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Nel Gotha dei miliardari, l'India è la nuova protagonista
Marzia Bonacci, 09 marzo 2007, 18:40
Mondo
La rivista Forbes stila la classifica dei super ricchi del pianeta: per la tredicesima volta è ancora Bill Gates a conquistare la vetta. Ma la vera novità è rappresentata dal crescente ruolo guadagnato dagli indiani, con il magnate dell'acciaio Lakshmi Mittal. Berlusconi è il primo fra gli italiani
Li chiamano "seriously rich", ovvero "veramente ricchi" perchè capaci di vantare un patrimonio netto non inferiore al miliardo di dollari (intorno a 800 milioni di euro). Il loro censimento viene fatto e pubblicato da vent'anni a questa parte dalla celebre rivista Forbes, la quale con molta modestia si definisce "la Bibbia mondiale del capitalista, o aspirante capitalista". Anche per il 2007 Forbes ha naturalmente stilato la sua classifica annuale.
Nell'ultimo numero dedicato ai super ricchi del mondo, la rivista americana ha deciso di regalare al nostro paese un ruolo centrale, affidando a Flavio Briatore l'onore di campeggiare sulla sua copertina. Seduto sul cofano giallo uovo di una Renault Gran Premio di Formula 1, il leader e protagonista delle corse automobilistiche è immortalato insieme all'inseparabile promessa sposa Elisabetta Gregoracci, molto famosa oltreoceano per aver pubblicizzato come modella il celebre Wonderbra, immancabile nel guardaroba di tante aspiranti maggiorate. Sebbene "uomo da copertina", Briatore non avrebbe diritto a figurare nella classifica non varcando la soglia economica richiesta per poter essere annoverati fra i supermiliardari del pianeta. Il nostro Flavio infatti possiede un patrimonio che si aggira "soltanto" intorno ai 150 milioni di dollari (120 milioni di euro) che, pur essendo una cifra stimabile, certo non può competere con le ricchezze ben più cospicue degli altri megamiliardari. E allora perchè esporlo a tanta visibilità? La rivista americana giustifica la propria scelta riferendosi al fatto che Briatore sebbene non così ricco, sia però da considerare un modello di riferimento nella capacità di divertirsi e di vivere. Ars amandi e ars vivendi a parte, a spiccare in cima alla lista dei 945 ricconi mondiali è ancora una volta (la 13esima per la precisione) Bill Gates. Fondatore della Microsoft, l' "Harry Potter" dell'informatica vanta una fortuna di 56 miliardi di dollari (6 in più dello scorso anno) e 40 mila appartamenti del valore di un milione di euro ciascuno. Pur più ricco di Briatore, Gates però ne rappresenta l'anti-modello: viaggia in classe economica e si dedica alla filantropia.
Seguono il leader della Microsofrt altri nove miliardari che formano la cosiddetta top 10: Warren Buffett, attivo nel settore degli investimenti (Usa); Carlos Slim Helu, magnate della telefonia (Messico); Ingvar Kamprad della celebre Ikea (Svezia); Lakshmi Mittal, magnate dell'acciaio (India); Shledon Adelson, investitore in casinò e hotel (Usa); Bernard Arnault della LVMH (Francia); Amancio Ortega, proprietario di Zara (Spagna); Li Ka-Shing (Hong Kong); David Thomson, impegnato nel campo dell'editoria (Canada).
Dato importante, Forbes afferma che il 60% dei miliardari dei diversi 53 paesi presi in considerazione abbiano creato autonomamente la loro fortuna. Altro elemento interessante, il numero di super-ricchi è cresciuto passando dai 793 dell'anno scorso ai 946 attuali. Per una ricchezza totale di 3.460 miliardi di dollari, il 35% in più rispetto ai 2.600 miliardi del 2006.
Per quanto riguarda il nostro paese, l'Italia si colloca in una posizione piuttosto scarsa con sole 13 presenze. A guidarle -prevedibilmente - Silvio Berlusconi, che con 11 miliardi di dollari di patrimonio (8,8 miliardi di euro) si aggiudica un rispettabile 51° posto. Rispettabile, appunto, ma in retrocessione rispetto al 37° dell'anno scorso. Seguono Ferrero e Del Vecchio (10 miliardi di dollari ciascuno, 8 miliardi di euro), poi il quartetto dei Benetton (Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano) che con 2,5 miliardi di dollari per ciascuno raggiungono insieme la stessa cifra), Giorgio Armani (4 miliardi di dollari; 3,2 miliardi di euro), Francesco Gaetano Caltagirone (2,7 miliardi di dollari; intorno ai 2 miliardi di euro), Miuccia Prada e famiglia (2,5 miliardi di dollari, ovvero poco meno del patrimonio di Caltagirone). In successione poi compaiono Mario Moretti Polegato (calzature Geox, 2,2 milardi di dollari pari a 1, 8 miliardi di euro circa), Ennio Doris (stessa cifra, settore assicurazioni), Stefano Pessina (settore farmaceutico, fondatore del gruppo Alliance UniChem di recente fuso con la britannica Boots, anche lui con un patrimonio dell'ordine di 1,8 miliardi di dollari).
E' interessante notare come dal Gotha d'oro sia scomparsa la realtà dei vecchi grandi protagonisti delle attività industriali e finanziarie, quei tradizionali "salotti buoni" dell'economia. Non è un caso che nel passato recente Forbes è arrivata anche ad inserire fra i più ricchi del pianeta lo stesso lider maximo, citandolo come uno dei maggiori possidenti economici nel mondo dei capi di stato. Un inserimento che però fu poco gradito dal compagno Castro, il quale protestò con veemenza minacciando di adire vie legali.
Per quanto riguarda l'Europa non ci sono particolari protagonisti emergenti nell'Olimpo della ricchezza. Certamente la Germania e la Gran Bretagna nell'elenco dei grandi capitalisti occupano una posizione importante, con rispettivamente 55 e 29 nomi, ma se si esclude la Spagna, il Vecchio Continente sostanzialmente non ha visto la crescita di astri nascenti capaci di vantare quel miliardo di dollari che li rende degni di considerazione per la compilazione della lista dorata.
Fanno eccezione, come si diceva, gli spagnoli (con ben 10 neomiliardari su 20 in totale), ma anche gli svizzeri con nomi poco conosciuti come quello del 78enne Sergio Mantegazza (case da gioco) e, inaspettatamente, la Serbia e la Romania, che per la prima volta figurano nella classifica con un neomiliardario ciascuna: il romeno Ion Tiriac, attivo nel settore delle banche e delle assicurazioni, con una fortuna di 1 miliardo e 100 milioni di dollari (880 milioni di euro) e il serbo Miroslav Miskovic (1 miliardo di dollari, pari a 800 milioni di euro).
Terreno di nuova ricchezza, nell'Europa orientale, appare invece la Russia. Con i suoi 19 neomiliardari su 53, la terra di Lenin e Tolstoij ha superato la Germania, realizzando un valore di ricchezza aggregato di 282 miliardi di dollari. I russi sono secondi soltanto agli americani nella corsa al capitale, anche se gli States hanno sempre un ruolo da protagonisti indiscussi perchè oltre a posizionarsi al vertice della classifica con Bill Gates, ne occupano anche 55 posizioni (il 44% del totale) con diversi nuovi personaggi fra cui Howard Schultz, presidente di Starbucks. A guidare la classifica del grande stato dell'Est, il solito Roman Abramovich, patron del Chelsea; lo segue al secondo posto (35mo nella graduatoria Forbes) il petroliere Suleiman Kerimov.
La vera novità segnalata da Forbes è comunque rappresentata dall'Asia con 45 neomiliardari. Ulteriore elemento innovativo consiste poi nel fatto che questi nuovi ricchissimi non si concentrano come ci si aspetterebbe in Cina ma, in maggioranza, provengono dall'India, dove rispetto al 2006 si notano 36 nomi dei quali 14 compaiono per la prima volta. Un guinness con cui la nuova "Tigre d'Oriente" ha sorpassato per la prima volta, come numero di miliardari, lo stesso Giappone, con un totale di 36 presenze e 191 miliardi di dollari, contro 24 e 64 miliardi di dollari del Sol Levante. Alla vetta dei miliardari indiani si colloca il 56enne magnate dell'acciaio Lakshmi Mittal, con un capitale di 32 miliardi di dollari, quinto nella classifica globale. Tra gli altri "paperoni" vi sono Mukesh e Anil Ambani della Reliance; il presidente della Wipro, Azim Premji; il leader del Bharti Group, Sunil Mittal; e il numero uno dell'Aditya Birla Group, Kumar Mangalam Birla.
E la Cina, da tempo lanciata alla conquista industriale ed economica del mondo? Lo stato di Pechino, con 18 nomi, continua il suo processo di crescita, arrivando a vantare anche la presenza di donne, fra le quali spicca una miliardaria produttrice di tortelli. In complesso nella classifica si incontrano soltanto 83 esponenti del genere femminile.
Nonostante il trend positivo della "Cindia", è comunque sempre Hong Kong a recitare la parte principale, con il 79enne immobiliarista Lee Shau Kee che possiede un patrimonio di 17 miliardi di dollari (circa 13 miliardi e mezzo di euro).
Naturalmente occupano uno spazio importante i manager del petrolio mediorientali, in maggioranza re. Un certo dinamismo economico si nota anche in America Latina, anche se in una forma ancora piuttosto instabile, discontinua e con fortissime disparità.
Negativa invece permane la situazione dell'Africa.
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