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16 aprile, Giordano sarà in piazza
Marzia Bonacci, 14 marzo 2007, 21:15
Scuola
Il segretario di Rifondazione dichiara che parteciperà alla mobilitazione del settore, sostenendo però l'opportunità che invece i ministri stiano a casa. Fioroni gli risponde che lo sciopero indetto dalla categoria sarà evitato accogliendone le istanze
Questa volta è la mobilitazione del mondo della scuola, prevista per il prossimo 16 aprile, a portare qualche segno di fibrillazione nell'esecutivo di Romano Prodi, dopo la dichiarazione pubblica con cui il segretario di Rifondazione comunista ha reso nota la propria volontà di partecipare alla giornata di protesta. "Io sosterrò lo sciopero della scuola, sarò alla manifestazione per chiedere al governo esattamente quello che chiedono i sindacati", ha affermato Franco Giordano negli studi di Radio Bbs Popolare Network dove ha preso parte alla trasmissione questa mattina. A proposito della protesta organizzata da Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo dei contratti del settore, Giordano si è mostrato convinto che "sulla scuola noi dobbiamo accelerare di più il mutamento e la cancellazione nei fatti della legge Moratti".
Mentre "dobbiamo contemporaneamente - ha proseguito il segretario del Prc - determinare le condizioni per un'effettiva e rapida regolarizzazione dei precari della scuola".
Una partecipazione, la sua, che lo stesso Giordano ha giustificato differenziandola da quella dei compagni di partito e non che al contrario siedono nell'esecutivo: "penso che quando ci sono manifestazioni contro il governo, per questioni di stile, è meglio - ha affermato il segretario - che i ministri non vadano".
Ritorna dunque il leit motiv che anima da diversi mesi una parte del dibattito politico anche all'interno dello stesso partito di Giordano, riassumibile nell'ormai frequente interrogativo sul ruolo che il Prc debba rivestire: se quello di una forza di governo o di piazza. Una domanda a cui per il momento, e per quel che riguarda l'appuntamento del 16 aprile, Giordano ha risposto con una differenziazione dei ruoli.
Lo sciopero generale dei docenti e del personale Ata (amministrativi tecnici e ausiliari) della scuola è stato convocato da Flc Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, scaduto ormai 15 mesi, e la conseguente perdita del potere d'acquisto. Nella piattaforma sindacale compare anche la richiesta al governo di "un confronto sul Memorandum sulla scuola per rilanciare il ruolo centrale della scuola pubblica per lo sviluppo e la coesione del Paese".
Una piattaforma che il ministro Giuseppe Fioroni ha dichiarato di condividere e a cui cercherà di dare risoluzione, evitando così al segretario del Prc la fatica di partecipare alla manifestazione. "Mi auguro di risolvere il problema prima del 16 aprile risparmiandogli (a Giordano, ndr) la fatica di scendere in piazza", ha affermato con una vena polemica il responsabile del dicastero dell'Istruzione. E, sempre ritornando sulle dichiarazioni del segretario e sulla giornata del 16 aprile, ha poi aggiunto: "a me pare che Giordano abbia detto di voler sostenere le rivendicazioni dei sindacati, per le quali il ministero si sta impegnando. Il contratto va rinnovato tenendo conto delle risorse disponibili, che devono essere compatibili con i risparmi previsti nel biennio 2004-2005, da reinvestire poi nel rinnovo dei contratti della scuola. Mi sembra una rivendicazione corretta e spero che il governo precedente abbia accantonato le risorse necessarie. Con il ministero del Tesoro -ha concluso Fioroni- ci stiamo muovendo proprio in questa direzione".
Non poteva mancare la replica del segretario, il quale ha dichiarato di apprezzare l' apertura del ministro: "non posso che accogliere con favore le parole con cui il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha dichiarato di condividere la piattaforma rivendicativa delle organizzazioni sindacali e di voler risparmiare non solo a me, ma a tutto il mondo della scuola, la fatica di uno sciopero" ha sostenuto Giordano.
Stesso sostegno del Prc giunge anche dal partito dei Comunisti italiani."Questa protesta del mondo della scuola è del tutto comprensibile: il personale della scuola attende da 15 mesi il rinnovo del contratto, mentre il precedente, siglato dal governo Berlusconi, era stato sottoscritto con due anni di ritardo", ha affermato la senatrice del Pdci Maria Pellegatta, vicepresidente della Commissione Istruzione, la quale ha anche voluto sottolineare l'importanza che "il ministero della Pubblica Istruzione e l'Agenzia competente" si impegnino per "la ripresa della trattativa" visto che "la legge finanziaria ha predisposto le risorse per il contratto e l'impegno dell'Unione è quello di attuare una politica scolastica che parifichi i livelli retributivi e il ruolo degli insegnanti italiani agli standard europei".
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