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Il centrodestra "sotto" il ponte

Fulvia Bandoli*,   11 ottobre 2006, 17:32

Il centrodestra Grandi opere     Bocciata alla Camera una mozione presentata da La Loggia (Forza Italia) che chiedeva a gran voce di mantenere "gli impegni" del Governo Berlusconi ...impegni per la verità scarsi, volti a finanziare gli ennesimi studi di fattibilità e alcuni lavori di scasso del terreno



Il centrodestra ha cercato, in queste settimane, di metterci in difficoltà sia sulla Tav sia sul Ponte sullo Stretto di Messina...direi che gli è andata male su entrambe le cose.
In particolare alla Camera si è discussa una Mozione presentata da La Loggia (Forza Italia) che chiedeva a gran voce di mantenere "gli impegni" del Governo Berlusconi sul Ponte...impegni per la verità scarsi, volti a finanziare gli ennesimi studi di fattibilità e alcuni lavori di scasso del terreno.

Perché va detto che la destra urla e strepita sul Ponte, ma anche questa è una delle tante opere virtuali sulle quali non era stanziata neppure una minima parte dei soldi necessari ad attuarla. Spesso la destra accusa il nuovo governo di essere troppo condizionato dagli ambientalisti... persone che secondo le destre dicono sempre NO, vogliono tornare all'età della pietra... mentre loro sarebbero moderni e preoccupati del futuro del Paese.

Vorrei allora portare qualche elemento che aiuti a ristabilire la verità dei fatti, poi ogni cittadino valuterà. Il concetto di opera pubblica o di grande infrastruttura è generico, ci sono tante opere, e alcune sono più necessarie e urgenti rispetto ad altre. C'è qualcuno che può forse negare che la più grande opera pubblica necessaria oggi in Italia, dato il prezzo di vite e i danni enormi, sia il riassetto idrogeologico del territorio?
O che il modo più efficace di diminuire le emissioni in atmosfera e di rendere più sicure le strade sia trasferire almeno il 25% di merci dalla gomma al ferro? Eppure queste spesso non vengono considerate grandi opere... così come non lo sarebbero le reti idriche, depurative, fognarie e la chiusura qualificata del ciclo dei rifiuti.

Nessuno nel centrosinistra e tanto meno gli ambientalisti sono mai stati su posizioni che negano la necessità di infrastrutture importanti in Italia e nel sud in particolare. Ma per noi quelle che ho detto sopra sono le priorità. Sono opere diverse da quelle scelte dalla destra... ma abbiamo più probabilità di concretizzarle, perché non sono avveniristiche, e portano sicuramente più lavoro e più qualità dello sviluppo nel Mezzogiorno.
Coloro che, al contrario, non hanno voluto infrastrutture al sud sono quelli che si sono baloccati per oltre trent'anni con il Ponte e intanto non facevano nulla su altri e indispensabili settori (acqua, depurazione, ferrovie, portualità).

Questa nuova maggioranza ha scelto finalmente altre priorità, ferrovie veloci, porti, aeroportualità, reti idriche e completamento della Salerno-Reggio Calabria. Nel programma dell'Unione c'è scritto che noi intendiamo sospendere le procedure per il Ponte perché non riteniamo prioritaria in questa legislatura quell'opera. Questa è la posizione sottoscritta da tutta l'Unione e fa piacere che la mozione passata oggi in Aula la rispecchi per intero. Così come valuto significativo che la mozione La Loggia sia stata respinta con molti più voti contrari di tutti quelli dell'Unione messi assieme. Infine, la parte di risorse che il precedente governo aveva attribuito ad altri ennesimi studi esecutivi effettuati dalla società per il Ponte sullo Stretto, nella finanziaria, presentata dal centrosinistra nei giorni scorsi, andrà su opere più urgenti e utili. Opere che creeranno lavoro e saranno volte a colmare lo scarto forte che esiste ancora tra le debolissime reti al sud e la situazione del nord del paese.

Si può concordare o meno, ma non si può dire che blocchiamo lo sviluppo... noi cerchiamo di privilegiare la qualità ambientale e sociale dello sviluppo quali bussole per le nostre scelte.

La destra condonava l'abusivismo edilizio, cementificava le coste minando il turismo, non rinnovava le reti impedendo ad una qualsiasi economia di crescere... e prometteva un bel monumento, tra dieci-quindici anni.

Come ho scritto altre volte il Ponte sarebbe come trapiantare un dito nuovo in una mano interamente paralizzata, la mano intera non ne avrebbe alcun beneficio. Bisogna invece riabilitare tutta la mano, far scorrere acqua, treni, strade importanti di collegamento, potenziare i porti.
Per il qui e ora il centro destra non proponeva mai nulla.

Noi dobbiamo adesso dimostrare che sappiamo dare risposte al mezzogiorno costruendo nei prossimi anni reti indispensabili per vivere civilmente, produrre, attrarre turismo qualificato. Per noi si chiama sviluppo sostenibile, ed è sviluppo vero e concreto. Non è la narrazione della favola del Ponte.

* ecologista, direzione Ds





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