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Voce del verbo trattare
Jacopo Matano, 22 marzo 2007, 18:07
Intervista
Le critiche del dipartimento di Stato americano alla gestione delle trattative per la liberazione di Mastrogiacomo: un intervento "inaspettato" per la Farnesina, ma "non una novità". Sul caso dell'inviato di Repubblica e sulla situazione in Afghanistan abbiamo parlato con il senatore Milziade Caprili, membro del Co.Pa.Co.
Un' "iniziativa inaspettata", dettata da "sensibilità diverse". Il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara, in un incontro con i giornalisti, tenta di riallacciare il nodo delle critiche aspre del Dipartimento di Stato americano nei confronti della gestione delle trattative per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Le affermazioni dell'alto funzionario statunitense rimasto anonimo, che aveva parlato di "disappunto" e "preoccupazione" da parte del governo Bush per le concessioni fatte ai talebani, "rappresentano" -secondo Ferrara- "posizioni che nel contenuto non prefigurano una novità, e rispondono alla tradizionale linea di Washington riguardo i rapimenti". Ma sono giunte a sorpresa.
Lo strappo dell'amministrazione Bush continua ad abbassare la temperatura dei rapporti tra Italia e Stati Uniti, e non consente di archiviare il caso Mastrogiacomo. Inoltre, la vicenda del reporter resta ancora aperta perché continuano a mancare all'appello il mediatore di Emergency Rahmatullah Hanefi e l'interprete Ajhmal Nashkabandi, rinchiusi da tre giorni nelle stanze della guardia nazionale afgana.
Sulla frattura diplomatica e sulla conduzione delle trattative per la liberazione del reporter di Repubblica abbiamo sentito il senatore Milziade Caprili (Prc), vicepresidente del Senato e membro del Comitato Parlamentare di Controllo per i Servizi di Informazione e Sicurezza.
Senatore, il Co.Pa.Co.ascolterà martedì prossimo il ministro della Difesa, Arturo Parisi, e il direttore del Sismi, ammiraglio Bruno Branciforte. Argomenti: lo scenario afgano, la conduzione delle trattative per la liberazione e il ruolo avuto dal Sismi
Ci diranno loro qual'è stato il ruolo del Sismi, premetto che per tutti l'obiettivo era quello di liberare Mastrogiacomo. Quindi se poi hanno avuto più possibilità il dottor Strada invece che il Sismi non mi pare che la cosa sia rilevantissima, ovviamente ognuno avrà messo al servizio di questo scopo il meglio che aveva a disposizione: contatti, rapporti, conoscenze. Devo dire che per l'esperienza che ho il Sismi ha una struttura di rapporti molto solida in questi Paesi, una rete di contatti che ha permesso fino ad ora di portare a compimento operazioni importanti per la salvezza di uomini e donne che stati presi ostaggio da gruppi armati. Mi pare che il risultato sia stato ottenuto, e l'ammiraglio ci dirà quale sarà stato il ruolo della sua struttura, garantito dal segreto. In ogni caso avremo un quadro più chiaro.
Trattare o non trattare con i talebani? Ci sono state diverse polemiche sul rilascio dei cinque prigionieri in cambio del "nostro uomo".
Tutte le volte che si è posto il problema di salvare una vita, maggioranza ed opposizione hanno dato carta bianca. Punto. Che poi questo porti con sé anche la cessione di qualche prigioniero, è secondario rispetto all'obiettivo. Chi parla di somiglianze con il caso Moro fa un paragone secondo me improponibile, e ad ogni modo anche allora c'era chi pensava che fosse giusto ascoltare le richieste dei terroristi. Trattare o non trattare: questo è un dibattito vecchissimo. Nel caso di Mastrogiacomo da parte nostra c'è stato sempre un atteggiamento di sostegno al governo Prodi, per cui a parte i ripensamenti, che vedo un po' strumentali, rimane il dato di fatto che abbiamo ottenuto lo scopo che ci siamo posti, ovvero quello, ribadisco, di salvare una vita. Di questa vicenda, resta, e mi dispiace, l'assassinio dell'autista, e il fatto che non si abbiano più notizie del mediatore e dell'interprete.
Che sono nelle mani dei servizi segreti afgani...
E'una cosa su cui il governo deve essere impegnato ancora a lavorare perché dobbiamo liberare tutti.
Mastrogiacomo è tornato. Ma la situazione in Afghanistan resta difficile.
La situazione è difficilissima. Dobbiamo porci l'obiettivo di sviluppare ogni iniziativa per la Conferenza di pace. E ricordarci che le Conferenze di pace si fanno con quelli con cui sei in guerra, per cui l'idea di Fassino non mi pare sia, come dice qualcuno, folle.
"Qualcuno", ovvero gli Stati Uniti
Si, gli Stati Uniti, però anche qui ci sono diverse versioni perché l'incontro di D'Alema con la Rice sembra essere andato abbastanza bene. Forse queste cose hanno bisogno di un po' di tempo per sedimentare e mostrare quali sono le posizioni in campo. Da una parte abbiamo fonti del dipartimento di Stato che non vogliono essere nominate, d'altra parte l'ambasciata che ribadisce l'accordo: potrebbe essere che hanno due opinioni diverse, e non sarebbe la prima volta.
Un passaggio sul caso Abu Omar. L'ex imam di Milano ha raccontato di essere stato fermato da due italiani, probabilmente uomini dei servizi segreti di Pollari.
Questo conferma l'opinione che abbiamo da molto tempo. La rendition di Abu Omar, è stata eseguita a Milano in pieno giorno, con 20 agenti della Cia, con aerei che andavano e venivano, come ha documentato la commissione del Parlamento Europeo. Ora, che nessuno se ne fosse accorto o che nessuno dei nostri servizi abbia partecipato, non ci crede nessuno. Se questo fosse vero vorrebbe dire che abbiamo servizi completamente, e sottolineo completamente inefficienti. Siccome non è vero, il sequestro di Omar è avvenuto con qualche copertura, e su questo la magistratura sta indagando e c'è un processo in corso.
Il cambio al vertice dei Servizi, con la nomina dell'ammiraglio Branciforte garantirà una maggiore trasparenza sull'operato dell'intelligence?
Noi abbiamo moltissimi uomini e donne che lavorano nei servizi con un forte attaccamento alle leggi e alla Costituzione, ovvero ciò che sono chiamati a salvaguardare. Abbiamo bisogno di servizi efficienti. Io non ho mai dato un giudizio di merito sull'attività del generale Pollari, ma ho valutato un fatto: la vicenda di Abu Omar. Ora, dire che le cose sono cambiate...spero di si, immagino di si. L'ammiraglio Branciforte è uomo di lunga esperienza, un democratico, che ha ricoperto incarichi molto importanti, quindi non ho nessun dubbio che svolga il suo compito nel migliore modo possibile sia per efficienza che per trasparenza.
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#2 · Lucy
23 marzo 2007, 09:06 Premesso che, concetto talmente banale che passa quasi inosservato, la pace si fa tra nemici e non tra amici. Senza fare la pace coi Talebani significherebbe continuare come ora. O mettere in piedi una farsa che servirebbe solo agli usa per non perdere il controllo totale della zona. Visto che hai citato gli schiavisti: qualcuno si ricorda come è stato il processo di pacificazione tra bianchi e neri in Sud Africa? Forse fra neri fra di loro perchè i bianchi (schiavisti) non erano degni? Ma vi rileggere quando scrivete?#3 · ghiddon
23 marzo 2007, 15:41 Lucy fotografa perfettamente la situazione e io concordo con le sue argomentazioni. Peraltro da più parti si finge di non capire che tutto il problema va ricondotto alla grande campagna di denigrazione che l’opposizione al Governo Prodi mantiene in piedi utilizzando il suo potere economico, le sue forti e fraterne connessioni con molti dei poteri che sono parte in causa, per destabilizzare l’esecutivo. C‘è sotto il grande desiderio di vendicarsi di una sconfitta politica di misura contando sull’ignoranza della gente non politicizzata che scambia il pettegolezzo per informazione.#4 · franco
23 marzo 2007, 16:34 Lucy, gli Americani risolsero il problema dello schiavismo negli USA facendo una guerra agli Stati schiavisti e vincendola, non trattando con loro. Mai sentito parlare della Guerra Civile americana? Comunque, ripeto, i Talebani sono solo un’organizzazione criminale, non sono un movimento di liberazione nazionale, se pur ideologico, come potevano essere i Viet Cong. Quindi trattare con loro sarebbe equivalente a riconoscere un ruolo politico a Cosa Nostra o al Ku-Klux-Kan o ai Janjaweed sudanesi.#5 · Marcello Marani
24 marzo 2007, 10:10 Cari Lucy e ghiddon, forse non avete ben compreso che a forza d’incensare l’uomo della villa dei cactus, alla fine, drogati dal culto della persomnalità del Caimano, riescono a malappena a fare i ragionamenti del cactus. Infatti affermano qui, quanto smentiscono li e smentono da una parte quanto hanno affermato dall’altra, contraddicendosi e riconfermando ad ogni piè sospinto per dire tutto ed il contrario di tutto essendo coerentemente incoerenti, o a scelta incoerentemente coerenti. Per questo provano ad usare, convinti di trattare con dei beoti del loro calibro, tutti i mezzucci più capziosi del peggiore sofismo, pur di dimostrare l’indimostrabile, forti della loro “corazza” di democratici che danno sempre agli interlocutori l’alternativa, in quanto, O HANNO RAGIONE LORO, O HANNO TORTO GLI ALTRI!!! Ed è proprio nel becero tentativo di fare ammuina, mischiando nel calderone polemico, mele e pere, patate e ravanelli, piselli e broccoletti, che si coglie tutto la loro insipienza. E se fossi un cattoleghista ci andrei molto cauto a prendere come metro di pargone ad esempio la criminalità organizzata denominata “Mafia”, perchè, ad esempio, mi sembra un certo ministro seghista “Nullardi”, pardon Lunardi non disse che: “Con la Mafia bisognava conviverci?” E che con la Mafia si finga di combatterla ed al contrario ma non solo si tratta (dice niente il nome di un certo “stalliere” Mangano?), ma si fanno affari e ci si conviva persino nelle Istituzioni, ce ne danno dimostrazione il divo Giulio, mafioso prescritto, il pregiudicato e condannto Dell’Utri, che siedono in Parlamento ed il plurinquisito Totò Vasa Vasa, governatore della Trinacria assieme a tutte le talpe e quinte colonnne infiltrate, fedeli al culto del doppio padrone dato che fingono di venerare “Dio” ma si prostrano davanti a “Mammona. E come mai il bollato ieri dal Senatur, come “Il Mafioso di Arcore”, si è improvvisamente trasformato nell’Arcangelo Gabriele dell’Annunciazione? Sarà per improvvisa illuminazione divina sulla via di Arcore o perchè qualcuno si è premurato di pagargli, diciamo, la “bolletta della Luce? Misteri della Fede, (al femminile e non Fido al maschile?), che speriamo i teologi Littorio Feltri e Beltomo del Geniale ci sveleranno presto con i loro lapidari e circostanziati scoops! Ma avendo fatto il fioretto non posso rispondere, che il paragone con la guerra di Secessione o con Cosa Nostra ed il KKK, c’entrano, mi si scusi il paragone come il c…zo, nel Paternoster. E pur non essendo ferrato in Storia degli SUA, se ben ricordo mi sembra siano stati i Confederati, con l’assalto ad un forte Nordista, di cui non ricordo il nome, a dare l’avvio alla guerra, appunto di “secessione” perchè se l’avessero iniziata i Nordisti, sicuramente si sarebbe chiamata la “Guerra per l’Unione”. (Elementare Watson, come direbbe il celebre Sherloch!). Ma saranno i nostri Rambo in grado di sconfiggere e sottomettere l’Afganistan e le tribù guerriere, facendo quello che neppure la possente Armata Rossa riuscì a fare, pur essendo in condizioni tattiche e strategiche privilegiate, come Paese confinante, rispetto agli SUA, distanti migliaia e migliaia di KM? Ma avendo fatto il fioretto a certe provocazioni continuo a non rispondere ed anzi adottando il loro stesso metodo, “qui lo dico e qui lo nego”, non ho neppure “postato niente”, e nego la parternità di quanto sopra poichè si tratta sicuramene dell’opera dello Spirito santo, che rappresentando la Sapienza si sarà scocciato di tante assurde capziosità ed è intervenuto così, solo per fare luce, in mezzo a tante nebbie.. maranimarcel@tiscali.it www.iltravaglio.it PS E nego anche la paternità della doppia firma, giurando sulla testa dei figli del Caimano, che giuramento più o giuramento meno, ormai cui hanno fatto il callo e sono largamente vaccinati.#6 · ghiddon
24 marzo 2007, 11:09 Caro Mariani, io non sono per le guerre giuste e tantomeno per quelle sbagliate! Tu hai perfettamente ragione pensando che quelli che hanno ragione democratica siano autorizzati alla violenza. Il problema è culturale! Noi abbiamo il dovere di credere che bisogna vincere culturalmente perché la vittoria sia utile ai popoli, anche a costo di tante piccole sconfitte, se non è così, che portatori di “lumi” siamo? Non ci si può stancare (anche se nell’immediato non si vince!) di lottare per il sole dell’avvenire! Smettere questa lotta che ad alcuni sembra inutile, è come dare ragione agli imperialisti, “di qualunque colore” come disse il Che, poco prima di andarsene da Cuba! Il momento che la sinistra smette di essere ATTIVAMENTE UTOPICA, non ha più ragione d’essere e per questo Berlinguer disse, anche lui poco prima di andarsene: “Un comunista quando non è più rivoluzionario è un socialdemocratico”... e allora io sostengo che la rivoluzione permanente deve ESSERE CULTURALE, se no avevano ragione gli infami Crociati, o quelli che nella fretta di oggi pensano che la scorciatoia per la democrazia d’esportazione sia la guerra! Ma dove siamo andati a finire se continuiamo a bruciare i libri, invece delle armi!!#7 · Marcello Marani
25 marzo 2007, 15:33 Caro Ghiddon, forse parlando a suocera perchè nuora intenda, ho creato qualche elemento di confusione che debbo necessarimente chiarire, per non sembrare ciò che non sono e viceversa. Ed a scanso d’equivoci non ho mai inteso affermare che in nome della democrazia si possa praticare la violenza per affermarla, perchè giustamente come riportava ieri la striscia rossa de l’Unità, sono d’accordo con l’affermazione di Gorbaciov che diceva: “L’uso della forza per diffondere il modello americano di democrazia ha già causato conflitti e persino guerre. Troppo spesso questo modello è stato imposto a culture che lo rifiutano per motivi storici, culturali e religosi. La democrazia non è un caffè istantaneo, da spedire già confezionato in tutto il mondo. Portare la democrazia in Iraq con i carri armati e i missili si è rivelato un disastro”. Quando parlo di quelle che a mio parere considero guerre giuste, o meglio inevitabili, intendo le guerre di liberazione e d’indipendenza nazionale, e le rivoluzioni contro regimi tirannici e liberticidi, anche se so bene ed una dimpostrazione la diede Gandhi, che con la non violenza si può arrivare a liberare un quasi semi continente come l’India. Solo che come antagonista del Mahatma, c’era un paese coloniale ed imperialista, ma anche di profonde tradizioni democratiche, che la sua rivoluzione l’aveva già fatta arrivando a decapitare re Carlo, perchè se al contrario si fosse trovato contro un Hitler, non so se sarebbe riuscito. E quando parlo di “Rivoluzione” non intendo per forza di cose la rivolta o l’insurrezione armata, anche se non ne escludo la possibilità, ma per il bene comune mi adatterei meglio ad un percorso, magari più lento di crescita, innanzitutto culturale, che sicuramente lascerebbe dietro meno strascichi negativi, meno odii e meno lutti, pur non rifiutando appunto a priori, la necessità di interventi diciamo chirurgici, preferirei se e quando possibile farne a meno, curandonmi con metodi diciamo più soft. E più che plaudire ai trapianti di organi, preferirei vivere sano con gli organi che madre natura mi aveva fornito fin dalla nascita senza doverli sostituire. E non so con chi ce l’hai quando affermi che “continuiamo a bruciare i libri, invece delle armi!!”, perchè per quello che mi riguarda, non essendo in mio potere quello di bruciare le armi, cosa che farei volentieri, continuo a comprare e leggere almeno una media di una trentina di libri l’anno. E per qualsiasi cosa, approfondimento, spiegazione o chiarimento come dicevano i Trettre: “A esposizione!” www.iltravaglio.itform di registrazione al sommario
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#1 · franco
23 marzo 2007, 01:01 Fare partecipare i Talebani a una conferenza di pace sull’Afghanistan sarebbe come invitare Cosa Nostra a una conferenza per combattere la mafia. I Talebani NON sono un’etnia, NON sono eletti da nessuno, NON rappresentano alcuna parte del popolo afghano, sono solo degli individui che si sono auto-proclamati “studenti della Legge Islamica” e che, mediante finanziamenti e aiuti dall’estero vogliono ridurre il popolo afghano in schiavitu’. Forse, piu’ che a Cosa Nostra, potrebbero essere paragonati agli schiavisti: li invitereste a una conferenza sullo “schiavismo oggi”, visto che, indubbiamente, sarebbero parte in causa?