta a gran voce di un nuovo grande partito della sinistra che molti di noi stanno facendo nasce proprio da questa esigenza. Non appena ci mettiamo a discutere seriamente di quali sono i nostri valori e di come vogliamo tradurli in progetti e strategie non possiamo non accorgerci che gli attuali steccati fra partiti e organizzazioni della sinistra sono perlopiu’ anacronistici e gravemente ingombranti. Perche’ il progetto di una sinistra unita e forte possa avere successo dobbiamo tutti insieme fare un salto di qualita’ che ci permetta di uscire dal ghetto politico entro cui la sinistra italiana e’ stata costretta. Dobbiamo finalmente rispondere al ricatto di chi ci impone determinate scelte forzando il nostro senso di responsabilita’ di fronte alla minaccia di un ritorno della destra al governo. Dobbiamo rispondere prendendo l’iniziativa e dettando la nostra agenda. Se lo sapremo fare, il consenso non tardera’ certo a materializzarsi indipendentemente da come ci vogliamo chiamare. Se abbiamo le idee chiare la gente voterebbe per noi anche se ci chiamassimo “pasta e fagioli”. Di contro, io per primo farei fatica a riconoscermi in una qualsiasi Sinistra Democratica, Progressista, Unita, Socialista, Verde (chi piu’ ne ha piu’ ne metta) che sia l’ennesima incarnazione politica dei famosi capponi di manzoniana memoria.#23 · porrini
18 aprile 2007, 14:24 Sciogliere il più grande partito della sinistra erede della storia dell’antifascismo, della Resistenza dei gloriosi padri costituenti, del PCI e del PSI in un Paese ove è tuttora presente l’ideologia fascista è un pericolo per la nostra giovane ed “immatura” democrazia che necessita invece di un forte partito della sinistra saldamente ancorato ai valori del socialismo.#24 · GIO
18 aprile 2007, 15:19 Molti militanti e persino dirigenti dei DS che hanno votato la mozione Fassino hanno in realtà molti dubbi. Quando il nuovo PD si materializzerà senza aderire direttamente al PSE, quando emergeranno le contraddizioni e le posizioni clericali…beh, ne vedremo delle belle. Andiamo avanti per costruire una federazione della sinistra laica, socialista, europea, aperta a PRC, PDCI, Verdi, SDI, Radicali..chiediamo che le nuove generazioni possano entrare e prendere in mano il proprio futuro. Insieme al futuro PD potremo governare e innovare il paese. che nome dare? mi sembra secondario, chiediamo ai gruppi dirigenti dei vari partiti un atto vero di coraggio, il paese ne ha bisogno! Un grazie a Mussi e Angius per non essersi lasciati schiacciare da un operazione di potere! Presto un assemblea di popolo, di donne e giovani per una rinnovata unità della Sinistra. I gruppi dirigenti dei DS, le lobby di potere stanno scricchiolando, hanno paura..Comincio a divertirmi!!! Io resto nei DS fino all’ultimo, devono cacciarmi fuori loro!#25 · Paolo
18 aprile 2007, 15:37 NEI PARLAMENTI C’E’ IL QUARTO PARTITO CHE HA 42 DEPUTATI 27 SENATORI MENO TURIGLIATTO SONO26.NEL P.R.C SONO ENTRATI FOLENA,FALOMI SENZA ASPETTARE,ORA ATTENDIAMO MUSSI E COMPAGNI,IN EUROPA C’E‘IL GRUPPA COMUNISTA COMPOSTO DA 46 ELETTI IN QUASI TUTTE LE NAZIONI SELLìEUROPA,SI PUO CANTARE L’INTERNAZIONALE E BANDIERA ROSSA,#27 · Guido Allegrezza
18 aprile 2007, 16:15 Esprimo grande apprezzamento per questo manifesto segno di “signorilità” del tratto comportamentale, che mantiene grande apertura nei confronti di chi fa una scelta che, comunque, non si condivide anche se di maggioranza Apprezzo molto l’idea di formare un nuovo partito. Nuovo partito non deve però significare un altro partito, uguale nelle forme e nelle modalità a quelli che già esistono, altrimenti basterebbe rivolgersi alle formazioni “sorelle” che già esistono, nelle quali sarebbe facile trovare albergo. Nuovo partito se deve essere, deve essere segno di un cambiamento a sinistra: primarie degli iscritti, apertura verso gli strumenti della tecnologia partecipativa, pratica democratica convinta e diffusa all’interno del partito e nei suoi programmi, intersezioni e interazioni continue con il mondo delle associazioni e con la società civile, e tante altre cosette del genere, sulle quali sarebbe opportuno aprire un tavolo di discussione appassionata e diffusa, PRIMA di fondare il nuovo partito o di dare vita alla costituente della sinistra. Ecco, tutto nel processo di nascita del Partito Democratico appare sempre più fortemente collocato nel solco della creazione di un altro partito e non di un nuovo partito. E non saranno gli auspici per una forza aperta, inclusiva e democratica a trasformarne la sostanza. Dal suo concepimento, per chiamare le cose con il loro nome, si tratta di un partito di ispirazione cattolica, orientato ai temi sociali. Un altro tempo si chiamavano catto-comunisti, ora li chiameremmo più giustamente catto-sociali. Sarà un partito che proclamerà la laicità dello stato e delle istituzioni, ma che praticherà senza sosta il più stretto clericalismo, in ampia sintonia con i dettati d’oltre Tevere. Provocazione? La vedremo: una nuova Democrazia Cristiana d’ispirazione europea che catturerà consensi anche verso destra. Le abili manovre dei centristi sono già avviate e forse alcune anche già concluse. L’idea di colmare il vuoto a sinistra con una fase nuova della politica mi affascina e mi trascina. E mi auguro che veramente la strada sia, sebbene difficile, verso un nuovo grande partito della sinistra e non verso un altro partito della sinistra schiavo della tecnologia del potere.#28 · Ciccio
18 aprile 2007, 16:50 SONO COMPLETAMENTE DACCORDO CON TEO SUI NOMI. IL PARTITO (O IL MOVIMENTO, GIUSTAMENTE ALL’INIZIO) CHE DOBBIAMO FARE (ORMAI E’ CHIARO) SI (SECONDO ME) DEVE CHIAMARE “Sinistra Democratica – Per il Socialismo Europeo”, VA BENISSIMO COSI’! DEMOCRATICA COSI’ DA DISTINGUERCI DAGLI ESTREMISMI INUTILI, APPUNTATO VIENE S.D. COSI’ RICORDA DS! IN GENERALE SINISTRA DEMOCARTICA RICORDA OVVIAMENTE DEMOCRATICI DI SINITRA, COSI’ DA SPECIFICARE CHE NOI VOLEVAMO MORIRE SOCIALISTI DI SINISTRA E NON DEMOCRATICI (CRISTIANI) E COSI’ DA FAR CAPIRE CHE NOI SIAMO GLI UNICI VERI EREDI DEI PDS-DS E NON QUELLI DEL PD! NOI NON CI SPOSTIAMO DA QUI, ERAVAMO E RESTIAMO DEMOCRATICI DI SINISTRA, SONO GLI ALTRI CHE VANNO DA RUTELLI E BINETTI E SOCI!!! MENTRE, LA FEDERAZIONE O LA CONFEDERAZIONE O IL CANTIERE (come lo si vuole chiamare, la sostanza non cambia) DELLA SINISTRA UNITA A SINISTRA DEL PD, SI PUO’ BENISSIMO CHIAMARE: “Partito della Sinistra Unita (Psu)”. P.S.: L’EMOZIONE E LA VOGLIA DI VEDERE FINALMENTE QUESTA SINISTRA ITALIANA (socialisti di sinistra, verdi e comunisti, e associazioni varie di sinistra) UNITA, MI PORTA ANCHE A PROVARE AD AZZARDARE I PUNTI PRINCIPALI INDISPENSABILI DI PROGRAMMA (secondo la mia modesta opinione): 1)PACE E NON-VIOLENZA, non solo contro la guerra, ma anche contro il terrorismo, di qualsiasi “fede” o colore politico, contro la violenza e la pena-di-morte, un pacifismo coerente ma non utopico, e non anti-americano; 2)LAVORO, che non puo’ perdere un riferimento politico preciso, a maggior ragione ora con l’aumento delle “morti bianche”; 3)AMBIENTE, che non può più essere messo in secondo piano, la catastrofe è già tra noi; 4)LIBERTA’, di essere come si vuole, di esprimersi, di stampa e di pensiero, contro qualsiasi dittatura, non è di Destra, è di Sinistra; 5)ANTI-LIBERISMO, che non deve spingersi a sognare di abolire la propietà privata, ma combattere aspramente le forme moderne e deviate di capitalismo e di imperialismo, di qualsiasi lobby, industria, paese, non solo degli Usa; 6)QUESTIONE MORALE, che bisogna per forza recuperare, diminuendo i costi della politica e non candidando “gente” inquisita o con anche solo odor di mafia; 7)LAICITA’, contro il nuovo neo-clericalismo e contro l’omofobia; 8)DEMOCRAZIA PARTECIPATA, per una politica più vicina, nei fatti non a parole, alle richieste dei cittadini e un partito che li renda davvero più protagonisti, con congressi più seri e applicando per legge sempre le Primarie; 9)MEZZOGIORNO, in pratica al primo posto dei nostri “fatti”, senza più accettare voti anche se “sporchi”, con una coerenza “anti-mafiosa” sempre, favorendo la sua ripresa dall’interno, dalla sua gente; 10)GIOVANI, DONNE, BAMBINI, ANZIANI, DIVERSAMENTE ABILI, OMOSESSUALI, MIGRANTI, EXTRACOMUNITARI, ANCHE GLI ANIMALI INDIFESI, DISOCCUPATI, CASSA-INTEGRATI, PRECARI, NERI, BIANCHI, GIALLI, IRACHENI, AFGHANI, PALESTINESI SENZA STATO E ISRAELIANI SENZA SICUREZZA, STATUNITENSI PARENTI DI VITTIME DELL’11 SETTEMBRE O DEL’IRAQ, I “NUOVI POVERI”, sono loro il nostro patrimonio, una vera sinistra moderna, ancorata al Socialismo, deve sempre stare dalla parte del più debole, tanto i forti e i ricchi si sanno già ben difendere da soli, deve sempre essere “antirazzista”, sono loro il nostro “elettorato” e il nostro “fine”! RIASSUMENDO I 10 PUNTI IN UN SOLO PUNTO PROGRAMMATICO: 1)SOCIALISMO!!! FORSE HO CHIESTO TROPPO, UTOPIA, HO FATTO UN LIBRO DEI SOGNI????? VEDREMO, SPETTA SOLO A NOI (ELETTI, ISCRITTI E D ELETTORI) IL DECIDE COME E COSA SAREMO E COSA VOGLIAMO FARE, QUINDI RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE SE VOGLIAMO ESSERE ANCORA “SOCIALISTI DI SINISTRA” E NON VOGLIAMO MORIRE NEO-DEMO-CRISTIANI!!! grazie e saluti socialisti a tutti.#29 · giovanecomunista
18 aprile 2007, 17:02 vi ringrazio per le risposte…sono proprio contento e vi faccio i complimenti perchè siete molto gentili,disponibili e chiari…per il nome e il simbolo del partito(magari riuscire ad includere la rosa,la falce e martello con la stella e il sole che ride sarebbe il masimo)si può davvero aspettare,nn è questo l’importante,ma credo che partito della sinistra unita sia davvero il massimo…per quanto riguarad i dubbi di alcuni e le critiche di altri,voglio dire che non saremo come il pd,perchè nn nasciamo come unione dirigistica,ma inludiamo movimenti vekcchi(soprattutto in rifondazione,i no.global,il movimento glbt cioè gay lesbiche bisex transgender)e nuovi(ars,rosso verdi,uniti a sinistra)...ancora x migliorare,dobbiamo prendere le unike cose che i “democratici”(come se noi fossimo autoritari)hanno detto d voler fare(chissà se poi le realizzeranno)d buone:primarie,ad esempio,e partecipazione del popolo elettore in tutte le principali occasioni… PS:MASSIMO,nessuno è mai stato censurato qui,forse hai sbagliato a scrivere#31 · max
18 aprile 2007, 19:04 Vorrei segnalare un autorevole intervento critico sulla “visione provinciale” in cui sta per rinchiudersi la (ex) sinistra italiana. “Dobbiamo costruire, in Italia, un grande partito europeo della sinistra. L’Ulivo è senza dubbio l’ambito nel quale collocare questa forza ma non ha alcun senso sciogliere la sinistra italiana dentro quella coalizione. Non per orgoglio di partito. Ma perché, senza una grande forza della sinistra, l’Italia non riuscirà a essere pienamente nell’Europa e nel mondo. Saremmo, ancora una volta, un’isola, un’anomalia da interpretare. Dobbiamo sapere che la sinistra non è solo un’identità, una storia, un complesso di valori e di idealità. Mai come oggi è anche uno straordinario strumento di internazionalizzazione, una finestra sul mondo. Noi sbaglieremmo se chiudessimo quella finestra e scegliessimo di ricostruire un nuovo ‘caso italiano’. Perché, se prima eravamo diversi dal momento che esisteva il Pci e un mondo diviso in blocchi, oggi la nostra diversità, la nostra estraneità alla sinistra europea non avrebbe senso né giustificazione. Vorrebbe dire soltanto rinchiuderci nei nostri confini, rischiando di contare poco e alimentando una visione provinciale dei processi in atto”. (Massimo D’Alema, 1997)#33 · Ciccio
19 aprile 2007, 12:56 Ringrazio infinitamente per le belle parole TEO e Tongar! In fin dei conti in questi giorni (forse “bestemmio”, ma proprio Grazie a questo “errore storico” che stanno facendo nel costruire il PD) si apre un vero e proprio “processo storico”, nel quale noi iscritti di base, o elettori o semplici “navigatori di blog di sinistra” non possiamo non farci coinvolgere, anzi è un dovere, e spetta a tutti noi (ai vari livelli) premere perchè il nuovo Partito e la Nuova Sinistra Unita rispecchino sinceramente e coerentemente quei “VALORI” (i nostri valori, i valori del “socialismo moderno”) da me così, in modo semplice, elncati prima!!! Quindi, a lavoro, aiutiamo per quel che possiamo (anche con critiche, costruttive pero’) Mussi! grazie e saluti socialisti#34 · Marcello Marani
19 aprile 2007, 20:58 Vedo che adesso si apre persino il “toto nome”, e magari si darà un premio a chi l’azzecca meglio. Personalmente “nunmenepo’fregàdemeno” di nomi e simboli. L’unica cosa che mi sembra assurda è che qualcuno che si proclama di sinistra, ancora si ostini a parlare di “RIFORMISMO” Per questo chiedo: “Riformisti chi?”, considerando che dal Kaimano a Fini, da Calderoli a Casini da Fassino a Boselli, a Pecoraro Scanio a Di Pietro, da Bertinotti a Diliberto ecc., tutti si proclamano “RIFORMISTI” Ma rimane tanto difficile fare un leggero sforzo e cambiare il suffisso “ISTA” in “ATORE” e parlare di di PARTITO RIFORMATORE PER L’ALTERNATIVA, piuttosto che di “PARTITO RIFORMISTA PER L’ALTERNANZA”? Infatti l’idea dell’alternanza ce la da proprio l’altalena che significa fare un giro una volta per uno, mentre ALTERNATIVA, assumerebbe il significato di scendere dall’altalena delle partitocrazie e magari imboccare la strada dell’applicazione dei diritti costituzionali disattesi da ben 60 anni. Per questo voglio gridare: “BASTA RIFORMISMO!!!!!”, e se proprio non sapete dove ficcarlo, saprei ben io consigliarvi dove. www.iltravaglio.it#35 · prosdocimo
21 aprile 2007, 02:57 Stavolta Marani mi trova d’accordo: dico sulla mania infantile di dare un nome alla “cosa”. Ricordate la “cosa” postocchettiana? Boh!? Questa sarebbe la nuova sinistra incipiente? Sentite, perchè non cominciamo a parlare del fatto che così come sono i Partiti sono oligarchie e perciò finchè questa sarà la situazione non c‘è contenuto “riformista”(basta! ormai solo il mio uccello non è riformista!), socialista – e tutti gli -ista di qualunque lista – che possa cancellare la effettiva offesa democratica rappresentata da Partiti, i quali non rendono conto di nulla – dalla democrazia della gestione interna ( inesistente)alla destinazione dei soldi pubblici che incamerano( perchè non foraggiarli con un sano otto per mille?) – in una sostanziale irresponsabilità civile e politica qual‘è quella che deriva dalla possibilità di candidature multiple ( su più collegi per rendere chiara la presa per i fondelli), di scegliere un collegio diverso da quello che elesse il candidato( sfuggendo così al giudizio del suo elettorato), senza limiti di ripresentazione ( ci sono tantissimi deputati e senatori da 20, 30, 40 anni: veri e propri potentati). Perciò il nuovo movimento proponga una bella sistemata dello stato dei Partiti…o non è divertente come scegliere il nome?#36 · Ciccio
22 aprile 2007, 15:38 SONO DACCORDO CHE I “NOMI” SONO UNA “COSA” SECONDARIA E CHE PIU’ IMPORTANTE E’ IL “FARE”, GLI IDEALI DI QUESTO “NUOVO PARTITO” E DI QUESTA “NUOVA SINISTRA UNITA”, MA NON POSSIAMO DIRE CHE IL PD CI FA SCHIFO ANCHE PERCHE’ ABBANDONA LE “PAROLE” “SINISTRA” E “SOCIALISMO” E PERCHE’ PASSA DA “PARTITO DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA” A SOLO “PARTITO DEI DEMOCRATICI” E POI NON VOGLIAMO SAPERE QUALE SARA’ IL NOME DEL MOVIMENTO CHE LA “NOSTRA” SINISTRA DS VORRA’ FONDARE IL 5 MAGGIO PER APRIRE IL PROCESSO PER UNIRA LA SINISTRA ITALIANA A SINISTRA DEL PD, SE NO E’ UN CONTRO-SENSO!!! E’ IMPORTANTE ANCHE SAPERE SE IL MOVIMENTO SI CHIAMERA’ “SINISTRA DEMOCRATICA” O NO, PERCHE’ NOI QUELLO SIAMO E VOGLIAMO, DI SINISTRA E DEMOCRATICI, PER IL SOCIALISMO EUROPEO! ANCHE I “TERMINI” CONTANO, NON SOLO LE IDEE, I PROGETTI E I FATTI! grazie.form di registrazione al sommario
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#1 · alessio
17 aprile 2007, 19:38 bene!