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Un'Autorità sulle nostre spalle. O meglio, nelle nostre tasche
Marzia Bonacci, 15 marzo 2007, 18:18
Il caso
L'onorevole Aleandro Longhi ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo perchè l'Autority per l'energia elettrica e il gas debba pesare sulla bolletta dei cittadini e perchè i suoi componenti abbiano visto un aumento degli stipendi del 29,3%
Il caso è stato sollevato da Aleandro Longhi, fino a poche settimane fa deputato dei Ds e de L'Ulivo, oggi sostenitore del partito di Diliberto, il Pdci. Mercoledì 14 marzo, l'onorevole Longhi ha presentato un'interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e dell'Economia e Finanze chiedendo spiegazioni in merito alla crescita esponenziale che, dal 2003 ad oggi, hanno subito gli stipendi dei membri che fanno parte dell'Autorità per l'energia elettrica e per il gas (AEEG). Una crescita degli emolumenti che, secondo quanto riportato nell'interrogazione parlamentare, sarebbe pesata sulle tasche dei cittadini italiani, avendo l'autorità stessa attinto dalla bolletta dell'energia elettrica che questi pagano.
L'Autorità per l'energia elettrica e per il gas è stata per lungo tempo composta da un presidente e da altri due membri, nominati con decreto dal Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del ministro competente, attualmente quello dell'Economia e delle Finanze. La prima terna di componenti dell'AEEG (2003) era quindi formata da questi tre responsabili ed è rimasta tale fino al luglio 2004, quando uno di loro rassegnò le dimissioni senza mai essere materialmente sostituito. Proprio dall'anno 2003 fino ad oggi, secondo Longhi, i membri dell'Autorità hanno visto crescere il loro stipendio in modo esponenziale passando dalla "non disprezzabile cifra di 346.000 di euro pro capite a 447.500 del 2006 realizzando in tal modo un incremento del 29,3%". Un arricchimento che, come sostiene il deputato del Pdci, appare "smisurato" soprattutto tenendo conto del fatto che sembra in evidente contraddizione con "la situazione dei conti pubblici e ...con la legge finanziaria del 2007", la quale si proponeva appunto il "contenimento e la pubblicità delle retribuzioni per i dirigenti e i titolari di incarichi pubblici". Una questione economica che si trasforma in questione morale e di rispetto verso gli impegni presi dal governo.
Ma la denuncia di Longhi non si ferma a questo. L'onorevole infatti evidenzia come vi sia stata una crescita degli introiti da parte dell'AEEG anche grazie alla possibilità che questa Autorità ha di prelevare un'aliquota dalle bollette dell'energia pagate dai cittadini. Per l'anno 2006 l'AEEG ha stabilito, in base anche all'andamento dell'anno precedente, di lasciare l'aliquota di prelevazione dalle bollette allo 0,3% per mille, arrivando ad una previsione di entrata di circa 23 milioni di euro. Questo 0,3% per mille è stata mantenuto in variato anche per il 2007. Purtroppo per i cittadini, però, "essendo il prezzo dell'energia elettrica correlato al prezzo del greggio", lo 0,3% ha significato una maggiore prelevazione dalle loro bollette elettriche. Una condizione che ha comportato all'AEGG un introito di circa 29.150.000 euro. In sostanza, 6 milioni e 150 mila euro in più dal 2006 al 2007 (29.150.000 - 23.000.000 = 6.150.000). Una spesa che l'Autorità ha tenuto sempre a precisare "non costa nulla allo Stato", ma che, sottolinea Longhi, costa certamente ai cittadini, a cui questi soldi sono prelevati attraverso i pagamenti dell'elettricità utilizzata. Una situazione che secondo l'onorevole appare "ambigua" e che merita "un ripensamento dell'assetto generale", soprattutto tendo conto della crescita degli stipendi di cui si parlava prima e delle intenzioni immobiliari che sono state accennate dall'Autorità (e che ora vedremo).
Ultimo elemento di polemica sollevato dal deputato riguarda poi le sedi scelte dall'AEGG. Secondo una legge del novembre 1995, la numero 481, "al fine di consentire una equilibrata distribuzione sul territorio italiano degli organismi pubblici che svolgono funzioni di carattere nazionale, più Autorità per i servizi pubblici non possono avere sede nella medesima città". Coerentemente con questo, ricorda l'interrogazione, la presidenza del Consiglio nel 1996 ha fissato la sede dell'AEGG nella città di Milano. Peccato però, ricorda Longhi, che poi si sia proceduto ad aprire una altra sede a Roma, in via dei Crociferi, che ora dovrebbe essere addirittura comprata al prezzo di 7.050.000 di euro. Così è cominciato un via vai di spostamenti di lavoratori ed impiegati dal centro milanese a quello romano, assurto a riferimento principale, in pieno contrasto con il decreto del 1996.
Un aspetto, anche questo, che merita secondo Longhi un approfondimento e una risposta dalle autorità competenti.
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#1 · bellavita
16 marzo 2007, 10:41 l’on. Longhi e qualcuno del suo gruppo, o vicini, faccia qualcosa di più: chieda una commissione di indagine parlamentare sulle Authorities : cosa costano, cosa hanno fatto, come sono stati assunti i dipendenti, chi ha scelto i fornitori, chi eventualmente ha venduto o affittato loro i palazzi. Perchè finora sono servite solo per dare stipendi da bankitalia a avvocaticchi senza clienti, e la maggior parte del loro tempo lo hanno impiegato in conflitti di competenza. Ma sono tanto di moda, e fanno tanto lib inglese… Si coordini con Folena, che è nella posizione giusta e potrebbe farsi un nome con questa battaglia. Se perde,...tengo anch’io qualche amico da sistemare….