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Financial Times: Italia, Grecia e Turchia non protette
Marzia Bonacci, 12 marzo 2007, 17:46
Scudo Usa nell'Est
Secondo fonti Nato citate dal quotidiano inglese il sistema anti-missilistico che gli americani vorrebbero installare in Polonia e nella Repubblica ceca non coprirebbe l'Europa sud-orientale. Per Massimo D'Alema la questione, che vede contrarie la Russia e la Francia, va discussa fra l'Alleanza e l'Ue
"Non è possibile gestire questo tema a livello di relazioni bilaterali fra Stati Uniti e qualche singolo Paese europeo". Con queste parole anche il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, si è inserito all'interno del dibattito politico sollevato dall'intenzione degli Usa di collocare un sistema anti-missilistico in Repubblica Ceca e Polonia. "La mia opinione è che l'Unione europea da un lato, e la Nato, dall'altro, debbano discutere su questo tema", ha poi sottolinea D'Alema, in occasione di una conferenza stampa congiunta tenuta a Lisbona con il collega portoghese Luis Amado. Il responsabile della Farnesina si è anche detto d'accordo con il segretario generale della Nato, Yaap De Hoop Scheffer, sull'importanza che vanga realizzato un dialogo tra Vecchio Continente e Alleanza Atlantica visto che si tratta di un "problema che riguarda la coesistenza, la stabilità e la sicurezza in Europa".
E D'Alema è anche intervenuto sulla questione più generale della corsa agli armamenti affermando come "recentemente visitando il Giappone ho tentato di rilanciare la necessità di un impegno internazionale per il Trattato di non proliferazione e per la riduzione degli armamenti", considerando "con grande preoccupazione l'aumento della spesa militare da parte delle grandi potenze, comprese la Cina e la Russia".
Il tema dell'installazione antimissilistica americana nell'Est Europa, avversato dalla Russia, è stata sollevato anche oggi da un articolo-intervista pubblicato dal Financial Times. Secondo alcuni esperti e funzionario della Nato citati dal FT sarebbero ben tre i paesi che rischierebbero di rimanere esclusi dalla protezione antimissilistica che gli Usa vorrebbero collocare in Polonia (10 missili intercettori) e nella Repubblica Ceca (radar): Italia, Grecia e Turchia, considerati troppo vicini all'Iran e necessitanti di un sistema aggiuntivo a corto raggio in caso di attacco dalla Repubblica islamica.
Il segretario generale della Nato, Jaaap de Hoop Scheffer, intervistato dal quotidiano britannico, ha commentato direttamente questa situazione di esclusione: "quando si tratta di difesa missilistica, non dovrebbero esserci paesi di serie A e paesi di serie B", ha dichiarato de Hoop Scheffer, che però ha anche voluto insistere sul fatto di "non credere che arriveremo a questo punto" e che "l'indivisibilità della sicurezza è la chiave" da cui partire.
Secondo alcune fonti interpellate dal giornale londinese, "sarebbe sia tecnicamente che economicamente fattibile un'estensione della protezione ai paesi non coperti entro l'inizio del prossimo decennio". E lo stesso Scheffer ha ricordato che la Nato è in possesso di "uno studio di fattibilità che dice che è ben possibile in teoria usare la difesa missilistica per proteggere l'Europa nel suo insieme, ma ciò richiede discussione politica, e su chi pagherà cosa". Nodo centrale secondo il segretario Nato è quello di ammettere unanimemente l'esistenza di una minaccia che secondo gli Usa proverebbe principalmente da Teheran e dalla Corea del Nord; un tema che comunque verrà affrontato anche nella riunione dei ministri della Difesa Nato in programma per giugno a Bruxelles.
Il problema che rimane dunque da chiarire è se sia il caso di affiancare il sistema Usa (dagli alti costi, più di 10 miliardi di dollari all'anno, e la cui efficacia è stata messa in dubbio da alcuni analisti) con un sistema Nato, che potrebbe costare meno di 10 miliardi e coprire tutta l'Europa. In questo caso, una delle soluzioni tecniche per colmare il vuoto di protezione nell'Europa meridionale ed Orientale, che coinvolge soprattutto Italia, Grecia e Turchia, potrebbe essere fornito da missili Patriot e da un radar Aegis da installare sulle navi dell'Alleanza nel Mediterraneo.
Il segretario ha anche risposto alle preoccupazioni sollevate da Mosca: "non bisogna essere un genio tecnologico o un Einstein per capire che questo non può essere diretto contro i russi e che non può diminuire la loro capacità di colpire per primi", ha affermato al Financial Times. In realtà, non è solo la Russia ad aver espresso la propria contrarietà verso il progetto americano, anche la Francia in occasione del vertice Ue tenutosi giovedì e venerdì scorso, per bocca del presidente Jacques Chirac, aveva messo in guardia sul rischio che il programma missilistico Usa possa riaprire vecchie divisioni nel continente europeo.
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