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Carissimo Nicolais...

Maurizio Buda,   22 marzo 2007, 18:39

Carissimo Nicolais... C'è gente che ci scrive     Una lettera indirizzata al ministro per le Riforme e l'Innovazione in riferimento alla stabilizzazione dei dipendenti della pubblica amministrazione 



Ancona, 22 marzo 2007

Lettera aperta al Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione
Luigi Nicolais

Egregio Ministro

Le scrivo queste poche righe per esprimere il mio disappunto su dichiarazioni a Lei attribuite dalla stampa in merito ai precari della Pubblica Amministrazione.

Senza entrare in merito alle decisioni che verranno adottate in proposito nel prossimo futuro, rimango però molto colpito dalle valutazioni che un Ministro esprime su persone che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con diligenza.

Ritengo infatti sconcertanti affermazioni quali:
- "una sanatoria in massa dei 400mila precari avrebbe effetti negativi oltre che sulle casse pubbliche, sull'efficienza della pubblica amministrazione" - "Il Sole 24 Ore" 21 marzo 2007 (pag.34) articolo di Giorgio Pogliotti;
- "è indispensabile, per legge, aver superato un concorso pubblico e avere dei requisiti specifici" - "Italia Oggi" 21/03/2007 pag. 31.

Lavoro in una pubblica amministrazione e devo constatare che, senza il prezioso apporto di persone che mi lavorano accanto con i contratti più disparati, spesso non si potrebbe erogare neanche il livello minimo dei servizi.

Senza queste persone, la pubblica amministrazione sarebbe veramente poco efficiente.

Anche in riferimento alla spesa la sua posizione mi risulta inspiegabile.

Le questioni sono due: o queste persone sono pagate per svolgere lavori che non servono, oppure Lei sta dicendo agli italiani che, all'interno della lotta per migliorare le condizioni del lavoro portata avanti da questo governo, nella pubblica amministrazione vi sono persone sfruttate e sottopagate rispetto al lavoro che svolgono.

Mi perdoni ma questo non può e non deve essere un motivo sufficiente per non stabilizzare le loro posizioni, semmai il contrario: deve esserlo per regolarizzare la situazione sia dal punto di vista retributivo che da quello dei diritti e delle tutele.

La questione del concorso e dei requisiti è poi un altro argomento su cui vale la pena soffermarsi con attenzione.

Ritengo infatti che dopo anni di lavoro, a volte anche più di dieci, svolto con la stessa qualità e le stesse modalità di un lavoratore dipendente, le questioni siano sempre due: o si deve dare per oramai superata nei fatti una prova concorsuale, che fra l'altro spesso seleziona persone che non sono in grado di svolgere immediatamente determinate mansioni e raggiungono una minima professionalità dopo un lungo periodo di lavoro svolto sul campo oppure, caro signor Ministro, c'è qualcuno all'interno della pubblica amministrazione che "assume" personale indipendentemente dalla capacità lavorativa e, pur avendone constata l'inettitudine, provvede al rinnovo dei loro contratti.

E' evidente che sia questa la malattia da curare, sempre che ci sia.

Spezzo quindi una lancia a favore di colleghi che, pur in condizioni di difficoltà emozionali (non posso nemmeno immaginare quale possa essere il loro stato d'animo quando, in scadenza di contratto, spesso annua se non addirittura semestrale o trimestrale, non sanno se dopo dieci giorni continueranno a lavorare oppure no) lavorano con coscienza spesso anche in presenza di pressioni di carattere ricattatorio.

Questo si che distoglie la mente dal lavoro, fa diminuire la produttività e alimenta sentimenti che poco hanno a che vedere con l'entusiasmo e la fidelizzazione alla struttura tanto sventolata e promossa nei corsi di formazione, senza contare le perdite in materia di produttività, efficacia ed efficienza dei servizi erogati nel caso di sostituzione di personale oramai qualificato con nuovo personale ovviamente inesperto.

Gradirei pertanto, signor Ministro, che da un Ministro, e sottolineo un Ministro di sinistra vi siano riflessioni su questo argomento che mettano accanto alle esigenze organizzative della pubblica amministrazione le esigenze di persone, donne ed uomini in carne ed ossa, che hanno la necessità, oltre che il diritto, di guardare al futuro con serenità.

I miei più sinceri auguri di buon lavoro

Maurizio Buda
dipendente del Comune di Ancona





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