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La crescita che ha spiazzato tutti

Andrea Scarchilli ,   22 marzo 2007, 18:28

La crescita che ha spiazzato tutti Economia     Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in Commissione Bilancio al Senato: "Il miglioramento dei conti non l'aveva previsto nè il governo in carica nè quello precedente nè gli organismi internazionali". Extragettito di 8-10 miliardi, 2,5 per la redistribuzione delle risorse (pensioni basse e ammortizzatori sociali) da subito, il resto va alla correzione del deficit



Audizione del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in Commissione Bilancio al Senato. Se qualche mese fa la situazione economica sembrava quella di un Paese alle corde, tanto da spingere l'esecutivo a due manovre "restrittive" nel giro di pochi mesi, ora, a sentire il ministro, tutto sembra rientrato nei ranghi. Ha detto Padoa-Schioppa: "A meno di un anno di distanza dall'entrata in carica del governo, la situazione dei conti pubblici italiani è notevolmente migliorata. Oggi siamo nelle condizioni di gestire i risultati positivi, cercando di evitare errori. La fase di emergenza è stata superata". Il ministro ha detto che, nella peggiore delle ipotesi, il 2007 si chiuderà con una crescita del due per cento, ma non ha escluso che l'andamento del Pil arriva a toccare quota tre punti percentuali. Un cambio di marcia inattesa dopo gli anni degli "0 virgola", di cui si è mostrato sorpreso lo stesso titolare del dicastero di via XX Settembre: "Il miglioramento dei conti non l'aveva previsto né il governo in carica, né il governo precedente, né i diversi organismi internazionali". Per l'anno prossimo, è l'opinione del ministro, non vi sarà bisogno di alcuna manovra correttiva.

Merito dell'inversione di tendenza va in gran parte all'aumento delle entrate fiscali, che negli ultimi mesi hanno fatto registrare un incremento che lo stesso Padoa-Schioppa ha quantificato attorno agli 8-10 miliardi di euro. Si fanno strada, in questi giorni, diverse ipotesi sull'utilizzo del cosiddetto "extragettito". C'è chi punta a misure redistributive a favore dei redditi e delle pensioni più basse, chi si concentrerebbe, da subito, sull'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Il ministro ha fatto un po' d'ordine. Ha messo in chiaro, come era del resto già trapelato, che le risorse a disposizione ammontano a due miliardi e mezzo di euro, visto che il resto dell'extra sarà destinato alla correzione strutturale del deficit. Il "tesoretto" , ha detto il ministro, andrà a beneficio della redistribuzione delle risorse. Qualche giorno fa, in un convegno a Cernobbio, Padoa-Schioppa aveva dichiarato di voler utilizzare le risorse in più per ulteriori incentivi alle imprese. Ma, ha detto ieri, "non era una proposta operativa". Si prospetta un intervento primaverile a favore delle pensioni basse e per gli ammortizzatori sociali. Più avanti, probabilmente in estate in occasione del varo del documento di programmazione economica e finanziaria, ci sarà spazio per la riduzione dell'Ici sulla prima casa.

Dalle pagine di "Repubblica", intanto, gli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi del sito lavoce.info, propongono di utilizzare il "tesoretto" in maniera diversa da quelle sin qui prospettate, ovvero eliminare del tutto il trasferimento forzoso del Tfr all'Inps. Scrivono Boeri e Garibaldi: "La misura del Tfr resta la vera misura ‘impresentabile' della finanziaria del 2007. Un debito per le imprese che si trasforma in un'entrata dello Stato: secondo la stampa internazionale un trucco di bilancio e di finanza creativa che tanto è costato, in termini di immagine e credibilità, al nostro Paese". Peraltro, sostengono i due economisti, "Lo stesso ministero riconosce che tale misura concorre ad aumentare la pressione fiscale, ma che la sua entità nel 2007 rappresenta un chiaro rischio di attuazione per il 2007. Si utilizzino le risorse per correggere quella stortura. Essa sta scoraggiando i lavoratori dal dirottare il Tfr ai fondi pensione. La previdenza integrativa è una delle grandi sfide del Paese. Si utilizzi il tesoretto per chiudere con la finanza creativa. E' fondamentale per il futuro dei giovani lavoratori".





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