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Uranio, 45 decessi e 500 malati
Carla Ronga, 22 marzo 2007, 18:26
Parte la commissione parlamentare d'inchiesta e la presidente Lidia Menapace illustra alla stampa le linee guida che verranno seguite. Tragiche le cifre sui reduci dai teatri di guerra operati alla tiroide
Circa il 70 percento dei militari italiani reduci da missioni all'estero sono stati operati alla tiroide in seguito alla presunta contaminazione da uranio impoverito. Le operazioni verrebbero effettuate in un ospedale di Siena e in altre strutture convenzionate con l'esercito.
A denunciare questo dato, inquietante e tragico, un giovane soldato tornato dal teatro bellico dei Balcani e da tempo sotto controllo medico. La sua testimonianza è stata affidata a Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, un'associazione che assiste gli appartenenti alle forze armate e i loro familiari. "Ci sono tre casi di militari malati sottoposti a studio e uno di loro ci ha confessato candidamente che larga parte dei militari che tornano dai teatri di guerra viene sottoposto a intervento alla tiroide. Noi non siamo in grado di confermare la cifra del 70 percento" spiega Leggiero, "ma ci aspettiamo che qualcosa si muova in parlamento per fare chiarezza sulla questione. Anche se si trattasse soltanto della metà, si tratta di un dato comunque enorme ed è necessario poter avere accesso a queste informazioni".
E questo è l'obiettivo della Commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito, la cui presidente, Lidia Menapace (Prc) ha illustrato alla stampa le linee guida che verranno seguite.
Uno dei primi compiti della Commissione riguarderà la raccolta e l'analisi statistica dei dati, per le quali la Commissione intende rivolgersi "all'Istat, all'Istituto superiore di Sanità, alla Direzione generale della sanità militare, al fine di acquisire elementi e valutazioni di tipo oggettivo ed ufficiale". Inoltre, "tenendo conto anche delle doverose esigenze di contenimento dei costi" saranno "privilegiati" gli esperti e i funzionari delle pubbliche amministrazioni con "incarichi a tempo e a tema". Basta insomma con le "carrettate" di consulenze.
L'esistenza di un nesso fra i decessi e le malattie dei reduci da missioni all'estero e l'esposizione all'uranio impoverito è ormai un fatto acclarato, anche se continua ad essere oggetto di forti polemiche e indagini. La commissione Mandelli, in tre successive relazioni, ha concluso che rispetto al numero statisticamente atteso le vittime nel gruppo di riferimento (i militari che hanno preso parte a diverse operazioni nelle zone "incriminate") sono quattro volte superiori, ma non è stata in grado di collegare direttamente la presenza dell'uranio ai casi di tumore registrati. E una successiva commissione di inchiesta ha sostenuto che i dati della Mandelli erano probabilmente sbagliati e sottostimati. "Durante i lavori della Commissione lo scorso anno abbiamo chiesto più volte i dati (dei militari malati) - ha fatto notare il responsabile dell'Osservatorio militare, il maresciallo Domenico Leggiero (lui in Bosnia c'è stato cinque volte) - in un anno la Difesa non ci ha mai risposto".
Ad oggi, dunque, non ci sono certezze sul numero esatto delle vittime: secondo l'Osservatorio i morti sarebbero 45 e i malati 515, affetti da patologie riconducibili all'esposizione all'uranio impoverito, usato in modo massiccio negli armamenti della Nato soprattutto nei Balcani. Altre associazioni hanno dati diversi, così come diversi sono quelli forniti dalla Difesa.
La pacifista senatrice di Rifondazione ricorda che "si tratta della vita di persone giovani e dunque è prima di tutto di un debito etico: non se ne occupa nessuno. Non si può mettere in primo piano il sacrificio di alcuni, e vergognarsi di altri".
"L'esistenza di patologie anomale tra i militari dei contingenti impiegati nelle missioni all'estero, nei pressi dei poligoni di tiro e dei siti di stoccaggio delle munizioni, è stata riscontrata con certezza - ha proseguito Lidia Menapace - le patologie non sono direttamente riconducibili all'utilizzo diretto di proiettili all'uranio impoverito, ma piuttosto, ai possibili effetti delle nanoparticelle di minerali pesanti che in seguito alle esplosioni si disperdono nell'ambiente".
Alla conferenza stampa ha partecipato, oltre alla senatrice Franca Rame (Italia dei Valori) anche Falco Accame, presidente dell'Ana-Vafaf, associazione che sostiene i familiari dei militari deceduti: "Dicono che in Libano non è stato usato l'uranio impoverito - ha raccontato - ci è stato detto che faranno un esame del suono, ma sappiamo che, come fu per la Bosnia, potranno esplorare ben poco".
La Commissione darà per acquisiti i risultati ottenuti nella passata legislazione, dalla stessa Commissione presieduta dal senatore Paolo Franchi, riguardo i dati epidemiologici sulle vittime decedute o gravemente ammalate per l'esposizione all'uranio impoverito. Ma c'è una novità: "Le indagini della nuova Commissione saranno allargate - ha dichiarato la Presidente Menapace - oltre che al personale militare interessato, anche alle popolazioni civili nei luoghi di guerra e nelle zone adiacenti alle basi militari in Italia".
Ma la presa di posizione sulle consulenze "a tempo e a tema" non è passata "liscia". A non gradirla, il senatore di An Marcello De Angelis, segretario della commissione, a margine dell'incontro con i giornalisti, afferma: "Era ora che si cominciassero i lavori, abbiamo perso tempo e parte delle conoscenze che potevamo avere. In questo settore - insiste - il tempo è tiranno. Anche per questo abbiamo chiesto di confermare alcuni consulenti della commissione precedente". Insomma, per "conservare una memoria storica" (che, per la verità non ha portato a grandi risultati, ndr). Sempre secondo De Angelis, su questa impostazione "c'è un asse bipartisan" ma manca "l'accordo con la presidenza e purtroppo non è stata ancora trovata un'intesa". Poi la stoccata: "La funzione di una commissione parlamentare d'inchiesta deve essere anche quella di trovare la sintesi tra le legittime aspettative dei cittadini e delle istituzioni. E' questo il compito della politica- precisa- non quello di accusare il Dipartimento della Difesa a prescindere".
La dialettica si preannuncia particolarmente accesa. "La mia presidenza di questa commissione- aveva detto pochi minuti Lidia Menapace - è stata decisa dal presidente del Senato, che io ringrazio. Su di me - che già aveva 'perso' la presidenza della commissione Difesa a inizio legislatura- c'erano dei veti".
Francamente, di fronte ai tanti militari e civili contaminati dall'uranio impoverito le polemiche politiche passano in secondo piano. I tempi sono stretti. Si attendono risposte concrete. Menapace ha invitato i cittadini o esperti in materia a scrivere direttamente alla "Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito" (Senato della Repubblica, Roma).
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#2 · comunistaitaliano
22 marzo 2007, 19:56 sbagli di grosso o fai finta di non sapere. in ogni caso ti informo di una notizia che ti sconvolgerà: durante il quinquennio berlusconi, e precisamente nel 2004, è successo questo: a proposito delle “eroiche” imprese delle truppe italiane a Nassyria «Guarda come si muove sto bastardo. Luca annichiliscilo!». Poi, forte, il rumore di uno sparo contro una persona sdraiata a terra, i cui contorni si distinguono appena. E’ il video della battaglia dei tre ponti a Nassiriya del 6 agosto 2004, la stessa finita al centro di pesanti polemiche politiche perché il contingente italiano fu accusato di aver sparato contro un’ambulanza che trasportava una donna incinta. E la stessa su cui la magistratura militare lavora da oltre un anno – nel registro degli indagati c‘è il nome di un graduato – per capire se il contingente italiano colpì cittadini inermi. Dando un occhiata al video realizzato da un militare anonimo e consegnato all’Osservatorio militare, a Sigfrido Ranucci di Rainews24 (lo stesso che un mese fa ha scoperchiato lo scandalo del fosforo bianco contro Falluja) e alle Iene che dopo una lunga trattativa con Mediaset non l’hanno mandato in onda, si capisce subito che quella cui partecipano gli italiani è una guerra vera e propria. I primi minuti del video, che Ranucci ha deciso di mettere in onda senza commenti, sono forse i più scioccanti. Mostrano un militare che prende di mira la sagoma di un uomo a terra, probabilmente un nemico ferito. «Lo vedo da dentro il trigicon (mirino ndr) – esclama il militare, un carabiniere della Msu – guarda quanto è bellino là a terra, lo vedi che muove la testa?» E la risposta: «Guarda come si muove sto bastardo: Luca annichiliscilo». Qualche minuto dopo si saprà che «Luca sta sera non paga da bere, lo ha annichilito, ha ammazzato il cecchino». Ma che la regola sia sparare alle persone lo si capisce anche più avanti quando qualcuno, probabilmente un superiore, ordina al sottoposto che sta puntando un missile terra-terra contro quella che potrebbe essere la postazione dei nemici: «Ascolta, nel dubbio spara alla gente, capito? Tienili nel mirino» e quindi parte il razzo. Ovviamente non giustifico affatto la guerra in Kosovo. ma mi fa imbufalire la FALSA morale berlusconiana di cui evidentemente ti sei fatto bellamente portavoce.#3 · Marcello Marani
23 marzo 2007, 00:12 O franco o franco, ma che sei nato ieri? Non fare come le vergini dei candidi manti, perchè sembrerebbe che le basi SUA nel bel Paese le abbia volute il Baffino, ed invece ce le ha trovate, perchè sembra che da De Gasperi in poi si sia barattata la dignità nazionale a favore degli SUA e dello SCV. Ed è falso dire che nel quinquennio del Caimano, che confondi immeritatamente con il Puzzone, perchè con quello fu la tragedia e con questo la farsa, non si è sparato a nessuno dato che non solo ha fatto sparare ai soldati italiani mandandoli in guerra in Iraq contro il dettato della Costituzione, e come dimostra il post di comunistaitaliano, ma ha sulla coscienza i morti di Nassirya, dato che i “nostri ragazzi in Iraq, al contrario che nel Kossovo, non stavano li per mandato internazionale ma li aveva inviati il nano per avere il privilegio di fare il lustrascarpe del Ranger Texano. E provi a leggere e capire l’art. 11 della Costituzione e vedrà la differenza tra la spedizione in Kossovo, quella in Afghanistan e quella in Iraq. E siccome anche l’art. 52 sancisce che : “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…” mi sa dire quale Patria difendevano i militari italiani in Iraq, se non la speranza del Caimano di fare buoni affari che puzzavano di petrolio ed erano imbrattati di sangue. 4 a 0 e palla al centro www.iltravaglio.it#4 · franco
23 marzo 2007, 00:52 marani e comnista italiano, io ho detto che nel quinquennio di Berlusconi gli aerei italiani e i carri armati italiani non hanno MAI sparato un proiettile o una bomba di Uranio impoverito, come invece hanno fatto su ordine del comunista d’Alema. In Iraq non c’erano nè bombardieri nè carri armati. I carabinieri avevano solo armi leggere. Quanto alle basi, D’Alema le ha trovate, ma NON HA FATTO ASSOLUTAMENTE NIENTE per impedirne l’uso. Anzi, D’Alema è diventato Presidente del Consiglio proprio perchè gli Americani volevano usare le basi e Prodi non gliele voleva dare. Vi siete già dimenticati come è caduto il primo Governo Prodi? La verità è una sola, e vi dà fastidio: la guerra vera, quella fatta con i bombardieri e i carri armati pesanti, fuori dall’Italia, l’ha fatta D’Alema e non Berlusconi, e SENZA IL MANDATO DELL’ONU. Gli Italiani, in Iraq non hanno fatto la guerra a nessuno, mentre invece, in Afghanistan, c‘è proprio una guerra vera in atto, con un nemico ben definito, e i soldati italiani sono proprio li’, e non hanno armi e mezzi difensivi pesanti.#5 · Marcello Marani
23 marzo 2007, 08:28 Adesso il cattoleghista si qualifica persino come specialista del voltafrittata, e cerca di spaccare il capello in quattro sofistizzando che solo chi bombarda e permette agli SUA, (ma non sono i suoi amati e protettori) di usare le basi in Italia per bombardare, è un guerrafondaio, mentre chi manda i “nostri ragazzi” ad occupare paesi stranieri senza alcun mandato o almeno pseudo legittimazione internazionale, fa al contrario la pace. Così i Caduti di Nassirya si trasformano miracolosamente in “Morti di pace”! Di qui il paradosso che ci da il suo giudizio che è un giudizio lapidario, unico ed “irreviocabileeeee!!!” Il Baffino è un guerrafondaio ed i Comunisti somo i suoi seguaci, mentre il Caimano è un pacifista, dedito solo ad opere pie. Ed in quest’ultima affermazione c‘è un grosso conntenuto veritiero dastoi che somno molte le Procure d’Italia ad indagare e sapere quanto “Pija”. Ammazzalo si quanto pija ed ha pijato!!! E sono convinto che i segugi del Beltomo del Geniale e di Littorio Feltri, hanno già nelle mani prove “inconfutabiliiii!!!” che le Coop Rosse siano le titolari occulte, delle fabbriche delle bombe all’uranio impoverito, ma per la legge sulla privacy e le successive ad personam fatte da quei comunistacci di Schifoso, pardon Schifani, Cirielli, Pecorella e tutti i bolscevichi al loro seguito, non potranno divulgarle per paura che le toghe rosse li mandino al confino, con l’aggravio di pena, a mezzo purghe e manganelli. A questo punto che dire, come l’amico portato a fare da spalla per far colpo sulla bella: “Aripijate li carzoni, ma a questa nun ce credo neppuro io!” E per disintossicarmi da questa overdose di cattoleghismo “farisaicogesuitico”, mi prendo un periodo di vacanze, almeno fino a dopo Pasqua, avendo fatto il fioretto di essere più buono, per un breve periodo dell’anno e quindi mi asterrò dal rispondere alle sue provocazioninon volendo violare il fioretto. Ma prima di concludere vorrei, ricordare quanto ha specificato Ascanio Celestini la sera di Domenica 11 c.m. a “Parla con me” dalla Dandini, e precisamente che se prima i Comunisti mangiavano i bambini, adesso i vecchi Comunisti li esportano in Russia per farci gli omogeneizzati. Così sono adesso i bambini che si ripagano mangiando i Comunisti. Contento? 5 a 0 e palla al centro, fino ad una eventuale ma improbabile ripresa di partita. Ma visto che, appunto, non c‘è partita e non mi piace maramaldeggiare, lascio il compito di controbattere a chi non si è ancora deciso ad intraprendere un percorso disintossicante di recupero. www.iltravaglio.it#6 · franco
23 marzo 2007, 16:24 Marani, lei si è limitato a coprirmi di insulti, come fa normalmente quando non ha piu’ argomenti da portare, ma si è ben guardato dallo smentirmi su D’Alema e le bombe all’Uranio impoverito. Questa volta li ha anche detti in Romanesco, lingua che evidentemente le si addice molto, ma che per me è incomprensibile, dato che io sono milanese. Ma lei non è emiliano? Comunque, buone vacanze di Pasqua. Dove va? Io per Pasqua vado a Gerusalemme con mia moglie. Dirò una preghierina per lei sul Santo Sepolcro.#8 · marco lodi
24 marzo 2007, 10:48 meglio restare al tema e non annacquare tutto buttando “tutto il politica”. L’articolo finisce bene : si deve capire che danni si fanno ai soldati ed ai…civili quando si usano armi che lasciano anni di scorie… (I.A.G. Avvocati in divisa, telefilm americano docet) Vai Lidia, a me piacciono le Frecce Tricolori ma la tua battuta “meglio il Tocai che le frecce” mi pare la migliore dell’anno!form di registrazione al sommario
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#1 · franco
22 marzo 2007, 19:15 Complimenti a D’Alema, che ha permesso l’uso delle basi americane sul territorio italiano all’aviazione americana e ha dato ordine ai nostri bombardieri di colpire obiettivi civili con bombe ad Uranio im poverito e poi ha anche mandato i nostri carri armati che hanno sparato anch’essi proiettili ad Uranio impoverito. Faccio umilmente notare che, nei cinque anni di governo del Puzzone, l’Aviazione Italiana non ha sganciato neanche una bomba e i nostri carri non hanno sparato neanche un proiettile. Ma si sa, ai Comunisti si giustifica tutto, perchè loro combattono solo cause giuste.