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Età pensionabile o piena occupazione?
Paolo Leon, 26 febbraio 2007, 18:52
Questo mese su Aprile, il mensile
Chiunque si dichiari riformista deve tornare al tavolo da disegno della riforma del mercato del lavoro, abbandonare le scorciatoie di Treu e Biagi, ricostruire la tensione per la vera piena occupazione, e nel verificare il successo della nuova riforma, agire sull'età pensionabile
Perché tanta intensità di dibattito sulle pensioni? E perché tanti organismi internazionali si affollano attorno al nostro sistema pensionistico per ridurne le dimensioni, privatizzalo, limitare il suo peso sullo Stato Sociale? La domanda non è affatto retorica, perché dopo la riforma Dini, il nostro sistema è in linea con gli altri sistemi europei, che hanno cambiato meno e più tardi del nostro.
Se togliessimo dalla previdenza gli elementi di assistenza pubblica, che gravano sui conti degli enti previdenziali, il vantaggio italiano sarebbe eclatante. E' bene porsi il problema, anche per eliminare quel senso di urgenza e necessità che viene attribuito a questa questione dall'Unione Europea e dalla nostra stessa Banca Centrale.
Le pensioni costano troppo allo Stato, ci si dice, ed è prioritario ridurre il debito pubblico. Va detto con chiarezza, però, che le domande che provengono dalle agenzie internazionali puntano a ridurre il nostro deficit, non perché sia eccessivo in sé, ma perché impedisce agli altri paesi di entrare nel mercato dei titoli obbligazionari pubblici, oggi fortemente monopolizzato da quelli italiani. In pratica, i titoli italiani spiazzano quelli esteri. Ora, sul mercato dei titoli e nell'area dell'Euro, non ha alcuna importanza se la denominazione è italiana, francese o tedesca. Ciò che dovrebbe accontentare la BCE è la stabilizzazione del rapporto tra debito e PIL in ciascuno stato membro, non la riduzione del debito. Se invece si vuole ridurre il debito, si deve dichiarare apertamente che l‘economia italiana deve essere trattata come si usava una volta con le potenze vinte nelle guerre mondiali, perché la riduzione del nostro debito è simile in tutto alle riparazioni post belliche che portano con sé bassa crescita, se non stagnazione, quelle che Keynes, dopo la fine della prima guerra criticò e che furono poi la base della nascita del nazismo.
Naturalmente, né il FMI né la BCE esplicitano il loro pensiero e perciò lo mascherano, sostenendo che, con l'invecchiamento della popolazione, la spesa pensionistica crescerà in relazione al minor numero di lavoratori in grado di pagare i contributi, dai quali provengono le pensioni per gli anziani. Così, basta allungare la vita lavorativa in proporzione all'invecchiamento, e il numero di lavoratori contribuenti crescerà, stabilizzando il sistema.
Lo stesso effetto, con benefici economici molto maggiori, si produce se aumenta il numero di lavoratori, e se questi lavoratori contribuissero in relazione a salari e stipendi derivanti da contratti a tempo indeterminato (e, preferibilmente, pieno). Esistono in Italia ampie riserve di forza lavoro non occupata nel settore giovanile e soprattutto femminile: portare questa forza lavoro sul mercato compenserebbe ampiamente l'effetto dell'invecchiamento e renderebbe il sistema pensionistico largamente autosufficiente. Esiste anche un'ampia riserva di lavoro nero - italiana e immigrata - che riceve salari bassi e non paga i contributi - anzi, di recente abbiamo assistito al paradosso di immigrati regolarizzati e perciò non più sommersi, mentre molti italiani (compresi i loro datori di lavoro) continuano a restare sconosciuti al mercato ufficiale del lavoro.
Non si può negare che l'allungamento della vita lavorativa sia opportuno per molte categorie di lavoratori, così come per molte altre è sbagliato. Non si può nemmeno negare che la domanda di lavoro delle imprese e del settore pubblico cessa di rivolgersi a persone che abbiano un'età superiore a 45-50 anni, se si eccettuano le alte cariche aziendali e dello Stato.
Queste osservazioni suggeriscono che noi più che un problema pensionistico, ne abbiamo uno occupazionale. Il problema pensionistico è figlio di quello occupazionale. Il problema a cui sfuggono, sia i governanti sia le agenzie internazionali è quello di politiche economiche e sociali dichiaratamente liberiste, tutte predicate sull'offerta, che non garantiscono nulla in chiave occupazionale: è il mercato che determina i volumi, la qualità dell'occupato, la sua età, il suo sesso.
Hic Rhodus, dunque. Chiunque si dichiari riformista deve tornare al tavolo da disegno della riforma del mercato del lavoro, abbandonare le scorciatoie di Treu e Biagi, ricostruire la tensione per la vera piena occupazione, e nel verificare il successo della nuova riforma, agire sull'età pensionabile.
Se si ritiene che il mercato del lavoro non possa subire un intervento pubblico volto ad allargare l'occupazione, non si hanno i numeri per governare.
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#2 · giuliano garavini
02 marzo 2007, 10:36 Molto interessante e considivisibile. Ora ci aspettiamo magari anche un manifesto di economisti di sinistra che espliciti queste tue prime valutazioni. Sarebbe importante se no tocca sentire sempre i deliri del Ministro#3 · Marcello Marani
03 marzo 2007, 19:11 Per prima cosa inviterei l’autore dell’articolo di usare invece che “rifomista” la parola “riformatore”, perchè dell’abusato e svalutato attributo di riformista si ammantano ormai tutti, dalla Lega ad AN, da FI all’UDC, dai Margheriti a RC passando per Verdi, DS, PdCI, UDEUR e via etichettando. E se si può parlare di “Alternanza Riformista” nei Paesi indipendenti e di democrazia compiuta, questo non è possibile da noi, che siamo ancora un paese teleguidato dagli SUA e dalla SS. Uno Stato a Sovranità limitata, che non è stato ancora capace di dare piena concretizzazione ai diritti stabiliti dalla Costituzione. Ecco allora la necessità di un Governo di “Alternativa riformatrice”, che ponendo al centro del sistema, i principi Costituzionali e primi fra tutti i diritti dei lavoratori che sono, o meglio e per precisione, dovrebbero essere a fondamento dell’Istituzine Repubblicana, effettui attraverso le imposizioni fiscali, proporzionali e progressive e quelle previdenziali, una perequazione delle pensioni, per dare un avvio alla democrazia economica e ad una giustizia distributiva. Come si può affermare che: “Le pensioni costano troppo allo Stato, ci si dice, ed è prioritario ridurre il debito pubblico”, se non si pone come questione necessaria anche se forse non totalmente sufficiente, una perequazioni che tagli a choi ha troppo per aumentare a chi ha toppo poco. Perchè fintanto che sia pure pochi, percepiranno pensioni di gran lunga superiori ai 3.000 € mensili e liquidazioni miliardarie, sarà difficile che si trovino qualche centinaio di € per aumentare le pensioni al minimo e mettere anche i più disastrati in condizioni di una vita appena appena più dignitosa. E proprio oggi ho visto che le mie due pensioni che ammontavano a 623 € mensili, portate a Gennaio a 652 ed a Febbraio addirittura a 653, per questo mese sono state ridotte a 648, forse per recuperare la prodigalità dei due mesi precedenti. Ma veramente nasce il sospetto: “Non è che ci stanno prendendo per il culo?” Perchè non era per questo che ho votato per il CS! E sono sempre più convinto di rivolgere a mo’ di saluto un: “A non rivederci alle future prossime o lontane elezioni!” www.iltravaglio.it#4 · dino
05 marzo 2007, 11:40 Grazie prof, finalmente qualcuno cerca di rimettere le cose nella giusta prospettiva! Basta pensare alla modifica di tempi (innalzamento dell’età) e modi (rivalutazione coefficienti) VERGOGNOSO TENTATIVO DI IMPOVERIRE TUTTI i soliti personaggi che non hanno voce in politica senza parlare di piena occupazione e separazione tra assistenza e previdenza delle casse dell’INPS, CHE SONO A POSTO! Quando c’è una evasione accertata per il 2006 di 115 Miliardi di Euro, quando a noi vengono chiesti sacrifici, ed altri invece continuano ad esercitare PRIVILEGI vergognosi. Tanto per dire, nel Lazio, è stata sbandierata la riduzione del 10% dello stipendio dei consiglieri regionali; bene, PURTROPPO un consigliere regionale di AN ha scritto a Panorama esponendo i seguenti elementi che sottopongo alla vostra attenzione (ovviamente da verificare): se queste cose sono vere il CS dovrebbe solamente VERGOGNARSI della continua presa per i fondelli dei contribuenti che le tasse le pagano TUTTE e, sembra soprattutto, a LORO VANTAGGIO! L’unica effettiva diminuzione, secondo questo consigliere, ai sensi dell’articolo 32 della finanziaria regionale, è quella del 10 per cento dell’indennità di funzione, e cioè della componente meno cospicua del trattamento economico (pari a circa 70 euro). Questa diminuzione è vanificata, però, dall’aumento, decorrente dal primo gennaio 2006 per magistrati, parlamentari e consiglieri regionali, che la presidenza della Camera, a guida di centrosinistra, ha adottato. Lo ha fatto deliberando il 27 dicembre 2006 con efficacia retroattiva al primo gennaio dello stesso anno. Ciò ha determinato l’aumento per i consiglieri regionali che è stato trasferito, in termini di conguaglio, nella busta paga del primo mese del 2007. Ma a quanto ammonta lo stipendio dei consiglieri regionali (si parla sempre di Lazio, ma non penso che nelle altre regioni sia diverso): lo si vede dalle busta paga pubblicate sulla rivista: dai 9779,72 (cifra netta) del novembre 2006 si passa ai 12740,08 del gennaio 2007, somma quest’ultima sempre netta e comprensiva di aumenti ed arretrati. Il tutto sembra essere documentato e certificato; delle due l’una o i quando dirigenti del centrosinistra pensano di avere a che fare con una marea di beoti, oppure spiegassero questo ben di Dio che si sono regalato. Successivamente a quanto emergerà, e solo dopo, venissero a spiegarci per quale motivo devono rivedere le NOSTRE PENSIONI sia in termini temporali che in termini di valore. Ricordo che poco tempo fa è stato pubblicato l’elenco e l’ammontare della pensione di EX senatori e deputati; loro la pensione la maturano dopo 30 mesi di legislatura ma, piccolo particolare, la ricevono senza cumulo di altri redditi a partire da 50 ANNI (per arrivare ad un ammontare complessivo, approssimato certo ma l’ordine di grandezza rende l’idea, di circa 11 M€ al mese). BASTA PRIVILEGI, BASTA con il lievitare dei costi della politica. Dimostrate la differenza tra governi di CS e CD. Altrimenti spiegateci per quale motivo dobbiamo continuare a votare CS!#5 · franco
06 marzo 2007, 09:26 Si potrebbe anche cominciare con ridurre la pensione a Padoa Schioppa, che dopo 24 anni di durissimo lavoro nelle miniere della Banca d’Italia in quel posto schifoso che è Roma, percepisce la somma di 11000 Euro netti al mese per quattordici mensilità, cumulabile SENZA RIDUZIONE con lo stipendio di Ministro e altre indennità varie. Naturalmente è solo un esempio: centinaia di altri ex alti dirigenti della Banca d’Italia hanno queste pensioni astronomiche (tra questi Ciampi e Dini), totalmente CUMULABILI con altri redditi pubblici (per esempio stipendi o pensioni da parlamentari), mentre se un disgraziato essere umano normale osa continuare a lavorare, dopo essere andato in pensione, a lui il suo assegno viene ridotto di un terzo.#6 · Marcello Marani
06 marzo 2007, 20:05 Sottoscrivo in pieno aggiungendo che andrebbe fatto un repulisti tra gli sfruttatori del lavoro nero che siedono sui banchi in Parla Mento, che “Parlano” e Mentono”, come faceva appunto, notare l’arguto Paolo Rossi. E siccome il Caimano, in una intervista mi sembra sul Corrierone, ha affermato di avere un piccolo gruzzolo di una cinquantina di miliardi di Euro, e di non sapere come spenderlo, suggerirei una riappropriazione della refurtiva ed una condanna a risarcire i danni prodotti da evasioni, corruzioni, ed illegalità varie, facendogli mettere sul tavolo per lo meno 49 miliardi, che sono più della tanto elaborata e sofferta finanziaria. Diciamo una seconda abbondante finanziaria risanatrice, anche percjhè non ci ha mai spiegato perchè l’Euro “di Prodi”, ha impoverito il popolo ed arricchito lui. E non credo che si tratti di miracolo o mistero della fede! E che volete farci se sarà uno solo a strillare per fare stare meglio una cinquantina di milioni di cittadini del Bel Paese? Non sarà che dobbiamo importare i Sanculotti? www.iltravaglio.it#7 · Marcello Marani
06 marzo 2007, 20:10 Sottoscrivo in pieno aggiungendo che andrebbe fatto un repulisti tra gli sfruttatori del lavoro nero che siedono sui banchi in Parla Mento, che “Parlano” e Mentono”, come faceva appunto, notare l’arguto Paolo Rossi. E siccome il Caimano, in una intervista mi sembra sul Corrierone, ha affermato di avere un piccolo gruzzolo di una cinquantina di miliardi di Euro, e di non sapere come spenderlo, suggerirei una riappropriazione della refurtiva ed una condanna a risarcire i danni prodotti da evasioni, corruzioni, ed illegalità varie, facendogli mettere sul tavolo per lo meno 49 miliardi, che sono più della tanto elaborata e sofferta finanziaria. Diciamo una seconda abbondante finanziaria risanatrice, anche percjhè non ci ha mai spiegato perchè l’Euro “di Prodi”, ha impoverito il popolo ed arricchito lui. E non credo che si tratti di miracolo o mistero della fede! E che volete farci se sarà uno solo a strillare per fare stare meglio una cinquantina di milioni di cittadini del Bel Paese? E con un miliado di euro ce ne sono per vivere bene lui, le due famiglie i famigli ed i sodali per generazioni. Altrimenti viene da chiedersi quante bocche abbia per mangiare e scusandonmi per la volgarità, quanti culi per cacare?!? Non sarà che dobbiamo importare anche noi i Sanculotti? www.iltravaglio.it#9 · Marcello Marani
07 marzo 2007, 12:33 Come al solito finge di non capire e cerca di misurarmi con il suo metro che non risponde alle mie misure. Infatti sbaglia alla grande o peggio non capisce che dicendo che gli lascerei un miliardino per goderselo con famiglia e discendenti non so come faccia a vedere la violenza fisica. Vorrei solo che si applicasse la forza della fegge che fa restiture il maltolto e risarcire il danno. Ed è proprio questo che al Caimano fa orrore e trova servi sciocchi, pronti a sostenerlo. Ma non avete paura dell’Inferno, oppure quando Cristo raccontò la storia del cammello e dell’ago stava scherzando? Anzi dovreste persino ringraziarmi, perchè seguendo quella che vorrebbe camiuffarew come mio incitamento alla violenza, oltre che conservargli una viyta diciamo agiata con il miliardo resuiduo, forse potrebbe guadagnarsi persino la vita eterna in Paradiso. Quindi come vede nessuna sopraffazione fisica, ma recupero della refurtiva che i capitalisti ci hanno RAPINATO DALLA PRESA DEL POTERE CON LA GHIGLIOTTINA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE, sostituendo la violenza ed i privilegi dei nobili e del clero con la loro altrettanta sanguinaria ferocia e che continuano a rapinarci quotidianamente grazie ai “Bravi”, vili e servili al loro seguito. E se solo si svelasse alla genti,: “Di che lacrime grondi e di che sangue”, il vostro potere e la vostra ricchezza, allora si che forse si dovrebbe ricominciare con la ghigliottina a tempo pieno! Non so se ha presente che abbiamo il primato delle morti bianche, con una media di 4 decessi quotidiani senza contare le invalidità temporanee e permanenti, e nessuno che paghi mai per tutto quel sangue versato. E come chiamate tutto questo? “Tragica fatalità!?!” Per questo allora: “Ahi ahi Franco. Mi sbaglio o lei sta istigando alla perpetuazione della violenza e alla sopraffazione fisica di Milioni di Lavoratori, vittime di un sistema feroce e sanguinario, schierandosi dalla parte di chi ruba, corrompe, evade tasse e contributi, tresca, collabora ed è colluso con la mafia attraverso certi stallieri e fa proclami bulgari per dare l’ostracismo a chi denuncia i suoi soprusi, le sue violenze i suoi delitti? Cattivo sangue non mente vero?” Specie se è sangue di chi è afflitto dalla lue del servilismo, che non può arrivare a comprendere il significato della parola Libertà, di cui tanto vi riempite la bocca confondendola con il diritto del più forte. “Libertà”, che come diceva il Poeta, “vo’ cercando ch‘è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta…”, o come J. Milton fa dire a Lucifero: “Meglio all’Inferno Libero che in Paradiso servir!” Ma so già che quelli della vostra “razza padrona”, da quell’orecchio non potete sentirci, perchè non solo siete sordi, ma addirittura nati senza le orecchie. E ricordate sempre una frase di Don Milani che diceva: “Quando diamo l’elemosina, non facciamo carità, risarciamo un danno. E vorrei tanto che fossero risarciti tutti i miliardi di espropriati del mondo neppure 400 capitalisti che hanno il controllo, secondo dati ONU, del 50% del prodotto mondiale. Ed è per difendermi dalla loro e vostra violenza, che continuo ad essere Comunista. www.iltravaglio.it#10 · FlexWorker
07 marzo 2007, 18:06 Per chi non lo sapesse o ricordasse: La banca d’italia non è un ente pubblico ma un’S.P.A. in cui la quota sociale è meno del 2 %. Naturalmente anche la b.c.e. è una spa, di cui, ad esempio, fa parte anche la banca centrale inglese. Queste banche emettono valuta e la imprestano in cambio di obbligazioni emesse dai singoli stati. Le nostre tasse quindi servono principalmente per ripagare alle banche gli interessi maturati. Quello che spesso non viene considerato: la convertibilità della banconota in oro non è più in vigore, quindi le banche trasformano LA CARTA in soldi, e li imprestano in cambio di altre CARTE che costringono la popolazione italiana a rendere in LAVORO la carta prestata.#11 · Marcello Marani
08 marzo 2007, 04:14 E che vor di? O mejio: “Che c’azzecca?” Altro discorso sarebbe, se si fosse parlato del denaro trasformato da “mezzo” per la semplificazione degli scambi a “fine” di potere. Ha presente la formuletta marxiana M.D.M. e D.M.D., dove M. sta per merce e D. per denaro? E perchè non si spiega che quando si titola a nove colonne: “BORSE, BRUCIATI 272 MILIARDI DI DOLLARI”, è solo un eufemismo,per dire che pochi hanno ricomprato a poco prezzo, azioni che precedentemente avevano venduto ai molti a caro prezzo, derubando con l’economia cartacea, regola base del capitalismo, i gonzi che “Giocano in Borsa”? E se il gioco rovina i più per arricchire i biscazzieri lo stesso accade con le Borse, che arricchiscono i pescicani della finanza e derubano i piccoli risparmiatori. Per chi non lo sapesse o ricordasse, ci sono i Cragnotti, i Tanzi i Bond argentini, i furbetti del quartierino i Coppola ecc., a ricordarglielo. E sai che risate quando tra 30, 40, 50 anni quando quelli che hanno gestito i fondi del TFR, fuori dall’Inps, se la daranno alla chetichella ed i poveri lavoratori troveranno il dindarolo vuoto? Come Pinocchio all’orto dei miracoli! E con l’eliminazione del falso in bilancio, non ci saranno neppure potenziali responsabili, che comunque per sicurezza saranno salpati verso altri e più sicuri e propizi lidi, da dove potranno continuare “off shore”, le loro rapine. E questo è il Capitalismo, che ce lo vogliono fare trangugiare come il migliore dei mondi possibili! Allora grideranno: “Aridatece “Baffone!”, solo che sarà troppo tardi ammenocchè, non si faccia una rivoluzione! Quindi: “ Meditate gente meditate!” E vorrei che veramente ci fosse un’altra vita per godermela sghignazando alla faccia dei miserabili, che stanno contenti e felici dalla parte di chi li rapina magari, dell’Inferno cui come Comunista dovrei essere sicuramente destinato. www.iltravaglio.it#12 · franco
09 marzo 2007, 22:57 Marcello, adesso avete mandato al governo un Ministro della Giustizia dei vostri, il Presidente della Repubblica è dei vostri, il Presidente della Camera è dei vostri, il Presidente del Senato è dei vostri, avete in mano Magistratura, Polizia e GdF, e lei mi dice che NON SIETE CAPACI DI FAR RESTITURE IL MALTOLTO A BERLUSCONI SE NON CON LA VIOLENZA? E allora perchè non comincia lei?#13 · FlexWorker
10 marzo 2007, 05:38 C’entra che queste sono solo chiacchiere. I soldi sono cartacce, è il lavoro che lo valorizza. Quindi non mi frega un cazzo di sapere che c‘è “il buco” e che per questo chi si è spaccato la schiena per arricchire i padroni adesso deve fare il miserabile. C’entra perchè è per ripagare ciò che è creato dal nulla, che si giustifica lo smantellamento (ooops liberalizzazioni) degli enti pubblici. La non proprietà della moneta e la contemporanea monetarizzazione dell’esistente (tempo vitale compreso) ci stà portando a non essere più pardoni di niente.#14 · Marcello Marani
10 marzo 2007, 08:26 Ari ari ari danghete con la violenza, quando si tratterebbe al contrario di carità cristiana, perchè aiutare il Caimano dimagrito di 49 su 50 miliardi ad entrare con maggiore facilità nella cruna dell’ago che proprio voi farisei dimenticate sempre. Del resto, tra l’altro lo ha confermato lui stesso, che non sa come spenderli, e sono miliardi non sono certo cresciuti nell’Orto dei Miracoli di Collodi ma in quello della Mafia dei sottogoverni, delle corruzioni, delle evasioni, delle prescrizioni ed abolizioni di reati varii. E quelli che lei definisce i miei ministri (ma li vede un Mastella o un Padoa Schioppa Comunisti?), sono i vostri burattini manovrati dalle lobbyes borghesi, che li hanno fatti arrivare al potere con la sola etichetta, quando sapevano bene che non avevano più nulla di sinistra, ma molto di sinistro e di opportunismo inciucista. E siccome a quasi settant’anni, penso di dover rìuscire prima o poi (speriamo molto poi) dalla scena, mentre riconosco e denuncio i nostri errori ed i nostri fallimenti, dico solo che saranno poi c…i vostri che dovrete riparare. Perchè anche per voi arriverà come sta accadendo negli SUA lo tsunami del redde rationem e anche i caporali ed i sergenti del potere vengono ricacciati tra le fila del proletariato, così come un certo Karl Marx aveva pronosticato un secolo e mezzo fa. E magari tra trenta o quarant’anni, quando vi troverete alla fame, senza pensioni, senza servizi sanitari, senza casa e con i figli e nipoti disoccupati, allora mordendovi i gomiti direte “Aveva proprio ragione quel rompipalle, e noi imbecilli non gli abbiamo creduto! Solo che sarà troppo tardi e allora la Rivoluzione intesa come assalto armato al palazzo e rivolta di piazza diventerà inevitabile, perchè o si vince o si muore di fame di stenti di privazioni di malattie curabilissime, ma solo per chi ha soldi. Solo che saranno sempre di meno, insaziabili, ad averne molti di più. Ed avendo figli e nipoti, avrei preferito che tutto questo non fosse inevitabile. Ma è grazie a quelli come voi che diventerà un sicuro inesorabile destino, perchè gli attuali potenti lo sono solo per le nostre debolezze e le vostre passive accondiscendenze. Quindi posso anticiparvi: “Attaccatevi…!!!” www.iltravaglio.it#15 · Prof.Francesco Attolico
10 marzo 2007, 13:51 Ampiamente condivisibile; tutti i contraenti giochino a carte scoperte e senza taboo pregiudiziali. L’aumento della soglia lavorativa a 65 anni non è un dramma; la disoccupazione dai 30 ai 50 anni (magari con laurea) è una vergogna nazionale; si dia priorità al part-time volontario e per i 55-65 enni, per le donne con necessità flessibili. attolico.dsepuglia@tele2.it 338.3156505 pres. D.S.E.Puglia (direz.nazionale Polo Laico LiberalSocialista)#17 · Marcello Marani
12 marzo 2007, 22:48 E lei crede, che io creda che lei crede? Ma mi faccia il favore!!! Io non penso affatto che il mondo si fermerà dopo di noi,anche se il suo paragone è abbastanza infelice perchè poi “le deluge” per las monarchia venne sotto Luigi XVI, che fiu diciano ridotto di statura con la santa ghigliottina. E se quello non fu un diluvio!!! Mi limito solo a presagire che nella conquista e nel consolidamento dei diritti si possa andare avanti o indietro. Si andrà avanti se si affermeranno i principi di Pace, di Libertà, Democrazia, Eguaglianza e Giustizia di cui siamo portatori mentre si andrà indietro se si ritiene che neppure 400 persone al mondo possano disporre di più del 50% della ricchezza. E fino a che in Italia avremo uno che si vanta di possedere 50 miliardi di euro e non sapere come spenderli, è normale che per raggiungere un tale tesoro, ci ha rapinato di Pace, di Libertà, Democrazia, Eguaglianza e Giustizia, oltre che di diritti e di servizi, perchè con le tasse che lui ed altri come lui hanno evase e continuano ad evadere si sarebbero potute fare molte riforme per fare stare un po meglio chi sta peggio. E quando dico che lo esproprierei di 49 miliardi, sono ancora magnanimo, perchè anche il residuo miliardo è sempre refurtiva sottratta al lavoro collettivo per destinarla ad un mafioso evasore e corruttore, che io schifo mentre lei e quelli al suo pari lo amate e vi prostrate. E credo di essere stato chiaro www.iltravaglio.it#18 · dino
13 marzo 2007, 11:57 Il discorso non si può fermare solamente al principale responsabile dello sfascio in cui è ridotta l’Italia (ometto il nome); e mi spiego meglio. La politica basata sull’evasione fiscale e sull’abbrutimento dei rapporti e della solidarietà nella società civile (che ha aiutato l’emersione della piaga dei furbetti del quartierino e del persegiumento dell’arricchimento personale ad ogni costo) ha provocato danni profondi che sarà difficile recuperare: un fenomeno come quello della lievitazione dei prezzi delle case e degli affitti ne è un esempio. Quando mai sarà possibile ritornare ad un livello di costo dei beni primari che possa essere minimamente accettabile per la gente comune? E allora, provocatoriamente aggiungo, quando qualcuno ha ipotizzato la tassazione di tutte le plusvalenze immobiliari (molte delle quali illecite) come mai tutti i nostri politici (anche quelli di CS) hanno voltato lo sguardo ed il naso da un altra parte? Perchè il CS non ha raccolta la sfida che il proprio elettorato gli ha consentito di raccogliere? La perdita di consenso del CS dipende anche da questo; invece che rompere i cosiddetti coi DICO, PACS e così via (che serve solo a buttare fumo negli occhi) perchè non si affrontano i veri problemi del paese? Perchè non si commentano neanche le trasmissioni come “W l’Italia” che domenica scorsa parlava della lottizzazione della politica (si, anche del CS) sui posti di lavoro (dirigenziale) delle regione Calabria? Chi è che farà una verifica su quello che è stato scritto dall’Espresso sulla gestione di Marrazzo della Regione Lazio? Dove si distingue la politica del CS dalle politiche affaristiche del CD? Date queste di risposte, prima di tutto ai vostri elettori e poi al paese intero e dopo che finalmente verrà fatta pulizia dalle condotte affaristiche e dalla lievitazione dei costi della politica, SOLO ALLORA, andate a chiedere sacrifici (possibilmente stavolta a chi ha sempre mangiato su un tavolo che abbiamo apparecchiato noi ma dal quale abbiamo ottenuto solo le briciole)! I sacrifici andate a chiederli alla Confindustria che prima si lecca 6 MLD di € cuneo fiscale (altra rapina a carico dei lavoratori) e poi fa cascare il governo (si sono lamentati tutti di Turigliatto e Rossi, ma di Andreotti e Pininfarina si sono scordati)! Pensate ad eliminare i PRIVILEGI… ed il consenso tornerà. Altrimenti, dopo la tanto auspicata modifica della legge elettorale, che sicuramente sarà fatta solo a patto di non toccare le TV ed il conflitto di interessi, che sarà fatta in modo di dare governabilità al paese, riconsegneremo l’Italia al CD per altri vent’anni!#19 · Marcello Marani
13 marzo 2007, 18:13 Sottoscrivo in pieno il commento di dino. Il governicchio del Professore avrebbe un solo modo efficace per risalire la china del consenso(- 20) perduto in meno di un anno. Imboccare la strada della Costituzione con lo slogan: “ Più Diritti per tutti e meno privilegi per gli amici e gli amici degli amici”, ed operare coerentememnte di conseguenza. www.iltravaglio.#20 · Roberto
17 marzo 2007, 10:40 questo articolo mette in luce il problema a tutto campo.Non esiste solo un problema di allungamento della vita ma anhe un problema di tipo occupazionale che se è instabile o troppo flessibile on periodi di scoperto lavorativo mette a rischio la tenuta previdenziale.Io ritengo che vadano fatte tre cose fondamentali.La prima è senza ombra di dubbio la riforma pensionistica che a parita di prestazioni erogate libera risorse che possono ridurre i contributi da lavoro e che di conseguenza fà emergere il lavoro e quindi ci saranno più contributi pagati se pur ad un prezzo inferiore,lintroduzione di un sussidio di disocupazione pari all’80% dell’ultima retribuzione percepita per ripristinare la continuità del reddito e stimolare i consumi,la revisione della legge Biagi che è come una strada con una serie di laterali piene di rifiuti.Bisogna pulire dai rifiuti che sono le formule precarizzanti ed unitilizzate e lasciare solo la strada con una serie di laterali.La flessibilità pero non può incidere sul sistema previdenziale per cui è necessario creare una offerta di lavoro maggiore della domanda in modo da ridurre al minimo lo scoperto contributivo.La flessibilità se ben accompagnata può andar bene un pò di più per i giovani e meno per i meno giovani.Comunqe non dovrebbero esistere più contratti di tre mesi ma di quattro per la piccola e media industria in modo che il lavoratore abbia almeno il tempo di focalizzare il lavoro.La flessibiltà che comporta il cambio del posto di lavoro non può comportare il cambio del tipo di campo in ui un lavoratore vuole specializzarsi.Se si decide di specializzarsi nel settore elettrico si può cambiare lavoro solo all’interno di questo campo etc.Una volta imparata la professione si potrà andare verso il lavoro stabile,e a tal proposito e bene porre un limite al contratto a termine reiterabile al massimo per tre volte.Si crea lavoro anche stimolando i consumi e cioè aumentando il potere d’aquisto delle pensioni ,delle retribuzioni senza aumentare il costo del lavoro che al contrario deve diminuire.Pensiamo alla riduzione IRPEF e alla riduzione dei costi per beni e servizi con le liberalizzazioni o all’eliminazione di certe tasse certi costi fissi e combattendo il caro affitti che non può assorbire più del 30% dello stipendio-Ciao Roberto#21 · andrea
19 marzo 2007, 13:05 Sabato, 10 Marzo 2007 La Camera ha approvato la riforma delle pensioni con 408 voti a favore, 169 contrari e 4 astenuti. Ogni tanto i politici riescono ancora a stupirci. Le proteste dei Sindacati e delle lobbies non hanno corroso la maggioranza nè rallentato l’iter della Legge. Ma, soprattutto, non sono riuscite ad avvolgere il testo in quel nodo scorsoio di commi, eccezioni e subordinate che da sempre strangolano nella culla qualsiasi provvedimento si metta in testa di cambiare sul serio qualcosa. Questa riforma è limpida come un torrente alpino non ancora affittato da una discarica: dispone che i nati dal 1 Gennaio 1964 in poi possono andare in pensione con pieno diritto solo a 67 anni, mentre per tutti gli altri continuerà il vecchio limite di 65. Punto e fine. Spariti gli scaloni e gli scalini, e anche tutte quelle tabelle liberamente ispirate ai geroglifici che per anni hanno macchiato in maniera incomprensibile le pagine dei giornali. La situazione non era mai stata tanto chiara. Adessi i cittadini sanno che dal 2029 il traguardo della vita lavorativa si sposterà in avanti di due anni. Non è facile, infatti, tenere in piedi l’economia di un Paese in cui si nasce sempre di meno e si muore sempre piu’ tardi. Ma decisioni come questa restituiscono almeno la speranza in una politica adulta , capace di prendersi delle responsabilità e di farlo con chiarezza. VI HO SPAVENTATO CON DELLA FANTAPOLITICA? No, cari lettori di Aprile Online. Ho solo commentato il resoconto dell’approvazione della nuova legge sulle pensioni fatta dal Paramento TEDESCO. La Germania si’ che ha un Governo “sceeerio”. Non l’Italia.#23 · Mariano
16 maggio 2007, 12:44 Proprio oggi la Corte dei Conti ha rimproverato i Governi di dare troppi soldi ai dipendenti pubblici. Dal 2003 al 2005 la spesa corre impazzita…..Ma per chi? chi sta prendendo soldi a barcate? io di sicuro no! 1.200,00 Euro se questo è un sacco di soldi Al presidente della Corte dei Conti perchè non diamo 600,00 euro al mese? così i conti dello Stato si rimettono a posto. Così come pure le pensioni. Saluti Sinistriform di registrazione al sommario
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#1 · marco lodi
02 marzo 2007, 08:44 grazie prof. La Sua intelligenza non si appanna mai.Credo che ricordare il rapporto fra deficit ed occupazione sia pedagogicamente “molto necessario” in una società nella quale il lavoro sempre più é veicolo di emancipazione pesonale e stabilizzazione identitaria.