Mercoledì, 10 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento alle 21:15
Rigassificatore British Gas di Brindisi: 5 arresti
Leo Palmisano, 12 febbraio 2007, 16:43
Accade in Italia
L'ex sindaco di Brindisi, Antonino, l'imprenditore Scagliarini e tre funzionari della British Gas sono finiti in manette per ordinanza del Gip. Accuse di corruzione e falso in bilancio dietro una delle vicende più tristi della politica economica regionale e nazionale degli ultimi anni
Cinque arresti eccellenti. Cinque membri di quella lobby che per anni ha sostenuto la necessità di un rigassificatore inglese in Puglia, a Brindisi, in un territorio già abbondantemente martoriato dalla presenza industriale di una centrale a carbone dell'Enel - quella di Cerano - e di un complesso sistema petrolchimico che ha mietuto e continua a mietere vittime di cancro e asbestosi tra gli ex-operai.
L'ex sindaco di Brindisi, Antonino, l'imprenditore Scagliarini e tre funzionari della British Gas sono finiti in manette per ordinanza del Gip. Accuse di corruzione e falso in bilancio dietro una delle vicende più tristi della politica economica regionale e nazionale degli ultimi anni.
Dacché Vendola si è insediato come governatore, il nodo dei rigassificatori (apparenti vettori di energia pulita) è venuto al pettine della ribalta politica, suscitando un malumore trasversale. La giunta regionale, governatore in testa, non sente la necessità di un rigassificatore nell'area portuale brindisina. Lo stesso per l'attuale giunta comunale di centro-destra. E lo stesso, siamo sicuri, pensano numerosissimi pugliesi impauriti dalla presenza di un altro mostro industriale imposto da una delle più grandi multinazionali del settore, la British Gas, appunto.
La storia dell'industria pugliese è storia di un vecchio colonialismo produttivo al servizio di un manipolo di imprenditori (come il famigerato Riva dell'Ilva di Taranto) senza scrupoli, interessati alla posizione strategica della regione nello scacchiere geo-economico del Mediterraneo. La presunta propensione industriale di Brindisi e di Taranto ha reso queste città vittime di una sbalorditiva violenza anti-ecologica. Due città accomunate dal fatto di essere sul mare, e su spezzoni tra i più belli della costa pugliese, e letteralmente violentate da volontà politiche interne ed esterne alla regione.
La scelta di collocare il rigassificatore a Brindisi risale al governo Berlusconi, ma ha trovato in Prodi, e in una parte del suo governo, una sponda concreta che ha fatto avanzare i lavori di costruzione dell'impianto nonostante le proteste di Vendola e del Comune di Brindisi. I lavori per fortuna sono stati bloccati dalla magistratura, ma questo, disgraziatamente, non fa che confermare i timori di quanti con lungimiranza vi hanno visto dietro - soprattutto nell'insistenza britannica sui rigassificatori - una soluzione momentanea alla crisi petrolifera che non favorisce la ricerca globale di fonti energetiche alternative.
In realtà, finita l'era del petrolio a basso costo, pare aprirsi un'epoca del gas che ben s'innesta su un processo di depauperamento delle risorse naturali a danno dei paesi dell'est europeo più vicini alla Puglia. Infatti, il rigassificatore di Brindisi rientra in quel grande progetto di connessione stradale dell'Italia a paesi come la Bulgaria, l'Ungheria, la Romania, che va sotto il nome di Corridoio 8. Un corridoio che, a detta di chi ne sostiene la fattibilità, dovrebbe facilitare l'ingresso di merci italiane in quello spezzone di Europa trans-balcanica.
Alla luce di quanto sta accadendo, viene da chiedersi se non sia necessario ridefinire l'inquadramento della regione Puglia nel contesto euro-mediterraneo più nei termini della salvaguardia dell'ambiente così com'è, che puntare invece sulla deturpazione e sull'esportazione di questo indiscutibile modello colonialista. In fin dei conti, non è attraverso l'imposizione di faraonici progetti infrastrutturali che passa lo sviluppo economico, ma mediante una previa integrazione culturale e politica tra paesi diversi.
Adesso che la magistratura ha messo un punto fermo, è sotto gli occhi di tutti la realtà dei fatti. Di tutti davvero? Non proprio. L'ex governatore pugliese, Raffaele Fitto, si affretta a continuare a sostenere la necessità di una struttura di questo tipo. Strano, perché proprio lui che con la magistratura ha più di un contenzioso aperto, dovrebbe tacere, e lasciare la parola al buon senso altrui. A quello di chi, conviene ribadirlo, ci ha visto giusto sui legami mafiosi tra multinazionali dell'energia e vecchie amministrazioni pubbliche.
La speranza della Puglia, adesso, è che il ministro Bersani si renda conto quanto Vendola dell'inopportunità etica, prima ancora che ecologica, di un progetto siffatto. Del resto, da Amartya Sen in poi, che economia ed etica non debbano più percorrere strade divise è un assunto imprescindibile.
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#2 · COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA
13 febbraio 2007, 09:37 COMUNICATO STAMPA COMITATO CITTADINO Isola Pulita UN PRIMO RISULTATO OTTENUTO DAL COMITATO CITTADINO “Isola Pulita” Lo scorso ottobre il ministero dell’ambiente ha convocato presso il ministero, per un’audizione il sindaco di Isola delle Femmine argomento: “sospetto inquinamento atmosferico a Isola delle Femmine” La convocazione fa seguito alla diffida che l’ Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia ha notificato alla Italcementi . Secondo la perizia dell’Arpa “l’azienda di Isola delle Femmine causa variazioni della qualità dell’aria per gli inquinanti emessi in atmosfera, modifiche all’impianto e al ciclo produttivo senza preventiva autorizzazione, utilizzo del petcoke, sottoprodotto della lavorazione del petrolio, come combustibile”. “La ditta – si legge nella diffida – non ha indicato i combustibili autorizzati nè la data di inizio di impiego del petcoke. La natura del petcoke non compare nei rapporti di prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera e le modalità di gestione non sono citate nei decreti autorizzativi”. Il comitato cittadino “Isola pulita” ha sollecitato le autorità ad attivare tutte le procedure per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini. Il comitato ha intenzione, inoltre, di monitorare e verificare le connessioni tra il rapporto dell’Arpa e le patologie più diffuse sul territorio: neoplasie e malattie della tiroide. Il presidente della Commissione Ambiente senatore Tommaso Sodano e Giovanni Russo Spena hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente per avere informazioni sugli interventi di bonifica da apportare sul sito e sui rimedi per tutelare la salute degli abitanti di Isola. “Il petcoke – scrivono i senatori nell’interrogazione – è responsabile dell’emissione in atmosfera di idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel. L’Arpa ha rilevato la presenza di questi inquinati. Ma quel che è più grave è che le polveri sospese nell’aria, in base alle diverse quantità, possono provocare diverse malattie nell’uomo, allergie, malattie respiratorie e perfino tumori”. Il Comitato Cittadino “Isola Pulita” nell’esprimere vivo compiacimento per la sensibilità dimostrata dal Ministero con la convocazione del Sindaco di Isola delle Femmine: Sollecita: -le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza; -all’Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità; Propone: -di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine. Nello specifico il quadro sanitario della situazione sanitaria di Isola presenta delle anomalie meritevole di una urgente ed approfondita indagine conoscitiva. Invita: -Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della IItalcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine. Il Comitato Cittadino Isola Pulita www.isolapulita.it#3 · ComitatoCittadinoisolaPulita
30 marzo 2007, 23:39 LA TV CON LA VITA IN DIRETTA DA ISOLA DELLE FEMMINE DA ISOLA DELLE FEMMINE LA VITA IN DIRETTA IL GIORNO 4 DI APRILE ALLE ORE 18 A ISOLA DELLE FEMMINE IN PIAZZA PITTSBURG Troviamoci per parlare di Legalità; Troviamoci per parlare delle Aziende Insalubri; Troviamoci per parlare di Lavoro; Troviamoci per parlare della Nostra Salute; Troviamoci per parlare delle Nostre Bellezze Naturali: ITA020005 Isola delle Femmine ITA020006 Capo Gallo ITA020023 Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana ITA020047 Fondali di Isola delle Femmine – Capo Gallo (Siti S.I.C.); Troviamoci per parlare del Nostro Paesaggio; Troviamoci per parlare dei Nostri Diritti; Troviamoci per parlare di Ambiente; Troviamoci per parlare del Nostro Paese; Troviamoci per parlare della Nostra Economia; Troviamoci per parlare del Nostro Territorio; Troviamoci per parlare del Nostro Mare; Troviamoci per rivendicare il Nostro Diritto alla Partecipazione e al Controllo; Il Comitato Cittadino Isola Pulita www.isolapulita.it LA DIRETTA IN TV DEL PROGRAMMA “LA VITA IN DIRETTA” RAI UNOform di registrazione al sommario
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#1 · franco
13 febbraio 2007, 01:45 Non una parola sul fatto che l’ex Sindaco arrestato fosse di Sinistra, ovviamente. Poi, potete spiegare ai lettori perchè il rigassificatore di Brindisi non s’ha da fare, perche “non è un vettore di energia pulita”, mentre quello di Livorno, si’? E se non volete bruciare il carbone nelle centrali elettriche, che cosa proponete di bruciarci dentro, se non volete neanche il gas? Spiegate al vulgo come si fa a produrre energia senza carbone, senza gas, senza petrolio e senza nucleare! Magari voi avete la ricetta per farla, questa energia: perchè non lo spiegate a tutti?