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Omofobia, un'arma politico-religiosa

Franco Grillini,   14 febbraio 2007, 18:08

Omofobia, un'arma politico-religiosa Dibattito     La recrudescenza dell'odio anti-omosessuale, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, viene fomentata dalla Chiesa e dalle forze politiche di destra, che strumentalizzano il pregiudizio omofobico ancora presente nel Paese per scopi politici. E' urgente aggiornare la Legge Mancino affinché comprenda le violenze motivate dall'orientamento sessuale 



È "il pregiudizio, la paura irrazionale o l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali, o le azioni che da esso derivano o che ad esso sono riconducibili" insieme alla "paura dell'omosessualità" che fanno capo al vasto universo "omofobia", neologismo che deriva dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura) coniato nel 1971 dallo psicologo George Weinberg.
L'omofobia è totalmente assimilabile al razzismo e la militanza gay chiede da tempo che la Legge Mancino sia emendata per ricomprendere insieme a "discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" le violenze motivate dall'orientamento sessuale.
Vanno in questa direzione le proposte sul "pacchetto antiviolenza" del Ministro Barbara Pollastrini e la proposta di iniziative anti-negazioniste del Ministro della Giustiza Clemente Mastella relative all'antisemitismo.

Sono iniziative urgenti perché assistiamo, negli ultimi mesi, ad una recrudescenza dell'odio anti-omosessuale e dei fatti di violenza che coinvolgono lesbiche e transessuali.
Tale recrudescenza è legata sì ad una maggiore visibilità del movimento nel suo complesso, e alla centralità politica del tema delle coppie di fatto, ma è fomentata, e si acuisce giorno dopo giorno a suon di prese di posizione, da due agenti in particolare: la politica e la religione.

Da un lato la Chiesa cattolica è all'attacco e senza risparmiare colpi, anche bassi, cerca di dettare l'agenda politica al parlamento al suon di mille campanili: "i gay non sono famiglia".
Le forze politiche, segnatamente quelle di destra o vicine al cattolicesimo integralista, hanno deciso di strumentalizzare il pregiudizio omofobico ancora presente in strati più o meno larghi della società, brandendolo come arma politica.
Lo ha fatto Berlusconi affermando che tutti gli omosessuali stanno a sinistra brandendo, così, la clava di un bieco maschilismo da bar.

Questo è solo un esempio, delle decine che si potrebbero addurre, di un'operazione moralmente riprovevole tipica di una destra primitiva che in Europa è rappresentata dagli estremismi di Le Pen e Heider.
Dall'altra parte della barricata una troppo timida cultura laica di sinistra sta cercando di fare muro alle pretese del Vaticano, con fatica.
Il livello di omofobia raggiunto nel sodalizio tra destre e cattolici, è allarmante e le posizioni della Chiesa rassomigliano troppo vivacemente a quell'antisemitismo che negli anni '20 trovò l'acquiescenza dell'ente religioso nella persecuzione degli ebrei.
Non a caso quando si trattò di abolire le leggi razziali, da Oltretevere venne la richiesta di non abolirle del tutto.





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